egreg9

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  • in risposta a: Parentesi graffa sulla destra e linea di fine testo #22029
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    Grazie egreg9 per la risposta!

    allora purtroppo con la tua soluzione mi da errore, anche se il pacchetto di amsmath è presente nel mio documento: (ecco i pacchetti che ho aggiornato nel mio documento)

    \documentclass[a4paper, 12pt]{report}
    \usepackage[latin1]{inputenc}
    %\usepackage{xymtex}
    %usepackage{xymtexps}
    %\usepackage{chemist}
    \usepackage[greek,italian]{babel}
    \usepackage{amsmath}
    \usepackage{amsfonts,amssymb,latexsym, amscd, euscript}
    \usepackage{epsfig}
    \usepackage{pstricks}
    \usepackage{fancyhdr}
    \usepackage{alltt}
    \usepackage{pst-circ}
    \usepackage{multirow}
    \usepackage{verbatim}
    \usepackage{rotating}
    \usepackage[all]{xy}
    \usepackage{geometry}
    \usepackage{upgreek}
    \usepackage[square,comma,sort&compress]{natbib}
    \usepackage[footnotesize, bf]{caption}
    \usepackage[ps2pdf]{hyperref}
    \hypersetup{colorlinks=true, linkcolor=blue, urlcolor=blue}
    \usepackage[or]{teubner}

    Inoltre, visto che mi avevi consigliato il pacchetot di amsmath, mi sono andato a leggere il manuale (proprio quello che avete in cima alla pagina del forum) ed ho trovato subito il codice che mi serviva (questo mi funziona)! ed è il seguente:

    \begin{equation*}
    \left.\begin{aligned}
    c_{P,Na_2CO_3(s)} &= 16.88 + 32.24 x \frac{T}{1000}\\
    c_{P,NaHCO_3(s)} &= 10.73 + 34.4x\frac{T}{1000}
    \end{aligned}
    \right\} \qquad \frac{cal}{gmoleK}
    \end{equation*}

    penso che l’esempio del manuale sia meglio, perchè non ho il riferimento pratico a quelllo che sto scrivendo.

    Che cosa di preciso ti dava errore?

    Ci sono parecchie cose da dire su ciò che scrivi. Il preambolo carica molti pacchetti che probabilmente non ti servono, di sicuro non devi caricare epsfig, ma graphicx.

    I nomi degli elementi chimici e i simboli delle unità di misura si devono scrivere in tondo: è tassativo in qualsiasi ambito scientifico.

    Perciò o usi uno dei pacchetti per i chimici (ne vedo di commentati nel tuo esempio) oppure usi \mathrm{Na} e simili per indicare gli elementi. Anche quella graffa con a destra solo le unità di misura mi sembra un brutto espediente.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: PdfLaTeX #22081
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    Yap l’avevo considerato, però purtroppo non è soddisfacente visto che la compilazione verso il file .dvi impedisce l’uso dei file .png, che molto spesso sono fondamentali. Aspetto notizie, se ce ne sono di succose.

    In fase di stesura e di revisione non è importante avere le figure. Se ritieni più importante la ricerca inversa hai due strade: lasciare un semplice spazio per le figure oppure comperarti un Mac. 🙂 Ho seguito la seconda prima che esistesse il pdf. 😉

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: PdfLaTeX #22079
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    [quote]3. Voi quando fate la revisione del testo (rilettura finale), leggete il file .tex o il file pdf? Secondo me il file .tex è più pesante come interpretazione al contrario del pdf ma passare continuamente da un file all’altro non è comodissimo (leggere il pdf, correggere il tex). Magari ci fosse un programmino in grado di migliorare la revisione di un documento! Sarebbe utile soprattutto per i documenti lunghi!

    Con TeXShop su Mac OS X puoi fare un clic sul PDF e ti porta più o meno al punto rilevante del documento, senza aggiungere nulla. Con altri sistemi puoi considerare l’uso del pacchetto pdfsync, che permette di fare lo stesso; ha un piccolo svantaggio: infatti può cambiare l’impaginazione, ma durante la stesura non è un grande problema.

    Concentriamoci su questa parte che è la più interessante. pdfsync sarebbe una figata, se solo non funzionasse esclusivamente con pdf-viewer che girano sul mitico Mac (che purtroppo non uso).

