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::
Scusate ma non sono molto esperto se non vi impegna troppo mi potete scrivere i pacchetti utilizzati e le righe di comando da scrivere. La tesi la devo stampare domani, please!!
Nel famoso film “Totò, Peppino e la malafemmina”, Totò chiede al vigile: “Per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?”
Ciao
Enrico
::Innazitutto grazie…funziona e sarebbe soluzione ottima…solo che nell’ordine mi carica:
– frontespizio
– una pagina vuota numerata con “1”
– indice
– un’altra pagina vuota non numerata (ma questa me la faceva anche prima non so perchè!)
– e poi inizia correttamente con la tesi..Forse ho messo i comandi in punti sbagliati…??
`\documentclass[a4paper,12pt, oneside, openany]{book}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{makeidx}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage [applemac]{inputenc}
%\usepackage[centertags]{amsmath}
\usepackage{amsfonts}
\usepackage{amssymb}
\usepackage{amsthm}
%\usepackage{newlfont}
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage[hang, scriptsize]{caption}
\usepackage{textcomp}
\usepackage[T1]{fontenc}
%\usepackage{gensymb}
\usepackage{array}
\usepackage{color}
\usepackage{colortbl}
\usepackage{float}
\usepackage{eurosym}
\usepackage{chngcntr}
\counterwithout*{footnote}{chapter}\renewcommand{\captionlabelfont}{\bf}
\pagestyle{fancy} \addtolength{\headwidth}{\marginparsep}
\addtolength{\headwidth}{\marginparwidth}
\renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{#1}{}}
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection\ #1}}
\fancyhf{} \fancyhead[LE,RO]{\bfseries\thepage}
%\fancyhead[LO]{\bf \small{\rightmark}}
%\fancyhead[RE]{\bf \small{\leftmark}}
\fancyhead[LO]{\bfseries\rightmark}
\fancyhead[RE]{\bfseries\leftmark}
\fancypagestyle{plain}{%
\fancyhead{} % get rid of headers
\renewcommand{\headrulewidth}{0pt} % and the line
}
%\bibliographystyle{plain}
\begin{document}
\include{frontesp}
\newif\ifheadbreak
\headbreaktrue
\DeclareRobustCommand{\headbreak}{\ifheadbreak\\\else\ \fi}
\let\origtableofcontents\tableofcontents
\renewcommand{\tableofcontents}{%
\begingroup\headbreakfalse\origtableofcontents\endgroup}\
\nocite{*} \tableofcontents
\include{probl1}
\include{probl2}
\include{organiz1}
\include{organiz2}
…
\end{document}`Non ha senso usare l’opzione openany insieme a oneside; sinceramente non so se abbia effetti particolari, ma ti consiglio di togliere openany e anche di sostituire ogni \include con \input.
Il codice che ti ho proposto va prima di \begin{document}
Ciao
Enrico
::Grazie! ☺
Per la tua gentilezza metterò, ma solo per questa volta, almeno le prime lettere maiuscole. 😀La sezione maledetta è soltanto una, ma andiamo con ordine..
\documentclass[a4paper,12pt, oneside, openany]{book}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{makeidx}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage [applemac]{inputenc}
\usepackage[centertags]{amsmath}
\usepackage{amsfonts}
\usepackage{amssymb}
\usepackage{amsthm}
\usepackage{newlfont}
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage[hang, scriptsize]{caption}
\usepackage{textcomp}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{gensymb}
\usepackage{array}
\usepackage{color}
\usepackage{colortbl}
\usepackage{float}
\usepackage{eurosym}
\usepackage{chngcntr}
\counterwithout*{footnote}{chapter}\renewcommand{\captionlabelfont}{\bf}
\pagestyle{fancy} \addtolength{\headwidth}{\marginparsep}
\addtolength{\headwidth}{\marginparwidth}
\renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{#1}{}}
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection\ #1}}
\fancyhf{} \fancyhead[LE,RO]{\bfseries\thepage}
\fancyhead[LO]{\bfseries\rightmark}
\fancyhead[RE]{\bfseries\leftmark}
\fancypagestyle{plain}{
\fancyhead{}
\renewcommand{\headrulewidth}{0pt}
}
\bibliographystyle{plain}
\begin{document}
\include{frontesp}
\nocite{*} \tableofcontents
\include{probl1}
\include{probl2}
\include{organ1}
\include{organ2}
….
