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  • in risposta a: \tableofcontents in article.cls come in book.cls #56296
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    Ciao Enrico.

    Dov’è il problema?

    Solamente nel fatto che pensavo ad un qualcosa di più astratto, eventualmente da codificare in un preambolo o all’interno di un pacchetto, sempre nell’ottica che dopo \begin{document} dovrebbero starci solo il contenuto e i comandi di alto livello:

    `
    \documentclass[a4paper,twoside]{article}

    \let\originaltableofcontents\tableofcontents
    \renewcommand{\tableofcontents}{%
    \cleardoublepage\originaltableofcontents\cleardoublepage}

    \begin{document}
    \maketitle
    \tableofcontents

    \section{…}

    `
    Comunque grazie e a presto!

    in risposta a: Come richiamare i font PostScript con XeLaTeX? #54549
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    Ciao e grazie per la risposta.

    Le ultime due righe servono a modificare il comportamento del comando \sffamily in modo che invochi anche la codifica T1 oltre alla famiglia di font richiesta. Naturalmente le limitazioni imposte al testo che scrivi in \sffamily sono notevoli: la maggior parte delle lettere accentate non funzionerà, per esempio, e dovrai ricorrere ai comandi tradizionali: gli unici caratteri “sicuri” sono quelli ASCII a 7 bit, per intenderci.

    Accidenti, quanti giri e che limitazioni pesanti! Credevo che la gestione del formato T1 da parte di XeLaTeX fosse una cosa molto più semplice ed immediata.

    Mi sa che è meglio pensare di procurarsi direttamente la versione OpenType dei font di interesse, quando disponibili (ed accessibili!).

    Per finire: la sintassi di \setsansfont è
    `\setsansfont{URW Gothic L}`
    Dopo \setsansfont puoi mettere le eventuali opzioni come Ligatures=TeX e le altre indicate dal pacchetto fontspec. È scritto chiaramente nella guida di fontspec e, credevo, anche nella mia introduzione.

    Certamente, tu l’hai spiegato per bene ed ero già a conoscenza della sintassi che mi riporti; semplicemente, tanto per cambiare, non mi sono fatto capire bene.

    Quello che volevo dire è che quando ho cercato di arrangiarmi da solo per richiamare i font T1 con XeLaTeX prima di chiedere aiuto al forum, ho perso un po’ di tempo in rete, dove ho trovato un sacco di informazioni contraddittorie (si vede che XeLaTeX è ancora un argomento non consolidato). In una di queste pagine (spiacente, non riesco a trovare il riferimento), era suggerita (per richiamare i soli font PostScript, non i TTF né gli OTF) la sintassi
    `\setsansfont{\fontspec{URW Gothic L}}
    `
    che, come ho scritto sopra, comunque non funziona.

    Grazie per le dritte e a presto.

    in risposta a: MinionPro e kerning dell’apostrofo #30867
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    Salve a tutti.
    Le due righe per risolvere il problema della ricerca segnalate nel post sopra e nella documentazione del Minion Pro mi danno errore (I can’t find file `glyphtounicode’). Vanno solo inserite nel preambolo o bisogna fare anche qualcos’altro?

    Io le inserisco nel preambolo subito dopo aver caricato il pacchetto MinionPro e non ottengo alcun errore da pdfLaTeX, né sotto GNU/Linux (TeX Live 2009 su Ubuntu Jaunty), né sotto Windows 7 (TeX Live 2010).

    in risposta a: Minion Pro in “old style LaTeX” #50647
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    Due-tre mesi fa, avendo letto […] una guida in pdf che sembrava perfetta, anche graficamente (adesso sembra sparita dalla rete, il titolo era “guide for installing Minion Pro and Myriad Pro for MikTeX” […]

    Non conosco la guida di cui stai parlando; per effettuare l’installazione sulla mia macchina ho seguito dei suggerimenti informali che ho trovato a questo indirizzo, ma da allora ho notato che l’interesse del forum nei confronti di questo font è cresciuto parecchio, e sono stati pubblicati dei contributi interessanti (come quelli di Ivan).

    avevo in effetti provato, utilizzando LCDF Typetools, ad ottenere i files necessari per latex.

