Elrond

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 571 al 585 (di 1,083 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83657
    Up
    0
    Down
    ::

    Doc” post=83945@ Elrond
    Ma come? Emacs non riconosce il layout di tastiera di un DE linux? E io che scrivo spesso, anzi spessissimo in greco, come dovrei fare? 😕

    Su Emacs puoi rimappare ogni singolo tasto e combinazione di tasti come ti pare, non penso sia un grosso problema adattarlo alle tue esigenze.

    Edit: un’idea che mi è venuta adesso: puoi impostare un tasto (per esempio uno dei tasti funzione F*) per poter usare tutte le lettere latine come le corrispondenti greche e un altro tasto F* per ritornare al normale layout latino. Non è difficile, solo noioso riscrivere una funzione simile a quelle che ho riportato prima per ogni singola lettera 😛

    Edit 2: rileggendo il tuo messaggio penso di avlor interpretato male. Ovviamente Emacs riconosce il layout del sistema operativo su cui si trova, quello che intendevo prima (sono stato poco chiaro) è che Emacs non lo utilizza su Windows 😉

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83654
    Up
    0
    Down
    ::

    Doc” post=83937Orlando, su linux (vedo che usi Debian), basta mettere il blocco maiuscole e dunque digitare “è” oppure “é”: ÈÉ!
    Non va bene anche su Emacs?

    Quel “trucco” deriva dal particolare layout della tastiera italiana sotto Linux, non credo che Emacs riconosca quel layout

    Doc” post=83937P.S.: sono anni che penso di pasare a Emacs, ma ho paura di impazzire con tutti questi shortcuts!
    Domanda: risulta pesante sul sistema, intendo per l’uso su macchine poco potenti?

    Io lo uso su un sistema con 512 MiB di RAM + ~800 MiB di swap e non dà troppo fastidio (uso LXDE come ambiente desktop).


    @Marco87
    : nel file di inizializzazione:
    `(global-set-key (kbd “C-è”) '(lambda (&optional arg)
    (interactive “P”)
    (insert “È”)))
    (global-set-key (kbd “C-é”) '(lambda (&optional arg)
    (interactive “P”)
    (insert “É”)))`

    in risposta a: [git] Comando per clonare il repo delle guide tematiche #84496
    Up
    0
    Down
    ::

    robitex” post=83909Ho pensato di evitare l’uso di librerie scritte in C, API, per git, ma semplicemente avviare l’esecuzione di comandi esterni.

    Se devi fare solo queste operazioni, uno script shell mi sembra la soluzione più semplice e immediata da realizzare 😉

    in risposta a: [git] Comando per clonare il repo delle guide tematiche #84494
    Up
    0
    Down
    ::

    robitex” post=83900Elrond,
    tu riesci a fare un git pull dalla directory immediatamente superiore a quella che contiene il progetto?

    Per esempio, se faccio:
    `mydir$ cd guidaemacsauctex
    mydir/guidaemacsauctex$ git pull`
    tutto ok,
    ma se tento:
    `mydir$ git –work-tree=./guidaemacsauctex –git-dir=./guidaemacsauctex/.git pull`
    mi da errore (fatal: /usr/lib/git-core/git-pull cannot be used without a working tree.)

    Comunque ho risolto lo stesso, era solo per chiarire.
    Basta eseguire anche da programma:
    `mydir $ cd guidaemacsauctex
    mydir/guidaemacsauctex $ git pull
    mydir/guidaemacsauctex $ cd –
    mydir $`
    Grazie.
    R.

    Sinceramente non conoscevo neanche questa possibilità, per quanto riguarda il problema, vedi: http://stackoverflow.com/q/9745941 Pare sia un bug, ora risolto

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83644
    Up
    0
    Down
    ::

    matteo.l” post=83891

    Grazie. Speravo in una risposta più utile per capire dove vada l’init file su Windows, quel percorso va bene solo nei sistemi Unix

    Secondo la documentazione ufficiale di emacs quel percorso dovrebbe funzionare anche su windows, un’alternativa che funziona su tutti i sistemi operativi è il file init.el all’interno di .emacs.d.

    Se non mi sono perso qualche pezzo della discussione il problema è che Marco87 non trova la home per Emacs su Windows 8. La guida che hai linkato arriva a Windows 7 e 2008 e dice che su W7 il percorso dovrebbe essere C:\Users\username\AppData\Roaming ma questa cartella sembra non esserci su W8 (non è che va creata manualmente?).

