Dork

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  • in risposta a: Lyx frontespizio tesi cercasi aiuto anche per altri problemi #90560
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    Ciao,

    ma dovrebbe venire come il file allegato.

    Hai provato a dare un occhiata al pacchetto frontespizio? Guardando il tuo esempio mi è venuto subito in mente il frontespizio che usa Lorenzo Pantieri nelle sue “tesi moderna” e “tesi classica” (le trovi entra mbe nella sua pagina, qui).

    Al di là dello stile della tesi puoi “prendergli” (solo, continuando a usare la classe book) tutto il blocco riguardante i frontespizi (negli stessi esempi spiega anche come usarli). A parte la posizione sul margine destro dell’eventuale correlatore che è diversa dalla sua (ma mi pare tu non ce l’abbia un correlatore, quindi…) il resto mi sembra davvero tutto molto analogo (posizione del logo inclusa).

    Riguardo la tua specifica domanda, invece, del pacchetto lux, io, non ne so nulla 🙂 zorry 🙂

    Ciao ciao,

    Corrado.

    in risposta a: [RISOLTO] Frontespizio (ars/classic/KOMA…) #90507
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    Ciao,

    condivido la filosofia delle proporzioni e, sinceramente, condivido anche io quella del tuo amico. In questo senso la copertina mi piacerebbe rispettasse quelle proporzioni, e mi pare che così lo faccia (eliminando la mia modifica). Resta il fatto che, come dici tu, con le classi non standard il tutto viene stravolto.

    Le impostazioni (inclusi i pollici di scarto ecc) le ho copiate dalla classe book (prendendo come riferimento, però i 12pt)…ho fatto un macello? Credo di aver capito che un conto è la gabbia del testo (ovvero dove “posso” scrivere)..e un conto è quanto concedi di scrivere…impostando infatti \textwidth=pagewidth (per fare un test perché non capivo per quale ragione mi si sballasse sempre tutto) lo sfondo copriva (giustamente) tutta la pagina in larghezza..il testo no. Restava infatti della stessa ampiezza di prima e solamente iniziava tutto sul fianco sinistro del foglio (arrivando fino poco oltre la metà). Questo mi ha fatto capire (dopo un po’ di ricerca) che è da impostare anche (volendo coprire di testo tutta la zona copribile con del testo..) \hsize=\textwidth… (ovvero “ti concedo di scrivere tanto quanto -puoi-“).

    In ogni modo poi non ottenevo comunque quello che volevo (non so perché ma con textheight e vsize le cose non funzionavano allo stesso modo nemmeno impostando gli altri margini di testatine ecc…poi era tardi e quindi…in sintesi: non ce l’ho fatta :-)) e ho lasciato perdere e ripristinato la tua versione (questo ieri)).

    Io quindi prenderei questa decisione: proporzioni fisse e indipendenti da quale stile/classe si adotti (ora…non so se si possano impostare le proporzioni di pagina in modo che se imposto un domani B5 mi fa le proporzioni del B5 ecc…ovvero proporzioni pagina=proporzioni gabbia del testo (e anche del testo…)), con spazi e margini che (a livello di copertura della pagina) assomiglino a quelli della classe book (ovvero una buona copertura con sufficienti margini ma non eccessivi o “squilibrati”)

    Oggi e domani, come dicevo, non riuscirò a vedere nulla e sicuro nemmeno lunedì se non, forse, la sera (…primo appuntamento con il mio relatore dopo il primo per la decisione dell’argomento).

    Riguardo il non “replicare fedelmente la copertina in modo che si adatti paro paro con ogni classe” (mio scopo iniziale) … ma fare una “mia copertina che sia compatibile con il senso visuale dell’originale ma secondo standard che condivido di più visivo-emotivamente” che dire… OK. Infatti la tua versione in modalità book mi piaceva e (probabilmente) la userei così com’è se usassi quella classe…(era nelle altre classi che veniva talmente stravolta che oltre a sembrare tutta un’altra nemmeno mi piaceva..)

    Devo studiarmi bene i “nomi” delle porzioni delle pagine come da guida GuIT (che mi pare di aver letto da qualche parte che si può comprare…è vero?! dove? Perché nel caso..evito di stampare millemila pagine :-)) e poi devo vedere bene geometry..ma credo che ripristinare le esatte proporzioni di pagina senza usare coefficienti approssimati o correzioni (per lo meno a livello macchina) sia sicuramente più efficiente…

    Mi pare (non ho letto ma solo scorso quindi non vorrei dire una boiata..) che la tecnica delle strisce (adottata da quello che ho capito anche nelle classi KOMA-script originali) sia semplice ed efficace..dovrebbe quindi trattarsi solo di ampliare (eventualmente) e centrare la gabbia a piacimento in modo proporzionale alla pagina per avere dei margini “adeguati”… (scusate..ridete anche voi con me rileggendo il “solo” 🙂 :-))

    Vabbè, ora è già troppo tardi quindi vado a dormire. Io ci mediterò su durante la prossima settimana.

    Buona notte a tutti e grazie 🙂

    Corrado.

    in risposta a: OS X – Mavericks & TeXShop #90554
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    Verisone 3.26, l’ultima. MacBook Pro 2011.

    Diciamo che mi succede quando chiudo e riapro documenti, quando chiudo la console e faccio ripartire la compilazione…un po’ a caso insomma quando “riapre qualcosa”.

    Il sistema invece non mi è crashato ancora, per fortuna…

    ps @oldClaudio (e gli altri utilizzatori di Maveriks) attenzione a colelgare dischi esterni, per lo meno fino al prossimo aggiornamento di sistema (che non è ancora avvenuto…) ci sono stato (non isolati…) casi in cui senza motivo il sistema decidesse di formattare completamente l’hdd eserno (usb, FW, rete che fosse) (per lo più con i WesternDigital)…quindi occhio! (o in ogni caso dare un occhiata a questo che sembra risolvere il problema coi WD…ma ci sono stati casi di reset anche con i LaCie…)

    saalvé

    in risposta a: [RISOLTO] Frontespizio (ars/classic/KOMA…) #90505
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    Ho letto la tua risposta, grazie per le delucidazioni. ArsTeXnica lo posso già scaricare e quindi lo andrò a guardare di sicuro (ovviamente il problema è sempre che il tempo per farlo non collima con la mia necessità attuale ma comunque me li scarico e li leggerò, sopratutto quello che hai appena citato)

    Nel pacchetto che mi hai dato però risulta un problema:

    con la mia versione precedente (quella subito prima della tua) il tutto restava perfettamente identico a quanto ottenuto con uniudtesi (compreso il non centramento perfetto, all’interno del foglio, della pagina che risultava (prima) leggermente scostata verso sinistra) e questo sia con la classe book che scrbook che con arsclassica ecc quindi, rispetto a questo aspetto (il rendere centrale il tutto), le tue modifiche risultano ottime.

