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OldClaudio” post=78385
Effettivamente ho modificato ripetutamente le dimensioni dell’allegato, ma non sono riuscito a farlo passare (ultimo tentativo 198 Kb).
Quando poi scriverai il manuale, ricordati di usare le unità di misura giuste. 🙁
Quello che tu hai scritto significa chilo bit, anzi per essere più precisi, significa kelvin bit, non chilo byte. 😆
In ogni caso chilo byte si scrive KiB secondo le norme ISO.:wink:
@robitex: questa osservazione vale anche per te.Grazie Claudio,
le abitudini, specie quelle secolari, sono dure a morire…
R.
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Ciao.
Ti segnalo una discussione che potrebbe interessarti:
http://www.guitex.org/home/it/forum/5-tex-e-latex/76860-manuale-tecnico-aggiornabile
In più, che non compare nessun allegato nel tuo messaggio precedente (attenzione alle dimensioni troppo grandi del file).Inoltre ti ringrazio vivamente perché in tanto tempo sei uno dei pochi, forse l’unico, ad aver ringraziato del benventuo.
Buon TeX!
R.
::logos” post=78333Vi ringrazio entrambi per il suggerimento di utilizzare il programma pdfcrop. Non lo conoscevo e sono curioso di andarmi a vedere la documentazione per capire meglio di che si tratta.
Ciao,
Andrea
Ciao a tutti.
Aggiungo che pdfcrop a volte non è sufficiente.
Nei casi in cui il box da estrarre risulta essere in un documento di più pagine e/o che sulla pagina vi siano elementi al di fuori del box.
In questi casi, invece di pdfcrop si può usare questa procedura:
creo un sorgente basato sulla classe minimal ed il pacchetto pdfpage ed estraggo solo la pagina contente il box.
creo un sorgente basato sulla classe standalone e sul pacchetto graphicx che includa la pagina come immagine con opportuni valori di trim da aggiustare a mano, fino ad estrarre il box sulla pagina.
Un saluto.
R.
::logos” post=78319Ho ritrovato una vecchia dispensa che vorrei risistemare e che avevo scritto con XeLaTeX. Mi sono accorto, tuttavia, che il solo scopo per cui utilizzai XeLaTeX (quando la scrissi) fu per inserire una piccola citazione in tedesco con un carattere fratto che mi piace molto. Tuttavia, nell’utilizzo comune di LaTeX mi piace caricare il pacchetto microtype e utilizzare alcune proprietà di TikZ che non funzionano con XeLaTeX. Mi domando allora se, per una sola epigrafe, sia davvero necessario utilizzare XeLaTeX oppure se c’è un modo, con LaTeX, di gestire un piccolo testo con un carattere Open Type.
Spero che qualcuno possa darmi qualche suggerimento,
Andrea
In teoria, potresti lavorare in LaTeX con microtype, senza perdere nulla.
Se crei un sorgente per XeLaTeX con la sola citazione, puoi scontornarla ed inserirla nel documento LaTeX come immagina (vettoriale).
Credo funzioni.
Ciao
R.
27 Settembre 2012 alle 5:21 in risposta a: Gestire le immagini .eps – problemi con le proporzioni #79214::ned112″ post=78309Buonasera, sto cercando di venire a capo di alcuni problemi che affliggono la resa grafica della mia tesi.
Uno di questi è come gestire le immagini .eps
Nella fattispecie ho parecchi grafici da inserire e vorrei che i bordi di ognuno di questi (sono tutti rettangoli) avessero le stesse dimensioni.
Il problema è che le immagini generate in eps tramite MatLab hanno proporzioni diverse, quindi anche lavorando con il bounding box averle della stessa dimensione nell’impaginazione sembra impossibile.
C’è un modo per “Lavorare” su queste immagini più direttamente?
Un’idea sarebbe quella di assegnare una dimensione fissa agli assi x,y che compongono il grafico (ricordo che sono rettangoli, quindi assegnando ad ogni lato una dimensione uguale verrebbero tutti uguali). però non ho idea di come…
Altrimenti un’altra idea sarebbe di porre il bounding box proprio a “contatto” con i bordi dei grafici, in questo modo assegnando larghezza e altezza dell’immagine in latex la resa dovrebbe essere corretta.
Qualcuno ha delle idee?Ringrazio fin d’ora chiunque saprà aiutarmi!
EdoardoSe hai tempo i grafici potresti farli con pgfplots (un pacchetto LaTeX) ottenendo una serie di vantaggi, tra cui la qualità dei grafici in relazione con il resto del documento.
Oltre a quello che ti ha detto Claudio, aggiungo che il tuo problema sembra limitarsi alla sfera di Matlab e non di LaTeX: eps o pdf alla fine in LaTeX puoi farne qualsiasi cosa: scalare, assegnare dimensioni assolute, ruotare, rifilare bordi eccetera, ma io non ho capito quale sia esattamente il tuo problema (forse perché non lavoro da tempo con Matlab).
