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LucaLuca01″ post=114801Buongiorno a tutti. Sono nuovo nel forum anche se ho fatto l’account un po’ di tempo fa. Poi però non mi sono mai impegnato ad utilizzare LaTeX (ho scaricato la iso 2018 dopo vari problemi con il file .exe) ed ora, che ci sto riprovando per necessità, mi trovo di fronte a un problema. Quando vado a stampare qualsiasi codice e con qualsiasi editor (ho provato con TeXworks, Texmaker e TeXstudio), il risultato della stampa è come sfumato, puntinato, grigio chiaro e quindi poco leggibile. Utilizzo Acrobat per i PDF e dal programma sembra tutto a posto, poi quando vado a stampare c’è il problema. Con Overleaf riesco a stampare perfettamente. Non so proprio dove sbattere la testa.
Ringrazio tutti coloro mi aiuteranno.Ciao LucaLuca01,
Benvenuto Sul Forum.Questa cosa va chiarita!
Cosa indenti per “stampare” e cosa per “sfumato, puntinato, grigio chiaro”?
Cioè, tu hai un PDF compilato con il sistema TeX che è in quello stato?
R.
::samiel” post=114792`cumentclass[a4paper,12pt]{report}
\usepackage{fontspec}
\setmainfont{EB Garamond}
\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage[babelshorthands=true]{italian}
\PolyglossiaSetup{italian}{indentfirst=false}
\frenchspacing
\usepackage{lipsum}
\usepackage[showframe]{geometry}%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
\usepackage{titlesec,titletoc}
\renewcommand{\thechapter}{\scshape\roman{chapter}}
\renewcommand{\thesection}{\arabic{chapter}.\arabic{section}}
\titleformat{\chapter}[display]
{\normalfont\fontsize{11pt}{12pt}\selectfont}{\thechapter}{0pt}{}
\renewcommand\thesection{\arabic{section}}
\titleformat{\section}
{\normalfont\fontsize{11pt}{12pt}\selectfont}{\thesection}{1em}{}
\titleformat{\subsection}
{\normalfont\fontsize{11pt}{12pt}\selectfont\itshape}{}{1em}{}
\titlespacing{\chapter}{0pt}{0pt}{3cm}%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
\begin{document}
\tableofcontents
\chapter{Brevissima storia della retorica}
\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\section{Il mondo antico e medievale}
\subsection{La retorica sofistica}\end{document}`
guardate un po’ cosa succede…
il testo dell’indice non va mai a una nuova pagina
ma da cosa diavolo dipende? che cantonata sto prendendo?m
Ciao.
A me sembra che quel che non va a nuova pagina non sia il sommario ma le sezione e le sotto sezioni nel capitolo.
Se aggiungi un po’ di testo il problema scompare.
R.
::
Ciao.
Ti ho proposto una soluzione in Lua forse senza pensare che effettivamente è necessario un po’ di esperienza per usarla.
La mia idea era semplice. Casi come il tuo si possono anche risolvere in TeX ma va a finire che gli sviluppi con il motore di base sono poi più difficili.
Se tu volessi anche far fare delle elaborazione più complesse, poi ti troveresti meglio di gran lunga con Lua.
Ecco il perché del mio suggerimento.
R.
::renareto” post=114733Sapresti darmi qualche link per vedere un pò di Lua?
Perchè non lo conosco per niente.Quindi, prima di prendermi grandi caxiatoni da OldClaudio 🙂 voglio vedere come funziona
Esiste una bozza di guida tematica che non ho ancora rilasciato.
Nell’attesa vai sul blog Linux Lubit e leggi la guida a Lua in 10 puntate:
http://parliamodi-ubuntu.blogspot.com/p/corso-lua-indice.html
R.
::renareto” post=114730Il file esterno, deve sempre essere un .tex?
e, nel caso, come faccio ad includerlo?
Grazie
Se si tratta di un file di Lua userei la funzione require().
Il file esterno fa da archivio, tipo:
`– file archivio rimedi
return {
pippo = [[Disinstalla \texttt{Windows}]],
pluto = [[Pialla Windows al mattino]],
}`e il sorgente cambia in:
`% !TeX program = LuaLaTeX\documentclass{article}
\directlua{
rimedi = require([[rimedi.lua]])
}\newcommand{\rimedio}[1]{\directlua{
local key = [[#1]]
assert(rimedi[key])
tex.print(rimedi[key])
}}\begin{document}
Ecco la cura:
\begin{itemize}
\item \rimedio{pippo};
\item \rimedio{pluto}.