    In particolare qualunque combinazione di book/scrbook uniudtesi/miouniud(v0.1) produce lo stesso identico risultato in tutto (quello che riguarda la copertina ovviamente…) e ricompilando, con il pdf sincronizzato in parte, non si apprezza alcuna differenza. Aggiungendo classicthesis o arsclassica..macello..(anche fanno lo stesso identico macello :-)…stiamo sempre parlando della mia versione e di quella originale…)

    Usando invece il tuo miouniud(v0.3) le cose cambiano, comunque. (Cosa che con la classe book, sinceramente, porta a un netto miglioramento lasciando invariato il “senso” globale visivo della pagina, ma che con scrbook e scrbook+classicthesis non è così.)

    Con la classe book infatti l’effetto è in massima parte solo che migliorato: tutte le proporzioni sono rimaste le medesime con il tutto ben centrato e il logo che non “invade” più il sottotitolo (ottimo miglioramento rispetto l’originale). Solo l’indicazione della data scende in manierà (però) considerevole, tanto da dare un idea di minore “compattezza” a colpo d’occhio e di una maggiore “longilineità” del tutto. Mentre tutti gli altri margini e disposizioni sono migliorative (tenendo sempre fede al colpo d’occhio quando guardi la pagina originale e quella modificata), il ribassamento dell’anno accademico mi è sembrato modificasse eccessivamente il senso visivo della pagina. L’ho risolto aggiungendo semplicemente un \vspace{\baselineskip} subito prima di \end{titlepage}. Ottenendo la mia verisione 0.4 che allego. Questa versione, dovessi io usare la classe book, sarebbe di sicuro la mia preferita e (dubito) migliorabile (nella grafica… poi nel codice e nei comandi… abbiamo le note fatte :-)): è proprio Bella e analoga all’originale!

    [attachment=832]miouniud_2013-11-21-2.zip[/attachment]

    Riporto qui anche la mia vecchia ultima versione con il nome 01 (nome della versione) per fare dei confronti in merito a quanto seguirà (prima di compilare il .dtx togliere, se c’è… non ricordo… lo “01” finale dal nome).

    [attachment=833]miouniud01.zip[/attachment]

    Con questa versione, ma anche con la tua, di miouniud (che è esattamente uguale alla tua se non per i commenti e l’aggiustamento della zona “anno accademico”) cambiare da classe book a classe scrbook (o scrbook+classicthesis) crea problemi.

    Nel primo caso (solo scrbook) il tutto diviene più grosso (un po’ più allungato in verticale e un po’ più largo) e anche spostato più in alto, in modo sensibile. Invece, caricando anche classicthesis (caricare arsclassica è uguale perché carica di suo classicthesis e i problemi non aumentano né diminuiscono a livello di disposizione degli oggetti) gli spazi vuoti superiore e inferiore diminuiscono tantissimo, la larghezza del tutto si riduce notevolmente, il logo diventa molto più piccolo e il tutto sembra molto schiacciato e allungato.

    In entrambi i casi (anche se nel secondo in modo molto più evidente) l’impatto visivo della copertina cambia in modo sensibile.

    Questo credo proprio in virtù del fatto che è tutto definito in funzione delle gabbie della classe, e mentre scrbook le cambia poco rispetto a book (magari aumenta le dimensioni ma le proporzioni restano grossomodo le medesime), classicthesis le cambia profondamente (a livello proprio di proporzioni, dando un senso della pagina stravolto).

    Sinceramente non sapevo come mettere mano alla parte di codice di Gorni (e l’avevo ricopiata tale e quale se non con le modifiche suggerite per gli ifscvoid e i pacchetti, per i quali condivido la tua obiezione sul mio comando) e, anche se effettivamente più leggibile, non saprei come modificare la struttura della tua versione, a parte qualche piccolezza come l’aggiunta dello spazio adeguato sotto all’anno accademico per ottenere un risultato leggermente differente che mi pareva più coerente con le proporzioni dell’originale (sempre nella classe book però…)

    Adesso mi sono scaricato (e stampato) un bel po’ di documentazione che mi mancava e piano piano la leggerò (ora per me è prioritario finire con l’ultimo esame e proseguire con lo studio della tesi, altrimenti avrò da scrivere poco :-))

    Avrei comunque pensato di impostare le cose (a livello di “proporzioni”) come si trovano in book (ovvero “l’originale”), all’interno dell’ambiente titlepage, per questo avevo aggiunto quanto segue (dopo un tot di tentavi per capire come usare la sintassi nel modo giusto…)

    `% A questo punto impostiamo le gabbie del testo (ricordando che avranno
    % effetto solo localmente) in modo analogo alla classe book per ottenere un effetto
    % visivo sempre (proporzionalmente) uguale a quello originale. Cominciamo
    % memorizzando la dimensione del foglio (meno 2in per i margini) e quella media
    % della riga utile per avere un numero di caratteri pari a 60-70 ciascuna.
    % Per semplicità considereremo un corpo standard di 12pt.
    % \begin{macrocode}
    \setlength\@tempdima{\paperwidth}
    \addtolength\@tempdima{-2in}
    \setlength\@tempdimb{390\p@}
    % \end{macrocode}
    % A questo punto (visto che non vogliamo né eccedere i margini del foglio né scrivere
    % più di quanto \emph{saggio}) consideriamo la più piccola delle due soluzioni.
    % \begin{macrocode}
    \ifdim\@tempdima>\@tempdimb\relax
    \setlength\textwidth{\@tempdimb}
    \else
    \setlength\textwidth{\@tempdima}
    \fi
    % \end{macrocode}
    % A questo punto, impostiamo l'altezza. Consideriamo quindi tutta l'altezza del foglio
    % e togliamo 2in per i margini e 1.5in per le testatine (che sono comunque tenute in
    % considerazione anche nella copertina).
    % \begin{macrocode}
    \setlength\@tempdima{\paperheight}
    \addtolength\@tempdima{-2in}
    \addtolength\@tempdima{-1.5in}
    \setlength\textheight{\@tempdima}
    % \end{macrocode}
    % A questo punto, avendo le gabbie impostate come nella versione originale (qualunque classe si stia usando) possiamo definire la copertina facendo riferimento a tali dimensioni in modo relativo, cosicché anche se si modificasse la pagina di output (ad esempio in A5) continuerebbe tutto ad avere la stessa “proporzione''.
    `

