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Ho fatto le sostituzioni indicate (in effetti una volta segnalate anche io mi sono detto: “ci potevo arrivare”) ed è andato bene con gli esempi che mi avevate dato. Tuttavia quando ho provato a mettere un record del mio database, latex è entrato in crisi con i caratteri accentati. Non li metteva come tali ma come caratteri strani (al volo non me li ricordo, qualcosa tipo … per la “è” ecc…).
Ho pensato a problemi di codifica e ho cambiato da latin1 a ansinew, ma non è servito. Inoltre ciò ha fatto sì che Latex aprisse e chiudesse l’ambiente matematico un po’ a caso, sballando il risultato finale (compromesso comunque dalla non codifica delle lettere accentate).
Non ho il codice sotto mano. Spero possiate aiutarmi. Altrimenti ve lo posto appena posso.
Grazie. DavideInnanzi tutto l’ordine corretto di caricamento dei tre pacchetti base è mnemonicamente definito dalla sigla “fib”, ovvero 1:fontenc 2:inputenc 3:babel.
Poi si caricano gli altri pacchetti.La codifica del file sorgente deve essere passata come opzione al pacchetto inputenc, ma solo tu conosci quale codifica hai usato. Se per esempio lavori sotto Windows la codifica è generalmente latin1 (ovvero la ISO8859), ma se lavori con un editor tipo TeXWorks il file potrebbe essere codificato come Unicode (utf8).
Studiati una guida di base al paragrafo che tratta della codifica e vedrai che il problema si risolverà in un attimo.Ciao
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Buon Natale e Felice anno anche da parte mia.… se posso fare un augurio con una lista dei desideri anche per quest’anno, dico:
*** che si realizzi un nuovo magnifico sito per il GuIT che aiuti anche negli aspetti gestionali della nostra associazione;
*** che LaTeX si diffonda un po’ di più in ambito aziendale e professionale anche senza nuove funzionalità, ma soprattutto per una maggiore consapevolezza e volontà di ricerca di qualità.Tanti auguri a tutti.
Grazie!!!
R.
22 Dicembre 2010 alle 8:33 in risposta a: Inserimento dinamico del percorso del file *.tex nel header #41856::
Scusate,
ancora qui per aggiungere un miglioramento: inversione del punto di vista. In questo modo il codice Lua anziché essere richiamato ogni volta che compare la macro \curdir, esso definisce una volta per tutte la macro \curdir che espande al path.L’utente si ritrova quindi con una macro tradizionale, efficiente ed espandibile.
`\documentclass{minimal}
\directlua{
do
require “lfs”
local bs = “\string\\”
local cd = string.gsub(lfs.currentdir(),
bs,
bs..”textbackslash “)tex.sprint(bs..”def”..bs..”curdir{“..cd..”}”)
end
}\begin{document}
\texttt{\curdir}
\emph{\curdir}
\curdir
\curdir
\curdir
\end{document}`
Saluti
20 Dicembre 2010 alle 20:31 in risposta a: Inserimento dinamico del percorso del file *.tex nel header #41855::
Solo per confermare che invece sotto sistemi Linux, e quindi credo anche per il Mac, non ci sono problemi dovuti al carattere backslash perché in questi sistemi operativi il carattere di separazione nel path è la slash /.
Quindi la soluzione con lualatex è assai semplice: per ottenere un comando che produce la directory corrente è sufficiente il seguente codice (deve essere installata la libreria Lua file System):
`\documentclass{minimal}\newcommand{\curdir}{%
\directlua{tex.sprint(lfs.currentdir())}}\begin{document}
\curdir
\end{document}`Saluti.
20 Dicembre 2010 alle 12:24 in risposta a: Inserimento dinamico del percorso del file *.tex nel header #41854::
Ciao,
ho installato la libreria lua file system con la quale si può ottenere in lualatex il percorso della directory corrente.Il tutto è molto semplice: basta chiamare all’interno della nuova macro \directlua di LuaTeX, il codice Lua con il quale si ottiene il percorso, ma vediamo le cose una alla volta:
Il codice Lua per stampare il path corrente è (da inserire in uno script):
`– codice Lua:
— caricamento libreria LuaFileSystem
require “lfs”— memorizzo la stringa contenente il path
— della directory corrente
local cd = lfs.currentdir()
print(“Current dir: ” .. cd”)`Ok. Se vogliamo utilizzarlo in un documento (Lua)LaTeX dovremo scrivere semplicemente:
`\documentclass{minimal}\newcommand{\curdir}{
\directlua{% ecco quì il codice Lua
require “lfs”
local cd = lfs.currentdir()
tex.print(cd)
}
}\begin{document}
\curdir
\end{document}`Tuttavia questa semplicità è in realtà un poco più complicata per i sistemi Windows perché l’espansione della macro \curdir contenendo il carattere backslash produce un errore:
Per esempio il percorso “C:\documenti\tesi” darebbe luogo all’espansione delle macro \Documenti e \tesi. Ciò si può evitare per esempio sostituendo i caratteri di escape con la macro \textbackslash.
