luigi.scarso

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  • in risposta a: Nodi di LuaTeX, chi sono costoro? #55077
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    Un buon esempio è l’articolo di Paul Isambert del vol. 31 nr. 3 di TUGBoat.

    Ciao,
    articolo trovato ma non scaricato (servono le credenziali di tug member).
    A questo proposito, l’articolo in questione quando sarà distribuito a tutti?
    Grazie[/quote]
    e perchè non ti abboni anche al tugoat ? 😀

    in risposta a: Introduzione a LuaLaTeX #55086
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    [quote]
    Sono contento di potervi regalare all’URL qui sotto questa nuova e fiammante Introduzione a LuaLaTeX.

    Dov’è l’URL qui sotto?

    Credo che fosse un larvato invito a qualcuno. Vedremo. Ma non a breve.

    Ciao
    Enrico[/quote]
    ??

    in risposta a: Nodi di LuaTeX, chi sono costoro? #55075
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    Il “manuale” di LuaTeX soffre dello stesso difetto dei “manuali” di ConTeXt: sono essenzialmente memorandum per chi il linguaggio lo conosce già.

    E’ una Reference, non un manual, quindi descrive le “API” — meglio le callbacks. Si rivolge ai macro-programmatori.
    E’ simile a TeX by Topic, ma con meno esempi.

    Il concetto di “nodo” è già nel linguaggio TeX: ogni lista che viene costruita è una successione di nodi. Alcuni di questi possono essere esaminati e, in certi casi, tolti per una rielaborazione successiva. LuaTeX estende di parecchio questo modo di operare tramite i cosiddetti callbacks: prima di passare una lista al motore di composizione, può essere chiamata un’elaborazione deilla lista stessa tramite comandi Lua.

    Di più è difficile dire. 🙁

    Ciao
    Enrico

    Un buon esempio è l’articolo di Paul Isambert del vol. 31 nr. 3 di TUGBoat.

    in risposta a: Creare animazioni #55381
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    http://melusine.eu.org/syracuse/metapost/animations/ è un ottimo sito per animazioni ottenute con Metapost.
    Puoi studiare i sorgenti pubblicati, ricompilarteli (attento: ti riempiono la cartella di immagini), prendere spunto. Il formato Pdf, a meno di tecniche interne di Metapost che non conosco, lo ottieni convertendo gli mps di uscita in Pdf (ad esempio con ImageMagick e uno script bash).
    Per le animazioni vere e proprie (mettere insieme i frame) puoi usare beamer (io non ci sono riuscito 🙁 ) o animate. Immagino che ci siano altri pacchetti per fare le stesse cose, e qui Claudio è senz’altro più aggiornato di me.
    Gianluca

    Una evoluzione è usare metapost per produrre i frame della animazione
    (ie.le pagine del pdf), convertire il pdf in flash con swftools
    ed usare flashmovie latex per importare il flash dentro il pdf.
    Il pdf funziona solo col reader; il vantaggio è il riutilizzo del flash anche per il web.

    in risposta a: Limiti di XeTeX e XeLaTeX #52679
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    Non sono così bravo come te a trovare i riferimenti sulla natura dei font che potrebbero avere l’estensione dei TrueType ma le caratteristiche degli OpenType 😕

    So solo che sul mio Mac essi hanno l’estensione ttf.

    Ciao
    Claudio

    hm, il discorso è un po’ complicato, vediamo se riesco a spiegarmi con un esempio.
    cambriab.ttf è il file che contiene il font “Cambria Bold” ed ha i glifi descritti
    da curve di bezier del secondo ordine, impropriamente dette
    “TrueType outlines”.
    La tabelle dei glifi , insieme con le altre tables, features etc, sono un sottoinsieme delle
    tables, features etc di un font opentype, quindi un font truetype è un tipo di font opentype, in modo impreciso un “OpenType con TrueType outlines”.

    Asana-Math.otf è il file che contiene il font “Asana Math”
    ed ha i glifi descritti
    da curve di bezier del terzo ordine, impropriamente dette
    “PostScript outlines” (la tabella CFF contiene i glifi, per cui talvolta si dice OpenType CFF).
    Anche in questo caso
    la tabelle dei glifi , insieme con le altre tables, features etc, sono un sottoinsieme delle
    tables, features etc di un font opentype, ma il formato binario di
    è differente da cambriab.ttf .
    In questo caso avremmo un “OpenType con PostScript outlines”.

