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Ciao Alberto,
grazie della risposta!
In effetti con il metodo suggerito da te la voce bibliografica viene composta in tedesco (occorre caricare anche ngerman in babel):`
Heidegger, M. 1975, Grundprobleme der Phänomenologie, HGA 24, hrsg. v. von
Herrmann, F.-W. trad. it. I problemi fondamentali della fenomenologia,
hrsg. von C. Angelino, übers. von A. Fabris, Il Melangolo, Genova 1989.
`L’effetto però va anche oltre, interessando anche la voce “related”. Pensi che si possa risolvere?
Mi rendo conto che si tratta di un problema di minore importanza, e forse avere delle voci bilbiografice con un mix di lingue non è il massimo dell’eleganza. In questo caso però sono costretto a procedere in questo modo, quindi cerco ancora un’altra soluzione.
Saluti
Pietro
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Salve,
spero che l’argomento non sia già stato trattato, ho fatto una ricerca ma senza risultati.
Sto componendo una bibliografia contenente edizioni originali e traduzioni mediante il meccanismo dei “related”`@Book{ GRUNDPROBLEME,
title = {Grundprobleme der Phänomenologie},
titleaddon= {HGA 24},
author = {Heidegger, M.},
year = {1975},
editor= {von Herrmann, F.-W.},
related = {PROBLEMI_FONDAMENTALI},
relatedstring = {trad. it.}}@Book{ PROBLEMI_FONDAMENTALI,
title = {I problemi fondamentali della fenomenologia},
author = {Heidegger, M.},
publisher = {Il Melangolo},
location = {Genova},
year = {1989},
translator={Fabris, A.},
editor = {Angelino, C.},
options = {skipbib}}`Dato che babel è impostato per la lingua italiana, la voce bibliografica viene composta nel modo seguente:
`Heidegger, M. 1975, Grundprobleme der Phänomenologie, HGA 24, a cura di
F.-W. von Herrmann; trad. it. I problemi fondamentali della fenomenologia,
a cura di C. Angelino, trad. di A. Fabris, Il Melangolo, Genova 1989.
`Vorrei che il curatore dell’edizione tedesca non fosse introdott dall’italiano “a cura di” ma dal tedesco “hrsg. v.”
Come posso fare?
Grazie
Pietro
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Rendere disponibili le guide in epub mi sembra un’ottima idea, anche per introdurre gli utenti latex all’ormai importante galassia degli ebook reader.
Di recente ho avuto occasione di pubblicare dei documenti sia in pdf che in epub usando, sotto Linux, Calibre e latex2html. Di seguito riassumo i passaggi che si sono resi necessari, sperando che possano tornare utili per standardizzare una procedura di conversione.Dopo aver compilato il file .tex con latex ed eventualmente con bibtex, con questo codice ottengo la versione html.
`latex2html -html_version 4.0,latin1,unicode \
-nolatex \
-no_footnode \
-split 0 \
-no_navigation \
-info 0 \
-mkdir \
-dir tmp \
$1
`Una cosa un pò rognosa di latex2html è che riconosce un set limitato di pacchetti, in particolare non gestisce biblatex, per cui i campi della bibliografia devono essere retrocompatibili con bibtex. Per la trasformazione in html uso un main file diverso rispetto a quello per ottenere il pdf ben formattato. In entrambi includo il testo vero e proprio, ma in quello destinato alla conversione in html uso un preambolo essenziale, che permetta a latex2html di lavorare senza errori.
Successivamente trasformo il file html in epub
`ebook-convert \
tmp/`basename $1 .tex`.html \
`basename $1 .tex`.epub \
–output-profile=kindle \
–change-justification justify \
–max-toc-links 0 \
–authors=”$AUTORE” \
–title=”$TITOLO” \
–publisher=”Centro Internazionale per la Ricerca Filosofica” \
–series=”Epekeina. International Journal of Ontology. History and Critics” \
–pubdate=”2012-11-10″ \
–cover=”cover.png”
`Qui:
CRF
trovate un primo risultato, ancora da ottimizzare ma credo già accettabile.
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ciao,
il pacchetto eledpar potrebbe fare al caso tuo: serve appunto a comporre edizioni critiche con testi paralleli in colonne o in pagine, sincronizzando le due parti. Non so però quali risvolti ci potrebbero essere con il cinese.Io ho usato quel pacchetto qualche tempo fa, ma per la verità poi ho preferito comporre separatamente i due testi in pdf formato a5, con due distinti file tex, e raccoglierli poi in un altro file con il pacchetto pdfpages. Questa soluzione mi ha garantito maggiore elasticità proprio nella sincronizzazione delle pagine, dato che le traduzioni quasi sempre non vantano lo stesso numero di righe del testo originale.
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Ciao,
ho fatto qualche tentativo con latex2html giusto qualce giorno fa.