    Quindi aspetto idee in campo Windows. Sarebbero molto ben accette, vista l’utilità di fare una revisione di un documento in maniera snella (senza cioé dover passare continuamente da file .tex a file .pdf, operazione alla lunga fastidiosa).[/quote]
    Ti dirò, non uso quasi mai questa possibilità, tanto sono abituato a passare da pdf (o dvi) a .tex; su Windoze puoi usare Yap (che visualizza i dvi) che permette la ricerca inversa.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: PdfLaTeX #22077
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    Allora, diciamo che ho la bronchite in queste 2/3 giorni, quindi fino a lunedì sono chiuso in casa e ho mooooolto tempo libero, ovviamente. Quindi già che ci sono faccio domande più o meno sensate sul LaTeX.

    Auguri di pronta guarigione.

    1. Supponiamo che io abbia un file pdf da “incollare” nel mio file pdf generato da LaTeX ad un certo numero di pagina preciso (che sia la prima pagina o la ottava non cambia). Come faccio a dirlo a LaTeX? come faccio ad esempio a determinare che la numerazione sia congrua con il corretto numero di pagine del documento? (es. supponiamo che io debba inserire la prima pagina perché proviene da una fonte esterna non LaTeX, che sia la copertina: come faccio a dire a LateX questo: inserisci la copertina come pagina 1 (o I) e numera di conseguenza il resto?)

    Pacchetto pdfpages

    2. In fase di revisione del testo è ovvio che faccia comodo vedere il pdf. Magari uno sta lavorando sulla pagina 45, visto che le prime 45 sono a posto. Allora come faccio a dire a LaTeX, per velocità di compilazione anche, “genera un pdf in cui ci sono solo quelle 20 pag che momentaneamente mi interessano”? Con hyperref ad es. si può solo far aprire il documento alla pagina desiderata (opzione pdfstartpage), mi chiedo se ci sono altri modi.

    Velocità di compilazione? Se hai un vecchio Pentium 100, forse la faccenda può darti veramente problemi, altrimenti direi che un paio di secondi non fanno alcuna differenza. Ma c’è pure quello! Pacchetto selectp oppure pagesel.

    3. Voi quando fate la revisione del testo (rilettura finale), leggete il file .tex o il file pdf? Secondo me il file .tex è più pesante come interpretazione al contrario del pdf ma passare continuamente da un file all’altro non è comodissimo (leggere il pdf, correggere il tex). Magari ci fosse un programmino in grado di migliorare la revisione di un documento! Sarebbe utile soprattutto per i documenti lunghi!

    Con TeXShop su Mac OS X puoi fare un clic sul PDF e ti porta più o meno al punto rilevante del documento, senza aggiungere nulla. Con altri sistemi puoi considerare l’uso del pacchetto pdfsync, che permette di fare lo stesso; ha un piccolo svantaggio: infatti può cambiare l’impaginazione, ma durante la stesura non è un grande problema.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: numerazione pagine indice generale #22075
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    Si’ infatti mettendo \addcontentsline prima di \chapter* non funzionava, mettendolo dopo e’ tutto a posto 🙂

    Con \frontmatter non c’è alcun bisogno di aggiungere manualmente nulla, né prima né dopo. Che vuoi di più? Perché complicarsi la vita inutilmente? Non ti va che la numerazione delle pagine sia in numeri romani quando dai \frontmatter? Ecco qui come si modifica il comportamento normale della classe book (va scritto prima di \begin{document})
    `\makeatletter
    \renewcommand\frontmatter{\cleardoublepage\@mainmatterfalse}
    \renewcommand\mainmatter{\cleardoublepage\@mainmattertrue}
    \makeatother`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: numerazione pagine indice generale #22073
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    Sbagli l’ordine
    `…
    \begin{document}
    \maketitle
    \tableofcontents

    \chapter*{Prefazione}
    \addcontentsline{toc}{chapter}{Prefazione}%può andare anche prima di \chapter*
    \markboth{Prefazione}{Prefazione}

    testo della prefazione
    ..`

    i due comandi \markboth e \addcontentsline vanno sempre prima del contenuto del capitolo.

    Più semplice ancora:
    `\begin{document}
    \frontmatter
    \maketitle
    \tableofcontents

    \chapter{Prefazione}

    testo della prefazione

    \mainmatter
    …`
    I capitoli dati quando è in vigore la dichiarazione \frontmatter non vengono numerati e vanno automaticamente nell’indice, definendo anche la testatina opportuna.

