lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: ArsClassica e formato A5 #122526
    lorenzo.pantieri
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      CeskoBara” post=123103Ciao Lorenzo, hai ragione, i titoli devono essere decisamente brevi. Fortunatamente quelli del mio libricino sono sufficientemente corti, devo giusto accorciarne uno.

      Penso che i titoli corti siano un pregio: per il lettore, che sa subito che cosa troverà, e per te, perché la sintesi ti costringe a evidenziare le cose importanti.

      CeskoBara” post=123103Per quanto riguarda le copertine dei tuoi libri, sono anch’esse create con LaTeX?

      Naturalmente. Sono frutto di prove, e prove, e prove…

      in risposta a: ArsClassica e formato A5 #122523
      lorenzo.pantieri
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        OldClaudio” post=123098L’autore di arsclassica ama i testi composti in stili artisticamente molto belli […]

        Ringrazio Claudio per le bellissime parole. Ma credo che il merito vada a chi ha pensato il layout (Bringhurst) e a chi l’ha reso disponibile in LaTeX (Miede).

        Quanto ad ArsClassica, segnalo solo un’avvertenza se decidi di usarlo in formato A5: i titoli dei capitoli (che devono stare su una sola riga) dovranno essere brevissimi. In ArsClassica, infatti, il font dei titoli è più grande di quello di ClassicThesis e il numero di capitolo precede il titolo, riducendo ulteriormente lo spazio disponibile. Già in A4 i titoli lunghi possono creare problemi. In A5 dovranno essere ancora più brevi. Sarà una sfida riuscire a farceli stare, ma se ci riesci la soddisfazione è grande.

        Mi ha sempre colpito il fatto che Manzoni, nei suoi Promessi Sposi illustrati, fosse disposto a riformulare il testo (ed era Manzoni!) pur di ottenere un’impaginazione ottimale. Forma e contenuto vanno a braccetto: quindi non devi avere paura di riscrivere o accorciare i titoli dei capitoli (e magari anche dei paragrafi) quando serve.

        in risposta a: Storie di numeri #122517
        lorenzo.pantieri
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          Carissimi,

          ho deciso di riorganizzare le mie Storie di numeri. La prima versione, piuttosto impegnativa, superava le 600 pagine. Ora ne propongo una più compatta, di circa 250 pagine in “formato Bringhurst”. In questo modo prende forma una piccola trilogia:

          • Matepedia: l’opera completa;
          • Storie di numeri: la versione intermedia, più maneggevole;
          • Sette pezzi facili: l’estratto introduttivo.

          https://www.lorenzopantieri.net/Libri.html

          Le tre opere sono organizzate come una matrioska: Sette pezzi facili è contenuto in Storie di numeri, che a sua volta fa parte di Matepedia. È lo stesso modello che avevo adottato per l’Arte: un’opera enciclopedica (LaTeXpedia), una guida più accessibile (l’Arte) e un estratto essenziale (LaTeX per l’impaziente).

          Anche i layout seguono questa logica:

          • Matepedia: formato A4, classe Legrand Orange Book, font di suftesi;
          • Storie di numeri: stile ClassicThesis e formato Bringhurst, per dare slancio alla pagina;
          • Sette pezzi facili: la classe standard article, essenziale e diretta.

          Spero che questa nuova veste vi piaccia.

          Lorenzo

          in risposta a: Storie di numeri #122516
          lorenzo.pantieri
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            OldClaudio” post=123092Secondo queste norme le costanti matematiche vanno scritte in tondo; lo stesso vale per il differenziale d.
            Quindi e è il numero di Eulero ed e è il valore assoluto della carica elettrica dell’elettrone. Altro esempio: i è l’unità immaginaria, mentre i è l’intensità di corrente; j è il simbolo alternativo dove si usa spesso il simbolo della corrente e j è il simbolo della densità di corrente elettrica.

            Difficile da fare, ma π è la costante matematica pi greco, mentre π è l’angolo piatto, e la versione diritta senza grazie e nera è il pione (particella fisica).

            La mia formazione di matematico mi condiziona: a differenza dei fisici e degli ingegneri, infatti, i matematici tendono a non seguire queste norme.

            Detto ciò, la questione che poni è importante: a breve rimetterò mano al documento per verificare l’effetto concreto.

            Mi consola pensare che si tratta di una finezza: in un libro divulgativo, difficilmente qualcuno noterà la differenza fra una c in tondo o in corsivo, soprattutto se la scelta è mantenuta con coerenza lungo tutto il testo.

            Lascio questo punto in sospeso.

            Grazie ancora.

            in risposta a: Storie di numeri #122514
            lorenzo.pantieri
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              Caro Claudio, grazie per le tue parole e per l’aiuto che mi hai dato durante la stesura del libro.

