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AutoreRisposte
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Corrado, non sono completamente d’accordo con quello che dici nel post precedente.
Infatti, è molto molto più semplice gestire i file in una cartella condivisa in Dropbox che non farlo attraverso un repo anche privato git.Me lo dimostra l’esperienza di collaborazione sia con uno che con l’altro strumento.
La cosa funziona così:
ogni Autore ha il suo account Dropbox gratuito fino a 2 GB.
Una cartella viene condivisa tra gli autori e ad ognuno viene assegnata una subdirectory dove salvare i file.
Nella directory principale, la root del progetto, c’è il file di classe ed il main del documento.A questo punto lavorare è una questione di premere CTRL+S (save) nel proprio editor.
In automatico il file locale viene sincronizzato con la versione on-line così come tuttii gli altri Autori riceveranno l’aggiornamento.Di così semplice non credo che esista niente.
L’unico difetto è questo: serve un po’ di coordinamento via mail se si vuole lavorare sullo stesso file perché farlo in contemporanea potrebbe comportare perdita dei cambiamenti di un Autore rispetto all’altro.Git, ovvio, non soffre di questo problema e fa molto di più, ma al prezzo di comandi da terminale, gestione centralizzata dei merge ecc ecc.
Quanto a costruire la classe, precisando meglio il mio suggerimento precedente, è necessario procedere per piccoli passi mano a mano che si presentano i problemi compositivi imho.
Insomma, non s’era detto di mantenere le cose semplici?
R.
::maxnd” post=95327E’ già online la versione 1.1.1 di Bibfilex che risolve i problemi di importazione indicati. Ora il programma dovrebbe leggere tutti i files di BibLatex, comunque siano formattati.
Splendido lavoro!!!
Impossibile non presentarlo al prossimo meeting di Verona…
Una domanda, di quante righe di codice più o meno è composto il programma?
…anzi due
perché non crei un progetto git per il mantenimento del codice e l’apertura ai contributi all’interno di github.GuIT.org?
o almeno in tuo account?
R.
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Mah,
non vorrei che questi strumenti tendessero a prendere la mano, ed in conseguenza ci si ritroverebbe di nuovo a lavorare per il programma piuttosto che viceversa, il programma a lavorare per noi.
Ci vuole, anche qui, equilibrio.
Comunque, è importante che tutti i mezzi a nostra disposizione per lavorare sempre meglio siano esplorati!!!!!!R.
Ps. ok ho messo 6 punti escalamativi…
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Ciao. Buongiorno a tutti.
Io terrei le cose più semplici possibili, nel senso che un file di classe permette di comporre il documento in modi diversi senza cambiare il contenuto dei capitoli.
Quindi, preferirei distribuire un file di classe molto semplice in modo che gli Autori comincino subito a lavorare così da vedere qualcosa di concreto nell’immediato. Nel tempo la classe può evolvere e trovare con l’esperienza un suo equilibrio tipografico.
A mio avviso è molto importante un manuale anche sintetico della classe: io non ho seguito questa regola (anche se le mie classi le uso solo io purtroppo) e mi ritrovo spesso ad aprire il codice solo per ricordarmi come si chiama un comando.Molte decisioni verranno in base all’esperienza in LaTeX degli Autori, ma una cosa è imprescindibile:
codificare i file sorgenti in Unicode utf-8!!!!!Altro suggerimento è questo:
creare un account su un servizio di cloud storage come Dropbox o Google Drive o ecc.
In questo spazio ogni Autore può avere una cartella dove salvare i propri file componenti.
Nel documento principale vi saranno delle istruzioni \input tipo:`\input{nomeautore/nomecapitolo}`
Un po’ quello che succede quando scriviamo gli articoli per ArsTeXnica a più mani, solo che qui la soluzione è perfetta perché ogni Autore lavora esclusivamente sui propri file.Per il momento lascerei perdere sistemi di web TeXing come shareLaTeX e writeLaTeX.
Ovviamente, di questa esperienza potrai presentare un resconto su pro e contro difficoltà e possibili miglioramenti proprio su ArsTeXnica.