    Mi lascia assai dubbioso la “prefazione”: una prefazione a una tesi non è molto comune. Di solito c’è una introduzione, che è una cosa molto diversa.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Novellino – Immagini che non stanno ferme #22048
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    Uso Latex da meno di 24 ore e sto srcivendo la tesi. Quardando in giro ho trovato manuali e tutorial che hanno risolto tutti i miei problemi, e devo dire che Latex è fantastico.
    Ma sto facendo a cazzotti con le immagini! Non stanno ferme. Nel senso che non stanno dove dovrebbero stare. Ad esempio devo mettere un’immagine alla fine di un paragrafo e la inserisco così

    `\begin{figure}[h]
    \centering
    \includegraphics{immagini/istruct.png}
    \caption{Gerarchia dell' archivio per il MailPlugin}
    \end{figure}`

    Ma questa me la ritrovo in mezzo al paragrafo successivo.
    Evidentemente non entra nella pagina alla fine del paragrafo dove voglio che stia e latex la mette dove centra. Come posso risolvere questo problema?

    Già spiegato più volte, ma una di più non fa male, visto che ti classifichi come “novellino”.

    I casi sono due: se l’illustrazione ti serve proprio lì e non puoi fare a meno di spostarla, usi un ambiente center senza didascalia. Senza didascalia perché in questo caso l’illustrazione fa parte del flusso del discorso (per esempio, un diagramma commutativo in algebra). Altrimenti la inserisci in un ambiente figure, nel testo poni il riferimento alla figura con \ref e lasci che LaTeX trovi il modo migliore per impaginare, anche spostando l’illustrazione; in questo caso la didascalia è obbligatoria.

    Non è possibile, in generale, che le illustrazioni del secondo tipo possano andare nel posto ottimale dal punto di vista del discorso; l’impaginazione ha le sue regole e se la figura è alta cinque centimetri quando alla fine della pagina ne mancano tre, l’unico modo per mettere la figura lì sarebbe di chiudere la pagina e iniziarne un’altra: fuori discussione.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: 3 warning con Beamer #21857
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    In questo stesso topic c’è la soluzione per il messaggio sui font non disponibili, sarebbe una bella cosa leggere il topic in cui ci si inserisce, che dici? 🙂
    `\renewcommand{\fontsubfuzz}{1pt}`
    .

    L’avevo letto, ma avevo anche letto quello che dici tu:

    Poi però non prendertela con me se ti perdi un avviso veramente importante di quel genere (difficile che accada, ma non si sa mai Smile).

    per questo non ho utilizzato il tuo suggerimento, e sono anche ora alla ricerca di un modo pulito per eliminare quei warning.

    Anche quello dipende da una scelta dell’autore di Beamer, che chiede un font a corpo 4 e nessuno dei font standard di TeX ce l’ha. Con \fontsubfuzz portato a 1pt, il messaggio sparisce, ma qualche avviso dello stesso tenore potrebbe invece essere più importante (anche se differenze di 1pt non dovrebbero far troppo male).

    Per favore, se devi parlare di avvisi o errori, è meglio se indichi un estratto del file .log e non solo il riassuntino che ne fa TeXnic Center.

    Non uso TeXinic Center, ma kile!

    Scusa. 🙂 Ma è lo stesso: quei riassunti possono essere utili durante le compilazioni, ma non tanto per riportare i veri errori in modo che qualcun altro possa capirci qualcosa.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: 3 warning con Beamer #21855
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    Anche a me stessa cosa. Io uno Latex (Texlive) su Ubuntu, e mi escono questi tre warning, con la classe beamer:

    /`usr/share/texmf/tex/latex/beamer/base/beamer.cls:0: Option `pdfpagelabels' is turned off(hyperref) because \thepage is undefined.

    TerzoCriterio.tex:36: Font shape `T1/cmss/m/n' in size not available(Font) size substituted on input line 36. Font shape `T1/cmss/m/n' in size not available(Font) size substituted

    TerzoCriterio.tex:0: Size substitutions with differences(Font) up to 1.0pt have occurred.

    [PDFLaTeX] 0 errors, 3 warnings`

    Avevo anche io capito da un po’ di tempo che non danno problemi, ma, sarà paranoia, mi danno fastidio. E non capisco da cosa sono causati.
    Mi paicerebbe anche a me levarli. Ciao

    In questo stesso topic c’è la soluzione per il messaggio sui font non disponibili, sarebbe una bella cosa leggere il topic in cui ci si inserisce, che dici? 🙂
    `\renewcommand{\fontsubfuzz}{1pt}`
    L’altro è un avviso del tutto innocuo (come quello sui font, del resto). Se non lo vuoi devi rivolgerti all’autore di Beamer oppure (ma non lo consiglio perché ne ignoro le conseguenze) scrivere prima di \documentclass{beamer}
    `\def\thepage{}`
    Per favore, se devi parlare di avvisi o errori, è meglio se indichi un estratto del file .log e non solo il riassuntino che ne fa TeXnic Center.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Della nomenclatura e del suo stile #21802
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    Si, in effetti è meglio una cosa più manuale. Va beh, l’ho preso come un esercizio.

