luigi.scarso

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    Il rip di Efi che ho in adozione è quello build-in alla stampante e non permette di fare operazioni più complesso come un vero e proprio rip che magari esce in CTP e comunque in pellicola.

    Di norma quando ho problemi di questo tipo converto le font in tracciati direttamente da Acrobat ma con i PDF realizzati da LaTeX proprio non ci riesco, i font metafont non si installano nel sistema ma fanno parte dei componenti di TeX, quindi il RIP non è in grado di andarli a “pescare” se non riesce ad estrarli direttamente dal PDF..

    Questo è l’output (già postato) dell’ispezione di Acrobat:
    `Errore nel formato generale del file
    The required key /Type is missing
    Key: Type
    Formal Representation: Type1FontDescriptor.FontDescriptor
    Cos ID: 5615
    Traversal Path:
    ->Pages->Kids->[1]->Kids->[1]->Kids->[4]->Kids->[2]->Resources->XObject->Im57->Resources->XObject->Im6->Resources->Font->F8->FontDescriptor`

    Adesso non so se dal sorgente in TeX è possibile esportare tutto il documento in tracciati potrebbe essere “la mia” soluzione al problema.

    Ma perché devi usare I font di MetaFont ? Non capisco.
    Sei sicuro di usare pdflatex o almeno pdftex (o xetex o xelatex) ?
    Per quanto ne so i fonts con pdflatex sono la parte meno problematica
    nel senso che per default sono correttamente inclusi.
    Un font MetaFont è tradotto in un PostScript Font Type3 e questa conversione dipende è vero dal driver finale, ma mi domando perché sei finito in questa situazione quando esistono praticamente tutti i Type1 o TrueType di cui si ha bisogno.

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    OK, chiarissimo; ma se questo RIP rasterizza tutto quanto si manda alla stampante , ma la stampante stampa bene un file PDF non “imposto”, esegui l’imposizione con pdfpages e hai una trasformazione PDF PDF, senza passare attraverso nessun PS, e il problema non dovrebbe presentarsi più.

    Ok ma quel comando ad una prima occhiata fa un imposizione mentre il rip lo impone a quartine con rilegature o senza, ovvero me lo impagina in automatico.

    Comunque credo che mi manchino ancora i latin modern ma come posso vedere da Miktek se sono correttamente installati?

    AGGIORNAMENTI

    Ho risolto installando tutti i vari set fonts di CM e LM e altro… 😀

    Non mi è chiaro il problema: il RIP di blocca se imponi la GuidaGuit presa dal link sopra ?
    Sai dirmi la pagina ?
    Forse il tuo RIP fa dei check di consistenza simili a quelli di Adobe per esempio per il PDF/A ?
    Sei riuscito a risolvere “installando” i fonts ?

    in risposta a: Esiste una documentazione parziale in italiano #58152
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    Mi è gia passata la voglia… 😀

    Ma permettimi un piccolo sfogo da dove nasce l’esigenza di avere strumenti così complicati per lavorare 😕

    Il mio punto di vista, che ho espresso più volte e che continuo a ritenere valido, è il seguente: si tratta di programmazione tipografica.
    TeX è un linguaggio di programmazione e la sua semantica è la tipografia.
    Credo vi siano al mondo 100 /200 linguaggi di programmazione, alcuni chiaramente
    generici (C , C++, Java, Python, Lisp…) alcuni con output dedicato ma semanticamente generico (Assembly per x86 ad esempio), alcuni decisamente semanticamente dedicati
    (SQL (sue estensioni proprietarie) , PostScript ad esempio ) altri a mezza via , come Perl — Practical Extraction and Report Language, ma se la cava bene in situazione generiche.
    In generale però la teoria che sta dietro a questi linguaggi è solida e distribuita a vari livelli (i.e da un livello base ad un livello avanzato, tanto per capirci) e per ogni linguaggio si trovano anche parecchi esempio di applicazione — ma è raro trovare esattamente il programma completo che cerchi: in genere prendi spunto/adatti quelli esistenti

