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Aggiornamento: la risposta è: sì, ci sono controindicazioni, il titolo del paragrafo sparisce.
Quindi, per quanto riguarda il punto 16, se ben capisco c’è un piccolo bug di biblatex. Lo farò presente all’autore.
Mi sembra fosse il punto 13, in realtà. Diciamo che se si usa l’opzione di sezionamento automatico non è possibile poi usare l’etichetta della refsection per i riferimenti.
Nella documentazione di etoolbox è scritto che \apptocmd dovrebbe funzionare anche con comandi che prevedono argomenti, come \section. E infatti è vero almeno per comandi semplici. Ma evidentemente qualcosa non funziona come dovrebbe nel caso in questione, per cui Lehman ha preferito usare \pretocmd, con perdita di qualche funzionalità.
E riguardo agli altri punti che ho sollevato, Max, che mi dici?
Un passo alla volta 🙂 Stasera provo a dare un’occhiata al punto 16.
Per quanto riguarda la discussione generale sugli stili in italiano, penso anch’io che non sarebbe male averne tre o quattro pronti per l’uso che ne riproducessero alcuni già presenti per bibtex (come natbib_ita o classic). Quello di base non è usabile un gran che. Tenete presente che ci sono già degli stili basati su biblatex (http://www.ctan.org/tex-archive/macros/latex/exptl/biblatex-contrib/) e non sarebbe male darci un’occhiata.
Il guaio con gli stili bibliografici è che ogni editore ha il suo 🙁 Fortunatamente biblatex permette di fare modifiche, piccole e meno piccole, con molta più facilità rispetto a bibtex.
Ciao,
Max.
::Lehman modifica \section usando un comando del pacchetto etoolbox: \pretocmd. Esiste anche la variante \apptocmd, che invece di preporre il nuovo codice lo pospone. Non saprei dire se ci sono controindicazioni a usare questo comando, o se la scelta di Lehman è stata semplicemente dettata da una svista.
Aggiornamento: la risposta è: sì, ci sono controindicazioni, il titolo del paragrafo sparisce.
Max.
::13. Bibliografie separate per sezione. Questa è la base di dati:
`@book{bringhurst:elementi,
author = {Bringhurst, Robert},
title = {Gli Elementi dello Stile Tipografico},
publisher = {Sylvestre Bonnard},
year = {2001},
location = {Milano}
}@article{mori:tesi,
author = {Mori, Lapo Filippo},
title = {Scrivere la tesi di laurea con {\LaTeXe}},
journaltitle = {{\Ars}},
number = {3},
year = {2007}
}@manual{gregorio:breveguida,
author = {Gregorio, Enrico},
title = {Breve guida ai pacchetti di uso più comune},
year = {2008},
url = {http://profs.sci.univr.it/~gregorio/}
}`
Questo è il codice:
`\documentclass{article}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[inputenc]{inputenc}
\usepackage[babel]{csquotes}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[style=alphabetic,refsection=section]{biblatex}
\usepackage{guit}
\bibliography{Bibliografia}\defbibheading{bibliography}{%
\subsection*{Riferimenti bibliografici del
paragrafo~\ref{refsection:\therefsection}}}\begin{document}
\section{Un paragrafo}
Un paragrafo, con un riferimento a~\cite{bringhurst:elementi}, che
appare nella relativa bibliografia locale.Si possono includere nella bibliografia locale anche delle opere
non esplicitamente citate nel documento.
\nocite{gregorio:breveguida}\printbibliography
\section{Un altro paragrafo}
Un nuovo paragrafo, con un riferimento a~\cite{mori:tesi}, che
compare nella relativa bibliografia locale.\printbibliography
\end{document}`
L’esempio l’ho tratto dalla doc. del pacchetto, ma c’è un problema nei titoli delle bibliografie, che vengono resi così:Riferimenti bibliografici del paragrafo
(senza nessun numero) e
Riferimenti bibliografici del paragrafo 1
(con il numero sbagliato). Dove sbaglio?
