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Ciao a tutti. Devo scrivere un documento su due colonne.
`\documentclass[a4paper,10pt]{article}
\usepackage{multicol}
\title{…}
\author{…}
\begin{document}
\maketitle
\begin{multicols}{2}
Testo del documento.
\end{multicols}
\end{document}
`
Che margini impostate? La gabbia di LayAureo per documenti a due colonne è forse un po’ stretta. Se usate geometry, quali impostazioni utilizzate? In effetti, senza multicol e con l’opzione twocolum i margini di default sono strettissimi:
`\documentclass[a4paper,10pt,twocolum]{article}
\begin{document}
Testo del documento.
\end{document}
`
Sono forse quelli “giusti” (e però multicol di default li cambia)?Il pacchetto multicol si limita a dividere la giustezza preassegnata fra le colonne richieste. L’opzione twocolumn, viceversa, prima imposta una giustezza diversa e poi la divide fra le due colonne.
Il conto che fa la classe article (corpo 10) è: togli 2 pollici a \paperwidth; se il risultato è maggiore di 690pt, la giustezza è 690pt; altrimenti la giustezza è \paperwidth meno due pollici. Ovviamente il test fallirà quasi sempre, a meno che non si scriva su carta molto larga. Ciò significa che, su carta a4, avrai margini di un pollice. (345pt è la giustezza usuale per la classe article, a corpo 10.)
Gli articoli scritti su due colonne sono orridi. Secondo me le case editrici adottano questo sistema perché molta gente scrive male e così si riesce a mascherare un po’.
Ciao
Enrico
::ho fatto un’altra prova che dovrebbe restringere di molto il campo… ho creato un nuovo utente generico e provato a ricompilare lo stesso file: tempi di compilazione molto bassi!
viene memorizzata qualche impostazione riguardo gli utenti in file non nella cartella home?
Direi di no. Prova a rinominare .texmf-var nella tua home e vedere che succede.
Ciao
Enrico
::grazie egreg9,
tutto sommato credo che inserire le immagini sia comunque una soluzione abbastanza buona, anche se poco ortodossa.ma sarebbe molto complicato fare un comando personalizzato che permettesse l’inserimento dei caratteri speciali con comando del tipo
` [esempio] \inschar{u+xxxx}`
in modo simile al XeTeX come hai detto tu?
in effetti faciliterebbe un bel po’ la vita ai rompiscatole come me… 😉a proposito, ho fatto un esperimento. ho fatto un copia-incolla del carattere U+2E80 all’interno del corpo del testo. dopo la compilazione in PDFLaTeX ricevo il seguente errore:
`./documento.tex:17:Package ucs Error: Unknown Unicode character 11904 = U+2E80,(ucs) possibly declared in uni-46.def. ?`
che giustamente mi avverte del fatto che non conosce il carattere.
poi, kile mi dice che è possibile che sia dichiarato in questo fantomatico uni-46.def.
a questo punto le domande:
1) è possibile includere questo uni-46.def in qualche modo nel mio documento in modo che kile sia in grado di riconoscerlo?
2) che sono questi file *.def?Occorre conoscere il funzionamento del pacchetto ucs. La documentazione non dice molto. Non è kile che avvisa, ma LaTeX tramite il pacchetto ucs; prova a usare le opzioni giuste per il cinese o il giapponese o l’opzione autogen.
Quanto a un possibile \inschar{u+xxxx} potresti prepararti una libreria di immagini di caratteri, chiamati con il loro codice. Poi definire
`{\newcommand{\inschar}[2][]{\includegraphics[#1]{path/della/libreria/#2}}`
L’argomento opzionale serve per introdurre aggiustamenti di grandezza:
`\inschar[height=1.2ex]{2E80}`
Puoi naturalmente definirti comandi che richiamino \inschar:
`\newcommand{\mykanji}{\inschar[height=1.2ex]{2E80}}`
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti..ho un problema con le parentesi tonda e quadra nelle equazioni che da quanto ho letto nelle guide dovrebbero seguire la grandezza dell’equazione
ma se scrivo:[ 1- \frac{a}{b} ]
le parentesi sono piccole anche se la linea di frazione fa diventare grande l’equazione..
come posso fare?