    Nel caso del TeX , però, a situazione è differente: in primo luogo la teoria della programmazione tipografica , in paragone
    alle altre teorie viste sopra, non è così sviluppata ed anche difficile da definere. Lo stesso termine tipo-grafia se visto in ottica mondiale ha una significato diverso rispetto a quello al quale noi occidentali siamo abituati, ossia grafia del “tipo” e le sue problematiche di spazio bianco/nero
    Per le lingue orientali la tipografia è più tipo-grafica , per le lingua arabe siamo tra grafica e calligrafia (basta pensare alla calligrafia usata per decorazione).
    E’ vero che esiste nel mondo una imponente quantità di documenti che hanno in comune delle strutture ( e questo se non altro per
    effetto della globalizzazione) e che Knuth è partito da una istanza concreta di documento (essenzialmente i libro di computer science
    che è un preciso modello di testo in lingua inglese con espressioni matematiche) per ricavare un modello di documento che va bene per molti casi e che è stato relativamente semplice adattare a nuovo situazioni (tipo ad esempio la composizione da destra verso sinistra).
    E’ vero anche che il suo testo fondamentale è un mix di spiegazione del linguaggio TeX, di concetti illustrati solo con esempi, di teoria , ma non è un testo teorico di programmazione tipografica — ed infatti Knuth a prodotto una istanza concreta di documento, il formato plain che può essere usato come base di partenza per implementare altri tipi di documenti ma che oggi è pochissimo usata di per se,

    La seconda complicazione è che TeX è un linguaggio di programmazione atipico perché si basa sulle macro (in breve, una macro definisce una serie di simboli che verranno emessi nel flusso di uscita nel momento in cui il programma raggiunge la macro nel flusso in entrata), ed anche perché è un linguaggio di programmazione turing complete — completo come quelli visti in precededenza , C ,C++, Java etc.
    E la programmazione con le macro non è esattamente un paradigma di programmazione diffusa — esiste un solo altro linguaggio simil, M4, usato per lo più la configurazione di librerie — e talvolta non è per niente semplice accedere tramite le macro TeX agli stesso oggetti primitivi del TeX: si pensi ad esempio a scomporre una scatola verticale od orizzontale. Insomma, programmare in TeX è complesso e complicato.

    Bene, allora forse esiste qualcos’altro ? Un nuovo linguaggio, una nuova teoria ?
    No.
    Io credo che TeX sia la cosa migliore; le altre soluzioni sono state e saranno varianti del TeX, oppure realizzabili come “estensione”, sia pure massiva , del formato plain.
    LaTeX e ConTeXt ricadono in questo casistica, come pure luatex e ConTeXt MKIV
    Anche PostScript può essere visto come variante del TeX (e viceversa certo, ma è il dvips che “ha vinto”: ci sono pochi linguaggi di programmazione tipografica simil TeX implementati in postscript)
    Il linguaggio macro, poi, è il migliore proprio perché si immerge nel testo — il testo è il programma, in sostanza.
    Gli altri linguaggi vedrebbero il testo come input del programma, programma che sarebbe quindi una entità separata dall’input — cosa che, comunque , è facilmente ottenibile anche col TeX.

    E’ evidente che se vieni dal mondo di Indesign, trovi pochi punti di contatto se consideri solo l’aspetto DTP (=disegno col mouse), ma chiaramente Tex diventa competitivo quando devi programmare con Indesign, visto che ti ritrovi ad affrontare gli stessi problemi di programmazione.

    in risposta a: Esiste una documentazione parziale in italiano #58150
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    Ciao vorrei farti qualche altra domanda sulla documentazione, sulla mia bella Debian mi ritrovo tutto questo papello di manuali:

