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  • in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72646
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      Io il problema di memoria non ce l’ho, perché a suo tempo l’ho aumentata e ora non so più come fare per ritornare alle impostazioni di default; anzi, se qualcuno me lo spiega, mi fa un piacere. Però [tt]samples=100[/tt] per un grafico 3d vuol dire 100×100=10000 punti, che non sono pochi. Hai provato a vedere se il problema si presenta comunque commentando tutto tranne la prima figura?

      Il problema non è “fare i calcoli”, ma “dove metterli”. Anche se i numeri li leggo da un file esterno, se non ho sufficiente spazio per memorizzarli, dovrò fermarmi. Per togliermi il dubbio, ho fatto una prova con una tabella di 170000 valori generata da Mathematica: il problema si è verificato lo stesso. Sulla maggiore velocità nel caso di lettura da file, tabella o coordinate digitate manualmente hai ragione: la differenza si nota eccome!

      La questione è nella differenza tra [tt]\addplot[/tt] e [tt]\addplot+[/tt]. Il primo sostituisce le impostazioni che seguono a quelle già definite o di default; il secondo le aggiunge semplicemente. Nel primo esempio, non hai dato opzioni e perciò pgfplots ha usato quelle di default (con i marcatori). Nel secondo caso hai detto di ignorare le impostazioni già fatte e di tracciare una linea senza marcatori (chiave inutile perché siccome nessuno gli aveva detto di mettere i marcatori, non li avrebbe messi). Nel terzo hai detto di ignorare le impostazioni già fatte e di tracciare una linea spessa blu. Non avendo detto che vuoi i marcatori, non li ha messi. Se scrivi [tt]\addplot+[thick, blue] {sin(deg(x))};[/tt] vedi che ricompaiono i marcatori, perché nelle opzioni di default ci sono già.

      P.S.: Quando il sorgente è così lungo, forse sarebbe meglio allegarlo dopo averlo compresso in formato zip, perché è stata un’impresa selezionare tutto il contenuto nella finestrella.

      in risposta a: LaTeX per giuristi: la procura a margine #70419
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        deer” post=72025Che ne dici, Liverpool?

        Scusatemi se non sono intervenuto prima, ma ho avuto un po’ da fare. Mi sembra di capire che l’ottimo @OldClaudio ha di fatto implementato una versione migliore (non c’erano dubbi) di quella indicata da me, che in realtà era solo un suggerimento da stimolo e probabilmente non avrebbe funzionato correttamente. Perciò credo che a questo punto il mio contributo sia inutile.

        Buon lavoro

        in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72643
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          Non c’è bisogno di chiedere scusa.

          1.a) La lentezza in fase di compilazione è inevitabile. Attualmente la soluzione migliore è la libreria external di pgf via TikZ (cap. 7 a pag. 349 del manuale), che salva una copia della figura in pdf e le volte successive carica quella, anziché rigenerare il grafico. Si carica con
          `\usepgfplotslibrary{external}
          \tikzexternalize`la seconda riga serve ad attivare la funzione. E’ necessaria una lettura del manuale per conoscere le opzioni.

          1.b) Lo sforamento della memoria. Non so se la risposta che ti do è pertinente, perché forse non ho capito bene il problema. Non dipende dalle potenzialità di calcolo di TeX, ma dalla mole di dati che è necessario memorizzare temporaneamente per tracciare il grafico, quindi il problema non si risolve ricorrendo alla funzione di importazione. La soluzione consiste nell’aumentare la memoria a disposizione di TeX (cap. 6 a pag. 346 del manuale di pgfplots e suggerimenti di Enrico su questo forum). Ho notato che a volte anche suddividere il dominio in intervalli disgiunti può risolvere il problema. Per questo mi sembra strano che il problema sia dato dal numero di grafici nel documento (una ventina, come dici tu). Potrebbe essere che tra di essi ce ne sia almeno uno che da solo sfora la memoria. Potresti mandarmi il sorgente per email?

