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AutoreRisposte
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Ciao Francesco, innanzitutto grazie per il tuo punto di vista.
Prego! (Cosa si fa pur di non studiare :P)
Evitare del tutto “paragrafo” di certo elimina le ambiguità, però si tratta di un termine molto usato: se una guida mette in guardia il lettore che “section/sezione” e “paragraph/paragrafo” sono falsi amici, credo che abbia fatto il suo dovere.
Non sono molto d’accordo per eliminare del tutto la parola paragrafo. In italiano esiste eccome, e provate a cercare nell’Arte il numero delle sue occorrenze.
Non suggerivo di eliminarlo! 😀 Ho dato un’occhiata all’Arte e ho notato che, la maggior parte delle
volte, la parola paragrafo è usata per rimandare il lettore ad altre parti del documento.
Quindi diciamo che si potrebbe usare rozzamente questa convenzione: usare il termine paragrafo quando non si parla in maniera tecnica e usare il termine sezione ecc… quando invece si parla effettivamente di sezioni LaTeX, così il lettore associa bene la parola al comando.Difficilmente un utente di LaTeX che scrivesse \section{Pippo} direbbe di stare introducendo “la sezione di primo livello Pippo” e non “il paragrafo Pippo”: “sezione di primo livello” è molto lungo!
Quando spiego LaTeX a qualcuno uso “sezione” come sinonimo di “sezione di primo livello” e “sotto-sezione” come sinonimo di “sezione di secondo livello”. Magari uno
se la potrebbe cavare così. . . 🙂Non vedo l’ora di leggere la nuova versione dell’Arte!
Buon lavoro ragazzi!Ciao ciao.
FraP.S.: anche voi in questi giorni avete notato rallentamenti mostruosi nel caricamento delle pagine del forum? O quello che ho mangiato ha rallentato anche il mio PC?!
::\part = parte
\chapter = capitolo
\section = sezione di primo livello
\subsection = sezione di secondo livello
\subsubsection = sezione di terzo livello
\paragraph = sezione di quarto livello
\subparagraph = sezione di quinto livelloIo voto per l’ultima proposta di Lorenzo, tralasciando però il termine paragrafo che, almeno
per esperienza personale, viene confuso con capoverso da moltissime persone.
In fondo la parola sezione richiama anche il relativo comando LaTeX (a parte negli ultimi due casi, comunque
raramente usati).Ciao ciao.
Fra
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Ciao,spero tu abbia risolto con il consiglio di Ivan.
Comunque, dato che sei nuova, ti dobbiamo
una piccola spiegazione per non sembrare cattivi 🙂Nella maggior parte dei casi le domande nel forum
trovano risposta consultando, in ordine, una guida di base (L’Arte di Lorenzo),
la documentazione di un pacchetto o classe (se non ti va di
trovarla sul tuo pc, come me, basta che vai su google e scrivi ctan online nome pacchetto) e il forum stesso.Quindi, soprattutto nei casi più semplici come il tuo, cerchiamo di non rispondere
direttamente ma di insegnare come poter camminare sulle proprie gambe.
E questo ovviamente è molto utile per il futuro, sia degli utenti che del forum.Detto questo, se il filetto non funziona o vuoi fare qualcosa che non ti riesce,
mostraci come hai provato a ottenerlo e ti daremo sicuramente una mano 🙂Ciao ciao.
Fra
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Ciao e benvenuta,immagino tu usi la classe book.
Per poter inserire i filetti usa il pacchetto fancyhdr (mi raccomando solo il filetto in alto).
Comunque a meno che la tua tesi non sia finita o tu non abbia veramente tempo da perdere,
occupati dell’aspetto grafico solo alla fine, dopo che la tesi sarà finita.Nel frattempo tieni sempre a portata di mano una valida guida di LaTeX.
“L’Arte di Scrivere con LaTeX” di Lorenzo Pantieri, per esempio.
La puoi scaricare dal link in cima a questa pagina.
