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Se stai scrivendo una tesi di laurea/dottorato e hai usato la parola prefazione in maniera corretta, ti avverto che la prefazione non si mette mai in una tesi.Comunque i riferimenti si fanno come al solito. Basta leggere una guida di base:
`\chapter*{Prefazione}
\label{prefazione}
Come vedremo nel capitolo \ref{ch:primo} e poi nel capitolo \ref{ch:secondo}…\chapter{Primo}
\label{ch:primo}\chapter{Secondo}
\label{ch:secondo}
`Ciao ciao.
Fra
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Riassumendo quanto detto finora:
pdfsync è un modo vecchio e dimenticalo.Metodo nuovo. Viene prodotto un file .synctex oltre al pdf. Ecco come lo si ottiene rispettivamente non compresso e compresso:
`pdflatex –synctex=-1 file.tex`
oppure
`pdflatex –synctex=1 file.tex`La ricerca diretta e inversa dipende solo dal pdf viewer e dall’editor usato.
Su tutti i sistemi (Linux, Win, Mac) TeXWorks funziona senza problemi.
I problemi solitamente riguardano più il lettore di pdf che l’editor.
Su Windows sono più di tre anni che la ricerca diretta e inversa sui pdf è possibile.
Questo grazie al lettore SumatraPDF (che si accoppia bene con TeXniccenter, Emacs, Winedt e TeXmakerX che io sappia).Sugli altri sistemi operativi non mi sbilancio troppo. Su Mac credo non ci siano problemi e anche Enrico ha confermato. Su Linux invece, se non erro, a parte TeXWorks, credo non ci esista ancora un’accoppiata editor/viewer per la ricerca diretta e inversa.
Ciao ciao.
Fra
::Preferisco anche io bibunits, però non è compatibile con hyperref.
Era per questo che lo abbandonai. Non so se ora le cose sono cambiate.
Ecco un’altra buona ragione per passare a biblatex! 😉
Ciao,
L.Ho appena cominciato a studiare biblatex.
Per il prossimo lavoro lo userò sicuramente!Ciao ciao.
FraP.S.: tesi consegnata 🙂 Un grazie a tutti gli amici del GuIT.
::Suppongo che tu non abbia davvero provato, perché \der[2]{f}{x} e \der{f}{x} danno esattamente lo stesso risultato.
Ammetto le mie colpe 🙁 Domani ho la consegna della tesi di dottorato e non sono molto lucido…
Il condizionale \if è una brutta bestia.
Ho notato! Avevo preferito quello perché mi sono detto “È un comando basilare di TeX, funzionerà in maniera velocissima. Oltretutto devo solo verificare che un parametro è vuoto!”
Solo che poi ho pasticciato prendendo un pezzo di qua e un pezzo di là.
E infatti quella costruzione non è da nessuna parte 🙁`\if?#1?\else^{#1}\fi`
Era così semplice!
Era scritto chiaramente nell’Introduzione, così come l’altro
esempio per i comandi espandibili. Scusa la distrazione 🙁
Vabbè almeno ora ho capito (almeno credo) quella sezione.Grazie infinite.
Ciao ciao.
Fra
9 Dicembre 2009 alle 20:18 in risposta a: Ordine di citazione automatico usando thebibliography #401259 Dicembre 2009 alle 13:15 in risposta a: Ordine di citazione automatico usando thebibliography #40123::
Buongiorno ragazzi,eh già, ha ragione Enrico. Sebbene forse sia dovuto solo alla prigrizia/tradizione, credo di non aver mai letto un articolo o libro scientifico che usasse altri ordinameti se non quello classico di citazione.
Oramai questa cosa è nel corredo genetico di tutti. Ricordo un episiodo che mi capitò tanti anni fa. Consegnai una tesina con l’ordinamento alfabetico e i riferimenti numerici. Il prof la guardò inorridito e mi disse “Che fai, tu cominci a contare da 13?!” (mi pare che la prima citazione fosse la 13).
Per tornare invece all’utilità di ciò che voglio fare, be’… a volte si lavora tutti insieme, spesso con gente che LaTeX proprio non lo vuole usare o non ha né voglia né tempo di imparare a usarlo. Quando cominci a dire che per una ventina di riferimenti devono fare un file .bib (soprattutto scrivendo per bene i vari and ecc…) poi devono compilare con bibtex ecc…si scocciano a morte e dicono (secondo me a ragione) “ma come è possibile?! Tu che mi hai sempre detto della potenza di LaTeX e ora per ordinare una bibliografia devo fare tutte queste cose?”
