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logos” post=66354come posso fare per costruire una tabella dei font, come quelle che fai sempre tu per vedere quali sono i codici per richiamare i vari simboli con \char?
Andrea, la tabella che ti serve non è forse quella che vedi qui? Alcuni simboli sono accessibili scegliendo “Latin-1 Supplementare” nella casella di riepilogo in alto. La mappa segue la nomenclatura inglese tradizionale (whole, half, quarter, eighth, sixteenth, r per la biscroma e (198) per la semibiscroma), perciò credo che basti scrivere “q” per ottenere la minima. Per le pause, servono effettivamente i codici (238, 238, 206, 228, 197, 168 e 244).
Ho scoperto che il font di Lilypond si chiama Feta, ma non ho proprio idea di dove e in che modo possa essere conservato nel disco rigido. Guardando la sua mappa dei caratteri qui, noterai che non ci sono i segni delle note, che vengono composte combinando più caratteri come purtroppo fa anche Finale (ebbene sì: me l’ero dimenticato 🙁 ). Perciò la strada di utilizzare il font di Lilypond o quelli di Finale è impraticabile. Se non va bene nemmeno quella di Sonata regular, credo che non rimarrà altra soluzione che incorporare le immagini.
Ciao
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I font di Finale sono shareware e non so se siano acquistabili separatamente dal software. Da una rapida ricerca in rete, mi sembra che i font Sonata Regular (scaricabili gratuitamente da diversi siti) siano di buona qualità e includano diversi simboli. Perché non gli dai un’occhiata più approfondita?Su questo sito sono indicati diversi font musicali (alcuni a pagamento, altri gratis).
Ciao
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Se non riesci a trovare niente di meglio, non potresti inserire i simboli come immagini in linea con il testo, dopo aver generato il pdf con Lilypond e ritagliato ciò che ti serve? A me è capitato di dover inserire nel testo un logo (di ridottissime dimensioni) ed ho risolto così. Non è elegante e richiede parecchio tempo, ma in questo modo conservi lo stile di Lilypond.Quanto alla conversazione che hai aperto di recente su MusicTeX, ho dato un’occhiata rapida alla musica generata con questo sistema e non mi ha convinto per niente (a partire dall’integrazione tra testa e gambo delle note).
In un’altra conversazione dici di aver usato Finale. In alternativa, non potresti usare XeLaTeX con i font Petrucci o Maestro? (Non so se si possa fare)
Ciao
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Grazie della risposta. Mi sono accorto solo ora che Andrea dava due opzioni e che tu ti riferivi alla seconda.
Il documento del NIST lo conosco e lo trovo molto ben fatto e di facile lettura, perciò anch’io spesso lo uso come riferimento. In particolare trovo molto comoda la check list all’inizio, quando devo rivedere rapidamente ciò che ho scritto (anche se alla fine l’esperienza riduce la percentuale di errori).Ciao
::OldClaudio” post=65866ho il documento pdf sp811.pdf emesso dal NIST, National Institute of Science and Technology (l’ex National Bureau of Standards degli USA) che userebbe il corsivo per le matrici e il corsivo nero per i vettori
Le norme UNI CEI ISO 80000-2 (aprile 2010) suggeriscono il corsivo grassetto maiuscolo per le matrici (par. 15) e il corsivo grassetto minuscolo per i vettori (par. 17) ma, come dice Claudio, non vietano l’uso di altre combinazioni.
Piuttosto, Claudio, non ho capito perché consigli di usare il newcommand al posto del DeclareMathOperator :?. Mi sfugge qualcosa?
Ciao
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Che ne dici di questa modifica al tuo codice?
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\documentclass{article}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{matrix,backgrounds}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\tikzset{mycolor/.style = {opacity=.4,line width=4 mm,line cap=round,color=#1}}
\matrix[matrix of math nodes,left delimiter=(,right delimiter=)]
{
\node(a) {0}; & \node{1}; & \node {0}; &\node {0};\\
\node {0}; & \node{1}; & \node {1}; &\node {1};\\
\node(c) {1}; & \node{1}; & \node {1}; &\node (d){0};\\
\node(b) {0}; & \node{1}; & \node {0}; &\node {0};\\
};\begin{pgfonlayer}{background}
\draw[mycolor=red!45] (a.north)–(b.south);
\draw[mycolor=red!45] (c.west)–(d.east);
\end{pgfonlayer}
\end{tikzpicture}
\end{document}`
N.B.: richiede \usetikzlibrary{backgrounds} nel preamboloCiao
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Da quello che ho capito io, Alessandro cerca una soluzione tipo un comando \formatta{cane} che, a seconda che la parola cane si trovi definita in una lista piuttosto che nell’altra, applichi ad ogni ricorrenza di “cane” nel testo, la formattazione comune che è stata scelta per tutti gli elementi di quella lista; in modo tale che, semplicemente spostando “cane” da una lista all’altra, si possa cambiare la formattazione a tutte le sue ricorrenze nel testo.
20 Novembre 2011 alle 8:51 in risposta a: Rimuovere lo spazio verticale prima dell’ambiente figure #66362::
Grazie, Claudio! Va benissimo la seconda soluzione senza ridurre niente. Non avevo mai inserito del testo in un ambiente figure e nemmeno pensavo si potesse fare. Ad ogni modo, ti spiego meglio la situazione, nel caso fossi curioso. Ho un documento costituito da una sola pagina A5 con una figura: a sinistra ho un’immagine scontornata e a destra ho un codice QR generato col pacchetto pst-barcode. Siccome questo documento deve essere inserito in uno schedario, ho pensato di aggiungere una breve riga di commento in alto a mo’ di etichetta, ma si è verificato il problema di cui ho già parlato, anche se la figura è più bassa della gabbia del testo.
Inserendo il testo (addirittura con la dichiarazione \Large e uno spazio verticale di 1em) all’interno dell’ambiente figure, riesce a stare tutto nei margini.Grazie ancora
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Secondo me c’è un’elevata probabilità che sia una perdita di tempo. A giugno di quest’anno ho inviato una relazione composta con LaTeX ad una istituzione e mi hanno chiesto, cortesemente ma perentoriamente, di riscriverla in Word perché loro usano tutti Word.
Se colui il quale redige materialmente le norme non sa usare LaTeX, dubito che voglia imparare nell’orario di lavoro, insieme alle altre mansioni, per ottenere un risultato che, secondo lui, già ha con il minimo sforzo. A meno che non sia obbligato.Ciao
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