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marcopx” post=71412Esiste un modo “comodo” per inserire grafica creata con inkscape in LaTeX (che non sia esportando epslatex, che, come detto sopra, ha dei limiti?)
Io per disegni complessi e di tipo descrittivo creo il file con Inkscape, esporto in pdf e commento con tikz, si nuovamente tikz, come vedi imparare un po’ di questo codice può essere un buon investimento.
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Io ti consiglio di usare direttamente Gnuplot con terminale lua tikz o, ma io trovo più comodo il primo metodo, con terminale epslatex: il primo ti genera direttamente un file .tex con codice tikz, mentre il secondo ti crea un file eps con la parte grafica ed un file .tex con la parte testuale (etichette, numeri).
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Ciao,
ora mi mette male controllare ma il pacchetto mychemistry dovrebbe mettere a disposizione una serie di macro sia per l’energia libera (standard, di reazione e di transizione) sia per la nomenclatura delle reazioni.
Ti consiglio di investire un po’ di tempo per passare da xymTeX a chemfig che sembrerebbe meglio supportato e, se non sbaglio, già presente nelle installazioni TeXLive. Per formule brute dovrebbe invece bastarti mhchem.
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Io ho messo subito in chiaro ai relatori e correlatori che tutto il materiale da me prodotto gli sarebbe stato fornito sotto forma di cartaceo stampato a mie spese e che loro avrebbero inserito le correzioni sotto forma di note a margine a penna o matita (volevo evitare che dovessero installare programmi solo per il mio caso). La cosa non gli ha provocato problemi e si sono dimostrati decisamente accomodanti.
L’unica cosa che mi è spiaciuta è quella di aver consumato un po’ più di carta (ti consiglio la riciclata per le bozze) del necessario.Tra l’altro l’impiego del file di word/writer è anche poco “limpido” in quanto le correzioni da parte del relatore dovrebbero essere discusse, ragionate e proposte al candidato, non imposte (salvo in caso di castronerie madornali); per questo lavoro l’accesso diretto al testo prodotto è superfluo e pertanto si prestano bene sia i pdf che i cartacei.
O no?
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Ciao,
solitamente l’indice analitico non compare nelle tesi ma, se devi/vuoi metterlo, lo metterei comunque in coda a tutto il resto.
Ho anche alcuni dubbi riguardo la posizione dei ringraziamenti che, a mio avviso, andrebbero messi prima degli indici.
In sostanza si avrebbe:- Frontespizio
- Colophon
- Citazione e ringraziamenti
- Indice generale
- Indice delle figure
- Indice delle tabelle
- Acronimi
- Introduzione
- Capitoli
- Conclusioni
- Appendici
- Bibliografia
Sarebbe da evitare, a parere di molti, anche la dedica.
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Grazie, avevo messo due pageofpages (un refuso) il primo specificava di, il secondo of…
Comunque, ho visto che sei lo sviluppatore del pacchetto: complimenti, ne approfitto per chiederti se sia possibile invertire la posizione dei relatori/correlatori con quella del candidato all’interno del frontespizio. Io ho due relatori e due correlatori e, con le impostazioni di default, la pagina ha un aspetto piuttosto pesante che speravo appunto di migliorare invertendo tra di loro i due blocchi.
Grazie.
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Ciao,
XymTeX non credo sia incluso nelle principali distribuzioni di TeX, ti consiglio di usare il pacchetto ChemFig.
Non compilandolo non so cosa tu voglia ottenere, se però si tratta di una molecola semplice, non hai fretta ed alleghi un’immagine della struttura che vuoi ottenere, magari riesco a scriverti il codice per ChemFig, sia ben chiaro che non garantisco nulla: ho un’esperienza molto limitata in merito.
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Alla fine ho fatto combaciare i due pdf dando su quello con la versione aggiornata
`\areaset[5mm]{312pt}{699pt}`La cosa strana è che non ho ricevuto problemi in compilazione per la mancanza di caption (ma forse subcaption, che uso, carica il “cugino” in automatico) e tutte le guide aggiornate prodotte con ArsClassica e/o ClassicThesis continuano a mantenere margini più simili a quelli che impiega la mia tesi con la vecchia versione del pacchetto, rispetto allo stesso documento ma con la versione nuova. Comincio a pensare di avere qualche problema con le mie distribuzioni.
Comunque grazie, ho risposto solo per segnalare la cosa.
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Confermo che i file .tex sono identici ma i due .pdf prodotti differenti, in particolare con la vecchia versione di arsclassica i margini sono più stretti, con quella nuova molto più larghi (da 106 pagine si passa a 97). Sul computer con la versione non aggiornata di arsclassica, classicthesis risulta comunque all’ultima versione.Se posso dire la mia con i nuovi margini, leggendo da monitor, gli occhi mi si perdono un po’ sul testo ma può essere una questione di abitudine.
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Ciao a tutti,
riprendo questo filone per chiedervi se lo stesso discorso sia applicabile ad una tesi di laurea (da noi la copia digitale viene depositata in un archivio e sovente alcune lezioni dei relatori dei lavori presentano materiale rielaborato da tesi di candidati passati). Chiaramente la cosa non sarebbe un problema anzi, mi farebbe però piacere che venisse usato, nell’eventualità, il mio nome.
Ha senso ricorrere ad una creative commons? Nel caso, sapreste dirmi qualcosa sulla procedura?
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Bhe, per il solo ed esclusivo carattere micro non credo si possa, almeno non in modo immediato e diretto, ma se vuoi, di uno o più font caricati far usare a siunitx uno in particolare per le unità di misura, puoi dare
`\sisetup[unitmathsrm=font]`
è da notare che unitmathsrm è l’opzione che si dava con la versione 1 del pacchetto, ora bisognerebbe dare unit-math-rm ma, almeno con value-math-rm, io non riuscivo a compilare correttamente poiché l’opzione non veniva riconosciuta.
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Ah, sei stato chiarissimo, tuttavia compilando lo stesso file su due computer differenti: in uno ho arsclassica 4.0, nell’altro la versione precedente, vengono prodotti due pdf di 93 e 104 pagine rispettivamente, con margini visibilmente diversi. Nei prossimi giorni controllo meglio i miei file e ti so dire ma al 90% sono identici.
Strano.
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