    `ls
    aleph.pdf letter.pdf mp-cb-en.pdf mtexutil.pdf xfigures-s.pdf
    cld-mkiv.pdf mchart.pdf mp-cb-nl.pdf mtexwork.pdf xmanipulate.pdf
    columns.pdf mchinese.pdf mp-ch-de.pdf mwidget-p.pdf xmathml-p.pdf
    cont-enp.pdf metafun-p.pdf mp-ch-en.pdf mxmltools.pdf xmathml-s.pdf
    cont-nlp.pdf mk.pdf mp-ch-nl.pdf pstopdf.pdf xmlfoe.pdf
    details.pdf mlabels.pdf mpstopdf.pdf showfont.pdf xml-mkiv.pdf
    envelop.pdf mmakempy.pdf mscite-p.pdf showunic.pdf xphysml-p.pdf
    eppchtex.pdf mmlexamp.pdf msplit.pdf style.pdf xsteps-s.pdf
    example.pdf mmlprime.pdf mtexexec.pdf tiptrick.pdf xxmldir.pdf
    ex-gui.pdf mmodes.pdf mtexfont.pdf xchemml-p.pdf
    foxet.pdf mmoexamp.pdf mtexmfstart.pdf xcorresp.pdf
    hybrid.pdf mpattern.pdf mtexsync-p.pdf xfigures-p.pdf`

    A parte quelli in olandese quali si possono scremare o più esattamente quali mi consigli da studiare ritenendoli essenziali?
    Grazie in anticipo per la risposta. 😉

    accidenti quanta roba…vista tutta insieme viene da mollare tutto.
    Comunque la lista completa è in
    http://www.pragma-ade.com/wget.txt

    Con questi due hai lo spririto di ConTeXt: coprono quasi tutto
    http://www.pragma-ade.com/general/manuals/cont-enp.pdf
    http://www.pragma-ade.com/general/manuals/metafun-p.pdf

    Reference x l’utente esperto
    http://www.pragma-ade.com/general/qrcs/setup-en.pdf

    Layers
    http://wiki.contextgarden.net/Layers
    http://www.pragma-ade.com/general/manuals/details.pdf

    Colori
    http://www.pragma-ade.com/general/manuals/msplit.pdf

    Columns, ma orientato al magazine
    http://www.pragma-ade.com/general/manuals/columns.pdf

    Tabelle
    http://wiki.contextgarden.net/Tables_Overview
    tabulazioni
    http://www.ntg.nl/maps/pdf/22_28.pdf
    natural table
    http://www.pragma-ade.com/general/manuals/enattab.pdf
    http://dl.contextgarden.net/myway/NaturalTables.pdf

    “Compilazione” condizionata
    http://www.pragma-ade.com/general/manuals/mmodes.pdf

    I fonts sono.. difficili
    Per MkII
    http://www.pragma-ade.com/general/manuals/mfonts.pdf
    http://www.pragma-ade.com/general/manuals/mtexfont.pdf

    Per MkIV in teoria l’instlalazione è più semplice:
    http://www.pragma-ade.com/general/manuals/tools-mkiv.pdf
    ma è meglio far riferimento al wiki.

    in risposta a: Nuova guida per LaTeX (a pagamento) #58028
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    E lo chiedi in questo forum? 🙂
    È sufficiente guardare le indicazioni
    in alto sulla pagina a fianco dell’intestazione.
    L’«Arte»!! Poi, più avanzata, la «Guida GUIT»
    («Introduzione all’arte della composizione tipografica»)
    La «Short» consultala in caso nella versione inglese
    ( 5.01, del 6 aprile 2011)
    poiché la traduzione italiana è relativa
    a una versione assai più vecchia
    (la 3.16 del 25 settembre 2000)

    M:

    Confesso di averli stampati e li sto leggendo a rotazione per fissarmi bene i comandi di base e per esercizio sto impaginando alcuni libri, però mi sono spiegato male vorrei iniziare a capire come modificare i parametri per incidere sul funzionamento delle macro.
    Ad esempio il companion a pag. 24 inizia subito ad affrontare un comando che per altro era di mio interesse ovvero modificare il comportamento delle sezioni però nella trattazione dava scontate molte cose. Quindi devo fare un passo indietro, però ponendo che di fondo a me interessa la gestione del layout a quale testo dovrei approcciarmi per iniziare a capire come gestire le macro e ridefinire comandi?

