robitex

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  • in risposta a: Installazione TL2010 #61091
    robitex
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      Ho provato ad installare sul portatile la tl2010 seguendo la procedura indicata da Enrico ma l’installazione si è bloccata dando il messaggio
      `

      Installing [0902/2255, time/total: 01:52:28/04:51:00]: gnu-freefont [8311k]
      ./tlpkg/installer/xz/xzdec.i386-linux: (stdin): Unexpected end of input
      tar: EOF inatteso nell'archivio
      tar: rmtlseek non si è fermata al limite di un record
      tar: Error is not recoverable: exiting now
      untar: untarring /usr/local/texlive/2010/temp/gnu-freefont.tar failed (in /usr/local/texlive/2010/texmf-dist)
      untarring /usr/local/texlive/2010/temp/gnu-freefont.tar failed, stopping install.
      Installation failed.
      Rerunning the installer will try to restart the installation.
      Or you can restart by running the installer with:
      install-tl –profile installation.profile [EXTRA-ARGS]
      Writing log file to current working directory.
      `
      mi sembra di capire che si tratti di un errore sul server. Ho provato anche con altri mirror con l’unico risultato che si ferma in un punto diverso.
      A voi è mai successo?
      ciao, grazie
      Ernesto
      P.S. Il S.O. è una debian squeeze

      Forse un buco di linea?
      Un interruzione oltre un tempo limite potrebbe comportare l’interruzione della procedura d’installazione.
      Prova a scaricare la iso di TeX Live via torrent ed ad installare da dvd.
      Bye

      in risposta a: pacchetto alphalph #61079
      robitex
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        Non so se qualcuno lo conosce, ma mi è sembrato essere la soluzione per risolvere il problema di note il cui numero sfora quello dei simboli possibili, ad esempio note contrassegnate da lettere… dopo la “z”, che è precisamente il mio caso.
        Sono un paio di giorni che litigo con il manuale:

        http://mirrors.ctan.org/macros/latex/contrib/oberdiek/alphalph.pdf

        senza tuttavia capire quale sia la sintassi per avere un sistema di note che, arrivati alla “z”, passi a “aa, ab, ac” etc.

        Uso MAC e compilo con Texshop.

        Il preambolo (qui piuttosto inutile perché uso il sistema di note di LEDMAC) è, relativamente a ciò che ci interessa

        `\documentclass[a4paper,12pt,]{report}
        \usepackage[a4paper, top=2.0cm, bottom=2.5 cm, left=2.0cm, right=2.0cm,heightrounded,bindingoffset=8mm]{geometry}

        \usepackage{ledmac}

        \usepackage{alphalph}
        \MakePerPage{footnoteB}

        \renewcommand*{\thefootnoteB}{\alph{footnoteB}} %% Show some B series familiar footnotes, lettered and paragraphed
        \footparagraphX{B}
        `

        A parte il fatto che non è neanche chiarissimo come installare il pacchetto (ho estratto tutti i files ma non so dove metterli!) suppongo che io debba sostituire “alph” con qualcos’altro ma non ho capito come….

        Qualcuno ci capisce qualcosa?

        Il pacchetto alphalph introduce il comando \alphalph, e la sua installazione avviene con l’utility della distribuzione (se usi mac sarà quella di mactex).
        Ciao

        in risposta a: [risolto] file .dxf #60467
        robitex
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          Grazie per le risposte!! Un formato buono per immagini vettoriali è pdf?quale preferite usare?

          PDF.

          Ciao,
          L.

          DXF è un formato (testo) per dati vettoriali e come ti è stato suggerito, può essere tradotto nel formato ugualmente vettoriale PDF.

          Si tratta di aprire il dxf con un programma CAD e ‘stampare’ i disegni nel formato pdf. In questo modo è possibile inserire nei documenti gli stessi disegni perfettamente in scala e con la massima qualità.

          Il passaggio di stampa verso il pdf è un operazione che si può svolgere in molti modi. Io utilizzo la stampante virtuale postscript da AutoCAD o altri programmi dwg/dxf compatibili e traduco il risultato in pdf con l’utility ps2pdf. Poi scontorno l’immagine pdf del disegno con pdfcrop.