    In generale è meglio evitare di appesantire le macro con argomenti il più delle volte inutili; si rischia, fra l’altro, di non ricordarsi più perché mai ci vanno!

    Un collega aveva la passione di definire decine di abbreviazioni per locuzioni ripetute come \sv per “spazio vettoriale” o \svv per “spazi vettoriali”, \svdf per “spazio vettoriale di dimensione finita” e roba simile. Può sembrare che questo permetta un risparmio, ma ha il grosso difetto di rendere illeggibile il documento .tex; e poi, a distanza di tempo, non è facile ricordarsi all’istante il significato delle abbreviazioni meno frequenti.

    Anche l’automatizzazione delle etichette è una pratica da evitare. Può sembrare conveniente definirsi qualcosa come
    `\newtheorem{teorema}{Teorema}
    \newcommand{teo}[2]{\begin{teorema}\label{#1}#2\end{teorema}}`
    e poi scrivere
    `\teo{pitagora}{La somma dei quadrati dei cateti è uguale al quadrato
    dell'ipotenusa.}`
    ma riflettendoci meglio si scopre che questo metodo ha vari difetti. Per esempio, rende impossibile fare ricerche globali delle etichette usate, cosa che invece è possibile se ogni etichetta è argomento esplicito di un comando \label. Inoltre la struttura \begin-\end marca meglio il file .tex, rendendo più visibili le varie strutture logiche. Se poi l’enunciato del teorema è molto lungo, si rischia di non trovare più la graffa di chiusura dell’argomento.

    Altro esempio da un altro collega:
    `\newcommand{\Hom}[3]{\operatorname{Hom}_{#1}(#2,#3)}`
    Io preferisco di gran lunga
    `\newcommand{\Hom}{\operatorname{Hom}}`
    (abbreviabile in \DeclareMathOperator{\Hom}{Hom}) e scrivere $\Hom_{A}(M,N)$ piuttosto che, come il collega, $\Hom AMN$. La marcatura dell’input è molto più evidente nel primo caso, secondo me, ed evita roba come
    `\Hom{S^{-1}A}{S^{-1}M}{S^{-1}N}`
    che invece diventerebbe
    `\Hom_{S^{-1}A}(S^{-1}M,S^{-1}N)`
    rispecchiando meglio l’output.

    Ne parlo qui. Magari non ti piacerà lo stile “professorale” :), ma forse qualcosa di buono lo trovi.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Della nomenclatura e del suo stile #21800
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    Diciamo che io non tornerò mai a word, questo perché basta ingegnarsi, avere lo spirito da programmatore e scrivere questa cosa che vorrei fosse controllata a e migliorata da voi cervelloni.

    `\newcommand{\capitolo}[5]{ %definizione di ogni capitolo. Si usa così:
    %\capitolo{Titolo breve}{Titolo lungo}{}{}{}, mettere y in una delle ultime tre caselle se si vuole andare alla pagina successiva rispettivamente per toc, lof, lot
    \if#3y
    \addtocontents{toc}{\protect\newpage}%usato per andare a pagina successiva nell'indice (toc)
    \fi
    \if#4y
    \addtocontents{lof}{\protect\newpage}%usato per andare a pagina successiva nell'indice delle figure(lof)
    \fi
    \if#5y
    \addtocontents{lot}{\protect\newpage}%usato per andare a pagina successiva nell'indice delle tabelle(lot)
    \fi
    \chapter[#1]{#2} %1=titolo breve, 2=titolo lungo
    \label{cap:#1}
    \markboth{\thechapter . #1}{\thechapter . #1} %in markboth mettere titolo breve o lungo?
    \phantomsection
    \addcontentsline{lof}{chapter}{Capitolo \thechapter \ – #1}%aggiunge un entrata nell'indice delle figure (lof=list of figures) a livello chapter
    \phantomsection
    \addcontentsline{lot}{chapter}{Capitolo \thechapter \ – #1}%aggiunge un entrata nell'indice delle tabelle (lot=list of tables) a livello chapter
    }`

    Sinceramente sta cosa mi piace, sebben vorrei verificare errori e fare anche una cosa raffinata in più. Non necessarimante in un chapter si definisce il titolo breve. Vorrei definire questo comando \capitolo con la possibilità analoga a \chapter di mettere o no il titolo breve.

