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renareto” post=114614
L’ ho riletto (lo avevo già letto)
ma continuo a non capire:
l’ effetto è quello che cerco, ovvero, all’ interno dello stesso frame, campiano le frasi che propongo
ma deve esserci una sostituzione, non una aggiunta.Allora mi chiedo:
devo creare, all’ interno del frame delle slide (o overlay)
popolarle con strutture che gia note a latex (tipo \begin [itemize] etc)ma come faccio a iniziare e finire le slide?
nell’ esempio, c’ è \begin{theorem}, proof…
con i relativi \endscusate, ma sono bloccato
Sono quelle le slide?
Renato
Ciao.
Prova a leggere questa guida.
http://giacomofiumara.altervista.org/teaching/beamer/beamer.pdfSaluti.
R.
::renareto” post=114604
Fai tre o quattro frame con lo stesso titolo.
ok, e le slide dentro al frame, come li suddivido?
Cioè: esiste un begin[slide]….end[slide]?
O qualcosa del genere?Renato
Forse è utile che rileggi i messaggi precedenti con più attenzione.
La risposta alla tua domanda credo sia già li.
R.
::Marluxia” post=114602Buongiorno a tutti,
ho il seguente problema: dovrei unire diversi file pdf in un unico documento (per rendere la stampa più agevole). Il problema è che ogni volta ho un numero/nome diverso di file (a volte solo 20, a volte più di 100).
Per ora uso un metodo molto rozzo che consiste nel piazzare tanti \includepdf quanti sono i miei pdf. Non ho Adobe pro e la connessione non mi permette di usare tool online.
Quindi volevo chiedervi: esiste un modo più pratico per fare quello che voglio?Grazie mille per la disponibilità.
Ma certo.
Basta usare uno script all’interno di LuaTeX.
Considera questo codice di partenza:
`% !TeX encoding = UTF-8
% !TeX program = lualatex\documentclass{minimal}
\begin{document}
\directlua{
local lfs = require [[lfs]]
for file in lfs.dir(lfs.currentdir()) do
print(file)
end
}\end{document}`
Dovrebbe stampare sullo standard output i nomi di tutti i file nella cartella del sorgente.Il manuale della libreria lfs (Lua File System), si trova alla pagina
https://keplerproject.github.io/luafilesystem/manual.htmlPer esempio, puoi ricavare tutti i nomi dei file di una directory e “stampare” un \includepdf per ciscuno di essi.
Si può fare anche con qualcosa di più semplice, ma non è il caso di limitare le possibilità.
R.
::renareto” post=114590Salve,
sto cercando di utilizzare questa classe.
Ho scaricato il manuale e l’ ho letto, ma forse, mi sono incaponito in qualche cosa. Provo a spiegami:
Oltre ai vari contorni (testata, piedipagina etc) la mia presentazione si divide in numerose slide.
Alcune sono la continuazione dello stesso argomento (casoA) altre, hanno argomenti diversi (caso B, C…)Quindi, da cio che penso devo:
nel caso A, fare un frame, che al suo interno contiene più slide
nel caso B,C… devo fare più frameMa, nel manuale non ho mai trovato questa suddivisione.
Cosa sbaglio?
Potrei avere qualche esempio (sorgente ) da poter vedere?
Grazie
Ciao.
In beamer, a quanto so, un frame corrisponde a una slide. Un frame può avere al suo interno parti che spariscono e appaiono e saranno resi nel pdf finale in diverse “pagine” che daranno l’effetto di una sola slide con oggetti che vanno e vengono.Io ho smesso da un po’ nelle presentazioni con beamer di creare questi effetti.
La regola che seguo è una slide per un minuto.Possono essere utilizzati si ma con attenzione. Dipende tutto da cosa si deve esporre, a quale platea, e in quanto tempo.
R.
::luicre_87″ post=114543Salve a tutti! Sono nuovo del forum e vi ringrazio anzitutto per l’aiuto che mi state dando (tramite le guide messe a disposizione e il forum stesso) nella stesura della mia tesi. Mi scuso quindi se vi disturbo ma vorrei porvi una domanda.
