Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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sì e no
si, nel caso di piccolissimi progetti potresti anche creare una chiave ssh ed usarla non solo tu ma anche altri collaboratori in modo da aggiornare sempre direttamente il ramo master remoto
ma no, decisamente no, se tieni conto che potrebbe capitare che diverse modifiche fatte in locale da diversi utenti non possono essere decise automaticamente perché riguardano la stessa porzione di codice: chi decide quali modifiche tenere?Forse intendi chiedere se esiste un modo per “montare” la cartella remota su gitorius e lavorare su di essa invece che sul repo locale?
Se così fosse, non credo sia possibile. Ora dò un’occhiata ma non credo sia possibile.Sulla mia preferenza per gitorius: credo che sia più adatto ad un principiante come me, ed inoltre, se capisco bene, è opensource:
http://gitorious.org/aboutSaluti
Pietro
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Per il pdf non c’è problema, salvo che potrebbe non corrispondere alle ultime modifiche apportate al sorgente. Comunque è sufficiente eliminare la stringa *.pdf dal file .gitignore.La tua seconda domanda non mi è chiara. Da quel che capisco tu devi apportare le tue modifiche, proporre poi il merge all’amministratore del pacchetto, che approva le revisioni ed effettua effettivamente il merge.
Saluti
Pietro
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apprezzo le modifiche, specie quelle relative alla formattazione!
Noto in particolare che la procedura di ripristino è ora molto più chiara.
Che distro linux usi? Cosa ne pensi di dare delle indicazioni utili per gli utenti windows?
Potrebbe essere sufficiente, per iniziare, differenziare i comandi di git da quelli di bash.
O forse elaborare una section specifica (con screenshot?). Tu hai mai usato git sotto windows?Credo che la procedura di checkout ad una versione precedente di un signolo file meriti una subsection a parte.
A presto
Pietro
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Sono contento di sapere che è un interesse condiviso.
In realtà, per esser chiari, per usare git con latex sono sufficienti 4 comandi 4, ed un file di configurazione, almeno in locale.
Appena ho un attimo quindi riporto direttamente qui i comandi essenziali per l’uso in locale.
Per l’uso con server remoto o con backup su memoria esterna, diciamo che i comandi diventano un pò di più, ma non si tratta affatto di una cosa complicata!
Saluti
Pietro
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io includo l’immagine della mia firma nel modo seguente:
`
\newcommand{\lafirma}{%
\vfill
\begin{flushright}
\begin{tabular}{>{\bf}l}
Pietro Giuffrida\\[-6mm]
\hspace{-2mm}\includegraphics[scale=0.7]{/home/pietro/firma}
\end{tabular}
\end{flushright}
\vfill
}
`che poi uso semplicemente inserendo il comando \lafirma
Immagino sia un metodo un pò barbaro e tutt’altro che legalmente valido.
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Sono anch’io decisamente interessato alla questione.
Purtroppo ho una conoscenza non più che sufficiente di latex, e non sono quindi in grado di proporre aiuto texnico.
in compenso lavorando in un ufficio e dovendo spesso risolvere problemi di formattazione altrui, con colleghi tutt’altro che interessati al mondo del latex, mi sono di recente posto il problema di come far ottenere documenti ben formattati a persone con scarsa alfabetizzazione informatica.
Ho quindi creato una serie di script in python che dato il contenuto di un file di testo, ne ricava un file tex e quindi il pdf formattato con logo aziendale ed attributi vari. Le parti variabili sono gestite tramite un semplice sistema di chiavi
A:tizio
CA:caio
tel:0921675…
…
Per la composizione del file tex non ho usato una classe perché non ho ancora imparato ad usarle ma ho scritto un preambolo che python antepone al contenuto nel file tex generato…
Immagino che tutto ciò sia di modesto interesse nell’ottica della sviluppo di letteracdp, e vi faccio riferimento sopratutto per meglio esprimere le seguenti esigenze:
– standardizzare alcune informazioni chiave della lettera o del fax, come quelle relative all’azienda, al logo, agli indirizzi ed al contenuto del piè di pagina
– possibilità di inserire semplicemente le informazioni variabili, quali il mittente (in quanto dipendente x dell’azienda standard), ed il destinatario con gli attributi del caso
– possibilità di inserire semplicemente l’immagine scansionata della propria firma (non ha nessun valore legale, ma spesso risulta comodo).Condivido il problema del numero di protocollo, ed anzi nella medesima ottica proporrei la questione di un database di destinatari.
Infine, volendo esagerare e forse trascendeno troppo l’oggetto del post, perché non pensare ad un sistema un pò più completo e complesso per editare lettere aziendali? Qualcosa come un’interfaccia che permetta di raccogliere le informazioni variabili ed il testo della lettera/fax e che quindi crei il file tex ed il relativo pdf (completo di n. di protocollo…), ponendolo nella directory sensata tipo /anno/destinatario/oggetto e facendo non so che altro?
Se la cosa interessasse metto a disposizione un pò di tempo, un pò di python ed un pò di debian 😀
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Così non saprei rispondere…
Usi natbib e bibtex? Forse specificando cosa usi darti una mano può risultare più semplice.natbib non sembra effettivamente avere un’opzione per citare il titolo (se a mia volta ho capito bene).
Devi citare il titolo una tantum, o stai cercando uno stile di citazione tipo inlinebib?