    In teoria si potrebbe impacchettare il font “Cambria Bold” in cambriab.otf
    mantenendo le curve del secondo ordine, non elevandole
    al terzo grado,
    e sarebbe funzionalmente del tutto identico a cambria.ttf
    con il formato binario però simile a Asana-Math.otf

    Esiste anche la possibilità di trasformare un font Type1 .pfb in OpenType CFF,
    ma non sono sicuro che la cosa sia così immediata come nel caso dei TrueType .ttf.

    Per complicare le cose Asana Math viene fornito
    anche come Asana-Math.ttf ovvero un
    “OpenType con TrueType outlines” (immagino che l’autore sia partito da queste
    curve del secondo ordine e poi abbia fatto il degree elevation per ottenere le curve del terzo ordine).

    Il motivo per mantentere il file .ttf e .otf (quando basterebbe solo .otf)
    credo sia per compatibilità: certi vecchi OS leggono in modo nativo i ttf ma non i pfb
    per i quali necessitano di driver aggiuntivi, quindi un OpenType CFF non sarebbe gestito correttamente.

    in risposta a: Limiti di XeTeX e XeLaTeX #52677
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    Chiunque abbia una distribuzione di MS Office recente ha a bordo anche i font Cambria; è vero che la licenza dice che esistono delle limitazioni al suo uso, in pratica lo si potrebbe usare solo con i prodotti che esso accompagna, ma nella licenza non sono indicati questi prodotti. A stretto rigore, quindi, una volta che hai comprato un qualunque prodotto che usi Cambria, ce l;hai nella cartella /Library/Fonts/Microsoft/ senza nessuna esplicita restrizione all’uso con XeLaTeX 🙂 Almeno io la vedo così, e di solito mi faccio un punto d’onore a rispettare le licenze, cercando di interpretarle come meglio posso, benché siano scritte in legalese non sempre troppo chiaro né in italiano né in inglese..

    Da
    https://developer.mozilla.org/en/Mozilla_MathML_Project/Fonts
    “The license allows you to “use this font as permitted by the EULA for the product in which this font is included to display and print content”, so consulting your lawyer is recommended if considering installing this on systems without the associated product.”
    Non molto rassicurante direi;
    però
    https://bugzilla.mozilla.org/show_bug.cgi?id=372351
    è scritto come installarli in Linux
    da un link MicroSoft (e non significa che sia lecito usarli).

    Tutto ciò premesso Cambria è un font TrueType, non OpenType, ma lo si può usare lo stesso come main font in un documento da comporre con Xelatex; l’ho provato e devo ammettere che non è male (continuo a preferire i Latin Modern anche se non escludo gli altri font per esempio della collezione TeX Gyre).

    Hm non sono sicuro che Cambria non sia OpenType:
    da http://www.microsoft.com/typography/otspec/recom.htm

    Filenames

    OpenType fonts may have the extension .OTF, .TTF, or .TTC, depending on the type of outlines in the font and the presence of OpenType layout tables.

    Fonts with CFF data always have an .OTF extension.
    Fonts containing TrueType outlines that have OpenType layout tables should use the .OTF extension when backward compatibility is not an issue. Fonts without OpenType layout tables, or fonts that have backward compatibility issues should use the .TTF extension. TrueType Collection fonts should have a .TTC extension whether or not the fonts have OpenType layout tables present.

    in risposta a: [risolto] Metric (TFM) file not found. #54148
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    `mtxrun –script modules –process core-con.mkii`

    `sam@qasbah:~$ mtxrun –script modules –process core-con.mkii
    MTXrun | unknown script 'modules.lua' or 'mtx-modules.lua'
    sam@qasbah:~$ `

    Non nella mia minimals: mtx-modules.lua si trova in
    tex/texmf-context/scripts/context/lua/mtx-modules.lua

    in risposta a: [risolto] Metric (TFM) file not found. #54146
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    Non sono d’accordo. Le macro a livello utente del nucleo di LaTeX e dei pacchetti sono documentate, quelle di ConTeXt no. Questo è il problema.

    Ciao
    Enrico

    Non credo esista un testo che descriva *tutte* le macro dei pacchetti, visto che questi si aggiornano in continuazione — e costituirebbero comunque un documento di qualche migliaio di pagine, praticamente inutilizzabile.
    Anche context ha la documentazione del singolo modulo (i.e. core-con.mkii) con
    `mtxrun –script modules –process core-con.mkii`
    (tra l’altro dovrei aggiornarla in questi giorni…)
    Ripeto: cont-eni.pdf, metafun.pdf e pochi altri sono sufficienti (per mkii)
    Il resto lo fa lo studio del codice ed il try-and-error, un paradigma tipico per chi programma.
    E per mkiv il discorso è ancora di più spinto verso la programmazione.

    in risposta a: [risolto] Metric (TFM) file not found. #54144
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    Quanto alla (presunta) carenza di documentazione, mkii è stabile ed il testo di riferimento è
    http://www.pragma-ade.nl/general/manuals/cont-enp.pdf
    Questo serve sempre (per mkii), ma serve di più capire che con context
    si programma, quindi l’unica strada per imparare a programmare è studiare esempi e provare codice (questo è diverso dal latex dove il ruolo di utente è ben distinto da quello di macro writer).

