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barbonerosso” post=68119quello che volevo sapere, dato che non utilizzando layaureo le proporzioni della pagina mi sembravano gradevoli, era come poter ottenere la stessa gradevolezza utilizzandolo.
Credo che tu ti sia risposto da solo.
Sarebbe come andare in pizzeria e ordinare: “io prendo una pizza ai funghi, ma senza funghi, per piacere, perché non mi piacciono”. 😀LayAureo è un pacchetto fisso, come Claudio spiega bene nella sua guida tematica, e come Fabiano (l’autore) dice nella documentazione.
Ti piace? Usalo. Non ti piace? Fa’ a meno. Nessuna polemica, beninteso, ma esistono pacchetti che si comportano proprio in questo modo: sceglierli significa affidarsi completamente alle scelte dei loro autori, un po’ come quando componi un article o un book nudi e crudi.
Vuoi un layout personalizzato? C’è memoir, che fa miracoli.Ciao
Tommaso
::Fabrizio” post=68118Salve.
Dopo aver adottato con soddisfazione su WindowsXP-PRO il “pacchetto” (MikTex+TexnicCenter+Sumatra), stimolato dalla nuova edizione dell’Arte e da un nuovo PC con Windows7-PRO, ho installato TeXLive (accettando pertanto l’adozione anche di TeXworks).
Bene! Anzi male!
Perchè dopo un’infinità di tentativi per far funzionare la sincronizzazione (righe magiche, codifiche, ecc..), ancora non riesco ad uscirne vincitore.
L’unico risultato che ottengo è il triste messaggio che appare per pochi istanti alla fine della composizione: “SyncTeX non disponibile”
Domanda: è necessario configurare alcuni specifici parametri per consentire la ricerca diretta e quella inversa?
Grazie.
FabrizioChe io sappia, non bisogna fare nulla.
Hai letto la guida che puoi scaricare da qui?http://profs.sci.univr.it/~gregorio/introtexworks.pdf
Prova anche il file
http://code.google.com/p/texworks/downloads/detail?name=TeXworks-manual-r814.pdf
Hai controllato che la cartella your name nel percorso
`C:\Users\
` sia senza caratteri non ASCII o spazi? Cito dal manuale:
Here a remark for users under Windows: this only works if all the names for folders/files/…do not have accented characters. If, for exam- ple, your document is in C:\Documents and Settings\Propriétaire\My Documents\thesis it will not work because of the é in Propriétaire!
Ciao
Tommaso
25 Gennaio 2012 alle 11:01 in risposta a: Configurare Tex Live 2011 su TexMaker [Ubuntu 11.10] #68966::
Hai installato TeX Live seguendo le istruzioni dihttp://profs.sci.univr.it/~gregorio/texlive-ubuntu.pdf
?
Ciao
Tommaso
::lorenzo.pantieri” post=68055
Però potrebbe essere utile metterle in basso. Per correggere questo “difetto” di LaTeX e
permettere il posizionamento anche in basso (oltre che in alto e in una pagina a parte),
c’è il pacchetto dblfloatfix. A me è servito più di una volta.Non lo sapevo. Ho guardato la doc. del pacchetto. Questo punto non mi è chiaro:
floats in a twocolumn document come out in the right order
Che vuol dire che senza il pacchetto i float vengono messi nell’ordine sbagliato?
Un’altra domanda: cmi fai un esempio in cui ti è stato utile avere un oggetto “in basso”?
Grazie,
L.P.S. Il punto 2, se decidiamo di menzionare il pacchetto, diventerebbe qualcosa come:
2.
Se il nostro lettore vuole scrivere su due colonne, può usare l’opzione globale twocolumn: gli ambienti table e figure (da riferire, quando necessario, a \columnwidth) piazzano l’oggetto sulla colonna di composizione. Ci sono anche le relative varianti asterisco (da riferire a \textwidth quando necessario), che piazzano l’oggetto a tutta pagina, sempre in cima o in una pagina di soli oggetti mobili (mai in basso, a meno che non si carichi anche il pacchetto dblfloatfix). Le colonne di un documento scritto così non vengono bilanciate.Vuol dire che se in un documento twocolumn hai oggetti a piena pagina e oggetti nelle colonne, probabilmente quelli che inserisci con figure* dopo quelli con figure verranno messi prima, e dunque in una pagina potresti avere in alto la figura 14 a piena pagina, mentre in basso la figura 13.
Non dimentichiamo che in un ambiente multicols si possono mettere oggetti larghi quanto la colonna con float e H. Il problema è che si avranno delle grane, perché di fatto non sono oggetti galleggianti.
Ciao
T
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Bentrovato 🙂La seconda che hai detto. Il passo incriminato è contenuto in ben due file:
http://www.stat.wvu.edu/~jharner/courses/stat512/LaTeX-and-Friends.pdf
e
http://www.google.it/search?client=safari&rls=en&q=10.1.1.189.1560.pdf&ie=UTF-8&oe=UTF-8&redir_esc=&ei=a-caT4iGPPGK4gSVs5nXDQ#sclient=psy-ab&hl=it&client=safari&rls=en&source=hp&q=dongen+latex&pbx=1&oq=dongen+latex&aq=f&aqi=g-jL1&aql=&gs_sm=e&gs_upl=6278l7794l4l8007l12l8l0l0l0l0l613l2470l2-3.3.0.1l7l0&bav=on.2,or.r_gc.r_pw.,cf.osb&fp=ecd3b99f77e5d1fc&biw=1280&bih=639
che poi sono dello stesso autore. Segnalo che tra qualche settimana il libro di Dongen sarà pubblicato a più di 50 euro.
