illinguista1972

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  • in risposta a: TexShop #66006
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    Mi sembra che ultimamente siano numerosi gli interventi sui problemi di codifica, ai quali si danno, in fondo, sempre le stesse soluzioni.

    Siccome io e Lorenzo abbiamo impiegato molto del nostro tempo sul paragrafo che parla delle codifiche e dei loro possibili problemi, vorremmo sapere (non ho sentito Lorenzo, ma mi permetto di includerlo in questa richiesta) se quelle due paginette mancano di qualcosa.

    Dovrebbero essere più specifiche? Dovrebbero riportare qualche caso particolare? Noi lì abbiamo assunto che chi lavora su un sorgente sia anche chi l’ha scritto, per cui non si pone il problema. Ma mi pare proprio che l’eventualità di aprire .tex presi qua e là non sia così peregrina.

    Che ne pensate?

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: lista delle tabelle #65995
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    claudio” post=65035salve il mio problema è che ho tante tabelle
    anzi ne ho troppe
    ho un elenco delle tabelle ma è troppo lungo
    in poche parole è possibile non inserire la caption nell’elenco delle tabelle?

    saluti Claudio

    Non ho ben capito il tuo problema…

    Se hai tante tabelle, eliminane qualcuna, mi pare semplice.
    Se non puoi eliminarne nessuna, mettine qualcuna in testo, ma non è una buona soluzione.
    Se non vuoi inserire la didascalia nell’elenco delle tabelle, significa che non ti serve nemmeno l’elenco delle tabelle, no? Allora non dare il comando \listoftables sei a posto.

    Che te ne faresti di un elenco delle tabelle del tipo:

    Tabella 1
    Tabella 2
    Tabella 3

    Tabella n?

    E soprattutto, che se ne farebbe il lettore del tuo lavoro? 🙂

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Programmi esterni per disegnare #65944
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    ansys” post=65031

    Ciao a tutti

    segnalo che dalla release 0.48 Inkscape permette di salvare un’immagine come .pdf e il testo al suo interno come .tex.

    Come fare e come inserire il risultato in un documento latex è spiegato al link:

    `
    http://www.ctan.org/tex-archive/info/svg-inkscape
    `

    Buona serata!

    Questa l’avevo proprio dimenticata: si, era anche già stata segnalata: Inkscape 0.48 (pre) e formule con pdfLaTeX

    Ciao
    Orlando

    Grazie a entrambi.
    L’ultima segnalazione l’avevo già vista tra le preferenze di salvataggio, ed effettivamente in quel modo si salva un file .tex che contiene il codice del disegno fatto con Inkscape.
    Ma non mi sembra codice TikZ.

    @ansys: porta pazienza, ma non riesco a trovare le cartelle nelle quali dovrei mettere quei famosi file. Le debbo creare? Non conosco ancora bene Mac OS X e ho paura di fare casini.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: lettere accentate #62715
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    Potresti leggere sia le pagine dell’Arte che della guida GuIT di Claudio, entrambe scaricabili dalla pagina Guide qui sopra.

    In breve, la faccenda non è semplicissima. Per comporre un documento con LaTeX devi dichiarare quale codifica LaTeX dovrà usare per realizzare il documento che vedrai nell’anteprima di stampa (cioè nel visualizzatore PDF che hai scelto): questa va suggerita al programma come opzione al pacchetto fontenc.

    Poi devi dichiarare quale codifica userai per scrivere il tuo documento nell’editor che hai scelto (è la codifica, per esempio, che permette a LaTeX di riconoscere correttamente una lettera accentata italiana immessa con il tasto corrispondente: è per esempio; ma è anche quella che permette di riconoscere la lettera ř immessa con il corrispondente tasto di una tastiera ceca): questa va suggerita al programma come opzione al pacchetto inputenc.

    Poi devi accertare la codifica con cui è impostato il tuo editor (si vede nelle preferenze del programma): non importa quale sia, finché sei solo tu a lavorare sui tuoi documenti. Per esempio, potrebbe essere benissimo ISO-8859-1 (cioè latin1) oppure UTF-8 oppure Mac OS Roman. Tutto filerà liscio, ma SOLO SE poi avrai cura di caricare inputenc con la STESSA codifica con cui è impostato il tuo editor. In caso contrario, avrai quello che hai detto di aver visto. In pratica, la codifica nelle preferenze dell’editor e la codifica che scrivi come opzione a inputenc DEVONO coincidere.