Il codice del comando diventerebbe questo:`\newcommand{\curdir}{
\directlua{
require “lfs”
local cd = string.gsub(lfs.currentdir(),
“\\”,
“\\textbackslash “)
tex.print(cd)
}
}`Abbiamo messo i doppi \\ perché in Lua in una stringa letterale definita dagli apici (doppi o semplici) il carattere \ funziona come carattere di escape ed un doppio \\ significa quindi il carattere \ stesso.
Allora avremo potuto anche scrivere:
`\newcommand{\curdir}{
\directlua{
require “lfs”
local cd = string.gsub(lfs.currentdir(),
[[\]],
[[\textbackslash ]])
tex.print(cd)
}
}`
dove si è usata la notazione tra doppie parentesi quadre per specificare le stringhe, notazione che non interpreta i caratteri di escape in Lua.
Entrambe i codici non funzionano perché in LuaTeX il codice all’interno di \directlua VIENE espanso TeXnicamente e quindi viene espanso per esempio \textbackslash dove non dovrebbe affatto essere.Questo serpente che si morde la coda può essere risolto inserendo la primitiva \string nel codice Lua per evitare che i token vengano espansi.
Un codice per stampare il percorso della directory corrente in lualatex può essere questo:`% installare la libreria lfs e compilare con lualatex
\documentclass{minimal}\newcommand{\curdir}{
\directlua{
require “lfs”
local cd = string.gsub(lfs.currentdir(),
“\string\\”,
“\string\\textbackslash “)
tex.print(cd)
}
}\begin{document}
\curdir
\end{document}
`
Ciao
16 Dicembre 2010 alle 15:52 in risposta a: inserimento di una stessa tabella in capitoli diversi #53836::Grazie per le riposte, ho risolto con i vostri suggerimenti!!!!!!
Ecco il codice che giustamente tratta l’etichetta come argomento obbligatorio. Ho aggiunto anche i controlli (spero che l’implementazione non sia troppo grezza (è un po’ di tempo che non scrivo codice TeX e mi sono arrugginito un po’)).
I codici di posizionamento possono essere passati facoltativamente:uso:
\tbris{tab:mylabel}oppure con codici di pos:
\tbris[tbh]{tab:mylabel}`
\makeatletter
\newcommand{\tbris}[2][tbp]{% l'argomento obbligatorio è l'etichetta
% check sull'etichetta vuota
\def\@tmp{#2}
\ifx\@tmp\empty
\GenericError{\space\space\space\@spaces\@spaces\@spaces}{%
Etichetta obbligatoria non specificata (argomento vuoto)}{%
La macro \string\tbris\space ha ricevuto un argomento vuoto}{%
La macro \string\tbris\space ha ricevuto un argomento vuoto}
\fi
\ifx\@tmp\space
\GenericError{\space\space\space\@spaces\@spaces\@spaces}{%
Etichetta obbligatoria non specificata (argomento con spazi)}{%
La macro \string\tbris\space ha ricevuto caratteri spazio}{%
La macro \string\tbris\space ha ricevuto caratteri spazio}
\fi
\begin{table}[#1]
\caption{Risultati ottenuti}\label{#2}
\centering\footnotesize
\input{capitoli/tabelle/tabRisultato}
\end{table}
}
\makeatother`Dimenticavo,
a questo punto il codice della tabella potrebbe rientrare nel sorgente principale senza scomodare un altro file.
Bye
16 Dicembre 2010 alle 12:28 in risposta a: inserimento di una stessa tabella in capitoli diversi #53833::
Non sarebbe più comodo definire un comando?`
\newcommand{\tbris}[1][]{% l'argomento opzionale è l'etichetta
\begin{table}[!htbp]
\caption{Risultati ottenuti}\label{tab:tbRis#1}
\centering\footnotesize
\input{capitoli/tabelle/tabRisultato}
\end{table}
}`e poi nel testo dire semplicemente:
`…
\tbris[Prima]
…`
ed in un altro punto del sorgente quando l’inserisco per la seconda volta:
`…
\tbris[Seconda]
…`in questo modo posso riferirmi alla stessa tabella ma nel punto in cui l’ho sistemata:
\ref{tab:tbRisPrima}
Bye
::Sperando di non risultare seccante, volevo chiedervi risposta alle due domande che ho posto nel risposta precedente (impaginazione e filetto a tutta larghezza)
In realtà per il secondo punto pensavo di usare \hrule. E’ la scelta corretta?