Aggiungo alle risposte già date che esiste la possibilità di scrivere
`\left[ 1- \frac{a}{b} \right]`
anche se, come tutti gli automatismi, va controllato in fase di revisione: infatti a volte inserisce spaziature non richieste e parentesi più grandi di quanto sia necessario.L’uso di racchiudere le parentesi tonde in quadre e poi in graffe è confinato, per lo più, nei libri scolastici e non trova riscontro nella scrittura matematica “superiore”: questo perché spesso le parentesi di forma diversa hanno significati propri e non sono semplici delimitatori. Qualche volta, per maggiore chiarezza, è possibile trovare quadre attorno a tonde, ma in genere è preferibile evitare, quando possibile, l’annidamento troppo profondo di espressioni in altre.
Evitare come la peste bubbonica le espressioni a più di quattro piani e stare cauti anche con quelle. Mai e poi mai usare espressioni a tre piani, che rendono difficile la comprensione di quale sia la riga di frazione principale.
Ciao
Enrico
::ciao a tutti, sono alle prese con un problema curioso di cui non ho trovato traccia nel forum: devo scrivere un’equazione vettoriale contenente il vettore “s” che quindi dovrebbe essere scritto in grassetto ma ho notato che con \mathbf è praticamente impossibile distinguere tra grassetto e normale mentre con \bf va un po’ meglio ma comunque non è chiaramente distinguibile dal testo normale come invece dovrebbe essere.
La stranezza si verifica secondo la mia esperienza solo con la lettera “s” minuscola (in realtà \mathbf non grassetta nemmeno le lettere greche minuscole ma per quello \bf funziona bene)… Qualcuno conosce un pacchetto o una scappatoia per risolvere la questione??Hai una stampante o un video scarsi, se la “s” nera non è distinguibile da quella normale o addirittura da quella corsiva.
Il comando \bf non va usato mai. Esiste solo per compatibilità con i vecchi documenti. Il modo corretto per usare lettere greche in neretto è di caricare il pacchetto bm e usare il comando \bm (bold math).
Ciao
Enrico
::ciao a tutti,
questo è un argomento molto appassionante, credo perché sia il problema di molti, ma che molti non riescono a risolvere. e io sono tra questi.
ovviamente sono consapevole delle innumerevoli critiche che mi si possono fare ma se mi trovo a chiedere un aiuto o è perché sono un incapace o è perché le fonti non sono chiare. probabilmente è la prima.
allora, il problema è il solito: come si fa ad inserire un carattere speciale (ad esempio un kanji) in un documento conoscendo il codice unicode?
due precisazioni.
1) il carattere deve essere parte del testo, e non un’immagine (come alcuni suggeriscono). [ma poi, vi pare normale che uno utilizzi il latex per scrivere un libro o una tesi e poi deve inserire immagini tra le parole?]
2) possibilmente, si descrivano tutti i passaggi: aiutiamo chi è alle prime armi!
scusate ma sono davvero in difficoltà.:shock: abbiate pazienza.
anticipatamente ringrazio,
Luca 😉TeX e LaTeX sono nati quando Unicode non era stato nemmeno immaginato. Tanto è vero che esiste una versione speciale per il giapponese, pTeX. Per /un/ kanji la strada più semplice è di inserire una figura. Per un testo in giapponese o cinese o coreano c’è il pacchetto CJK con tanto di font adeguati; occorre conoscere una di quelle lingue. Però esiste anche XeTeX, con il quale puoi inserire un carattere conoscendo il numero Unicode:
`^^^^abcd`
ammesso che il font in uso lo contenga.Con LaTeX nessuno ti impedisce di scrivere
`\newcommand{\mykanji}{\includegraphics{abcd}}`
nel preambolo, dove abcd.pdf (o png o jpg) contiene il tuo kanji) e poi
`Questo è un kanji: \mykanji{}.`
Se la tua preoccupazione è che non funzioni, sta’ pure tranquillo: al massimo devi aggiustare la dimensione.Ciao
Enrico
21 Giugno 2007 alle 18:16 in risposta a: Scritte dentro \texttt{..} non vanno correttamente a capo #15445::Salve, ho l’ennesimo semplice problema.. Ho questo codice qua
`
\begin{itemize}
\item[$>$]\texttt{java -cppeersim.rangesim.RangeSimulator /example/config-example1.txt}
\end{itemize}
`questa stringa non va a capo correttamente ma finisce al di fuori dei margini. Come mai?! non ditemi che devo spezzarla io manualmente dove ritengo più opportuno..