          2) con [tt]samples=300[/tt] la compilazione richiede meno di 2 secondi e non mi dà nessun problema di memoria. Possibile che abbia problemi con [tt]samples=100[/tt]? Per principio sono generalmente contrario ai metodi di interpolazione per il tracciamento dei grafici, in sostituzione di un maggior numero di punti (ma stavolta il risultato è molto buono). Per informazione, in questo caso il metodo usato è quello delle curve di Bézier cubiche.

          3) [tt]samples=25[/tt]

          4) non ho capito bene cosa vuoi dire. Per le curve dello spazio puoi usare [tt]smooth[/tt]. Per il metodo di colorazione della superficie puoi usare [tt]shader=interp[/tt]. C’è anche la patchplot library (par. 5.6 a pag. 305 del manuale di pgfplots), in particolare con la chiave [tt]patch refines[/tt] per le griglie.

          5) vallo a capire. Una notazione alternativa è [tt]sin(\x r)[/tt] per dire che x è in radianti. In questo caso la barra rovesciata è obbligatoria.

          6) Una scelta come un’altra. Non è vero che [tt]thick, blue[/tt] implica [tt]no marks[/tt]. Se usi [tt]\addplot[/tt] invece di [tt]\addplot+[/tt] i marcatori non ci sono a meno che non lo decida tu.

          7) Dipende dalla visualizzazione. Se usi [tt]axis lines=box[/tt] (per difetto), così in Mathematica e Matlab come qui, l’etichetta dell’asse delle ordinate è centrata e ruotata (in Mathematica devi usare [tt]Frame->true, FrameLabel->{x,y}[/tt]). Se invece usi [tt]axis lines=middle[/tt] l’etichetta è in alto. Puoi modificarne lo stile a piacere con [tt]ylabel style[/tt].

          8 ) [tt]variable=\t[/tt] va scritto tra le opzioni di [tt]\addplot[/tt], non di [tt]\axis[/tt]. Quando tu usi un comando per generare una superficie, pgfplots si crea una matrice i cui elementi sono il prodotto cartesiano dei nodi di x per i nodi di y. Su queste coppie ordinate determina la quota in funzione dell’espressione che dai. Per intenderci, l’esempio del sombrero è equivalente a questa notazione:
          `\addplot3 [surf, samples=10, domain=-2*pi:2*pi, colormap/cool] ({x}, {y}, {sin(deg(sqrt(x^2+y^2)))/sqrt(x^2+y^2)});`
          che vuol dire: il primo elemento è l’insieme dei nodi di x, il secondo quello dei nodi di y, il terzo è la funzione costruita sul loro prodotto cartesiano. Se tu dici [tt]samples y=0[/tt] vuoi che la y sia ignorata e che le coppie ordinate diventino funzione solo di x. Però il primo elemento della terna di parametri non è più [tt]{x}[/tt] come nel caso di default, ma è a sua volta una funzione di x, perciò quello che viene fuori è una curva dello spazio:il primo elemento è una funzione di x, il secondo una funzione di x e il terzo ancora una funzione della sola x (perché hai detto ingora y).

          9) azimut ed elevazione. Il manuale non è chiaro su quali siano i lati dell’azimut (che si possono desumere dalla prima figura del par. 4.10.1), però dice che la chiave [tt]view[/tt] è compatibile con l’omonimo comando di Matlab. Sulla guida di questo software si legge che l’azimut ha per lato fisso il semiasse negativo delle y, come mostra la figura seguente:

          [attachment=257]view.png[/attachment]

          10) Questa è difficile. La tridimensionalità di pgfplots è l’illusione generata dalla disposizione dei punti in un grafico bidimensionale. Il valore di [tt]z buffer[/tt] stabilisce quali sono i punti che vanno disegnati per primi e quindi possono essere nascosti dai successivi. Nel caso di [tt]sort[/tt] i punti più in profondità sono i primi. Il codice è corretto.

