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14 Giugno 2022 alle 14:57 in risposta a: Aggiornato TeXShop: problema nella visualizzazione del pdf #12105614 Giugno 2022 alle 14:48 in risposta a: Aggiornato TeXShop: problema nella visualizzazione del pdf #121055::
Cito dal documento Cambiamenti, nel menù Aiuto:
`In “double page” and “double-multipage” modes, the Preview window shows pairs of pages side by side. A preference item determines whether the first page is shown on the left side or the right side. This preference item stopped working some time ago because I failed to notice that Apple provided a new Boolean instance property for PDFView in High Sierra and later. The property is named “displaysRTL”. The preference item again works on High Sierra and above.`
E quindi? Che cosa devo fare per ripristinare il comportamento precedente?Prima funzionava tutto. Ora, dopo l’aggiornamento, non più.
Questo non è bello…
14 Giugno 2022 alle 13:13 in risposta a: Aggiornato TeXShop: problema nella visualizzazione del pdf #121054::
P.S. Qualcuno sa quanto io sia restio ad aggiornare LaTeX. Quello che è appena successo spiega perché: l’aggiornamento non era necessario e il problema è fastidioso.Se dovessi consegnare a breve un libro o una tesi, non sarebbe il massimo. 👿
P.P.S. Ho scritto all’autore di TeXShop, segnalando il problema.
14 Giugno 2022 alle 13:05 in risposta a: Aggiornato TeXShop: problema nella visualizzazione del pdf #121053::
Attenzione! Il problema non dipende da classi o pacchetti strani che uso. Si verifica anche con un codice minimo.Credo che gli autori di TeXShop andrebbero avvisati.
Questo il sorgente:
`\documentclass{book}
\usepackage{lipsum}
\begin{document}
\chapter{Lorem}
\lipsum
\lipsum
\end{document}`
::linden-limmer” post=121550Sarebbe bello avere un documento guitex (titolo provvisorio: “Piu’ soluzioni che problemi”) in cui
In un documento del genere ci sarebbe da affogare davvero. Le esigenze tipografiche sono innumerevoli: un documento che volesse rispondere a “tutte” le domande sarebbe una specie di elenco del telefono cartaceo, con gli utenti messi a caso e non in ordine alfabetico. 😉
- Per le soluzioni ai problemi più frequenti ci sono le guide di base.
- Per le cose più specialistiche c’è la documentazione dei pacchetti.
- Per il resto, c’è il forum.
::OldClaudio” post=120921Lorenzo, la barra di avanzamento la può disegnare il sistema operativo; biber non può fare niente finché non si è autocaricato nella cache. Certo l’autore potrebbe creare un interfaccia diversa da biber che carica biber nella cache, e poi lo lancia, ma mentre carica biber, disegna la barra.
Certo. E per l’utente tutto ciò sarebbe trasparente: l’utente non vedrebbe “il programma ausiliario che carica biber e mostra la barra”, vedrebbe solo “biber che si carica e mostra la barra”. Proprio come le icone delle app del Mac: in realtà sono cartelle, ma l’utente le vede come icone “tutte di un pezzo”. È così che si fa.
OldClaudio” post=120921D’accordo, meglio che niente: sai che il calcolatore sta facendo qualcosa […].
Proprio così. Il fatto che il calcolatore “sta facendo qualcosa” e che l’operazione “in qualche modo sta andando avanti” sono informazioni preziose.
Se il computer si trincerasse dietro un ermetico silenzio (che potrebbe essere scambiato per un blocco!) sarebbero guai.
::OldClaudio” post=120915La soluzione che propone non credo che sia alla portata di qualunque utente; tuttavia spiega come e perché biber ci mette tanto a mettersi a lavorare; e la barra proposta da @Lorenzo.Pantieri servirebbe a poco in queste circostanze, perché comincerebbe a vedersi solo quando biber ha finito di installarsi nella cache e comincia a lavorare. Io stesso avevo proposto una cosa simile alla barra, ma sarebbe del tutto inutile perché, appunto, biber comincia a lavorare solo dopo che si è installato nella cache.
Ottima idea quella di avvertire l’autore di biber.
Dissento però sul fatto che sia impossibile avere la barra di avanzamento quando si avvia biber. Quella barra c’è quando si avvia il mio Mac. Con il massimo rispetto per biber, non credo che biber sia un programma più complesso del sistema operativo (su cui girano tutti i programmi e che permette al computer di essere tale).
