Dingo

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  • in risposta a: Libretto A6 #119892
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    And” post=120376Grazie mille a tutti per l’aiuto; soprattutto per l’indicazione che con il solo Latex non ci sono metodi alternativi.

    Ho provato il metodo proposto da Ivan, ma non riesco ad ottenere il risultato. Penso di restare con le tre compilazioni separate, in modo da avere il controllo di cosa sto facendo. Si tratta comunque di una necessità saltuaria, non è quindi un gran problema.

    Grazie ancora e buona serata
    Andrea

    Quindi perdi il triplo del tempo quando puoi ottenere lo stesso risultato solo esportando in pdf da latex per poi applicare il mio script che fa proprio l’imposizione desiderata? E in automatico?

    ricavare una copia di un libro in formato A6 da un foglio A4


    in risposta a: Libretto A6 #119890
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    Guardati anche questa procedura che descrissi che comporta solo di produrre il pdf da latex e poi lasciare che sia multivalent.jar a effettuare l’imposizione

    ricavare una copia di un libro in formato A6 da un foglio A4


    in risposta a: al creare il pdf, trasformare il testo in tracciati/vettori #115702
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    diegotex” post=116092ciao a tutti.
    devo far stampare un libretto di canti, ma in tipografia si sono arrabbiati con il mio font (libertine), non lo riconoscono e spaginano tutto il mio lavoro.
    Io sto consegnando il pdf. C’è una maniera che al produrre il pdf il testo venga trasformato in tracciato o vettore in modo che in fase di stampa non perdo qualità?

    non vorrei cambiare il font perchè sono stretto di tempi con la stampa, sono 260 facciate di testo (è un canzoniere) e se posso vorrei modificare poco il file.

    Avete idee?

    grazie e ciao

    Purtroppo succede con certi programmi di verifica prestampa quando i caratteri sono incorporati come insieme completo invece che come sottoinsieme (embedded subset). Usa ghostscript, una versione dalla 9.15 in poi, con questa sintassi

    `gs -o file-convertito-in-curve.pdf -dNoOutputFonts -sDEVICE=pdfwrite file-originale.pdf`

    in risposta a: Stampare i glifi di un font #114976
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    OldClaudio” post=115353
    D’altra parte non ho bisogno, perché lavorando su un Mac apro l’app FontBook.app, scelgo il font, clicco l’opportuna icona, e zac posso far scorrere tutti i glifi in una opportuna finestra. Mi pare strano che una simile app non sia stata portata anche su Linux; fa tante cose oltre a quella che ti ho descritto, ma almeno mostrare tutti i glifi sarebbe una cosa decisamente semplice per chi sa programmare come si deve questo genere di cose. Credo che, volendo, la cosa si potrebbe fare anche con Lua; non escludo che una delle infinite funzioni di Lua non esista già. Ma a questo punto interviene @robitex.

    Credo che gucharmap sia equivalente se ben ricordo, era una vecchia applicazione presente in gnome

    in risposta a: Stampare i glifi di un font #114975
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    Credo che gucharmap sia equivalente se ben ricordo, era una vecchia applicazione presente in gnome

    in risposta a: Stampare i glifi di un font #114974
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    http://fntsample.sourceforge.net
    Per i font in formato TrueType, OpenType, Type1

    Una versione eseguibile binaria (per linux) la compilai tempo fa

    http://dokupuppylinux.info/programs:font_utilities

    Per provarla devi rinominare l’archivio .pet in .tgz e troverai l’eseguibile che potrai invocare localmente per vedere se funzioni

    in risposta a: pdf e font estraibili e NON #114662
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    Se vuoi conservare la qualità vettoriale, puoi farlo solo a prezzo di veder crescere le dimensioni del file. Non è detto che siano sempre le stesse, fai una prova, dipende da molti fattori. Altro grave svantaggio è non poter effettuare ricerche nel testo poi ovviamente

    in risposta a: pdf e font estraibili e NON #114659
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    Convertendo i caratteri del font in curve li rendi oggetti grafici vettoriali, ma ne aumenti tantissimo le dimensioni. Puoi convertire i caratteri in curve con ghostscript ,,(dalla 9.15 in poi)