\end{itemize}e se non bastasse\dots
\begin{itemize}
\item \rimedio{pluto};
\item \rimedio{pippo}.
\end{itemize}\end{document}`
R.
::renareto” post=114726Buongiorno,
nel lavoro che sto svolgendo, mi sono reso conto che potrebbe essere molto utile l’ utilizzo di \include.
Mi spiego:
– ho la descrizione di una sintomo
– il sintomo si cura con un rimedio che è l’ insieme di più elementi baseQuindi:
per fare il rimedio “pippo”, utilizzo gli elementi base “pluto” e “paperino”Il rimedio “pippo”, può essere usato per più sintomi
Gli “elementi base”, possono essere utilizzati per diversi rimedi.Vorrei fare un documento che è costituito da una serie di \include
– l’ elemento base è “elemento base” che ha un nome e una descrizione
– l’ insieme di più “elementi base” formano un “rimedio”
– lo stesso “rimedio” può servire per più “sintomi”Avete idea di come posso organizzare la cosa?
Grazie
Renato
Ciao.
Puoi “rimediare” con LuaLaTeX…
Ecco un esempio di codice:
`% !TeX program = LuaLaTeX\documentclass{article}
\directlua{
rimedi = {
pippo = [[Disinstalla Windows]],
pluto = [[Pialla Windows al mattino]],
}
}\newcommand{\rimedio}[1]{\directlua{
local key = [[#1]]
assert(rimedi[key])
tex.print(rimedi[key])
}}\begin{document}
Ecco la cura:
\begin{itemize}
\item \rimedio{pippo};
\item \rimedio{pluto}.
\end{itemize}e se non bastasse\dots
\begin{itemize}
\item \rimedio{pluto};
\item \rimedio{pippo}.
\end{itemize}\end{document}`
Il file dei rimedi può essere esterno.
Con Lua potenzialmente puoi fare qualsiasi cosa facilmente.
Per esempio aggiungere una prescrizione quantitativa e fare in modo che il comando \rimedio stampi “la dose” corretta.
Un saluto.
R.
::OldClaudio” post=114701I soci e i non soci hanno già ricevuto commenti a proposito del GuITmeeting 2018.
Ma qui c’è un “posticipo”, una ricaduta du questo meeting.
Chi ha letto almeno il programma sa che è stato presentato un lavoro sull’accessibilità ai documenti pdf generati con LaTeX da parte di persone con disabilità visive di vario genere, in particolare per la lettura della matematica da parte di ciechi completi o da parte di ipovedenti in generale.
La ricaduta interessantissima è contenuta in questo messaggio ricevuto dal direttore del laboratorio S.Polin di Torino che recita quanto segue:
Il Laboratorio per la Ricerca e la Sperimentazione di Nuove Tecnologie Assistive per le STEM “S.Polin” del Dipartimento di Matematica dell’Universita’ di Torino
http://www.integr-abile.unito.it
si sta preparando a bandire un assegno di ricerca annuale per attività di ricerca sui temi descritti su
http://www.integr-abile.unito.it/research/activities/
Gli interessati possono contattare per maggiori informazioni
anna.capietto@unito.it
Grazie dell’attenzione,
CordialmenteIl Direttore
Anna CapiettoChiunque abbia conoscenze di LaTeX e dei linguaggi di scripting può tranquillamente assumere le informazioni dal sito indicato.
Per la mia minima esperienza in questo campo, posso assicurare che usare LaTeX per superare le barriere che incontrano certi diversamente abili, dà una grande soddisfazione. Prima o poi, forse riuscirò anche a scrivere le guide tematiche (almeno quelle che ho scritto io) in modo che siano accessibili almeno ai disabili visivi.
Ciao Claudio,
grazie per l’avviso.
Eventualmente potresti scrivere delle brevi note così che anch’io, e gli altri Autori di guide, possa rendere la mia guida tematica sulla riga di comando accessibile?
Grazie mille.
R.