Quello che ho inteso è che tu volendo i grafici delle stesse dimensioni, applichi un cabiamento di scala di volta in volta diverso per ogni grafico e quindi gli spessori delle linee non sono sempre uguali. Se è questo il problema, o lo risolvi in Matlab, o lasci le dimensioni originali dei grafici (che non mi sembra sbagliato), oppure ricrei i grafici con pgfplots.
R.
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Ecco un esempio:
`\documentclass{minimal}
\usepackage{pgfplots}\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[
xmin=0,xmax=10,
ymin=0,
clip=false,
axis lines = none
]\addplot[domain={0:5}] {x^2};
\addplot[domain={5:10}] {(x-5)^2};% primo asse x
\draw[-latex] (axis cs: 0,0) — (axis cs:5,0);
% secondo asse x
\draw[-latex] (axis cs: 5,0) — (axis cs:10,0);
% asse y
\draw[-latex] (axis cs: 0,0) — (axis cs:0,25);
\end{axis}
\end{tikzpicture}
\end{document}
`Il codice disegna la stessa parabola traslandola di 5 unità, grazie all’opzione domain data direttamente al singolo \addplot.
Poi disegna gli assi come normali linee con freccia (di tipo latex).
Il risultato mostra come un unica tela può mostrare più assi di rifermento.
Spero che altri ti siano di aiuto più di me.
R.
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Perché scomodare la programmazione C++?
In questo caso ti basta un foglio elettrronico!In un primo foglio di calcolo inserisci i dati
In un secondo foglio crei le formule prelevando i dati dal primo perché il valore nella cella corrisponda al formato LaTeX tabular,
In un terzo foglio crei le formule con i dati del primo perché riga per riga appaia il formato pgfplot.Poi fai un copia incolla della colonna del secondo e del terzo foglio nei sorgenti TeX e compili.
Questa tecnica è assai comune nei miei quotidiani procedimenti. Ti serve solo un po’ di tempo per capire quali sono le funzioni del foglio di calcolo che ti servono. Per il resto il “ricopia in basso” su selezione completerà l’opera.Ottieni il completo controllo sulle cifre decimali significative, facilità di modifica ed un tempo minimo di modifica.
Se fai un copia incolla di un’area di un foglio di calcolo in un file testo, ogni riga sarà una rica anche nel file destinazione mentre le celle saranno separate da una tabulazione. Conviene perciò assemblare in un unica colonna i dati nel secondo e nel terza foglio per controllare anche l’aspetto nel sorgente.
Il primo foglio ti funziona come sorgente dati, il secondo ed il terzo sono invece delle “viste”.
Saluti.
R.
::Rocco M.” post=78209Ciao a tutti. Vorrei creare un breve programma in C++ che mi consenta di salvare i dati una volta sola, per poi esportarli in un file per pgfplots (coordinate x e y soltanto) o una tabella (coordinate x e y separate dal segno &, …).
Cosa consigliate di fare? Di far caricare al mio programma un file esterno ed elaborarlo oppure di inserire direttamente i dati nel programma e salvarli sia per pgfplots che per la tabella?
Grazie.
Conviene generalizzare: tieni i dati in un file separato.
Ma invece del C++ potresti usare Lua o Python, molto più comodi.
Saluti.
::Marco87″ post=77902Ciao a tutti,
supponiamo che stia facendo un disegno con [tt]TikZ.[/tt] Definisco le coordinate di due punti in questo modo:
`\coordinate (a) at (3,7);
\coordinate (b) at (5,9);`
Supponiamo che a questo punto voglia definire le coordinate di un terzo punto, la cui ascissa è quella di [tt]a[/tt] e la cui ordinata è quella di [tt]b.[/tt] Qual è il modo più veloce ed elegante per farlo?Grazie e buona giornata,
Marco.Secondo me la cosa più semplice è usare la geometria:
`\documentclass{standalone}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{calc}\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\draw [help lines] (0,0) grid (6,10);\coordinate (a) at (3,7);
\coordinate (b) at (5,9);\coordinate (a0) at ($(a) + (0,1)$);
\coordinate (P) at ($(a)!(b)!(a0)$);\fill[orange] (a) circle (2pt);
\fill[red] (b) circle (2pt);
\fill[blue] (P) circle (4pt);
\end{tikzpicture}
\end{document}`Altrimenti si cambia e si usa METAPOST.
Saluti.
R.
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Ciao.
Il pacchetto import risolve un tipo particolare di problema, per cui è normale che non si occupi di altri effetti che l’utente desidera ed in particolare il reset del numero di pagina (se la numerazione riparte allora non è lo stesso documento, sono più documenti accorpati).
Anzi, sarebbe sbagliato se lo fosse.
R.
12 Settembre 2012 alle 15:27 in risposta a: [Risolto] “Marcatura” dei grafici a barre con pgfplots #78434::ghillo” post=76877Ti assicuro che LaTeX riesce a linkare le immagini jpg o png in modo corretto dentro al file dvi (anche se in teoria, forse, non dovrebbe).
Tutto si perde dal PostScript in poi!Per PDFLatex c’è la limitazione di psfrag a cui accennavo prima.
Dipende dal tuo ciclo di produzione, ma di solito si preferisce lavorare con pdf.
Se devi etichettare figure vettoriali lo puoi fare anche con Tikz.
Ciao
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