Non ho esperienza con tikz e devo realizzare delle figure, alcune delle quali abbastanza complesse. Ho quindi optato per farlo con Microsoft Visio che mi è stato messo a disposizione dall’università. Nelle figure non devo inserire formule matematiche particolarmente complicate ma ad esempio devo fare riferimento ad elementi di un vettore o di una matrice o cose simili. Ho scaricato il font CMU Serif e sto utilizzando tale font nelle immagini. Ora, da quanto letto nelle varie guide, il corsivo matematico è diverso dal corsivo che si usa nel testo e pertanto vorrei chiedervi se la scelta da me fatta risulta del tutto sbagliata o, se anche non risulti di un livello pari a quello che si potrebbe ottenere utilizzando tikz, possa essere ritenuta accettabile. Io ho notato ad esempio che lo spazio tra le lettere ed i pedici risulta essere diverso. Vi allego comunque della mia tesi un’immagine realizzata come descritto precedentemente.
Sperando di non aver chiesto qualcosa a cui avrei potuto trovare risposta navigando meglio nel forum, vi ringrazio molto per la pazienza.[attachment=2120]PFA_N8_v1.pdf[/attachment]
Benvenuto sul forum!
A mio modesto parere il problema non è tanto nel corsivo matematico, quanto nelle proporzioni tra letterale e pedice.
Il font del pedice numerico sul letterale x è troppo grande e vicino. Anche le frecce sono un po’ bruttine.L’importanza di questi dettagli la conosci solo tu. Ho visto cose nelle tesi talmente brutte che questo di cui ti preoccupi è davvero un’inezia.
Questo è un esempio di composizione a cui mi riferivo:
\[x_7\]Data la semplicità dello schema, consiglio di riprodurlo in TikZ, anche se questo dipende dal lavoro nel suo complesso (quanti schemi hai eccetera).
Tuttavia TikZ potrebbe essere più divertente da usare…
Saluti.
R.ps. ti inviterei a cambiare il titolo del primo post, per immagini di solito si intendono file raster mentre tu stai creando grafica vettoriale
per esempio sostituirei “immagini” con “diagrammi”
::dele” post=114489Salve ho un problema che non riesco a risolvere. Ho bisogno di avere un box con la larghezza massima del testo ma la cui altezza si possa modificare a seconda del testo che contiene. Come posso fare ?
GraziePacchetto framed forse?
`\documentclass{article}
\usepackage{framed}\begin{document}
Leggere la documentazione del pacchetto con:
\begin{framed}
\texttt{> texdoc framed}
\end{framed}\begin{framed}
cjknc kjwcd cjkwdch kjwdhkjwhc jkwh ckjw hcjkwh ckjwhcjkwh
ckjwh ckjwh ckjwhckjw hckjwh ckjwh ckjwh cjkwdh ckjwh ckjwh
ckjwh ckjwdh ckjwh cjkwh cjkw hckjwh ckjw hckjwh
ckjwh ckjwhckjwhcdkdkejd (secondo capoverso)
\end{framed}\end{document}`
Oppure, forse meglio, pacchetto mdframed.
Ciao.
R.
::dele” post=114484Perdonate l’insistenza. Ho già messo un post su questo argomento ed ho ricevuto dei buoni consigli. Tuttavia motlo probabilemente per mia imperizia, non riesco ad ottenere il risultato che desidero. Dovrei avere allegato un file di layout di esempio.
GrazieAh, una cosa importante dimenticavo.
Documenta sempre le funzionalità con una nota breve. Ti farà risparmiare parecchio tempo.
Ps. per la figura usa i comandi di LaTeX di framing.
R.
::dele” post=114468Ho capito, grazie dei consigli. Non ho sicuramente nè la pretesa nè la capacità TeXnica di riuscire a creare una documentclass tutta mia ma grazie mille per i consigli 🙂
Ciao.
