Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Oggi ho scaricato la versione di Git per Windows, ed ho anche effettuato la registrazione su Gitorious.
Voglio capire delle cose:
1) Cosa è la chiave ssh?
2) Cosa significa lavorare in locale?
3) Si lavora ad un progetto sul proprio Pc che poi si uppa sul sito e gli altri possono vederlo e modificarlo?Queste sono le prime. Preparatevi al peggio 😆 (scherzo)
Grazie,
ansys.1 – la chiave ssh rende accessibile il tuo repository on-line solo a te, insomma garantisce la sicurezza. Ricordo che quando ho creato il mio account su github da ubuntu non sono riuscito alla prima a generare ed autenticare la chiave, ma poi è andato tutto liscio. Può darsi che github usi un altra tecnologia rispetto ad ssh
2 – se lavori in locale stai semplicemente modificando i file sul repository nell’hard disk sul tuo pc. I commit aggiorneranno infatti solo quello. Se poi fai un commit remote si aggiornerà anche il repo internet sulla base di quello locale (in teoria penso si possa definire il repo on-line un mirror di quello locale).
3 – il repo on-line può essere modificato solo dal proprietario. In base poi al tipo di servizio fornito (i.e. gitorius o github), il repo può essere pubblico o privato.
In genere i servizi gratuiti sono anche quelli pubblici e questo significa che tutti i file del tuo repo non solo possono essere letti, ma possono essere anche clonati in un repo diverso ed utilizzati con lo stesso tipo di “licenza” d’uso.Dai post precedenti ho capito che è anche possibile fondere insieme due repo clonati in modo da consentire una sorta di lavoro di squadra.
Bye
::Consiglierei anche Lua come linguaggi di scripting.
Impararlo almeno ha il vantaggio che in futuro si sarà in grado di sfruttare al meglio LuaTeX.Sto lavorando ad un articoletto in merito per il blog.
Stay tuned.
ByeEcco fatto!!! il post http://robitex.wordpress.com/2010/12/13/reinventare-inventario/ tratta di una problema di creazione di un report riguardante un inventario di magazzino (in una versione potenziata utilizzo veramente lo script in ambiente lavorativo).
Opportunamente adattato può risolvere il problema oggetto del post.
Grazie ed alla prossima.
::Ciao a tutti,
non sono molto esperto di TeX e sto provando ad usarlo.
Da qualche giorno sono alle prese con le didascalie delle figure.
Si tratta di eps ai quali dovrei mettere un numero progressivo.
Sto usando le seguenti righe:\begin{figure} [htbp]
\begin{center}
\includegraphics[width=13cm]{acclimatazione.eps}.
\end{center}
\caption{\tiny{Acclimatazione cellulare}}
\end{figure}il problema è che la didascalia è preceduta da un “Figura 1:” con font bold di dimensioni troppo grandi. Ho fatto un milione di tentativi e spesso mi consiglia di leggere la documentazione di caption2. Come posso imparare ad usare le didascalie?
Giusto. Ti consiglio di usare il pacchetto caption e di eliminare le opzioni di posizionamento all’ambiente figure.
Bye
9 Dicembre 2010 alle 17:22 in risposta a: usepackage SUBFIGURE non mi permette di apportare modifiche #535749 Dicembre 2010 alle 16:51 in risposta a: usepackage SUBFIGURE non mi permette di apportare modifiche #535729 Dicembre 2010 alle 13:15 in risposta a: usepackage SUBFIGURE non mi permette di apportare modifiche #53568::
Dovresti provare con una soluzione più artigianale, ovvero che non fa uso del pacchetto datatool, che forse non è così potente come si potrebbe sperare.Un file CSV può benissimo essere caricato in un foglio di calcolo. Si ottiene una tabella in cui le righe sono i record e la singola cella è un campo. A questo punto in un secondo foglio “ombra” inserisci le formule per trasformare un campo in un comando LaTeX: per esempio se nella cella A1 è contenuta la data di uscita del film, nella cella A1 del secondo foglio inserisco la formula:
`= “\data{“& Foglio1!A1&”}`
In questo modo basterà fare un copia incolla dal foglio ombra (che di fatto rappresenta una vista sui dati), in un editor e dare la definizione delle macro:Le macro di campo devono memorizzare l’argomento in una macro interna chiamata per esempio \my@data:
`\makeatother
\def\data#1{\def\my@data{#1}}
\makeatletter`A questo punto posso costruire un unico comando per comporre il record in LaTeX come preferisci, dove all’interno compariranno le macro \my@nomecampo.
