robitex

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  • in risposta a: LuaSketch….od almeno ci si prova #60237
    robitex
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      Ciao a tutti,

      ho incominciato ad imparare ad usare Lua e di conseguenza LuaLaTeX. Visto che ci è stato un periodo in cui facevo largo uso del programma Sketch(il sito si trova qui) mi sono domandato se non era possibile fare qualcosa del genere in LuaLaTeX.

      L’idea è quella di aprire un ambiente tikzpicture con dentro un comando \directlua dove dentro creare la scena e stamparla con i comandi usuali di tikz.

      Con un codice del genere:
      `% !TEX encoding = UTF-8
      % !TEX program = LuaLaTeX
      % !TEX spellcheck = en_GB
      \documentclass{standalone}

      \usepackage{tikz}

      \input{LuaSketch.tex}

      \begin{document}
      \centering

      \begin{tikzpicture}[line join=round]
      \directlua{
      eye = {0,0,5}
      look_at = {1,4,0}
      theta = 0

      lp = 7
      pavimento = CreatePolygon({{-lp,-lp,0},
      { lp,-lp,0},
      { lp, lp,0},
      {-lp, lp,0}})

      Hlegs = 5
      gamba1 = CreateParallelepiped({-(lp-1),-(lp-1),0},{.7,.7,Hlegs})
      gamba2 = translate(gamba1,{11,0,0})
      gamba3 = translate(gamba1,{11,11,0})
      gamba4 = translate(gamba1,{0,11,0})
      tavola = CreateParallelepiped({-6.5,-6.5,0},{13,13,.5})
      tavola = translate(tavola,{0,0,Hlegs})

      base_vaso = CreateArc(.25,{-1,-1,7.5},360,10)
      vaso = CreateCylinder(base_vaso,{0,0,1},1)

      sfera = CreateSphere(.5,{4,0,8},10,5)

      PrintTikZ(eye,look_at,theta,pavimento)
      PrintTikZ(eye,look_at,theta,gamba1)
      PrintTikZ(eye,look_at,theta,gamba2)
      PrintTikZ(eye,look_at,theta,gamba3)
      PrintTikZ(eye,look_at,theta,gamba4)
      PrintTikZ(eye,look_at,theta,tavola)
      PrintTikZ(eye,look_at,theta,vaso)
      PrintTikZ(eye,look_at,theta,sfera)

      }
      \end{tikzpicture}
      \end{document}`

      ottengo questo risultato

      Ovviamente è lontano dall’essere minimamente terminato questo “progettino”, infatti devo aggiungere l’assegnazione dei colori agli oggetti, l’”algoritmo del pittore” e stampare la scena con un solo comando(e non con tutti i PrintTikZ che si vedono sul codice).

      La difficoltà che ho incontrato, visto che uso molto Matlab, è stato gestire i vettori visto che praticamente non esitono funzioni per fare prodotti vettoriali, scalari etc.. quindi mi sono scritto io tutte le funzioni.

      Per questo volevo chiedervi se siete a conoscenza di una libreria Lua che sia il corrispettivo di SciPy per Python? Magari caricando una libreria del genere renderei più facile da leggere la parte del codice Lua.

      Che ne pensate? Ho scritto questo post per avere dei pareri.

      Saluti

      Michele

      Molto interessante.
      In questo periodo mi sto interessando ad un implementazione di un linguaggio specifico per la creazione di grafici utilizzando pgfplots.
      Direi quindi che siamo davanti ad un “nuovo mondo” tutto da esplorare e proprio questo è un ulteriore punto di interesse visto che il modello di sviluppo non centralista della comunità TeX è messo alla prova quanto a coerenza del linguaggio dal fatto stesso che non esistono strade tracciate in questi nuovi paesaggi.

      Quanto al tuo particolare esempio, io progetterei prima il linguaggio, e cioè il modo in cui l’utente interagisce concettualmente con le proprie idee, ed a questo proposito ho qualche idea.
      In un secondo tempo si pensa all’implementazione che può basarsi anche sul motore METAPOST interno di LuaTeX.

      Se la comunità italiana di “grafici TeX” (ovvero di quelli che programmano la grafica) è abbastanza forte potrebbe uscirne un progetto che addirittura traccia una di quelle strade di cui abbiamo parlato prima.
      Bye

      in risposta a: Compilazione da riga di comando #59928
      robitex
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        E’ possibile passare da riga di comando delle opzioni ai pacchetti caricati ovvero far caricare dei pacchetti?
        Esempio
        latex ????? pippo.tex
        dove al posto di ????? c’è qualcosa per far caricare, ad esempio, il pacchetto xcolor oppure per passare l’opzione dvips a xcolor?

