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v_alfano” post=106420
Ho provato a compilare premendo su Typeset. Mi apre il pdf in anteprima, come quando clicco su “Compila”. Per salvarlo, non trovo altra opzione che Stampare il pdf, cliccando sulla sesta icona, a forma di stampante, dopo la fotografia. Forse è qui l’errore? Perché anche così continua a produrmi un pdf in A4…Ehm….il file compilato è automaticamente salvato nella stessa cartella del tuo file. Se il tuo file si chiama tesi.tex nella stessa cartella troverai tesi.pdf
Non c’è alcun bisogno di salvarlo facendo cose strane (come mandarlo alla stampante e salvare il pdf dell’anteprima di stampa).
Se fai processare il pdf alla stampante è chiaro che questa riporta le dimensioni all’A4, visto che è configurata per stampare A4Apri il file pdf prodotto automaticamente da TexShop e vedrai che questo avrà le dimensioni corrette 😉
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Io quando ho dovuto fare uno studio simile ho usato bibdesk (che non è altro che un database bibliografico integrato con latex).
Il risultato non è quello che descrivi ma è molto più simile ad usare un database. La comodità è avere in output il file .bib pronto per essere immesso nel documento finale.Non ti saprei aiutare nel fare quello che chiedi 🙁
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Con gli editor canonici quando si modifica il frontespizio bisogna rifare la stessa procedura che hai già seguito per produrlo
1. compili il file principale
2. compili il file frontespizio-frn.tex
3. compili di nuovo il file principaleTu dovrai aggiungere il passaggio di spostare il nuovo frontespizio-frn.pdf nella cartella giusta
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si togli il comando maketitle, date, author che tanto non servono.
Non ho mai usato texpad…in ogni caso il file frontespizio.frn.pdf deve stare nella stessa cartella di tesi.tex e di frontespizio.frn.tex
Se sta in una sottocartella è indifferente che questa sia visibile o nascosta, ti darà sempre lo stesso errore 🙂
::Little” post=105229
Ma facendo cosi mi da errore perchè dice che non trova frontespizio.frn.pdf che sta in una cartella nascosta con tutti i file creati da texpad.
Temo che il problema stia proprio qui.
Immagino che se prendi il file frontespizio.frn.pdf situato nella cartella che dici te e lo metti nella stessa cartella del tuo mainfile tesi.tex funzioni tutto come dovrebbe funzionare.
È una soluzione casareccia e magari scomoda…con un editor classico per latex non ci sarebbe bisogno di fare ciò. Almeno il frontespizio non è una cosa che si cambia ogni giorno 😉hai provato a fare come ti avevo suggerito?
Il frontespizio è la pagina con il titolo…non ho mai visto una tesi che abbia 2 pagine con il titolo (non che ne abbia viste tantissime eh…però qualcuna l’ho vista)
Per quanto riguarda il resto sono cose che cambiano da università a università….vai in segreteria e chiedi di preciso come deve essere
::Ma facendo cosi mi da errore perchè dice che non trova frontespizio.frn.pdf che sta in una cartella nascosta con tutti i file creati da texpad.
Temo che il problema stia proprio qui.
Immagino che se prendi il file frontespizio.frn.pdf situato nella cartella che dici te e lo metti nella stessa cartella del tuo mainfile tesi.tex funzioni tutto come dovrebbe funzionare.
È una soluzione casareccia e magari scomoda…con un editor classico per latex non ci sarebbe bisogno di fare ciò. Almeno il frontespizio non è una cosa che si cambia ogni giorno 😉
7 Febbraio 2016 alle 20:56 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104944::
Non vale se dico che io lo leggerei? 😀A parte gli scherzi…se c’è scritto chiaro e tondo immediatamente prima del link per il download che non è un template per tesi ma è un esempio didattico (o con qualsiasi altro nome diverso da template) il novizio in cerca di template nemmeno lo vede il link.
Lui cerca un template per tesi, basta togliere dalla pagina queste 2 parole chiave e la vista selettiva di chi cerca senza leggere farà il resto 😉
7 Febbraio 2016 alle 20:12 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104942::And” post=105018
Aspetto sempre indicazioni sui template del mio sito. In mancanza di valide indicazioni contrarie (e tenendo conto delle osservazioni di Claudio e Tommaso), domani li tolgo tutti.
In attesa di pareri più competenti del mio, ti consiglierei di non togliere nulla.
Se un neofita desidera “fare una cosa simile all’Arte” può provare, può farsi un’idea della distanza che deve percorrere avendo a disposizione lo stesso strumento che hai usato tu: anche questa è una cosa utile.Al massimo puoi evidenziare sul sito che a causa della classe utilizzata possono verificarsi problemi a ricompilare i sorgenti a distanza di tempo. Uomo avvisato…
Ciao
AndreaAggiungo anche io il mio modestissimo parere 🙂
Secondo me cancellare i template dal sito sarebbe una mossa drastica e anche io concordo con And. Basterebbe una didascalia che avvisi l’utente novizio che la classe non è “chiavi in mano” e quindi potrebbero sorgere problemi durante il suo utilizzo
::illinguista1972″ post=104991
quale classe usereste come base per scrivere un template da usare per alcuni dei vostri documenti?
Ci sono le classi standard di LaTeX, per esempio.
`\documentclass[a4paper]{article,book,report}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{}
\usepackage{microtype}`
Con questo puoi scrivere tranquillamente praticamente tutto quello che vuoi. Io faccio così.Ciao
TommasoOvvio…ma c’è una differenza tra prendere un prodotto grezzo (la classe book,article, report) e arrivare al prodotto finito (il template) e prendere il semilavorato (KOMA, memoir[che non ho mai approfondito], altre classi che non conosco) e arrivare al risultato finale.
Adesso è ovvio che se voglio realizzare una piastra forata in metallo partirò da un semilavorato che è una piastra e non da un semilavorato che è una barra cilindrica (questo per dire che probabilmente non tutte le classi sono adatte per fare tutti i documenti, eccezion fatta per le 3 classi base di latex)
È anche vero però che una azienda che taglia piastre al laser non parte dal metallo grezzo ma da un semilavorato.
Quello che voglio dire….certo se parto da book riesco a fare qualsiasi cosa…tutte le classi si basano su book ma, magari, partendo da una buona classe che abbia delle opzioni un pò più avanzate si riescono a produrre dei risultati in maniera più indolore. Non tutti sanno prendere il metallo grezzo e realizzare una piastra!C’è poi la terza scelta….chiamo una azienda che realizza piastre e prendo il prodotto finito (uso suftesi o un’altra classe che ha dei comportamenti definiti e passa la paura)
PS. scusate la metafora improbabile 🙂
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