    Il tutto inserito dentro l’ambiente titlepage…sono riuscito a fare in modo che funzioni ma… chiaramente… non fa quello che voglio e incasina tutto..sia scrbook che book… quindi ripristino alla versione 0.4 su allegata.

    Ora, visto che sono le 23.43… per oggi basta

    buona notte 🙂

    (Domani, sarò libero solo al mattino e credo lo passerò a studiare, sabato e domenica pure, quindi… buon fine settimana a tutti, e grazie!)

    ciao ciao

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    in risposta a: Dove installare pacchetto venndiagram #90537
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    Domanda,

    per ridurre al minimo i rischi, sarebbe possibile installare parallelamente TeXLive all’attuale MikTeX in modo da avere un sistema aggiornato su cui provare a lavorare (e in caso di successo continuare…) ma nel caso in cui venisse fuori che anche lei usasse comandi o pacchetti non più disponibili nella nuova versione (e quindi ciao ciao tesi) possa (sia costretta, in realtà, a…) cercare una soluzione alternativa al suo problema, ma ritrovare comunque tutto a posto sul vecchio sistema?

    in risposta a: [RISOLTO] Frontespizio (ars/classic/KOMA…) #90503
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    Bene, seppur senza parole, ringrazio e commento 🙂

    Allora, l’ho letto tutto d’un colpo (stampando e segnandomi le cose da vedere come, per esempio, il manuale di e-TeX…che leggerò finito quello di Enrico :-)).

    Prima modifica in assoluto nel pre-ambolo: Claudio, direi che il tuo contributo è sufficientemente rilevante perché tu sia “citato” (mi chiedo in effetti quanto “io”…ne abbia il diritto :-)), nonostante che potrebbe restare un pacchetto a uso solo personale (anche se finiti di aggiustare i commenti e tolti quelli utili solo a me…potrei mandarlo a Gorni per proporgli di sostituire quello presente..)

    Sempre nell’ambito commenti, ho aggiunto esplicitamente che tale pacchetto sarebbe da caricare tra gli ultimi in fondo (ma prima di hyperref), inoltre ho aggiunto alla nota sugli sviluppi futuri (riguardante la possibilità di avere un openright) anche la possibilità di inserire un colophon dietro al titolo (anche se per una tesi no so quanto senso abbia…ma è giusto una nota così magari un domani ci penso…o mi rendo conto che non ha senso e lo elimino :-))

    Ma veniamo alla sostanza:

    – Utilissimo e graditissimo il Warning, che mi ha permesso di imparare (che parolone) che è uno strumento usabile (non ci avevo nemmeno mai pensato…)

    – Le chiamate condizionate sono le medesime che avevo usato io (e la cosa mi fa molto piacere :-)) unica differenza è che io avevo fatto un comando
    `\newcommand{\SafetyLoadPackage}[2][]{\@ifpackageloaded{#2}{}{\RequirePackage[#1]{#2}}}`
    per evitare di riscrivere tutta la sintassi ogni volta. Questo potrebbe portare a qualche problema? (tenendo conto che nel nostro caso la parte opzionale delle opzioni sarebbe determinata…e vuota! Anche se…per lo stile della pagina vuota nel retro della copertina potrebbe fare comodo inserire opzioni…)

    – Sono anche felice che avevo capito bene come usare ifcsvoid e lo avevo usato nello stesso modo (anche se ovviamente in un contesto, direi, completamente differente :-)).

    – Avevo pensato anche io che renewcommand fosse eccessivo e per questo avevo provato a usare (da ignorante) let…con pessimi risultati 🙂 direi che devo studiarmi bene quella parte e capire anche bene perché tu, invece, consigli l’uso di def o gdef….(segnato! :-))

    – la parte su empty e compagnia, non l’ho capita…d’accordo che potrebbe essere utile usare un’altro stile (nel qual caso, nel documento, basta assegnarlo come opzione a cleardoublepage[], giusto?)..dunque se non ho capito male il problema potrebbe essere se si volesse modificare lo stile di “quel” cleardoublepage, ovvero quello dietro la copertina, che dovrebbe essere passato come opzione al pacchetto stesso, cosa che (al momento) non è possibile…giusto? Ma perché ci sarebbe l’esigenza di ridefinire uno stile tutto nuovo non l’ho capito (per non modificare il cleardoublepage originale?)

    – Posizionamento di polloPallido: furbissima e intelligente l’idea di usare p@ ma non ho capito perché il “-1in” alla fine del calcolo. Di fatto imposti i margini di pagina da lì, e dici che la dimensione della tua figura è zero (cosicché diventi quella di pollo Pallido, opportunamente riscalata) e (visto che si parte dal “bordo pagina” appena impostato) devi preoccuparti solo della coordinata y (da cui la “x”=0) e la poni scendendo della distanza della testata (ok), di metà dell’altezza del testo (ok così ci troviamo a centro gabbia testo..credo) e poi risali di metà della larghezza del testo…di questo passaggio non sono sicuro di aver capito bene…lo fai perché sai già che l’immagine prenderà tutta la larghezza della gabbia e quindi sali di (metà di) quella misura per renderla (l’immagine) perfettamente centrata?!..se è così…sei un genio, altrimenti…non ho capito una mazza :-)) A questo punto inserisci nel punto appena individuato (0,0) il disegno allineato a sinistra in alto ([lt]) debitamente riscalato della larghezza opportuna…giusto?! Sinceramente è una delle parti che più fatico a interpretare, e a trovare riferimenti per capirne i comandi (magari quando avrò finito di leggere la guida di Enrico e le altre cose scaricate mi sarà tutto più chiaro.. :-))…credo che un po’ di esperienza e un po’ di studio dei parametri di pagina e relativi comandi sia sufficiente (e necessario :-))..cose che credo comunque siano acquisibili, ad esempio, studiando la documentazione di geometry…(segnata! :-))

