Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
schwarz89it” post=102908Dopo aver passato tutta la notte a provare, seguendo i saggi suggerimenti di @OldClaudio, getto la spugna. Mi arrendo alla mia incapacità!
Se mai ci fosse qualche padovano o qualcuno che bazzica per l’università, mi scriva pure che possiamo trovarci (Biblioteca di Ingegneria) per fare un esempio. NON sono nemmeno sicuro che una tale proposta sia consentita dal regolamento quindi non vi annoio oltre.Ciao.
Vediamo di fare le cose passo passo:
1 – Copia questo codice in un file di testo di nome “test.tex” in una cartella di tuo comodo
`\documentclass{standalone}
\usepackage{pgfplots}
\usepgfplotslibrary{polar}\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\begin{polaraxis}[
xmin=290, xmax=430,
ymin=1, ymax=3,
xtick={290,300,…,430},
yticklabels=\empty
]\addplot gnuplot [
data cs=polarrad,
mark=none,
domain=1:sqrt(3),
samples=300]
{sqrt(3)*atan(sqrt((x^2-1)/(3-x^2)))-atan(sqrt(3)*sqrt((x^2-1)/(3-x^2)))};\end{polaraxis}
\end{tikzpicture}
\end{document}`2 – Apri una finestra di console (finestra DOS se sei in Windows) e posizionati con il comando cd nella cartella dove hai messo il file TeX.
Per esempio se la cartella è sul Desktop digiterai il comando:
`> cd percorso\alla\mia\cartella`3 – comando di compilazione
Nella stessa finestra digita il comando di compilazione:
`pdflatex -shell-escape test.tex`4 – Adesso puoi aprire il pdf compilato per controllare il risultato.
Come puoi controllare nella cartella, il pacchetto pgfplots ha provveduto a costruire il file “test.pgf-plot.gnuplot” con i comandi per gnuplot e a lanciarlo.
Gnuplot ha generato il file “test.pgf-plot.table” con i dati numerici.
A questo punto torna in scena pgfplots che legge questo file e esegue il plot.Questi passaggi sono quelli base manuali e possono essere automatizzati in vari modi.
Se non cambia la funzione da plottare ma solo le proprietà del grafico e gnuplot ha già generato le coordinate corrispondenti, allora è sufficiente una normale compilazione senza shell-escape.Nota che ho tolto la funzione deg() che avevi inserito perché non è presente in Gnuplot e dovresti inserire piuttosto la conversione con il fattore 180/pi.
Tuttavia più che con pfgplots il problema a me sembra essere più matematico che grafico per come la funzione viene disegnata.
Qualcosa sul dominio o altro, per esempio proprio il discorso tra gradi e radianti sulla variabile indipendente.
R.
::
Ciao.
Ma le etichette non vanno fuori dal testo del titolo del capitolo?
Confronta:
`\chapter{Parallelization of linear banded systems\label{chap:spike}}`
`\chapter{Parallelization of linear banded systems}
\label{chap:spike}`Quanto alle codifiche, se apri i sorgenti con un buon editor puoi individuare subito i caratteri mal codificati.
Naturalmente, usa sempre utf8.
Un saluto.
R.
::schwarz89it” post=102798Buongiorno a tutti,
oggi stavo cercando di introdurre un grafico su un diagramma polare, la formula è:[attachment:1]C:\fakepath\FA.jpg[/attachment]
La quale di fatto è un’epicicloide e dovrebbe generare una curva come quella in rosso:
[attachment:2]C:\fakepath\2015-08-13 01.12.45.jpg[/attachment]
Pertanto ho scritto:
`
\begin{figure}[h]
\centering
\begin{tikzpicture}
\begin{polaraxis}
[xmin=290, xmax=430,
ymin=1, ymax=sqrt(3),
xtick={290,300,…,430},
yticklabels=\empty
]
\addplot+[mark=none, domain=1:sqrt(3), samples=30]
{sqrt(3)*atan(sqrt((x^2-1)/(3-x^2)))-atan(sqrt(3)*sqrt((x^2-1)/(3-x^2)))};\end{polaraxis}
\end{tikzpicture}
\end{figure}
`Mi sono però accorto che l’ambiente polar per impostazione predefinita usa i gradi sessadecimali e non i radianti, così avevo pensato di riscrivere la funzione come:
`
\addplot+[mark=none, domain=1:sqrt(3), samples=30]
{deg(sqrt(3)*atan(sqrt((x^2-1)/(3-x^2)))-atan(sqrt(3)*sqrt((x^2-1)/(3-x^2))))};
`ma in questo caso mi restituisce un errore:
! Dimension too large.