          11) Il problema è che Mathematica scive [tt]ComplexInfinity[/tt] nella tabella, ma pgfplots capisce solo inf e nan, perciò bisogna sostituire tutte le occorrenze del primo con uno dei secondi. Preferisco NaN perché noi non sappiamo se è +inf o -inf. Il codice Mathematica rivisto è:
          `out = Table[{x, Gamma[x]}, {x, -5, 5, 0.01}] /. {ComplexInfinity -> NaN};
          Export[“gamma.txt”, out, “Table”];`
          Il comando di tracciamento per pgfplots è
          `\addplot [unbounded coords=jump] file {gamma.txt};`
          [tt]unbounded coords[/tt] dice cosa fare quando incontra un valore inf o nan. In questo caso dice di ignorarlo, perciò il grafico viene interrotto nei punti adiacenti. Se avessi scelto [tt]discard[/tt] (default), avrebbe collegato con un segmento i punti adiacenti (come fa Mathematica).

          12) … gli americani! Scrivi
          `\begin{axis}[yticklabel style={/pgf/number format/set thousands separator={}}]`

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          in risposta a: Introduzione all’uso di TikZ in Ingegneria #72942
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            cfiandra” post=71978Pensavo, se siete d’accordo, di riportare nella guida entrambe le vostre versioni: in questo modo si può evidenziare come ci siano molte strade per realizzare un disegno.

            Per me non c’è problema, ma visto che ci sono due circuiti e che anche l’altro andrebbe rivisto, si potrebbe usare un metodo per il primo e l’altro per il secondo.
            Mi sto convincendo che la soluzione di @Elrond di sovrapporre i due metodi possa essere valida. Farò un tentativo, ma la mia paura resta sempre quella di dover riprendere il circuito dopo tanto tempo e non capirci più niente. In ogni caso, se usi il metodo delle coordinate relative, dovresti aggiungere qualche riga di spiegazione nel capitolo 1, altrimenti non si capirà niente.

            cfiandra” post=71978È vero che i diagrammi hanno l’asse sbagliato (interessante che me lo abbiate fatto notare voi e non chi mi ha corretto l’homework a suo tempo :D)

            Forse il correttore ha interpretato ogni riga verticale come una potenza di dieci. In tal caso il tuo polo avrebbe una pulsazione di circa 30 krad/s, di certo più sensato dei 4.5 rad/s che vedresti con la scala naturale. Quindi non è proprio un errore, ma non so perché, forse la griglia quadrata mi ha portato a pensare all’asse naturale. Decidi tu se vuoi cambiarla o no.

            Riguardo alle linee sgranate/di spessore diverso, il problema lo riscontro con Acrobat X, con il visualizzatore di TeXstudio e con quello di TeXworks, anche ingrandendo. Quello che mi stupisce di più è che la linea di massa sembra realizzata incollando più segmenti, quando dovrebbe essere un pezzo unico. Comunque questo problema l’ho sempre avuto con [tt]circuitikz[/tt].

            in risposta a: Introduzione all’uso di TikZ in Ingegneria #72938
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              Forse sono stato troppo conciso. Se vuoi che il resistore sia centrato, devi inserirlo tra | e |, altrimenti aggiungi un tratto orizzontale.
              Proverò a fare come suggerisci tu, ma temo che riprendere un circuito complesso dopo un po’ di tempo quando si sono usate le coordinate relative possa diventare un incubo.

              [OT]

              Io uso Adobe Acrobat X. Quello che vedo te lo riporto in uno stamp. Non so se si nota, ma sembra che la linea orizzontale sia interrotta in più punti. Ovviamente non è un problema che riscontro solo con questo circuito. Comunque non voglio sporcare il filone di Claudio.