::Thanil” post=114702Effettivamente mi sono spiegato un po’ male 😛 per le frecce io posso muovermi solo orizzontalmente e verticalmente per cui mi tornava utile il comando -| inoltre ogni 2 cambi di direzione deve esserci una freccia (per facilitare la lettura di grafici molto grandi) per cui usando i punti del tuo esempio io dovrei avere una cosa del genere
`\documentclass[tikz,margin=5pt]{standalone}\begin{document}
\begin{tikzpicture}\draw[->] (0, 0) -| (1,1);
\draw[->] (1,1) -|(2,1.5);
\draw[->] (2,1.5) — (2.5,1.5);\end{tikzpicture}
\end{document}`
quando hai detto “Che ti costa mettere un -> ” ho pensato ci fosse un modo per dire\draw[->] (0, 0) -|(1,1)[ qualche codice che aggiunge in questo punto la freccia ] -| (2,.5) [ qualche codice che aggiunge in questo punto la freccia ]– (2.5,1.5);
in questo modo potevo usare un singolo comando per un tratto di linea di processo dall’inizio alla fine con una freccia ogni 2 cambi di direzione
all’inizio pensavo di dover mettere la freccia ad ogni cambio di direzione, ma ho scoperto che basta metterne una freccia ogni 2
Ciao.
L’inserimento automatico di una freccia lungo il percorso si può realizzare programmando uno stile.
Purtroppo non è affatto facile farlo, proprio perché TikZ non prevede (a mio avviso) che le freccie possano non essere agli estremi del percorso.
Occorre scomodare la libreria decoration.
R.
::Thanil” post=114691Grazie della risposta 🙂
i pacchetti \usepackage{pgf} \usepackage { pgfplots } sono un refuso 😛 in realtà tikz lo sto usando in un documento nella classe book (nella quale scrivo gli appunti dell’università) dove ho anche dei grafici con \begin{axis} e mi da problemi se non li carico a parte (non so come mai) solo che mi sono dimenticato di toglierliPer quanto riguarda le frecce era per evitare di fare decine di righe di codice invece di usare un solo \draw ma ho sono riletto le norme UNICHIM e in teoria posso mettere una freccia ogni 2 cambi di direzione quindi va bene comunque.
Comunque cosa intendi con basta aggiungere un -> ? in teoria comunque devo riscrivere \draw [->] (vecchio nodo di arrivo) — (nuovo nodo di arrivo);Ora approfondisco le 2 soluzioni che hai proposto, credo che rimarrò sul codice Tex per non fare ulteriore confusione.
Credo di aver capito più o meno cosa cercare, mi verrà fuori un libro solo come preambolo, mi sa che dovrò imparare come fare un pacchetto da zero, così risparmio spazio ma prima imparo ad usare latex 🙂Ciao.
Se fai un grafico con pgfplots nel documento e non carichi il pacchetto, mi sembra che sia ovvio che tu riceva un errore 😉
Invece, per la questione delle frecce, sinceramente non capisco cosa intendi.
La questione è che vuoi delle frecce ogni tanto su un percorso che non è un singolo tratto ma più linee?Considera questo esempio dove vuoi inserire una freccia nel mezzo dell’ultimo segmento:
`\documentclass[tikz,margin=5pt]{standalone}\begin{document}
\begin{tikzpicture}\draw[->] (0, 0) — (1, 1) — (2, 1) — (2.5, 1.5);
\draw (2.5, 1.5) — ++(0.5,0.5);\end{tikzpicture}
\end{document}`
Puoi vedere come si tratti un un path a tre segmenti realizzato con due comandi \draw.R.
::golden_boy” post=114681Salve a tutti, lavorando in azienda sto cercando di convertire i colleghi di lavoro dall’utilizzare office a LaTeX, in quanto più performante sotto molti punti di vista.
Il nostro scopo, attualmente, è quello di scrivere la documentazione per il loro software aziendale.
La funzione che si vuole implementare (o aggiungere) nel file .pdf è la ricerca intelligente (smart serach o similari, così la chiamano loro).
Con la normale ricerca nel file .pdf si scrive la parola (o le parole) chiavi nella barra di ricerca del file .pdf e dopo si ottengono i risultati evidenziati.
Qui si vuole ottenere proprio una lista dei risultati (a sinistra, a destra, o in una finestra pop up)E’ possibile fare questo in LaTeX? c’è qualche codice, tag, plug in, paccheetto particolare?
Ciao. Forse si.
R.
::Thanil” post=114621Salve
Premetto che sono abbastanza inesperto, sono ancora in quella fase che rubo i codici in giro e cerco di modificarli sperando di capire come funzionano 😛
Io sto cercando di creare una libreria per costruire velocemente (almeno questa è la speranza) piccoli schemi per impianti chimici, a tale scopo sto creando una libreria di pic con le varie apparecchiature, le mie domande sono 2.