\pgf@xx l.141 \end{polaraxis}
Se ci fosse qualcuno che potesse indicarmi il mio errore sarebbe molto bello.
Ciao,
pgfplots pensa anche a questo. Infatti esiste l’opzione data cs=polarrad.
Riporta però non tanto l’immagine quanto il codice dell’esempio minimo compilabile:
`
\documentclass{standalone}
\usepackage{pgfplots}
\usepgfplotslibrary{polar}\pgfplotsset{compat=1.12}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\begin{polaraxis}[
xmin=290, xmax=430,
ymin=1, ymax=sqrt(3),
xtick={290,300,…,430},
yticklabels=\empty
]\addplot+[data cs=polarrad,mark=none, domain=1:sqrt(3), samples=300]
{sqrt(3)*atan(sqrt((x^2-1)/(3-x^2)))-atan(sqrt(3)*sqrt((x^2-1)/(3-x^2)))};\end{polaraxis}
\end{tikzpicture}
\end{document}
`
R.
::renareto” post=102779Ciao,
utilizzo già questa sintassi `\begin{scope}[xshift=cm]`
ma, in realtà (non mi sono spiegato bene) vorrei che il secondo (e anche il terzo, il quarto etc…) fossero distanziati di x cm, dallo scope precedente.Attualmente, riesco a inpostare la distanza solo dal primo scope. Quindi: per il secondo scope, metto `\begin{scope}[xshift=8cm]`, per il terzo scope (che è contenuto sempre dentro lo stesso `\begin{tikzpicture}`, devo mettere `\begin{scope}[xshift=16cm]`…e cosi via.
Io, invece vorrei che il successivo \scope, venga distanziato di 8 cm dal precedente, sia che esista un unico \scope, che, come nel codice che sto scrivendo ora, esistano 7 o “n” scope.
Ribadisco che, vorrei fare il codice più generico possibile, perchè io, ad ora, non so quanti scope avrò in futuro. Ricordo che il fine ultimo è quello di riuscire a produrre dinamicamente questo codice (ma questo lo affronterò dopo 🙁 )
Grazie
Renato
ps
ho però visto, che la distanza fra gli elementi \scope, è relativa solo al primo \scope, quindi forse la possibilità che sto cercando semplicemente “non esiste”. Ma la possibilità di raggruppare i vari rami del flusso, continua a farmi molto comodo. Potrei sostituire \scope con altro e ottenere lo stesso scopo?Ciao.
Io non ho capito bene cosa intendi ma forse puoi usare le “pic”, sezione 18 del manuale di pgf.
Se non lo sai, il manuale lo puoi aprire all’istante con il comando da terminale $ texdoc pgfAlla prossima.
R.
::
Ciao.
Ci sono state discussioni in passato per specializzare le sezioni. Per esempio, per attivare una nuova sezione “Installazione e aggiornamento”.
Alcune considerazioni ed esperienze hanno fatto ritenere di non modificare l’attuale suddivisione molto generale delle board.Se le tue domande riguardano per esempio:
l’organizzazione dei file -> TeX e LaTeX
problemi di elaborazione dati -> Altri Programmi
dettagli tipografici e di espressione -> TipografiaGrazie.
Un saluto.
R.
::renareto” post=102692Ciao,
come detto nel mio precedente post, ho iniziato ad usare TiKz con grande sodisfazione.
Dopo gli esempi trovati, ora, vorrei aggiungere qualche cosa di mio.
Come dicevo, lo utilizzerò principalmente per produrre flow chart.Il mio primo dubbio è questo:
– vorrei che il primo flow chart, inizi dall’ angolo in alto a siniostra della pagina.
Credo che questa debba essere una opzione del “contenitore principale” \begin{tikzpicture}. Giusto? se non sbaglio, come faccio ad indicare dove deve iniziare?Oppure, devo specificarlo nei “contenitori” contenuti nella tikzpicture (ad esempio lo scope)?
Potreste darmi una risposta (anche solo indicare un “buon vecchio” syntax reference)
Grazie
Renato
Ciao.
La figura generata da TikZ è un box normale quindi per posizionarlo in alto a destra basta premettere \noindent. Se va nel documento come oggetto mobile allora includila in un ambiente figure, ecc.
Una seconda via è quella di gestire l’intera pagina attraverso un ambiente TikZ.
La terza soluzione è quella del posizionamento assoluto ma richiede almeno due compilazioni perciò io non l’ho mai usato.Esiste anche la possibilità di generare i flow chart a parte e includerli come file pdf nel documento. Questo metodo permette di evitare di generare l’immagine ogni volta. Se il tuo flow chart è già stato generato addirittura quello che rimane da fare è un semplice \includegraphics.