    – Composizione: centering in luogo dell’ambiente center lo avevo gia discusso altrove (non ricordo dove) e concordo che sia meglio (sballava esagerando un tot gli spazi, giusto?!). Per il resto ho solo un paio di dubbi.
    1) Se, filosoficamente, è impostato tutto relativo alla pagina in corso e alle sue dimensioni (quindi magari anche un A5…) perché lo spessore delle linee separatrici lo hai modificato con un metodo proporzionale mentre la lunghezza delle stesse no?
    2) Devo capire bene come, quando e perché usare med/big-skip, e sopratutto il senso di [\medskipammount] (in particolare l’uso fra quadre…), capire quando, perché e come usare il comando par.

    – Mi è poi piaciuta molto la soluzione usata per tabular, io non avrei mai pensato che, non andando a capo, le due tabelle si inserissero nella stessa riga! (Le quali, opportunamente spaziate…bellissimo, essenziale, efficace!)

    Per il resto, (dedica inclusa, la cui sintasssi mi è chiara, anche se non so se mi sarebbe venuto in mente di scriverla così :-))…che dire…Super!

    Grazie infinite ancora 🙂

    (In allegato la versione 0.3 comprendente le piccole modifiche (ai commenti e di battitura) attuate da me…fra un po’ magari, dopo che avrò studiato il necessario (o almeno il sufficiente :-)), arriverà una 0.4 a cui conto seguirà una 1.0 da proporre a Gorni :-))

    Corrado.

    [attachment=831]miouniud_2013-11-21.zip[/attachment]

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    in risposta a: [RISOLTO] Frontespizio (ars/classic/KOMA…) #90501
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    Non so che dire…

    Grazie mille.

    in risposta a: Dove installare pacchetto venndiagram #90535
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    Sposo anche io l’idea di installare TeXLive ma senza installare il pacchetto in tutto il sistema, potresti provare a mettere il contenuto del file .zip dentro la cartella che contiene il tuo file principale .tex (in modo che, per intendersi, i file tesi.tex e pacchetto.sty stiano nella stessa cartella)

    In questo modo, è vero che funzionerà solo per quel file (ovvero la tua tesi), ma (essendo la tesi magistrale e magari non hai tutta sta voglia di rischiare un’installazione da zero di tutto mentre la stai scrivendo..) potresti risolvere ogni problema e intanto lavorarci. A rimettere tutto a nuovo ci penserai a laurea avvenuta…che dici?! 🙂

    Ciao ciao,

    Corrado.

    in risposta a: [RISOLTO] Frontespizio (ars/classic/KOMA…) #90499
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    Eccoci, dopo un po’ di peripezie 🙂

    Il problema della chiamata potenzialmente multipla (con eventuali conflitti) l’ho risolta con un test (eseguito da un comando che ho fatto io così da non dover ripetere ogni volta tutta la sintassi). L’unico dubbio che mi resta è se, in questo modo, eventuali opzioni date al pacchetto base (nel nostro caso miouniud.sty) vengano passati anche ai pacchetti, eventualmente, chiamati.

    Ho scaricato e stampato la documentazione di etoolbox, gli ho dato una scorsa trovandolo molto interessante come ausilio da tenere sottomano (una volta noti i comandi che si prefigge di migliorare/potenziare…)

    ho fatto dei tentativi anche di cambiare la struttura in se dei comandi di impostazione del frontespizio (come \titolo, \relatore, ecc) sfruttando che, visto che no mi serviva più impostare di default un carattere (in questo caso era “?”) allora forse no mi serviva nemmeno fare tutto il giro tipo \@titolo—>\newcommand{\titolo}[1]{\renewcommand{\@titolo}….} ma devo aver fatto un po di confusione e mi dava strani errori (inizialmente mi diceva che inserivo la dichiarazione dei comandi, ad esempio \titolo{mio titolo} prima di \begin{document}…poi li ho messi dopo \begin{document} e mi davaun’altro errore tipo…non ricordo :-)) quindi ho rimesso tutto com’era, eliminato i \let\comando\contenuto rimettendo i vari \newcommand e \renewcommand ed ora funziona tutto, e mi pare bene.

    Che ne dite? il dtx in allegato (ho notato con piacere che una tesi può non avere un tesista…ma DEVE avere un relatore :-))

    buona notte

    Corrado (ps. “Dork” ha una lunga storia che risale ad anni prima che scoprissi fosse una parola con un significato (non c’era Internet all’epoca…)…per me il significato che gli detti all’origine (pensando di essermela inventata) ha più importanza 🙂 per questo me lo tengo. In ogni modo, grazie per la premura)

    [attachment=828]miouniud_2013-11-20.zip[/attachment]

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    in risposta a: [RISOLTO] Frontespizio (ars/classic/KOMA…) #90498
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    OldClaudio” post=90039Però subito prendi l’abitudine di evitare lo stile “maccheronico” per l’inglese: University of the Studies of Udine sembra tradotto dal traduttore di google 😀 ; in inglese si dice University of Udine oppure Udine University, la prima versione mie sembra più British, la senconda pi American, ma non escludo che sia indifferente sia in Gran Bretagna si negli USA.

    Inoltre nessuno ti obbliga a scrivere il pre- e il post-ambolo del del file dtx in inglese.

    Infatti è strano… io di solito odio tradurre i nomi in altre lingue… non so perché l’ho fatto ma dubito ricapiterà! (In ogni modo resterò sull’opzione “Università degli Studi di Udine”!)