1 Vorrei disegnare la freccia alla fine di ogni curva attualmente per ottenere tale scopo devo fare
\draw [->] (0,0) — (2,0);
\draw [->] (2,0) — (2,2);
quando potrei fare semplicemente
\draw [->] (0,0) -| (2,2);
ma non riesco a fare in modo che metta automaticamente la freccia
2 Nell’esempio che segue per assegnare l’ingresso del vapore ecc prima ho assegnato al nodo della pic il nome A1 (ho usato [local bounding box=A1] perché non ho trovato altri comandi alternativi).
Successivamente ho assegnato il punto esatto della fine della freccia con ($ (A1)+(0,1.3) $).
é possibile dire a latex durante la stesura della pic, se io ti assegno alla pic il nome A1, te automaticamente crea dei punti A11 A12 ecc corrispondenti ai vari ingressi ed uscite dello scambiatore?
In questo modo si può evitare di ritrovare ogni volta le coordinate esatte`\documentclass[multi=false,tikz,border=2mm]{standalone}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{textcomp}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{shapes.geometric, arrows}
\usetikzlibrary{calc}
\usetikzlibrary{intersections}
\usetikzlibrary{decorations.markings}
\usepackage{pgf}
\usepackage { pgfplots }%libreria per impianti chimici
\tikzset{
Condenser/.pic={
\draw [thick, fill=white] (-0.5,-1) — (-0.5,1) to [out=90, in=90] (0.5,1) –(0.5,-1)to[out=-90, in=-90] cycle;
\draw [thick] (-0.6,0.9) — (0.6,0.9);
\draw [thick] (-0.6,-0.9) — (0.6,-0.9);
\foreach \y in {-0.3,-0.1,…,0.4}{\draw (\y,0.9) — (\y,-0.9);}}
}
\tikzset{myptr/.style={decoration={markings,mark=at position 1 with %
{\arrow[scale=2,>=stealth]{>}}},postaction={decorate}}}
\begin{document}\begin{tikzpicture}
\pic [local bounding box=A1] at (0,0) {Condenser} node [xshift=0.9 cm,yshift=1.2cm] {\textbf{A1}};
\draw [myptr](-5,3)node[above]{vapore} -| ($ (A1)+(0,1.3) $);
\draw [blue,myptr](-5,-3)node[below]{Fluido di raffreddamento}|-( $(A1)+(-0.5,-0.7)$ );
\draw [blue,myptr] ($(A1)+(0.5,0.7)$)-|(3,2) node{Fluido di raffreddamento in uscita};
\draw [myptr] ($ (A1)+(0,-1.3) $)|-(5,-3)node[above]{Condensato};
\end{tikzpicture}\end{document} `
So che sono domande abbastanza particolari 😳 ma è da un paio di mesi che non riesco a venirne fuori
Ciao.
Prima una nota: nel sorgente stai caricando TikZ più e più volte. Basta inserire l’opzione tikz e standalone lo caricherà.
Quando poi tu dici \usepackage{tikz} e poi \usepackage{pgf} e poi \usepackage{pgfplots} tenti di ricaricarlo ogni volta.
LaTeX non lo fa perché sa che il pacchetto è già caricato, ma quel che non è corretto può poi darti problemi in altre situazioni.Per il disegno, trovo interessante l’idea di una libreria di componenti per schematizzare poi diversi impianti.
Capisco quidni che ti sia rivolto a pic.
A logica un’etichetta tipo “vapore” su un condotto deve appartenere alla pic.
Userei anche la possibilità di inserire testo su una linea per crearle e non ulteriori nodi.Tuttavia, la pic non credo sia adatta allo scopo. Dovresti crearti al suo posto un nodo personalizzato. In quel caso avresti i nodi di aggancio per proseguire i condotti con “anchor”.
Non è facile creare un tipo nodo da zero. Leggi il manuale alla sezione Symbol Shapes per avere un’idea delle potenzialità.
Per esempio guarda l’oggetto “Cylinder”.Una soluzione alternativa è usare Lua in LuaLaTeX con un approccio molto diverso.
Si crea un oggetto Lua che puoi personalizzare molto facillmente e che poi “stampi” codice TikZ, o grafico.
Sono due soluzioni molto diverse:
* creare nuovi tipi nodi (rimani al codice TeX, vedi alla sezione 101.2 Creatring Nodes del manuale)
* creare oggetti Lua (basato sul linguaggio Lua, vedi un esempio articolo ArsTeXnica 2012)Per le frecce credo che farle apparire in automatico non sia previsto anche se è probabilmente possibile.