Per un mio progetto che non ho reso pubblico nonostante fosse previsto di farlo, ho gestito la pagina interamente come oggetto grafico.
L’importante è quindi il codice TikZ perché poi a includerlo nel documento può essere anche molto semplice.
Saluti.
R.
::crycry” post=102670Ciao a tutti,
vi scrivo perchè avrei bisogno di aiuto. Premetto che non ho mai utilizzato Tex nè programmi simili e quindi mi trovo in difficoltà. Devo creare, per l’università, il mio CV utilizzando MiKTex e salvare l’elaborato in formato .dvi ma non riesco a farlo! ho provato in tutti i modi e ho trovato tutti i formati tranne .dvi. Qualcuno sa spiegarmi di cosa si tratta e come devo fare? Ve ne sarei molto grata. Scusate il disturbo ma non so a chi rivolgermi. Grazie.Benvenuto/a sul forum.
La risposta alla tua domanda è semplice:
devi compilare il sorgente con il programma “latex” e non “pdflatex”.
Il file di testo che rappresenta il sorgente non viene quindi “salvato” ma compilato cioè letto da un programma che produce un secondo file di uscita che dovrebbe essere in pdf.
Infatti il formato .dvi (Device Indipendent) è ampliamente in disuso. Non solo non lo usa più nessuno ma il motore di composizione produce un risultato peggiore non dispondendo della microtipografia.
R.
::franen” post=102667Il pacchetto in sé non fa altro che attingere a dei file di testo.
Gli script che servono a creare questi file fanno un po’ di ordine ma non mi pare rimuovano parti di testi o commenti. Forse lo fanno gli script di Eleutheros.Quanto sarebbe tutto più facile se gli amici della Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena concedesse l’uso del testo della bibbia in modo da poter creare un database be ordinato.
Anzi, a tal proposito @Robitex, ti può interessare anche questa sfida, per il tuo articolo? 🙂Certo che m’interessa ma non per l’articolo per il prossimo GuITmeeting a Trento, che si avvia alla conclusione, quanto per un progetto a se stante, magari a cui dedicheremo un articolo tutto suo 🙂
R,
::renareto” post=102636Ciao a tutti,
sono stato assente per alcuni mesi, pr motivi di salute. Ora, che ho ricominciato a lavorare, vorrei riprendere il discorso da dove l’ ho lasciato (praticamente all’ inizio) e continuare.Ho dato uno sguardo all’ articolo di cfiandra, ma sinceramente non ho visto quello che mi serve.
Sapreste darmi altre indicazioni in merito?
Magari come prima cosa, potrei fare degli esempi “hard coded”, cioè non costruiti dinamicamente, in seguito posso cercare di vedere l’ integrazione.
Quindi, sapreste indicarmi qualche esempio che possa riprendere?
Ho iniziato a leggere “l’ arte di disegnare con latex”, ma lo trovo troppo generico (che è cio che è giusto per quel tipo di libro), ma, ripeto, a me serve qualche cosa di più preciso.Grazie
Renato
Ciao e bentornato.
Mi pare un buon modo di procedere:
1 – realizzo un codice funzionante di un diagramma
2 – realizzo il modo di renderlo dinamico con dati da dbPer cominciare puoi studiare il codice di questo esempio:
https://www.overleaf.com/latex/examples/tikz-flowchart-of-an-epidemiology-study/hdpqksvwkqdm#.VcHzKrWLVME
Puoi realizzare il diagramma con la classe standalone che genera un pdf grande giusto come il contenuto.
Nel codice trovi tutto quello che ti serve:
a – la definizione di stili per ogni singolo elemento del diagramma
b – l’inserimento dei nodi con assegnazione di un nome
c – la connessione dei nodi tramite nodi con freccePer la questione dei dati da db occorre partire dagli elementi caratteristici dell’infrastruttura esistente.
Un saluto.
R.
::armandino” post=102617Cari Colleghi,
esiste un manuale o altro per la decifrazione degli errori che dà Latex nella compilazione?
Che cos’è una badbox? Sono nel marasma piu’ completo sugli errori di Latex (pardon miei) quando
compilo. Potreste darmi una mano?
Grazie e cordialissimi saluti.
Armandino
Trovi un report completo degli errori con le possibili soluzioni nel libro “The LaTeX companion”, ma è probabile che le nostre guide siano altrettanto valide per consentirti di risolvere e capire.
Ti consiglio di riportare il problema esattamente altrimenti non ti possiamo aiutare.