    OldClaudio” post=90039
    Hai letto la documentazione di geometry; non sei tentuto a caricarla di nuovo per passare certe opzioni, andando in possibile conflitto con altri pacchetti, come arsclassica, che magari hanno richiamato lo stesso pacchetto con opzioni diverse; puoi semplicemente eseguire un test per verificare se geometry è stato caricato ed eventualmente impostarne le opzioni desiderate senza ricaricarlo; lo stesso vale per graphicx, anche se generalmente lo si chiama senza opzioni da qualunque pacchetto; tuttavia non è escluso che lo si chiami con opzioni e allora addio compatibilità, ma arriva un bel messaggio d’errore di “option clash”. Inoltre geometry dovrebbe permetterti di usare temporaneamente uno stile di pagina diverso mediante comandi espliciti. oppure sfruttando il fatto che dentro titlepage le variabili locali possono essere reimpostate con la sicurezza che all’uscita dell’ambinete vengano ripristinate automaticamente.

    Su questo tipo di test sono pienamente d’accorda, devo prendere l’abitudine a inserirli e rivedermi nel codice dtx che mi avevi corretto per “dispensa” come fare! Poi ci provo!

    OldClaudio” post=90039
    Il pacchetto ifthen è un altro pacchetto “standard” che dovrebbe essere sicuro nell’uso; in realtà è facile combinare pasticci. io penso che i test che il pacchetto etoolbox siano molto più efficaci; magari sono più complesse le operazioni booleane fra i vari test, ma vale la pena di usare etoolbox, più efficace e “moderno”.

    Ora mi scarico la documentazione e gli do un occhiata, sinceramente avevo ricopiato il codice di uniudtesi senza guardare nel dettaglio cosa facesse.

    OldClaudio” post=90039
    Sono dettagli, ma visto che stai studiando per imparare…

    Questo per me è ottimo, sono i dettagli che contano! Grazie 🙂

    Ora vedo se riesco a implementare le chiamate condizionate di geometry e compagnia bella, e do un occhiata a etoolbox, vediamo che viene fuori 🙂

    in risposta a: [RISOLTO] Frontespizio (ars/classic/KOMA…) #90493
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    22.45 — eccomi (ce la posso fare in 15′ e andare a dormire presto?!…vedremo!)

    Allora, grazie Claudio per i consigli e ancora di più per il chiarimento (riguardo a Gorni).

    Adesso, come dicevo, non riuscirò a studiarmi le cose per bene, ma farò tesoro dei tuoi suggerimenti per “fra qualche mese”!

    Nel frattempo, spinto anche dai consigli di Lorenzo, ho scoperto che nel pacchetto uniudtesi.sty viene già modificato \maketitle usando \titlepage. Quindi, seguendo il consiglio di Claudio, mi sono letto (un pezzo) del pacchetto geometry per capire come mai incasinava tutto. Ho scoperto alcune sue potenzialità e ho scoperto che se lo carico prima di arsclassica, quest’ultima vince su di lui!

    Soluzione: ho creato un .dtx (che allego così me lo commentate :-)) che richiama i pacchetti utili (ifthen, graphicx e geometry) chiedendo (esplicitamente a livello di descrizione non in modo automatico nel codice tipo AtBegin…) che tale pacchetto (miouniud) fosse caricato prima di ogni altro pacchetto di stile che modifichi le gabbie.

    A questo punto ho replicato la struttura implementativa del frontespizio. Infine nella modifica di \maketitle ho fatto in modo che prima di richiamare \titlepage (ma dopo \maketitle) geometry salvasse tutte le impostazioni di pagina, dopodiché ho fatto partire \titlepage e, sempre con geometry, ho impostato la pagina al default (di geometry..ovvero quella che volevo) e ho riportato tutta la costruzione del frontespizio.

    Per finire, prima di chiudere \maketitle ma dopo aver chiuso \titlepage, ho richiamato (sempre grazie a geometry) le impostazioni base pre miouniud (dunque nel mio caso quelle di arsclassica). Fine. Funziona. (Fin’ora :-))

    Nota:
    Non ho capito perché nel modello di tesi di Lorenzo (che chiaramente richiama arsclasssica) siano state inserite le tre righe di “ottimizzazione all’A4”
    `%\areaset[current]{336pt}{750pt}% margini ottimizzati per A4
    % \setlength{\marginparwidth}{7em}
    % \setlength{\marginparsep}{2em}
    `
    ma visto che (per ora) a me non fanno alcuna differenza da nessuna parte… le ho lasciate commentate nel preambolo (a me pare riproducano il layout di arsclassica quando non la si carichi, sbaglio?)

    grazie mille, buonanotte ciao ciao 🙂

    22.59 — mitttico 🙂

    [attachment=827]miouniud.zip[/attachment]

    Correzione allegato (inserito inizialmente in dtx) + correzione italiano = 23.10 — uff 🙂

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    in risposta a: [RISOLTO] Frontespizio (ars/classic/KOMA…) #90490
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    Ora, sinceramente, mi sento in colpa.

    Lo avevo citato per rendere evidente chi (mi) aveva (gentilmente) messo a disposizione il pacchetto, non per fargli arrivare critiche che ritengo sarebbero da rivolgere a me.

    Io sono uno studente di Matematica di Udine, non ho ancora iniziato a scrivere la tesi magistrale ma solo a impostare il “come la voglio” (come permette e promuove la filosofia TeX … quindi potrei cambiare e rifare tutto da zero, magari non negli immediati prossimi giorni in cui devo necessariamente studiare ma sicuramente potrei farlo).

    Gorni è il motivo per cui amo LaTeX, il suo corso (anni fa) mi ha fatto nascere quella passione per cui credo, dopo anni, di non essere più un dilettante anche se ogni volta che accendo LaTeX mi ci sento (e non è che mi ci sento come vi ci sentite voi…ma sul serio :-)).

    Quest’anno dopo anni, anni, che non ci studio su ma ci scrivo praticamente tutto e in qualunque contesto (credo mi manchi solo di cominciare a scriverci la “lista della spesa”…) e leggo tutti i vostri documenti (tutti è una parola grossa..ma li scarico e li leggo a pezzi a tempo perso, quello si, ho una cartella LaTeX piena piena :-)) ho deciso di approfittare della tesi per imparare anche a programmarlo (in attesa del dopotesi per imparare a farlo “sul serio”..). Così ho iniziato a leggere il tuo (Claudio) (grazie) documento scaricando (e stampando) anche quello di Enrico (grazie anche a lui :-)) più un altro tot di altri documenti vari.

