illinguista1972

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  • in risposta a: anthosthesis.cls #66627
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    Segnalo problemi nella compilazione del .dtx. Vado a memoria, ma il programma si arresta quando trova i comandi delle mappe dei font terminati da \\.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: biblatex e la composizione degli URL #69521
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    L’ho scritto solo per vedere se stavi attento. E sì che facciamo lo stesso lavoro! 😆

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Nuova versione di TeXstudio #61763
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    Segnalo che meno di quattro ore fa è stata rilasciata la versione 2.3 di TeXstudio.
    Questo il change log:

    list of commands accepting \ref/\cite-references can be changed

    remember search history

    support for different dictionaries per document

    find-invalid-bracket feature

    almost word level inverse pdf search

    complete file names in graphic including macros

    improved BibTeX auto calling

    more methods available for scripting

    several bug fix (especially crashs in the pdf viewer/syntax check/structure view) and minor improvements

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: biblatex e la composizione degli URL #69519
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    Wow! 🙂 Almeno la vedremmo anche qui!

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: biblatex e la composizione degli URL #69517
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    [OT]

    Hai pensato a fare una festa per i tuoi vicini 5\,000 messaggi sul forum? Che cosa ci regalerai? 😉

    [OT]

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: lettere accentate #69496
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    clidre” post=68605Ora funziona tutto alla perfezione. Spiego come ho fatto, per chi leggerà in futuro.
    Avevo un “documento-tipo” in cui avevo fatto prove varie con formule, riferimenti incrociati, acronimi, figure, ecc. In tale documento, già strutturato per come sarà la mia tesi, ci sono diversi file che afferiscono a quello principale: Tesi.tex
    Ho controllato che il mio editor (TeXMakerX) avesse impostata la codifica UTF-8, poi ho scritto i seguenti commenti speciali su ciascuno dei file della mia struttra; in Tesi.tex ho scritto
    `
    % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
    % !TEX TS-program = pdflatex
    % !TEX root = Tesi.tex
    % !TEX spellcheck = it-IT`
    Nei capitoli, ringraziamenti, ecc, che sono situati in opportune sottocartelle, ho scritto
    `
    % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
    % !TEX TS-program = pdflatex
    % !TEX root = ../Tesi.tex
    % !TEX spellcheck = it-IT`
    Non so se sia ridondante premettere questi commenti speciali per tutti i file, ma così funziona. A questo punto, compilando, avevo comunque degli errori, perché c’erano dei caratteri non riconosciuti. Allora ho riaperto tutti i file e ho notato che le lettere accentate che avevo inserito da tastiera in precedenza, quando mettevo l’opzione applemac, erano diventate dei rombi neri con un punto interrogativo bianco al centro e davano problemi alla compilazione. Dunque, li ho sostituiti uno ad uno con le opportune lettere accentate (per fortuna non ho cominciato ancora a scrivere e i caratteri di questo tipo erano pochi). A questo punto, sono riuscita a compilare e ho ottenuto nel pdf le lettere accentate corrette.:D
    Grazie a tutti dell’aiuto. Ora che si alzano un po’ le temperature, faro una gitarella a Forlì nel weekend 😉

    Ne sono contento 🙂
    Ricordati che la codifica con cui è impostato il tuo editor deve coincidere sempre con quella con cui scrivi il tuo file sorgente (in altre parole, quella che metti come opzione a inputenc).
    Se hai la fortuna di avere un MacBook Pro, con quello che costa (e se la ritieni una sfortuna potresti regalarmelo, dato che io ho un misero MacBook bianco :mrgreen: ), le cose ti si semplificano di molto: TeXShop è un editor che fa il proprio lavoro. Impostalo con UTF-8 e lascialo così. Metti sempre quei commenti speciali nel file principale (non serve definirlo come root se non usi \input): di sicuro ci vogliono la riga della codifica e quella del programma, e mettile non a mano, ma cliccando sui menù a tendina. Le righe per la lingua e la sillabazione non sono indispensabili. Se hai file secondari, in ciascuno metti la riga root e basta (il resto TeXShop lo pesca dal file principale).
    Potresti pensare anche di usare un altro editor come TeXworks per documenti in altre codifiche (potresti lasciarlo impostato con latin1).

    Ricorda che le righe magiche ti salvano la vita: mettendole anche a posteriori all’inizio di un file non tuo scritto in latin1, per esempio, ti permettono di compilarlo senza errori anche se TeXShop è impostato con UTF-8 di default. Non male! In pratica, hanno la precedenza sulle preferenze del programma. Usa sempre la sintassi di TeXShop, che viene riconosciuta anche da TeXworks (ma non viceversa). Altre informazioni le trovi nella guida a TeXworks di Enrico nella sezione Documentazione di questo forum.

    E poi, sì: se hai un file non tuo sul quale metti le mani, è come se il programma conservasse traccia del passato, per cui ti sembra di aver fatto le cose per bene e invece ti trovi con errori fastidiosi.

    Un altro paio di consigli: usa sempre TeXShop o TeXworks e, soprattutto, NON prendere l’abitudine di usare documenti già preconfezionati e distribuiti in Rete. Spesso sono mal fatti, caricano pacchetti e comandi vecchi, e sono scritti da persone non troppo competenti. Molto meglio impiegare un po’ del proprio tempo per scrivere di sana pianta un file principale come si deve, che poi dover cambiare a mano caratteri bizzarri o espressioni obsolete che ti inchiodano la composizione del tuo documento.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: lettere accentate #69495
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    lorenzo.pantieri” post=68603

    Funziona! Dunque quelle macro, anche se precedute da % funzionano? Io pensavo che non fossero attive, a causa della presenza a inizio riga del %.