Se ho capito bene leggendo il codice del pacchetto, quello che succede è questo:
1. usando l’opzione [refsection=section], il pacchetto ridefinisce il comando \section, preponendogli \newrefsection (vedi manuale pag. 61);
2. \newrefsection scrive nel file .aux il materiale necessario per identificare l’etichetta della sezione (cerca \newlabel nel file .aux);
3. ma in realtà lo fa troppo presto, quando, cioè, il contatore delle sezioni non è ancora scattato, per cui \@currentlabel, ovvero il valore dell’etichetta in quel punto è indietro di 1, o, addirittura, non è definito, nel caso della prima sezione.
Nell’esempio originale, da cui hai adattato il tuo, gli ambienti refsection sono specificati manualmente e iniziano tutti dopo il relativo comando \section, ecco perché non si ha nessun inconveniente.
Lehman modifica \section usando un comando del pacchetto etoolbox: \pretocmd. Esiste anche la variante \apptocmd, che invece di preporre il nuovo codice lo pospone. Non saprei dire se ci sono controindicazioni a usare questo comando, o se la scelta di Lehman è stata semplicemente dettata da una svista.
Max.
::Buonasera (Buongiorno per chi lo leggerà domani 🙂 )
One only question:
– esiste un pacchetto in latex per generare un file pdf protetto da password?
Thanx
MaurizioA quanto mi risulta no, ma puoi sempre aggiungere la password in seguito con programmi come pdftk (http://www.accesspdf.com/pdftk/)
Ciao,
Max.
30 Luglio 2009 alle 7:54 in risposta a: pacchetto chapterbib: comando CitationPrefix non funziona #35958::Ciao a tutti,
qualcuno è mai riuscito a far funzionare il comando CitationPrefix del pacchetto chapterbib?
Ho l’ultima versione di chapterbib installata.
Se metto nel preambolo, per esempio,
`\CitationPrefix{\thechapter.}`
LaTeX mi dice che il comando CitationPrefix non è definito.Si può by-passare l’uso di CitationPrefix con \citeform ma mi piacerebbe capire perché non mi funziona.
Sebbene la documentazione riporti ovunque il comando \CitationPrefix, nel codice questo comando si chiama \bibitemPrefix (riga 172 del file chapterbib.sty incluso nella mia distribuzione).
Ho modificato il tuo esempio minimale sostituendo \CitationPrefix con \bibitemPrefix e sembra funzionare.
Magari sarebbe il caso di avvertire l’autore.
Ciao,
Max.
::[quote][quote]Ciao Roberto,
ti posso fare una domanda? Prima di installare la TeXlive2009, è necessario/consigliabile disinstallare MiKTeX per evitare conflitti e/o problemi che ignoro?Con LaTeX, in questi giorni, ci devo lavorare e vorrei evitare di avere brutte sorprese.
Ti saluto,
AntonioCiao Antonio. Non credo nascano problemi di convivenza insormontabili tra MiKTeX e TeXLive, ma forse qualche noia si: texlive2009 è dato addirittura come release di pretesting e potrebbero esserci dei malfunzionamenti anche se io per il poco che ho visto sono abbastanza convinto di no.
Quindi siccome texlive2009 modifica i percorsi installandosi come distribuzione di default sul sistema e la userai al posto di MikTeX, potresti incontrare potenziali problemi.In conclusione quello che bisogna fare è continuare a lavorare con la propria distribuzione ed installare la texlive2009 pretesting solo per effettuare verifiche e bug test.
Passato il giusto numero di giorni scriverò un e-mail al team di sviluppo di texlive 2009 per segnalare eventuali anomalie o proposte di modifiche che mi venissero in mente, e ne riporterò un sunto anche quì.
Penso che il paradosso sia un evento profondo della vita e quando ne incontro uno ne sono ben lieto: la distribuzione principe dei sistemi linux, bsd, Solaris e mac funziona molto bene su windows e forse meglio di MikTeX che, a sua volta, sta migrando su linux.
Buon lavoro. Roberto.Ti ringrazio per la risposta. 🙂
Per ora continuo a usare MiKTeX; in questo momento ho un solo pc a disposizione e non posso fare prove di questo genere (il che è un po’ una seccatura). 🙁
Grazie ancora per i chiarimenti. Buon lavoro a te.
Ciao,
Antonio[/quote]Prego Antonio.
