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sailorferris” post=108235Ciao a tutti,
mentre preparavo il mio CV in LaTeX, ho scoperto di avere la necessità di usare variabili.
Fin qui tutto bene, dato che la maggior parti delle variabili le posso definire con \newcommand e poi immettere il valore corretto con \renewcommand
Oggi avevo pensato, che avendo tanto materiale da allegare (certificati vari) sarebbe il caso di fare una scelta di quali inviare in base al tipo di posizione richiesta (managment, tecnico, ecc) per fare questo volevo attivare un commento % nel caso non servisse utilizzando una variabile. In pratica risulterebbe così:
\newcommand{\tecnico}{}
\newcommand{\managment}{%}\tecnico \includegrahics{laboratorio.jpg}
\managment \includegraphics{ISO9001.jpg}Purtroppo se utilizzo il simbolo % ottengo due possibili risultati:
1) la parte finale della linea di definizione del commando è commentata
2) rendo % visibile con \% e mi trovo la % stampata senza commentare il testo
La mia domanda è la seguente: come ottengo il risultato richiesto?
Io avevo pensato all’uso dell’ambiente comment, però non saprei come gestirlo nel senso che il testo dovrebbe diventare argomento della variabile, ma non sarei in grado di gestire il caso della stampa del testo nel caso fosse pertinente.Ciao.
Non è molto chiaro quel che vuoi ottenere.
Per far si che il comando non abbia effetto è sufficiente un paio di parentesi graffe {} come hai fatto per il comando \tecnico.Sarebbero utili ulteriori informazioni e specialmente un esempio di codice funzionante che mostra il problema.
Saluti.
R.
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Ciao.
Hai definito etichette uguali. Succede.
Conviene compilare ogni tanto il documento perché un errore o un warning è limitato alle aggiunte che si sono introdotte dopo l’ultima compilazione.
Cerca nel file di log, dovrebbe esserci, non ricordo, un riferimento al file o alla riga dell’errore.
Oppure apri il file .aux dove ci sono le entry delle label di tutto il documento.
R.
::Fischer” post=108127Ciao a tutti,
sto scrivendo un documento in cui ho bisogno di inserire dei comandi di R all’interno del testo, in modo che si riconosca che sono appunto comandi di R..
Per esempio, vorrei inserire la frase:“…il comando che ho utilizzato per inserire i dati è
> dati <- read.table("Dati.txt", header=T) in cui header significa..." So che il font è cambria, e ho trovato questo comando: \begingroup \fontfamily{cambria}\selectfont > dati <- read.table("Dati_1.txt", header=T) \endgroup tuttavia il risultato non somiglia affatto a quello che si vede solitamente sui libri di R..in più riconosce l'underscore come se fosse un pedice.. Sapreste darmi qualche consiglio a riguardo? Grazie mille in anticipo!
Cerca testo verbatim..
Bye
::mirkom” post=108087Potresti creare un comando che generi un nodo che prenda come input le coordinate in cui vuoi che esso venga posizionato, nome del nodo e testo; infine, come argomento opzionale, le opzioni del nodo che includano il punto di ancoraggio:
`
\documentclass[tikz]{standalone}
\usepackage{xparse}
\NewDocumentCommand{\mynode}{%
O{}
m
m
m
}{
{
\node [#1] (#2) at #3 {#4};
}
}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\draw (0,0)–(1,1);
\mynode[anchor=south west,draw]{pippo}{(1,1)}{Testo}
\end{tikzpicture}
\end{document}
`Per ulteriori spiegazioni ed esempi ti rimando ad una risposta che scrissi tempo fa su tex.sx: (seconda risposta)
Saluti,
MirkoMa intendi sovrapporre un nodo di forma rettangolare alla pic?
Il trucco potrebbe funzionare ma solo per forme semplici.
Oppure intendi costruire un nodo apposito?
R.
::mattiaca” post=108070Sto tentando di utilizzare dei \pic per ripetere più volte una stessa figura in un ambiente tikz.
Trovo difficile l’utilizzo dei \pic per posizionare queste figure, perché il \pic ammette un solo punto di ancoraggio, nel punto di origine di coordinate (0,0) rispetto al quale è stato inizialmente costruito.