Per il resto penso che seguirò la “linea artigianale” con i fogli Excel, utilizzando però un editor di file CVS che ho trovato e che mi consente inserimenti in testa o in coda a ogni campo.
Grazie per le risposte. Davide
Scusa, potrebbe essere interessante conoscere quale editor di testi CVS hai menzionato. Di solito uso SciTE per l’elaborare file del genere che mi permette modifiche tramite regular expression e selezioni di aree di test.
Per l’impaginazione forse dovresti aprire un nuovo post dove riportare il codice compilabile che stai usando e descrivere le necessità di impaginazione.
Grazie.
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Il repository on line può essere modificato solo da chi ne ha le credenziali, quindi l’accesso è privato ma i dati sono pubblici (generalmente è così per gli hosting gratuiti).
In altre parole, la chiave ssh rende per tutti i dati di sola lettura tranne a te che hai l’accesso anche in scrittura.Credo però, in qualità di utente LaTeX, che sia importante chiarire cosa ci si aspetta: una struttura verticale in cui ogni modifica viene sottoposta all’amministratore del progetto che ha l’onere di approvarle e di risolvere eventuali conflitti tra modifiche apportate sulle medesime righe di codice? O una struttura libera e distribuita in cui ciascuno ha il diritto di far ciò che vuole ma in cui ogno passaggio, ogno modifca deve essere tracciabile ricostruibile ed associabile ad un determinato utente? Credo che chiarito questo punto, e scelto se si va in direzione di un wiki collaborativo o di un libro in senso più tradizionale, anche la risposta potrebbe essere più semplice.
Perfettamente d’accordo. Hai centrato il nocciolo della tematica LaTeX/git.
Credo che non esiste una risposta univoca perché dipende dal progetto che si sta portando avanti.
Se si sta scrivendo uno stesso documento un coordinatore è necessario, se invece ciascuno è responsabile di una propria sezione, ognuno è responsabile di se stesso.
In pratica ogni sezione diviene un documento autonomo.
Un buon esempio “misto” credo sia la nostra rivista ArSTeXnica, dove ogni articolo è un documento indipendente uno dall’altro ma che potrebbe essere prodotto da uno o più autori.Interessanti anche i link che hai postato.
Grazie e saluti.
14 Dicembre 2010 alle 13:45 in risposta a: Citare un documento come fonte di un intera sezione #53790::ciao a tutti,
sto facendo una tesi ha avrei l’esigenza di far capire da dove ho preso le informazioni di una certa sezione. Avevo pensato alle seguenti soluzioni:
-mettere cite nel titolo sezione
-mettere un footnote
-mettere una frase a inizio sezione con scritto da dove prendo le informazioniNessuna delle tre opzioni mi entusiasma particolarmente, qualcuno sa dirmi cosa si usa fare in questi casi ?
grazie, ciaoPerché una buona standard funzionale sezione bibliografica non risolverebbe il caso?
Per esempio una bibliografia multipla per ciascuna delle sezioni e mi sembra che con biblatex si possa fare.
Bye
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La sintassi che usi lascia perplessi: se un ambiente prevede un argomento obbligatorio, esso è unico e va racchiuso tra parentesi graffe.Per indirizzi multipli puoi semplicemente aggiungere l’indirizzo all’argomento obbligatorio distanziandolo dal precedente con l’opzione [distanza] data al comando di interruzione di linee \\. considera il seguente esempio tratto dal manuale della classe:
`
\documentclass[boldsubject,italicsignature,smartindent]{letteracdp}
% Of course, the above options are a matter of personal taste…
% Name, address and signature of the sender (the name is optional):
\name{Revinu Jitis Drofnats}
\address{
Revinu~J. \textsc{Drofnats}\\
Department of Farm Ecology\\
University of St.\,Anford\\
Haga Alto, CA~94321 (U.S.A.)
