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franen” post=95397Dovresti mettere CONCORSONE nel titolo, oppure “offro cassa di birra”, forse i tempi si stringerebbero 😀
Intanto la parte 1Ah ecco così mi piaci. Ma non posso fare il copia ed incolla del codice adesso perché devo andare in spiaggia…
Mica devo sempre lavorare.Aspetto la seconda parte del codice. Comunque sia, se il filone diventasse un concorsone — non temete questa volta premi davvero grandi — tu entreresti automaticamente tra i candidati.
Scherzi a parte… grazie ed a presto.
R.
::ivan” post=95391Grazie Massimo del tuo contributo!
Hai esposto molto bene le difficoltà che incontriamo noi umanisti e il tuo programma promette molto molto bene.
Sono sicuro che non serve solo a te, visto che in situazioni simili si trovano tutti gli umanisti.
A chi propongo di usare latex, la prima domanda che mi rivolge è se si può, una volta scritto l’articolo in latex, convertirlo in Word…perché le riviste vogliono quel formato. Soprattutto usando gli stili verbose, una conversione efficiente è fondamentale, perché altrimenti si deve fare un doppio lavoro.
Prima del tuo programma avevo quasi rinunciato a promuovere latex in quei contesti in cui si usano citazioni prolisse in nota.
Ora tutto cambia. Se si mette a disposizione un articolo semplice che spieghi come gestire un flusso di lavoro di conversione tex to Word gl
I umanisti non avranno più scuse. Con flusso di lavoro intendo tutti i passaggi che è opportuno fare per ottenere una buona conversione, dovendo rimaneggiare il sorgente convertito il meno possibile. Questo in un certo senso è complementare al tuo contributo.Ciao
IvanOttimo sviluppo…
Tra l’altro penso che la partecipazione al meeting sia sempre un occasione di confronto da cui possono derivare sviluppi ulteriori.
R.
::OldClaudio” post=95382
Grazie a te. L’articolo è già in corso di redazione, in italiano, e se farò un intervento al meeting dovrebbe comparire nel numero seguente di ArsTeXnica (se ho ben compreso).
Mi dispiace che il tuo articolo sia finito in una casella di posta elettronica piena in un sito non riservato.
Ora l’ho ricevuto da un comune amico, ma ti pregherei di mandarmi un messaggio anche vuoto al nuovo indirizzo arstexnica@guites.org, così posso comunicare direttamente con te.Intanto grazie dell’articolo; poi ti farò sapere il parere dei revisori.
Ciao
ClaudioScusate,
intervengo solo per un refuso importante però: la mail della rivista è arstexnica@guitex.org
Grazie.
R.
::Dork” post=95365
[quote=”Dork” post=95357]…
Quindi da quanto mi dici su dropbox sarei orientato su una cartella condivisa tra me e il mio collega con le varie sottocartelle degli autori ciascuna condivisa con il solo autore titolare della stessa, al cui interno c’è la loro versione locale con il solo loro capitolo. Esternamente (nella cartella principale condivisa tra noi due) ci sta il main.tex vero e proprio con la versione in progress della classe i .tex globali e uniformati dei comandi, del preambolo che magari richiama direttamente i rispettivi file .tex degli autori nelle varie sottocartelle: loro compilano il loro e noi (volendo in diretta coi loro cambiamenti) possiamo compilare il tutto…Tieni conto che in questo modo gli autori non possono compilare il documento finale composto ma solo i propri sorgenti, a meno che ci sia un main locale.
Buona serata.