Nel primo giorno di texlive 2009 ho provveduto con tlmgr a fare l’update della distribuzione. L’elenco degli aggiornamenti comprendeva elementi dell’infrastruttura e più di 40 update di pacchetto. In un solo giorno le modifiche sono state quindi notevoli, il che da l’idea di un lavoro di sviluppo ancora aperto.
Tuttavia non ho rilevato alcun problema e la distro mi sembra già molto stabile.
Ciao alla prossima.
Roberto.[/quote]Anch’io non ho rilevato problemi, finora. Inoltre c’è una nuova funzionalità molto interessante, che rende più semplice l’uso dei formati grafici.
Con TeX Live 2009, pdftex in modalità PDF è in grado di fare la conversione degli EPS al volo, facendo girare automaticamente epstopdf. L’utente deve solo includere l’immagine, senza specificare altro.
Quindi, se si dispone del file immagine.eps, il seguente codice
`
\documentclass{article}
\usepackage{graphicx}
\begin{document}
\includegraphics{immagine}
\end{document}
`
può essere compilato sia con latex che con pdflatex. Comodo, no?
Ciao,
Max.
::Correggimi se sbaglio, ma in questo caso mi pare non si possa procedere nel modo tradizionale (o forse mi sto dimenticando qualcosa). ❓
Accipicchia, mi era proprio sfuggito! 😳 Riporto dalla doc. di multicol:
`Floats and marginpars not allowed inside ‘multicols’ environment!`
This message appears if you try to use the \marginpar command or an unstared version of the figure or table environment. Such floats will disappear!However single column floats are still forbidden and I don’t think I will have time to tackle this problem in the near future. As an advice for all who want to try: wait for TEX 3.0.
Si tratta di una limitazione davvero notevole. Immagino che le difficoltà TeXniche che sono causa di questa limitazione siano grandi… Tuttavia, se le cose stanno così, se dovessi scrivere un articolo su due colonne userei semplicemente l’opzione di classe twocolumn, rinunciando al bilanciamento.
Di sicuro, la classe ArsTeXnica permette di scrivere articoli su due colonne inserendo gli oggetti mobili nel modo consueto. Ma, ora che ci penso, ricordo che le ultime colonne non sono bilanciate.
Ciao,
L.Infatti, quando scrivemmo la classe arstexnica decidemmo di scartare multicol, proprio perché non permetteva oggetti mobili su una sola colonna o note al piede nella colonna di appartenenza.
In realtà, ogni volta che è possibile, le colonne degli articoli di ArsTeXnica sono bilanciate (o tramite il pacchetto balance o con un comando per il bilanciamento manuale suggerito da Claudio Beccari). Sfortunatamente anche balance soffre di qualche limitazione, specie se nella pagina da bilanciare sono presenti note o oggetti mobili. In alcuni casi, quindi, preferiamo lasciare le colonne come sono.
(Naturalmente il bilanciamento delle colonne viene fatto in fase di redazione finale e non è ‘esposto’ all’utente).
Ciao,
Max.
23 Giugno 2009 alle 21:37 in risposta a: Ricerca di testo errata nel pdf (due punti invece del punto) #34831::Dato che Enrico usa Linux e noi Windows, direi che probabilmente la cosa è legata all’uso di MiKTeX. Ci vorrebbe un test di qualcuno che usa TeXLive su Windows.
Ciao ciao.
FraIl problema per me si presenta solo con Adobe Reader.
Sistema operativo: Linux Fedora 6
Distribuzione: TeX Live 2008
Kpdf: comportamento corretto
Evince: comportamento corretto
Xpdf: comportamento corretto
KGhostView: comportamento corretto
Adobe Reader 7:comportamento erratoCiao,
Max.
::
Se usi Firefox, prova a dare un’occhiata a Zotero (http://www.zotero.org/), che è appunto un’estensione per Firefox. Non l’ho mai usato (finché mi ostino a rimanere ancorato a Firefox 1.5…), ma credo che faccia anche quello che interessa a te.Spulciando un po’ su Google ho trovato anche Mendeley (http://www.mendeley.com/).
Ciao,
Max.
::Buonasera a tutti,
A questo punto, desidererei:
– o “forzare” perpage a funzionare correttamente
– o impedire al secondo apparato di coprire il numero di paginaC’è un modo semplice per venir fuori da questo pasticcio?
😥Vi ringrazio anticipatamente della collaborazione e posto a seguire il preambolo.