              Quando ho violato le norme ISO, l’ho fatto per chiarezza didattica. Per esempio, nel paragrafo sulla velocità della luce osservo che Rømer notò come le eclissi di Io ritardassero di 20 minuti quando la Terra era più lontana da Giove, e stimò c come il rapporto fra il diametro dell’orbita terrestre e il ritardo osservato:
              \[
              c =
              \frac{300\,000\,000\,\text{km}}{20~\text{minuti}} \approx
              250\,000\,\text{km/s}
              \]
              Trovo che la scrittura precedente sia più chiara di:
              \[
              c = \frac{3,00 \times 10^{11}~\mathrm{m}}{1200~\mathrm{s}} \approx 2,50 \times 10^8~\mathrm{m/s}
              \]
              Se mi indichi dove posso migliorare la scrittura, sarò felice di farlo.

              lorenzo.pantieri
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                P.S. Ora che ci penso, lo steso problema si verificò anni fa. Allora mi aiutò Roberto Giacomelli: con un magia, il problema sparì e il sito tornò visibile.

                Il codice del mio sito è molto vecchio, ma non mi importa: il sito mi serve solo per tenere online le miei guide a LaTeX (e i miei libroni di matematica). Zero soldi, ma molte soddisfazioni…

                in risposta a: I font Cochineal litigano con il greco antico #121837
                lorenzo.pantieri
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                  OldClaudio” post=122411Sharpe mi ha risposta e mi dice che affronterà il problema i prossimi giorni.

                  Grazie, di cuore.

                  in risposta a: I font Cochineal litigano con il greco antico #121832
                  lorenzo.pantieri
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                    egreg9″ post=122406Occorre trovare un font sostituto che supporti la traslitterazione. Per esempio:

                    Un Maestro è per sempre.

                    In questa discussione ne ho addirittura tre: vi sono molto riconoscente, Claudio, Enrico e Tommaso.

                    Ciò detto, gli Artemisia non stanno benissimo con i Cochineal: per ora scrivo con la palette (per fortuna voglio scrivere solo poche parole greche). Spero che l’autore dei Cochineal rimedi ai problemini evidenziati qui.

                    in risposta a: I font Cochineal litigano con il greco antico #121829
                    lorenzo.pantieri
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                      OldClaudio” post=122403Se qualcosa è compilabile con LaTeX, (produce un file DVI trasformabile in pdf con un secondo eseguible dvipdfx) è compilabioe anche con con pdfLaTeX; il risultato è migliore perché non pasassa per il DVI e perché può usare i font vettoriali. Se un file è compilabile con pdfLaTeX, è compilabile anche con xelatex, che producee un file dviu trasformabile in pdf con un altro applicativo. Se è compilabile con xelatex, è compilabile con LuaLaTeX, le incompatibilità nascono prodedendo a rovescio da LuaLaTeX a XeLaTeX, a pdfLaTeX a LaTeX.

                      Se ho un documento compilatile con pdfLaTeX, questo però non è compilabile con XeLaTeX e con LuaLaTeX: se non altro perché i pacchetti per gestire la lingua e i font sono diversi.

                      OldClaudio” post=122403È successo anche con Word. se un sorgente era cmpilabile con il primo Word che dirava si Windows 2, è rimasto compilabile con le versioni successive, Se un file è compilabile con Word 2023, non è detto che sia compilabile con le versioni precedenti.

                      Vedi, non chiedo che un file scritto con Word 2023 sia apribile dal primo Word. Ma vorrei che accadesse il viceversa: un file scritto con le vecchie versioni di Word deve aprirsi con le nuove. E con LaTeX questo non succede, visto che un documento compilabile con pdfLaTeX (il “vecchio” LaTeX, diciamo) non si compila con LuaLaTeX (il “nuovo” LaTeX).

                      Analogamente, non ha senso che Microsoft porti avanti tre versioni di Word, diciamo WordA, WordB e WordC, tutte variamente incompatibili tra di loro. E infatti non lo fa: di Word ce n’è uno solo, aggiornato costantemente.

                      OldClaudio” post=122403Comunque ho scritto a Michael Sharpe per segnalargli il problema e per eseguire un upgrade della documentazione di Cochineal e di nimbus15 a cui rimanda da Cochineal..

                      Grazie 1000!

                      in risposta a: I font Cochineal litigano con il greco antico #121827
                      lorenzo.pantieri
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                        oldClaudioDunque la soluzione che ti ho già segnalato funziona, anche se non ti piace, mentre voler assolutamente usare la traslitterazione latina non funziona. Cosa ti resta da fare? Che ti piaccia o no devi introdurre il tuo testo con la tastiera virtuale; è talmente semplice, che non riesco a capire perché non ti piace.

