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Flysch” post=65139Grazie della risposta.
In effetti, incuriosito dal nuovo TeX Live 2011 mi sono deciso ad installarlo. Fino ad ora ho soltanto compilato un vecchio .tex che avevo scritto e tutto sembra funzionare con TeXworks. È possibile impostare che TeXworks utilizzi Adobe Reader come pdf viewer predefinito? C’è una funzione di riconoscimento di parentesi aperte come in molti editor anche per altri linguaggi? Esistono plugin o simili da spulciare?
Sei sicuro di quello che dici?
Hai notato che TeXWorks consente di zompare con un click dal pdf al punto corrispondente del codice e viceversa?
Ti consiglierei di rivedere le tue posizioni. 😉Non uso texstudio, ma presumo che vada configurato a dovere nelle preferenze, per indicargli i percorsi degli eseguibili.
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Tutto è nato dalla scoperta di una variante del Linux Libertine che supporta il Graphite, che chiamasi appunti “Linux Libertine/Biolinum G”.
Altri fonts sono Gentium Plus, Old Standard e Theano.Il resto… è sola mera curiosità! Metti che un domani ho bisogno di usare LibreOffice….
Ovviamente, fontspec mi va benissimo così com’è, ma credo che non sia male approfondire la questione. In effetti, i manuali dei vari fonts danno indicazioni in merito.
Ad ogni modo, graphite consente l’accesso non solo a caratteristiche particolari delle varie lingue, ma anche alle varianti, quali onum, smcp, liga, hlig, etc. etc.
Conosco quel link, ma speravo che qualcuno di voi ne sapesse qualcosa di più, magari per esperienza diretta.
::Iovem” post=64420Si, quel passo l’ho fatto correttamente…
per quanto riguarda il secondo modo, non sono riuscito ad usarlo perché, se ho be capito, con ubuntu 11.10 non possibile creare un Launcher come descritto nella guida.Dunque, se è vero che hai seguito la guida pedissequamente, allora posso solo consigliarti di reinstallare tutto.
Per disinstallare, basta dare un bel:
`sudo rm -rf /usr/local/texlive`Tuttavia, prima di perdere tempo a reinstallare tutto, ti consiglio di rivedere per benino cosa hai fatto o, meglio, cosa non hai fatto.
Moltissimi utenti di questo forum usano linux, me compreso, e francamente nessuno, a quanto mi risulta, ha avuto questo genere di problemi.
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Anch’io sono un umanista, ma uso texworks, e mi ci trovo bene su un eeepc di 10″.
Un programma che sfrutta meglio lo spazio a video e che ti posso consigliare è geany, con relativo plugin per latex.Tuttavia, un texmaker non è malaccio dal punto di vista dello sfruttamento del monitor…
Alla peggio, ALT+f11 e vai in full screen!
::Iovem” post=64396Per quanto riguarda la prima parte: si, infatti il comando:
$ which tex
dà la risposta desiderata…Per quanto riguarda la seconda parte, non so cosa sia lightdm, ne come creare il file che mi hai detto… 🙂
Crei il file con un qualunque editor di testi e ci copi quanto ti ho scritto.
Tuttavia, forse ho capito dove sbagli!
Apri un terminale, scrivi
`sutlmgr`
e premi invio!
Dovrebbe andare. Altrimenti, non so cos’altro dirti!
::Iovem” post=64394🙂 Sono stato attento, ma tutto è possibile…nel caso non ci fossero altre soluzioni se non ricominciare da capo, devo disinstallare qualcosa o basta ricominciare semplicemente l’installazione?
Hai messo le voci in /etc/profile.d? Hai riavviato X?
Altra possibilità: la tua ubuntu usa lightdm? Se sì, creati un file .xsessionrc con il seguente contenuto:
`# set PATH so it includes user's private bin if it exists
if [ -d “$HOME/bin” ] ; then
PATH=”$HOME/bin:$PATH”
fi# To use with LightDM, because this doensn't source .profile
export PATH=/opt/texbin:${PATH}`
e riavvia X.
A dire il vero, ubuntu non dovrebbe aver bisogno di .xsessionrc, ma tentar non nuoce.
::Iovem” post=64392Salve a tutti,
spero utilizzare il post corretto.