Buon lavoro!!!!!
R.
Ps. 5 punti esclamativi mi sembrano sufficienti…
::Gero27″ post=95123Buongiorno a tutti,
sto modificando un file .sty che ha il compito di creare una pagina usando istruzioni invocate in un file .tex. Avrei bisogno di creare una cosa del genere: vorrei un comando diciamo \affiliazione, che possa essere chiamato un numero di volte arbitrario, tale per cui il risultato finale siabla bla bla affiliazione1, affiliazione2, affiliazione3, …, affiliazione(n-1) ed affiliazioneNIo vorrei che nel file .tex basti scrivere
`\affiliazione{affiliazione1}
\affiliazione{affiliazione2}
…
\affiliazione{affiliazioneN}`
ma non ho la più pallida idea di che cosa io debba mettere nel file .sty affinché questo avvenga! Qualcuno potrebbe aiutarmi o quantomeno indirizzarmi?
Grazie a tutti anticipatamenteCiao,
si può fare molto meglio di così:
il comando
`
\sequence{affiliazione}
`
potrebbe generare il testo:
`affiliazione1, affiliazione2, affiliazione3, …, affiliazione(n-1) ed affiliazioneN`Una bazzecola con LaTeX3…
R.
::Parmenas” post=94992
@ robitex: grazie per la segnalazione dell’articolo, che non conoscevo ancora. E hai fatto bene a segnalarmi l’apostrofo eccedente!
E per quanto riguarda l’appello nel ‘piedino’ del tuo messaggio: ho dimostrato l’intenzione di associarmi circa un mese fa, riempendo l’apposito modulo che ho trovato su questo sito. Non ho avuto ancora risposta, ma pazienterò!Fantastico. Ottimo. Eccellente!!!
Per la tua iscrizione, inoltro un messaggio a Massimiliano che con la sua abituale precisione e cortesia ti risponderà.
Quanto a Scrivener, può essere lo strumento giusto per l’utente in funzione del lavoro svolto.
Vedo solo una pecca, che si tratta di un software non libero e non disponibile per Linux.Ricordo che Frank Mittelbach uno dei principali componenti del LaTeX3 team lavora spesso con programmi a diagramma di flusso per organizzare le idee, i particolari, i dettagli ed avere anche un quadro generale.
::Parmenas” post=94956Una cosa che mi incuriosisce, e che potrebbe interessare anche altri: qual’è la posizione di LaTeX nel flusso di lavoro dei frequentatori di questo forum? È uno strumento di cui ci si serve ‘semper et ubique’, o forse uno strumento che viene utilizzato prevalentemente nella fase finale di una composizione o ricerca, quando si tratta di dare una bella forma a quello che si è scritto?
Io stesso, che sono un patito Mac e lavoro nel campo delle scienze umanistiche, scrivo tutto quello che scrivo con un programma di nome Scrivener, che, per quanto mi riguarda, come ‘ambiente di lavoro’ è quanto di meglio ci si possa augurare, e mi servo di LaTeX prevalentemente per dare a quello che ho scritto una forma tipograficamente curata.
Ma posso immaginare che chi lavora in altri campi del sapere (linguistica, matematica, e in genere ogni tipo di ricerca o attività che comporta l’uso di formule) si serva di LaTeX in ogni fase del suo lavoro. Comunque sia, mi sembra che uno scambio di vedute in merito potrebbe essere utile, anche perché per alcuni di noi potrebbe aprire prospettive finora ignorate,
Ciao,
nella mia professione LaTeX è parte integrante del processo di produzione dei documenti (vedi l’articolo “LaTeX e la documentazione di progetto” in ArsTeXnica n. 16 per il GuITmeeting2013).
Quando costruisco il testo è comodo poter lavorare in un editor di testo che presenta sostanzialmente una semplice finestra vuota che assomiglia al foglio bianco. È così che posso pensare alla struttura del contenuto, alla migliore successione degli argomenti, e riformulare frasi, spostarle, inserire commenti che tracciano sia il flusso di lavoro temporale sia possibili precisazioni, correzioni, sviluppi, carenze e punti deboli.Poi, arriva la fase finale tipografica con gli aggiustamenti compositivi e mi ritrovo l’eleganza, la microtipografia, la pienezza del testo sulla pagina.