Sarebbe molto utile poter costruire una scatola di ancoraggio simile a quella dei nodi, che racchiudesse il contorno della figura così da stabilire la posizione relativa che la figura deve avere nei confronti di tutti gli altri oggetti del disegno.
Allego un minimo esempio compatibile
[attachment=1745]prova1.tex[/attachment]Ciao.
L’oggetto pic non ha gli ancoraggi come i nodi.
Una soluzione è proprio quella di creare un nuovo tipo di nodo con gli ancoraggi che desideri. Per questo leggi la documentazione. Anche se almeno fino a qualche tempo fa non era questa una operaizone così semplice.
R.
19 Settembre 2016 alle 17:19 in risposta a: Coordinate relative con pgfplots dentro ambiente axis #107944::Jager” post=107946Uso TexStudio, aggiornato se non sbaglio settimana scorsa, sotto Windows 10…
Purtroppo mi sono trovato con TexStudio a dover risolvere alcune grane proprio per la gestione dei file: ad esempio, se compilo tutto il documento e mi viene visualizzata l’anteprima del pdf, per ricompilare devo chiuderer l’anteprima perché sennò crasha… Lo fa penso per le dimensioni del pdf, causate dalle numerose immagini (già scalate e ridotte una a una). In questo senso il comando \input è fondamentale, in quanto così quando lavoro su un pezzo, escludo gli altri e poi li reincludo riscrivendo \input e così il problema non si pone.
Questo è il primo problema assoluto che ho con LaTeX, che di solito anche crashando non mi dava alcun problema ai sorgente. Che sia sparito tutto, senza nemmeno segnalarmelo, è una cosa che proprio non riesco a capire…
Inizierò subito a lavorare di nuovo in cloud (ho l’abitudine, ma per pigrizia nell’ultimo mese non l’ho fatto, in quanto dovevo spostare tutto)… Con dropbox che mi mantiene anche le versioni precedenti dei file. E ogni tanto mi invierò i .tex per email a me stesso.
A parte il fatto che con TeX Studio puoi compilare (lanciare la compilazione) senza che poi venga aperto il pdf, io ho la tua stessa configurazione: TeXStudio in win10 o in Linux. Non mi ricordo alcun crash da parte dell’editor.
Prova a cambiare editor. Non si devo assolutamente soffrire di questi problemi.
TeX works per esempio, dovrebbe essere già installato se hai TeX Live.
Altra domanda: usi le righe magiche? Tipo:
`% !TeX program = pdflatex`Puoi postare le prime righe del sorgente?
E magari anche l’elenco dei pacchetti che usi?
R.
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Ciao.
Ho aperto anch’io il file che hai allegato.
Il file è una sequenza di 47989 byte di valore 0, il carattere ASCII NUL.I programmi di composizione del sistema TeX aprono il sorgente in sola lettura e non lo modificano. L’editor lo può fare, come pure un altro programma con diritti di scrittura su di esso.
Non è quindi LaTeX il problema, peraltro noto per l’affidabilità.Devo informarti che quindi il file non contiene più nessuna informazione utile o recuperabile.
Una sequenza di zeri di questo tipo mi da l’idea di un segmento di memoria allocato e poi scritto sul file. Potrebbe essere un bug dell’editor verificatosi al momento del salvataggio, che però non mi è mai successo perciò mi risulta improbabile.
Qualcosa di più si può forse dire conoscendo il sistema operativo e l’editor, ovvero l’ambiente in cui si è verificato l’inconveniente.
Validissimo è il consiglio di Marluxia di fare copie di backup. Ci sono vari modi.
Per esempio, puoi copiare l’intera cartella dove tieni tutto il materiale per la tesi su un dispositivo di memoria diciamo a fine giornata. Il nome di questa cartella può essere “tesi-2016-09-13” così ottieni una cronologia.
Tante copie del progetto mano a mano che evolve.Si tratta del modo più semplice, quello più complesso è usare git, un programma di controllo delle revisioni assieme a un repository remoto. Guida tematica sull’argomento: /wp-content/uploads/joomla-images/doc/GuideGuIT/guidagit.pdf
Buon lavoro!.
R.
::schwarz89it” post=107326
[quote=”orbscan” post=106131]Grazie per la risposta.
Ho arrangiato due esempi ma non riesco ad andare avanti…
Potete aiutarmi?Oppure consigliarmi a chi posso rivolgermi?