\end{document}“organ2” è la sezione in questione! Ti metto l’inizio:
\section{\textbf{Dirigente preposto} alla redazione dei documenti contabili e societari}
\textbf{Nomina, competenze e ruolo nel trattamento delle società \textit{off-shore} alla luce dei nuovi principi contabili internazionali}\\
\\
L’art. 14 della legge 28 dicembre 2005 n. 262 ha istituito, limitatamente alle società quotate, una diversa figura nel panorama dei soggetti con funzioni………Purtroppo, come dicevo sopra, non posso accorciare il nome…la legge lo chiama così tutto intero! Viva la sintesi! Sob..
Se riesci a trovare il modo di mandare a capo (solo nel titoletto in alto ad ogni pagina) “societari” per me sarebbe più che soddisfacente, anche se capisco che non sia esteticamente il massimo!
L’importante è che nel titolo della sezione e nell’indice non figuri questa modifica!Altrimenti l’unico surrogato che mi è venuto in mente è ridurre la grandezza a “small”, tuttavia nell’ultima sezione il titolo (lungo anch’esso, maledetto!) non va più a capo in quanto trova spazio appena sopra il numero di pagina.. e esteticamente è forse ancora peggio!
Ne uscirò?? Si accettano scommesse! Grazie comunque per la premura. Se hai bisogno di altre informazioni non fai che chiedere.. 🙂
Mi risulta misterioso come in un testo del genere tu abbia bisogno di amsmath. Di sicuro non occorre caricare newlfont né gensymb.
Inoltre, se alcune sezioni hanno titoli che nelle testatine vanno a capo, deve essere riservato alle testatine lo spazio sufficiente sempre. LaTeX ti avvisa della dimensione che devi dare a \headheight.
Si può fare certamente di meglio, ma per un’applicazione semplice come questa, forse è sufficiente fare così:
`\section[\textbf{Dirigente preposto} alla redazione dei documenti contabili\headbreak e societari]{\textbf{Dirigente preposto} alla redazione dei documenti contabili e societari}`
dove appunto indichi il punto di divisione nell’argomento opzionale di \section (che è ciò che va nella testatina e nell’indice). Devi però dare un significato a \headbreak; questo codice nel preambolo dovrebbe funzionare:
`\newif\ifheadbreak
\headbreaktrue
\DeclareRobustCommand{\headbreak}{\ifheadbreak\\\else\ \fi}
\let\origtableofcontents\tableofcontents
\renewcommand{\tableofcontents}{%
\begingroup\headbreakfalse\origtableofcontents\endgroup}`
Ciao
Enrico
::i tanti punti interrogativi erano semplicemente dati dall’entusiasmo di scrivere in questo forum in cui ho incontrato persone davvero disponibili e gentili. mi sono lasciata andare, lo ammetto! 😀
per egreg9: “pgm” voleva dire semplicemente programma..avevo scritto velocemente ed è un’abbreviazione internazionale usata spesso anche da docenti, soprattutto americani, ma non voglio polemizzare…e penso che non lo voglia anche tu quindi..mi è scappato, mea culpa, la prossima volta starò più attenta! 🙂 per l’italiano non mi sembra il caso di indire una gara, semplicemente penso che a ogni contesto necessiti, a seconda delle caratteristiche, il lessico più appropriato e mi rifiuto di scrivere le maiuscole in via telematica, se non per lettere ultra formali…de gustibus, lo riuscirai a sopportare?? 😛 (e ti ho messo pure uno smile e un doppio punto interrogativo…orrore!!) 😀
per dmw: sul forum avevo ovviamente già cercato prima di lasciare il messaggio ma le esigenze degli scritti, pur in presenza dello stesso problema, erano diverse, quindi ho provato a fare un tentativo!