    Cerca “commenti speciali” nell’Arte (Guide, quassù).

    In generale, è falso che ciò che segua un percento è ignorato. Vedo due eccezioni:
    1. se il percento è preceduto da una barra rovescia:
    `Il 90\% di possibilità.`
    2. I commenti speciali, appunto.

    Ciao,
    L.

    C’è poco da cercare, perché la ricerca non dà nessun risultato! 👿 Tirate le orecchie a Lorenzo. 😉
    L’unica riga speciale che abbiamo messo nella guida è quella che serve per definire il documento root (e che, a mio avviso, potrebbe essere quella che si usa di meno). Che ne dici se finalmente mettiamo queste benedette righe magiche? Sto leggendo il primo libro di Harry Potter, e ti assicuro che una riga magica di TeXworks non produce nessun incantesimo! 😀

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: lettere accentate #69488
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    Non può non funzionare 🙂

    Chiudi TeXShop del tutto, riaprilo, imposta le preferenze scegliendo Unicode (UTF-8 ) nella finestrella Codifica della scheda Documento. Richiudi e riapri. Poi, nel documento nuovo, clicca il menù a tendina Macro nella barra degli strumenti, poi clicca Encoding e scegli Unicode (UTF-8 ): vedrai che nel file ti apparirà una riga che comincia con %:

    `% !TEX encoding = UTF-8 Unicode`

    Sotto scrivi:

    `
    \documentclass[a4paper]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[english,italian]{babel}

    \begin{document}
    Forlì è una città a sé, ricca però di virtù.
    \end{document}
    `

    E compila. Che ti succede?

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: ArsClassica 4.0 #69466
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    Vedi, basta pungolarti un poco 😀

    Certo che ora il maestro copia dall’allievo! Dunque, anche Classic Thesis (quando mai si capirà come si scrive!) ha fatto a meno delle note a margine?

    Insomma: Classic e Ars hanno la stessa gabbia, ora, leggermente più grande di prima. Giusto?

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Scrivere del testo nell’interlinea #69393
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    Non proprio 🙂
    Volevo che il filetto partisse da metà o.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Cambiare il richiamo di una nota al piede #69398
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    Ciao, grazie.
    Solo mi chiedevo anche come fare per avere sempre l’asterisco come esponente, nel caso le note fossero indispensabili e in numero ridottissimo.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Scrivere del testo nell’interlinea #69391
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    Ciao Grande Saggio, risultato meraviglioso. 🙂
    Un piccolo perfezionamento: ammettiamo che, come spesso accade, una sola parola latina racchiuda in sé un’intera espressione italiana. Sarebbe possibile far partire dalla prima una linea orizzontale sottile che termini alla fine del primo argomento di \hint? Diciamo che la linea dovrebbe trovarsi a metà del corpo della lettera, in corrispondenza, per capirci, del tratto orizzontale di una e. Il nec plus ultra sarebbe un breve filetto discendente ad angolo retto al termine della linea, per segnalare in modo più chiaro l’espressione italiana compresa nel termine latino. :mrgreen:

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: scrittura verticale e da destra verso sinistra #69336
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    albertobosia” post=68451salve, avrei questo problema
    devo scrivere una parte di un documento in giapponese, ho già tutti i miei problemi a ficcarci il katakana. inoltre quella parte dovrebbe essere scritta da destra verso sinistra e in verticale.
    l’unica roba che sono riuscito a fare è una tabellona in cui mettere i caratteri uno per uno al loro posto. mi è anche venuto in mente di fare il documento a parte e di includerlo successivamente.
    qual è il modo “corretto” di fare una cosa del genere?

    inoltre, una domandina riguardo le scritture non orizzontali: non ho mai veramente capito come scrivere con altri orientamenti. per esempio, sicuramente qualcuno di voi saprà che su arxiv.com aggiungono quella parte in grigio in verticale dal basso verso l’alto. come si può fare una cosa del genere?
    e se volessi un testo inclinato di (esempio) 38°?

    Per i caratteri giapponesi non so. Per un testo ruotato, puoi usare il comando \rotatebox di graphicx.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Posizione di \label #69167
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    Non saprei dirti le eventuali differenze. So per certo che il comando \label va dato sempre DOPO il comando o l’ambiente che assegna un numero all’oggetto (non solo i comandi per sezionare il testo, dunque, ma anche certi ambienti matematici e \caption).

    Un \label può essere dato DENTRO l’argomento di un comando, per esempio, quando hai una cosa del tipo:

    `
    \begin{itemize}
    \item primo item\label{item:primo}
    \item secondo item\label{…}
    \item …
    \end{itemize}
    `

    per ottenere un richiamo automatico a un particolare item di un elenco particolarmente importante. Ma non l’ho mai usato. Credo, comunque, che tu sapessi già tutte queste cose 😉

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Richiesta temi beamer #69069
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    zippo” post=68223I creatori di arsclassica e suftesi non potrebbero per caso creare un tema che possa essere esteticamente ispirato alle loro classi? 😉
    I temi di default ho letto da qualche parte, e chi l’ha scritto non ha torto del tutto, che sono i “tipici temi da ricercatore precario sottopagato”. 🙂

    Rispondo io anche se non sono direttamente interessato. Non è mica facile, sai, creare un tema per beamer! 😉

    Ciao
    Tommaso

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