Ho recentemente installato TeXLive 2011 su Ubuntu 11.10 (32 bit) seguendo l’ottima guida del prof. Gregorio; tutto funziona correttamente. Tuttavia, premettendo che sono un neofita di Linux, non riesco a far funzionare il live manager. Mi spiego: ho modificato il file bashrc per creare il comando sutlmgr, ma all’esecuzione di quest’ultimo appare
sudo: /opt/texbin/tlmgr: command not found
ho anche provato un approccio più “windows”, che non so quanto corretto, e ho provato ad aprire il file tlmgr dall’equivalente Linux di esplora risorse, ma alla richiesta di eseguire il file, da terminale o meno, non corrisponde nessuna azione…
Dove sbaglio?
Spero di aver dato abbastanza informazioni…
Evidentemente, non hai seguito bene la guida in questione! 😉
::jpass” post=64159Ho perso un po’ di vista questo topic pertanto potrei riportare una cosa già nota: dopo il passaggio alla (mica tanto ben riuscita) ubuntu 11.10 (praticamente con installazione da zero) e successiva installazione di TL2011 (con l’ottima guida texlive-ubuntu) mi si è presentato il solito problema che l’installazione di un qualsiasi editor latex dai repos (che io faccio tramite il vecchio caro synaptic, o gestore pacchetti, visto che il nuovo ubuntu software center non mi aggrada più di tanto) richiede anche l’installazione di texlive dei repos; ho risolto il problema andando nelle impostazioni di synaptic e togliendo il flag alla voce “Considerare i pacchetti raccomandati come dipendenze” (che magari avrà anche una sua logica ma a volte obbliga ad installare roba superflua). Questo permette l’installazione senza troppi pacchetti aggiuntivi (qualche libreria però viene installata) di TexWorks (0.5-svn862) e di texmaker (3.0.2). Purtroppo non funziona con kile e con il gedit-latex-plugin. Texstudio non è presente negli archivi (a meno che non l’abbiano messo nei proposed)
Cf. http://elubuntu.blogspot.com/2010/09/creare-un-metapacchetto-deb-con-equivs.html
Ciao
Domenico
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Ho fatto una prova moltiplicando a dismisura le ottave e tutto è andato a dovere. Temo che ti sia scappato qualche errore.Per aggiungere una seconda serie di note, ad esempio (ovviamente, io non so quali sono le tue esigenze specifiche, quindi ti indico una struttura veramente basilare):
`\footparagraph{A}
%%% Just one footnote series
\footparagraph{B}`
e modifichi le definizioni successive in modo che si riferiscano a B. Insomma
`\makeatletter
%% but using two different formats
\def\xparafootfmt#1#2#3{%
\ledsetnormalparstuff
{\notenumfont\printlines#1|}\enspace
{\select@lemmafont#1|#2}\rbracket\enskip
\notetextfont #3\penalty-10 }
\def\yparafootfmt#1#2#3{%
\ledsetnormalparstuff
{\notenumfont\printlines#1|}\enspace
{\select@lemmafont#1|#2}\rbracket\enskip
\notetextfont #3\penalty-10 }\let\Bfootfmt=\xparafootfmt
\skip\Bfootins=\bigskipamount
\makeatother`In questo modo, l’apparato critico ti viene in basso e sarà indicato con B, mentre il commento sarà sopra e sarà indicato con la A.
Tuttavia, un consiglio da uno che usa tre livelli di apparato ed ha messo il commento nel secondo. Se pensi che ti verranno note estremamente lunghe (come nel caso mio), evita le note di apparato!!!
Ti assicuro che ci sono grossi e gravi problemi di impaginazione. Io ne sto avendo tantissimi e, a quanto pare, non c’è soluzione, a meno di una completa ristrutturazione del codice di ledmac stesso.Ciao
Domenico
16 Ottobre 2011 alle 9:35 in risposta a: “ktikz” o “QTikZ”, un visualizzatore di codice pgf-tikz #64296::Spike” post=64020
La stable è stable!
Se fai pinning con testing/unstable, cessa di essere stable e, a questo punto, tanto vale che fai il dist-upgrade alla testing stessa!Questo è almeno il mio parere!
Ciao
DomenicoAlla fine ho scelto comunque di fare il pinning perché mi sembrava la scelta meno invasiva, dato che la compilazione avrebbe comunque richiesto l’installazione di più pacchetti.
Grazie mille ad entrambi
FraIn realtà, temo proprio che la tua scelta sia stata la più “invasiva“. Puoi controllare, ma temo proprio che molte delle dipendenze che ti sei tirato dietro siano state prese da testing.
