robitex

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  • in risposta a: Fatture: dati su file dati (ods…) testo su LateX, stampa #54292
    robitex
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      Ciao,
      anche se l’oggetto è un po incasinato, la sostanza è questa:
      – ho i dati delle mie fatture su un file .ods
      – il ‘template’ è un file .odt
      -faccio la stampa unione e ottengo la mia fattura.

      Siccome ho iniziato ad usare LateX e i risultati si vedono 😯 , vorrei passare anche questa procedura in Latex, quindi:
      1 – è possibile farlo?
      2 – Come?
      3 – Cosa posso usare come sorgente dati? (un DB o un foglio di calcolo sarebbe gradito)

      grazie

      Renato

      Anch’io produco fatture e ricevute con LaTeX. I documenti oltre che tipograficamente gradevoli mantengono sempre la perfetta consistenza uno con l’altro.
      Risolvere il tuo problema tuttavia è anche una questione di gestione dati ma, diversamente da ansys, ti sconsiglio datatool diciamo per una mia particolare allergia nei confronti del pacchetto di Nicola Talbot.
      La logica direbbe:
      * diamo a LaTeX l’incombenza della gestione tipografica
      * diamo ad un secondo strumento l’incombenza della gestione dati

      Per fissare le idee diciamo che il tuo strumento di gestione dati sia un foglio di calcolo (adatto solo per piccoli uffici ed attività). Per passare i dati dal foglio a LaTeX, basta fare un copia incolla in un sorgente già predisposto e compilare.
      Per esempio in alcune celle delle formule restituiscono i dati come comandi LaTeX tipo (in A1 è riportata la data del documento):
      `
      = concatena(“\def\data{“;A1;”}”)
      `
      Copiando ed incollando tali celle siamo già pronti per compilare ed ottenere la fatture.
      In conclusione, prima crea il sorgente LaTeX dove userai alcune macro che svolgono il ruolo di campo (tipo “Data documento: \data”), poi passa alla fase di produzione.

      Avrai separato l’aspetto della fattura dai dati di fatturazione: l’aspetto può quindi cambiare indipendentemente dai dati (modello e vista).

      Altre soluzioni più comode se per esempio le fatture da generare sono 1000, potrebbero essere quelle basate su script molto semplici da scrivere ed efficienti.
      L’argomento è interessante e spero in futuro di portare a termine un progetto che risolve brillantemente la cosa, ma che è ancora chiuso in un cassetto…
      Bye

      in risposta a: ogni capitolo un file pdf #54260
      robitex
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        magari dico la cacchiata… io però risolverei così:
        farei nel preambolo
        `
        \includeonly{%
        cap1,%
        cap2,%
        cap3,%
        …%
        }
        `
        Dopodiché nel documento li includi tutti di seguito, stando attento a commentare in includeonly i capitoli che non ti sono utili.
        Per quanto riguarda l’indice (nel senso di toc) sono quasi certo che devi compilare tutti i file per avere l’indice completo. Dopo averlo fatto però, penso sia possibile commentarli tutti ed ottenere l’indice e basta.
        Non so se c’è un metodo più semplice, magari aspetta il parere degli esperti veri!
        saluti

        Si farei così anch’io.
        Il principio dell’\includeonly è questo:
        nel sorgente principale richiama tutti i capitoli e compila due volte per creare indici e riferimenti.
        Adesso puoi invece richiamare un capitolo con \includeonly e compila di nuovo.
        Otterrai solo quel capitolo completo di riferimenti ed indici.

        Cerca nella Guida GuIT curata dal Prof. Beccari (link in alto nella), troveria i dettagli dei comandi (mi sembra sia nei capitoli iniziali).
        Buon Lavoro!

        in risposta a: Creazione programma di materia #54256
        robitex
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          Vorrei creare un foglio che illustra gli argomenti che saranno trattati in una materia universitaria. Volevo sapere da voi se il codice che uso puo’ essere migliorato:

          `\documentclass[a4paper,11pt]{article}
          \usepackage[utf8]{inputenc}
          \usepackage[english]{babel}
          \usepackage[a4paper,top=3cm,bottom=2cm,%left=3.5cm,right=3.5cm,bindingoffset=5mm
          ]{geometry}
          \title{{\bfseries Subject\\\Large{5 ECTS}}\\ \large{Bachelor of Science in Faculty – Academic Year 2008-2009}}
          \author{Prof. Caio}
          \date{}
          \begin{document}
          \maketitle

          \paragraph*{category1}
          subcategory1, subcategory1, subcategory1.