          Il passaggio con postscript di solito offre un pdf finale migliore che non la stampa diretta verso pdf per via del trattamento dei font.

          Infine, di solito preparo i disegni in pdf attraverso lo spazio carta e tratto i vari passaggi in automatico con uno script in Lua.

          Ecco maggiori informazioni (dal mio blog):

          Disegni AutoCAD nel formato PDF passando per Postscript

          Per lo spazio carta (di un noto Autore …):
          http://www.lulu.com/product/paperback/lo-spazio-carta-di-autocad/1494401

          Ciao

          in risposta a: modello di pagina con 4 fori laterali #60338
          robitex
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            mi scuso se pongo una domanda che ha gia’ avuto una risposta, ma non sono riuscito a trovare nessun riferimento in merito al mio problema (nemmeno sul forum):

            esiste una classe o un package che permetta di creare un documento che si presenti come il classico foglio a4 con i 4 fori laterali?

            Grazie a tutti coloro che sapranno indicarmi una possibile soluzione o anche semplicemente postarmi un link dove si possa trovare quanto sto cercando.

            Ciao,
            ti segnalo anche questo post:

            Watermark di precisione

            Si tratta di una procedura che potrebbe funzionare in questo modo:
            1- ti costruisci un pdf con i circoletti grafici di bucatura della dimensione di pagina prevista (con Metapost ma anche con tikz o pstricks);
            2- una volta realizzato il documento principale, sovrapponi su ciascuna pagina il pdf con i buchi.

            In questo modo nel documento principale non è necessario occuparsi del problema dei buchi di foratura, ed è quindi più semplice la gestione di questo particolare elemento della pagina.
            Di contro, è una soluzione poco TeXnica perché di fatto si rinuncia a risolvere il problema direttamente nel documento principale che credo sia solo una questione di tempo a disposizione.
            Bye

            in risposta a: LuaSketch….od almeno ci si prova #60237
            robitex
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              Ciao a tutti,

              ho incominciato ad imparare ad usare Lua e di conseguenza LuaLaTeX. Visto che ci è stato un periodo in cui facevo largo uso del programma Sketch(il sito si trova qui) mi sono domandato se non era possibile fare qualcosa del genere in LuaLaTeX.

              L’idea è quella di aprire un ambiente tikzpicture con dentro un comando \directlua dove dentro creare la scena e stamparla con i comandi usuali di tikz.

              Con un codice del genere:
              `% !TEX encoding = UTF-8
              % !TEX program = LuaLaTeX
              % !TEX spellcheck = en_GB
              \documentclass{standalone}

              \usepackage{tikz}

              \input{LuaSketch.tex}

              \begin{document}
              \centering

              \begin{tikzpicture}[line join=round]
              \directlua{
              eye = {0,0,5}
              look_at = {1,4,0}
              theta = 0

              lp = 7
              pavimento = CreatePolygon({{-lp,-lp,0},
              { lp,-lp,0},
              { lp, lp,0},
              {-lp, lp,0}})

              Hlegs = 5
              gamba1 = CreateParallelepiped({-(lp-1),-(lp-1),0},{.7,.7,Hlegs})
              gamba2 = translate(gamba1,{11,0,0})
              gamba3 = translate(gamba1,{11,11,0})
              gamba4 = translate(gamba1,{0,11,0})
              tavola = CreateParallelepiped({-6.5,-6.5,0},{13,13,.5})
              tavola = translate(tavola,{0,0,Hlegs})

              base_vaso = CreateArc(.25,{-1,-1,7.5},360,10)
              vaso = CreateCylinder(base_vaso,{0,0,1},1)

              sfera = CreateSphere(.5,{4,0,8},10,5)

              PrintTikZ(eye,look_at,theta,pavimento)
              PrintTikZ(eye,look_at,theta,gamba1)
              PrintTikZ(eye,look_at,theta,gamba2)
              PrintTikZ(eye,look_at,theta,gamba3)
              PrintTikZ(eye,look_at,theta,gamba4)
              PrintTikZ(eye,look_at,theta,tavola)
              PrintTikZ(eye,look_at,theta,vaso)
              PrintTikZ(eye,look_at,theta,sfera)

              }
              \end{tikzpicture}
              \end{document}`

              ottengo questo risultato

              Ovviamente è lontano dall’essere minimamente terminato questo “progettino”, infatti devo aggiungere l’assegnazione dei colori agli oggetti, l’”algoritmo del pittore” e stampare la scena con un solo comando(e non con tutti i PrintTikZ che si vedono sul codice).