Lì avresti trovato la risposta alla tua domanda.[edit]
Ah! Dimenticavo di rimproverti! 🙂 L’oggetto del topic deve rispecchiarne il contenuto
ed essere il più specifico possibile. Nel tuo caso “Domanda” è un po’ generico, non trovi?
[/edit]Buona tesi e buon anno!
Ciao ciao.
Fra
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Buon anno a tutti.Ovviamente segui i sempre ottimi consigli di Lorenzo.
Aggiungo solo che se veramente sei deciso a usare Texmaker puoi provare
quest’altro programma: TexMakerX.TexMakerX è un fork di Texmaker, oserei dire molto migliorato o quantomeno
molto più ricco di opzioni. Siccome le interfacce sono molto simili puoi provare
a usare TexMakerX e vedere se il problema che lamenti sparisce.Ciao ciao.
Fra
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Visto che stasera la doccia ci si è messa d’impegno per farmi fare tardi,
ne approfitto per risponderti. 🙂Ma io bibtex lo lancio su tutti i files: sia il principale che web e bibliografia!
Uhm… comincio ad avere un sospetto: che estensione hanno i file su cui lo lanci?
Apri per caso i file .bib con texmaker e lanci bibtex dal menù?
O in generale, qual è l’esatta procedura che fai per compilare il mio esempio?
(partendo dall’assunto che hai due file: prova.tex e bibliografia.bib. Nel mio esempio
non c’è nessun web.bib. Però se vuoi puoi farlo, basta che cambi il codice del mio esempietto in maniera opportuna).Ciao ciao.
Fra
::clicco su Bibtex dal menu strumenti di texmaker
Immaginavo fosse qui il tuo errore!
Ora devo scappare a giocare a carte a casa di amici 🙂Rileggi il mio messaggio per bene e forse capirai.
Se lanci bibtex da Texmaker, lo stai eseguendo solo sul file principale, non sui file ausiliari (che nel mio esempietto è web.aux).
Per lanciarlo anche su web.aux devi farlo a mano o crearti uno scriptino.
Nel tuo caso ti consiglio la prima soluzione ma lascio a te la maniera di capire come si fa.Ah, ovviamente per la cronaca, a me non manca un \nocite{*}. 🙂
Purtroppo non posso spiegarti tutto. LaTeX va studiato con molta dedizione.Ciao ciao.
Fra
::La soluzione di Francesco comunque è perfetta per il tuo caso.
Uhm, mica tanto! Infatti ancora non le funziona 🙁
Per finire il discorso su multibib, non saprei perché non ti compaia il sito.
Sei sicura di aver copiato il mio esempio così com’è? (modificalo solo dopo che ti funzionerà alla perfezione)
Ma soprattutto, sei sicura di aver compilato in maniera corretta?
Cosa fai esattamente per lanciare bibtex?Ciao ciao.
Fra
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Ciao Carmen,ecco il mio primo documento con multibib.
`\documentclass[a4paper]{book}
\usepackage[labeled,resetlabels]{multibib}
\newcites{web}{Sitografia}\usepackage{hyperref}
\begin{document}
Come diceva Pippo~\cite{Pippo1980} ci sono tante cose da sapere.
Molte di queste si trovano nel mio sito web~\citeweb{miosito}.
\renewcommand{\bibname}{Bibliografia}
\bibliographystyle{unsrt}
\bibliography{bibliografia}
\bibliographystyleweb{unsrt}
\bibliographyweb{bibliografia}\end{document}`
Questo è il file bibliografia.bib
`@ARTICLE{Pippo1980,
author = {Pippo, P.},
title = {Cose da sapere},
journal = {Journal of Pippo},
year = {1980},
volume = {34},
pages = {381}
}@MISC{miosito,
title={Sito personale di Francesco Biccari},
note={\url{http://biccari.altervista.org/}}
}`Supponendo che il tuo file principale si chiami tesi.tex devi dare i seguenti comandi:
`pdflatex tesi.tex
bibtex tesi.tex
bibtex web.aux
pdflatex tesi.tex
pdflatex tesi.tex
pdflatex tesi.tex`Fammi sapere se funziona. Per capire bene l’esempio e quindi per fare le opportune modifiche guarda la guida di Lorenzo.