infine per lorenzo.pantieri: ti ringrazio molto del suggerimento (e concordo sul tema); purtoppo, sai come siamo prolissi noi italiani (me compres! hihi..), ebbene quello in questione è un nome di un tipo di carica (molto sintetico eh?) quindi tornando al tuo esempio sarebbe come dire dante alighier e alessandro manzon…non è propriamente la stessa cosa, no? 😉
se vi vengono altre idee non esitate, altrimenti, grazie comunque a tutti per i consigli!Dai, non sono SMS! 🙂 Un po’ di cura anche nella divisione dei capoversi rende questi messaggi più leggibili e chiari. Non so se riuscirò a sopportare ancora la mancanza di lettere maiuscole, fa’ uno sforzo. 🙂 Sulle abbreviazioni: vale lo stesso discorso di prima, perché rendere illeggibile un messaggio? Non stai scrivendo sulla lavagna con la voce che dà indicazioni supplementari.
Potresti mostrare il preambolo (solo le parti necessarie per l’impostazione del formato di pagina) e un paio di esempi di quelle sezioni dal titolo extralungo?
Ciao
Enrico
::Salve a tutti.
Solitamente raccolgo le dimostrazioni dei teoremi in ambienti proof che si occupano di scrivere “Dimostrazione ” e di mettere il “qed” finale.
Talvolta mi è necessario andare a capo, subito dopo la scritta dimostrazione, ma non c’è verso di fargli digerire questa cosa.
Ho provato con \newline o con \\ ma niente.
Ecco un esempio di risultato sgradevole:
`\begin{theorem}
…
\end{theorem}
\begin{proof}
\begin{description}
\item[Sufficienza:] ..
\item[Necessità:] …
\end{description}
\end{proof}`
“Sufficienza” viene subito dopo la scritta “Dimostrazione” e non è allineato a “Necessità”.Per me è più sgradevole usare un ambiente description (con il suo margine rientrato) per queste cose.
`\begin{proof}
(Necessità) …(Sufficienza) …
\end{proof}`
Non c’è alcun motivo di usare un ambiente per liste in queste situazioni, tanto più se le due parti della dimostrazione solo lunghe.Se però vuoi davvero ottenere un risultato tipograficamente pessimo, basta mettere \mbox{} dopo \begin{proof} e lasciare una riga vuota.
Ciao
Enrico
::Texlive 2007 installato con yast su suse 10.3. Prima compilazione in assoluto del seguente codice
`\documentclass{article}
\usepackage [italian] {babel}
\usepackage{fontspec}
\usepackage{xunicode}
\setmainfont{phn}\begin{document}
The quick brown fox jumps over the lazy dog.
\textbf{The quick brown fox jumps over the lazy dog.}
\emph{The quick brown fox jumps over the lazy dog.}
Affine.
Affluente.
\end {document} `
Risultato:
`
This is XeTeX, Version 3.141592-2.2-0.996 (Web2C 7.5.6)
…
(/usr/share/texmf/tex/xelatex/euenc/lm/eu1lmr.fd)Segmentation fault`
Qualche idea? Credo prescinda dal font. Succede in ogni caso.Ti ho spostato perché si tratta di qualcosa che non dipende dal codice TeX, ma dall’infrastruttura di sistema.
Credo che ti debba rivolgere a chi mantiene il pacchetto per SuSe.
Ciao
Enrico
::Questa richiesta è rivolta soprattutto a chi se ne intende delle convenzioni tipografiche in uso nei documenti contenenti molte formule. Sto scrivendo una relazione in cui ho a che fare con due distinte entità espresse in coordinate polari. Per evidenziare la differenza tra le due, avevo pensato di associare ad una le variabili \rho e \theta, e all’altra \varrho e \vartheta. Mi è però venuto il dubbio se questa sia una prassi accettabile, oppure se per evitare confusione sia preferibile utilizzare in un determinato documento sempre lo stesso comando per una certa lettera greca, scegliendo magari quello che soddisfa maggiormente i propri gusti estetici…
In un documento usa solo una variante; il lettore non può distinguere fra significati diversi dati a due simboli che si leggono allo stesso modo e fanno parte dello stesso “alfabeto” senza alcuna caratteristica (se non la forma leggermente diversa) che li distingua.