              La difficoltà che ho incontrato, visto che uso molto Matlab, è stato gestire i vettori visto che praticamente non esitono funzioni per fare prodotti vettoriali, scalari etc.. quindi mi sono scritto io tutte le funzioni.

              Per questo volevo chiedervi se siete a conoscenza di una libreria Lua che sia il corrispettivo di SciPy per Python? Magari caricando una libreria del genere renderei più facile da leggere la parte del codice Lua.

              Che ne pensate? Ho scritto questo post per avere dei pareri.

              Saluti

              Michele

              Molto interessante.
              In questo periodo mi sto interessando ad un implementazione di un linguaggio specifico per la creazione di grafici utilizzando pgfplots.
              Direi quindi che siamo davanti ad un “nuovo mondo” tutto da esplorare e proprio questo è un ulteriore punto di interesse visto che il modello di sviluppo non centralista della comunità TeX è messo alla prova quanto a coerenza del linguaggio dal fatto stesso che non esistono strade tracciate in questi nuovi paesaggi.

              Quanto al tuo particolare esempio, io progetterei prima il linguaggio, e cioè il modo in cui l’utente interagisce concettualmente con le proprie idee, ed a questo proposito ho qualche idea.
              In un secondo tempo si pensa all’implementazione che può basarsi anche sul motore METAPOST interno di LuaTeX.

              Se la comunità italiana di “grafici TeX” (ovvero di quelli che programmano la grafica) è abbastanza forte potrebbe uscirne un progetto che addirittura traccia una di quelle strade di cui abbiamo parlato prima.
              Bye

              in risposta a: Compilazione da riga di comando #59928
              robitex
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                E’ possibile passare da riga di comando delle opzioni ai pacchetti caricati ovvero far caricare dei pacchetti?
                Esempio
                latex ????? pippo.tex
                dove al posto di ????? c’è qualcosa per far caricare, ad esempio, il pacchetto xcolor oppure per passare l’opzione dvips a xcolor?

                Grazie
                Flavio

                Ti serve uno script che alteri il sorgente opportunamente PRIMA della compilazione e che lanci successivamente la compilazione stessa.
                Bye

                in risposta a: Pgfplots: utilizzare simbolo % nell’asse delle ascisse #59920
                robitex
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                  Grazie ad entrambi, ora compila senza errori. 😀

                  robitex”
                  Il grafico a barre non è a mio avviso indicato. Forse una bella linea fa comprendere meglio l’andamento complementare dei due fenomeni:
                  [/quote

                  grazie del suggerimento, in verità con il professore avevamo scelto un grafico di tipo stacked bar perché faceva vedere l’aumentare dei negativi e il diminuire dei positivi. Il problema è che pgfplots somma le ordinate, per cui il valore della barra superiore è sempre 87 (nel secondo caso ad esempio dovrebbe essere 11, se si mette in valore di crescita negativo in cima). Non sono riuscito a risolvere questo problema per cui ho ovviato per le barre affiancate. 🙄

                  Scusa ma il codice che ti ho postato fa esattamente il grafico delle due serie di valori evitando il brutto affiancamento delle barre verticali delle due serie per ciascun valore.