Grazie
Un passo alla volta con una buona guida…
Per esempio l’Arte di disegnare con LaTeX mi sembra fatta molto bene.
Questo il link: http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteTikZ.pdfE ho l’opinione che questo progetto di documento possa essere anche un lavoro da presentare ad ArsTeXnica, la rivista del gruppo GuIT.
Sul forum dovresti fare domande più precise.
Per quale motivo non riesci ad andare avanti?
R.Ciao Roberto,
è molto tempo che medito di scrivere per bene questo progetto, ma ancora non ho raggiunto le competenze sufficienti per farlo in solitaria. Mi sono letto appunti di programmazione in LaTeX e TeX di Enrico, ma ancora non mi sento pronto (ci mancherebbe altro che bastasse una sola lettura e guida); sai se c’è qualcuno nel gruppo che vuole provare a darmi una mano? Oppure c’è altro materiale da leggere così da capire come funzionano gli argomenti opzionali, vorrei passara da quello che ho scritto a qualcosa della forma`
\cercle[radius=2.5cm,label=true,eye=L]{60}{30}
`
In modo da poter definire se si vuole disegnare solo un occhio, con o senza la scritta e altre opzioni che ora non ho citato, perché al momento mi viene in mente solo un laborioso e poco efficace schema di if consecutivi.
Resto a disposizione.[/quote]
Buongiorno.
La cosa più semplice per realizzare quel comando è probabilmente quella di tenersi all’interno del pacchetto TikZ.
Questo pacchetto grafico è dotato di un modulo chiamato pgfkeys per costruire parametri chiave/valore.
Per documentarti apri il manulae di TikZ con il comando da terminale $ texdoc pgf e scorri fino al capitolo “Key management”.In alternativa, potresti implementare \cercle in LaTeX3, che fornisce la gestione chiave/valore e metodi per creare comandi dalla sintassi molto flessibile. Per documentarti leggi gli articoli su LaTeX3 di Enrico pubblicati sugli utlimi numeri di ArsTeXnica scaricandoli dalla sezione apposita del sito GuIT.
LaTeX3 ti permetterebbe di essere più generale riepetto a pgfkeys nel senso che ti permette più possibilità di estensione futura dei comandi.Una domanda: ma se disegni il grafico per l’occhio sinistro, per esempio, non devi poi anche disegnare quello per l’occhio destro?
Per l’articolo per Ars tieni conto che puoi sempre presentare un primo lavoro introduttivo.
Grazie.
R.
::K110″ post=107315Salute a tutti,
ho una questione da porre all’attenzione di chi volesse aiutarmi a risolverla.Premessa:
Sono costretto (nel bene e nel male che ciò comporta) a usare Lyx. Lo scopo è scrivere qualcosa di assimilabile a un libro.Problema:
Sono abituato a usare Microsoft Word (come la maggior parte della gente comune) e mi trovo in serie difficoltà a capire come funziona Lyx. Ho letto il tutorial e ho letto anche la guida per l’utente. Non ho alcun problema a comprendere qualcosa di scritto in inglese. Tuttavia, molto probabilmente per la mia imbranataggine, non riesco a capire come impostare il rientro della prima riga di ogni paragrafo. Su Word è facile e basta un banale click nella sezione “paragrafo”. Su Lyx, imposto il rientro e sulla pagina il testo appare nella posizione desiderata, ma quando esporto il file in versione PDF sortisco l’effetto contrario: la prima riga è allineata a sinistra e le righe successive hanno il rientro impostato.Domanda:
C’è qui qualcuno che possa aiutarmi? Ringrazio in anticipo chi volesse farlo.Ciao K110. Benvenuto sul forum.
Come forse sai il forum non è dedicato a Lyx, anzi qui spesso si sconsiglia di usarlo perché alla fine è un’inutile barriera intorno alle funzionalità di TeX.Cercando il termine parident nel manuale di Lyx, alla pagina 54 leggo:
`
3.2.2. Paragraph Separation
To separate paragraphs, select Indent or Skip in the submenu Text Layout of the dialog Document.