Birra tra un po’?
Ciao
Tommaso
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Dal manuale di Lamport:C.9.1 Figures and Tables
These environments produce floating figures and tables. In two-column format, the ordinary forms produce single-column figures and tables and the *-forms produce double-column ones. The two forms are equivalent in single-column format. The body is typeset in a parbox of width \textwidth.Non si fa menzione di \columnwidth.
Si attendono lumi 🙂
Ciao
Tommaso
::Liverpool” post=67759Scusate se mi inserisco nel discorso subfig vs. subcaption. Vorrei segnalare che di recente ho avuto problemi ad integrare subfig e caption, su documenti che in passato si compilavano regolarmente (ne parlo in questa discussione). Il punto è che forse, mentre lo sviluppo di caption sta andando avanti, quello di subfig si è arrestato e possono effettivamente nascere dei problemi che suggeriscono di passare a subcaption.
Si possono tirare le somme, a questo punto, anche per aiutare Mauro?
Io direi di adottare subcaption e di lasciare gli altri.Ciao
Tommaso[OT] Per quanto riguarda la questione delle note al piede, Mauro, puoi dare un’occhiata al filone che ho aperto nella sezione Tipografia. [/OT]
::ivan” post=67727
Vanno usate con grande parsimonia, possibilmente mai per i noti motivi: interrompono la lettura del testo principale e, se lunghe, possono dare grattacapi nell’impaginazione del documento.
È nota altresì l’opinione dei maggiori frequentatori di questo Forum. Leggendo l’ottima traduzione dei Peccati che Mauro ha fatto, mi è sorto un dubbio: effettivamente, c’è una tradizione consolidata che guidi la posizione dell’esponente rispetto all’eventuale segno di punteggiatura?
Siamo d’accordo che, se proprio necessaria, sarebbe meglio mettere la nota alla fine della frase e non al suo interno, ma ho verificato anch’io, come Mauro: l’uso è quello di mettere prima l’esponente e poi il segno interpuntivo. Nell’Arte si consiglia il contrario, perciò sono andato a verificare: Tschichold dice di mettere prima il numero e poi il segno di punteggiatura, Bringhurst non ne parla esplicitamente nel paragrafo sulle note, ma l’unica nota presente negli Elements ha l’esponente dopo il punto fermo. Queste sono le due autorità cui mi appoggio, altro non possiedo, purtroppo.
Concludo che è una questione di gusto. Voi che dite?
Ciao
TommasoFinalmente un bel tormentone. Era da un po’ che non se ne vedevano qui sul forum 😀
Ci sono quattro casi.
1) Nota ad un termine. Il problema non si pone. Se la nota serve e va lì, lì deve andare
2) Nota a termine di un “discorso” (proposizione o parte di essa). In questo caso se c’è un segno di punteggiatura la nota va dopo, per un motivo puramente estetico.
Dopo il segno di punteggiatura c’è sempre uno spazio quindi condividere quello spazio con lo spazio occupato dall’esponente mi sembra dia un risultato migliore. La differenza si nota solo con esponenti di due o tre cifre, che nei contesti dove le note sono un problema, non sono infrequenti. Al contrario mettere l’esponente prima del segno di interpunzione crea uno spazio “spurio” (quello sotto l’esponente), che secondo me toglie linearità alla composizione della riga.
4) Nota ad un termine che occorre prima di un segno di interpunzione. In questo caso ci potrebbe essere ambiguità, nel caso il contesto non sia sufficiente per chiarire se la nota si riferisce all’ultimo termine o al discorso precedente. Dubito che ci si possa trovare in una situazione simile. Quindi metterei la nota dopo il segno di interpunzioneCome ha fatto notare Claudio, per la matematica il problema esiste, anche se a mio avviso è difficile che sia impossibile capire dal contesto se l’indice di nota è sé stesso oppure è l’esponente di un numero.
In conclusione: indice di nota sempre dopo l’eventuale segno di interpunzione, in generale per una ragione estetica e per una ragione di sostanza per quanto riguarda i testi scientifici
Ciao
IvanHai involontariamente introdotto un altro tormentone. Dov’è sparito il punto 3? 😛
Ciao
Tommaso
::samiel” post=67656
PS: chiedo scusa a Mauro se ho messo in vetrina una frase ancora riservata.
Nessun problema, in fondo non è mica il mio diario intimo! 🙂
Pr quanto riguarda subfig.sty, come proponete di modificare il testo,
che a quanto pare è eccessivo e non del tutto corretto?@ TOmmaso
Resto in attesa della tua lettura e delle tue indicazioni complessive
per passare all’ultima faseM
Io direi che subfigure è obsoleto e al suo posto va usato subfig, e credo che questo sia corretto.
Quello che non capisco, è come mai gli autori del documento originale abbiano proposto di sostituire un pacchetto come subfig, che serve a riunire più figure in una sola figura mobile, con subcaption, che serve a gestire le singole didascalie degli oggetti messi in una subfig…
Che dite?Ciao
Tommaso
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