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@robitex: quale editor di testo utilizzi? TeXworks? È possibile in questo editor limitare automaticamente il numero di caratteri per riga a un certo numero fissato? Un conto è guardare il diff di una riga di 80 caratteri, un altro è per una riga di 800 😆 (è solo un consiglio, ma lavora come preferisci tu)
::robitex” post=80828Ricevo la guida in pdf via email
L’apro e controllo il numero e la data di emissione e la sfoglio in cerca di errori grossolani
Contatto l’Autore per coniscere le novità ed i cambiamenti
Cancello la vecchia guida dal sito
Salvo la vecchia giuda in locale come backup
Carico sul sito la nuova
Aggiorno il testo html con numero e data e cose salienti poi chiudo
R.Avevo pensato a un lavoro come:
- Ricevo la guida in pdf via email
L’apro e controllo il numero e la data di emissione e la sfoglio in cerca di errori grossolaniContatto l’Autore per coniscere le novità ed i cambiamenti- Cancello la vecchia guida dal sito
Salvo la vecchia giuda in locale come backup- Carico sul sito la nuova
Aggiorno il testo html con numero e data e cose salienti poi chiudo
Se il sorgente della guida è su Github e si fa uso dei tag per segnare le versioni è facile ricompilare il sorgente di una versione specifica, non c’è bisogno di una copia di backup qui sul sito del GuiT. Se è un lavoro troppo dispendioso, alla lunga, si potrebbe togliere il riferimento alla versione dalla pagina http://www.guitex.org/home/it/guide-tematiche
Avevi proposto di caricare le guide su un altro sito (peccato che su Github abbiano tolto la possibilità di caricare file esterni al repository proprio quindici giorni fa), in quel caso tutta la trafila di controllo degli errori e verifica di cambiamenti non ci sarebbe proprio stata, corretto?
Che ne dici?
::robitex” post=80780Grazie per la conferma e per l’ottimo link.
In realtà ero indeciso se includere o meno il file di classe. All’inizio l’avevo escluso perché così si evita la ridondanza ed il lavoro in più nel gestire gli aggiornamenti della classe per le guide tematiche stessa.
Poi, sono stato attratto dal suggerimento di ansys che ha incluso il file di classe nella richiesta di merge.
Così infatti, si fornisce all’utente che clona il repo tutto quanto occorre per compilare la guida.Soppesando vantaggi e svantaggi tendo a favorire l’esclusione della classe dal repo, per la migliore chiarezza e semplicità.
Altro problema è il rapporto con il sito principale.
Si potrebbe includere il pdf nel repo e lasciare scaricare direttamente l’ultima versione con il link diretto senza più caricare nulla sul sito.
Ma, per gli stessi motivi già visti, preferire escludere il pdf dal repo con una procedura simile a questa:
1 L’Autore esegue un commit con aggiornamenti alla guida.
2 Manda via posta elettronica il pdf che rimane un file locale escluso dal repo al GuIT Web Team
3 La guida viene controllata ed inserita nel sito via ftp senza che venga tracciato il numero di versione per evitare di dover modificare anche la pagina web del sitoNascono due problemi:
1 – tracciare il numero di versione (proporrei di usare i git tag) ed eliminare i riferimenti all’interno della guida
2 – far saper agli interessati che la guida è stata aggiornataScusate se scrivo di domenica ma in questo periodo non distinguo più i giorni.
R.Scusami, ma non ho capito quale siano i problemi, cioè non ho capito perché tracciare il numero di versione sia un problema e perché non si possa continuare a scrivere un messaggio qui sul forum quando viene pubblicata una nuova versione della guida
23 Dicembre 2012 alle 8:36 in risposta a: [Guida] Introduzione a Make per compilare documenti LaTeX #81475::Sam Qasbah” post=80775Salve.
Non so nulla di make, prima di leggere la guida desidero chiedere: nel lavoro con TeX/LaTeX quale vantaggio si ha nell’usare un makefile invece di un normale file di comandi batch/bash?
Ciao.
Make controlla le dipendenze fra i file, verifica se un file deve essere rigenerato e in caso affermativo prosegue con l’operazione, altrimenti non fa nulla. Un semplice script normalmente esegue ciecamente tutte le operazioni contenute al suo interno, a meno che non vengano inseriti al suo interno dei controlli sulle date di ultima modifica dei file, ma in questo caso lo script complicherebbe non poco, make è più efficiente da questo punto di vista.
In progetti software con centinaia di file la cui compilazione richiede anche diverse ore (esempi: kernel linux, octave, [https://buildd.debian.org/status/logs.php?pkg=libreoffice]libreoffice[/url]) è utilissimo usare sistemi come make per la compilazione (make non è l’unico, ovviamente), permette di ricompilare l’intero software eseguendo i passaggi strettamente indispensabili, se vengono modificati solo pochi file e uno è fortunato ha bisogno di pochi minuti per ricompilare di nuovo il software, senza dover aspettare ore e ore. Nel 99% dei documenti LaTeX un Makefile è probabilmente superfluo, nel restante 1% invece può essere molto utile
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Piccolo appunto: nei sorgenti delle guide non credo ci dovrebbero essere i file della classe [tt]guidatematica[/tt]: non so come state facendo voi, ma io l’ho messa nel mio albero locale, non ce l’ho in ogni cartella contenente il sorgente di una guida.robitex” post=80772Quando l’amministratore approva un merge proveniente da un contributore la procedura migliore è la seguente?