    Dal tuo profilo vedo che sei un grafico, e azzardo che se hai un progetto per le mani dovresti vedere prima ConTeXt — è nato per andare d’accordo con la prestampa.
    Se hai qualche esempio puoi scriverlo nella relativa sezione, magari lo vediamo.

    in risposta a: Esiste una documentazione parziale in italiano #58147
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    Ma a me sembra che nel caso di LaTeX e di pubblicazioni scientifiche le case editrici già predispongano all’autore o a chi ne trascrive il testo la classe da utilizzare.
    Quindi in tal caso il problema è unicamente occuparsi del testo, almeno questo mi appare il modo più sensato di usare LaTeX.

    Esatto, cosa scrivere e come scrivere è compito tuo. Se vuoi variare il layout lo puoi fare nei limiti della classe.

    Infine, e perdonate la mia ignoranza, ma che cosa è mkiv?
    La prima voce su google è una automobile… 😕

    http://wiki.contextgarden.net/Mark_IV

    in risposta a: Esiste una documentazione parziale in italiano #58145
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    Io leggendo la documentazione nelle faq mi è parso di capire che gli autori di ConTeXt sostengano che il loro software è più indicato per realizzare il layout del testo mentre convengono che LaTeX sia più orientato a quello che si deve scrivere nel layout.

    Per questo asseriscono che con ConTeXt è più pratico e razionale modificare l’aspetto del documento mentre con LaTeX è più complicato anche se ormai esistono molte classi che sono in grado di adattarsi alle più disparate esigenze.

    Quindi nel tuo caso a consiglieresti di usare LaTeX oppure ConTeXt, quali sono gli scopi che si prefiggono?

    La differenza è un po’ come andare ad un ottimo self-service (Latex)
    o cucinarsi il pranzo (ConTex). Nel primo caso la fatica
    è comporre il piatto (immagina di avere moltissima scelta),
    nel secondo bisogna prima capire come si fanno le cose elementari e via via si fanno le cose più complesse. Ovviamente come cucini tu a me non piace (e viceversa), mentre il self-service ha un gusto medio che va bene per tutti — ed i piatti particolari non si trovano, mentre tu te li puoi fare se sai cucinare.
    ConTeXt con mkiv sta attraversando una intensa fase di sviluppo con luatex e metapost 2.0: la documentazione fa riferimento per lo più a mkii
    (pdftex) e non è certamente così estesa ed onnipresente come LaTeX, ma un utente context normalmente non ha paura di guardare il codice
    per avere ulteriori informazioni.

    E’ vero che certe soluzioni sono obbligate: se devi comporre articoli scientifici al 100% devi usare LaTeX perché così vogliono gli editori,
    ed in genere anche i libri scritti in TeX sono per la maggior parte scritti in LaTeX.
    Nel caso di database publishing, invece, ConTeXt ha un suo spazio.

    in risposta a: Centrare valori in una tabella (e presentazioni) #58007
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    Quanto alla soluzione proposta da Luigi, di utilizzare una tabella vera e non grafica, naturalmente è bene valutarla (con ConTeXt o sempre con LaTeX), ma d’istinto preferisco la soluzione interamente grafica, magari con controllo delle dimensioni di cella rispetto al testo. Con la tabella disegnata si ha il controllo esatto delle sue dimensioni mentre con la tabella composta le dimensioni della tabella sarebbero controllate dalle dimensioni del testo il che non è così strano, ma si perderebbe un controllo fine sul risultato come l’inserimento di filetti grigi.