              Ciao

              [attachment=243]circuito2.jpg[/attachment]

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              in risposta a: Introduzione all’uso di TikZ in Ingegneria #72936
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                Elrond” post=71972la resistenza di reazione non è “centrata”

                perché avresti dovuto scrivere |- e non -|

                Elrond” post=71972ho dovuto specificare un nodo (ho provato in tutti i modi a evitarlo ma non ce l’ho fatta

                Perché? Così non va bene?
                `
                \begin{circuitikz}
                \draw
                (0,0) node [op amp, anchor=-] (op1) {}
                (op1.-) to [C,l_=$C_1$] ++(-2,0) to [R,l_=$R_1$,-o] ++(-2,0)
                (op1.-) -| ++(0,1.5) to [R, l^=$R_2$] ++(2.5,0) |- (op1.out)
                (op1.out) to [short, -o] ++(1,0)
                ($(op1.-) + (-4,0)$) to [open, v_<=$V_\mathrm{in}$] ++(0,-2) ($(op1.out) + (1,0)$) to [open, v^<=$V_\mathrm{out}$] ++(0,-1.5) to [short, o-o] ($(op1.-) + (-4,-2)$) (op1.+) -| ++(0,-0.9) node[ground] {} ; \end{circuitikz}` Detto questo, grazie per le modifiche. In realtà il [tt]\let[/tt] l'ho inserito volutamente per mostrare che si può accedere separatamente alle coordinate dei morsetti. Per quanto riguarda le coordinate relative, sinceramente le posso trovare utili in un circuito piuttosto semplice, ma in un circuito complesso credo che sia più intuitivo avere direttamente la posizione assoluta dei "nodi". In definitiva, non credo che lo userei (forse una via di mezzo non sarebbe male). Continuo a storcere il naso per quella massa :P [Domanda OT] Ma voi alcune linee le vedete più sgranate di altre? Soprattutto nei collegamenti ai morsetti dell'opamp?

                in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72640
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                  lorenzo.pantieri” post=71953pgfplotstable no: l’Arte copre a sufficienza l’argomento “tabelle”, troppe indicazioni confondono il lettore;

                  pgfplotstable si occupa della personalizzazione del formato dei dati di una tabella, in special modo quando questa è importata nel documento da un file esterno. Non mi sembra che i pacchetti già presenti nell’Arte facciano qualcosa di simile. Io una semplice citazione da qualche parte la farei, comprendo però il tuo punto di vista.

                  lorenzo.pantieri” post=71954Intendiamoci, non mi sorprenderei che Claudio o Liverpool o qualcun altro riuscissero a riprodurre omini stilizzati come quelli che vedete nel link tramite istruzioni TeX di basso livello

                  Non ci penso proprio e non ne sarei capace. Mi sopravvaluti…

                  Ciao

                  in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72636
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                    Lorenzo, visto che stai dando un’occhiata a pgfplots, dalla anche al pacchetto pgfplotstable. Chissà che non trovi qualcosa di interessante per l’Arte.

                    Ciao

                    in risposta a: Introduzione all’uso di TikZ in Ingegneria #72931
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                      A voler essere precisi, a pag. 6 [tt]\draw[/tt] serve per tracciare un segmento, non una linea. Sempre nella stessa pagina, a proposito dei nodi, vuoi dire che l’etichetta del nodo può essere usata come un alias della sua posizione. Nel punto successivo ti è sfuggito “un asse”. Sul costrutto [tt]\foreach[/tt] nella pagina successiva, direi che “serve ad automatizzare una sequenza di istruzioni definite una volta per tutte, come l’inserimento di nodi…”

                      Quando usi [tt]circuitikz[/tt] ti conviene utilizzare le ancore per riferirti ai morsetti dell’opamp. In tal modo non è necessario stimare ad occhio la posizione dei componenti. Puoi risalire alle coordinate dei terminali anche con il comando [tt]\let[/tt]. Ad esempio, il primo circuito diventerebbe:
                      `
                      \documentclass{article}
                      \usepackage{amsmath}
                      \usepackage{circuitikz}