E invece te lo dico. Quando si trascrive codice, in genere è meglio non lasciare l’automatismo della cesura: per esempio, andare a capo con “RangeSim-ulator” lascerebbe nel lettore il dubbio sul significato del trattino, che sulla stessa riga è semanticamente significativo. Non usare il trattino sarebbe forse anche peggio.
Fra l’altro, una “parola” come “peersim.rangesim.RangeSimulator” può di fatto essere spezzata solo prima del primo punto, secondo l’algoritmo usato da TeX.
Ciao
Enrico
::Il nero, usato con parsimonia, ha la sua utilità; in ClassicThesis non lo si usa per scopi tipografici, ma i simboli matematici sono un’altra faccenda: vuoi le matrici in neretto? Accomodati, \mathbf è tuo amico. L’unico problema è estetico: se quei vettori e matrici sono pugni negli occhi, allora quello stile non è adatto alla tua matematica. Ma probabilmente non sarà così.
Ciao Enrico, sto leggendo un bel libro sulla teoria di Galois (“Teoria del campi”, Feltrinelli). Il libro (che trovo ben impagninato) non usa il grassetto per il testo, ma fa tutto con il corsivo. Tutto a parte alcuni simboli matematici, che vengono resi in neretto. Trovo che il risultato sia assolutamente gradevole. Credo che Daniele possa stare tranquillo!
La Feltrinelli curava moltissimo gli aspetti tipografici, anche se trovo discutibili certe scelte nelle formule matematiche: i segni meno sono decisamente sbagliati, per esempio.
Ciao
Enrico
::Inoltre, come ho detto nel mio post, faccio uso del grassetto (bandito in ClassicThesis, come riportato nella documentazione).
Il nero, usato con parsimonia, ha la sua utilità; in ClassicThesis non lo si usa per scopi tipografici, ma i simboli matematici sono un’altra faccenda: vuoi le matrici in neretto? Accomodati, \mathbf è tuo amico. L’unico problema è estetico: se quei vettori e matrici sono pugni negli occhi, allora quello stile non è adatto alla tua matematica. Ma probabilmente non sarà così.
Ciao
Enrico
20 Giugno 2007 alle 16:18 in risposta a: ! LaTeX Error: Two \documentclass or \documentstyle commands #15421::ok..ora ti scrivo tutto
questo è quello che scrivo….
`\documentclass[10pt,a4paper,italian]{article}\usepackage{pstricks}
\usepackage{pst-eucl}\begin{document}
documento
\end{document}`
questo è quello che mi esce…
`*** Typesetting G:\TeX file\pstricks\pstricks.tex ***
This is TeX, Version 3.14159 (Web2c 7.3.3.1)
(./pstricks.tex
LaTeX2e <2001/06/01>
Babeland hyphenation patterns for american, loaded.
(c:/Programmi/PCTeX/PCTeXv5/texmf/tex/latex/base/article.cls
Document Class: article 2001/04/21 v1.4e Standard LaTeX document class
(c:/Programmi/PCTeX/PCTeXv5/texmf/tex/latex/base/size10.clo))
(c:/Programmi/PCTeX/PCTeXv5/texmf/tex/latex/pstricks/pstricks.sty
(./pstricks.tex! LaTeX Error: Two \documentclass or \documentstyle commands.`
L’ipotesi che ritengo più plausibile è che tu abbia copiato, invece che il file dove sono definiti i comandi di pstricks, quello della documentazione.
Quindi: riscaricare pstricks e fare attenzione a non confondere documentazione e file di comandi.
Non ti dico di buttare il computer (anche se ne avrei la tentazione :wink:), ma di scaricare una MiKTeX aggiornata sì, ciò che risolverebbe il problema di pstricks. Puoi anche aggiornare PCTeX; lo sai che è un programma a pagamento, vero? Devo ricordartelo, dal momento che Lance Carnes è un buon amico del GuIT (di mestiere vende PCTeX). 🙂
Ciao
Enrico
20 Giugno 2007 alle 15:32 in risposta a: ! LaTeX Error: Two \documentclass or \documentstyle commands #15418::mi è uscito questo errore…..io nella parte prima di scrivere il documento ho caricato solo
`\usepackage{pstricks}
\usepackage{pst-eucl}`
non so il perche????me lo spiegate……..è strano…se tolgo uno dei due il problema sussiste..se li elimino allora non mi da piu problemi…
grazieEsempio minimo completo corredato da: sistema operativo e distribuzione (per esempio Windows XP e PCTeX versione …)
Sarebbe indicato anche avere il log della compilazione sbagliata, ristretto alle righe dove si vede il caricamento dei pacchetti.
