fabusdr

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  • in risposta a: Concludere una parte, un capitolo, una sezione… #3777
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    per gli header non sarebbe un problema e nel forum co sono dei messaggi che spiegano come fare. per le figure la vedo più complicata, forse incrementando a mano i contatori…
    ma fare un’appendice no? per definizione le aggiunte dopo uncapitolo sono o un capitolo o un’appendice. altrimenti che cos’è il testo dopo l’ultimo capitolo?
    se poi usi book ci sono le divisioni \frontmatter, \mainmatter e la ultimache nonmi ricordo ma forse è \backmatter. nonricordo di preciso cosa faccia, mamagari può aiutarti.
    il mio consiglio è cmq di fare un’appendice, oltre a essere più semplice il documento risulta più strutturato e ordinato.
    ciao
    f

    in risposta a: Immagini affiancate #3773
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    pacchetto subfig, che fra l’altro nell’introduzione spiega anche come fare a mano con latex standard in situazioni semplici.
    se hai una domanda più specifica posta pure
    ciao
    f

    in risposta a: Cambiare colore ad un file eps #3769
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    c’è un programma dell’adobe che dovrebbe essere acrobat (non reader) a pagamento che permette di modificare i pdf e gli eps come se fossero grafici vettoriali fatti con corel. nel mio laboratorio è installato su di un mac, l’ho usato una volta ed era facile e veloce.
    secondo me cmq la via più semplice è rifare i grafici e sfruttare le funzioni di matlab.
    forse in questo forum c’era qualcuno che aveva cambiato colore agli eps, ma forse era solo lo sfondo. prova a fare una ricerca.
    ciao
    f

    in risposta a: installazione font ps1 su miktex: updmap.cfg e yap #3762
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    ok, la soluzione esatta l’ho trovata spulciando l’installazione di cm-super come consigliato da zanna, un po’ di siti e qualche file di miktex,
    ecco la procedura per installare font post script type1 su miktex: una volta che si hanno tutti i file nelle cartelle corrette si mette
    `nuovo.map` nella cartella di dvips
    `C:\localtexmf\dvips\config`
    poi si crea, se non esiste già il file `updmap.cfg` nella cartella
    `C:\localtexmf\miktex\config`
    e si aggiungono le righe
    `## my updmap.cfg
    #nuovo font
    Map nuovo.map`
    si salva, si fa il refresh e in linea comandi si lancia
    `updmap –verbose`
    con l’opzione verbose solo per controllare che il nuovo.map è stato effettivamente usato.

    in questo modo funziona perfettamente il yap, dvips, pdflatex, dvipdfm…

    ciao ciao
    f

    in risposta a: Il vostro editor preferito? #1877
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    anche io ho dato un occhio a texnicenter (pur usando emacs) e devo dire che ormai è davvero un ottimo editor, che non ha assolutamente niente da invidiare al fratello maggiore winedt, le cui protezioni fra l’altro sono diventate abbastanza elusive. quindi senza stare a spaccarvi la testa per parchare winedt scaricate subito il gratuito texnicenter. sempre che vogliate un editor “visuale” e non preferiate roba asciutta alla emacs
    ciao ciao
    f

    in risposta a: emacs e preview in un setup #3724
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    grandissimi complimenti. appena ho tempo disintallo il mio ambaradan di emacs, ispell etc e provo l’installer. carino e chiaro il sito, a questo punto direi che da guit possiamo linkare dirattamente tale pagina, ina maniera che tu possa cambiare l’installer come ti pare (e relativo link) senza spezzare link. il sito poi è davvero piacevole,ancora complimenti.
    una domanda: io ho bisogno di italiano, inglese, francese e spagnolo. come la si mette per le lingue aggiuntive?
    grazie e ancora bravissimo
    ciao
    f

    in risposta a: Lista delle figure.. #3753
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    Prima di tutto sbagli a ritenere che l’elenco delle figure vada alla fine, te l’assicuro.

    interessante. anche io tendenzialmente la metto alla fine con la lista delle tabelle.
    è vero che l’indice lo metto all’inizio e la lista delle figure è l’eqivalente della lista delle sezioni, ovvero l’indice. però la bibliografia si mette in fondo, ed è la lista delle referenze, come poi l’indice analitico.
    mi piacerebbe sapere su quali documenti si impara quello che conosci con sicurezza. io ho provato a ispirarmi ai libri stampati che possiedo, ma mi pare che non esistano regole unicovoche.
    ciao ciao
    f

    in risposta a: Usare un font typewriter di default #3635
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    mi pareva di ricordare che nella guida che hai letto ci fosse come passare in giro opzioni alle classi.
    la cosa più semplice che puoi fare cmq è un requirepackage su geometry e scrivere nel tuo .sty tutte le impostazioni di layout che vuoi. io nel mio layaureo ho fatto più o meno così. in questo modo eviti di toccare direttamente la larghezza del testo ma passi per geometry, che è sempre preferibile. e per l’altezza? nel manuale di geometry mi pare ricordare che è spiegato come fare una pagina con un numero determinato di righe…