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83643
    Up
    0
    Down
    ::


    In questo filone sono stati suggeriti alcuni motivi per usare Emacs+AUCTeX, ma girando un po’ se ne possono trovare molti altri. Alcuni sono disseminati su questo stesso forum:

    Altri sono presenti su tex.stackexchange.com:

    Io non pretendo che tutti usino Emacs/AUCTeX (tant’è che quando mi chiedono quale editor utilizzare per LaTeX non consiglio Emacs ma Texworks o Texmaker/Texstudio), sono d’accordissimo che uno debba scegliere l’editor che più si adatta alle proprie necessità e alle abitudini di lavoro, però ci tengo che siano riconosciute le enormi potenzialità di questa accoppiata di software 🙂 Se uno non sente il bisogno di tutte queste funzioni è normale che troverà Emacs “superfluo”.

    Tutto ciò parlando solo di LaTeX, se poi uno per qualche motivo ha a che fare continuamente con file di testo potrà trarre ulteriore vantaggio dall’uso di un unico potente programma per fare tutto, come già evidenziato da matteo.l

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83640
    Up
    0
    Down
    ::


    Grazie. Speravo in una risposta più utile per capire dove vada l’init file su Windows, quel percorso va bene solo nei sistemi Unix

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83638
    Up
    0
    Down
    ::



    @Marco87
    : per curiosità, apri Emacs e controlla il valore della variabile [tt]user-init-file[/tt]. Puoi farlo con la combinazione [tt]C-h v user-init-file RET[/tt].

    in risposta a: [git] Comando per clonare il repo delle guide tematiche #84491
    Up
    0
    Down
    ::

    robitex” post=83883Qual è invece il comando git per aggiornare i repo in locale, sincronizzandoli con github?

    Solo per scaricare i dati [tt]git fetch[/tt], per scaricare ed effettuare il merge nel ramo attuale (che molto probabilmente è l’operazione che interessa a te): [tt]git pull[/tt]. Il manuale delle azioni è come al solito: [tt]man git-[/tt].

    robitex” post=83883Eventualmente, esiste la possibilità di scaricare solo l’ultimo commit?

    Non so se esista qualcosa di più immediato, sicuramente puoi fare un [tt]git fetch[/tt] e poi fare il cherry-picking del commit che ti interessa (puoi vedere il log del ramo [tt]master[/tt] remoto con [tt]git log origin/master[/tt], aggiungi l’opzione [tt]-1[/tt] per vedere solo l’ultimo commit). Però non ho capito perché dovrebbe servirti solo l’ultimo commit, se il tuo scopo è tenere aggiornato il repo locale [tt]git pull[/tt] è esattamente quello che ti serve.

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83627
    Up
    0
    Down
    ::

    matteo.l” post=83852Per me il principale vantaggio di Emacs è che mi permette di avere un ambiente per modificare file di testo (c, python, xml, html, LaTeX sono i formati che frequento più spesso) in maniera coerente a prescindere dal sistema operativo: Mac OS 10.6, Windows XP e qualche esperimento con linux a casa, Mac OS 10.4, Windows XP, Vista e 7, più qualche server linux in ufficio. La cartella .emacs.d è sotto controllo versione per avere la stessa configurazione su tutte le macchine che uso abitualmente, in più ho anche una copia di Emacs per Windows su una chiavetta che ho sempre in tasca per modificare file sui computer su cui lavoro saltuariamente. Per non farmi mancare nulla un paio di estensioni per Firefox e Thunderbird mi permettono di usare Emacs come editor per i campi testuali delle pagine web (come quello in cui scrivo questo post) e le email.

    In realtà anche per me è molto comodo avere un unico programma per modificare tutti i file di testo con cui ho a che fare, di diverso tipo, piuttosto che un programma diverso per ogni linguaggio. Ottimo punto.

    Edit: a proposito di estensioni per Firefox, non so se conosci https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/firemacs/ Può essere utile per evitare di chiudere le schede del browser quando provi a tagliare del testo (mi succede davvero tante volte), ma se usi It’s All Text non dovresti avere questo problema

    matteo.l” post=83852Nonostante le innumerevoli funzioni di Emacs le due che più mi mancano quando uso un altro programma sono piuttosto banali: la ricerca incrementale e il kill ring. La ricerca dei dettagli nel manuale di Emacs è lasciata come esercizio al lettore.