    Già; il primo esempio, a pagina 13, comincia con \unknown, comando di cui non si trova traccia in tutto il resto del manuale.

    Ciao
    Enrico

    Fossero questi i problemi…basta un copia ed incolla per vedere cosa produce \unknown
    Non è difficile cercare nel codice e vedere che
    \unexpanded\def\unknown
    {\periods\relax} % relax prevents lookahead for []
    (posto che la cosa sia interessante)
    La necessità che ogni cosa sia documentata (di per se discutibile per un linguaggio basato sulle macro) vale per LaTeX, che è enorme; per ConTeXt meno, visto che il codice base è più piccolo.
    Ovviamente l’utente deve essere più programmatore che configuratore.

    in risposta a: [risolto] Metric (TFM) file not found. #54141
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    Perchè? Dove è scritto nel wiki? A quale pagina della reference? E perchè Pragma pubblica un elenco di esempi di uso dei fonts in conTeXt senza alcun riferimento ad un simile problema?

    ConTeXt è un bel linguaggio, ricco di possibilità in ordine al typesetting di documenti atipici, ma assolutamente privo documentazione degna di questo nome proprio su quelli che dovrebbero essere i suoi profili distintivi: la gestione dei fonts e la creazione di nuovi moduli. Circa i fonts questo thread è un esempio definitivo di carenza di documentazione; circa la creazione di moduli si dia una occhiata al German Letter Style sul wiki, uno stile quasi interamente costruito con tecniche di cui non si fa parola nel manuale e che bisogna andare a scovare, con un pò di fortuna, nel wiki.

    Per non parlare dei soliloqui cui sono stato costretto in questa sezione del forum. Ma questo è un problema minore, visto che non posterò ulteriori domande qui.

    Grazie di tutto, ciao.

    Direi che è un po’ eccessivo: in una settimana (tra l’altro in pieno periodo festivo) non si può pretendere di avere tutto subito, anche se mi pare che tutte le risposte che cercavi le hai avute.
    Tenendo conto che i fonts in context non sono precisamente semplici da gestire
    probabilmente qualche documento in più avresti potuto leggerlo, ce ne sono diversi in
    http://wiki.contextgarden.net/Fonts

    Riguardo alla “creazione di moduli”: i moduli in context *non* sono la norma. Context è monolitico, non come latex. L’esempio da te citato poi è di una persona particolarmente
    avanzata che quest’anno si è guadagnato il titolo come miglior utente context
    (“superwolfgang” cfr.
    http://meeting.contextgarden.net/2010/talks/2010-09-17-closing/wolfgang-color.jpg
    ), quindi adatto ad un utente esperto.

    Quanto alla (presunta) carenza di documentazione, mkii è stabile ed il testo di riferimento è
    http://www.pragma-ade.nl/general/manuals/cont-enp.pdf
    Questo serve sempre (per mkii), ma serve di più capire che con context
    si programma, quindi l’unica strada per imparare a programmare è studiare esempi e provare codice (questo è diverso dal latex dove il ruolo di utente è ben distinto da quello di macro writer).

    in risposta a: ambiente per dimostrazioni #48192
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    E perché non due “proof” ?

    `
    \definedescription
    [proof]
    [text=Proof.]

    \setupdescriptions
    [proof]
    [width=broad,
    distance=0.5em,
    location=serried,
    headstyle=it,
    indentnext=yes,
    indenting=yes,
    closesymbol=\mathematics{\square}]

    \definedescription[Proof][text=Proof.]
    \setupdescriptions
    [Proof]
    [width=broad,
    distance=0.5em,
    location=serried,
    headstyle=it,
    indentnext=yes,
    indenting=yes,
    closesymbol=]

    \def\QEDhere{\eqno\mathematics{\square}}

    \starttext
    \startproof
    Questa \`e una dimostrazione che finisce cos\`i.
    \stopproof

    \startProof
    Questa \`e una dimostrazione che finisce con formula
    \startformula
    a=\int_{\sum_{\int_\sum^6}}^{100}\sum b^2\QEDhere
    \stopformula
    \stopProof

    \startProof
    Questa \`e una dimostrazione che finisce cos\`i.
    \stopProof

    \startproof
    Questa \`e una dimostrazione che finisce cos\`i.
    \stopproof

    \stoptext

    `

    in risposta a: ambiente per dimostrazioni #48188
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    ::

    Era solo un esempio per vedere se avevo capito.