Io non ho detto che tu non hai le capacità, ho solo evidenziatop come la linea per imparare ha una pendenza abbastanza ripida, e che non ti devi scoraggiare. Moltissime soluzioni le ho ottenute io stesso con l’aiuto di altri qui sul forum.
In altre parole, va fatto un passo alla volta.
Ti ripeto, il vantaggio della costruzione del documento e poi della classe, è che i vari elementi della pagina sono separati e indipendenti.
Puoi migliorarli uno a uno.
Dal tuo messaggio sembra che te la sia presa. Beh non era mia intenzione salire sul piedistallo.
Non vorrai mica gettare la spugna per questo?
R.
::dele” post=114461Buon giorno a tutti e grazie in anticipo di qualsiasi consiglio. Avrei bisogno di una guida o una procedura per construire un template aziendale in pratica una documentclass specifica con logo, indice, statine ecc. Quando sono arrivato in azienda mi hanno consegnato un template in word. Dovendo scrivere un report molto lungo (con tanti paragrafi e correzione in intinere) farlo in word sarebbe un inferno, per cui mi chiedevo se fosse una cosa fattibile per qualcuno che non è proprio espertissimo e se ci sono guide 😛 (in rete non ho trovato molto se non di unsare qulle già preimpostate).
Ciao.
Uso da diversi anni alcune classi per la produzione di lettere, relazioni, report aziendali.
Ricordo che il primo documento che composi con LaTeX fu il frontespizio di un fax, non credo che sia stato il punto di partenza migliore perché si tratta di un documento niente affatto semplice.
Ricordo anche quando al modello di lettera esterna fu aggiunto un nuovo logo a pié di pagina. Modificai in pochi minuti la classe per ottenere le lettere senza alcun minimo cambiamento nei sorgenti. Insomma, di lavoro in questo senso ne ho fatto molto.Il logo aziendale, la composizione di indirizzi nelle lettere, il font, eccetera eccetera, sono tutti elementi separati.
Questo permette di suddividere il lavoro in compiti più piccoli.
Ti consiglio di sfruttare questo fatto per affrontare un compito che non è facile. Costruire una classe richiede esperienza e conoscenze TeXniche.
Parti con una classe standard, per esempio article. I tuoi documenti cominceranno ad avere un corposo preambolo per definire i vari elementi. A un certo momento, basterà “spostare” il preambolo in un file di classe, per cominciare a lavorare con uno standard.Non meno secondario, è l’interazione con le altre strutture aziendali. A volte a me chiedono i file editabili per esempio.
Si potrebbe aprire una discussione in merito, ma sono relazioni che occorre valutare con attenzione.Quello che invece di cui sono abbastanza sicuro, è il consiglio di usarre LuaLaTeX come formato. Solo i vantaggi con i font Opne Type valgono la scelta.
R.
::Ricky994″ post=114406
Nel primo mail palavi di Texworks, nel secondo di Texmaker. Sono entrambi editor, ma non sono la stessa cosa. Cerca di essere preciso.
Sia l’uno, sia l’altro editor vengono installati sempre dopo aver installato una distribuzione del sistema TeX, o TeXLive o MiKTeX; per molto motivi qui consigliamo sempre TeXLive.
Ma “non succede niente” è una frase troppo generica. Credo che l’ipotesi di @robitex sia corretta, ma si tratta solo di n’ipotesi. SOlo tu se sul nuovo PC hai installato una delle due distribuzioni complete e aggiornate.
Si mi sono sbagliato, mi sono sempre riferito a Texmaker. Ho installato solo quello, forse dovrei installare anche texlive.
Con “non succede niente” intendo che anche se compilo il documento mi dice “Ready” nonostante inserisca appositamente errori, oppure se aggiorno il file con qualche parola nuova, questo da sempre “Ready” come se avesse compilato correttamente ma rimane sempre uguale.
Ciao. Penso che quello che ti è successo sia un esempio del fatto che leggere la documentazione fa risparmiare tempo al contrario di quello che si potrebbe pensare.