Settings to indent paragraphs or add extra space between paragraphs,
respectively. The size of the skips can be defined in the dialog, for the indentation
you have to add this line to your document preamble:
\setlength{\parindent}{Length}
where length is a value in one of the units listed in Appendix D.1. The default
length is 30 pt.`Non ho idea di cosa stia parlando ma ti può essere utile.
Ciao.
ps. In TeX, e quindi in LaTeX, un capoverso si forma lasciando tra uno e l’altro almeno una riga bianca, che sia così anche in Lyx?
::Stevin” post=107149Ciao a tutti.
Scusate, questa non è una domanda, ma più che altro una curiosità.Mentre scrivevo usando TexStudio, mi è capitato di cancellare una “\” davanti ad un “end”. Nel riscriverla, mentre il cursore del mouse era sopra la parola “end”, ho premuto per sbaglio il tasto “Esc”. Mi è apparsa l’immagine in allegato. Ci sono altri Easter Eggs come questo, che voi sappiate?
La papera appare se si preme qualche volta (in numero variabile di volte) il tasto escape durante la digitazione.
A me compare anche una faccina (come carattere) quando mi intrigo con i tasti per digitare le parentesi quadre…Sembra che questo filone possa essere dedicato alle papere… 😉
[attachment=1691]Senzanome_2016-07-21.png[/attachment]
Attachments:
You must be logged in to view attached files.::orbscan” post=107116Buongiorno a tutti 🙂
Utilizzo Ubuntu 16 LTS
Ho installato la versione 2016 di Texlive senza problemi.
Ero però abituato ad usare Kile.
Non riesco più ad usarlo perchè Kile mi punta sempre all’installazione di Texlive 2015 :-(((Le ho provate tutte senza successo…
Purtroppo non posso installare Kile senza installare anche parte di Texlive2015 (chissà perchè poi…).Non riesco in pratica a cambiare la path di configurazione di kile…
Non ho problemi invece con TexStudio in quanto il file di configurazione consente di cambiare la path…
Grazie a chiunque possa aiutarmi!
Ciao.
Vecchio post ma credo sempre valido: https://robitex.wordpress.com/2010/10/12/kile-e-tex-live-2010-su-sistemi-ubuntu/Dopo parecchi anni non uso più Kile, chissà com’é adesso…
Da quel che mi ricordo, l’editor è comunque configurabile per lavorare con una TeX Lile piuttosto che un’altra.
R.
14 Luglio 2016 alle 7:23 in risposta a: Installazione di un sistema TeX/LaTeX sui diversi OS #106974::Little” post=107088A me in realtà è capitato più di una volta, con diversi software, che la prima e grande difficoltà in un software opensource fosse l’installazione.
Addirittura mi è capitato, dopo aver installato con successo un software sul portatile, di metterci due giorni ed infiniti errori (diversi da quelli che avevo risolto sul portatile) per installare lo stesso software sul desktop 😮Per quella che è la mia esperienza installare latex che ha addirittura una guida per l’installazione è una pacchia 😉
Con questo non voglio dire che le cose non possano essere migliori o più facili, ma solo che attualmente non mi sembrano così difficili 🙂
Giusto. Un po’ di predisposizione all’artigianalità dell’utente non guasta.
Il tuo post mi ha fatto pensare che quando si scrive codice open source può capitare che l’ultima cosa a cui si pensa sia una buona documentazione. La collaborazione è molto importante.
R.
14 Luglio 2016 alle 5:56 in risposta a: Installazione di un sistema TeX/LaTeX sui diversi OS #106972::lorenzo.pantieri” post=107086
Altro punto fondamentale è la doc: se non si legge con attenzione la documentazione non va nulla e questo vale per la guida di installazione di egreg per linux, per la doc di biblatex, babel etc. (per limitarci alle cose di uso più comune); per non parlare dell’Arte. Quindi leggere la doc prima e dopo l’installazione.
Per me, nel 2016, il fatto che sia necessaria una “giuda per installare un programma” (non per usarlo!) è una follia.
Quanto al concetto che “LaTeX è difficile e richiede studio, quindi ci sta che anche la sua installazione sia difficile”, non mi pare fondato: Mathematica non è facile e richiede studio (la sua guida supera le 1500 pagine…), ma si installa con due clic.
Nel mondo open source tutto è alla luce del sole. Puoi sempre scriverti un tuo installer super veloce completamente automatico.
R.
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