                      \begin{document}
                      \begin{circuitikz}
                      \draw
                      (0,0) to [R, l^=$R_1$, o-] (2,0)
                      (2,0) to [C, l^=$C_1$] (5,0)
                      (5,0) node [op amp, anchor=-] (op1) {}
                      let \p{op1.out}=(op1.out) in
                      (op1.+) -| (4.9,-2)
                      (4.5,0) — (4.5,1.5) to [R, l^=$R_2$] (7.5,1.5) — (7.5,\y{op1.out})
                      (op1.out) to [short, -o] (8,\y{op1.out})
                      (0,-2) to [short, o-o] (8,-2)
                      (-0.1,0) to [open, v_<=$V_\mathrm{in}$] (-0.1,-2) (8.1,\y{op1.out}) to [open, v^<=$V_\mathrm{out}$] (8.1,-2) ; \end{circuitikz} \end{document}`Scusa se ho cambiato le coordinate ed ho usato una notazione più compatta, ma sono abituato così. La massa non è necessaria, vista la semplicità del circuito (se vuoi aggiungila). Inoltre in e out vanno scritti in tondo, secondo la norma ISO 80000-1 sez. 7.1.2 (per questo ho caricato [tt]amsmath[/tt]). Il filtro nella figura 3.2 a me sembra un "banale" Tow-Thomas. Anche in quel caso la massa non serve. Per quanto riguarda i diagrammi di Bode, l'asse delle pulsazioni dovrebbe essere logaritmico (visto l'andamento dei grafici), perciò al tuo posto aggiusterei la griglia, oppure la eliminerei proprio o userei [tt]pgfplots[/tt]. Tra l'altro, il diagramma del modulo e quello della fase andrebbero sovrapposti verticalmente, in modo da poterli confrontare per pulsazione. A pag. 32 in fondo c'è scritto "utence". A pag. 41 c'è scritto "due sezione". Come mai nei listati [tt]tikz[/t] viene riconosciuto come parola chiave e colorato in rosso, mentre [tt]pgfplots[/tt] no? E perché scrivi TikZ normalmente, mentre pgfplots senza grazie nel testo? Quando carichi pgfplots, tikz non viene caricato automaticamente?

                      Il metodo proposto nel par. 6.2 è molto interessante, ma sarebbe meglio se il riquadro colorato finisse al di sotto del testo, altrimenti più che evidenziare la formula sembra che la si voglia oscurare (pensa al contrasto di un proiettore per presentazioni). Non si può modificare?

                      Ciao

                      in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72633
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                        robitex” post=71931Ciao,
                        vi segnalo sull’argomento la nuova guida tematica Introduzione all’uso di TikZ in Ingegneria di Claudio Fiandrino.

                        Grazie. Non sarebbe il caso di aprire una nuova discussione per dare maggiore risalto?

                        Ho dato una lettura veloce. Mi dispiace che manchino le carte di Smith, che si possono tracciare con [tt]pgfplots[/tt] e qualcosa tipo luogo delle radici.


                        @cfiandra
                        posso fare un paio di annotazioni?

                        Ciao

                        in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72628
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                          cfiandra” post=71880per questo motivo sono favorevole ad inserire nell’Arte la conclusione di Lorenzo, ma non a riportare spiegazioni sul codice come propone @Liverpool. Credo sia sufficiente dare i riferimenti e lasciare agli interessati l’onere di documentarsi meglio.

                          All’inizio avevo capito il contrario. Comunque probabilmente avete ragione voi.

                          in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72627
                          Liverpool
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                            lorenzo.pantieri” post=71891direi di mettere l’esempio del sombrero scritto da Liverpool

                            Valuta l’opportunità di inserire questa variante. Il codice è un pelo più complesso, me mette in evidenza una potenzialità di pgfplots: quella di usare con disinvoltura i caratteri greci.
                            `
                            \documentclass{standalone}
                            \usepackage{pgfplots}

                            \begin{document}
                            \begin{tikzpicture}
                            \begin{axis}[xtick={-3.1416,0,3.1416}, xticklabels={$-\pi$,$0$,$\pi$},
                            ytick={-3.1416,0,3.1416}, yticklabels={$-\pi$,$0$,$\pi$}]
                            \addplot3 [surf, domain=-2*pi:2*pi, samples=50, colormap/cool]
                            {sin(deg(sqrt(x^2+y^2)))/sqrt(x^2+y^2)};
                            \end{axis}
                            \end{tikzpicture}
                            \end{document}`

                            [attachment=236]s2.png[/attachment]

                            Per quanto riguarda pgfplots, io metterei un diagramma 2D che mi sembra il più frequente, facoltativamente un 3D e, come dice Tommaso, un esempio di istogramma. Per TikZ non saprei cosa scegliere, però metterei qualcosa di “originale”.