    Mi piace ricordare che la ricerca incrementale pare sia stata inventata proprio in Emacs (vedi http://en.wikipedia.org/wiki/Incremental_search#History) 😀
    Seriamente, dopo che la provi una volta ti rendi conto di quanto sia inutilizzabile quella “normale”.

    matteo.l” post=83852Per quanto riguarda la grafica sono nel 50% che disattiva la barra dei comandi, anche se non sono ancora arrivato a disattivare i menu per affrancarmi completamente dal mouse.

    Ho l’impressione che con quel 50% ho sottostimato di molto il numero di utenti che non usano la barra degli strumenti. Ho letto di gente che disattiva anche la barra di scorrimento laterale. Mi sembra un po’ eccessivo ma ha un suo perché.

    matteo.l” post=83852Secondo me un edtor di testo deve avere un font facilmente leggibile (per me una buona scelta è DejaVu Sans) e una buona combinazione di colori (da quando ne ho scoperto l’esistenza mi sono innamorato di Zenburn), tutto il resto sono dettagli, in particolare quando si usa Emacs a schermo intero suddiviso in più finestre.

    Anche a me piace molto DejaVu Sans, però Zenburn è un tema nato per Vi, non puoi usarlo! 👿 (ovviamente scherzo, sinceramente non mi importa granché della guerra fra Emacs e Vi)

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83625
    Up
    0
    Down
    ::

    OldClaudio” post=83837Be’ il panegirico a favore di emacs non sarebbe completo se non si aggiungesse che emacs potrebbe anche preparati il caffé; non sto scherzando; è solo una questione di hardware; è che in giro non ci sono molte macchine espresso da asservire ad un calcolatore, ma se ce ne fosse almeno una, emacs sarebbe in grado di inviare i necessari comandi per ordinarne l’accensione e lo spegnimento quando, avendo esaurito l’acqua del serbatoio, la temperatura della caldaia salisse oltre i 100°.

    Spero che non stai scherzando, perché esiste davvero la Coffee mode: http://www.emacswiki.org/emacs/CoffeeMode 😀
    Giacché ci siamo, esiste una guida per fare il caffè anche con Linux: http://www.tldp.org/HOWTO/Coffee.html

    OldClaudio” post=83837Anche emacs può essere considerato un ambiente di sviluppo, e questo è un alto motivo per il quale non mi piace.

    In realtà non si capisce se Emacs rientri nella categoria IDE, qualcuno dice sì, qualcuno no, qualcun altro più pragmaticamente si chiede a cosa serva questa distinzione. Ultimamente ho letto http://irreal.org/blog/?p=1692

    OldClaudio” post=83837Questione di gusti personali.

    Ovvio 😉

    OldClaudio” post=83837Per altro quando @robitex afferma che solo emacs può aprire diverse sotto cartelle che mostrano varie parti dello stesso file, ha ragione e torto nello stesso tempo; ha ragione perché è vero; ha torto perché non è il solo editor capace di farlo, se poi le finestre sono solo due, pazienza, ma per me due sono più che sufficienti; fra gli altri csi sono, oltre a quello citato da @robitex, almeno anche WinEdt e TeXShop e chissà quanti altri.

    Non ho detto è l’unico, punto, ho detto l’unico degli editor per LaTeX che ho provato (peraltro molti IDE hanno questa funzione, sicuramente non è esclusiva di Emacs) a parte Texmaker 🙂 Sul mio sistema ho Texmaker, Texstudio, Texworks, Kile (in passato ho usato per poco tempo anche LyX e il plugin per Gedit), cioè tutti (mi sembra) i principali editor che posso installare su GNU/Linux (e incidentalmente tutti multipiattaforma), quelli che citi tu sono monopiattaforma e per piattaforme che non uso.

    OldClaudio” post=83837Le scorciatoie ci sono anche in altri editor.

    Non mi sembra di aver mai detto il contrario 🙂
    Anzi, gli altri editor specifici per LaTeX hanno sicuramente maggiore libertà nella scelta delle scorciatoie non dovendo confrontarsi con centinaia di pacchetti diversi.

    OldClaudio” post=83837ma nessuno in vita sua riesce mai a usare tutte le funzionalità anche dell’editor più semplice.

    Non sono d’accordo: non penso ci vogliano più di 2 minuti per scovare il 90% delle funzioni di Blocco Note (l’editor di Windows).

