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Buon giorno e buona domenica a tutti.
Non sono qui per porre quesiti tecnici, ma soltanto per chiedere qualche opinione sul pacchetto siunitx. Io lo trovo molto farraginoso e a tratti complicato da usare. Che ne pensate? Siete a conoscenza di qualche risorsa che spieghi come usarlo per gli utilizzi più comuni? Secondo voi va usato soltanto in testi scientifici ricchi di indicazioni di unità di misura, oppure anche in documenti diciamo “normali”?
Per caso è in cantiere qualche contributo in lingua italiana sull’argomento? Insomma: ho provato a leggere la documentazione, ma è piuttosto tediosa e poco chiara, qua e là.
Grazie a tutti, e spostate pure il topic se lo ritenete necessario.
TommasoCiao Tommaso,
buona domenica anche a te.
Sono d’accordo, è un pacchetto abbastanza pesante sia nell’uso che nella documentazione. Comunque gli esempi nelle prime pagine mi sembrano abbastanza chiari. Documentazione italiana non ne conosco.
Per quanto riguarda i documenti normali, tenderei a non usarlo. Definirei piuttosto un comando per le unità di misura:
`\newcommand{\un}[1]{\ensuremath{\mathrm{\,#1}}}`Esempio:
`Andavo a $100\un{km/h}$ …`Ciao ciao.
Fra
::C’é solo la possibilità di produrre il file sorgente in un contesto diciamo “grafico” di secondo livello.
Esiste un editor di testo per LaTeX con possibilità di anteprima delle immagini e della matematica nella finestra sorgente? Praticamente quello che fa Emacs con le opportune estensioni ma molto più semplice. O, da un altro punto di vista, un LyX per puristi?
Attualmente sto usando Emacs. Pretendere però che una persona inizi a scrivere in LaTeX dopo una vita con Word non è semplice. O gli proponi un editor classico che però manca di queste funzionalità oppure Emacs e allora scappa.
Spesso si lavora in più di uno sulle cose che si stanno scrivendo e se la persona che hai accanto mentre scrivi è abituata a vedere subito il risultato o a ragionarci sopra, nel momento che vede il codice sorgente dove non compaiono immagini o formule chiare, non riesce a ragionarci e inizia a dirti “ma che è sta roba?” oppure, se ha usato LaTeX tanti anni prima quando non c’era altro, ti dice “ancora sono rimasti così?” 🙁
[edit]
So che forse sto prendendo il problema dalla parte sbagliata ma in ogni caso
mi piacerebbe che sempre più persone usassero LaTeX, senza però tradirne
la natura come LyX. E questo è veramente arduo, considerando la cultura diffusa
e il fatto che oramai tutte le riviste scientifiche accettano articoli anche in Word.
[/edit]Ciao ciao.
Fra
5 Marzo 2009 alle 11:38 in risposta a: Simbolo dei gradi e codifica utf8 in ambiente matematico #31651::\DeclareUnicodeCharacter{00B0}{\ensuremath{\textrm{\textdegree}}}
Questa definizione ha un problema. “Consideriamo l’entalpia standard di formazione della specie $i$: $\Delta H°_i$”. In questo caso, come vedete, la “i” non è ben allineata.
Il problema non si pone usando l’altra definizione, a dispetto però di un simbolo leggermente più grande.[edit]
Il simbolo dei gradi è stato ovviamente usato non in senso di grado sessagesimale ma di “stato di riferimento”, di “zero”, come molti libri di chimica fanno. Ne esistono altri usi impropri?
[/edit]Ciao ciao.
Fra
5 Marzo 2009 alle 11:26 in risposta a: Simbolo dei gradi e codifica utf8 in ambiente matematico #31650::
\ang mi era sfuggito! Funziona in ambiente matematico 🙂 ed è ovviamente indipendente dalla codifica utilizzata. Grazie mille Lorenzo!L’unico problema è che risulta sicuramente più facile (e leggibile) scrivere
(con una tastiera italiana) $3°$, $3°4’$ invece di \ang{3;;} o \ang{3;4;}.Ciao ciao.
Fra
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Aggiungo alla lista questo software dall’ideatore di Texmakerhttp://www.xm1math.net/pstplus/index.html (purtroppo è in francese!)
Ciao ciao.
Fra
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Grazie mille Enrico!Per l’altro problema potresti provare a cercare uno stile che non numeri gli elementi della bibliografia.