    Gli strumenti di cui hai bisogno sono esclusivamente quelli inclusi in quel pacchetto. In particolare, se dai un’occhiata allo script per la conversione (contenuto in un apposito archivio con i nomi «convert» e «convert.bat», a seconda del sistema operativo sotto il quale pensi di farlo girare) realizzato dal team di supporto per quel font sotto LaTeX, noterai che esso richiama due dei programmi inclusi nel pacchetto LCDF Typetools, ossia «cfftot1» e «t1dotlessj»; non ti serve altro.

    L’unica cosa che ricordo non aver fatto è il punto 8.8 della guida che dice “make sure that the file pdflatex.exe may connect to the internet.”
    […]
    Qualcuno ha avuto un’esperienza simile?

    Io non mi sono mai posto il problema di controllare che pdfLaTeX sia in grado di ottenere informazioni dalla rete: quello che ho fatto è stato convertire i file OpenType in formato PostScript, copiare questi ultimi (assieme ai file che tengono traccia della codifica e delle metriche) nell’albero TeX locale, aggiornare la base di dati dei nome dei file ed attivare la mappa di quel particolare font. Tutto è funzionato per il meglio sin da subito.

    Quindi, se il ctan rende questi font disponibili […]

    I font OpenType (per questo carattere) non li trovi su CTAN, ma (gratuitamente) con l’installazione di Adobe Reader (per i soli pesi Regular e Bold), acquistandoli sul sito di Adobe (insieme ai pesi rimanenti ed alle varianti ottiche) oppure in altri prodotti commerciali, come ad esempio l’Adobe Font Folio, che contiene moltissimi altri caratteri.

    […] mi chiedo come mai coloro che hanno creato il convertitore non abbiano anche pensato di creare i files afm

    Perché, meglio ancora, hanno già preparato direttamente i relativi file TFM e VF, che trovi sulla pagina che CTAN ha dedicato al progetto negli archivi di nome «metrics-*.zip» (non vanno necessariamente scaricati tutti, ma solo quelli relativi ai pesi ed alle variazioni di cui si dispone).

    Mi risulta che Adobe venda il Minion nel solo formato PostScript (e quindi, da qualche parte, puoi trovare gli AFM) mentre il Minion Pro dovrebbe essere disponibile solo in formato OpenType (Adobe, non avendo pensato alla possibilità di convertirlo in PostScript, non credo abbia mai realizzato degli AFM).

    Non fare confusione tra il «vecchio» Minion ed il Minion Pro: il secondo è una versione più aggiornata e, se vuoi, «completa» del primo. Se quella famiglia di font ti piace, ti consiglio di usare direttamente il Minion Pro. Oltre ai già citati TFM e VF, i file che tengono traccia della codifica (per alcune versioni specifiche) li trovi sempre su CTAN, non sul sito di Adobe. Se segui le istruzioni pubblicate su quella pagina (o sul blog che ti ho riportato, o sui messaggi di Ivan, …) non puoi sbagliare.

    in risposta a: \normalsize\@xipt{13.6}% #50526
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    Ciao cipp82.

    Non mi sembra che supporti i caratteri matematici (intendo simboli tipo sommatorie, integrali, etc., non i semplici numeri).

    Sì che li supporta. Se dai un’occhiata a MinionPro.sty, noterai che esso carica il pacchetto MnSymbol, il quale definisce un discreto numero di simboli matematici disegnato apposta per accostarsi bene al Minion Pro.

    Oltre a ciò, il pacchetto stesso (ri)definisce alcuni di questi simboli per renderli ancora più aggraziati: guarda le opzioni “openg” e “minionint”.

    A presto.

    in risposta a: MinionPro e kerning dell’apostrofo #30862
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    Ciao a tutti,
    ormai di questo font fino a non molto tempo fa sconosciuto ai più si è discusso molto, ed è ora possibile utilizzarlo senza problemi, grazie agli interventi ed ai consigli di tutti quanti voi.

    Rimane ancora un aspetto di cui parlare, quello della gestione della mappatura dei nomi dei glifi tra diverse versioni del carattere, ma per questo problema, apro una discussione a parte.

