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sblindo” post=87752Una domanda sugli aggiornamenti.
Ho installato TexLive2013 su più macchine che hanno più sistemi operativi (Win7, Win8, Debian7).
Volevo sapere se aggiornando su di una macchina, si possono “prelevare” in qualche modo gli aggiornamenti e utilizzarli sugl’altri sistemi.
Per capirci, tipo un service-pack (per i sistemi Windows), oppure i files *.deb per Debian.
Grazie.Ciao.
In teoria si — secondo me.
Serve una TeX Live completa per le piattaforme che ti interessano (installazione personalizzata).
Poi utilizzi questa TeX Live come repo: dopo averla aggiornata con essa aggiorni le altre.
Conviene in pratica dotarsi di hard disk esterno portatile su cui intsllare la TL completa che, a questo punto, diventa un’installazione da usare in modalità ‘portable’. E questa è una seconda possibilità.Pur se teoricamente possibile non ho mai messo in pratica questa procedura.
Infatti mi trovo anch’io con ‘n’ diverse macchine e sistemi operativi e moltiplicare per ‘n’ le installazioni e gli aggiornamenti non è comodo.
Esiste anche una terza possibilità: in teoria possiamo usare un unica TL installata su un server di rete.
Ciao.
R.Ps.
Dovresti la prossima volta aprire un nuovo filone dedicato ed evitare di agganciarti a discussioni generali. Grazie.
::sblindo” post=87752Una domanda sugli aggiornamenti.
Ho installato TexLive2013 su più macchine che hanno più sistemi operativi (Win7, Win8, Debian7).
Volevo sapere se aggiornando su di una macchina, si possono “prelevare” in qualche modo gli aggiornamenti e utilizzarli sugl’altri sistemi.
Per capirci, tipo un service-pack (per i sistemi Windows), oppure i files *.deb per Debian.
Grazie.Ciao.
In teoria si — secondo me.
Serve una TeX Live completa per le piattaforme che ti interessano (installazione personalizzata).
Poi utilizzi questa TeX Live come repo: dopo averla aggiornata con essa aggiorni le altre.
Conviene in pratica dotarsi di hard disk esterno portatile su cui intsllare la TL completa che, a questo punto, diventa un’installazione da usare in modalità ‘portable’. E questa è una seconda possibilità.Pur se teoricamente possibile non ho mai messo in pratica questa procedura.
Infatti mi trovo anch’io con ‘n’ diverse macchine e sistemi operativi e moltiplicare per ‘n’ le installazioni e gli aggiornamenti non è comodo.
Esiste anche una terza possibilità: in teoria possiamo usare un unica TL installata su un server di rete.
Ciao.
R.Ps.
Dovresti la prossima volta aprire un nuovo filone dedicato ed evitare di agganciarti a discussioni generali. Grazie.
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No, non ho capito allora.
Tu vorresti il riferimento di tabella tipo questo: `la tabella 1.1 eccetera mentre la tabella 1.2 eccetera`?
Se vuoi riferirti alla sezione, metti una \label dopo la \section e potrai richiamarla nel testo:
`Alla sezione~\ref{secCiao} eccetera `
Ps.
Metti il codice tra i tag code (pulsante con il segno minore e maggiore).
R.
::Mattaldo” post=87662In primis, ho spulciato tutte le guide, tutti i forum ma niente! 🙁 🙁 🙁 🙁 🙁
Ho scritto alcune tabelle e ho aggiunto a ciascuna un label.
Quando però vado a mettere il ref, non mi indica il numero della tabella in questione, ma a prescindere mette 1, anche se il label esatto non esiste!
Come faccio?
Sono in mano vostra!!!Strano.
Ti posto un esempio di codice per tuo riferimento: compilando due volte ottengo i riferimenti corretti (provare per credere).
Prova anche ad eliminare i file ausiliari in caso.
Nota infine che \label deve essere inserito DOPO \caption.
`\documentclass{article}\begin{document}
\begin{table}
\centering
\caption{Parametri.}
\label{tabuno}
\begin{tabular}{lr}
Riga tabella & 4545\\
Riga tabella & 4545\\
\end{tabular}
\end{table}\begin{table}
\centering
\caption{Parametri.}
\label{tabdue}
\begin{tabular}{lr}
Riga tabella & 4545\\
Riga tabella & 4545\\
\end{tabular}
\end{table}Nella tabella~\ref{tabuno} sono mostrati
i parametri essenziali mentre nella
tabella~\ref{tabdue} quelli secondari.\end{document}`
R.
::angelico” post=87661ciao a tutti,
premetto che ho un unico file.bib con praticamente tutti i testi che in genere uso. Attraverso il comando \nocite{*} è possibile includere in bibliografia i testi che non sono espressamente citati nel testo. Siccome io dovrei escludere pochi testi dalla bibliografia, vorrei sapere se esiste un comando simile a \nocite che permetta d’inserirvi dei riferimenti bibliografici da escludere. So che in \nocite è possibile specificare i testi da includere, lasciando fuori gli altri, ma nel mio caso si tratta di escluderne meno di 9 e di includerne circa 30, di consseguenza si farebbe prima ad escludere i testi non necessari.