    Beh, dipende: con natural table puoi specificare una dimensione di cella
    `
    \starttext
    \startTEXpage[width=7cm,height=7cm]
    \setupTABLE[r][each][height=1cm]
    \setupTABLE[c][each][width=1cm]
    \setupTABLE[r][1][height=0cm,frame=off]
    \bTABLE
    \bTR \bTD \eTD \bTD \eTD \bTD \eTD \bTD \eTD \bTD \eTD \bTD \eTD \eTR
    \bTR \bTD[nc=2,nr=2] r1c1 \eTD \bTD r1c3 \eTD \bTD[nr=2] r1c4 \eTD \bTD[nr=2,nc=2] r1c5 \eTD \eTR
    \bTR \bTD[nr=2] r2c3 \eTD \eTR
    \bTR \bTD[nc=2] r3c1 \eTD \bTD[nc=2] r3c4 \eTD \bTD r3c6 \eTD \eTR
    \bTR \bTD r4c1 \eTD \bTD[nc=2] r4c2 \eTD \bTD[nr=2] r4c4 \eTD \bTD[nc=2] r4c5 \eTD \eTR
    \bTR \bTD[nr=2,nc=2] r5c1 \eTD \bTD[nr=2] r5c3 \eTD \bTD[nr=2,nc=2] r5c5 \eTD \eTR
    \bTR \bTD r6c4 \eTD \eTR
    \eTABLE
    \stopTEXpage
    \stoptext
    `
    Ovvio che in questo caso devi prima garantire che nella cella il testo ci stia correttamente.
    Comunque se la gabbia è fissa, pgf va benissimo.

    in risposta a: Centrare valori in una tabella (e presentazioni) #58005
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    anche solo un consiglio è oro colato, ho i colleghi in lutto per la tranvata che sta per arrivare 🙂

    Andrea

    Potresti provare ConTeXt,
    http://wiki.contextgarden.net/TABLE
    Attenzione però: ConTeXt si rivolge a coloro che
    vogliano customizzare le proprie soluzioni,
    richiede una certa esperienza ed un approccio da programmatore.
    Non so se è il tuo caso. Inoltre ha una propria installazione (la “minimals”)
    oppure usa TeXlive.
    L’idea della minimals è “il set minimo per essere operativi con ConTeXt, adatta per un progetto”, e sembra essere il tuo caso (ovviamente la puoi usare per più progetti). Se propriamente installata non influisce con altre TeX distro, ma non ha un editor di default (ha le configurazione per SciTe
    ma deve essere installato a parte) o una GUI per la compilazione
    che deve venire a command line (per me non è un problema, perché uso Emacs anche sotto Windows).

    Le istruzioni sono in
    http://wiki.contextgarden.net/ConTeXt_Minimals#Installation_and_use_on_Windows

    in risposta a: Definizione Stile dei Titoli #57909
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    come faccio a trovare ht+dp?

    Scusami ma non sono molto pratico di context……

    \htdp<>
    `\starttext
    \newbox\MyBox
    \setbox\MyBox=\vbox{\hsize=3em foo\crlf goo}
    \the\htdp\MyBox\crlf
    ht+dp=\the\dimexpr \ht\MyBox +\dp\MyBox\relax\crlf
    ht=\the\dimexpr \ht\MyBox +0\dp\MyBox\relax\crlf
    dp=\the\dimexpr 0\ht\MyBox +\dp\MyBox\relax\crlf
    \ruledvbox{\unvbox\MyBox}
    \stoptext
    `

    in risposta a: Definizione Stile dei Titoli #57907
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    Guarda
    http://wiki.contextgarden.net/Titles
    Formatting Titles with \setuphead

    I vari
    command,
    numbercommand,
    textcommand

    dovrebbero far al caso tuo.
    La mia idea è usare command#1#2: metti in una \vbox il titolo #2 e trovi ht+dp
    metti il numero #1 in una seconda scatola con altezza ht+dp con \vfill prima e dopo in modo da centrare il contenuto, poi piazzi le scatole.

    in risposta a: Attach di file PDF #57911
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    E’ possibile con Context l’attach dei file PDF in modo simile a quello che fa il pacchetto attachfile in Latex?