    Soluzioni in cui si arriva a un dettaglio così specifico mi lasciano perplesso. Che succede se per caso in un capitolo non ci sono figure o tabelle? Nell’elenco relativo compare il titolo del capitolo seguito dal titolo del capitolo successivo. Mi pare di ricordare di aver scritto qualche macro al proposito qui, prova a cercare.

    Per il problema più importante, quello di emettere un \newpage nell’indice o in uno degli elenchi, la sintassi che proponi è pesante e involuta: ti costringe a scrivere tre argomenti quando nella maggioranza dei casi saranno vuoti. Meglio secondo me introdurre un secondo tipo di argomento opzionale:
    `\makeatletter
    \newcommand{\capitolo}{\@ifnextchar<{\@modifylist}{\chapter}} \def\@modifylist<#1>{\cleardoublepage
    \@for\@tomodify:=#1\do{\addtocontents{\@tomodify}{\protect\newpage}}
    \chapter}
    \makeatother`
    Vediamo i vari casi:
    `\capitolo{A}
    \capitolo{A}
    \capitolo{A}
    \capitolo
    {A}
    \capitolo{A}
    \capitolo{A}`
    I primi due sono gli usuali. Con il terzo e il quarto dici di scrivere un \newpage nel file .toc; ciò che va fra < e > è la lista separata da virgole delle estensioni di file in cui vuoi che sia scritto \newpage. Il vantaggio è che se usi il pacchetto newfloat con il quale puoi definire nuovi elenchi per nuovi oggetti galleggianti, il comando \capitolo non ha bisogno di alcuna modifica.

    Come altre volte, prendilo come un esercizio per studiare come funziona LaTeX. È molto più economico fare questi aggiustamenti a mano se si rendono davvero necessari. Una buona marcatura con commenti appropriati del documento .tex rende facile, in caso, ritrovare le modifiche per annullarle o raffinarle.

    Non userei per alcun motivo il titolo breve di un capitolo come etichetta (cioè come argomento di \label): l’idea è destinata al fallimento se per caso nel titolo breve metti una lettera accentata. Provare per credere.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Parentesi graffa sulla destra e linea di fine testo #22026
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    Domanda generica su amsmath. Ho letto un po’ la guida di amsmath ma non dovendo in questo momento scrivere particolare “roba” matematica non posso testare il pacchetto in qustione direttamente.

    Tanto per riassumere, quali sono i principali “miglioramenti” che questo pacchetto introduce? Quali sono i miglioramenti rispetto alla matematica del LaTeX “normale”?

    Semplice curiosità…

    Il principale miglioramento riguarda la possibilità di sostituire l’ambiente eqnarray, che di per sé produce risultati penosi, con altri ambienti molto più flessibili, come align e split.

    Ci sono vari altri ambienti come gather e multline per altri casi che si presentano quando si scrivono formule lunghe o insiemi di formule.

    Le matrici sono trattate in modo migliore rispetto a ciò che si può fare con array; anche per le frazioni ci sono comandi più flessibili. In più c’è la possibilità di dare alle equazioni “in mostra” etichette non numeriche richiamabili con il sistema \label-\ref. Il comando \text permette di scrivere testo che cambia corpo se compare a esponente o pedice.

    La lista non è completa.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Parentesi graffa sulla destra e linea di fine testo #22024
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    Salve a tutti! sono un nuovo utente, e da poco ho iniziato a lavorare con latex con il supporto dei manuali che ho trovato in questo sito, e l’aiuto di un mio amico.

    Benvenuto.

    a) Ho problemi a scrivere la parentesi graffa sulla destra (che ingloba le due equazioni) di una successione di equazioni, e poi, al centro della parentesi, scrivere un’altra frase.

    Devi caricare il pacchetto amsmath;
    `\[
    \left.
    \begin{aligned}
    &\\
    &

    \end{aligned}
    \right\rbrace
    \text{COMMENTO}
    \]`

    2) sulla guida di “latex” ho trovato un’opzione che non riesco a far funzionare; in pratica vorrei fare una linea di sbarramento alla fine del testo per separarlo dal resto della pagina.
    non so se mi sono spiegato bene, quindi vi rifaccio esempio:

    testo
    ———— (linea di sbarramento)

    nella guida ho trovato il seguente codice (e nonostante usassi il pacchetto verbatrim) mi da errore (o meglio…. mi scrive tutto quello che ho sotto l’ambiente!):

    \begin{verbatim}[frame=bottomline]
    testo
    \end{verbatim}

    Inoltre la guida mi dice che devo scrivere “verbatim” con la v maiuscola (così: Verbatim), ma siccome io ho \usepackage{verbatim} la scrivo con la v minuscola.