        Grazie
        Flavio

        Ti serve uno script che alteri il sorgente opportunamente PRIMA della compilazione e che lanci successivamente la compilazione stessa.
        Bye

        in risposta a: Pgfplots: utilizzare simbolo % nell’asse delle ascisse #59920
        robitex
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          Grazie ad entrambi, ora compila senza errori. 😀

          robitex”
          Il grafico a barre non è a mio avviso indicato. Forse una bella linea fa comprendere meglio l’andamento complementare dei due fenomeni:
          [/quote

          grazie del suggerimento, in verità con il professore avevamo scelto un grafico di tipo stacked bar perché faceva vedere l’aumentare dei negativi e il diminuire dei positivi. Il problema è che pgfplots somma le ordinate, per cui il valore della barra superiore è sempre 87 (nel secondo caso ad esempio dovrebbe essere 11, se si mette in valore di crescita negativo in cima). Non sono riuscito a risolvere questo problema per cui ho ovviato per le barre affiancate. 🙄

          Scusa ma il codice che ti ho postato fa esattamente il grafico delle due serie di valori evitando il brutto affiancamento delle barre verticali delle due serie per ciascun valore.

          Prova a compilarlo!!! Non ti serve un stacked plot, ma un plottaggio normale.
          Ciao.

          in risposta a: Pgfplots: utilizzare simbolo % nell’asse delle ascisse #59918
          robitex
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            Buongiorno a tutti,
            innanzitutto mi presento: mi chiamo Alessandro e sono un felice utente (base) Latex da alcuni anni.
            In questo periodo sono alle prese con la tesi e tutte le guide ed i post sul forum sono stati preziosi per risolvere i problemi che si sono presentati.
            Non riesco a correggere l’errore che ottengo compilando questo codice:

            `
            \begin{figure}[!htbp]
            \centering
            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[
            symbolic x coords={control, 3\%, 6\%, 9\%, 12\%, 15\%},
            xtick=data,
            tick label style={
            /pgf/number format/1000 sep=},
            ylabel=\textbf{n. of strains},
            xlabel=\textbf{ethanol \% (v/v)},
            nodes near coords,
            point meta=y,
            legend style={at={(0.5,-0.15)},
            anchor=north,legend columns=-1},
            ybar,
            bar width=15pt,
            ]
            \addplot %positive
            coordinates {(control,87) (3\%,76) (6\%,58) (9\%,43) (12\%,19) (15\%,13)};
            \addplot %negative
            coordinates {(control,0) (3\%,11) (6\%,29) (9\%,44) (12\%,68) (15\%,74)};

            \legend{positive, negative}
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}
            \caption{Growth of yeast strain on lab media containing ethanol. The results are expressed as number of strain able (positive) or not able (negative) to grow.}
            \label{gra:ethanol}
            \end{figure}
            `

            Durante la compilazione, per tutti i %, ottengo:
            `

            ! Missing \endcsname inserted.

            \%
            l.21 …1) (6\%,29) (9\%,44) (12\%,68) (15\%,74)};
            `

            Premendo invio a tutti gli errori il grafico viene compilato comunque correttamente.
            Sapreste aiutarmi?
            Grazie

            (ansys mi hai anticipato mentre scrivevo il msg…)
            Evidentemente pgfplots non riesce a gestire token particolari nel dizionario.
            Togli i simboli di percentuale ed eventualmente inseriscili nei tick di etichetta della asse.
            Inserisci quindi tra le opzioni dell’ambiente axis la chiave xticklabels per indicare le etichette che desideri:

            `\documentclass[a4paper]{article}
            \usepackage{lmodern}
            \usepackage{pgfplots}

            \begin{document}
            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[
            ymin=0, ymax=100,
            symbolic x coords={ctrl,3,6,9,12,15},
            xticklabels={control,3\%,6\%,9\%,12\%,15\%},
            xtick=data,
            tick label style={
            /pgf/number format/1000 sep=},
            ylabel=\textbf{n. of strains},
            xlabel=\textbf{ethanol \% (v/v)},
            nodes near coords,
            point meta=y,
            legend style={at={(0.5,-0.20)},
            anchor=north,legend columns=-1},
            ybar,
            bar width=15pt
            ]
            \addplot %positive
            coordinates {(ctrl,87) (3,76) (6,58) (9,43) (12,19) (15,13)};
            \addplot %negative
            coordinates {(ctrl,0) (3,11) (6,29) (9,44) (12,68) (15,74)};