    OldClaudio” post=83837Qundi non esiste l’editor migliore; esiste l’editor che piace di più e ognuno ha il suo. 😉

    Sottoscrivo anche questo. Se uno mi chiede che ha di speciale Emacs+AUCTeX io faccio notare che fa molto bene l’autocompletamento, se poi a uno non piace l’autocompletamento per partito preso non posso fare granché per convincerlo a usare Emacs+AUCTeX

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83614
    Up
    0
    Down
    ::

    Marco87″ post=83821

    Emacs è praticamente un interprete Lisp che incidentalmente funge anche da editor di testi, quindi è programmabile e personalizzabile in ogni suoi microscopico aspetto.

    […]
    Sicuramente aiuta l’avere alle spalle 40 anni di esperienza, gli altri programmi sono giovanotti al suo confronto

    Il fatto che Emacs (e AUCTeX) faccia uso di un linguaggio di programmazione “tutto suo” non mi piace molto.

    Il dialetto del Lisp è tutto suo, ma il Lisp in sé è un linguaggio relativamente usato (per esempio AutoCAD usa il Lisp per le estensioni). È (stato?) un linguaggio usato nell’ambiente dell’intelligenza artificiale (Stallman lavorare proprio nel laboratorio di intelligenza artificiale del MIT quando iniziò a sviluppare l’editor) e non a caso Emacs ha integrato al suo interno uno psicologo con cui dialogare 😀

    Ti assicuro che l’Elisp è davvero molto semplice (almeno per l’uso di base che ne faccio io) e molto ben documentato, la documentazione può essere letta direttamente all’interno di Emacs, sia sotto forma di due diversi manuali (uno di base e uno più completo) sia come documentazione di ciascuna funzione ([tt]C-h f [/tt]) e variabile ([tt]C-h v [/tt]) esistente.

    Marco87″ post=83821Non gradisco molto nemmeno quelle lunghissime sequenze di tasti che vengono definite “scorciatoie” da tastiera. Poi magari sono modificabili in vere e proprie “scorciatoie” e allora la faccenda cambia.

    Come ti ho detto, ci sono combinazioni di tasti (in effetti ho sbagliato a chiamarle scorciatoie, nel gergo di Emacs si chiamano “key bindings”) per fare qualsiasi cosa, va da sé che non possono essere tutte brevi altrimenti potresti usarne al massimo poche centinaia. Inoltre le combinazioni di tasti che ho indicato prima non sono poi così terribili, nota che un tasto (il CTRL) è sempre tenuto premuto, gli altri tre variano in maniera anche abbastanza autoesplicativa: la “c” iniziale è caratteristica delle maggior parte delle combinazioni di tasti di AUCTeX, la “f” sta per “font”, la “b” per “bold”, la “e” per “emphasize”, ecc. Ripeto, volendo si possono cambiare (sperando di non interferire con altre già esistenti), ma dopo un po’ ci si fa l’abitudine anche a quelle standard.

    Marco87″ post=83821Il fatto dei “40 anni di esperienza” penso che porti sicuramente a dei vantaggi. Comunque devo ammettere che la grafica di Emacs non sembra tanto aggiornata. Questo è un fattore puramente psicologico che, però, potrebbe spingere chi è ignorante in materia come me a puntare su altro.

    Problema sollevato periodicamente dai detrattori di Emacs. Chi usa Emacs lo usa perché fa esattamente quello che gli serve, non perché abbia una interfaccia piacevole. La maggior parte degli utilizzatori di Emacs usa solo la tastiera per scrivere, lanciare comandi, premere combinazioni di tasti, per loro il mouse è bandito. Un buon 50% degli utilizzatori di Emacs nasconde la barra degli strumenti perché è inutilizzata (se non usi il mouse la barra degli strumenti non serve a niente) e occupa pixel preziosi al contenuto del file su cui si sta lavorando. Non faccio ancora parte di questo 50% ma potrei presto entrarci, dato che in effetti non tocco la barra degli strumenti da mesi. Addirittura molti (compreso Karl Berry, manutentore di TeX Live) usano Emacs quasi solo da terminale (io di tanto in tanto, solo per modifiche rapide), lì l’aspetto grafico non conta niente per definizione.

    Marco87″ post=83821Per esempio, so che un mio docente di informatica usa Eclipse quale potente strumento di editing e programmazione. Per questo motivo ho provato a installare e usare Eclipse (proprio oggi, per confrontarlo un po’), e per quello che ho intuito sembra avere non tante potenzialità in meno di Emacs. Però Eclipse ha una grafica ben più “moderna”. Ovviamente queste sono pensieri di uno che in questo specifico campo è veramente ignorante. Comunque credo che se un giorno dovesse uscire una guida in italiano su come configurare Eclipse (usando TeXlipse) in maniera soddisfacente, mi ci metterei. Per il momento, invece, sono molto dubbioso riguardo a Emacs.