Valeria
Ciao Valeria,
a pag. 36 del manuale di ledmac, trovi alcuni trucchi per risolvere problemi dovuti ai cambi di pagina.
Prima di tutto prova a fare alcune compilazioni di seguito (almeno tre) per vedere se il cambio di pagina è stabile, se, cioè, avviene sempre nello stesso punto. Se non fosse stabile, modifica il contatore ballast, come indicato nel manuale.
Se invece il cambio pagina è stabile, ma continua ad essere sbagliato il numero della nota, prova a forzare il cambio pagina con \pageparbreak (trovi dettagli sempre a pag. 36).
Infine se vuoi proprio allargare le pagine per trascinare indietro la nota (te lo consiglierei solo come ultima opzione) ma la nota esce dal margine inferiore, aumenta il valore di \footfudgefiddle, come indicato nel manuale.
Naturalmente tutte queste operazioni, specie le prime due, vanno fatte in fase di revisione finale.
Max.
::Sottoscrivo appieno, sono giunto in questa sezione proprio perche’ volevo fare io la proposta.
In aggiunta, si potrebbe creare una pagina con l’elenco dei tags usati, a mo’ di indice analitico.
Quello di fare ‘estenuanti’ ricerche senza individuare la risposta cercata, che spesso e’ li’ a portata di mano, ma non si ha modo di vederla, e’ un problema oggettivo, comune e diffuso.
Ritengo che, con uno strumento del genere, questo forum (incredibile contenitore a centinaia di soluzioni a problemi piu’ o meno comuni, per lo piu’ generali o facilmente generalizzabili, sempre efficaci, a volte ‘geniali’) lo valorizzerebbe come merita e, non da poco, eviteremmo di leggere sempre piu’ risposte del tipo: ”fare una ricerca sul forum era troppo difficile?” (che, diciamocelo, a volte suona un po’ scortese).Allora, ce lo fate questo regalo?
A presto
GGCiao,
in questo momento stiamo organizzando la migrazione da phpBB2 a phpBB3, quindi speriamo, dopo un adeguato periodo di sperimentazione, di presentarvi un forum rinnovato nell’estetica e soprattutto nelle funzionalità.
Non essendo io ad occuparmene dal punto di vista tecnico, né avendo grosse conoscenze di phpBB, non so esattamente cosa può essere realizzato e cosa no, ma posso garantirvi che terremo conto di tutte le vostre richieste, anzi, direi che è proprio questo il momento di esprimerle.
Max.
::Il 9 aprile scorso si è tenuta, al Politecnico di Milano, una giornata di incontro con gli studenti a mo’ di introduzione all’uso di LaTeX. Il materiale preparato per quella giornata (presentazioni, guida di riferimento, un piccolo supplemento e una bibliografia ragionata con collegamenti ipertestuali) è disponibile da qualche settimana a questo indirizzo:
http://www.guit.sssup.it/download/#md
(Per un download diretto: http://www.guit.sssup.it/downloads/PoliMi2009.zip.)
Spero possa essere utile.
Max.
Il materiale da te segnalato è certamente interessante. Da una prima rapida occhiata, l’unico problema che rilevo è la disomogeneità “grafica” dei materiali di presentazione e di manualistica.
Quello che segnali è vero, considera che i vari ‘pezzi’, quando non provenienti da altri autori, come ‘LaTeX per l’impaziente’ che è stato gentilmente messo a disposizione da Lorenzo, sono stati scritti e assemblati in periodi diversi. Un maggiore grado di omogeneità sarebbe sicuramente auspicabile, e sarà così per le prossime edizioni (abbiamo buone speranze di proseguire quanto iniziato… 🙂 )
Ancora, a mio parere sarebbe interessante tenere una giornata nazionale in varie città italiane tipo la manifestazione dei linux days.
I LaTeX days richiedono una quantità di persone piuttosto rilevante che probabilmente non sussiste ancora in Italia.
Sì, sia come relatori, sia forse anche come pubblico. LaTeX occupa una nicchia più ristretta rispetto a chi è potenzialmente interessato da Linux e dall’Open Source in generale. Alla fine le università sono il luogo dove è più facile trovare ascoltatori, anche e forse soprattutto (com’è del resto comprensibile) per motivi pratici.