Ciao
Pietro
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Avevo un problema analogo, in un momento in cui avevo tempo da perdere…
Ho modificato il file natbib_ita aggiungendo dopo:
`FUNCTION {format.title}
{ title empty$
{ “” }
{ title “t” change.case$
}
if$
}`la seguente funzione:
`FUNCTION {format.Mtitle}
{ title
}`andando infine a modificare in
`FUNCTION {book}`e nelle altre tipologie (article, incollection…) bibliografica la riga
`format.title`con:
`format.Mtitle`.Di per sé funziona, mi rispetta le maiuscole, non so se però vale la pena, se si tratta di mettere due parentesi qua e là!
28 Settembre 2009 alle 11:18 in risposta a: Guida alla creazione di Makefile per documenti LaTeX #37364::
Grazie mille, era da tempo che cercavo qualcosa per iniziare!Vorrei anche sottoporti un problema: quando si usa il pacchetto bibtopic con la prima esecuzione di pdflatex vengono generati tanti file aux quante sono le bibliografie inserite nel documento (per esempio tesi1.aux; tesi2.aux…).
Questi file aux devono quindi essere compilati con bibtex.
Bisognerebbe quindi scrivere una funzione che cerchi gli aux e li passi come argomenti a bibtex.
Non essendo un esperto ho pensato ad un ciclo for che cerca i file $documeno[0-9].aux.
Che ne pensi?
Un ciclo for può essere inserito come regola di un makefile?Ho provato ed uso spesso latexmk ma devo dire che non mi soddifsta, anche perché non supporta bibtopic,
Mi permetto anche di segnalare una ripetizione della parola “documento” a pag. 5 del tuo testo.
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Piccolo aggiornamento.
Ho lanciato latex su makebst, ho visto che mi chiedeva se volevo ordinare per autore o per anno, ho completato la procedura di creazione del .bst.
Spulciando questo file ho intuito (vi giuro che non è il mio mestiere) che il criterio di ordinamento è definito nelle ultime righe:
`
FUNCTION {bib.sort.order}
{ sort.label
” ”
*
year field.or.null sortify
swap$
*
” ”
*
cite$
*
#1 entry.max$ substring$
'sort.key$ :=
}`
che è leggermente diverso dalla stessa parte di codice in natbib_ita:
`
FUNCTION {bib.sort.order}
{ sort.label
” ”
*
year field.or.null sortify
*
” ”
*
title field.or.null
sort.format.title
*
#1 entry.max$ substring$
'sort.key$ :=
}
`
Ho provato a sostuire quindi questa porzione di codice in natbib_ita e sono riuscito ad ottenere l’ordine per data.Nel file principale ho scritto così:
`
…
\cleardoublepage
\setcounter{secnumdepth}{-2}\phantomsection
\chapter*{Bibliografia}
\markboth{Bibliografia}{Bibliografia}
\addcontentsline{toc}{chapter}{Bibliografia}\bibliographystyle{natbib_2}
\begin{btSect}{anima}
\section*{Edizioni del \emph{De anima}}
\btPrintAll
\end{btSect}\bibliographystyle{natbib_2}
\begin{btSect}{biologiche}
\section*{Edizioni di altre opere biologiche}
\btPrintAll
\end{btSect}\bibliographystyle{natbib_1}
\bibliographystyle{tesipietro_n}
\begin{btSect}{commenti}
\section*{Studi}
\btPrintAll
\end{btSect}\end{document}`
Funziona!!! 😀 Credo di poter essere sodisfatto, tenuto conto che non ho idea di cosa ho fatto!
Pensate che sia un procedimento sensato?
Spero torni utile.
Pietro
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Per i margini seguendo le indicazioni sull’Arte ho dato:`\usepackage[a4paper,bindingoffset=10mm]{geometry}`
Ho rimesso l’introduzione in \manimatter, ma come mi accennavi tu ho inserito questo codice al posto del solo \chapter:
`\chapter*{Introduzione}
\markboth{Introduzione}{Introduzione}
\addcontentsline{toc}{chapter}{Introduzione}`Ho fatto la stessa cosa per le conclusioni e per la bibliografia (nonostante quest’ultima si trovi in \backmatter, altrimenti nell’intestazione risultava ancora “Conclusioni”).
Per fancyhdr sto ancora studiando
Mi sembra che vada tutto bene, grazie dei consigli. 🙂
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dovresti guardare la documentazione di hyperref, in modo da gestirne al meglio il comportamento. In rete la trovi facilmente. Nell’immediato comunque dovrebbe bastare aggiungere un’opzione a nel preambolo:
`
\usepackage[colorlinks=true]{hyperref}
`
Se metti l’opzione colorilnk=true invece dei riquadri ti colora i link.
Se vuoi puoi anche specificare il colore dei link con l’opzione:
`
linkcolor=xxx
`Per la documentazione puoi guardare qui
http://tug.ctan.org/tex-archive/macros/latex/contrib/hyperref/doc/manual.pdfPietro
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grazie claudio sei molto disponibile!
credo di aver individuato il problema provando il mio preambolo sul tuo file prova: per qualche motivo appena aggiungo:`\usepackage{hyperref}`
la compilazione della section in cui uso il \greco si arresta.
Tenuto conto che per andare in stampa i link non hanno alcuna utilità penso che commenterò il pacchetto hyperref ed aggiungerò i miei `gamma’ nelle section all’ultimo momento (non ho davvero il tempo di pensare a qualcosa più intelligente 😳 )Grazie
Pietro
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AutoreRisposte