    A presto!

    in risposta a: Curiosità su lmodern #49823
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    Domanda: fermo restando che l’ordine suggerito è questo

    `\documentclass[⟨opzioni⟩]{⟨classe⟩}
    \usepackage[⟨codifica⟩]{fontenc}
    \usepackage{textcomp}
    \usepackage[⟨codifica⟩]{inputenc}
    \usepackage[⟨lingua⟩]{babel}
    \usepackage{⟨definizione dei caratteri⟩}
    \usepackage{microtype}
    `
    immaginando di voler realizzare un documento in cui c’è bisogno anche di geometry, fancyhdr e hyperref, qual è l’ordine «migliore»?

    Hyperref va sicuramente per ultimo (presumo anche dopo microtype), e fancyhdr comunque dopo geometry. A questo punto viene da chiedersi dove sia da collocare geometry. A me verrebbe da pensare subito dopo \usepackage{lmodern}: una volta definite le codifiche, la lingua e il font, il sistema, basandosi su queste impostazioni di livello più basso sistema la gabbia grafica, la pagina, ecc. Giusto?

    Grazie e a presto.

    in risposta a: suftesi: classe (anche) per tesi in discipline umanistiche #49417
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    Ciao e grazie per la risposta.

    Ecco il codice per la scritta in verticale. A breve invierò su CTAN anche il sorgente della documentazione. (Karl Berry me l’ha richiesto per inserire la classe in TeX Live)

    Bravo, è cosa buona e giusta: Philipp Lehman ha pubblicato il bundle ltxdockit, ma deve aver rimosso i comandi usati per quei bellissimi font (che comunque sono da acquistare a parte) e così ancora non so quali siano queste istruzioni (presumo sia qualcosa di basso livello del tipo \renewcommand{\rmdefault}{…}).

    ho posizionato la scritta per via empirica. Mi sono aiutato con \geometry{showframe} (provalo nel preambolo)

    Molte grazie, non lo conoscevo (ho così scoperto anche il pacchetto showframe, che fa parte del bundle eso-pic, ma che si comporta in maniera differente).

    per rimuovere la riga di separazione orizzontale tra il corpo del testo e le note hai usato \usepackage[norule]{footmisc}

    No, ho semplicemente ridefinito \footnoterule:

    `\renewcommand{\footnoterule}{}
    `

    Hai ragione, non l’avevo notato!

    Grazie per le risposte. Ho ancora alcune cose da chiederti, sia in merito a questo prodotto, sia relativamente alle diapositive che hai pubblicato, ma per ora provo a vedere se riesco a risolvere da solo questi miei dubbi.

    Grazie ancora e a presto!

    in risposta a: suftesi: classe (anche) per tesi in discipline umanistiche #49415
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    Ciao,
    complimenti per l’ottimo lavoro!

    Ho guardato con curiosità il file di documentazione «suftesi-doc.pdf» e vorrei farti qualche domanda su di esso, se non ti dispiace:

    1. vorrei capire come sono state formattate le note a piè di pagina;

    2. ti chiederei di postare il codice che hai utilizzato per scrivere «Scienze Umane e Filosofia» in verticale nel frontespizio (mi va bene per «cultura personale» anche se è stato realizzato in modo non ortodosso: eso-pic? tikz?).

    Per la prima domanda forse basta una conferma a quello che credo di aver capito spulciando quandto ho trovato nel tuo pacchetto, che ti riporto di seguito:

    • che il numero della nota a piè di pagina sia esponente nel corpo del testo ci pensa LaTeX di default, senza personalizzazioni;

    • che invece sia in linea con la riga del testo ed esposto nel margine della pagina nella nota, l’hai ottenuto con

      `\renewcommand\@makefntext{\hskip-2.5em\makebox[2em][r]{\@thefnmark}\hskip.5em}
      `

    • per rimuovere la riga di separazione orizzontale tra il corpo del testo e le note hai usato

      `\usepackage[norule]{footmisc}
      `

    • vedendo invece «suftesi.cls», noto che hai passato a footmisc l’opzione «bottom»; leggendo la documentazione del pacchetto scopro che la sua utilità si vede in due casi: quando è in uso l’istruzione \raggedbottom (che non richiamo mai e che è disattivata di dafault) oppure per impedire che, nel caso in cui LaTeX decida di posizionare un oggetto mobile in fondo ad una pagina, le note compaiano al di sopra di esso; presumo tu abbia fatto questa scelta per la seconda ragione, giusto?