– eseguo il merge in locale dando il comando dalla directory nel progetto:
$ git pull path/alrepo/contributore/nomeprogetto master
– poi eseguo l’aggiornamento in remoto
$ git push origin masterVa bene questa procedura?
R.Essenzialmente sì: https://help.github.com/articles/using-pull-requests#merging-a-pull-request
Il pull dovrebbe essere equivalente a fetch+merge
21 Dicembre 2012 alle 18:20 in risposta a: [Guida] Introduzione a Make per compilare documenti LaTeX #81472::franen” post=80723Grazie…
Ho iniziato a leggere un po’ e mi preme sottolineare una cosa:Rispetto a software come arara, make permette di svolgere, su richiesta, altre operazioni quali la cancellazione di file temporanei non necessari …
non è del tutto esatto. arara ha una regola che si chiama “clean” che permette di indicare i file che si vogliono eliminare (distinguendo anche fra sistemi Unix e Windows).
Solo per la precisione 🙂Francesco
Intenzionato ad approfondire quello che hai detto, sono andato alla ricerca del manuale di arara ma mi sembra che sia sparito: l’unico PDF che ho trovato è il manuale della versione 2, mentre il sorgente di quello che dovrà essere il nuovo manuale è privo di contenuti veri e propri. Nel manuale della versione 2 (è cambiato qualcosa nella 3?), la regola clean deve essere posta nel sorgente *.tex e affinché venga eseguita devono andare a buon fine tutte le regole precedenti. A volte succede che la compilazione di un documento fallisca perché c’è qualche porcheria nei file ausiliari precedenti (basta cambiare la lingua di babel fra una compilazione e l’altra), quello che mi piacerebbe fare è cancellare solo quelli interattivamente (leggi: da linea di comando), senza bisogno di modificare il sorgente. Credo di aver esposto anche in passato queste mie personali perplessità sul principio di funzionamento di arara
È vero che funzioni per la cancellazione dei file temporanei sono generalmente presenti negli editor di testo per LaTeX, ma il bello di make è che funziona indipendentemente dall’editor utilizzato, si potrebbe addirittura utilizzare Blocco note per scrivere il proprio documento 🙂
Comunque non fraintendermi, trovo che latexmk e arara siano fantastici e ho ritenuto doveroso citarli nella guida, in particolare uso spesso latexmk, ma allo stesso tempo penso che make sia molto utile in particolari condizioni in cui latexmk e arara sarebbero poco pratici
21 Dicembre 2012 alle 13:22 in risposta a: [Guida] Introduzione a Make per compilare documenti LaTeX #81470::ansys” post=80725Piccola osservazione: in Emacs si può anche scrivere [tt]M-x compile RET[/tt]. In più, meglio evitare le maiuscole (a mio parere) con [tt]C-c C-c make RET[/tt].
AUCTeX ignora le maiuscole lì, se non ci sono ambiguità 🙂 Non uso [tt]M-x compile[/tt], che sarebbe comodo dato che non richiede AUCTeX, perché non funzionerebbe su file non presenti nella stessa cartella del Makefile (per esempio possono essere file secondari da includere nel principale con [tt]include[/tt]/[tt]input[/tt] e posti in una sottocartella), mentre con il comando suggerito nella guida [tt]make[/tt] viene eseguito nella cartella del file principale se specificato con la variabile locale [tt]TeX-master[/tt], cosa che fanno praticamente tutti, penso/spero
20 Dicembre 2012 alle 22:43 in risposta a: [Guida] Introduzione a Make per compilare documenti LaTeX #81468::franen” post=80723Grazie…
Ho iniziato a leggere un po’ e mi preme sottolineare una cosa:Rispetto a software come arara, make permette di svolgere, su richiesta, altre operazioni quali la cancellazione di file temporanei non necessari …
non è del tutto esatto. arara ha una regola che si chiama “clean” che permette di indicare i file che si vogliono eliminare (distinguendo anche fra sistemi Unix e Windows).
Solo per la precisione 🙂Francesco
Grazie per l’informazione, ne terrò conto per le prossime versioni!
::robitex” post=80650E come se la cava git sotto Windows?
Vi sono dei programmi ad interfaccia grafica?
R.http://msysgit.github.com/
Oppure un client specifico per Github (che include msygit): http://windows.github.com/ e c’è anche l’analogo per Mac: http://mac.github.com/ Non hanno fatto un client per GNU/Linux, ma dubito che molta gente ne senta la mancanza (comunque per GNU/Linux c’è l’interfaccia predefinita di Git: Gitk). Gli IDE sono spesso integrati con sistemi per il controllo delle revisioni rendendo più o meno inutili questi software, ma non so quale sia la situazione degli editor di testo per LaTeX (a parte Emacs che integra Git e altri sistemi per default).
@antonio.macrì: come ho detto, ho poca esperienza personale per quanto riguarda progetti collaborativi, mi affido a quello che dici tu 🙂 In effetti quello che ho descritto è quello che avviene normalmente per grossi progetti, come il kernel Linux in cui tutti clonano il repository di Linus
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