          \paragraph*{category2}
          subcategory2, subcategory2, subcategory2.
          \vspace {1cm}
          \paragraph*{Type of examination\\}
          Two written essays.

          \paragraph*{\large{Textbooks}}
          \begin{quote}
          Author — “Book'' — Editor
          \end{quote}
          \end{document}`

          Il risultato grafico mi soddisfa ma penso si possa migliorare da un punto di vista di codice.

          Il codice non ha a mio avviso particolari problemi (tranne che utilizzare \paragraph senza delle \section non è corretto, usa \section).
          Quello che farei è tuttavia esattamente il contrario: pensare ad un modello tipografico e DOPO implementarlo con il codice.
          Mi spiego: utilizzando l’infrastruttura della classe article, con il comando \maketitle, si da al documento il significato compositivo di un articolo, con una prima pagina strutturata in titolo, ecc.
          Pensa invece a cosa vuoi produrre ovvero un documento che illustra la struttura di un corso con i seguenti elementi (immagino):

          * stemma università con identificazione
          * titolo e codice dell’insegnamento
          * nominativi insegnanti
          * lingua d’insegnamento
          * parte strutturata delle lezioni teoriche
          * parte strutturata delle lezioni di esercitazione
          * parte strutturata delle visite didattiche
          * ecc

          A questo punto (prendendo spunto dai documenti precedenti e da quelli dei colleghi), si scriverà il codice. Il processo di progettazione non è altro che l’ideazione del linguaggio e la sua implementazione.

          Ricordo che il Prof. Beccari fece in LaTeX un registro delle lezioni (leggi l’articolo su ArSTeXnica disponibile sul sito del GuIT).

          Ciao

          in risposta a: Domande su pgfplots #54188
          robitex
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            Salve,
            è da diverso tempo che uso questo pacchetto per creare grafici di funzioni direttamente in latex.
            Dovendo creare un grafico con riferimenti simbolici sull’asse delle x, sono andato a spulciare un po’ il manuale, e ho trovato il modo, lascio qui un esempio per completezza:

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[symbolic x coords={-a,0,a}]
            \addplot coordinates {
            (-a,0)
            (0,1)
            (a,0)};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            A questo proposito volevo sapere se era possibile inserire al posto di “a” un simbolo matematico come \alpha; ho provato in diversi modi, ma il compilatore non collaborava granchè.

            Inoltre vorrei sapere, in generale, se è possibile inserire con pgfplots, una funzione definita a tratti.

            Grazie in anticipo per l’aiuto.

            Non occorre scomodare le coordinate simboliche, ma è sufficiente utilizzare le proprietà degli assi in particolare le xtick che determinano le ascisse dove posizionare l’etichetta, e xticklabels che ne detrminano il contenuto anche matematico (pagina 175 del manuale versione 1.4.1 del 5/08/2010).
            Ecco l’esempio minimo compilabile:
            `
            \documentclass{minimal}
            \usepackage{pgfplots}
            \begin{document}
            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[xtick={-1,0,1},
            xticklabels={$-\alpha$,$0$,$\alpha$}]
            \addplot coordinates {
            (-1,0)
            (0,1)
            (1,0)};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \end{document}`

            Per quanto concerne la seconda domanda, dovresti chiarire cosa intendi per funzione definita a tratti.
            Ciao

            in risposta a: Catalogo film #53002
            robitex
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              Ho fatto le sostituzioni indicate (in effetti una volta segnalate anche io mi sono detto: “ci potevo arrivare”) ed è andato bene con gli esempi che mi avevate dato. Tuttavia quando ho provato a mettere un record del mio database, latex è entrato in crisi con i caratteri accentati. Non li metteva come tali ma come caratteri strani (al volo non me li ricordo, qualcosa tipo … per la “è” ecc…).