                  Prova a compilarlo!!! Non ti serve un stacked plot, ma un plottaggio normale.
                  Ciao.

                  in risposta a: Pgfplots: utilizzare simbolo % nell’asse delle ascisse #59918
                  robitex
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                    Buongiorno a tutti,
                    innanzitutto mi presento: mi chiamo Alessandro e sono un felice utente (base) Latex da alcuni anni.
                    In questo periodo sono alle prese con la tesi e tutte le guide ed i post sul forum sono stati preziosi per risolvere i problemi che si sono presentati.
                    Non riesco a correggere l’errore che ottengo compilando questo codice:

                    `
                    \begin{figure}[!htbp]
                    \centering
                    \begin{tikzpicture}
                    \begin{axis}[
                    symbolic x coords={control, 3\%, 6\%, 9\%, 12\%, 15\%},
                    xtick=data,
                    tick label style={
                    /pgf/number format/1000 sep=},
                    ylabel=\textbf{n. of strains},
                    xlabel=\textbf{ethanol \% (v/v)},
                    nodes near coords,
                    point meta=y,
                    legend style={at={(0.5,-0.15)},
                    anchor=north,legend columns=-1},
                    ybar,
                    bar width=15pt,
                    ]
                    \addplot %positive
                    coordinates {(control,87) (3\%,76) (6\%,58) (9\%,43) (12\%,19) (15\%,13)};
                    \addplot %negative
                    coordinates {(control,0) (3\%,11) (6\%,29) (9\%,44) (12\%,68) (15\%,74)};

                    \legend{positive, negative}
                    \end{axis}
                    \end{tikzpicture}
                    \caption{Growth of yeast strain on lab media containing ethanol. The results are expressed as number of strain able (positive) or not able (negative) to grow.}
                    \label{gra:ethanol}
                    \end{figure}
                    `

                    Durante la compilazione, per tutti i %, ottengo:
                    `

                    ! Missing \endcsname inserted.

                    \%
                    l.21 …1) (6\%,29) (9\%,44) (12\%,68) (15\%,74)};
                    `

                    Premendo invio a tutti gli errori il grafico viene compilato comunque correttamente.
                    Sapreste aiutarmi?
                    Grazie

                    (ansys mi hai anticipato mentre scrivevo il msg…)
                    Evidentemente pgfplots non riesce a gestire token particolari nel dizionario.
                    Togli i simboli di percentuale ed eventualmente inseriscili nei tick di etichetta della asse.
                    Inserisci quindi tra le opzioni dell’ambiente axis la chiave xticklabels per indicare le etichette che desideri:

                    `\documentclass[a4paper]{article}
                    \usepackage{lmodern}
                    \usepackage{pgfplots}

                    \begin{document}
                    \begin{tikzpicture}
                    \begin{axis}[
                    ymin=0, ymax=100,
                    symbolic x coords={ctrl,3,6,9,12,15},
                    xticklabels={control,3\%,6\%,9\%,12\%,15\%},
                    xtick=data,
                    tick label style={
                    /pgf/number format/1000 sep=},
                    ylabel=\textbf{n. of strains},
                    xlabel=\textbf{ethanol \% (v/v)},
                    nodes near coords,
                    point meta=y,
                    legend style={at={(0.5,-0.20)},
                    anchor=north,legend columns=-1},
                    ybar,
                    bar width=15pt
                    ]
                    \addplot %positive
                    coordinates {(ctrl,87) (3,76) (6,58) (9,43) (12,19) (15,13)};
                    \addplot %negative
                    coordinates {(ctrl,0) (3,11) (6,29) (9,44) (12,68) (15,74)};

                    \legend{positive, negative}
                    \end{axis}
                    \end{tikzpicture}

                    \end{document}`

                    Il grafico a barre non è a mio avviso indicato. Forse una bella linea fa comprendere meglio l’andamento complementare dei due fenomeni:

                    `\documentclass[a4paper]{article}
                    \usepackage{lmodern}
                    \usepackage{pgfplots}

                    \begin{document}
                    \begin{tikzpicture}
                    \begin{axis}[
                    xmajorgrids,
                    ymin=0, ymax=100,
                    xtick={0,3,6,9,12,15},
                    xticklabels={control,3\%,6\%,9\%,12\%,15\%},
                    ylabel=\textbf{N. of strains},
                    xlabel=\textbf{Ethanol (v/v) (\%)},
                    nodes near coords,
                    point meta=explicit symbolic,
                    legend style={at={(0.5,-0.20)},
                    anchor=north,legend columns=-1},
                    ]