    Sulla seconda domanda, invece, attendo la tua risposta.

    P.S. sempre in «suftesi-doc.pdf», a pag. 8 «caricaiti» e a pag. 19 forse ti è scappato un «diverso»?

    Spero di non aver dato fastidio ponendo più domande in un unico thread, ma mi è sembrata una scelta logica visto l’invito a discutere sull’argomento. Qualora dovessero crescere, si potrebbero sempre spezzare in più parti.

    Grazie e a presto.

    in risposta a: template per carta intestata con letter o letteracdp #49528
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    Allora, mi riferivo a questo tread http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=3545&highlight=barabba […]

    Non ero a conoscenza della sua esistenza. Grazie ad esso scopro che «\lhead» e simili sono datati; pertanto, è il caso di modificare le istruzioni che ti ho suggerito la volta scorsa

    `\chead{Sei finito dentro per motivi di bisticci? (continua sotto\dots)}
    \cfoot{\dots lo Studio Legale Fabiano ti tira fuori dai pasticci!}
    `
    in questo modo:

    `\fancyhead[C]{Sei finito dentro per motivi di bisticci? (continua sotto\dots)}
    \fancyfoot[C]{\dots lo Studio Legale Fabiano ti tira fuori dai pasticci!}
    `

    Sto tentando di realizzare un modello di carta intestata con le classi indicate in oggetto.

    Per quanto riguarda «letter.cls» direi che siamo a posto.

    […] dove, appunto si dice (nel finale) della incompatibilità tra lettercdp e fancyhdr.
    […] Ho provato con fancyhdr ma ottengo degli errori.

    Io non ho avuto problemi. Il seguente codice mette insieme «letteracdp.cls» e «fancyhdr.sty»:

    `\documentclass{letteracdp}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{fancyhdr}
    \pagestyle{fancy}
    \fancyhf{}
    \fancyhead[C]{Sei finito dentro per motivi di bisticci? (continua sotto\dots)}
    \fancyfoot[C]{\dots lo Studio Legale Fabiano ti tira fuori dai pasticci!}
    \renewcommand{\headrulewidth}{0pt}

    \address{Mittente}
    \signature{Firma}

    \begin{document}
    \begin{letter}{Indirizzo del destinatario}

    \opening{Buongiorno,}

    \thispagestyle{fancy}
    Testo della lettera.

    \closing{Saluti,}

    \end{letter}
    \end{document}
    `
    Anche per quanto riguarda «letteracdp.cls», la faccenda è quindi risolta.

    In realtà avevo seguito lo schema di codice “barabba” per avere anche la linea che separa testata e piè di pagina. Sarebbe bello poter gestire lo schema “barabba” con lettercdp o ci sono altre soluzioni per un risultato similare ?

    Gli spessori delle linee che separano il corpo della lettera dalla testatina e dal piè di pagina vengono memorizzati rispettivamente nelle macro «\headrulewidth» e «\footrulewidth»; pertanto, è sufficiente modificare questi valori per ottenere il risultato che desideri. Nel tuo caso, in riferimento all’ultimo codice che ti ho proposto, sostituisci

    `\renewcommand{\headrulewidth}{0pt}
    `
    con

    `\renewcommand{\headrulewidth}{0.1pt}
    \renewcommand{\footrulewidth}{0.1pt}
    `
    e sei a posto (la stessa modifica la puoi applicare anche nell’esempio che richiamava «letter.cls», in modo da ottenere le linee anche nel primo caso).

    A presto.

    in risposta a: Ridefinire \today senza datetime (ma con babel!) #49409
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    Difficile risalire al nome del giorno senza usare un pacchetto specifico: occorre calcolarsi che giorno è; datetime è piuttosto flessibile e consigliabile.

    Va bene, ne prendo atto e considero il problema risolto.

    Grazie e a presto.

    in risposta a: template per carta intestata con letter o letteracdp #49525
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    Prova questo codice, in cui vengono usate la classe letter.cls e il pacchetto fancyhdr.sty, a me funziona (ho usato pdfLaTeX).