              Ho pensato a problemi di codifica e ho cambiato da latin1 a ansinew, ma non è servito. Inoltre ciò ha fatto sì che Latex aprisse e chiudesse l’ambiente matematico un po’ a caso, sballando il risultato finale (compromesso comunque dalla non codifica delle lettere accentate).

              Non ho il codice sotto mano. Spero possiate aiutarmi. Altrimenti ve lo posto appena posso.
              Grazie. Davide

              Innanzi tutto l’ordine corretto di caricamento dei tre pacchetti base è mnemonicamente definito dalla sigla “fib”, ovvero 1:fontenc 2:inputenc 3:babel.
              Poi si caricano gli altri pacchetti.

              La codifica del file sorgente deve essere passata come opzione al pacchetto inputenc, ma solo tu conosci quale codifica hai usato. Se per esempio lavori sotto Windows la codifica è generalmente latin1 (ovvero la ISO8859), ma se lavori con un editor tipo TeXWorks il file potrebbe essere codificato come Unicode (utf8).
              Studiati una guida di base al paragrafo che tratta della codifica e vedrai che il problema si risolverà in un attimo.

              Ciao

              in risposta a: [OT] Auguri a tutti #29751
              robitex
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                Buon Natale e Felice anno anche da parte mia.

                … se posso fare un augurio con una lista dei desideri anche per quest’anno, dico:
                *** che si realizzi un nuovo magnifico sito per il GuIT che aiuti anche negli aspetti gestionali della nostra associazione;
                *** che LaTeX si diffonda un po’ di più in ambito aziendale e professionale anche senza nuove funzionalità, ma soprattutto per una maggiore consapevolezza e volontà di ricerca di qualità.

                Tanti auguri a tutti.
                Grazie!!!
                R.

                in risposta a: Inserimento dinamico del percorso del file *.tex nel header #41856
                robitex
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                  Scusate,
                  ancora qui per aggiungere un miglioramento: inversione del punto di vista. In questo modo il codice Lua anziché essere richiamato ogni volta che compare la macro \curdir, esso definisce una volta per tutte la macro \curdir che espande al path.

                  L’utente si ritrova quindi con una macro tradizionale, efficiente ed espandibile.

                  `\documentclass{minimal}

                  \directlua{
                  do
                  require “lfs”
                  local bs = “\string\\”
                  local cd = string.gsub(lfs.currentdir(),
                  bs,
                  bs..”textbackslash “)

                  tex.sprint(bs..”def”..bs..”curdir{“..cd..”}”)
                  end
                  }

                  \begin{document}

                  \texttt{\curdir}

                  \emph{\curdir}

                  \curdir

                  \curdir

                  \curdir

                  \end{document}`

                  Saluti

                  in risposta a: Inserimento dinamico del percorso del file *.tex nel header #41855
                  robitex
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                    Solo per confermare che invece sotto sistemi Linux, e quindi credo anche per il Mac, non ci sono problemi dovuti al carattere backslash perché in questi sistemi operativi il carattere di separazione nel path è la slash /.
                    Quindi la soluzione con lualatex è assai semplice: per ottenere un comando che produce la directory corrente è sufficiente il seguente codice (deve essere installata la libreria Lua file System):
                    `\documentclass{minimal}

                    \newcommand{\curdir}{%
                    \directlua{tex.sprint(lfs.currentdir())}}

                    \begin{document}
                    \curdir
                    \end{document}`

                    Saluti.

                    in risposta a: Inserimento dinamico del percorso del file *.tex nel header #41854
                    robitex
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                      Ciao,
                      ho installato la libreria lua file system con la quale si può ottenere in lualatex il percorso della directory corrente.