Al contrario, la compilazione avrebbe richiesto dipendenze (i pacchetti -dev) comunque da “stable”. Che provenissero da stable, è certo, poiché il creatore del programma ha messo a disposizione dei deb per squeeze 32bit, che, presumo, avrà compilato su una squeeze, o al massimo su un ubuntu lucid.In breve, puoi anche controllare, ma temo proprio che tu, in questo momento, ti ritrovi un sistema “ibrido”, in gran parte “squeeze”, ma anche molto “wheezy”. Ciò potrà in futuro determinare dei gravi problemi di dipendenze e, probabilmente, anche l’impossibilità di aggiornare ulteriormente il programma in questione.
Per controllare in modo facile quanti pacchetti provengono da wheezy, puoi usare synaptic.Ciao
Domenico
14 Ottobre 2011 alle 20:24 in risposta a: “ktikz” o “QTikZ”, un visualizzatore di codice pgf-tikz #64293::Spike” post=63987Ho la stable a 64bit, però non ho capito quali dovrebbero essere le differenze tra l’installazione da testing e la compilazione dei sorgenti. Non si ha sempre la necessita degli stessi pacchetti? Detto ciò se stiamo andando troppo OT basta dirlo e ci fermiamo qui.
La stable è stable!
Se fai pinning con testing/unstable, cessa di essere stable e, a questo punto, tanto vale che fai il dist-upgrade alla testing stessa!Questo è almeno il mio parere!
Ciao
Domenico
14 Ottobre 2011 alle 14:59 in risposta a: “ktikz” o “QTikZ”, un visualizzatore di codice pgf-tikz #64291::
@Spike
Era un consiglio che davo ad un altro utente, che usa ubuntu.Su testing/sid consigliavo di usare l’opzione -R di aptitude o l’analoga di apt-get, per risparmiarsi i tantissimi “raccomandati”.
Però, tu, a quanto capisco, usi la stable, quindi, francamente, ti sconsiglio di procedere di pinning e, semmai, ti suggerirei di ricompilarti i sorgenti, se ne hai voglia.
Invece, se hai la stable a 32 bit, puoi ricorrere al deb del sito ufficiale.In alternativa, si potrebbe provare a chiedere un bel backport.
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Silvia, guarda se così ti piace:
`\documentclass[11pt]{scrbook}
\usepackage[T1]{fontenc} %imposta codifica font
\usepackage[utf8]{inputenc} %lettere accentate da tastiera
\usepackage[latin, english, frenchb,italian]{babel}
\usepackage{lmodern}
\usepackage{microtype} %serve per riempire meglio le righe
\usepackage{fancyhdr} %per impaginare bene le testatine
\usepackage{makeidx} %indice
\makeindex
\usepackage{multicol}
\usepackage{geometry}\usepackage{ledmac,ledpar} %per gli apparati critici
\lineation{section}
\linenummargin{outer}
\sidenotemargin{inner}\newcommand*{\notetextfont}{\footnotesize}
%%% Just one footnote series
\footparagraph{A}
\count\Afootins=800\makeatletter
%% but using two different formats
\def\xparafootfmt#1#2#3{%
\ledsetnormalparstuff
{\notenumfont\printlines#1|}\enspace
{\select@lemmafont#1|#2}\rbracket\enskip
\notetextfont #3\penalty-10 }
\def\yparafootfmt#1#2#3{%
\ledsetnormalparstuff
{\notenumfont\printlines#1|}\enspace
{\select@lemmafont#1|#2}\rbracket\enskip
\notetextfont #3\penalty-10 }\let\Afootfmt=\xparafootfmt
\skip\Afootins=\bigskipamount
\makeatother%%%%%%%% STANZA %%%%%%%%%%%%
%% This is the default, but just to demonstrate…
\setlength{\stanzaindentbase}{35pt}%%MUST SET THE INDENTS
%%indent multiples; first=hangindent.
%% Must all be non-negative whole numbers
\setstanzaindents{3,3,3,3,3,3,3,3,3}%% Set stanza line penalties
%% Must be nonnegative whole numbers.
%% An initial zero indicates no penalties.
%\setstanzapenalties{1,5000,10500,5000,10500,5000,5000,5000,0}
%\setstanzapenalties{0}% the default%% Put some space between stanzas
\let\endstanzaextra=\bigbreak % ==> \bigskip \penalty -200%% (almost) force line break in foot paragraph
\mathchardef\IMM=9999
\def\lbreak{\hfil\penalty-\IMM}%%Number each stanza in bold
\newcounter{stanzanum}
\setcounter{stanzanum}{0}
\newcommand*{\numberit}{\flagstanza[-2cm]{\textrm{\thestanzanum}}}%% Use the hook to insert the number (and counteract a new line)
%% and reset the line number to zero
\newcommand*{\startstanzahook}{\refstepcounter{stanzanum}%
\numberit\vskip-\baselineskip%
\setlinenum{0}}%% Want to label the footnotes with the stanza and line number
%% We’ll use \linenum to replace the sub-line number
%% with the stanza number, redefining \edtext to do this
%% automatically for us.