Se la barra di avanzamento c’è quando si avvia il mio Mac, ci può essere anche quando si avvia biber.
Che poi sia difficile farlo, ci sta.
Che sia impossibile, non credo proprio.
Ci sono molti aspetti in cui LaTeX è molto migliorabile. Dieci anni fa non avrai mai detto che LaTeX migliorasse così lentamente, dal punto di vista della facilità d’uso.
Ricordo di aver letto un intervento di Ivan dopo un corso su LaTeX: per un utente principiante, la cosa più difficile è installarlo. Visto che ormai un’app si installa con un clic, sarebbe ora di migliorare.
::OldClaudio” post=120909Per biber, seconcdo me, si rata di un difetto di programmazione; se appena parte mettesse sulla console un puntino ogni due secondi, l’utente vedrebbe che biber sta lavorando; invece così com’è, capisci che ha operato dopo un tempo di attesa che può arrivare anche al minuto, dove non succede niente finché appare il log scritto anche nella console. Anche makeindex richiede un po’ di tempo per lavorare, ma vedi i puntini sullo schermo e sai che sta lavorando.
Tutte le volte che lancio biber, trattengo il fiato. Passano anche venti secondi (su un iMac nuovo di zecca!), sembra che non funzioni niente, penso già all’errore che posso aver fatto, e poi per fortuna va tutto a posto (di solito).
Da quanti anni si sa che è bene informare l’utente mentre un programma “fa qualcosa”, per esempio con una barra progressiva?
Dieci?
Venti?
In alcune cose LaTeX è ancora
orrendomolto migliorabile.
::OldClaudio” post=120846Pensa a quando si mandava il dattiloscitto all’editore, e poi cominciava una più o meno lunga revisione a forza di bozze stampate. Ho sottomano il testo di Lagrange solla soluzione delle equazioni algebriche, stampato a Parigi a cavallo della fine del XVIII secolo. Tutto composto a mano con caratteri mobili e pieno zeppo di matematica; pensa alla professionalità richiesta al tipografo, e pensa alla miriade di imperfezioni che le prime bozze potevano avere. Non oso pensare a quanto tempo sia trascorso fra la consegna del manoscritto e la pubblicazione finale.
Bellissimo questo intervento, da incorniciare.
Non dovremmo mai dimenticarci dei progressi che abbiamo fatto….
::zambu” post=120837Attualmente icomma mi ha permesso di risolvere il problema su tutte le decine di file e centinaia (migliaia) di numeri con una sola riga di codice. Speravo che LaTeX prevedesse una soluzione simile: una riga da mettere nel preambolo in cui si dice che il separatore decimale è la virgola. Mi sembrerebbe una soluzione logica.
Non sarebbe affatto una soluzione logica, invece.
Come ti ho spiegato, se scrivi $x,y$ LaTeX interpreta la virgola come separatore tra due numeri diversi, non come separatore decimale.
Immagina di avere un codice di questo tipo:
`$(x,y)$
….
$1,2$`
Nel primo caso immagino che tu voglia intendere “la coppia ordinata dei numeri x e y”, mentre nel secondo vorresti intendere “il numero 1,2”. Come fa LaTeX a capire che nel primo caso la virgola non è un separatore decimale mentre nel secondo sì. Devi dirglielo tu, usando la sintassi che ti ho scritto.zambu” post=120837
Nel codice di esempio ho usato la virgola con due significati diversi lo ho fatto per mettere in evidenza i due usi diversi della virgola (in realtà il risultato mi sembra abbastanza comprensibile).Io non ci capirei nulla. Ma forse è un mio limite. Di sicuro, usare la virgola prima come separatore decimale e poi, subito dopo, con un altro significato non è il massimo della chiarezza…
zambu” post=120837
In “produzione” uso sempre la virgola come separatore decimale e il punto e virgola come interpunzione. Il caso tipico (più del 90% dell’uso) è nelle coordinate di un punto: `\(\left(1,5;~3,5 \right)\)`Non è il massimo, quel codice: innanzitutto toglierei \left e \right.
Se hai moltissimi punti definiti così, è meglio definire un comando ad hoc che regoli la spaziatura.
Pensa di dover scrivere un libro per una casa editrice. All’ultimo l’editore ti dice che la spaziatura tra le coordinate è eccessiva. A quel punto, devi intervenire a mano su tutti i punti, rischiando di dimenticarne qualcuno.