    No, non ti sei affatto spiegato bene. Il tuo testo deve essere di tipo “verbatim”? In ogni caso, esiste su questo forum la regola che ogni topic tratta di un solo argomento. Per favore, cerca di spiegarti meglio su questo punto aprendo un altro topic.

    (p.s. esiste una sezione del forum dove ci si presenta?)

    No, ma c’è un topic “Sondaggio: qual è la tua professione?” che può servire allo scopo.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Tabella con una colonna colorata #22020
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    È una regola generale che quando usi \raggedright, \centering o \raggedleft nell’ultima colonna di una tabella devi usare \tabularnewline invece che \\ per terminare le righe oppure scrivere >{\arraybackslash} prima dello specificatore nel preambolo di tabella.

    Naturalmente colortbl e booktabs sono leggermente incompatibili, te ne sarai già accorto.

    La situazione peggiora, allora. Comunque, visto che la tabella me la costruisco io, rinuncio tranquillamente a quel \raggedright. Tuttavia, anche così non va bene:
    `\documentclass{article}
    \usepackage{booktabs,colortbl,xcolor,array}
    \begin{document}
    \newcolumntype{U}{\columncolor[gray]{0.8}}
    \begin{tabular}{ccccU}
    \toprule
    a & b & c & d & f \\
    \midrule
    a & b & c & d & f \\
    \midrule
    a & b & c & d & f \\
    \bottomrule
    \end{tabular}
    \end{document}`
    Anche togliendo booktabs, l’errore
    `Illegal pream-token ([): `c' used.
    `rimane.

    😥 😥 😥

    Perché non leggi le spiegazioni? Quel \newcolumntype è illegale. Bastava togliere \raggedright dalla definizione che ti avevo dato. Lo specificatore U, secondo la mia versione, prende un argomento, cioè l’allineamento richiesto nella colonna:
    `\newcolumntype{U}[1]{>{\columncolor[gray]{0.8}}#1}`
    Puoi scrivere U{l}, U{r}, U{c} oppure anche U{p{10cm}}.

    Inutile piangere e strillare, prima si deve leggere. 🙂 La documentazione di array è molto chiara. I miei messaggi anche. 8) 😉

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Tabella con una colonna colorata #22018
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    ::

    `\documentclass{article}
    \usepackage{booktabs,colortbl,xcolor,array}
    \begin{document}
    \newcolumntype{U}[1]{>{\columncolor[gray]{0.8}\raggedright}#1}
    \begin{tabular}{ccccU{c}}
    \toprule
    a & b & c & d & f \\
    \midrule
    a & b & c & d & f \\
    \midrule
    a & b & c & d & f \\
    \bottomrule
    \end{tabular}
    \end{document}`
    Disperazione!

    Il codice non funziona:
    `something's wrong–perhaps a missing \item.`

    Più grave: è un codice difficile. Quello è un esempio di tabella con una colonna colorata che ho messo nella guida: l’uso di \newcolumntype ci sta, ma il codice dovrebbe essere semplice. Quindi non mi interessa una soluzione “spiccia e sporca”, mi serve porprio una soluzione “semplice ed elegante”. Quella sintassi, fra l’altro, l’ho presa dall’articolo di Lapo sulle tabelle.

    `
    \newcolumntype{A}{>{$}c<{$}} \newcolumntype{Q}{>{$}l<{$}} \newcolumntype{V}{>{$}r<{$}} \newcolumntype{Q}{>{$\displaystyle}l<{$}} \newcolumntype{K}{>{\centering\arraybackslash$}X<{$}}` Questi sono tutti gli usi di \newcolumntype del mio documento: sono tutti relativamente semplici...

    È una regola generale che quando usi \raggedright, \centering o \raggedleft nell’ultima colonna di una tabella devi usare \tabularnewline invece che \\ per terminare le righe oppure scrivere >{\arraybackslash} prima dello specificatore nel preambolo di tabella.

    Naturalmente colortbl e booktabs sono leggermente incompatibili, te ne sarai già accorto.

    Ciao
    Enrico

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