    Dopo il primo .dtx con “libro” (copiato alla lettera per capirlo, compilandolo e diventando matto in giro per forum (cercando) e quant’altro perché non funzionava..e prima un errore di battitura (mio)..poi un altro, poi un altro…fino a quando corretti tutti, e non funzionava, l’ho ripassato lettera per lettera ed era uguale..cerco e scopro, come ti ho segnalato, che mancava una “s” non ricordo nemmeno più dove) ho provato poi (avendo letto l’esempio più avanzato 🙂 e goloso di provare ma stufo di copiare) a farne uno “dispensa” visto che ne scrivo (per me ovviamente) ogni tanto, e di quel progetto, direi, sapete tutto :-).

    Dopo aver letto l’Arte che avevo nel computer, e dopo averla finita e ricominciata, avendo scoprendo poi la nuova versione (Lorenzo se ti interessa sto raccogliendo nel pdf stesso delle note su qualche errore di battitura e cose che, a me, non sono molto chiare…ma se lo vuoi dovrai aspettare che lo finisca :-)), ho deciso di rifare il mio “modello” (brutale template con ogni possibile opzione con i commenti con come si usa ogni singolo comando ecc e che, ovviamente modificavo ogni volta…e non funzionava mai perché lo avevo fatto prima di convertirmi all’utf8…).

    Ho quindi scelto come base quello dell’Arte (che mi piace molto, note a margine incluse e che mi mancano nell’ultima versione..anche se nella tesi credo siano forse un po’ troppo “eccessive” e non credo ne metterò) e per l’occasione ho detto “perché non provo a fare un dtx, intanto, che di fatto sia questo nuovo template che ho già fatto?” avrei avuto un riferimento finito e funzionante con cui confrontare il risultato! Inoltre avevo modo di fare qualcosa di semplice in un mondo complesso ancora molto (a me) sconosciuto… e non avevo altro che da caricare e commentare, e il tutto nel modo bello-e-giusto.

    Questa cosa (come sapete…) non si è rilevata così semplice..ma alla fine la mia versione 0.5 di “dispensa” sembra funzionare benino. Facendola (grazie a voi) ho avuto anche modo di trovare alcuni problemini di arsclassica (che ti dirò,Lorenzo, sempre in un altro posto quando li avrò raccolti con ordine tutti, inclusi quelli che (credo ovviamente) di aver trovato nell’uso combinato proposto con il modello di tesi (ad esempio setti le opzioni di hyperref due volte..))).

    A questo punto mi sono sentito pronto per imbastire la tesi a modo mio, ho fatto un dtx (grazie al modello e alle modifiche di Claudio) con la parte matematica (che include anche le modifiche all’ambiente “sistema” di Lorenzo e l’ambiente che ho chiamato “nometeo” di Enrico per dare i nomi ai teoremi, con opportuna modifica di Claudio per le classi senza capitoli) e ho fatto un altro dtx con la “mia” (di Enrico) versione di varioref, la “mia” di arsclassica (semplicemente eliminando tutto quello che riguarda hyperref) e altri piccoli pacchettini ad hoc (sempre grazie a voi…come i numeri romani minuscoli “piccoli”!). Insomma ho fatto dtx quando non avrebbero rappresentato solo riassunti (in quel caso infatti è peggio fare un pacchetto unico…perché non ho la visione dei comandi caricati e mi incasino e basta)

    Ho caricato tutto e (ovviamente) non funzionava nulla, mille tentativi, un tot di modifiche (molto tot…) e credevo che il problema fosse arsclassica..lo tolgo e non era il problema, …boh il resto lo sapete..alla fine ho capito (questa mattina, ma dovevo scappare e quindi non ho tuttora modificato nulla) che koma ha i suoi margini , che io li modificavo con uniudtesi che poi li modificavo di nuovo con arsclassica (e la chiamata implicita a classicthesis)..e poi ancora con le tre righe di codice suggerite da Lorenzo nel suo modello di tesi per “margini ottimizzati all’A4″….insomma ho fatto un casino io…grossomodo perché ho usato pacchetti senza capirli (o senza studiarli) pensando “intanto li metto per avere quello che voglio e poi lo modifico ad hoc..e intanto imparo (facendo! che, per me, è meglio :-))”…e ora a casa scopro che anche correggendo tutto questo casino di ridefinizioni probabilmente non basterà..ma mi avete dato le dritte per accomodarlo comunque!

    Probabilmente adesso ricomincerò a modificare tutto..probabilmente faro delle prove con toptesi, magari per altro rispetto alla tesi (rispetto cui sono abbastanza convinto su arsclassica :-)), probabilmente (e questo è certo) vi stresserò a non finire e probabilmente (e questo invece è magico..) mi aiuterete e mi risolverete dei problemi incredibili che potrebbero anche (e lo fanno già) essere determinanti in parti della mia carriera accademica/lavorativa/personale …e senza averne nulla per voi.

    Ora, non c’è alcuna regola (che io sappia) nella nostra università per la tesi…ma il lavoro di Gorni è prezioso per tutti noi e io non conosco qui a Udine (purtroppo) molti “amanti” di latex (nel senso di qualcuno che cerca di capirlo, anche solo filosoficamente)..si limitano a vederlo come un mezzo (difficilissimo e incomprensibile) per un fine (la tesi) e poco altro.

    Sono io il primo a sentire e a volere usare il suo (di Gorni) pacchetto e la sua copertina, ma nessuno me lo ha mai chiesto o imposto..e mi sento già a disagio per voler cambiare gabbie, font ecc (tutte parole, tra l’altro, che prima di lui e di voi nemmeno conoscevo..) e lo voglio usare nonostante che io stesso lo abbia modificato togliendo hyperref in toto…Così come ho consigliato a colleghi altre modifiche al template che di Gorni per la tesi (come le codifiche, le cose riguardo l’ordine di chiamata, ai pacchetti ams ecc…).