Un esempio con tre campi chiarirà meglio:
`
% definizione delle macro di campo
\makeatother
\def\data#1{\def\my@data{#1}}
\def\titolo#1{\def\my@titolo{#1}}
\def\regia#1{\def\my@regia{#1}}% definizione del comando unico
% di composizione del record
\def\print{%
Data di uscita nella sale: \my@data.Regia di: \my@regia
Titolo dell'opera: \my@titolo
Fine del record.
}
\makeatletter% nel documento dopo il copia incolla:
\data{1987}\titolo{La scenata}\regia{Scenografo}\print
\data{1492}\titolo{Sbarco in India}\regia{Colombo}\print
\data{1992}\titolo{Barcellona}\regia{Olimpic Committee}\print
\data{1982}\titolo{La finale}\regia{Bearzot}\print
\data{2001}\titolo{2001 Odissea nella spazio}\regia{Stanley}\print
`Questa soluzione ha il pregio di richiedere un minimo impegno di memoria perché viene memorizzato solo un record alla volta nelle macro interne che, contenendo il carattere @ non sono normalmente accessibili nel documento.
Se ti interessa leggi con attenzione il seguente post http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=3620 .Oppure puoi scrivere uno script che costruisca il sorgente LaTeX e lo compili, a partire dal file CSV (non è così difficile), anzi sembra un esperimento divertente.
Ciao
::Se aggiorno con
tlmgr update –all -repository repository
o pacchetti che tlmgr ha “autorimosso” in precedenza,
se di nuovo disponibili, vengono reinstallati?
O non è sufficiente l’opzione update?Grazie
M.Può darsi che sia un caso dovuto alla non ancora perfetta sincronizzazione dei mirror.
Prova tra un giorno o due e dovrebbe normalizzarsi la situazione.
Bye
::buona sera a tutti … volevo sapere se è possibile unire 2 differenti classi di documenti (nella fattispecie letter e res ) in un unico sorgente… come fare?? i file sono entrambi compilabili separatamente ,,,
Immagino tu debba ottenere un unico documento unendo il codice di due diversi file sorgente ciascuno fatto per classi diverse.
Operazione rischiosa e poco elegante e sconsigliabile. Facile che le opzioni possano collidere. In fondo ogni classe individua un unico tipo di documento per cui il mix in teoria non ha senso.Comunque, ricopiati i file .cls delle classi nella stessa directory del sorgente e modifica letter.cls aggiungendo all’inizio:
`\LoadClass{res}`Assegna al sorgente la classe letter e compila. Non so prevedere il pasticcio perché non conosco la classe res, non l’ho mai sentita nominare.
Ciao
::salve a tutti
grazie a tutti per l’interessamento, ma il problema era che, avendo scritto le procedure per la mia azienda con LaTex (per la bellezza dell’impaginazione delle stesse oltre che per il resto ho avuto degli elogi dai colleghi, e io gongolo…) ai piani alti si vuole che siano scritte secondo un format word e io speravo, salvandole in formato .doc, di poterlo fare con copia e incolla e non riscriverle. In fondo la mia soddisfazione di appartenere a un altro mondo è sufficiente e pazienza se le dovrò riscrivere. ciao a tutti umanoL’azienda in cui lavoro ha predisposto una sorta di modello di carta intestata in word. Quando ho deciso di passare a LaTeX circa tre anni fa, ho scritto una classe che non solo rende facile comporre le lettere, ma copia “quasi” esattamente il modello obbligatorio.
Ne riproduce infatti ogni dettaglio, dal logo, al tag di protocollo, dal piè di pagina alle firme.Il “quasi” precedente si riferisce al fatto che la lettera composta in LaTeX è comunque riconoscibile rispetto ai documenti word dei colleghi sia per la perfetta composizione, sia per l’uniformità al modello. Non ho timore ad affermare che con LaTeX riesco ad essere conforme alle specifiche di quel modello di carta intestata, molto di più rispetto a quello che i colleghi fanno con word.
Quando devo scambiare file con i colleghi (capita di rado od almeno molto più raramente di quello che si potrebbe immaginare), metto a disposizione il pdf composto ed il file sorgente opportunamente semplificato. I colleghi fanno un copia incolla del testo puro e lo riaggiustano. Viceversa, incollo il testo da word e procedo al markup.
Inutilmente ho tentato di far usare LaTeX anche ad altri, ma è stato tutto inutile: tutti dicono che è bellissimo, fantastico, ecc ma poi continuano ad usare word. E pensare che certi documenti come quelli suddivisi per articoli, sono sicuro che se fossero composti con LaTeX, ne beneficerebbe in primis il contenuto in precisione e coerenza.
In proposito non posso che pensare che la pigrizia e la sciatteria dominano il mondo.
R.
-
AutoreRisposte