Ciao,
Max.
::Il problema dell’errata spaziatura dopo l’apostrofo con il MInion Pro ce l’ho pure io, anche se io uso XeLaTeX. Appena ho modo provo a cambiare font, per cercare di isolare il problema.
Il problema di spaziatura dell’apostrofo del Minion Pro, purtroppo, è noto:
http://typophile.com/node/35308
https://lists.berlios.de/pipermail/minionpro-devel/2005-September/000748.html
e non dipende solo da LaTeX.
Il pacchetto MinionPro, prevede l’opzione loosequotes, pagina 4 della documentazione, che però ha diverse controindicazioni, la più grave delle quali è che si perde la sillabazione automatica delle parole con l’apostrofo. Con XeTeX credo che la cosa sia un po’ più complicata:
http://www.tug.org/pipermail/xetex/2008-April/009423.html
Ciao,
Max
::Scusa Lorenzo, ma con un doppio clic avvii TeX Live Utility, non TeX Live Manager, che è un programma ben definito. TeX Live Manager è dotato di un’utilità da riga di comando e di un’interfaccia grafica: entrambe si avviano da riga di comando su qualsiasi SO. Su Mac, esiste anche TeX Live Utility, che è un’interfaccia grafica alternativa che usa TeX Live Manager “sotto il cofano” e che va installata a parte con MacTeXtras. Questa si avvia con un doppio clic.
Capisco questo punto di vista, anche se la distinzione è sottile: si potrebbe obiettare che lanciando con il doppio clic l’interfaccia che (sotto il cofano) usa il TeX Live Manager, di fatto si sta usando il TeX Live Manager (con la mediazione dell’interfaccia) senza usare il terminale. 🙄
Il tutto mi ricorda vagamente la sottigliezza di alcune problematiche teologiche. 😉
Proprio per questo, coerentemente, ho risolto il tutto appellandomi al principio di autorità: la tua. 😉 Ora quel paragrafo dell’Arte segue la tua versione.
Grazie mille,
LorenzoMmmm, diffido di tutte le autorità, in primo luogo della mia. 😉 Comunque ho pubblicato la pagina, nella sua collocazione naturale: http://www.guit.sssup.it/installazione/pacchetti.php
E grazie a te, per aver dato l’impulso, parte del materiale e tanti suggerimenti utili per migliorarla.
Ciao,
Max.
::[Manca una menzione ai mirror] perché vorrei tenere la pagina al maggior livello di semplicità possibile. Al limite posso inserire un link alla documentazione di TeX Live Manager per le ulteriori opzioni.
Ottima idea e ottime ragioni. Il problema dei mirror andrebbe accennato (perché a volte un mirror lento può rendere, impossibile o scomodissimo un aggiornamento), aggiungere un link alla documentazione permette di non appesantire troppo le cose.
Diciamo la stessa cosa, ma la mia formulazione non è chiara (anche perché nell’ultima versione avevo cancellato le parole “senza passare dal terminale”).
Scusami per l’insistenza, ma per me ancora non va bene. Infatti questa frase
Il TeX Live Manager può essere usato sia da riga di comando che tramite un’interfaccia grafica. In entrambi i casi il programma va avviato da terminale, con privilegi di amministratore […].
così com’è scritta è falsa, sempre che su Mac sia possibile (come credo e spero; ma purtroppo non posso controllare personalmente) avviare la il TeX Live Manager con un doppio clic, senza passare dal terminale. La frase che ho riportato fa pensare che il programma vada avviato sempre dal terminale, cosa che per gli utenti Mac non è vera.
Ciao,
L.Scusa Lorenzo, ma con un doppio clic avvii TeX Live Utility, non TeX Live Manager, che è un programma ben definito. TeX Live Manager è dotato di un’utilità da riga di comando e di un’interfaccia grafica: entrambe si avviano da riga di comando su qualsiasi SO. Su Mac, esiste anche TeX Live Utility, che è un’interfaccia grafica alternativa che usa TeX Live Manager “sotto il cofano” e che va installata a parte con MacTeXtras. Questa si avvia con un doppio clic.
Poi, naturalmente, la formulazione con cui ho espresso questo concetto nel paragrafo citato può essere poco chiara.
Ciao,
Max.
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