    Il problema succede quando apri un file sorgente che magari scarichi da Internet o che ti danno altre persone. Ti può capitare quello che hai descritto quando la codifica con cui inputenc è stato caricato in quel file non è la stessa del tuo editor. In quel caso, hai a disposizione le possibilità che Ivan ti ha descritto, e cioè cambiare la codifica del tuo editor (ma ricorda che se poi dimentichi di RI-cambiarla quando torni a lavorare sui tuoi documenti potresti fare malanni molto grossi sui TUOI preziosi file, perché sei talmente abituato a lavorarci sopra che premi il pulsante di composizione senza pensarci e ti ritrovi con una marea di caratteri pazzeschi), oppure, se il tuo editor lo permette, chiudi il file e aprilo mediante la soilta voce Apri… del menù a tendina scegliendo IN QUEL MOMENTO di aprirlo con la codifica giusta. In questo modo non devi cambiare le impostazioni del tuo editor e non rischi di fare guai. Un documento aperto in questo modo viene compilato correttamente in ogni caso.

    La terza possibilità è usare le righe magiche che però solo pochi editor sanno interpretare: TeXworks, TeXShop e Aquamacs (il primo è multipiattaforma, gli altri girano solo su Mac OS X). Sono righe che cominciano con % e che vanno messe all’inizio inizio del documento e fissano una volta per tutte la codifica di input del file. In questo modo, qualunque sia la codifica impostata su uno dei tre editor menzionati, il file verrà aperto e compilato senza problemi.

    Anche per questo motivo noi consigliamo sempre TeXworks come prima scelta: questo semplice editor pensato per TeX permette molti trucchi per semplificarsi la vita. Se leggi la parte relativa sull’Arte vedrai anche come definire documenti principali e secondari, che è una comodità non da poco. Naturalmente non possiamo consigliare TeXShop, perché dovremmo anche consigliare di passare a Mac 🙂

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Programmi esterni per disegnare #65940
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    ansys” post=65014

    Affronteremo l’argomento, visto che la bella applicazione segnalata non c’è per Mac OS X. Ho provato a fare un semplice rettangolo con Inkscape e a salvarlo come .tex, e ho visto che di fatto c’è il codice che produrrebbe quel rettangolo. Immagino di dover caricare il pacchetto pstricks nel preambolo e poi mettere il codice generato da Inkscape. Se sbaglio, crocifiggetemi.

    Ma per “bella applicazione” intendi quella che ti ho segnalato (inkscape2tikz)?
    Se intendi quella, c’è anche per Mac OS. Quando la usi, invece di andare in Estensioni, Export, Export to TikZ path… (così non riesco a farla funzionare), salva direttamente il disegno scegliendo TikZ code (*.tex).

    Ciao
    Orlando

    Ciao Orlando,
    no, intendevo QTikZ. Ad ogni modo, anche quello che mi hai segnalato tu fa al caso mio. Le istruzioni dicono di copiare quei file, eccetera eccetera. Non l-ho mai fatto: basta copiarli in un file di texshop e nominarlo come indicato?

    Grazie e ciao
    Tommaso

    in risposta a: Programmi esterni per disegnare #65938
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    ivan” post=64983Io ti consiglio la lettura del manuale di TikZ direttamente in tedesco, così non ti sfuggono nemmeno le sfumature semantiche 😆

    Ultimamente hai fatto una cura di simpatia? 😛

    Mi sembra di capire che la cosa migliore sia cominciare con TikZ (ma non ho ancora capito la differenza con PSTricks, se c’è). Dunque, TikZ non ha limiti, no? Affronteremo l’argomento, visto che la bella applicazione segnalata non c’è per Mac OS X. Ho provato a fare un semplice rettangolo con Inkscape e a salvarlo come .tex, e ho visto che di fatto c’è il codice che produrrebbe quel rettangolo. Immagino di dover caricare il pacchetto pstricks nel preambolo e poi mettere il codice generato da Inkscape. Se sbaglio, crocifiggetemi.

    Claudio, so che tu apprezzi picture, e probabilmente mi basterebbe. Proverò anche quello! 🙂

    Un plauso a Liverpool per la bella citazione. Da chi l’hai presa? 😉

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: WinEdt e dimensione del carattere #41535
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    No, ma un consiglio ce l’ho: abbandonate WinEdt e passate a qualcosa che supporti Unicode per intero. Texmaker o TeXStudio.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Corso su TeX online #65805
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    A proposito del libro di Salomon, che non possiedo, chiedo a quale grado di “indispensabilità” si pone in una scala da 1 a 10.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Un buon template per scrivere un libro #65882
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    Se tre e due centimetri ti sembrano troppi, allora prendi una classe standard e usa il pacchetto geometry, con il quale puoi fare tutto quello che vuoi.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Problema con l’indice #65896
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    egreg9″ post=64924

    Ciao a tutti,
    voglio creare l’indice di un libro ed uso \tableofcontents. Peró nel mio libro i capitoli non hanno i numeri
    perché uso l’asterisco es. \chapter*{Nome del capitolo}, e dunque LaTeX non me li stampa nell’indice.

    Come faccio ad avere il titolo di ogni capitolo nell’indice?

    Molti romanzi hanno i numeri dei capitoli, che però non sono necessari. Se non ti servono, questo comando nel preambolo dirà a LaTeX che non vuoi numeri ai capitoli.
    `\setcounter{secnumdepth}{-1}`
    Scriverai semplicemente \chapter{Titolo accattivante}.