    Ma il punto (oltre che non si comincia con “ma”, ma..spero me lo perdonerete :-)) ritengo, come dice Lorenzo, non stia in come ha fatto il lavoro lui o in come lo ha o non lo ha aggiornato… Sta proprio nel “suo lavoro”..e LaTeX non lo è.

    Tra l’altro con tutti gli errori o le antichità che ci possono essere, se uno prende il suo (di Gorni) modello e lo usa, ciecamente così com’è (e come fan molti…haimè!) funziona e, credo, funzioni piuttosto bene da quello che vedo sulle tesi di colleghi (o lo funziona con pochissime e banali modifiche).

    Inoltre, per inciso, a tali categorie di utilizzatori, io, ritengo invece sia prezioso il suggerimento di Gorni: credo infatti (spero…) sia scontata la stampa fronte retro..magari anche con due pagine per ogni facciata, nella bozza..a questo punto l’eliminazione delle pagine bianche si traduce in un risparmio di carta senza sacrificare nulla di locale (e trascurabilmente nulla di globale..)..nel primo caso infatti si risparmia un foglio ogni due pagine bianche prodotte da LaTeX con twoside. Nel secondo caso, uno ogni quattro. In ogni caso se contiamo indici, bibliografie ecc..almeno uno 🙂 a parità di stampa fronte/retro, compilare oneside invece che twoside porta a un risparmio di almeno un foglio (in genere più di due…)

    I suggerimenti li vedo proprio atti all’utente “in quindici giorni voglio scrivere la tesi con LaTeX e non so (e non voglio sapere) una mazza di niente, né di come né di perché”

    Comunque, tornando a noi e al “punto”: sono “io” (che mi metto a fare casino e creo casini) che faccio emergere le pecche dei pacchetti ma (come anche con il pacchetto che ha fatto Lorenzo..) glene sono infinitamente grato comunque ed è un lavoro incredibile e..incredibile..punto. E non è lui che “deve” tenerlo aggiornato a “causa” del fatto che ha deciso di impiegare mesi della sua vita per regalarcelo… siamo noi (che decidiamo di salire egoisticamente e a scrocco sulle spalle di voi giganti senza nemmeno chiedere permesso) che dobbiamo studiare per adattarlo alle nostre esigenze, e se troviamo errori o possibili migliorie (sarebbe gentile) proporvele o segnalarle nel forum a beneficio vostro e anche di tutti gli altri utilizzatori…ma resta comunque, anche in questo caso, una vostra scelta (indiscutibile e sopratutto ingiudicabile) aggiornare ancora, o meno, i vostri lavori…perché, semplicemente, non è il vostro lavoro..e noi non siamo nessuno per chiedervelo.

    Perlomeno, io non lo pretenderei..ma ringrazio e ringrazio e..ringrazio..e basta..anche per una cosa che ormai non funziona più..quella stessa cosa mi permette (nella massima espressione del mio egoismo) di imparare, di capire gli aggiornamenti, di appassionarmi.. ma anche fosse nulla di tutto questo..non ha importanza..perché immagino il tempo speso…e di sicuro io immagino molto meno di quello che è stato speso realmente! (e gratis)

    Ora, il tuo (Claudio) pacchetto (sinceramente) non lo conoscevo ma lo esplorerò presto perché mi hai incuriosito molto. 🙂 Riguardo il memoir, sinceramente e stupidamente, non l’ho ancora provato perché provo timore nei suoi confronti e mi sento ancora troppo indietro per affrontarlo 🙂

    Persone come voi, per me, non sono solo dei giganti ma dei santi, oltre che dei miti di organizzazione..io per risolvere mezzo problemino stupido non dormo la notte e mi sveglio in coma (e studio solamente nella vita..) voi risolvete e rispondete quotidianamente ai problemi di tutti, lavorate e magari avete pure una famiglia..e il tutto per cosa? Passione. È l’unica risposta che mi do. Di sicuro non sono soldi…e di sicuro non sono i grazie: quelli possono far piacere, sì, ma non possono motivare tutto l’impegno che ci mettete…ma comunque, dal canto mio, quelli non mancheranno mai, è certo! Ma la passione no la si può controllare né decidere né giudicare.

    Primo fra tutti non mancherà il mio grazie a Gorni (e mi permetto di scriverlo proprio perché, vi credo, non frequenta il forum :-)) credo di avere conosciuto (a differenza di quello che sento in altre facoltà in cui sono tutti che si lamentano dei professori che hanno) solo ottimi professori a udine, (ognuno per motivi diversi…) ma Gorni ha il dono di sforzarsi spontaneamente per far capire quello che spiega alla gente a ogni costo (e va al di là dello “spiegare” le cose)…la passione che ci mette nell’insegnare quello che racconta, non è da tutti. Io sinceramente non mi sento di metterlo alla gogna perché non ha aggiornato il suo pacchetto. Anzi, credo (dichiarazione infondata e bastata sul mio “vedere” e “percepire”) che tutti i laureati dell’Università degli Studi di Udine che abbiano scritto la tesi in LaTeX abbiano usato quel pacchetto, o modifiche (orribili…ne ho vista qualcuna ed era orribile..) del suo pacchetto, abbozzate magari da altri professori di altri dipartimenti e imposte ai ragazzi (spero e son certo con delle eccezioni, che non conosco).

    Poteva fare meglio? si. Poteva aggiornarlo? si! Per me non ha importanza, sarebbe stato un ulteriore di più… come lo è stato il fatto che mi ha dato soddisfazione quando all’esame di strumenti per la matematica (in cui ci ha insegnato LaTeX) mi ha chiesto dove avessi trovato uno dei font usati per scrivere il documento rappresentante l’esame (trovato grazie al fatto che mi aveva stimolato alla ricerca di pacchetti e altro..), avrebbe potuto promuovermi e basta. Un di più come quando, dopo l’esame, ho avuto un problema e mi ha dato il suo (nuovo) cd di TeXLive (del GuIT) per installarlo sul mio pc. Me ha reso LaTeX e voi importanti, mi ha costruito (sicuro senza volerlo ma con la sua “passione”) il mito dell’essere un utilizzatore di LaTeX. Avrebbe potuto farmi una copia (e non vi avrei conosciuti…), avrebbe potuto dirmi di scaricarmelo, avrebbe potuto dirmi di arrangiarmi… E avrebbe potuto non fare il pacchetto per regalarlo a tutti noi, e ora avrei una orribile tesi triennale in word e non mi sentirei mai orgoglioso, come mi sento ora, anche solo di “mostrare” le cose che scrivo, non passerei le giornate a cercare di convincere chi le vede (e si stupisce) di quanto sia bello il mondo LaTeX e che “con quindici giorni di penitenza vivrai il resto della vita in paradiso” (attorniato da un team immenso di gente meravigliosa e generosa).