Da linea di comando ho usato le seguenti opzioni:`
latex2html -html_version 4.0,latin1,unicode -reuse 0 -no_footnode \
-no_navigation -split 0 -info 0 -dir output_dir -mkdir testo.tex
`con la prima opzione (-html_version) non ho avuto più problemi di codifica
-reuse 0 previene che durante varie compilazioni di prova restino eredità delle precedenti, ma quando si è sicuri del risultato si può omettere
-no_footnode evita che le note siano posizionate in un file a parte, posizionandole piuttosto alla fine della pagina
-no_navigation evita la barra di navigazione sul piede e sulla testata della pagina html, dato che con l’opzione successiva
-split 0 si evita che il file sia diviso in parti per ogni section
-dir outuput_dir esplicita la directory di lavoro
-info 0 evita di inserire informazioni sul programma utilizzato per la generazione dell’htmlIn generale il programma è ben documentato. Il mio obiettivo era quello di produrre un html quanto possibile scarno, in modo da poterlo poi includere in un sito già strutturato, adottando un file css differente da creato in automatico.
Colgo anche l’occasione per segnalare che a partire dal file html così generato, con il programma calibre, e la sua versione da riga di comando è possibile anche ottenere un file .mobi, compatibile con i vari ebook reader:
`ebook-convert output.html output.mobi `
con le varie opzioni del caso, anche queste ben documentate.
`
–output-profile=kindle
–authors=”Pippo”
–title=”La Scuola di Marburgo”
–publisher=”XXX”
–series=”YYY”
–pubdate=”2012-11-10″
`In questo modo da un solo codice latex è possibile ottenere oltre che il pdf, l’html ed il mobi
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Intervengo perché mi sono trovato in una situazione analoga alla tua, ho dovuto infatti convertire numerosi contributi originariamente in doc per ottenere LaTeX.
Ti segnalo che il plugin writer2latex può essere facilmente personalizzato in modo da ottenere solo il testo con le footnote il testo quoted e le \section, in modo da avere un testo poi facilmente includibile in un file con un preambolo personalizzato.
A questo proposito ho preferito procedere in questo modo:
1. apro il file doc con openoffice
2. formatto le citazioni specificando lo stile Citazione, così per gli altri elementi che mi interessa riconoscere in automatico
3. salvo in odt e chiudo
4. lancio direttamente il binario che sta dietro al plugin di openoffice:
java -jar writer2latex.jar -config config.xml fileoriginale.odt output.tex
5. a quel punto posso includere il file ottenuto in un .tex completoTi allego qualora ti potesse essere utile copia del file di configurazione, volutamente scarno, che uso per writer2latex
Saluti
Pietro
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Intervengo perché mi sono trovato in una situazione analoga alla tua, ho dovuto infatti convertire numerosi contributi originariamente in doc per ottenere LaTeX.
Ti segnalo che il plugin writer2latex può essere facilmente personalizzato in modo da ottenere solo il testo con le footnote il testo quoted e le \section, in modo da avere un testo poi facilmente includibile in un file con un preambolo personalizzato.
A questo proposito ho preferito procedere in questo modo:
1. apro il file doc con openoffice
2. formatto le citazioni specificando lo stile Citazione, così per gli altri elementi che mi interessa riconoscere in automatico
3. salvo in odt e chiudo
4. lancio direttamente il binario che sta dietro al plugin di openoffice:
java -jar writer2latex.jar -config config.xml fileoriginale.odt output.tex
5. a quel punto posso includere il file ottenuto in un .tex completoTi allego qualora ti potesse essere utile copia del file di configurazione, volutamente scarno, che uso per writer2latex
Saluti
Pietro
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Nella seguente discussione viene affrontato il problema dell’uso di \section con ledpar
http://tex.stackexchange.com/questions/37243/cant-get-ledpar-to-work-with-section-headings
Suggeriscono di scrivere:
`
\leavevmode\section{Proemio}`
piuttosto che semplicemente:
`\section`L’esempio minimo compatibile al momento è quindi così strutturato:
`
\documentclass[a5paper,twoside]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[a5paper]{geometry}
\usepackage{ledmac}
\usepackage{ledpar}\usepackage{kantlipsum}
\newcommand{\rightsection}%
{\edef\thesection{\thesection}\addtocounter{section}{-1}\section}\begin{document}
\title{Un esempio minimo}
\maketitle\begin{pages}
\setlength{\Lcolwidth}{\textwidth}
\setlength{\Rcolwidth}{\textwidth}\begin{Leftside}
\beginnumbering
\pstart
\leavevmode\section{Proemio}
\kant[1]
\pend
\endnumbering
\end{Leftside}\begin{Rightside}
\beginnumbering
\pstart
\leavevmode\rightsection{Proemio}
\kant[2]
\pend
\endnumbering
\end{Rightside}
\Pages
\end{pages}\end{document}
`ammetto di non aver capito esattamente di che cosa si tratta…:mrgreen:
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Grazie mille ereg. Puntuale come il destino!