                    %positive
                    \addplot+[nodes near coords align=below] coordinates
                    {(0,87) [87\%]
                    (3,76) [3\%]
                    (6,58) [6\%]
                    (9,43) [9\%]
                    (12,19) [12\%]
                    (15,13) [15\%]};

                    %negative
                    \addplot coordinates
                    {(0,0) [0\%]
                    (3,11) [3\%]
                    (6,29) [6\%]
                    (9,44) [9\%]
                    (12,68)[12\%]
                    (15,74)[15\%]};

                    \legend{positive, negative}
                    \end{axis}
                    \end{tikzpicture}

                    \end{document}`
                    Buon lavoro e benvenuto sul forum!!!
                    R.

                    in risposta a: Lua: funzioni con input una variabile di tipo struttura #59635
                    robitex
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                      Probabilmente mi perdo qualcosa….

                      Se compilo questo esempio minimo:
                      `
                      % !TEX program = LuaLaTeX
                      \documentclass{report}
                      \begin{document}
                      \directlua{
                      A = {vertex = {{1,2,3},
                      {1,2,3},
                      {1,2,3},
                      {1,2,3},
                      {1,2,3}}}

                      tex.print(#A)
                      tex.print(#A.vertex)
                      tex.print(#A.vertex[1])
                      }
                      \end{document}`

                      ottengo il seguente errore:
                      `! LuaTeX error <\directlua >:1: attempt to get length of a number value
                      stack traceback:
                      <\directlua >:1: in main chunk.`

                      Scrivo qualcosa di sbagliato?

                      Niente di grave, è solo che in LuaTeX il codice viene prima “visto” da TeX ed i simboli # in TeX sono riservati per definire gli argomenti. Una semplice soluzione è quella di premettere il comando \string per evitare che TeX lo veda come carattere particolare:
                      `
                      % !TEX program = LuaLaTeX
                      \documentclass{report}
                      \begin{document}
                      \directlua{
                      A = {vertex = {{1,2,3},
                      {1,2,3},
                      {1,2,3},
                      {1,2,3},
                      {1,2,3}}}

                      tex.print(\string#A)
                      tex.print(\string#A.vertex)
                      tex.print(\string#A.vertex[1])
                      }
                      \end{document}`

                      Nel pacchetto luacode sono indicate le varie modalità per gestire i caratteri speciali dei due linguaggi (per esempio il simbolo di % che in Lua serve per costruire stringhe di formato).
                      Scusami, non mi ero accorto che compilavi con LuaLaTeX.

                      Alla prossima.
                      Ciao

                      in risposta a: Un carattere alla volta reso maiuscolo #59577
                      robitex
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                        Benissimo.
                        In realtà avevo pensato di evitare \uppercase con i \let e di provare di inserire i simboli nel nome della macro come per le lettere ed i numeri.

                        In fondo il codice non può che essere solamente un inizio di pacchetto.
                        I codici a barre sono infatti disegnati con pgf che rispetto a pstricks offre un paio di indiscutibili vantaggi:
                        1 – gestione molto più efficiente delle immagini esterne;
                        2 – passaggio direttamente al formato pdf.

                        Adesso quindi il codice di interfaccia è completo. Quello da proseguire è l’integrazione con il basic layer di PGF e la creazione di oggetti grafici barcode come ad esempio gli oggetti nodo.

                        Occorre quindi non solo imparare a costruire gli altri tipi di barcode, come i bidimensionali datamatrix e qrcode, ma sopratutto imparare a programmare PGF.

                        Potrebbe venirne fuori l’equivalente del pacchetto pst-barcode per TikZ.
                        Grazie.
                        Bye

                        in risposta a: Gnuplot per creare file di dati #59569
                        robitex
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                          Ehi grazie, prima di provarlo volevo capire qual’è il comando che seleziona una colonna di un riga.

                          Ciao,
                          nel codice di esempio è supposto che in ogni riga di ciascun file vi è soltanto un numero. Se non è così aggiungi l’elaborazione per estrarre i valori.
                          Immagino che sulla stessa riga i valori siano separati da qualcosa, per esempio caratteri spazio. Allora non è difficile usare la libreria string di Lua per estrarli ad uno ad uno.
                          Bye
                          R.