    `gs -o convertito.pdf -dNoOutputFonts -sDEVICE=pdfwrite file.pdf`
    Bada che è facile avvicinarsi al gigabyte per pdf di molte pagine

    In passato l’ho fatto qualche volta per evitare problemi in prestampa con la verifica preliminare (preflight) per andare sul sicuro in stampa offset, anche se non strettamente necessario

    in risposta a: Font “greci” #114318
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    Per scrivere in greco, NON SI USA un carattere DIVERSO da quello del testo, ma si compone con caratteri unicode usando sempre e solo un carattere ad esempio, quasi tutte le famiglie di caratteri disponibili per latex hanno almeno un set di caratteri greci con accenti e spiriti. Basta usare una qualsiasi tastiera virtuale online (cerca greek keyboard online) copiare il testo e incollarlo

    Dillo a chi ti vuole far ammattire!!!

    Ditemi se sbaglio a pensarla così

    Il GrK0 è un vecchissimo font (del 1994 se è quello che ricordo) di Donald P. Reiher che era disponibile in archivio compresso per MAC (GrK0.sit) non ricordo se opentype o solo truetype

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    Sì, esaminando il mio documento completo rilevo scostamenti dal leggerissimo al maggiormente evidente. Non appena avrò il computer nuovo (ora sono in emergenza con un tablet e devo arrangiarmi con sharelatex che non mi fa compilare il codice di context) tenterò sia di stabilire se esiste una formula per ottenere note a pie’ di pagina allineate all’ultima riga della pagina accanto, sia di convertire (con pandoc) il codice latex in codice per context, non ho, a parte il frontespizio, elementi grafici od equazioni, quindi per un libro di solo testo potrei finalmente trovare pace

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    Provar non nuoce, credo però di ricordare che modificando \footskip era a rischio la conformità di registro delle righe di testo delle pagine, quindi ancora una volta, sistemando una cosa se ne sballava un’altra

    Chissà se gli sviluppatori di writer2latex hanno mai riflettuto sulla opportunità di aggiungere un filtro di esportazione per ConText

    in risposta a: Tipografia moderna: sillabazione #113314
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    Una volta ho provato

    `
    \pretolerance=10000
    \tolerance=2000
    \emergencystretch=10pt
    `
    Ed effettivamente la sillabazione era assente e le righe tutto sommato ben composte per ampi tratti del libro, ma inevitabilmente con righe su cui c’era poco testo o dei brevissimi dialoghi, comparivano spazi bianchi abominevoli, ecco perché da allora mi limito a

    `
    \lefthyphenmin4
    \righthyphenmin4`

    in risposta a: Tipografia moderna: sillabazione #113312
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    Quando si utilizzava molto il linguaggio postscript per impaginare i testi, avevo visto esempi analoghi di testi (inglesi senza accenti) che non presentavano sillabazione di alcun tipo, pur essendo composti giustificati. L’artificio utilizzato credo di ricordare si chiamasse picogiustificazione

    In quel caso però non venivano lasciati evidenti vuoti (i sentierini) fra le parole di una riga

    Ricordavo bene, ecco un esempio in pdf
    https://www.tinaja.com/glib/picojust.pdf

    in risposta a: LateX online #112143
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    Io lo uso e confermo che funziona bene, molto pratico se non hai latex sottomano, però tra un po’ ci saranno restrizioni agli account gratuiti, non tali, comunque, da limitare troppo l’utilizzo

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    Io opterei per uno spazio insecabile tra la L e l’apostrofo, comunque quanto prima apro una discussione guida per venire a capo di tutti i problemi derivanti dalla conversione di testi formattati da openoffice a latex con writer2latex. Magari può essere utile, nel corso degli anni ho sperimentato vari rimedi che paiono funzionare, ma il problema della conformità di registro (che fortunosamente col font cochineal ottengo praticamente sempre stavolta) rimane

    È ben frustrante avere da una parte il perfetto allineamento fra fronte e retro delle pagine delle righe di testo (writer) e dall’altra la microtipografia (latex) che manca in writer purtroppo la mancanza di una delle 2 finisce comunque indipendentemente a far apparire poco professionale il risultato

    Context invece credo che componga a griglia, o no?

    Mi rispondo da solo

    `\setuplayout[grid=yes]`

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