    Sinceramente ho sentito spesso parlare di TeXlipse ma non ho mai incontrato nessuno che lo utilizzi in pianta stabile, solo persone che l’hanno provato e poi abbandonato. Non so neanche il perché l’abbiano lasciato.

    Emacs ha un sacco di funzioni non citate prima da me o nella guida per questioni di spazio (e comunque non credo ci siano persone al mondo che hanno provato tutte le funzioni di Emacs: leggo quotidianamente di utenti decennali che rimangono sorpresi per aver appena scoperto funzioni a loro ancora ignote), che non ho mai visto negli altri editor per LaTeX. Un esempio (questo è indicato nella guida, c’è anche uno screenshot) è la separazione della finestra in più parti per poter visualizzare più file contemporaneamente nella stessa schermata. L’ho uso quotidianamente, l’unico altro editor per LaTeX che ho visto avere una funzione simile, ma castrata, è Texmaker che permette di dividere la schermata al massimo in due e aprire un file in sola lettura nella seconda metà dello schermo.

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83604
    Up
    0
    Down
    ::

    Marco87″ post=83812Ciao,

    da diverso tempo ormai, per scrivere e compilare i miei documenti con LaTeX uso TeXstudio. Quali potrebbero essere, a vostro avviso, dei vantaggi di Emacs rispetto a un editor come questo? La guida mi ha incuriosito, ma prima di cimentarmi nell’uso di Emacs vorrei capire quali benefici avrei rispetto a quanto posso fare ora.

    Grazie e buona giornata,
    Marco.

    AUCTeX fornisce una quantità smodata di autocompletamento non raggiunta da nessun editor di testo. La maggior parte degli editor di testo fornisce in genere autocompletamento solo per i nomi dei comandi, AUCTeX anche per gli argomenti di molti comandi (mi pare che molti editor al massimo permettano di autocompletare i riferimenti e le citazioni), inoltre se permetti ad AUCTeX di fare il parsing del documento riconosce automaticamente la presenza di nuovi comandi definiti con [tt]\def[/tt], [tt]\newcommand[/tt] & Co. e permette l’autocompletamento anche per quelli (non mi risulta che altri editor di testo facciano qualcosa di simile).

    Inoltre c’è una scorciatoia per fare qualsiasi cosa e se ancora non c’è la puoi impostare tu, però non mi sembra che questo punto sia stato affrontato nella guida. Ci sono per esempio molte scorciatoie per modificare i font: [tt]C-c C-f C-b[/tt] per inserire [tt]\textbf{}[/tt], [tt]C-c C-f C-e[/tt] per [tt]\emph{}[/tt] e cose simili. Alcune di queste scorciatoie possono sembrare inutili perché quasi più lunghe del corrispondente comando, però puoi utilizzare per mettere un [tt]\emph{}[/tt] attorno a una parola già presente semplicemente selezionandola e usando quella scorciatoia, oppure sono utili per sostituire un [tt]\textbf{}[/tt] già presente con un [tt]\emph{}[/tt], basta posizionarsi sul comando o sul suo argomento e usare [tt]C-u C-c C-f C-e[/tt]. Alla fine uno non è obbligato a usare le scorciatoie, le usa quando si rende effettivamente conto che gli risparmiano del tempo 😉

    Emacs è praticamente un interprete Lisp che incidentalmente funge anche da editor di testi, quindi è programmabile e personalizzabile in ogni suoi microscopico aspetto. È praticamente impossibile trovare due Emacs, utilizzati da due persone diverse, che abbiano le stesse impostazioni (a meno che nessuno dei due abbia mai cambiato le impostazioni :P)

    Come detto anche nella guida, ci sarà pur un motivo se anche Knuth e Lamport usano Emacs (ma credo senza AUCTeX) 🙂

    Marco87″ post=83812P.S. Cercando su Wikipedia, a questa pagina, mi sembra di riscontrare che i due editor che forniscono maggiori funzionalità siano Eclipse e proprio TeXstudio. Che ne dite?