Ti dirò che, siccome a me piacciono di più la epsilon “variata”, la phi e la theta “aperte”, uso scrivere nel preambolo
`\renewcommand{\epsilon}{\varepsilon}
\renewcommand{\phi}{\varphi}
\renewcommand{\theta}{\vartheta}`
in modo che non si possa nemmeno correre il rischio di sbagliarsi. Quale delle forme scegliere è proprio questione di gusti.Ciao
Enrico
::Forse non è elegante come soluzione ma mi sembra di aver risolto:
`…`
Trascurando la ridicola bruttezza di quelle intestazioni dei capitoli, il seguente documento non presenta affatto il problema che riferisci.
`\documentclass[a4paper,oneside]{book}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{lipsum}
\usepackage{fancyhdr}
\renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{\chaptername\ \thechapter}{}}
\fancyhf{}
\fancyhead[LO]{\bfseries\leftmark}
\fancyhead[RO]{\bfseries \thepage}
\pagestyle{fancy}\usepackage[Glenn]{fncychap}
\addto\captionsitalian{\renewcommand{\chaptername}{Esercitazione}}\begin{document}
\frontmatter
\tableofcontents\mainmatter
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\chapter{Pippo}\lipsum[1]
\end{document}`
Presumo, vista la definizione delle testatine, che tu usi l’opzione oneside.Evita fncychap.
Ciao
Enrico
::help! il titolo di una section (che appare in alto ad ogni pagina della stessa) è esattamente della lunghezza per cui l’ultima lettera si sovrappone al primo numero della pagina che viene visualizzato accanto!! orrore!! se fosse stato una lettera in più il pgm avrebbe spedito l’ultima parola a capo, come ha ben fatto in altri punti…c’è un modo per farlo manualmente?? e magari in modo tale che nel titolo della section e nell’indice rimanga tutto scritto di seguito? purtroppo non posso assolutamente risolvere il problema accorciandolo del necessario il nome del titoletto..non trovo soluzioni..help!! grazie!!! 🙂 ale
Non ho la minima idea di che cosa sia un “pgm”. Nel tuo messaggio ci sono dieci punti esclamativi, di cui al massimo uno usato in modo sensato. Perché non provi a scrivere in italiano? E poi, come ho già detto altrove, l’unica persona del mondo TeX autorizzata alla demaiuscolizzazione dei suoi scritti è Barbara Beeton. Non mi pare il caso di mettersi al suo livello. 😀
Quanto al tuo problema: i titoletti su due righe nella testatina sono una cosa da evitare più della peste bubbonica. Abbrevia, anche dove il “pgm” manda a capo. Se non puoi abbreviare i titoli, toglili dalla testatina.
Ciao
Enrico
::Caro Enrico, i paradossi della vita: tu mi hai scritto (gratis) un comando ad hoc, e io mi lamento e dico che non va bene… 😳
In effetti il tuo comando non funziona per
`\showspace{0.166 em}
`
ma poi il risultato è diverso da quello che si ottiene con listings…Aspetta, non c’è un modo per dire a listings (o a LaTeX):
“Adesso lo spazio è pari a 0.166 em”. Poi si chiama semplicemente
`\lstinline! !
`
E poi:
“Adesso lo spazio è pari a 1 em”. E di nuovo
`\lstinline! !
`
E poi, alla fine:
“Adesso lo spazio torna ad essere quello predefinito”.Spiccio e sporco, ma a me andrebbe benissimo!
Sono concetti completamente diversi. Lo spazio indicato da listings è il “carattere spazio”, una spaziatura è altro.