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                            in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72620
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                              lorenzo.pantieri” post=71882La sostanza, però, non mi pare che cambi molto: se faccio una tesi di fisica-matemtaica e ho bisogno di molti grafici di polinomi di Hermite, Legendre, Laguerre, funzioni di Bessel e armoniche sferiche, la strada più semplice e diretta è quella di usare Mathematica (o un software equivalente), che “conosce” queste funzioni, invece di fare contorsioni traducendole in termini di funzioni elementari (cosa peraltro non sempre possibile) per poterle disegnare con pgf.

                              Quantitativamente hai ragione, qualitativamente dipende dai punti di vista. A me è capitato di dovere disegnare un orbitale delocalizzato determinato con il software Gaussian. Siccome il risultato del software commerciale non mi piaceva più di tanto, ho esportato i dati in un software di rendering e così ho potuto scegliere i colori, le luci, le trasparenze, i punti di vista e sovrapporre la struttura molecolare. Ci ho messo un bel po’ di tempo, ma sono soddisfatto della qualità del risultato. Dipende tutto dal tempo a disposizione e dalla qualità che si vuole ottenere (non dico che i grafici di Mathematica/Matlab non siano di qualità).
                              Però vorrei farti due domande: (1) a che anno del corso di laurea sei dovuto arrivare per sentire parlare di polinomi di Laguerre? (2) qual è la percentuale di utenti “medi” (come dici tu) che avranno queste necessità?

                              lorenzo.pantieri” post=71882Condividi questa conclusione?

                              Dici a me? Sì, condivido in pieno.

                              in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72616
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                                L’elenco delle funzioni elementari che puoi usare con pgfplots si trova nel manuale di pgf (?) nel par. 63.2 a pag. 529 (!). Se tu riesci ad esprimere (ammesso che sia possibile) la tua funzione come composizione di quelle funzioni, potrai tracciarne il grafico. Occhio che la potenza di calcolo di pgfplots non è la stessa di Mathematica e te ne puoi accorgere quando i numeri reali diventano molto grandi o molto piccoli.
                                Ci sono dei casi, come quello dell’equazione differenziale, in cui ovviamente pgfplots non ti può aiutare direttamente. Questo perché in realtà tu stai (involontariamente) confondendo le funzioni di calcolo proprie dei software specifici con quelle di disegno. Se non vuoi rinunciare a pgfplots, la soluzione è dietro l’angolo:
                                `
                                (* Codice di Mathematica *)
                                NDSolve[{y'[x] == Sin[y[x]], y[0] == 1}, y, {x, 0, 4}];
                                out = Table[{x, y[x] /. %}, {x, 0, 4, 0.1}];
                                Export[“lorenzo.txt”, out, “Table”];`
                                Sposta il file “lorenzo.txt” nella cartella di lavoro di Latex…
                                `
                                % codice di LaTeX
                                \documentclass{standalone}
                                \usepackage[svgnames]{xcolor}
                                \usepackage{pgfplots}

                                \begin{document}
                                \begin{tikzpicture}
                                \begin{axis}[axis lines=middle]
                                \addplot [no marks, thick, DarkBlue] file {lorenzo.txt};
                                \end{axis}
                                \end{tikzpicture}
                                \end{document}`

                                [attachment=232]h.png[/attachment]

                                P.S. Se apri il file .txt ti accorgi che pgfplots ha ignorato le parentesi graffe inserite da Mathematica

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                                  OldClaudio” post=71872Il codice non è adatto ai principianti

                                  Lo immagino (anche quello per TikZ). Dico solo che mi piacerebbe saperlo fare. In questo senso il manuale del pacchetto non aiuta molto, ma forse è giusto così visto che si tratta di contenuti avanzati. Io ho dovuto usare calc per trovare le coordinate…
                                  E’ un peccato che non abbia completato il tuo pacchetto.

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