            \legend{positive, negative}
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \end{document}`

            Il grafico a barre non è a mio avviso indicato. Forse una bella linea fa comprendere meglio l’andamento complementare dei due fenomeni:

            `\documentclass[a4paper]{article}
            \usepackage{lmodern}
            \usepackage{pgfplots}

            \begin{document}
            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[
            xmajorgrids,
            ymin=0, ymax=100,
            xtick={0,3,6,9,12,15},
            xticklabels={control,3\%,6\%,9\%,12\%,15\%},
            ylabel=\textbf{N. of strains},
            xlabel=\textbf{Ethanol (v/v) (\%)},
            nodes near coords,
            point meta=explicit symbolic,
            legend style={at={(0.5,-0.20)},
            anchor=north,legend columns=-1},
            ]

            %positive
            \addplot+[nodes near coords align=below] coordinates
            {(0,87) [87\%]
            (3,76) [3\%]
            (6,58) [6\%]
            (9,43) [9\%]
            (12,19) [12\%]
            (15,13) [15\%]};

            %negative
            \addplot coordinates
            {(0,0) [0\%]
            (3,11) [3\%]
            (6,29) [6\%]
            (9,44) [9\%]
            (12,68)[12\%]
            (15,74)[15\%]};

            \legend{positive, negative}
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \end{document}`
            Buon lavoro e benvenuto sul forum!!!
            R.

            in risposta a: Lua: funzioni con input una variabile di tipo struttura #59635
            robitex
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              Probabilmente mi perdo qualcosa….

              Se compilo questo esempio minimo:
              `
              % !TEX program = LuaLaTeX
              \documentclass{report}
              \begin{document}
              \directlua{
              A = {vertex = {{1,2,3},
              {1,2,3},
              {1,2,3},
              {1,2,3},
              {1,2,3}}}

              tex.print(#A)
              tex.print(#A.vertex)
              tex.print(#A.vertex[1])
              }
              \end{document}`

              ottengo il seguente errore:
              `! LuaTeX error <\directlua >:1: attempt to get length of a number value
              stack traceback:
              <\directlua >:1: in main chunk.`

              Scrivo qualcosa di sbagliato?

              Niente di grave, è solo che in LuaTeX il codice viene prima “visto” da TeX ed i simboli # in TeX sono riservati per definire gli argomenti. Una semplice soluzione è quella di premettere il comando \string per evitare che TeX lo veda come carattere particolare:
              `
              % !TEX program = LuaLaTeX
              \documentclass{report}
              \begin{document}
              \directlua{
              A = {vertex = {{1,2,3},
              {1,2,3},
              {1,2,3},
              {1,2,3},
              {1,2,3}}}

              tex.print(\string#A)
              tex.print(\string#A.vertex)
              tex.print(\string#A.vertex[1])
              }
              \end{document}`

              Nel pacchetto luacode sono indicate le varie modalità per gestire i caratteri speciali dei due linguaggi (per esempio il simbolo di % che in Lua serve per costruire stringhe di formato).
              Scusami, non mi ero accorto che compilavi con LuaLaTeX.

              Alla prossima.
              Ciao

              in risposta a: Un carattere alla volta reso maiuscolo #59577
              robitex
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                Benissimo.
                In realtà avevo pensato di evitare \uppercase con i \let e di provare di inserire i simboli nel nome della macro come per le lettere ed i numeri.

                In fondo il codice non può che essere solamente un inizio di pacchetto.
                I codici a barre sono infatti disegnati con pgf che rispetto a pstricks offre un paio di indiscutibili vantaggi:
                1 – gestione molto più efficiente delle immagini esterne;
                2 – passaggio direttamente al formato pdf.

                Adesso quindi il codice di interfaccia è completo. Quello da proseguire è l’integrazione con il basic layer di PGF e la creazione di oggetti grafici barcode come ad esempio gli oggetti nodo.

                Occorre quindi non solo imparare a costruire gli altri tipi di barcode, come i bidimensionali datamatrix e qrcode, ma sopratutto imparare a programmare PGF.