                      Il tutto è molto semplice: basta chiamare all’interno della nuova macro \directlua di LuaTeX, il codice Lua con il quale si ottiene il percorso, ma vediamo le cose una alla volta:

                      Il codice Lua per stampare il path corrente è (da inserire in uno script):
                      `– codice Lua:
                      — caricamento libreria LuaFileSystem
                      require “lfs”

                      — memorizzo la stringa contenente il path
                      — della directory corrente
                      local cd = lfs.currentdir()
                      print(“Current dir: ” .. cd”)`

                      Ok. Se vogliamo utilizzarlo in un documento (Lua)LaTeX dovremo scrivere semplicemente:
                      `\documentclass{minimal}

                      \newcommand{\curdir}{
                      \directlua{% ecco quì il codice Lua
                      require “lfs”
                      local cd = lfs.currentdir()
                      tex.print(cd)
                      }
                      }

                      \begin{document}
                      \curdir
                      \end{document}`

                      Tuttavia questa semplicità è in realtà un poco più complicata per i sistemi Windows perché l’espansione della macro \curdir contenendo il carattere backslash produce un errore:
                      Per esempio il percorso “C:\documenti\tesi” darebbe luogo all’espansione delle macro \Documenti e \tesi. Ciò si può evitare per esempio sostituendo i caratteri di escape con la macro \textbackslash.
                      Il codice del comando diventerebbe questo:

                      `\newcommand{\curdir}{
                      \directlua{
                      require “lfs”
                      local cd = string.gsub(lfs.currentdir(),
                      “\\”,
                      “\\textbackslash “)
                      tex.print(cd)
                      }
                      }`

                      Abbiamo messo i doppi \\ perché in Lua in una stringa letterale definita dagli apici (doppi o semplici) il carattere \ funziona come carattere di escape ed un doppio \\ significa quindi il carattere \ stesso.
                      Allora avremo potuto anche scrivere:
                      `\newcommand{\curdir}{
                      \directlua{
                      require “lfs”
                      local cd = string.gsub(lfs.currentdir(),
                      [[\]],
                      [[\textbackslash ]])
                      tex.print(cd)
                      }
                      }`
                      dove si è usata la notazione tra doppie parentesi quadre per specificare le stringhe, notazione che non interpreta i caratteri di escape in Lua.
                      Entrambe i codici non funzionano perché in LuaTeX il codice all’interno di \directlua VIENE espanso TeXnicamente e quindi viene espanso per esempio \textbackslash dove non dovrebbe affatto essere.

                      Questo serpente che si morde la coda può essere risolto inserendo la primitiva \string nel codice Lua per evitare che i token vengano espansi.
                      Un codice per stampare il percorso della directory corrente in lualatex può essere questo:

                      `% installare la libreria lfs e compilare con lualatex
                      \documentclass{minimal}

                      \newcommand{\curdir}{
                      \directlua{
                      require “lfs”
                      local cd = string.gsub(lfs.currentdir(),
                      “\string\\”,
                      “\string\\textbackslash “)
                      tex.print(cd)
                      }
                      }

                      \begin{document}
                      \curdir
                      \end{document}
                      `
                      Ciao

                      in risposta a: inserimento di una stessa tabella in capitoli diversi #53836
                      robitex
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                        ::

                        Grazie per le riposte, ho risolto con i vostri suggerimenti!!!!!!

                        Ecco il codice che giustamente tratta l’etichetta come argomento obbligatorio. Ho aggiunto anche i controlli (spero che l’implementazione non sia troppo grezza (è un po’ di tempo che non scrivo codice TeX e mi sono arrugginito un po’)).
                        I codici di posizionamento possono essere passati facoltativamente:

                        uso:
                        \tbris{tab:mylabel}

                        oppure con codici di pos:
                        \tbris[tbh]{tab:mylabel}

                        `
                        \makeatletter
                        \newcommand{\tbris}[2][tbp]{% l'argomento obbligatorio è l'etichetta
                        % check sull'etichetta vuota
                        \def\@tmp{#2}
                        \ifx\@tmp\empty
                        \GenericError{\space\space\space\@spaces\@spaces\@spaces}{%
                        Etichetta obbligatoria non specificata (argomento vuoto)}{%
                        La macro \string\tbris\space ha ricevuto un argomento vuoto}{%
                        La macro \string\tbris\space ha ricevuto un argomento vuoto}
                        \fi
                        \ifx\@tmp\space
                        \GenericError{\space\space\space\@spaces\@spaces\@spaces}{%
                        Etichetta obbligatoria non specificata (argomento con spazi)}{%
                        La macro \string\tbris\space ha ricevuto caratteri spazio}{%
                        La macro \string\tbris\space ha ricevuto caratteri spazio}
                        \fi
                        \begin{table}[#1]
                        \caption{Risultati ottenuti}\label{#2}
                        \centering\footnotesize
                        \input{capitoli/tabelle/tabRisultato}
                        \end{table}
                        }
                        \makeatother`

                        Dimenticavo,
                        a questo punto il codice della tabella potrebbe rientrare nel sorgente principale senza scomodare un altro file.
                        Bye

                        in risposta a: inserimento di una stessa tabella in capitoli diversi #53833
                        robitex
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                          ::


                          Non sarebbe più comodo definire un comando?

                          `
                          \newcommand{\tbris}[1][]{% l'argomento opzionale è l'etichetta
                          \begin{table}[!htbp]
                          \caption{Risultati ottenuti}\label{tab:tbRis#1}
                          \centering\footnotesize
                          \input{capitoli/tabelle/tabRisultato}
                          \end{table}
                          }`

                          e poi nel testo dire semplicemente:
                          `…
                          \tbris[Prima]
                          …`
                          ed in un altro punto del sorgente quando l’inserisco per la seconda volta:
                          `…
                          \tbris[Seconda]
                          …`

                          in questo modo posso riferirmi alla stessa tabella ma nel punto in cui l’ho sistemata:
                          \ref{tab:tbRisPrima}
                          Bye

                          in risposta a: Catalogo film #52997
                          robitex
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                            Sperando di non risultare seccante, volevo chiedervi risposta alle due domande che ho posto nel risposta precedente (impaginazione e filetto a tutta larghezza)

                            In realtà per il secondo punto pensavo di usare \hrule. E’ la scelta corretta?

                            Per il resto penso che seguirò la “linea artigianale” con i fogli Excel, utilizzando però un editor di file CVS che ho trovato e che mi consente inserimenti in testa o in coda a ogni campo.

                            Grazie per le risposte. Davide

                            Scusa, potrebbe essere interessante conoscere quale editor di testi CVS hai menzionato. Di solito uso SciTE per l’elaborare file del genere che mi permette modifiche tramite regular expression e selezioni di aree di test.

                            Per l’impaginazione forse dovresti aprire un nuovo post dove riportare il codice compilabile che stai usando e descrivere le necessità di impaginazione.
                            Grazie.

                            in risposta a: LaTeX + git #51000
                            robitex
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                              Il repository on line può essere modificato solo da chi ne ha le credenziali, quindi l’accesso è privato ma i dati sono pubblici (generalmente è così per gli hosting gratuiti).
                              In altre parole, la chiave ssh rende per tutti i dati di sola lettura tranne a te che hai l’accesso anche in scrittura.

                              Credo però, in qualità di utente LaTeX, che sia importante chiarire cosa ci si aspetta: una struttura verticale in cui ogni modifica viene sottoposta all’amministratore del progetto che ha l’onere di approvarle e di risolvere eventuali conflitti tra modifiche apportate sulle medesime righe di codice? O una struttura libera e distribuita in cui ciascuno ha il diritto di far ciò che vuole ma in cui ogno passaggio, ogno modifca deve essere tracciabile ricostruibile ed associabile ad un determinato utente? Credo che chiarito questo punto, e scelto se si va in direzione di un wiki collaborativo o di un libro in senso più tradizionale, anche la risposta potrebbe essere più semplice.

                              Perfettamente d’accordo. Hai centrato il nocciolo della tematica LaTeX/git.
                              Credo che non esiste una risposta univoca perché dipende dal progetto che si sta portando avanti.
                              Se si sta scrivendo uno stesso documento un coordinatore è necessario, se invece ciascuno è responsabile di una propria sezione, ognuno è responsabile di se stesso.
                              In pratica ogni sezione diviene un documento autonomo.
                              Un buon esempio “misto” credo sia la nostra rivista ArSTeXnica, dove ogni articolo è un documento indipendente uno dall’altro ma che potrebbe essere prodotto da uno o più autori.