Mi hai fatto venire in mente un’idea. In effetti ha poco senso fare quello che chiedevo, però la bibliografia finale potrebbe essere utile se riportata senza numeri, come da te suggerito, ma soprattutto in ordine alfabetico.
Ricapitolando ecco lo scheletro di un documento:
`\documentclass{book}\usepackage[globalcitecopy,sectionbib]{bibunits}
\makeatletter
\def\@biblabel#1{[\thechapter.#1]}
\def\@cite#1#2{[{\thechapter.#1\if@tempswa , #2\fi }]}
\makeatother\begin{document}
\bibliographyunit[\chapter]
% usate uno stile che numera i riferimenti in ordine di apparizione
\defaultbibliographystyle{unsrt}
\defaultbibliography{bibliodata}% da qui comincia il vostro documento
% . . . . . . . . . . .\chapter{Capitolo1}
Prima reference interessante~\cite{1977_Agekyan}.
\putbib\chapter{Capitolo2}
Seconda reference interessante~\cite{1961_Baumeister}.
\putbib% bibliografia generale alla fine del documento in ordine alfabetico
\cleardoublepage
\addcontentsline{toc}{chapter}{\bibname}
\makeatletter
% il seguente comando fa sparire la numerazione. Nelle graffe
% si può inserire quello che volete per distinguere graficamente
% le reference (un pallino ecc…)
\renewcommand{\@biblabel}[1]{}
\makeatother
\bibliographyunit
\let\thebibliography\stdthebibliography
% usate uno stile che ordini alfabeticamente le opere con il cognome dell'autore
\bibliographystyle{plain}
\bibliography{bibliodata}\end{document} `
Ciao ciao.
Fra
::2. Scrivi questa magia nel preambolo, dopo il caricamento di bibunits:
Codice:
\makeatletter
\let\std@arabic\@arabic
\AtBeginDocument{\def\thebibliography#1{%
\let\chapter\section
\edef\@arabic{\thechapter.\noexpand\std@arabic}%
\stdthebibliography{\thechapter.#1}}}
\makeatotherCon questo codice però mi numera nel modo desiderato solamente i riferimenti
nella bibliografia, io vorrei che fossero in questa forma sia nel testo che nella
bibliografia a fine capitolo.
Cercando sul forum “chapterbib” ho trovato due righe di codide:
`\renewcommand\citeform {\thechapter.} `
`\makeatletter \renewcommand{\@biblabel}[1]{[\thechapter.#1]} \makeatother`
La prima, da inserire nel preambolo, si applica purtroppo solo a chapterbib e mette nella forma voluta i riferimenti nel testo, mentre la seconda, da mettere nel corpo del documento, si applica anche al nostro caso e fa (forse. . .) la stessa cosa del codice di Enrico.3. La richiesta è, secondo me, priva di senso. In che ordine le metteresti?
In effetti non è necessaria come cosa. Comunque pensavo all’ordine di apparizione nel testo, così come i riferimenti all’interno di ciascun capitolo.
Quindi semplicemente una lista del tipo
[1.1] Pippo
[1.2] Agekyan
[2.1] Pluto
[2.2] …
[3.1] Pippo
[3.2] …Così facendo potrebbe capitare che alcune reference si ripetano essendo state citate in più capitoli.
Ciao ciao.
Fra
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Mi rispondo da solo per il punto 1.È un problema affrontato anche nella documentazione di bibunits e la soluzione è quella
di mettere alla fine del file, prima dei comandi per la bibliografia generale,
ma dopo tutte le bibliografie locali, le due righe seguenti:
`\bibliographyunit
\let\thebibliography\stdthebibliography`
che non fanno altro che eliminare l’opzione sectionbib data nel preambolo.Ciao ciao.
Fra
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Chiedo venia. Spero di non ricevere una tirata d’orecchie anche stavolta. . .
Per alcuni problemi ho risolto. Ne rimangono altri.Un estratto di bibliodata.bib :
`@ARTICLE{1977_Agekyan,
author = {Agekyan, V. T.},
title = {Spectroscopic properties of semiconductor crystals with direct forbidden
energy gap},
journal = {Phys. Status Solidi (a)},
year = {1977},
volume = {43},
pages = {11},
owner = {Francesco},
timestamp = {2009.01.01}
}@ARTICLE{1961_Baumeister,
author = {Baumeister, Philip W.},
title = {Optical Absorption of Cuprous Oxide},
journal = {Physical Review},
year = {1961},
volume = {121},
pages = {359},
owner = {Francesco},
timestamp = {2008.12.07}
}`Un codice compilabile:
`\documentclass{book}\usepackage[globalcitecopy,sectionbib]{bibunits}
\begin{document}
\bibliographyunit[\chapter]
\tableofcontents
\chapter{Capitolo1}
Prima reference interessante~\cite{1977_Agekyan}.