                        Una volta imparata, la traslitterazione latina è facile. Ti basta scrivere
                        `\greco{t’eqnh} `
                        per avere quello che vuoi. Per sempre. Se invece vuoi inserire i caratteri da una finestra virtuale, dipendi dalle mode, che cambiano ogni tre per due. È lo stesso motivo per cui preferisco scrivere $e^{i\pi}+1=$ anziché inserire i caratteri da una palette a video.

                        Sopratutto, non calcoli la mia delusione. Se i Cochineal sono il non plus ultra, voglio poter scrivere \greco{t’eqnh} e avere quello che mi aspetto. Proprio come con gli altri font.

                        illinguista1972Compila con LuaLaTeX. Meglio di così.

                        Funziona per documenti “veri”? Per esempio, funzionerebbe con il mio libro di 400 pagine scritto con ClassicThesis, regolato finemente?

                        Oggi abbiamo tre LaTeX: pdfLaTeX, Lua e Xe. Tutti variamente incompatibili.

                        È questo il progresso?

                        in risposta a: I font Cochineal litigano con il greco antico #121824
                        lorenzo.pantieri
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                          L’unica soluzione me l’ha suggerita OldClaudio: inserire il sorgente direttamente in greco, usando una tastiera virtuale.
                          `\documentclass{article}
                          \usepackage[LGR,T1]{fontenc}
                          \usepackage[greek.ancient,italian]{babel}
                          \usepackage[p,osf]{cochineal}
                          \newcommand{\greco}{\foreignlanguage{greek}}
                          \begin{document}
                          Steganografia: dal greco \greco{στεγανός} “nascosto''.
                          La parola greca \greco{εὕρηκα} significa “ho trovato''.
                          \end{document}
                          `
                          Che cosa non mi piace di questa soluzione? Che trovo più pratico usare una sola tastiera e scrivere il sorgente in caratteri latini.
                          `Steganografia: dal greco \greco{stegan\'os} “nascosto''.
                          La parola greca \greco{e<'ureka} significa ``ho trovato''. ` Con i Cochineal non si può fare. Per me, è un difetto.

                          in risposta a: I font Cochineal litigano con il greco antico #121823
                          lorenzo.pantieri
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                            `\documentclass{article}
                            \usepackage[LGR,T1]{fontenc}
                            \usepackage[greek.ancient,italian]{babel}
                            \usepackage[p,osf]{cochineal}
                            \newcommand{\greco}{\foreignlanguage{greek}}
                            \begin{document}
                            Steganografia: dal greco \greco{stegan\'os}, “nascosto''.
                            \end{document}`
                            I Cochineal non sanno neanche mettere la s finale corretta. Mah. 🙁

                            in risposta a: Personalizzare indice analitico #67210
                            lorenzo.pantieri
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                              `\documentclass{scrreport}
                              \usepackage{imakeidx}
                              \makeindex [options={-s classic.ist}]

                              \begin{document}
                              \chapter{Introduzione}
                              In questo capitolo metteremo un punto \index{azioni} \index{trave} \index{fondazione!rigida} \index{fondazione!flessibile}
                              \printindex
                              \end{document}`
                              Questo codice funziona, dove classic.ist è:
                              `headings_flag 1
                              heading_prefix “\\goodbreak\\textbf{\\scshape\\bfseries\\MakeUppercase{”
                              heading_suffix “}}\\par\\nobreak\\vskip\\smallskipamount\\nobreak”
                              symhead_positive “Comandi speciali”
                              symhead_negative “comandi speciali”
                              numhead_positive “Numeri”
                              numhead_negative “numeri”
                              `
                              Sicuro di non aver dato un \makeinidex dopo
                              `\makeindex [options={-s classic.ist}]`
                              ?

                              in risposta a: arsclassica e classsicthesis #121119
                              lorenzo.pantieri
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                                ernded” post=121632
                                `
                                \usepackage{arsclassica}
                                \usepackage[eulerchapternumbers,beramono,pdfspacing,linedheaders,manychapters]{classicthesis}
                                `

                                Almeno, carica ArsClassica dopo ClassicThesis.

                                in risposta a: Aggiornato TeXShop: problema nella visualizzazione del pdf #121058
                                lorenzo.pantieri
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                                  OldClaudio” post=121582Come hai visto, è già disponibile la versione 4.76 che corregge quell’errore. Per ora l’aggiornamento riguarda solo la versione localizzata in inglese; perché tutti i traduttori intervengano ci vorrà un po’ di tempo.

                                  L’autore dell’editor è stato fulmineo.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 1 al 15 (di 5,985 totali)

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