R.Mi pare tu ritenga negativo qualcosa che a me pare positivo. Però non capisco il negativo. (modulo comunque il fatto che poi non sarò io a decidere da solo) io farei (due autori, due curatori non autori)
`
Libro/(condiviso solo tra i curatori)
libro.tex
comandilibro.tex
peambololibro.tex
librocorrente.cls
libroaggiornato.cls
Libro/autore1/(condiviso solo con autore1)
mainautore1.tex
comandiautore1.tex
preamboloautore1.tex
librocorrente.cls
libroautore1.tex
Libro/autore2/(condiviso solo con autore2)
mainautore2.tex
comandiautore2.tex
preamboloautore2.tex
librocorrente.cls
libroautore2.tex
`in cui i file principali sono nella forma:
`
%libro.tex
\documentclass[%opzioni
]{librocorrente%la versione attuale che hanno gli autori
%libroaggiornato%la versione in aggiornamento da testare e confrontare con la precedente
}\includeonly{%può sempre essere utile anche noi compilare solo una parte
autore1/mainautore1,
autore2/mainautore2%
}\input{preambololibro.tex} %che sarà un'unione ragionata di quelli degli autori e delle loro esigenze
\input{comandilibro.tex} %come sopra\begin{document}
%titolo e colophon
%prefazione
%indici
%eccetera
%
\include{autore1/mainautore1.tex}
\include{autore2/mainautore2.tex}
\end{document}
``
%libroautore1.tex
\documentclass[%opzioni (draft, ecc)
]{librocorrente}\input{preamboloautore1.tex} %in cui ci scrive il suo preambolo
\input{comandiautore1.tex} %in cui ci scrive nuovi comandi e ambienti\begin{document}
\include{mainautore1.tex} %in cui ci scrive quello che vuole
\end{document}
`Per me in questo modo c’è massima libertà e “leggerezza di calcolo” verso gli autori (eliminando alla radice possibili conflitti che possano sorgere a loro a causa degli altri) e massima possibilità di gestione/test a noi (senza rovinare o intaccare in alcun modo il lavoro degli autori: tutte le modifiche vengono fatte sui file riassuntivi [tt]preambololibro[/tt] e [tt]comandilibro[/tt]).
Cosa c’è che non va o può essere migliorato in questa idea sul come gestire le cose?
grazie mille 🙂
Corrado[/quote]
Ok.
R.
::Dork” post=95357…
Quindi da quanto mi dici su dropbox sarei orientato su una cartella condivisa tra me e il mio collega con le varie sottocartelle degli autori ciascuna condivisa con il solo autore titolare della stessa, al cui interno c’è la loro versione locale con il solo loro capitolo. Esternamente (nella cartella principale condivisa tra noi due) ci sta il main.tex vero e proprio con la versione in progress della classe i .tex globali e uniformati dei comandi, del preambolo che magari richiama direttamente i rispettivi file .tex degli autori nelle varie sottocartelle: loro compilano il loro e noi (volendo in diretta coi loro cambiamenti) possiamo compilare il tutto…Tieni conto che in questo modo gli autori non possono compilare il documento finale composto ma solo i propri sorgenti, a meno che ci sia un main locale.
Buona serata.
R.
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Corrado, non sono completamente d’accordo con quello che dici nel post precedente.
Infatti, è molto molto più semplice gestire i file in una cartella condivisa in Dropbox che non farlo attraverso un repo anche privato git.Me lo dimostra l’esperienza di collaborazione sia con uno che con l’altro strumento.
La cosa funziona così:
ogni Autore ha il suo account Dropbox gratuito fino a 2 GB.
Una cartella viene condivisa tra gli autori e ad ognuno viene assegnata una subdirectory dove salvare i file.
Nella directory principale, la root del progetto, c’è il file di classe ed il main del documento.A questo punto lavorare è una questione di premere CTRL+S (save) nel proprio editor.
In automatico il file locale viene sincronizzato con la versione on-line così come tuttii gli altri Autori riceveranno l’aggiornamento.Di così semplice non credo che esista niente.
L’unico difetto è questo: serve un po’ di coordinamento via mail se si vuole lavorare sullo stesso file perché farlo in contemporanea potrebbe comportare perdita dei cambiamenti di un Autore rispetto all’altro.Git, ovvio, non soffre di questo problema e fa molto di più, ma al prezzo di comandi da terminale, gestione centralizzata dei merge ecc ecc.