Ciao
Enrico
::Io tanto per cominciare mi definirei un comando del tipo
`\newcommand\codice[1]{\texttt{#1}}`
in modo da poter cambiare l’aspetto di tutto il documento modificando una sola riga. Come alternativa al texttt puoi provare textsf.Direi ancora meglio:
`\newcommand{\codice}[2][]{\texttt{#2}}`
A che scopo un argomento opzionale senza usarlo? Intanto, come il comando di Lapo, è provvisorio. Se hai parole chiave di tipo diverso, puoi usare argomenti opzionali opportuni per distinguerle:
`\codice[n]{pippo} \codice[f]{funzione}`
Ho associato n a un nome, f a una funzione. Magari poi li scrivi tutti allo stesso modo, però così hai la possibilità di scegliere un diverso formato per ciascun oggetto.Diciamo che vuoi stampare i nomi in verde e le funzioni in rosso, usando il carattere senza grazie? (È orribile, lo so, ma solo per fare l’esempio.) Modifichi la definizione così:
`\newcommand{\codicerosso}{\textcolor{red}}
\newcommand{\codiceverde}{\textcolor{green}}
\newcommand{\codice}[2][!]{%
\if#1a\let\scelta\codiceverde\else
\if#1f\let\scelta\codicerosso\fi\fi
\textsf{\scelta{#2}}}`
Le variazioni sul tema sono infinite.Ciao
Enrico
::ciao a tutti, il mio problema è semplice: devo scrivere una funzione spezzata in più intervalli a seconda del dominio di appartenenza. Ho letto sulla documentazione di amsmath che esiste il comando “cases” costruito apposta per questi casi, ma purtroppo tende a schiacciare le espressioni matematiche piuttosto alte (ad esempio quelle con frazioni, come nel mio caso) e il risultato è poco leggibile.
Ho provato ad aggirare il problema usando aligned ma le espressioni sulla destra che indicano il dominio di appartenenza di ciascuna sottofunzione risultano allineate a sinistra mentre io le vorrei centrate. Questo è il codice:
`\begin{equation}
f_{Z}(z\vert B)=
\left\{
\begin{aligned}
&\frac{2z}{\sqrt{3}\,l^{2}}\arccos\left(\frac{l}{2z}\right) && \frac{l}{2}\leq z\leq l \\
&\frac{2z}{\sqrt{3}\,l^{2}}\arcsin\left(\frac{\sqrt{3}\,l}{2z}\right) && lIl codice è ben scritto, l’allineamento è quello che si usa di solito, a mio parere. Se proprio insisti, definisci questo nel preambolo
`\DeclareRobustCommand{\forcecen}[1]{\hfil$\displaystyle#1$\hfil}`
e poi usalo scrivendo
`\begin{aligned}
&&&\omit\forcecen{ }\\
…
\end{aligned}`
Non chiedere perché. 🙂 O così o allineamento a sinistra (che è giusto).Ciao
Enrico
::Devo dire una bella strigliata da Enrico… Non so se mi servirà buttata lì così comunque. Sempre disposto a imparare, con i dovuti modi di insegnamento, saluto cordialmente.
Meglio intervenire perché gli orrori non si propaghino. Immagino che qualcuno ti abbia passato quei comandi: è proprio il modo con cui gli orrori si diffondono. Prenditela con il vero responsabile. 🙂
Quel modo di scegliere Helvetica è proprio orribile, per molti motivi. Come fai con i titoli di capitolo? E sei proprio sicuro che il carattere sia a corpo 11? No: con \font\rm=phvr scegli il carattere a corpo 10. Il comando \font è un comando primitivo, che non va usato mai al di fuori di particolarissime applicazioni.
Prova, con il tuo codice a dire \large dopo \begin{document}: avrai belle sorprese. 🙂
Non prendertela; cogli l’occasione per imparare qualcosa, magari sorridendoci sopra.
Ciao
Enrico
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