    `\documentclass{letter}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{fancyhdr}
    \pagestyle{fancy}
    \fancyhf{}
    \chead{Sei finito dentro per motivi di bisticci? (continua sotto\dots)}
    \cfoot{\dots lo Studio Legale Fabiano ti tira fuori dai pasticci!}
    \renewcommand{\headrulewidth}{0pt}

    \address{Mittente}
    \signature{Firma}

    \begin{document}
    \begin{letter}{Indirizzo del destinatario}

    \opening{Buongiorno,}

    \thispagestyle{fancy}
    Testo della lettera.

    \closing{Saluti,}

    \end{letter}
    \end{document}
    `
    A presto.

    in risposta a: LaTeX e pdf protetti #49340
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    Spesso viene citato il programma pdftk per «proteggere» i file PDF. Proteggere può voler dire tante cose, tra le quali inibire la copia del testo in esso contenuto così come richiedere una password all’apertura dello stesso, come desideri tu. Un esempio per proteggere il file «documento.pdf» è il seguente:

    `pdftk documento.pdf output documento_cifrato.pdf user_pw mia_password
    `
    In questo modo la persona che riceverà il file «documento_cifrato.pdf» dovrà inserire la password «mia_password» per poterlo aprire (si può usare la chiave PROMPT in luogo di «mia_password» oppure realizzare uno script di shell apposito in modo che la password non passi in chiaro sul terminale). Il livello di cifratura corrisponde a 128-bit RC4, quindi eventualmente potresti considerare la possibilità di cifrare successivamente il file con un algoritmo forte, come uno di quelli messi a disposizione da TrueCrypt, prima di trasmetterlo al destinatario.

    Mi associo a quanto già detto: la sicurezza assoluta non esiste, ed è solo questione di tempo prima che una difesa venga dichiarata inefficace (ma probabilmente per quella volta ci sarà già un’altra forma di protezione maggiormente affidabile), quindi è bene aggiornarsi continuamente sulla materia.

    Sempre parlando di pdftk, se invece di richiedere una password all’apertura desideri che il lettore sia limitato in alcune delle azioni possibili (ad esempio non vuoi permettergli di copiare il testo), puoi usare la chiave «owner_pw» in luogo di «user_pw». Tuttavia, anche questa possibilità va presa con le pinze: giurerei di aver letto (senza aver fatto alcuna prova) su un numero di Linux Pro di qualche mese fa che pur non essendo possibile copiare il testo di un PDF protetto in questo modo con Acrobat e simili (perché la voce «Copia» non compare più nel menu), sembra che con pdftotext sia comunque possibile fare un dump di questo contenuto in un file testuale, bypassando la protezione…

    A presto!

    in risposta a: Scoprire la definizione di una macro in LaTeX #49291
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    Ringrazio entrambi per le risposte ricevute; volevo solamente sapere se esisteva un comando equivalente a «\show» per LaTeX (o meglio, capire perché saltava fuori quel «\protect» nel mio tentativo) ma ho ricevuto delle spiegazioni veramente esaurienti e approfondite.

    Se usi tex, conosci certamente questi comandi “primigeni” dai quali con le macro si ottengono tutti gli altri.

    In verità per quanto riguarda TeX al momento mi trovo ad un livello veramente base: mi farebbe piacere impararlo nel corso del tempo per poter capire a fondo diversi aspetti di LaTeX che mi sono tuttora oscuri, ma ho deciso di pianificare questa mia formazione in tempi lunghi, senza alcuna fretta. Conosco «\show» solamente perché l’avevo letto su una guida di base tempo fa e si vede che mi è rimasto impresso l’esempio sotto riportato.

    Attualmente ho deciso di dare la priorità ad un altro eccellente sistema di impaginazione del passato del quale purtroppo non si discute più granché.

    Grazie ancora e a presto.

    in risposta a: TeX: riconoscimento automatico codifica input #46067
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    `\font\tenrm=”Latin Modern Roman”
    \tenrm

    Questo è un esempio di codice {\TeX} minimale
    \bye`

    Ti ringrazio. A presto.

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