Quanto a costruire la classe, precisando meglio il mio suggerimento precedente, è necessario procedere per piccoli passi mano a mano che si presentano i problemi compositivi imho.
Insomma, non s’era detto di mantenere le cose semplici?
R.
::maxnd” post=95327E’ già online la versione 1.1.1 di Bibfilex che risolve i problemi di importazione indicati. Ora il programma dovrebbe leggere tutti i files di BibLatex, comunque siano formattati.
Splendido lavoro!!!
Impossibile non presentarlo al prossimo meeting di Verona…
Una domanda, di quante righe di codice più o meno è composto il programma?
…anzi due
perché non crei un progetto git per il mantenimento del codice e l’apertura ai contributi all’interno di github.GuIT.org?
o almeno in tuo account?
R.
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Mah,
non vorrei che questi strumenti tendessero a prendere la mano, ed in conseguenza ci si ritroverebbe di nuovo a lavorare per il programma piuttosto che viceversa, il programma a lavorare per noi.
Ci vuole, anche qui, equilibrio.
Comunque, è importante che tutti i mezzi a nostra disposizione per lavorare sempre meglio siano esplorati!!!!!!R.
Ps. ok ho messo 6 punti escalamativi…
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Ciao. Buongiorno a tutti.
Io terrei le cose più semplici possibili, nel senso che un file di classe permette di comporre il documento in modi diversi senza cambiare il contenuto dei capitoli.
Quindi, preferirei distribuire un file di classe molto semplice in modo che gli Autori comincino subito a lavorare così da vedere qualcosa di concreto nell’immediato. Nel tempo la classe può evolvere e trovare con l’esperienza un suo equilibrio tipografico.
A mio avviso è molto importante un manuale anche sintetico della classe: io non ho seguito questa regola (anche se le mie classi le uso solo io purtroppo) e mi ritrovo spesso ad aprire il codice solo per ricordarmi come si chiama un comando.Molte decisioni verranno in base all’esperienza in LaTeX degli Autori, ma una cosa è imprescindibile:
codificare i file sorgenti in Unicode utf-8!!!!!Altro suggerimento è questo:
creare un account su un servizio di cloud storage come Dropbox o Google Drive o ecc.
In questo spazio ogni Autore può avere una cartella dove salvare i propri file componenti.
Nel documento principale vi saranno delle istruzioni \input tipo:`\input{nomeautore/nomecapitolo}`
Un po’ quello che succede quando scriviamo gli articoli per ArsTeXnica a più mani, solo che qui la soluzione è perfetta perché ogni Autore lavora esclusivamente sui propri file.Per il momento lascerei perdere sistemi di web TeXing come shareLaTeX e writeLaTeX.
Ovviamente, di questa esperienza potrai presentare un resconto su pro e contro difficoltà e possibili miglioramenti proprio su ArsTeXnica.
Buon lavoro!!!!!
R.
Ps. 5 punti esclamativi mi sembrano sufficienti…
::Gero27″ post=95123Buongiorno a tutti,
sto modificando un file .sty che ha il compito di creare una pagina usando istruzioni invocate in un file .tex. Avrei bisogno di creare una cosa del genere: vorrei un comando diciamo \affiliazione, che possa essere chiamato un numero di volte arbitrario, tale per cui il risultato finale siabla bla bla affiliazione1, affiliazione2, affiliazione3, …, affiliazione(n-1) ed affiliazioneNIo vorrei che nel file .tex basti scrivere
`\affiliazione{affiliazione1}
\affiliazione{affiliazione2}
…
\affiliazione{affiliazioneN}`
ma non ho la più pallida idea di che cosa io debba mettere nel file .sty affinché questo avvenga! Qualcuno potrebbe aiutarmi o quantomeno indirizzarmi?
Grazie a tutti anticipatamenteCiao,
si può fare molto meglio di così:
il comando
`
\sequence{affiliazione}
`
potrebbe generare il testo:
`affiliazione1, affiliazione2, affiliazione3, …, affiliazione(n-1) ed affiliazioneN`Una bazzecola con LaTeX3…
R.
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