In generale, ci sono soluzioni “spicce e sporche” che lì per lì funzionano, ma che poi, alla distanza, fanno perdere un sacco di tempo. Soprattutto se si lavora a un’opera che verrà aggiornata nel tempo.
::zambu” post=120835Grazie a Robitex e a Lorenzo per le spiegazioni e la indicazioni. La soluzione che trovo più semplice nel mio caso (centinaia di numeri con la virgola sparsi in decine di file) è:
`\documentclass[a4paper,10pt]{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{icomma}
\begin{document}
\(123,456,~234,567,~345,678\)
\end{document}
`
Spero solo che il pacchetto “icomma” non presenti delle incompatibilità con altri pacchetti o con versioni future di LaTeX.Per me non è una buona idea (anzi, diciamo pure che è una pessima idea), soprattutto se hai molti numeri con la virgola.
- Il pacchetto icomma non viene aggiornato da vent’anni, mentre siunitx è aggiornato al 2021.
- Il pacchetto siunitx è molto flessibile. Per esempio, se tu decidessi di passare dalla virgola decimale al punto decimale, con siunitx ti basterebbe cambiare una riga nel preambolo. Niente di tutto ciò con icomma: dovresti mettere mano a tutto il documento, rischiando di commettere errori.
- Nel codice che hai inviato usi la virgola sia come separatore decimale che come separatore tra numeri distinti: in definitiva, il risultato è illeggibile. Separa almeno i numeri con uno spazio \quad o \qquad.
- In modo matematico, le spaziature manuali rese con la tilde sono (quasi) sempre sbagliate: il tuo caso non fa eccezione.
::zambu” post=120825Non riesco a capire quale sia la logica per cui, in modalità matematica, se uso la virgola senza spazio dopo, LaTeX aggiunge uno spazio e se uso la virgola seguita da uno spazio, LaTeX restringe lo spazio.
Per LaTeX, in modo matematico gli spazi non contano: quindi le due scritture
`\documentclass[12]{article}
\begin{document}
\[
1,2 \qquad 1, 2
\]
\end{document}`
sono equivalenti. Ecco perché ti sembra che nel secondo cosa LaTeX “stringa lo spazio”. In entrambi i casi, LaTeX (ignora gli spazi e) interpreta la virgola non come separatore decimale, ma come separatore fra due oggetti distinti. È come se dicesse: “il numero 1 seguito dal numero 2”.robitex” post=120832
`
\usepackage{siunitx}
\sisetup{output-decimal-marker={,}}
…
\( \num{123.456}, \num{234.567}, \num{345.678} \)
`Questa è la soluzione consigliata nell’Arte. Nel codice precedente, però la virgola è usata con due significati diversi (separatore decimale e separatore tra due oggetti distinti). Scriverei:
`
\documentclass{article}
\usepackage{siunitx}
\sisetup{output-decimal-marker={,}}
\begin{document}
\[
\num{123.456} \qquad \num{234.567} \qquad \num{345.678}
\]
\end{document}
`
Se i numeri che hai sono pochissimi, invece di usare la scrittura di siuntix, un po’ pesante, puoi andare a mano:
`\documentclass{article}
\begin{document}
\[
123{,}456 \qquad 234{,}567 \qquad 345{,}678
\]
\end{document}`
Quelle parentesi graffe servono per dire a LaTeX che la virgola non separa due oggetti distinti.Una volta capita la logica, è tutto più semplice.
::Lucym80″ post=120828Ciao, ok; in realtà visto il caldo non mi ero fermata a leggere tutto, però a a questo punto, visto che da quel che ho capito alcuni pacchetti non si utilizzano più, sfidando il caldo, inizierò a leggere il file proprio dall’inizio, così non rischio di usare e imparare cose che non servono più e non rischio neanche di perdermi cose importanti come quelle che mi avete suggerito! Mille grazie!
Non è che “alcuni pacchetti non si usino più”.
Enrico ti ha sconsigliato float (e sidecap). Lo ha fatto per ottime ragioni, tutte spiegate nell’Arte.
Penso che l’approccio più efficiente a LaTeX non sia “carico un sacco di pacchetti, uso un codice preso da qualche parte e se ho problemi chiedo sul forum”. Meglio: “mi armo di pazienza e studio una guida di base”. Se hai pochissimo tempo da dedicare a LaTeX, valuta “LaTeX per l’impaziente”, una versione ridotta all’osso dell’Arte.
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