E poi? Se non esiste lo stile per quella rivista? Vagli a spiegare che possono usare makebst, oppure possono modificare a mano la bibliografia prendendo i file ausiliari prodotti da BibTeX.Senza contare poi gli studenti che usano LaTeX e vedono BibTeX come uno step di conoscenza ulteriore. (Anch’io usai solo thebibliography per la mia tesi). Soprattutto quelli
che lo usano una volta sola nella vita. Non hanno né tempo né voglia di fare tutto ciò.
Però a volte arriva il prof pignolo che gli dice “Che fai cominci da 13?” e così si ritrovano
a riordinare da capo tutto quando a mano.Purtroppo è vero anche che quello che vorrei fare io non è il massimo, è sempre un programma esterno. Mi piacerebbe tanto che questa cosa potesse essere fatta
dal compilatore LaTeX con delle semplici opzioni da passare a thebibliography.
Ma purtroppo credo sia praticamente impossibile. 🙁Scusatemi per la lunghezza del post!
Grazie a tutti.
Ciao ciao.
Fra
8 Dicembre 2009 alle 22:52 in risposta a: Ordine di citazione automatico usando thebibliography #40118::
Ah ho capito quindi tu sei veramente contro l’ordine di citazione.
Il senso. . . be’ a dir la verità non lo so! 😀
Anch’io non sono un fan dell’ordine di citazione però è richiesto praticamente ovunque,
pertanto pensavo di partire da quello.In ogni caso l’idea è di fare due eseguibili. Il primo, non so, bibnumord che ordini
thebibliography in ordine di citazione. L’altro, più banale, e forse inutile, bibalpord che
semplicemente ordini alfabeticamente la bibliografia secondo il cognome del primo autore.
Ovviamente in questo secondo caso è consigliato l’uso di natbib.Con python sono già un po’ pratico, era per quello che l’ho scelto. Ora valuterò per bene. Comunque vorrei fare degli eseguibili per le varie piattaforme. Quindi l’utente finale non deve avere installato nulla al contrario di quanto accade con pdfcrop per esempio.
Ciao ciao.
Fra
8 Dicembre 2009 alle 22:16 in risposta a: Ordine di citazione automatico usando thebibliography #40116::
No Enrico, mi sono spiegato male io!La trovi con il numero, come al solito! Era sottinteso che i numeri ci fossero,
come in una normale bibliografia di un normalissimo libro o articolo scientifico 😀Per togliere ogni dubbio. Attualmente thebibliography fa questo:
`Pippo [3] riporta che Francesco non si sa spiegare. E in effetti anche Francesco [1]
è d'accordo. Francesco ha promesso però di andare a fare un corso specializzato
in una scuola molto famosa [2].Riferimenti
[1] Francesco. Comunicazione alla stampa del 16 Agosto 2005.
[2] Sapienza — Università di Roma. Scienze della Comunicazione.
[3] Pippo. Intervista del 14 Settembre 2007.`Dopo che il mio programmino sarà a punto, basterà farlo girare sul file tex, rimetterà in ordine la bibliografia e compilando due volte otterrò il seguente risultato:
`Pippo [1] riporta che Francesco non si sa spiegare. E in effetti anche Francesco [2]
è d'accordo. Francesco ha promesso però di andare a fare un corso specializzato
in una scuola molto famosa [3].Riferimenti
[1] Pippo. Intervista del 14 Settembre 2007.
[2] Francesco. Comunicazione alla stampa del 16 Agosto 2005.
[3] Sapienza — Università di Roma. Scienze della Comunicazione.
`Ho appena cominciato. Ho pensato di farlo in Python, se pensate che stia facendo uno stupidaggine fermatemi in tempo 😀
Ciao ciao.
Fra
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Se ti serve una didascalia per ogni immagine segui il consiglio di Ivan e di ansys.
Se invece la didascalia è unica è sufficiente:
`\begin{figure}
\centering
\includegraphics{…}\quad\includegraphics{…}\quad\includegraphics{…}
\caption{…}
\label{…}
\end{figure}`Le immagini praticamente è come se fossero delle grandi lettere quindi se devi affiancarle semplicemente le metti una dietro l’altra 🙂 Ovviamente ridimensionale in maniera opportuna con i parametri di includegraphics.
Puoi togliere le spaziature che ho messo io, o cambiarle oppure mettere degli spazi allungabili, quello che vuoi. Se vuoi puoi anche inserire degli a capo.
[edit]
P.S.: l’argomento era già stato trattato sul forum più volte. Basta cercare “figure AND affiancate” o variazioni sul tema. 🙂
[/edit]
Ciao ciao.
Fra
8 Dicembre 2009 alle 19:44 in risposta a: Formati aperti per inclusioni di animazioni in un pdf #39979 -
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