    Per quanto riguarda il supporto a DDE, non mi sembra fondamentale (non uso Windows quindi a me personalmente non interessa proprio), comunque nella guida è descritto come sincronizzare Emacs con Sumatra, quindi non dovrebbe neanche esserci questo problema. Mai capito invece che significa “Organises Projects”. In Emacs con le variabili locali si può indicare il master file di un documento suddiviso su più file, se questo è quello che importa. Altro confronto interessante è quello generico per gli editor di testi: http://en.wikipedia.org/wiki/Comparison_of_text_editors Emacs (a parte il fatto che l’interfaccia è solo in inglese) trionfa praticamente in ogni sezione. Sicuramente aiuta l’avere alle spalle 40 anni di esperienza, gli altri programmi sono giovanotti al suo confronto 😀

    in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72859
    Up
    0
    Down
    ::

    lorenzo.pantieri” post=834221. Con TikZ i nodi “si fanno attraversare dalle linee”:
    `\begin{tikzpicture}
    \draw [help lines] (0,0) grid (3,3);
    \draw (1,1) node [circle,draw] {$A$}
    — (2,2) node [circle,draw] {$B$};
    \end{tikzpicture}`
    Perché questa scelta? Per avere nodi che “non si facciano attraversare dalle linee” si può fare così:
    `\begin{tikzpicture}
    \draw [help lines] (0,0) grid (3,3);
    \node [circle,draw] (A) at (1,1) {$A$};
    \node [circle,draw] (B) at (2,2) {$B$};

    \draw (A) — (B);
    \end{tikzpicture}
    `
    Esistono altri modi che non prevedano la definizione di quella sorta di etichette che sono (A) e (B)?

    Che io sappia la sintassi “base” per definire un nodo è [tt]\path node[/tt], non all’interno di un [tt]\draw[/tt]. [tt]\node[/tt] è un’abbreviazione di [tt]\path node[/tt]. Il nome del nodo ([tt](A)[/tt] e [tt](B)[/tt] nel tuo esempio) non è obbligatorio (neanche la coordinata in realtà, se non la indichi ti mette il nodo nell’origine), l’unica cosa obbligatoria è l’etichetta fra parentesi graffe, eventualmente vuota.

    lorenzo.pantieri” post=83422
    2. I codici
    `\draw [fill=red,draw=red] (1,1) circle (0.5);`
    e
    `\fill [red] (1,1) circle (0.5);`
    sono equivalenti?

    Credo che non siano completamente equivalenti. [tt]\draw[/tt] è l’abbreviazione di [tt]\path[draw][/tt], [tt]\fill[/tt] è l’abbreviazione di [tt]\path[fill][/tt], [tt]\filldraw[/tt] è l’abbreviazione di [tt]\path[fill,draw][/tt]. Nel tuo caso coincidono perché hai usato lo stesso colore, in generale [tt]\draw[fill=,draw=][/tt] sono diversi.

    lorenzo.pantieri” post=83422
    3. Perché con la chiave scale viene riscalato il disegno, ma non il testo?
    `\begin{tikzpicture} [scale=3]`

    [tt]scale[/tt] moltiplica solo le coordinate per il fattore di scala, non tocca il testo

    lorenzo.pantieri” post=83422
    4. Come riprodurre con TikZ nel modo ottimale il disegnino seguente?

    Passo 🙂 In realtà la cosa più fastidiosa di questo disegno è l’etichetta per l’angolo, non ho ancora trovato un metodo efficiente generale che metta l’etichetta a metà dell’arco,[tt]arc[/tt] non accetta nodi partway (ma forse in una delle prossime versioni di pgf sì), altre soluzioni che si trovano su internet sono spesso inutilmente complicate secondo me, finisco spesso per mettere le etichette degli archi manualmente. Gli altri elementi sono tutti piuttosto semplici da realizzare, sono tutte linee

    in risposta a: [Progetto] Modelli di sorgente per documenti #84018
    Up
    0
    Down
    ::

    ansys” post=83273Se il tesista ha già tutto pronto non impara nulla e leggerà ancora di meno tutta la documentazione che può leggere (lo vediamo tutti i giorni … leggi l’Arte, leggi le guide tematiche, leggi la Guida GuIT, leggi la documentazione con texdoc … ).

    Il 90% dei tesisti che ho incontrato comunque non ha la benché minima intenzione di leggersi la benché minima documentazione. Non è che se il GuIT non fornisce modelli allora loro si studiano la documentazione, anzi. I modelli in giro si trovano comunque, spesso penosi ma si trovano. Questa almeno potrebbe essere un’occasione per diffondere altri modelli decenti, sfruttando la “autorevolezza” del GuIT 😀

Stai visualizzando 15 risposte – dal 571 al 585 (di 1,083 totali)

Go to top