    Ciao
    Enrico

    È verissimo! Chiedo scusa all’amico jedi per la perentorietà del mio messaggio 🙂
    Aggiungo, allora, che se il libro è un romanzo o un altro testo narrativo, l’indice con i capitoli o con i titoli dei racconti è di solito messo alla fine del documento, e non all’inizio. Come forse dovrei fare io nel mio lavoro su Dante 🙂

    Da qualche parte questa cosa dei contatori e dei titoli da mandare o meno nell’indice dovrebbe essere scritta. Mi pare che ci sia nei Complementi. O, se c’è, non ricordo se c’è anche questo caso particolare.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: suftesi e imakeidx #65891
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    egreg9″ post=64911Gli indici sono già rientrati come dici tu, o ci vedo male?

    Per avere la composizione degli indici in \small
    `\indexsetup{othercode=\small}`
    Il prologo non è influenzato da questa impostazione.

    Ciao
    Enrico

    Già, mi sono sbagliato, intendevo un’altra cosa, ma non importa.

    Per avvicinare le voci dell’indice? tocloft o titletoc?

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Problema con l’indice #65894
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    frodo_jedi” post=64918Ciao a tutti,
    voglio creare l’indice di un libro ed uso \tableofcontents. Peró nel mio libro i capitoli non hanno i numeri
    perché uso l’asterisco es. \chapter*{Nome del capitolo}, e dunque LaTeX non me li stampa nell’indice.

    Come faccio ad avere il titolo di ogni capitolo nell’indice?

    Vi ringrazio

    Leggendo nell’Arte (sezione documentazione) 🙂

    Ad ogni modo, i capitoli di un libro DEVONO avere un numero. Come fai a ritrovarli, se no?

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Un buon template per scrivere un libro #65880
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    Margini troppo grossi con l’opzione compact? Scherzi?

    A me non sembrano affatto grossi! Che intendi per “grossi”? Larghi?

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Un buon template per scrivere un libro #65878
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    frodo_jedi” post=64899Ciao a tutti,
    ho bisogno di un buon template LaTeX per impaginare un libro (un romanzo) che ho scritto.
    Ne avete uno da consigliarmi?

    Vi ringrazio

    Benvenuto, che la Forza sia con te!

    Classe suftesi, opzione compact o supercompact.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: miktex o altre distribuzioni per windows?? #65864
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    OldClaudio” post=64895La sezione dedicata al programma di composizione ConTeXt è certamente sbagliata.
    Non c’è confronto fra MiKTeX e TeX Live su Windows.

    È eccessivo avere una distribuzione completa? Secondo la mia esperienza non è assolutamente eccessivo. Io non so niente di musica, er esempio e fino all’anno scorso avrei giurato di non dovermi interessare di composizione musicale; poi mi sono trovato a dover consigliare del software per comporre la musica gregoriana a un paio di conventi, e in pratica o usi il sistema TeX o usi il sistema TeX; recentemente abbiamo visto trattare dell’integrazione di lilipond con LaTeX sul forum; non so quanto lilipond sia adatto alla musica gregoriana, ma il pacchetto gregorio, che si appoggia a musixtex è solo una estensione del sistema TeX, non è una integrazione di un programma esterno con il sistema TeX. Non avrei potuto farlo se non avessi avuto a disposizione la distribuzione completa. Poi non so se i monaci o le monache benedettine a cui ho suggerito di usare il pacchetto gregorio, ma so che monaci e monche non si arrendono davanti a niente.

    Non c’è nemmeno confronto tra LilyPond e MusicTeX, a mio avviso. Vince il primo, e sulla distanza. Qui

    http://lilypond.org/doc/v2.14/Documentation/notation/ancient-notation

    si può giudicare se LilyPond è o meno adatto alla musica antica. Io dico si dì. Uno dei problemi di Lily è la documentazione tipo memoir: il manuale principale è di più di 700 pagine, e questo scoraggia non poco.

    Come scrivevo qualche giorno fa, il codice è simile ma non uguale a LaTeX: per fare un esempio, le note vanno in gruppi, ma separate tra loro e dalle parentesi con spazi:

    `{ a b c d }`

    eccetera.

    Alcune voci del banner a sinistra nella pagina che ho indicato sopra non sono attive: segno che lo saranno via via che la squadra di Lily le metterà a posto. Assicuro anche che frammenti musicali scritti con Lily dentro a un documento .tex fanno la loro porca figura, e sono bellissimi, sembrano fatti dallo stesso sistema: provate a importare un frammento scritto con gli altri due maggiori programmi commerciali, e notate la differenza. Inoltre si possono avere le indicazioni agogiche nello stesso font del documento principale, il che rende l’integrazione quasi perfetta 🙂

    E non esito a definire angosciante il risultato di musixtex 😉 Musica stampata in quel modo e messa sul leggio fa venire l’angoscia al musicista!

    Ciao
    Tommaso

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