Ciao ciao.
Fra
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Cari ragazzi,ho paura che stiate mettendo un po’ in difficoltà la nostra amica. 😉
Biblatex è uno strumento fantastico, ma io ci penserei sempre mille volte
prima di consigliare un cambio così importante in un documento.
Soprattutto non sapendo quanto tempo Carmen ha a disposizione.Io non ho mai usato multibib e non so neanche se ho capito bene la domanda :P,
ma da quanto leggo dalla guida di Lorenzo
(http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/BibliografieMultiple.pdf, pag. 9)
dovrebbe essere molto semplice distinguere le etichette numeriche aggiungendo
un suffisso. Per esempio far diventare [1] [2] [3] come [web1] [web2] [web3].Oppure perché non optare per una scelta più pragmatica e lasciare perdere
la sitografia, mettendo i riferimenti tutti insieme?
Se ti è stato richiesto espressamente non c’è scampo, ma se fossi
in te penserei molto di più al contenuto che non a separare le due bibliografie.Buone feste a tutti! 🙂
Ciao ciao.
Fra
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Carmen,purtroppo non esiste un comando magico che metta tutto a posto.
L’unica cosa che puoi fare è controllare a mano, uno per uno, tutti gli overfull/underfull.
Prima di tutti controlla che non si tratti di parole non sillabate (cioè mandate a capo)
correttamente. In questo caso inserisci opportunamente dei \- nella parola in questione.Il passo successivo sarà quello di riformulare le frasi, cambia, aggiungi, elimina, riformula
insomma quello che vuoi facendo sì che ricompilando il warning sparisca.Infine se proprio vai di corsa o non riesci a mettere le cose a posto con i modi esposti sopra
allora dai un \linebreak dove ritieni opportuno e vivi felice lo stesso (credo che dare un \linebreak corrisponda a giustificare il testo “alla Word”, cioè ritrovarsi a volte con spazi
esagerati tra le parole).Per quanto riguarda invece i margini e il corpo, non esiste la scelta migliore in assoluto. Leggendo una guida capirai bene il perché.
Io ti consiglierei di fare così: dato che il prof voleva addirittura un corpo maggiore digli se gli va bene il 12 pt cercando di insistere un pochino. Scelto il corpo i margini dovrebbero essere tali da non far entrare in media più di 80 caratteri al massimo per riga.Ovviamente ricorda che l’eliminazione dei vari underfull ecc… dovrà essere fatta praticamente alla fine della tesi, quando oramai non c’è più nulla da scrivere o correggere. Se devi dare la tesi al prof, scorri velocemente la tesi e correggi solo gli overfull peggiori, ma niente di più.
In bocca al lupo.
Ciao ciao.
Fra
::Grazie a chi vorrà darmi il suo parere 8)
Il mio parere sul corso non posso darlo non avendolo ovviamente seguito. 🙂
Sono però quasi sicuro che tutto quanto detto in quel corso sia facilmente
reperebile sulle splendide guide gratuite messe a disposizione dal GuIT o dai
membri del GuIT stesso, come già detto da Antonio.Non so se c’è la remota possibilità che in quel corso parlino di aspetti stilistici
molto particolari e mirati, o di soluzioni LaTeX per metterli in pratica.
Dato che è un corso di base propenderei indubbiamente per il no.Pertanto se fossi al tuo posto farei così: oltre a risparmiare quei 500 € :), studierei approfonditamente le guide fornite da questo sito, cominciando prima di tutto dai primi 5 capitoli de “L’arte di scrivere con LaTeX” di Lorenzo Pantieri.
Ti consiglio anche di cominciare a scrivere il libro di cui parli abbastanza presto, usando un sorgente il più semplice possibile. Solo quando sarai più esperta ti occuperai della parte estetica (si tratterà di aggiungere qualche riga nel preambolo).Ciao ciao.
Fra
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