Qualche collega ha sollevato la questione delle difficoltà di scambio dei file da TeX <-> Word ma ho obiettato che passare a Word distruggerebbe proprio il mio flusso di lavoro affinato nel tempo con l’esperienza.
Del resto dipende tutto da che cosa vogliamo e lo strumento di lavoro è secondario. Se quindi mi rivolgi la tua domanda, la mia risposta è semplicemente che TeX mi aiuta a raggiungere la qualità dei contenuti che desidero.
R.ps. qual’è non vuole l’apostrofo altrimenti Tommaso ti sgrida come è successo a me… 🙂
R.
16 Luglio 2014 alle 11:46 in risposta a: The logfile is very large (> 8 MB) are you sure you want to #95329::
Ciao,
hai un \includeonly nel preambolo che va tolto.
L’inserimento dei sorgenti corrispondenti ai capitoli va fatta nell’ambiente principale.
Hai anche molti comandi di layout che non sono abituato a vedere perché solo un esperto di solito può permettersi di settare parametri come fai tu… 🙂Compili con XeLaTeX vero?
R.
::elios” post=94941
Forse il problema è il separatore decimale.
Pgfplots credo capisca i numeri con il punto mentre nei dati che hai mostrato c’é la virgola.
Inoltre i tuoi dati sono già ordinati ma per la seconda colonna.
R.No, i numeri originariamente sono con il punto, ho messo la virgola per importarli in excel.
Sono ordinati solo per caso rispetto alla seconda colonna, evidentemente è un tratto con variazione monotona della temperatura. Ma comunque devono essere ordinati rispetto alla prima colonna, l’ascissa.Funziona tutto! (io ho sostituito le virgole con i punti, ma con pgfplots c’è il modo di usare anche le vorgole (solo che facevo prima così, senza andare a cercare…).
Ho avuto anche io esperienze col comando sort di windows, solo che ha il difetto di ordinare i numeri come 1,11,2,21,3,…
Fran
Sì ho visto, ma la serie di dati per ogni grafico è molto più grande di questa, fino a 500-700 numeri, se li copio tutti il codice diventa enorme!
Grazie, vedo un po’ come fare, magari con excel 🙂
In pgfplots puoi caricare dati da file esterni, se è questo il problema.
Io eventualmente vedrei l’uso di un foglio di calcolo sono per effettuare l’ordinamento dei valori.
A proposito, lo sai che in un foglio elettronico si può importare i dati anche con il punto decimale con conversione automatica di formato vero?
R.ps.
si potrebbe scrivere un piccolo script che ordina i dati di tutti i file in un colpo solo…
::zambu” post=94840Grazie! Il tuo codice funziona e così ho scoperto cosa non va nel mio:
I problemi sorgono a causa del commento
se scrivo:
`
\begin{lstlisting}
% commento
>>> fa qualcosa!
\end{lstlisting}
`il commento è valutato come testo, comportamento comprensibile.
se scrivo:
`
\begin{lstlisting} % commento
>>> fa qualcosa!
\end{lstlisting}
`non viene prodotto niente! Comportamento alquanto oscuro per me.
I commenti li avevo tratti da un esempio e li avevo conservati dato che sono principiante in LaTeX.
Non avrei mai detto che dei commenti avrebbero cambiato il risultato della compilazione.
Grazie della dritta.
Se metti un commento in linea con \begin è probabile che per effetto di come viene letto il materiale verbatim dell’ambinete lstlistings, tutta la linea successiva sia considerata un commento.
Comunque… ben fatto!
R.
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Per caso inserisci un \lstset?
Puoi mostrare queste impostazioni?
No perché a me questo codice compila senza problemi:
`\documentclass{memoir}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}\usepackage{listings}
\begin{document}
\begin{lstlisting}
>>> fa qualcosa!
\end{lstlisting}\end{document}`
Grazie.
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