                Potrebbe venirne fuori l’equivalente del pacchetto pst-barcode per TikZ.
                Grazie.
                Bye

                in risposta a: Gnuplot per creare file di dati #59569
                robitex
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                  Ehi grazie, prima di provarlo volevo capire qual’è il comando che seleziona una colonna di un riga.

                  Ciao,
                  nel codice di esempio è supposto che in ogni riga di ciascun file vi è soltanto un numero. Se non è così aggiungi l’elaborazione per estrarre i valori.
                  Immagino che sulla stessa riga i valori siano separati da qualcosa, per esempio caratteri spazio. Allora non è difficile usare la libreria string di Lua per estrarli ad uno ad uno.
                  Bye
                  R.

                  in risposta a: Un carattere alla volta reso maiuscolo #59575
                  robitex
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                    [quote]Esercizio: perché, con la mia definizione, \makeup{abc\ddt xyz} non dà errore a \ddt ma a \@nil, mentre con la tua lo dà a \ddt?

                    Ciao
                    Enrico

                    Perché nella mia definizione \@nil è un token di delimitazione che non verrà mai espanso e quindi l’errore verrà provocato dall’espansione di \ddt.

                    Nel tuo codice invece, tutto dipende dal condizionale \ifx:
                    se \ifx si trova un carattere ed un token command sequence da confrontare darà come risultato falso senza espandere \@nil.
                    Se invece deve operare su due cs come quando incontra \ifx\ddt\@nil allora deve indagarne il significato cominciando ad espandere il secondo che quindi solleverà l’errore.
                    Giusto?

                    Sbagliato. 🙂 La risposta riguardo la tua definizione è corretta. Con l’altro metodo a un certo punto TeX incontra \ifx\ddt\@nil e confronta i due token senza espanderli; ma li considera uguali perché entrambi sono indefiniti e quindi la ricorsione termina. Quando poi TeX trova il \@nil che è rimasto emette il messaggio di errore di “Undefined control sequence”.

                    Se hai timore che nell’argomento di \makeup possano intrufolarsi token non definiti, è meglio usare come sentinella un token definito e inconsueto, per esempio \uchyph.

                    Ciao
                    Enrico[/quote]

                    Spiegazione completa a questo punto… grazie.
                    Quello che manca è raccontare come è andata a finire la questione.
                    Intanto ho adottato la soluzione di parsing a singolo carattere anche solo per aumentare l’efficienza (motivo del perché vorrei abbandonare la soluzione attuale basata su pstricks).

                    Ecco come funziona il codice:
                    ho creato 43 macro diverse ognuna per i 43 simboli che possono essere rappresentati da code39. Queste macro sono state nominate con \barchar@.
                    Per esempio il carattere A è reso dalla macro \barchar@A, quindi quando la macro di parsing passa un singolo carattere costruisco la command sequence relativa per le cifre da 0 a 9 e per le 26 lettere.
                    Se tale token non è vuoto (come nella maggioranza dei casi), allora produco il disegno corrispondente delle barre, altrimenti verifico che non sia uno dei simboli speciali, e se non sono in uno di questi casi emetto un messaggio d’errore. Ecco il codice:
                    `
                    % user interface macro
                    \newcommand{\barcode}[1]{%
                    \ifx#1\empty
                    % package warning
                    \else
                    \barcode@Start
                    \expandafter\uppercase\expandafter{\expandafter\barcode@parsechar#1\@nil}
                    \barcode@Stop
                    \fi
                    }
                    %
                    \def\barcode@parsechar#1{%
                    \ifx#1\@nil\else
                    \def\tempsymb{*}
                    \ifx#1\tempsymb
                    % package error
                    \fi
                    % command sequence of the char
                    \expandafter\let\expandafter\tempchar\csname barchar@#1\endcsname
                    \ifx\tempchar\relax
                    \ifx#1\space
                    \barchar@space
                    \barstep@interchar
                    \else
                    \def\tempsymb{-}
                    \ifx#1\tempsymb
                    \barchar@bar
                    \barstep@interchar
                    \else
                    \def\tempsymb{.}
                    \ifx#1\tempsymb
                    \barchar@dot
                    \barstep@interchar
                    \else
                    \def\tempsymb{/}
                    \ifx#1\tempsymb
                    \barchar@slash
                    \barstep@interchar
                    \else
                    \def\tempsymb{+}
                    \ifx#1\tempsymb
                    \barchar@plus
                    \barstep@interchar
                    \else
                    \def\tempsymb{\%}
                    \ifx#\tempsymb
                    \barchar@percent
                    \barstep@interchar
                    \else
                    \def\tempsymb{\$}
                    \ifx#1\tempsymb
                    \barchar@dollar
                    \barstep@interchar
                    \else
                    % package error
                    \fi
                    \fi
                    \fi
                    \fi
                    \fi
                    \fi
                    \fi
                    \else
                    \tempchar
                    \barstep@interchar
                    \fi
                    \expandafter\barcode@parsechar
                    \fi
                    }`