                              Interessanti anche i link che hai postato.
                              Grazie e saluti.

                              in risposta a: Citare un documento come fonte di un intera sezione #53790
                              robitex
                              Amministratore del forum
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                                ciao a tutti,
                                sto facendo una tesi ha avrei l’esigenza di far capire da dove ho preso le informazioni di una certa sezione. Avevo pensato alle seguenti soluzioni:
                                -mettere cite nel titolo sezione
                                -mettere un footnote
                                -mettere una frase a inizio sezione con scritto da dove prendo le informazioni

                                Nessuna delle tre opzioni mi entusiasma particolarmente, qualcuno sa dirmi cosa si usa fare in questi casi ?
                                grazie, ciao

                                Perché una buona standard funzionale sezione bibliografica non risolverebbe il caso?
                                Per esempio una bibliografia multipla per ciascuna delle sezioni e mi sembra che con biblatex si possa fare.
                                Bye

                                in risposta a: Classe lettercdp e più destinatari… come fare? #53781
                                robitex
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                                  La sintassi che usi lascia perplessi: se un ambiente prevede un argomento obbligatorio, esso è unico e va racchiuso tra parentesi graffe.

                                  Per indirizzi multipli puoi semplicemente aggiungere l’indirizzo all’argomento obbligatorio distanziandolo dal precedente con l’opzione [distanza] data al comando di interruzione di linee \\. considera il seguente esempio tratto dal manuale della classe:
                                  `
                                  \documentclass[boldsubject,italicsignature,smartindent]{letteracdp}
                                  % Of course, the above options are a matter of personal taste…
                                  % Name, address and signature of the sender (the name is optional):
                                  \name{Revinu Jitis Drofnats}
                                  \address{
                                  Revinu~J. \textsc{Drofnats}\\
                                  Department of Farm Ecology\\
                                  University of St.\,Anford\\
                                  Haga Alto, CA~94321 (U.S.A.)
                                  }

                                  \signature{R.~J. Drofnats\\Professor}

                                  \date{January~1, 2006} % as usual, date is optional, default is \today

                                  % Place where the letter is written (optional):
                                  \place{St.\,Anford}

                                  % Since we are writing in English, we redefine a couple of words:
                                  \renewcommand*{\subjectname}{Subject:}
                                  \renewcommand*{\headtoname}{To:}

                                  % Uncomment the following declaration if you want running heads:
                                  % \pagestyle{headings}
                                  \begin{document}
                                  \begin{letter}[Brian~K. Reid]{
                                  Prof.~Brian~K. \textsc{Reid}\\
                                  Department of Electrical Engineering\\
                                  Stanford University\\
                                  Stanford, CA~94305 (U.S.A.)\\[2ex]
                                  Prof.~Brian~K. \textsc{Reid}\\
                                  Department of Electrical Engineering\\
                                  Stanford University\\
                                  Stanford, CA~94305 (U.S.A.)
                                  }
                                  [
                                  This is the optional subject of the letter.
                                  ]
                                  \opening{Dear Prof.~Reid,}
                                  this letter is typeset using a \texttt{letter} environment;
                                  You can also use the \texttt{foldedletterhead} environment in place
                                  of the \texttt{letterhead} environment (or \texttt{foldedletter} in
                                  place of \texttt{letter}) to obtain a letter prepared to be folded in
                                  three parts, as one usually does before putting it in an envelope.
                                  Experiment to see what happens.
                                  \closing{Sincerely,}
                                  \end{letter}
                                  \end{document}`
                                  In blu l’argomento obbligatorio dell’ambiente letter.
                                  Bye

                                  PS: mi sono ricordato che sul numero di aprile di quest’anno di ArSTeXnica disponibile sul sito del GuIT c’é un articolo di Tommaso sul modo corretto di comporre indirizzi postali secondo le norme di poste italiane.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 2,221 al 2,235 (di 2,917 totali)

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