    Hai capito perfettamente.

    `
    \setupcolors[state=start]
    \definedescription
    [proof]
    [text=Proof.]

    \newdimen\RecordPos
    \newdimen\TempPos
    \def\QEDHERE{\rlap{\vrule width\textwidth height1pt depth0pt}\global\RecordPos=\the\pagetotal}
    \def\PutQED{%
    %\par\nointerlineskip\vskip0pt
    \rlap{\color[blue]{\vrule width\textwidth height1sp depth0pt}}%
    \TempPos=\the\pagetotal%
    \nobreak\vskip-\the\dimexpr(\TempPos-\RecordPos)%
    \nobreak\hbox to \textwidth{\hfill$\square$}\vskip\the\dimexpr(\TempPos-\RecordPos-\lineheight)
    }

    \setupdescriptions
    [proof]
    [width=broad,
    distance=0.5em,
    location=serried,
    headstyle=it,
    indentnext=yes,
    indenting=yes,
    after=\PutQED,
    ]

    \starttext

    \startproof
    Questa \'e una dimostrazione
    \startformula
    a=\int_{\sum_{\int_\sum^6}}^{100}\sum b^2\QEDHERE
    \stopformula
    \stopproof

    \startproof
    Questa \'e una dimostrazione
    \startformula
    a=b \QEDHERE
    \stopformula
    \stopproof

    \startproof
    Questa \'e una dimostrazione
    \startformula
    a=\frac{1}{c} \QEDHERE
    \stopformula
    \stopproof

    \startproof
    Questa \'e una dimostrazione
    \startformula
    a=\sum b\QEDHERE
    \stopformula
    \stopproof

    \stoptext

    `

    L’idea è semplice: memorizza con \QEDHERE il punto dove appare la formula,
    una volta chiuso proof torna su fino al punto, metti $\square$, e ritorna alla fine di proof.

    Ma deve esserci qualche altro spazio che mi sfugge, quindi come realizzazione non è un granchè
    (se non vuoi vedere le rule mettile ad altezza 0pt).

    in risposta a: ambiente per dimostrazioni #48186
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    ::

    Si funziona! sei troppo bravo.
    Se proprio si vuole essere precisi, l’allineamento verticale non è sempre corretto, per esempio se si sostituisce la formula con
    `a=\int_\sum b^2`
    si vede abbastanza bene.

    Infine ci sarebbe da sistemare la questione se la formula finale \`e numerata.

    Comunque mi ritengo soddisfatto.

    Grazie

    ES

    Era solo un esempio per vedere se avevo capito: \vskip-1.75\lineheight è fatto per tentativi
    CMQ ci penso, ci sono alcune cose interessanti.

    in risposta a: ambiente per dimostrazioni #48184
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    ::

    C’è anche un comando
    `\placeclosesymbol`
    che in teoria dovrebbe essere l’equivalente di \qedhere.
    A me, in mkii, dentro ad una formula mi da errore (funziona per esempio se la dimostrazione finisce con un itemize).

    Ciao

    ES

    Una cosa di questo tipo ?

    `

    \definedescription
    [proof]
    [text=Proof.]

    \setupdescriptions
    [proof]
    [width=broad,
    distance=0.5em,
    location=serried,
    headstyle=it,
    indentnext=yes,
    indenting=yes,
    %closesymbol=\square,
    after={\nobreak\vskip-1.75\lineheight\nobreak\hbox to \hsize{\hfill$\square$}\vskip1.75\lineheight},
    ]

    \starttext

    \startproof
    Questa \'e una dimostrazione
    \startformula
    a=b
    \stopformula
    \stopproof
    \input tufte
    \stoptext
    `

    in risposta a: ambiente per dimostrazioni #48182
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    ecco una soluzione che funziona solo per mkiv:
    `\definedescription
    [proof]
    [text=Proof.]

    \setupdescriptions
    [proof]
    [width=broad,
    distance=0.5em,
    location=serried,
    headstyle=it,
    indentnext=yes,
    indenting=yes,
    closesymbol=\mathematics{\square},
    closecommand=\ifmmode\eqno\else\wordright\fi]`

    ES

    Non riesco a capire la differenza tra mkii e mkiv: a me il simbolo qed sembra finire nello stessa posizione in entrambi i casi.

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