    Per chiudere il mio infinito intervento (la dote della sintesi sto ancora cercando di farmela infondere in qualche modo), sono io che ho usato il pacchetto quindi la colpa del fatto che funziona male e non è aggiornato è mia (cavolo, non è neppure nelle distribuzioni ufficiali di TeXLive, ecc.). Da nessuna parte ha ostentato o garantito funzionamento o compatibilità tanto da meritarsi di essere giudicato nel suo comportamento. Ripeto, ritengo sia compito nostro riordinare per bene i suggerimenti o le pecche e mandare dei consigli di modifica a un autore (che ha tutto il diritto di non accettare, anche se leciti e corretti) e senza dubbio è nostro il compito di scrivere correttamente e in modo aggiornato i nostri sorgenti (come ad esempio ho fatto io con il suo pacchetto, il suo template, le stesse cose di Lorenzo,…ma anche solo nella scelta dei pacchetti aggiornati in logo di quelli obsoleti….se carico amsfont e amssymb no è un errore o una pecca di chi li ha scritti..ma è mia e se apro un vecchio documento e li sono caricati e li lascio…ancora mia).

    In ogni modo, tornando a noi, a me, e al tema primo della discussione. Domani cercherò di accomodare (anche e sopratutto grazie ai vostri suggerimenti) il mio sorgente in modo da ottenere senza conflitti, ripetizioni, o mille ridefinizioni dello stesso oggetto (la gabbia), il preambolo per la struttura che darò alla mia tesi. Poi vi farò sapere, ok? Promesso 🙂

    Siete davvero preziosi, per me personalmente. E spero che in futuro apprenderò abbastanza (anche in termini di capacità organizzative del mio tempo libero) per dare una mano anche io in questo forum.

    Anche se credo di capire quello che vi spinge ad alterarvi nel vedere qualcuno che non si impegna come lo fate voi, non vuol dire che il suo impegno non sia (o non sia stato) importante o fondamentale per qualcuno…e magari lo è stato anche per voi. Sopratutto nel fantastico mondo “tempo libero, e gratis” un contributo, qualunque esso sia, è sempre una bellissima piccola magia.

    Buona notte 🙂 e…grazie (darò uno sguardo anche a titlepage :-))

    in risposta a: [RISOLTO] Testatine sbagliate classicthesis+scrartl+F/R #90441
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    @Lorenzo
    : si. impostando twoside la testatina di destra risulta per tutto l’articolo “Elenco delle tabelle”

    @Enrico
    : grazie, il problema sembra risolto Egreg-iamente 🙂

    Ho un’altra domanda su classicthesis (+arsclassica, che mi piace molto) ma aprirò un’altro argomento. Questo lo segnalo come risolto, grazie ancora.

    in risposta a: [RISOLTO] Iniziamo a programmare #90295
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    Perfetto, ora funziona!

    Ho dato un occhiata al codice ieri ma non l’ho studiato bene, e non ce la faccio nemmeno oggi. Appena lo sistemo vedo se non mi sono chiare alcune cose e in caso scrivo 🙂

    Grazie mille!

    visto che il problema è risolto segnalo RISOLTO 🙂

    in risposta a: [RISOLTO] Iniziamo a programmare #90293
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    Buongiorno.
    Credo di essermi espresso un po’ male.

    Dicendo che il .dtx pensavo producesse file differenti, intendevo che avrei dovuto scriverci, uno in coda all’altro, il codice di ogni file da estrarre (con le relative istruzioni per l’estrazione). Questo spiega perché avevo inserito alla prima versione due \Finale e altri doppioni (che, alcuni da me, altri poi da Claudio sono stati eliminati). Avevo e sono consapevole che possa produrre diversi files (o non avrei scritto il codice come l’ho scritto)

    Poi mi sono espresso male per la storia dell’input. Intendevo quanto segue (per supportare l’idea che mettere tutto il marasma non ha senso neppure per me ma era solo un test “didattico”): se per creare un .pdf di una dispensa, diciamo vedo la classe che mi serve, i pacchetti che mi servono e faccio un .dtx con tutto quanto per avere una classe e un pacchetto questadispensa.cls[/] e questadispensa.sty, per poter scrivere il mio documento con il codice

    `
    \documentclass{questadispensa}
    \begin{document}

    \end{document}
    `

    Allora tanto vale che scrivo tutte le chiamate a i pacchetti che mi servono con ordine (tanto lo farei comunque nel .dtx) in un file opzioni.tex e scrivere il documento con il codice

    `
    \documentclass[]{}
    \input{opzioni.tex}
    \begin{document}

    \end{document}
    `

    che non cambierebbe nulla e starei anche meno.

    MA, visto cheil senso dei pacchetti è un altro, allora l’idea e di farne diversi per vari scopi e magari specializzarne qualcuno per comporre qualche struttura frequente nei miei documenti, inserirgli vare opzioni in modo che risultino versatili ecc in modo da chiamare pacchetti diversi (anche più di uno) volta per volta nei documenti che scriverò (condividendo quindi con voi nuovamente che il mio pacchetto dispensa.dtx in oggetto a questa discussione non ha molto senso di esistere, se non con finalità didattiche…non avesse prodotto quell’errore sui margini non ne avrei nemmeno parlato né usato e sarei passato oltre con lo studio e i test, magari con qualcosa di più utile, utilizzabile e versatile)

    Tra l’altro mi state dando un sacco di dritte bellissime! Ora vado a vedere la discussione su cui Enrico scrive delle codifiche in ingresso che sono curioso di capire “perché no” 🙂

    Ciao ciao e grazie ancora.

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