Ciao
Enrico
::Ho avuto la necessità di modificare la dicitura chaptername per redigere delle esercitazioni e sotto consiglio di un utente di questo forum ho aggiunto il comando
`
\addto\captionsitalian{\renewcommand{\chaptername}{Esercitazione}}
`L’incoveniente che si è venuto a creare è che essendo l’indice lungo più di una pagina, dalla seconda pagina in poi nella testatina superiore veniva scritto “Esercitazione 0” anziché “Indice”.
Esiste una soluzione?
Non mi risulta.
Ciao
Enrico
::Qui, più che di tipografia, si sta parlando di stile di scrittura. Mi sembra evidente che la parola (?) “sottoparagrafo” non ha diritto di cittadinanza in qualsiasi scritto che intenda essere piacevole. Se proprio vuoi essere così dettagliato nei riferimenti, basta il numero.
Se ho ben capito, dunque lasceresti il riferimento al solo paragrafo
`Circa la birra, vedi il paragrafo~\vref{sec:cucina}.
`
e lasceresti al lettore il compito di sfogliare eventualmente una pagina per andare a trovarsi il… sotto-paragrafo giusto.Dico bene?
Scusami, che sia un po’ ottuso, ormai lo sai! 😉
Dici bene. Anche se io, personalmente, non userei nemmeno “paragrafo”.
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti,
il pacchetto listings (con l’opzione showspaces=true), permette di evidenziare gli spazi
`\lstinline! !
`
A me interesserebbe evidenziare uno spazio di lunghezza arbitraria (per la precisione 0.166em; poi 1em; poi 2em).In effetti si potrebbe usare il comando
`\newcommand{\demowidth}[1]{\rule{0.3pt}{1.3ex}\rule{#1}{0.3pt}\rule{0.3pt}{1.3ex}}`
che non è malaccio, ma che stona con il risultato di listings (che prefersico).Non userei quel sistema, ma forse due sbarrette con una freccia a due punte e, se ci sta, la lunghezza scritta in mezzo (molto in piccolo)
`\makeatletter
\newcommand\lrsmallarrfill{$\m@th\scriptscriptstyle
\mkern2mu\mathord\leftarrow\mkern -7mu
\cleaders\hbox{$\scriptscriptstyle\mkern-2mu\smash-\mkern-2mu$}\hfill
\mkern-7mu\mathord\rightarrow\mkern2mu$}
\newcommand\lsmallarrfill{$\m@th\scriptscriptstyle
\mkern2mu\mathord\leftarrow\mkern -7mu
\cleaders\hbox{$\scriptscriptstyle\mkern-2mu\smash-\mkern-2mu$}\hfill
\mkern-7mu\smash-$}
\newcommand\rsmallarrfill{$\m@th\scriptscriptstyle
\smash-\mkern-7mu
\cleaders\hbox{$\scriptscriptstyle\mkern-2mu\smash-\mkern-2mu$}\hfill
\mkern-7mu\mathord\rightarrow\mkern2mu$}\newcommand{\showspace}{\@ifstar{\@showspaces}{\@showspace}}
\def\@showspace#1{%
\hbox to#1{\rlap{$\scriptscriptstyle|$}%
\ifdim#1>9pt\lrsmallarrfill\else\hfill\fi\llap{$\scriptscriptstyle|$}}}
\def\@showspaces#1{%
\hbox to#1{\rlap{$\scriptscriptstyle|$}%
\ifdim#1>9pt\lsmallarrfill{\TINY#1}\rsmallarrfill\else\hfill\fi
\llap{$\scriptscriptstyle|$}}}
\def\TINY{\tiny\spaceskip=.1em}
\makeatother`
Chiamerai \showspace{1 cm} oppure \showspace*{1 cm} se vuoi che venga indicata la dimensione (lascia uno spazio fra numero e unità di misura).Puoi indicare spazi da 2 pt in su; se vuoi indicare la misura, devi fare esperimenti per vedere il minimo. Fino a 9pt le frecce non compaiono (non ci starebbero proprio).
Ciao
Enrico
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