    usando geometry ricordati di caricare il tuo pacchetto dopo uno che modifichi l’impaginazione, come appunto layaureo.
    ciao
    f

    in risposta a: Usare un font typewriter di default #3631
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    ciao,
    qui si va ot rispetto al messaggi originale, ma dentro ad un file .sty non si sua \usepackage per una serie di ragioni.
    ti consiglio di sfogliare la guida destinata agli autori di pacchetti e classi che trovi su loria, che spiega perché usare \requirepackage
    ciao
    f

    in risposta a: winedt collassa gli spazi in righe di meno di 67 caratteri #3714
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    divertente, questa non la conoscevo ed è utile, quando usavo winedt mi toccava indentare tutto il preambolo in modo che non me lo formattasse. con questa opzione non sarebbe più necessario.
    ciao
    f

    in risposta a: Accenti #3731
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    ci si riferisce all’output pdf orribile ottenuto con i cmr con codifica T1, se non si scarica il pacchettazzo che, se non ricordo male, si chiama cm-super.
    se per esempio si usa un font diverso, tipo
    \usepackage{mathpazo}
    non si ha nessun problema.
    ciao
    f

    in risposta a: Usare un font typewriter di default #3628
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    il testo non viene più giustificato, ma è allineato a sinistra.

    automaticamente? se ne impara sempre di nuove…
    altrimenti c’era \raggedright

    E’ un modo di fare poco elegante, ma funzoina.

    questa è la cosa più importante. poi uno studia e raffina via via.

    Se vi interessa posso postare i comandi, magari mi date qualche dritta in più

    certo. per esempio io ti consiglierei un \sloppy, perché mi pare logicamente più pulito che infilare tutto il documento dentro un panino sloppypar, visto che oltre a paragrifi ci sono comandi di sezionamento…
    ciao
    f

    in risposta a: Usare un font typewriter di default #3626
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    ciao,
    vorrei solo metterti una pulce nell’orecchio, ma magari sto parlando per niente:
    da un precedente 3d mi pareva di aver capito che a te interessava scrivere come si fa con una macchina da scrivere, in modo da contare esattamente le battute. mi sbaglio?
    in tal caso non è esattamente quello che stai facendo, perché te stai usando un carattere a spaziatura costante, ovvero con tutte le lettere della stessa larghezza. ma lo spazio fra due parole non è il solito, a meno che tu non allinei le frasi a sinistra.
    se non era questo quello che volevi fare ignora questo messaggio.

    fermo restando quello che dice aragorn “impara latex e mettilo da parte” e la “not so short…” sono due ottime guide, entrambe disponibili in italiano, pur restando molto superficiali.
    ciao
    f

    in risposta a: Unità di misura #3717
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    c’è anche un 3d su questo argomento, che ti consiglio di leggerlo.
    rileggi per favore anche la netiquette.
    ciao
    f

    in risposta a: problema impaginazione: sillabazione e parole nel margine #3683
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    il punto è che latex si fissa delle regole. la colla fra parole non può essere stretchata oltre un certo limite, perché il risultato è brutto (e non lo vedrai in nessun libro), in genere se l’utente non inserisce scatole che non possono essere sillabate se latex proprio non ce la fa le fa sbordare nel margine. in generale cmq è buona abitudine sillabare tutte le parole, a parte pochi casi eccezionali. fra l’altro poi tali casi a mia conoscenza sono tutti costituiti da parole brevi, che non rompono le scatole.
    perché impedire la sillabazione? te lo sei chiesto?
    facci qualche esempio di parole che non voui sillabare, e ti diremo la nostra…
    cmq alcune accortezze che possono aiutare, oltre al già citato soloppy:
    aumeni leggermente la larghezza della riga, per esempio con layaureo. in tal caso latex ha più gioco e diminiuscono gli overfull hbox.
    le parole straniere le inpanini in \foreignlanguage in maniera da farle sillabare correttamente
    in lingue con accenti eviti di costruire le lettere accentate con \’ ma usi un encoding che fornisce il simbolo già accentato (sembra una cavolata, ma aiuta un casino).

    infine per concludere vorrei fare chiarezza sulla questione bug: un bug è un errore che fa comportare il programma in modo totalmente errato e imprevedibile. se con latex vuoi riempire le righe come fai con word lo puoi fare, semplicemente te gli stai dicendo di non farlo (anche se te non lo sai è dietro le macro che girano sul tuo file) e poi ti lamenti che fa esattamente quelloc he gli chiedi…!
    ciao
    f

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