@oldclaudio grazie delle osservazioni. Per quanto riara il testo in colonne piuttosto che in pagine separate basta cambiare poche righe di codice. In passato ho adottato questa soluzione, con a4paper, landscape, come opzioni della documentclass ma nel complesso non ero soddisfatto dalla resa, che mi sembra piú professionale con l’attuale soluzione.
Per quanto riguarda il numero di righe e la stranza spaziatura della prima riga, a dire il vero mi ero accorto solo di questo secondo problema, cercheró risposte nella documentazione e faccio sapere.Saluti
Pietro
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Certamente, perdona l’imprecisione.
Questo dovrebbe compilare:`
\documentclass[a5paper,twoside]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[a5paper]{geometry}
\usepackage{ledmac}
\usepackage{ledpar}\usepackage{kantlipsum}
\begin{document}
\begin{pages}
\setlength{\Lcolwidth}{\textwidth}
\setlength{\Rcolwidth}{\textwidth}
\begin{Leftside}
\beginnumbering
\pstart\section{Proemio}
\kant[1]\pend
\endnumbering
\end{Leftside}\begin{Rightside}
\beginnumbering
\pstart\section{Proemio}
\kant[2]\pend
\endnumbering
\end{Rightside}
\Pages
\end{pages}\end{document}
`Se possibile vorrei che il numero di sezione delle due sezioni parallele fosse lo stesso.
Forse è opportuno creare dei comandi di sezionamento appositi?
O correggere ad ogni sezione di destra il numero di sezione sottraendo una unità?
22 Gennaio 2012 alle 13:34 in risposta a: Libri tradotti: nell’originale ci vanno tutti i campi? #68815::
Provo a precisare meglio la mia posizione. Gli elementi in gioco sono 3: le fonti – papiri codici e simili, alcuni in greco, altre in arabo, altre in latino e così via; le edizioni di riferimento del testo greco; le traduzioni nelle lingue moderne.Quando si cita nella notazione fissata da Bekker, si fa di fatto riferimento alle edizioni pubblicate dalla Oxford Classical Text, ed alla numerazione inizialmente fissata da Bekker. Nel caso del De anima la più recente edizione del è quella curata d a Ross nel 1961, il cui titolo è Aristotelis De anima recognivit brevique adnotatione instruxit W.D. Ross.
Il testo presentato è solo quello greco, ricostruito dall’editore che ha consultato per questo le fonti disponibili. Il testo greco è seguito dagli indici della parole, ed ha una breve introduzione, rigorosamente scritta in latino, in cui Ross motiva alcune delle sue scelte e presenta lo stemma codicum, vale a dire un grafico con il quale rende conto del modo in cui ha incrociato le varie fonti per ottenere un testo per quanto possibile coerente. Coerente perché non troppo internamente contraddittorio, coerente con quanto capiamo doveva contenere il testo per il modo in cui ne parlano i commentatori più antichi, coerente con la restante parte del corpus aristotelico, per quanto possibile. Visto il ruolo storico dell’Oxford Classical Text, non solo si cita secondo la loro numerazione, ma anche con i titoli latini, riferimenti assoluti per la quasi totalità delle traduzioni.Finito il lavoro di edizione comincia quello di traduzione nelle varie lingue moderne. Se già si possono porre numerosi problemi circa la possibilità stessa che il lavoro dell’editore corrisponda alle intenzioni dell’autore del trattato, i problemi si moltiplicano nel caso della resa in una lingua diversa. Credo però che ancor più dei problemi linguistici, pesino le correnti di pensiero. Testi come il De anima hanno subito 2000 e più anni di commenti parafrasi e traduzioni. Un averroista non rende e non può rendere il quarto capitolo del terzo libro come lo rende un tomista. E traduttori poco onesti con i lettori spesso omettono di indicare le alternative interpretative e le conseguenti alternative di traduzione.
In questo quadro il lettore italiano legge un testo, di cui in assoluto non possiamo nemmeno essere sicuri che sia esistito, prodotto da un certo numero di mediazioni. Il primo compito di uno specialista dovrebbe essere quello di non nascondere la presenza di queste mediazioni, e quindi di non operare immediate riduzioni etnocentriche. Questo dovrebbe valere sopratutto in fase di traduzione. Ma anche per chi scrive testi di letteratura secondaria sui trattati aristotelici. Il primo passo da fare non consiste nell’avvicinare aristotele al lettore, ma nel far percepire al lettore la distanza che ci separa da lui.
A livelli bibliografico si può tradurre un problema del genere 😳 ? Immagino che il mio atteggiamento possa apparire eccessivo o fanatico, quel che cerco di dire è però semplicemente che forse non si dovrebbero allineare tutti i testi che rendono, editano o traducono il de anima su una stessa linea, come se avessero tutti lo stesso rapporto e la stessa distanza con un testo originale, peraltro indisponibile.
Saluti
Pietro
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