                          in risposta a: Un carattere alla volta reso maiuscolo #59575
                          robitex
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                            [quote]Esercizio: perché, con la mia definizione, \makeup{abc\ddt xyz} non dà errore a \ddt ma a \@nil, mentre con la tua lo dà a \ddt?

                            Ciao
                            Enrico

                            Perché nella mia definizione \@nil è un token di delimitazione che non verrà mai espanso e quindi l’errore verrà provocato dall’espansione di \ddt.

                            Nel tuo codice invece, tutto dipende dal condizionale \ifx:
                            se \ifx si trova un carattere ed un token command sequence da confrontare darà come risultato falso senza espandere \@nil.
                            Se invece deve operare su due cs come quando incontra \ifx\ddt\@nil allora deve indagarne il significato cominciando ad espandere il secondo che quindi solleverà l’errore.
                            Giusto?

                            Sbagliato. 🙂 La risposta riguardo la tua definizione è corretta. Con l’altro metodo a un certo punto TeX incontra \ifx\ddt\@nil e confronta i due token senza espanderli; ma li considera uguali perché entrambi sono indefiniti e quindi la ricorsione termina. Quando poi TeX trova il \@nil che è rimasto emette il messaggio di errore di “Undefined control sequence”.

                            Se hai timore che nell’argomento di \makeup possano intrufolarsi token non definiti, è meglio usare come sentinella un token definito e inconsueto, per esempio \uchyph.

                            Ciao
                            Enrico[/quote]

                            Spiegazione completa a questo punto… grazie.
                            Quello che manca è raccontare come è andata a finire la questione.
                            Intanto ho adottato la soluzione di parsing a singolo carattere anche solo per aumentare l’efficienza (motivo del perché vorrei abbandonare la soluzione attuale basata su pstricks).

                            Ecco come funziona il codice:
                            ho creato 43 macro diverse ognuna per i 43 simboli che possono essere rappresentati da code39. Queste macro sono state nominate con \barchar@.
                            Per esempio il carattere A è reso dalla macro \barchar@A, quindi quando la macro di parsing passa un singolo carattere costruisco la command sequence relativa per le cifre da 0 a 9 e per le 26 lettere.
                            Se tale token non è vuoto (come nella maggioranza dei casi), allora produco il disegno corrispondente delle barre, altrimenti verifico che non sia uno dei simboli speciali, e se non sono in uno di questi casi emetto un messaggio d’errore. Ecco il codice:
                            `
                            % user interface macro
                            \newcommand{\barcode}[1]{%
                            \ifx#1\empty
                            % package warning
                            \else
                            \barcode@Start
                            \expandafter\uppercase\expandafter{\expandafter\barcode@parsechar#1\@nil}
                            \barcode@Stop
                            \fi
                            }
                            %
                            \def\barcode@parsechar#1{%
                            \ifx#1\@nil\else
                            \def\tempsymb{*}
                            \ifx#1\tempsymb
                            % package error
                            \fi
                            % command sequence of the char
                            \expandafter\let\expandafter\tempchar\csname barchar@#1\endcsname
                            \ifx\tempchar\relax
                            \ifx#1\space
                            \barchar@space
                            \barstep@interchar
                            \else
                            \def\tempsymb{-}
                            \ifx#1\tempsymb
                            \barchar@bar
                            \barstep@interchar
                            \else
                            \def\tempsymb{.}
                            \ifx#1\tempsymb
                            \barchar@dot
                            \barstep@interchar
                            \else
                            \def\tempsymb{/}
                            \ifx#1\tempsymb
                            \barchar@slash
                            \barstep@interchar
                            \else
                            \def\tempsymb{+}
                            \ifx#1\tempsymb
                            \barchar@plus
                            \barstep@interchar
                            \else
                            \def\tempsymb{\%}
                            \ifx#\tempsymb
                            \barchar@percent
                            \barstep@interchar
                            \else
                            \def\tempsymb{\$}
                            \ifx#1\tempsymb
                            \barchar@dollar
                            \barstep@interchar
                            \else
                            % package error
                            \fi
                            \fi
                            \fi
                            \fi
                            \fi
                            \fi
                            \fi
                            \else
                            \tempchar
                            \barstep@interchar
                            \fi
                            \expandafter\barcode@parsechar
                            \fi
                            }`

                            La serie annidata di test condizionali è un po’ poco leggibile ma riguarda solo i simboli mentre con l’idea di \tempchar mi evito un problema maggiore mantenendo l’efficienza di esecuzione.