Comunque, si, devi installare TeX Live altrimenti …
R.
::Ricky994″ post=114388Ciao a tutti!!
Espongo il mio nuovo problema:
Volevo continuare la mia relazione sul tirocinio nel pc aziendale, dove non è mai stato installato texworks. Una volta installato e importata la mia relazione iniziata non che il file non si aggiorna nonostante la compilazione, e addirittura ho notato che se tolgo “\end{document}” texworks continua a compilarmi il documento senza nemmeno darmi errore e il pdf non viene ancora una volta aggiornato. Non mi da alcun segnale di errore.
Come risolvo?
Grazie mille a tutti.Ciao.
Forse perché confondi le cose?
TeX Works è solo un editor, e per far funzionare la composizione serve in primis una distribuzione TeX, per esempio TeX Live.
Ho trovato la risposta al tuo problema?
R.Ps. il codice è molto più leggibile se lo si inserisce tra i tag code. Grazie
27 Settembre 2018 alle 10:56 in risposta a: Utilizzo di controlli condizionali nel documento #113807::claudio” post=114371da studiare allora
una bigliografia sitografia?
claudioCosa imparare dipende da te.
Se vuoi costruirti il codice allora un minimo di conoscenza di Lua è d’obbligo ovviamente.
Ho iniziato una guida tematica “Guida a Lua per utenti LuaTeX” ma non l’ho ancora resa pubblica.Molti argomenti li trovi sviluppati anche in articoli su ArsTeXnica e sono scaricabili dall’apposita sezione del sito GuIT.
Happy LuaTeX!
Alla prossima.
R.
::claudio” post=114367
[quote=”FJM” post=114358]Bellissimo articolo !
Mi tocca studiarlo per bene, grazie
Ciao.
Considera che l’articolo contiene il necessario per lavorare con i template, per esempio fino all’ereditarietà tra template, ma la tecnica è presentata dall’esterno del sistema TeX.
Recentemente ho sperimentato il templating dall’interno del sorgente, una tecnica più comoda di creare contenuti, grazie a Lua, il linguaggio disponibile in LuaTeX.Potrebbe essere un ottimo argomento da sviluppare in un articolo per Ars. Il numero 26 è già chiuso ormai ma per aprile…
Happy LuaTeXing!
R.Vorrei capire cosa intendi con <
> mi spiego con un esempio
Servono 20-30 esercizi sulla somma, prodotto etc di numeri complessi. Questi esercizi andranno a far parte di un eserciziario pluri argomenti.
Con lua Tex è possibile:
1) generare coppie di numeri casuali
2) generare il codice Latex da inserire tramite un input in un altro documento?
ciao
claudio[/quote]
Certo.
Risposta affermativa su tutti e due i quesiti.
Per il punto 1, so che Lua genera numeri pseudo-casuali e non proprio casuali.
Naturalmente è sempre possibile sfruttare librerie esterne se proprio sono necessari i numeri casuali.
Per il punto 2, non solo è possibile generare codice LaTeX da inserire in un file esterno, ma, già che ci siamo, è possibile generare il codice LaTeX e inserirlo nello stesso sorgente.Con Lua infatti, l’utente ha accesso a praticamente tutte le possibilità.
Per esempio, anche quella di accedere a un servizio apposito di rete via TCP per rifornirsi di numeri casuali.R.
::FJM” post=114358Bellissimo articolo !
Mi tocca studiarlo per bene, grazie
Ciao.
Considera che l’articolo contiene il necessario per lavorare con i template, per esempio fino all’ereditarietà tra template, ma la tecnica è presentata dall’esterno del sistema TeX.
Recentemente ho sperimentato il templating dall’interno del sorgente, una tecnica più comoda di creare contenuti, grazie a Lua, il linguaggio disponibile in LuaTeX.Potrebbe essere un ottimo argomento da sviluppare in un articolo per Ars. Il numero 26 è già chiuso ormai ma per aprile…
Happy LuaTeXing!
R.
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