In effetti potrei creare un altri file.bib senza i testi non necessari, ma vorrei comunque sapere se si può agire in altro modo.
spero di essere stato chiaro.
grazie
ciao
angelicoCiao,
se usi \nocite{chiave} ripedendo per tutte le chivi bibliografiche che vuoi escludere dovrebbe a mio parere funzionare.Saluti.
R.
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Ciao,
mi intrometto solo per chiarire:
se vuoi inserire il logo sulla prima pagina di frontespizio basta semplicemente includere l’immagine.
Mi sembra di capire che non vuoi il logo su tutte le pagine ma solo sulla prima, ma può essere che mi sbaglio…
Si fa, come è scritto in qualsiasi guida (nella sezione documentazione del sito ne trovi di buone) con il comando \includegraphics del pacchetto graphicx.Se poi il problema vero è creare un frontespizio, allora puoi fare manualmente oppure usare il pacchetto frontespizio di Enrico Gregorio (texdoc forntespizio).
Saluti.
R.
::Elrond” post=87485Quello di cui mi sto rendendo conto è che TikZ non è la panacea, le capacità in 3D non mi sembrano eccezionali (a parte tikz3dplot, mi sembra che il trucco più usato sia quello di disegnare in due dimensioni la proiezione di quello di quello che si vorrebbe realizzare in tre dimensioni, ma non tutti hanno voglia di calcolarsi manualmente la proiezione e comunque non mi sembra la cosa più naturale da fare, però sarei felice di saperne di più da chi ha maggiore esperienza in questo ambito) e per evitare tempi di compilazione biblici sto iniziando a creare i disegni in file PDF esterni realizzati usando la classe [tt]standalone[/tt] demolendo l’unico forte aspetto positivo di TikZ, cioè la diretta integrazione nel codice sorgente. Poi, ditemi quello che volete ma [tt]pgfplots[/tt] non mi piace, ma non per il risultato finale che è ottimo, ma a mio parere le sue limitazioni (grafici con non molti punti e, di nuovo, tempi di compilazione geologici) sono gravi
Ciao Elrond.
Quando si parla di grafici è ovvio che si incontra subito il problema numerico.
Pgfplots essendo basato su TeX non può far altro che essere limitato gravemente.
Ma nel futuro pgfplots potrà avvalersi di motori numerici più potenti.
Poi c’è il punto di vista model-view: pgfplots dovrebbe solo disegnare il grafico per punti la cui densità e posizione è giá stata stabilita da software esterni.
Ovvero: lavoro in un ambiente appropriato di modellazione e poi creo i grafici giá risolti.
R.
::logos” post=87481Ciao a tutti,
Per fare i disegni io utilizzo sempre TikZ. Tuttavia, un collega mi ha mostrato un suo disegno costruito con MetaPost ed ho trovato che il linguaggio di quest’ultimo fosse particolarmente semplice. Mi è venuto così il seguente dubbio filosofico: è più comodo utilizzare TikZ oppure MetaPost? Sono programmi tutto sommato equivalenti, oppure uno dei due è “migliore” in qualche senso? È conveniente mettersi a studiare qualche guida MetaPost oppure qualsiasi cosa si possa fare con MetaPost si può fare anche (con una sintassi ovviamente differente) con TikZ?
Spero che qualcuno di voi si sia fatto un’idea più chiara di me!
Ciao,
Andrea
Alla risposta di Claudio aggiungo che Metapost è un linguaggio che viene eseguito da un programma .
Quindi è piú potente di Tikz quanto a cicli, condizionali, definizione di funzioni, chiamate ricorsive.
Se si devono fare disegni frattali per esempio, metapost può essere una valida scelta.
Da Metapost è stato creato Asymptote per esempio.
Essendo poi metapost incluso in luatex, mi sembra che se ne debba tener comunque in conto, anche se la grafica di tikz tende ad essere migliore.R.
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Capito.
Allora non puoi più lavorare sul documento in Word.
Allora potresti inserire dei marcatori nel file tex e trasformarli nel comando con un cerca/sostituisci.
È una via un po’ più semplice del dover ridefinire il comando \textbf.Per esempio potresti usare un doppio asterisco:
`Testo normale e **testo in corsivo** e poi si prosegue`
diventa
`Testo normale e \textbf{testo in corsivo} e poi si prosegue`Per fare questo in TeX works nel dialogo Sostituisci… attiva il flag Espressione Regolare e usa `\*\*([^\*]+)\*\*` come stringa di ricerca e `\\textbf{\1}` come testo di sostituzione.
La stringa di ricerca restituisce nel segnaposto \1 tutti i caratteri diversi dall’asterisco e compresi tra due coppie di asterischi.
Ricorda di controllare se nel documento per caso non ci siano già doppi asterischi, che in TeX works la sostituzione può riguardare anche più di un file (tutti quelli aperti), e che le espressione regolari sono si un tool potente ma “pericoloso” perché potrebbero esserci sostituzioni impreviste, quindi lavora su copie di backup fino a che non sei sicuro del risultato.Puoi anche lavorare con il mouse selezionando il testo e premendo la combinazione di tasti che lo inserisce all’interno del comando (leggi la documentazione delle scorciatoie da tastiera del tuo editor).
R.
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