                            Se passo il codice da renderizzare a \barcode con una macro semplice funziona.
                            Grazie di nuovo.
                            R.

                            in risposta a: Lua: funzioni con input una variabile di tipo struttura #59633
                            robitex
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                              Grazie Robitex, era un errore cretino che non mi sono accorto di fare……

                              Ti faccio notare che getn() è un metodo deprecato. Per trovare la lunghezza della tabella usa l’operatore # .

                              Per quanto rigurda getn(), lo uso perché se uso # mi trovo con questo errore:
                              `! LuaTeX error <\directlua >:1: attempt to get length of a number value
                              stack traceback:
                              <\directlua >:1: in function 'ProjectionOfPointOnObserverSystem'
                              <\directlua >:1: in main chunk.`

                              Saluti

                              Michele

                              Evidentemente chiami # su una variabile di tipo numerico e non su una tabella.
                              La tabella “ciccia” contiene un solo elemento ma con chiave non di numero intero.
                              Quell’elemento è una tabella (usata come dizionario chiave – valore) che contiene quattro elementi, ciascuno dei quali è una tabella (usata come array) che contiene tre numeri.

                              Quindi:
                              `print(#CICCIA) 0
                              print(#CICCIA.VERTEX) 4
                              print(#CICCIA.VERTEX[1]) 3`

                              Bye

                              in risposta a: Un carattere alla volta reso maiuscolo #59573
                              robitex
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                                Esercizio: perché, con la mia definizione, \makeup{abc\ddt xyz} non dà errore a \ddt ma a \@nil, mentre con la tua lo dà a \ddt?

                                Ciao
                                Enrico

                                Perché nella mia definizione \@nil è un token di delimitazione che non verrà mai espanso e quindi l’errore verrà provocato dall’espansione di \ddt.

                                Nel tuo codice invece, tutto dipende dal condizionale \ifx:
                                se \ifx si trova un carattere ed un token command sequence da confrontare darà come risultato falso senza espandere \@nil.
                                Se invece deve operare su due cs come quando incontra \ifx\ddt\@nil allora deve indagarne il significato cominciando ad espandere il secondo che quindi solleverà l’errore.
                                Giusto?
                                R.

                                in risposta a: Gnuplot per creare file di dati #59567
                                robitex
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                                  Bhe si, potrebbe essere un’idea, il problema è che non conosco una sola riga di linguaggio.
                                  Avresti la pazienza e la voglia di farmi uno scriptino? La prossima volta studio, promesso. 😀

                                  Una cosa del genere:
                                  `
                                  — apro il primo file in lettura
                                  local xfile = assert(io.open(“X.dat”,”r”))

                                  — apro il secondo file in lettura
                                  local yfile = assert(io.open(“Y.dat”,”r”))

                                  — apro un file in scrittura
                                  local outputfile = assert(io.open(“output.dat”,”w”))

                                  — ciclo di elaborazione riga per riga
                                  while true do
                                  local x, y = xfile:read(“*line”), yfile:read(“*line”)
                                  if x==nil or y==nil then
                                  break
                                  end
                                  — elaboro x ed y applicando un calcolo numerico opportuno
                                  — oppure lascio l'elaborazione ad una funzione
                                  local z = (x+y)/2
                                  — scrivo una riga nel file di uscita
                                  outputfile:write(string.format(“%8f”,z),”\n”)
                                  end

                                  — chiusura dei file
                                  xfile:close()
                                  yfile:close()
                                  outputfile:close()
                                  `

                                  I file e lo script si devono trovare tutti nella stessa cartella.
                                  Mentre se i dati sono trascritti in un particolare formato occorrerà elaborarli nella maniera opportuna.
                                  Per lanciare lo script, nominato per esempio “makenum.lua” apri una finestra di console e digita:
                                  `lua makenum.lua`
                                  Bye

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