Aggiungo che occorre un po’ di esperienza per eliminare tutti gli warning sollevati durante la compilazione, quindi è normale riceverli.Un badbox è un elemento del documento che ha problema di dimensione, per esempio una tabella che non sta nella larghezza del testo (detta giustezza) oppure una pagina che LaTeX non riesce a riempire bene per effetto del materiale da comporre per esempio ricco di immagini e scarso di testo.
Un saluto.
R.
4 Agosto 2015 alle 14:47 in risposta a: Problemi di divisione dei file ed inserimento di immagini #102712::
Ciao Francesco.
A me piacciono i messaggi come il tuo se contengono frasi comeIl_conte” post=102612… sono spesso di 4000 o addirittura 7600 righe (all’incirca dai 16 ai 32 capitoli) e quindi suddividere i capitoli in più file per modificarli o gestirli in maniera più semplice è, evidentemente, di notevole importanza. Il preambolo, rimane sempre quello, ma quando faccio l’elaborazione mi ritrovo un file pdf di 200- 300 pagine con tutte pagine bianche e l’unica cosa che compare è il nome del capitolo sul bordo superiore. anche questo problema non sto riuscendo a capire come risoverlo.
perché più complesso è il documento e più LaTeX porta vantaggi.
Il tuo problema n. 1 si risolve facile: basta togliere l’opzione draft tra quelle che dai alla classe…
Il tuo problema n. 2 si risolve facile anche questo: usa \input{nome-file}.
Puoi mettere i file dei capitoli in una cartella nella directory principale del progetto. Allora al comando \input dovrai aggiungere anche il nome della dir per esempio:
`\input{capitoli/introduzione}`.
Attento bene: non usare spazi nei nomi dei file e non inserire l’estensione tex nel comando \input.
\input funziona inserendo nel punto in cui si trova il contenuto del file. Puoi usare \input anche nei file secondari (il livello di annidamento dipende dal sistema operativo).
Ricordati che devi mantenere il punto di vista del file principale: in pratica i percorsi delle immagini che inserisci nei file secondari sono fatti rispetto al main e non rispetto alla posizione del file secondario.Altra cosa molto utile è usare le righe magiche. Se l’editor che usi le supporta, tipo TeX Works o TeX Studio, puoi compilare il sorgente principale molto semplicemente dal file secondario.
Bene ti ho detto tutto stringatamente.
Buon lavoro.
R.
::armandino” post=102557Cari Colleghi di LaTex,
Vorrei un consiglio: sto scrivendo un saggio di musica in LaTex. Ho la necessità di importare file PDF (figure, pentagrammi e altro) in LaTex (con file EPS).
Che programmi, a Vs esperienza, sono migliori e piu’ semplici per trasformare file PDF in EPS? PowerPoint va bene?
Grazie e cordiali saluti.
Armandino
PowerPoint? stai scherzando ? 🙂
Le distribuzioni recenti di TeX Live fanno in modo che quando inserisci un file eps lo trasformino in automatico in pdf, quindi non devi fare nulla.
Esiste un articolo su ArsTeXnica 18 in materia di scrittura di partiture con Lilypond. (lo so l’articolo è disponibile solo ai soci fino a ottobre 2015).
Ciao.
R.
29 Luglio 2015 alle 5:10 in risposta a: Impossibile “salvare” in formato PDF (Windows, TeXstudio) #102665::lorenzof” post=102540Grazie ad entrambi!
Speravo che almeno l’operazione di salvataggio fosse semplice e lineare “come in World”, ma mi sbagliavo!
Approfondirò le guide, grazie ancora.
Questo tipo di errori è più che normale, specie per gli utenti Windows.
A essere precisi l’operazione di salvataggio è semplice e lineare “come in world” anche con i sorgenti di LaTeX perché si tratta della stessa cosa: salvare in un file su disco dei dati in memoria.
Semmai la differenza è a favore di LaTeX perché word salva in un formato più complesso (per non parlare del vecchio formato .doc). L’editor con i file testuali invece sfrutta la corrispondenza diretta “dati testuali” <-> “file su disco” ed è molto più sicuro e veloce.
Puoi usare quindi un qualsiasi editor, anche il “Blocco note” di Windows per produrre il sorgente.
Si può affermare che il formato del sorgente è indipendente dal programma e che questo è il formato più affidabile che ha le maggiori probabilità di essere letto nel futuro. Il formato di testo puro.
Se utilizzi la codifica utf8 i tuoi sorgenti saranno anche indipendenti dal sistema operativo.
Invece che TeX Studio, per iniziare io userei l’editor TeX Works che viene installato su Windows assieme a TeX Live.
Quest’altro editor è più semplice e ti permette di osservare meglio il processo di compilazione mentre TeX Studio lo nasconde un po’.
R.
-
AutoreRisposte