    Thanks

    Mai usati: dall ml di context vedo
    `\useattachment[whatever][title][newname][test.tex]
    \attachment[whatever]`

    ma oltre non saprei dirti.

    in risposta a: Sul senso di superiorità di alcuni utilizzatori #57112
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    Salve a tutti. Sono nuovissimo del forum e mi sono iscritto solo per postare questo messaggio.
    Utilizzo Latex da diversi anni e di fronte a problemi, prima cerco la soluzione nella documentazione dei pacchetti e poi eventualmente guardo nei vari forum.
    Bene, non c’è volta che passi per il GUIT che non mi capiti di vedere le critiche, più o meno esplicite, dei più esperti alle scelte stilistiche di chi pone i quesiti.
    Allora, premesso che il GUIT svolge un servizio utile e che chi si prende la briga di rispondere lo fa gratis, non si potrebbe evitare l’atteggiamento da detentori di un’unica verità ed unti dal Signore?
    Chi usa Latex non è superiore a chi usa Word. Chi usa Latex ed Emacs, non è superiore a chi usa Latex e Winedit. Chi usa Latex ed enfatizza in corsivo, non è superiore a chi usa Latex ed enfatizza con il sottolineato. Con simpatia.

    Nicefrac

    Normalmente chi usa LaTeX lo fa per comporre libri — o comunque testi di tipo narrativo — di elevata qualità tipografica. Cosa sia “elevata qualità tipografica” non è precisamente noto: da un generico “la pagina deve essere composta bene” si passa alle norme per la corretta composizione di strutture (come formule, indice, bibliografia etc.) fino a questioni stilistiche generalmente accettate (come ad esempio non sottolineare le parole, non mettere i puntini nell’indice) magari sorrette da testi condivisi come The Elements of Typographic Style.

    Il problema con la tipografia è “strafare”: bisogna mettersi al servizio del testo, non usare il testo per mostrare quanto si è bravi a fare “questo-e-quello”.
    LaTeX ha un suo stile e lo si vede quando si confrontano due testi, uno latex ed uno non-latex (specialmente se contengono formule): lo stile LaTeX è nettamente migliore, ma per arrivare a comporre in modo ottimale bisogna fare tentativi, cioè sbagliare per imparare. Ed in questo forum si evidenziano anche gli errori/orrori in LaTeX, cosa piuttosto rara
    in giro, ed alla fine sono queste le cose che contano.

    Se vuoi un esempio contrario, il mondo ConTeXt è più orientato a
    risolviti-i-tuoi-problemi-da-solo: nessuno ti critica per una scelta
    stilistica, eventualmente solo per l’implementazione. Ovviamente ha un prezzo: visto che non si promuove uno stile, la documentazione è essenziale e bisogna studiare il codice per padroneggiare lo strumento.
    E non tutti sono disposti a leggersi righe e righe di codice TeX.

    in risposta a: Consiglio su scalatura fotografie #56893
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    Ciao a tutti,

    sto scrivendo la tesi ed ho intenzione di mettere delle foto del laboratorio del mio set-up.
    Le foto sono ad alta risoluzione(3072×2304 pixel) e di grandi dimensioni(2-3MB).

    Volevo chiedere di quanto le devo scalare per avere una risoluzione tale da avere una buona stampa.

    Grazie in anticipo

    Michele

    Una risoluzione minima di 150dpi, con 600dpi hai una qualità professionale.
    Poi dipende molto dalle dimensioni della figura nella pagina, e da cosa si intende con buona stampa. Comunque, dato che è la tua tesi, io direi di non rischiare e di usare sempre la massima risoluzione delle foto.
    Le foto le puoi scalare in Latex, specificando width e height
    in modo appropriato.
    Il pdf così ottenuto è il miglior pdf possibile per la stampa, e sicuramente a video si vedrà bene (ovvio che se uno usa lo zoom al 6400% vede i pixels come quadrettoni…):
    se hai bisogno di un pdf più leggero puoi usare ghostscript a mo’ di distiller.

    in risposta a: [Guida] Fogli di calcolo in LaTeX usando Org Mode di Emacs #55938
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    stupendo.

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