                    La serie annidata di test condizionali è un po’ poco leggibile ma riguarda solo i simboli mentre con l’idea di \tempchar mi evito un problema maggiore mantenendo l’efficienza di esecuzione.

                    Se passo il codice da renderizzare a \barcode con una macro semplice funziona.
                    Grazie di nuovo.
                    R.

                    in risposta a: Lua: funzioni con input una variabile di tipo struttura #59633
                    robitex
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                      Grazie Robitex, era un errore cretino che non mi sono accorto di fare……

                      Ti faccio notare che getn() è un metodo deprecato. Per trovare la lunghezza della tabella usa l’operatore # .

                      Per quanto rigurda getn(), lo uso perché se uso # mi trovo con questo errore:
                      `! LuaTeX error <\directlua >:1: attempt to get length of a number value
                      stack traceback:
                      <\directlua >:1: in function 'ProjectionOfPointOnObserverSystem'
                      <\directlua >:1: in main chunk.`

                      Saluti

                      Michele

                      Evidentemente chiami # su una variabile di tipo numerico e non su una tabella.
                      La tabella “ciccia” contiene un solo elemento ma con chiave non di numero intero.
                      Quell’elemento è una tabella (usata come dizionario chiave – valore) che contiene quattro elementi, ciascuno dei quali è una tabella (usata come array) che contiene tre numeri.

                      Quindi:
                      `print(#CICCIA) 0
                      print(#CICCIA.VERTEX) 4
                      print(#CICCIA.VERTEX[1]) 3`

                      Bye

                      in risposta a: Un carattere alla volta reso maiuscolo #59573
                      robitex
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                        Esercizio: perché, con la mia definizione, \makeup{abc\ddt xyz} non dà errore a \ddt ma a \@nil, mentre con la tua lo dà a \ddt?

                        Ciao
                        Enrico

                        Perché nella mia definizione \@nil è un token di delimitazione che non verrà mai espanso e quindi l’errore verrà provocato dall’espansione di \ddt.

                        Nel tuo codice invece, tutto dipende dal condizionale \ifx:
                        se \ifx si trova un carattere ed un token command sequence da confrontare darà come risultato falso senza espandere \@nil.
                        Se invece deve operare su due cs come quando incontra \ifx\ddt\@nil allora deve indagarne il significato cominciando ad espandere il secondo che quindi solleverà l’errore.
                        Giusto?
                        R.

                        in risposta a: Gnuplot per creare file di dati #59567
                        robitex
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                          Bhe si, potrebbe essere un’idea, il problema è che non conosco una sola riga di linguaggio.
                          Avresti la pazienza e la voglia di farmi uno scriptino? La prossima volta studio, promesso. 😀

                          Una cosa del genere:
                          `
                          — apro il primo file in lettura
                          local xfile = assert(io.open(“X.dat”,”r”))

                          — apro il secondo file in lettura
                          local yfile = assert(io.open(“Y.dat”,”r”))

                          — apro un file in scrittura
                          local outputfile = assert(io.open(“output.dat”,”w”))

                          — ciclo di elaborazione riga per riga
                          while true do
                          local x, y = xfile:read(“*line”), yfile:read(“*line”)
                          if x==nil or y==nil then
                          break
                          end
                          — elaboro x ed y applicando un calcolo numerico opportuno
                          — oppure lascio l'elaborazione ad una funzione
                          local z = (x+y)/2
                          — scrivo una riga nel file di uscita
                          outputfile:write(string.format(“%8f”,z),”\n”)
                          end

                          — chiusura dei file
                          xfile:close()
                          yfile:close()
                          outputfile:close()
                          `

                          I file e lo script si devono trovare tutti nella stessa cartella.
                          Mentre se i dati sono trascritti in un particolare formato occorrerà elaborarli nella maniera opportuna.
                          Per lanciare lo script, nominato per esempio “makenum.lua” apri una finestra di console e digita:
                          `lua makenum.lua`
                          Bye

                          in risposta a: Lua: funzioni con input una variabile di tipo struttura #59631
                          robitex
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                            Ciao,
                            ho una domanda che riguarda Lua.