\putbib\chapter{Capitolo2}
Seconda reference interessante~\cite{1961_Baumeister}.
\putbib% bibliografia generale alla fine del documento
\cleardoublepage
\addcontentsline{toc}{chapter}{\bibname}
\bibliographystyle{plain}
\bibliography{bibliodata}\end{document}
`Chiedo aiuto per i seguenti problemi:
1. La bibliografia generale ha un titolo come le section anziché come un capitolo.
2. Come si fa ad impostare il formato dei rimandi come [capitolo.numero]?
3. La numerazione della bibliografia generale è assolutamente scollegata da quelle locali. Vorrei che semplicemente ricomparissero tutte le reference citate in ogni bibliografia locale (anche con eventuali doppioni chiaramente).Qualcuno sa come fare?
Grazie mille.
Ciao ciao.
Fra
19 Febbraio 2009 alle 17:25 in risposta a: Esempio di apici e pedici poco eleganti (exp meglio di e?) #30894::ridurre manualmente le dimensioni dove questo sia necessario
Avevo trascurato il fatto di non essere in grado di fare quanto detto!
Esiste un modo per ridurre/ingrandire solo una parte di un
ambiente matematico? Cioè degli analoghi dei comandi
di cambiamento di corpo utilizzabili in ambiente matematico?Ad esempio qualcosa da sostituire a \tiny nella terza parte di questo codice, che compila ma non dà il risultato sperato:
`
$a_b$ {\tiny $a_b$} $a_{\tiny b}$
`Grazie.
Ciao ciao.
Fra
13 Febbraio 2009 alle 18:45 in risposta a: Esempio di apici e pedici poco eleganti (exp meglio di e?) #30893::credo che in generale le formule di fisica siano più brutte di quelle di matematica pura
In effetti non hai tutti i torti!
Se non erro LaTeX ha tre scale di grandezze relative: testo normale, pedice/apice di primo livello, pedice/apice di secondo livello (come mi farebbe pensare il comando \DeclareMathSizes ). I “+” e i “-” “brutti” che si trovano nell’esponente sarebbero al terzo livello (denominatore normale, esponente del numero di Nepero primo livello, pedice al numeratore secondo livello e apice al pedice terzo livello).
Immagino che la scelta sia stata fatta per motivi ovvi di leggibilità. In generale possiamo quindi dire che è preferibile evitare così tanti apici/pedici annidati (nel mio caso l’uso di \exp risolve la situazione) oppure ridurre manualmente le dimensioni dove questo sia necessario.
Ciao ciao.
Fra
12 Febbraio 2009 alle 11:39 in risposta a: Esempio di apici e pedici poco eleganti (exp meglio di e?) #30891::Dipende dall’esponente. Se è piccolo, basta $e$. Se è di grandi dimensioni, meglio \exp.
Grazie Lorenzo,
credo che seguirò questa scelta, anche se nel documento che sto scrivendo
la massima complicazione è quella che vedi.
Usare exp a volte confonde i ragazzi appena usciti dalle superiori.
Mi sembra di ricordare
di non aver mai visto in libri di liceo la forma exp.Tornando invece all’esempio proposto, i “+” e i “-” dovrebbero essere, secondo LaTeX, all’altezza corretta, ma il risultato è veramente bruttino.
Ho provato anche con il pacchetto mhchem (forse uno dei migliori pacchetti per scrivere chimica) ma con pochi vantaggi (\ce{A+}).
Sbaglio io a ritenere che il risultato sia brutto?
Fra
4 Febbraio 2009 alle 16:21 in risposta a: numerazione pagina per capitoli ed identificazione capitolo #30606::Questo però lo fanno “nei posti giusti”.
A Roma lo fanno quasi in ogni copisteria, hanno sia la taglierina manuale che quella elettrica.
Ad esempio, se stampi il tuo lavoro da loro ti fanno il taglio gratuitamente mentre se gli porti il tutto già stampato credo ti facciano pagare veramente spiccioli o nulla se gli stai simpatico.
Ciao ciao.
Fra
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