%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
\makeatletter\renewcommand{\edtext}[2]{\leavevmode
\begingroup
\no@expands
\xdef\@tag{#1}%
\set@line
\global\insert@count=0
\ignorespaces \linenum{||\the\c@stanzanum}#2\relax
\flag@start
\endgroup
#1%
\ifx\end@lemmas\empty \else
\gl@p\end@lemmas\to\x@lemma
\x@lemma
\global\let\x@lemma=\relax
\fi
\flag@end}%% We need only a very simple macro for footnote numbers,
%% to produce the stanza number (sub-line) then the line number.
\def\printstanzalines#1|#2|#3|#4|#5|#6|#7|{\begingroup
#3\fullstop \linenumrep{#2}
\endgroup}
\let\oldprintlines\printlines
\makeatother
%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%\usepackage[italian]{varioref}
\usepackage{frontespizio}
\usepackage{verse}
\usepackage{setspace}
\onehalfspace\author{Silvia Apollonio}
\title{\emph{I fasti sacri} di Sforza Pallavicino}
\date{}\begin{document}
\section{Primo Canto}\begin{center}
\emph{DELLE FESTE IN GENERE}\emph{CANTO PRIMO}
\end{center}%% revert to the regular footnote format
\let\Afootfmt=\xparafootfmt
%% but use our special number printing routine
\let\printlines\printstanzalines\beginnumbering
\stanza
Prendo Angelica Tromba: Amori, ed Armi &
Son vil materia a l'animoso ingegno. &
Aquila più, che Cigno al Cielo alzarmi, &
E Sacri arcani al Mondo aprir disegno. &
A i fortunati Dì consacro i Carmi,&
Che aggiunser Divi a lo Stellante Regno:&
O che d'altr'opre tue, mirabil Dio, &
\edtext{Vengon festivi}{\Afootnote{Vengon ogni anno}} a discacciar l'Oblio.\&\stanza
Ma da chi gire al Ciel mi fia concesso,&
Per veder glorie ignote al guardo humano?&
Non già da i numi del Febeo Permesso;&
Ma dal tuo Nume, o Sacrosanto URBANO.&
Che le chiavi, onde al Ciel s'apre l'ingresso,&
Fidò l'Eterna mano a la tua mano.&
Né mi dà co' suoi casi horror \edtext{Babelle}{\Afootnote{prova}},&
S'ho te per Duce a sormontar le Stelle.\&
\endnumbering\end{document}`
Si può migliorare ancora, ma ti consiglio di partire da questo esempio e di consultare attentamente il manuale di ledmac.
Ovviamente, devi ancora definire un sacco di cose: margini, testatine, etc. etc.Ciao,
Domenico
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Ora non ho tempo di guardarlo per benino, anche perché dovrei guardare il manuale di ledmac, ma al volo ti faccio un’obiezione: fa schifo con due colonne in questa maniera!!!! Ma veramente SCHIFO!!!! Di’ pure al tuo professore che così non va affatto bene!Pensa un po’: la numerazione delle righe dove la metti?
Cos’è questo “\vin \vin \vin \vin”? Ti piace il numero di ottava in quella maniera? Hai notato come sono diversamente allineati nelle due colonne?
::timesi” post=63885Sono alla ricerca di qualche pacchetto che possa risolvere i miei problemi: il testo di cui devo fare l’edizione è un poema in ottave e mi piacerebbe metterle su due colonne, mantenendo però le note in una colonna sola (cosa che finora non sono riuscita a fare caricando Ledmac e impostando multicol).
Quanto è grande la tua pagina? Un a3? 😕
Francamente, il testo in due colonne mi pare bruttino!
Comunque, io uso ledmac, ma non ho mai avuto tanto bisogno di lavorare su due colonne. Ci fai vedere un esempio del tuo codice? Ovviamente, preambolo più qualche riga di testo.timesi” post=63885Vorrei anche inserire un contatore per le ottave e far riprendere il numero di ottava nella nota, prima del numero del verso di cui fornisco la variante.
Credo che non sia difficile, racchiudendo fra pstart/pend ogni ottava. Comunque, lavoriamo a partire dall’esempio minimo di cui sopra.
Ciao,
Domenico
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