                            Sto scrivendo una funzione alla quale vorrei assegnare come variabile di entrata una struttura, chiamiamola STRUTT, la quale sono sicuro che avrà una tabella di vome VERTEX, cioé ad esempio:

                            `CICCIA = {VERTEX = {{ 1, 2, 3},
                            { 4, 5, 6},
                            { 7, 8, 9},
                            {10,11,12}}}`

                            e vorrei che la funzione sia del tipo:

                            ` function FUNZIONE(STRUTT)

                            m = table.getn(STRUTT.VERTEX)
                            n = table.getn(STRUTT.VERTEX[1])

                            for i=1,m do
                            for j=1,n do
                            STRUTT.VERTEX[j] = 2*STRUTT.VERTEX[j]+1 — Esempio di elaborazione della tabella
                            end
                            end

                            return STRUTT
                            end`

                            Soltanto che quando faccio

                            ` \directlua{
                            cubo = FUNZIONE(cubo)
                            }`

                            mi dà il seguente errore:

                            `! LuaTeX error <\directlua >:1: attempt to index local 'STRUTT' (a nil value)
                            stack traceback:
                            <\directlua >:1: in function 'FUNZIONE'
                            <\directlua >:1: in main chunk.`

                            Qualcuno sa dirmi come passare ad una funzione Lua una variabile struttura?

                            Grazie

                            Michele

                            Se chiami funzione(cubo) quando cubo non è ancora definito passi ad essa un valore nil…

                            Non confondere il nome del parametro nella definizione della funzione con le variabili che usi per rappresentarne il valore di ritorno.

                            Ti faccio notare che getn() è un metodo deprecato. Per trovare la lunghezza della tabella usa l’operatore # .

                            Inoltre la (unica) struttura dati tabella, in Lua è molto potente e flessibile ma cerca di tenere il loro uso il più semplice possibile.
                            R.

                            in risposta a: Gnuplot per creare file di dati #59565
                            robitex
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                              Ciao a tutti,
                              non credo sia il luogo più adatto ma voglio confidare in voi:
                              devo creare un grafico in gnuplot a partire da alcuni file di dati, in particolare una prima colonna è la prima colonna del file X.dat mentre la seconda colonna è la media della seconda colonna di X.dat ed Y.dat a cui sottraggo la seconda colonna del file Z.dat.
                              L’ideale sarebbe ottenere un file Plot.dat con tre colonne in cui io possa avere:
                              `#1° colonna di X# #Media delle 2° colonne di X ed Y# #2° colonna di Z#
                              `
                              Da questo file otterrei poi il plot definitivo.
                              Come posso ottenere ciò?
                              Grazie

                              Elaborare i file con Lua o con Python?
                              si tratta di elaborare file di testo e dunque un linguaggio di scripting dovrebbe fare al caso tuo.
                              R

                              in risposta a: TeX Live 2011/pretest #59499
                              robitex
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                                ::

                                Sta procedendo l’installazione della versione 2011/pretest. Vedremo come va. Intanto un breve riepilogo delle novità:

                                1) Gli eseguibili per Mac OS X non girano sotto Panther e Tiger, quindi occorre una versione del sistema da 10.5 in su. 🙁

                                2) MetaPost non usa più formati precompilati.

                                3) updmap è stato riscritto in Perl, dovrebbe essere più veloce.

                                Sembra che vada. 🙂

                                Ciao
                                Enrico

                                Per Metapost: come mai hanno deciso per il formato non precompilato?
                                Forse ha a che fare con la mplib in LuaTeX?
                                Ciao

                                in risposta a: pdftk solo lettura #59334
                                robitex
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                                  ::

                                  o l’equivalente bcrypt; che uso quando devo inviare dei pdf a un editore su un mezzo fisico (CD) e voglio evitare usi impropri in caso di smarrimento

                                  Ho provato ad utilizzare bcrypt ( http://bcrypt.sourceforge.net/ ).

                                  Semplice e veloce anche sotto Windows.
                                  Grazie

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