Che ti costa mettere un ->R.
::Marluxia” post=114618Grazie a tutti per le risposte!
@strolego se non risolvo con LaTeX il programma che mi hai consigliato sembra una buona alternativa, grazie.
@LuglioM26 quel codice lo avevo trovato anche io ma ha il problema che devo mettere a mano il nome dei pdf da quello che ho capito quindi, a quel punto, è più o meno uguale a mettere tanti includepdf.
@robitex grazie per il codice, ho fatto qualche prova ma non riesco a capire come funziona.
Dalle mie (scarse) conoscenze di programmazione mi sembra di capire che il codice “legga” i file della cartella e che stampi il loro nome (immagino sul terminale col comando “print”). Una volta eseguito il codice, però, nella cartella non trovo nessun file .out, sto sbagliando qualcosa?
Sono abbastanza sicuro che il programa funzioni correttamente perché nella console di output vedo che ha letto i file pdf ma dice “warning (pdf backend): no pages of output.”, mi sfugge qualcosa?Grazie per la pazienza.
Esatto. Il sorgente stampa solamente i nomi dei file. Nessun pdf di uscita.
Si tratta solo di un esempio. Ecco cosa dovrebbe fare lo script che ho in mente:1 leggo i nomi dei file pdf da unire, per esempio in una subdirectory
2 “stampo” il comando \includepdf{} in un ciclo for con tex.print
fineLo script potrebbe funzionare in modo diverso. Per esempio potrebbe leggere un file contenente le istruzioni per filtrare i file.
E molto altro…
R.
::
o anche questa…
http://web.mit.edu/rsi/www/pdfs/beamer-tutorial.pdfI pdf che ti ho linkato contengono molti esempi di codice.
In pratica l’ambiente “frame” crea una slide. Se tuttavia al suo interno ci sono comandi di overlay tipo il semplice \pause la slide verrà suddivisa in diverse pagine una di seguito all’altra e tutte uguali tranne che per gli elementi dinamici.
Questo simula gli effetti dinamici.
In realtà si tratta di un documento PDF normale. Scorrendo pagina dopo pagina si proiettano le slide.
Penso che quello che non riesci a ottenere siano le sequenze di pagine che simulano un unica slide dinamica.
Per esempio:
`\documentclass{beamer}\begin{document}
% 001
\begin{frame}{Caso A}Ecco il caso A1!\pause
Ecco il caso A2!\pause
Ecco il caso A3!
\end{frame}
% 002
\begin{frame}{Caso B}Ecco il caso B!
\end{frame}
% 003
\begin{frame}{Caso C}
Ecco il caso C!\end{frame}
\end{document}`oppure con gli indicatori tra parentesi acute anche:
`\documentclass{beamer}\begin{document}
% 001
\begin{frame}{Caso A}Ecco il caso A che si presenta come:
\begin{itemize}
\item<2-> Ecco il caso A1!
\item<3-> Ecco il caso A2!
\item<4-> Ecco il caso A3!
\end{itemize}
\end{frame}% 002
\begin{frame}{Caso B}Ecco il caso B!
\end{frame}
% 003
\begin{frame}{Caso C}
Ecco il caso C!\end{frame}
\end{document}`Di solito numero le slide come vedi nel listato, e non faccio uso degli overlay, perciò l’esempio nel tuo caso potrebbe essere:
`\documentclass{beamer}\begin{document}
% 001
\begin{frame}{Caso A}
Ecco il caso A1!
\end{frame}% 002
\begin{frame}{Caso A}
Ecco il caso A2!
\end{frame}% 003
\begin{frame}{Caso A}
Ecco il caso A3!
\end{frame}% 004
\begin{frame}{Caso B}
Ecco il caso B!
\end{frame}% 005
\begin{frame}{Caso C}
Ecco il caso C!
\end{frame}
\end{document}`Ovvio che ci sono casi più complessi. Nel mio caso mi son fermato, in termini di complessità, al caso in cui un overlay presenta oggetti, per ese testo, che occupa di volta in volta uno spazio diverso.
L’effetto dinamico c’é ma senza qualche “trucco” il testo appare e poi si sposta quando compare il testo successivo!
Credo che fosse una presentazione proprio per un GuITmeeting.
…e domani a Roma ci sarà l’edizione 2018!
R.
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