}\signature{R.~J. Drofnats\\Professor}
\date{January~1, 2006} % as usual, date is optional, default is \today
% Place where the letter is written (optional):
\place{St.\,Anford}% Since we are writing in English, we redefine a couple of words:
\renewcommand*{\subjectname}{Subject:}
\renewcommand*{\headtoname}{To:}% Uncomment the following declaration if you want running heads:
% \pagestyle{headings}
\begin{document}
\begin{letter}[Brian~K. Reid]{
Prof.~Brian~K. \textsc{Reid}\\
Department of Electrical Engineering\\
Stanford University\\
Stanford, CA~94305 (U.S.A.)\\[2ex]
Prof.~Brian~K. \textsc{Reid}\\
Department of Electrical Engineering\\
Stanford University\\
Stanford, CA~94305 (U.S.A.)
}[
This is the optional subject of the letter.
]
\opening{Dear Prof.~Reid,}
this letter is typeset using a \texttt{letter} environment;
You can also use the \texttt{foldedletterhead} environment in place
of the \texttt{letterhead} environment (or \texttt{foldedletter} in
place of \texttt{letter}) to obtain a letter prepared to be folded in
three parts, as one usually does before putting it in an envelope.
Experiment to see what happens.
\closing{Sincerely,}
\end{letter}
\end{document}`
In blu l’argomento obbligatorio dell’ambiente letter.
ByePS: mi sono ricordato che sul numero di aprile di quest’anno di ArSTeXnica disponibile sul sito del GuIT c’é un articolo di Tommaso sul modo corretto di comporre indirizzi postali secondo le norme di poste italiane.
::Oggi ho scaricato la versione di Git per Windows, ed ho anche effettuato la registrazione su Gitorious.
Voglio capire delle cose:
1) Cosa è la chiave ssh?
2) Cosa significa lavorare in locale?
3) Si lavora ad un progetto sul proprio Pc che poi si uppa sul sito e gli altri possono vederlo e modificarlo?Queste sono le prime. Preparatevi al peggio 😆 (scherzo)
Grazie,
ansys.1 – la chiave ssh rende accessibile il tuo repository on-line solo a te, insomma garantisce la sicurezza. Ricordo che quando ho creato il mio account su github da ubuntu non sono riuscito alla prima a generare ed autenticare la chiave, ma poi è andato tutto liscio. Può darsi che github usi un altra tecnologia rispetto ad ssh
2 – se lavori in locale stai semplicemente modificando i file sul repository nell’hard disk sul tuo pc. I commit aggiorneranno infatti solo quello. Se poi fai un commit remote si aggiornerà anche il repo internet sulla base di quello locale (in teoria penso si possa definire il repo on-line un mirror di quello locale).
3 – il repo on-line può essere modificato solo dal proprietario. In base poi al tipo di servizio fornito (i.e. gitorius o github), il repo può essere pubblico o privato.
In genere i servizi gratuiti sono anche quelli pubblici e questo significa che tutti i file del tuo repo non solo possono essere letti, ma possono essere anche clonati in un repo diverso ed utilizzati con lo stesso tipo di “licenza” d’uso.Dai post precedenti ho capito che è anche possibile fondere insieme due repo clonati in modo da consentire una sorta di lavoro di squadra.
Bye
::Consiglierei anche Lua come linguaggi di scripting.
Impararlo almeno ha il vantaggio che in futuro si sarà in grado di sfruttare al meglio LuaTeX.Sto lavorando ad un articoletto in merito per il blog.
Stay tuned.
ByeEcco fatto!!! il post http://robitex.wordpress.com/2010/12/13/reinventare-inventario/ tratta di una problema di creazione di un report riguardante un inventario di magazzino (in una versione potenziata utilizzo veramente lo script in ambiente lavorativo).
Opportunamente adattato può risolvere il problema oggetto del post.
Grazie ed alla prossima.
::Ciao a tutti,
non sono molto esperto di TeX e sto provando ad usarlo.
Da qualche giorno sono alle prese con le didascalie delle figure.
Si tratta di eps ai quali dovrei mettere un numero progressivo.
Sto usando le seguenti righe:\begin{figure} [htbp]
\begin{center}
\includegraphics[width=13cm]{acclimatazione.eps}.
\end{center}
\caption{\tiny{Acclimatazione cellulare}}
\end{figure}il problema è che la didascalia è preceduta da un “Figura 1:” con font bold di dimensioni troppo grandi. Ho fatto un milione di tentativi e spesso mi consiglia di leggere la documentazione di caption2. Come posso imparare ad usare le didascalie?
Giusto. Ti consiglio di usare il pacchetto caption e di eliminare le opzioni di posizionamento all’ambiente figure.
Bye
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