Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
logos” post=64873Ti ringrazio moltissimo della spiegazione Tommaso. Io utilizzo soltanto TeXShop, che è l’unico programmino che conosco per MAC. Invece non sono in grado di usare né Linux né, tantomeno, Windows, sicché problemi per quanto riguarda la compatibilità per me non si pongono. Inoltre, avevo già configurato, come tu mi avevi suggerito fare, TeXShop per lavorare con LilyPond ed ho visto che tutto funziona a meraviglia.
Ho anche fatto già la prova che mi hai suggerito, e funziona tutto alla perfezione. Peccato che mi ha impastato tutta la cartella di file che non conosco. Mi domando perché non mettere lilipond.sty e config.ly nella cartella locale di TeX.
Ciao e grazie mille,
Andrea
Sono contento 🙂
Ecco, ora l’ideale sarebbe un pacchetto che soltanto caricandolo ti permetta di scrivere una cosa del genere:
`…qui abbiamo appena parlato di una composizione molto famosa, il cui incipit è altrettanto famoso:
\begin{lilypond}
\version “2.14.2”
\relative c'' {
c d e c
}
\end{lilypond}E qui continua l'analisi della composizione…`
Naturalmente, la musica dovrebbe essere gestita da LilyPond nei modi che lui sa, dovrebbe essere larga quanto la colonna di composizione (di più no, di meno forse, ma comunque centrata) e soprattutto dovrebbe potersi spezzare tra una pagina e l’altra.
Chissà, forse un giorno…:wink:
Ciao
Tommaso
::OldClaudio” post=64859
Ho avuto un allievo fottemente disabile; lui poteva usare solo la mano destra, con la quale riusciva a battere con un matitone impugnato con la destra su una tastiera da officina, dai tasti molto grandi e di metallo sotto forma di “bombature” della superficie della tastiera; egli non poteva battere due tasti contemporaneamente; tuttavia ha conseguito la laurea di primo livello in ingegneria informatica e e ora si guadagna da vivere facendo il programmatore.
Nulla è impossibile a chi non si arrende; l’aiuto e il supporto della famiglia è importante, ma alla fin fine è il suo ragazzo che deve fortemente voler raggiungere in suoi obbiettivi; vedrà che ci riuscirà e che MacTeX gli sarà d’aiuto.
Sottoscrivo le belle parole di Claudio, e aggiungo che, se posso e in qualunque modo sarà, aiuterò volentieri il suo ragazzo. 🙂
Ciao
Tommaso
::logos” post=64734Devo mettere un piccolo pezzetto di musica in un file prevalentemente LaTeX, anzi XeLaTeX. Sono giusto poche note ed in gran parte è testo di matematica e fisica.
Ciao,
Andrea
Eccomi qui: ti dico come faccio io, permettendomi di postare gli aiuti che Enrico mi diede illo tempore. Vado per punti.
0.
Ti do la procedura che mi funziona su Mac OS X. Non ho idea se la stessa cosa vada bene anche su altre architetture. Prego Enrico di intervenire se dico boiate.1.
Accèrtati che il tuo editor supporti il motore di LilyPond (TeXShop lo fa) e, se sì, attiva il motore: in qualche cartella di TeXShop ci sono i motori, basta spostarli in una cartella dove il programma li possa vedere. Poi copia il programma LilyPond nella stessa cartella in cui si trova il tuo editor (io ho visto che mi funziona solo così: su Mac, il file LilyPond è nella cartella TeX in Applicazioni).2.
Crèati una cartella di lavoro nella quale metterai tutti i file che ti serviranno per comporre il tuo esempio.3.
Copia questo codice in un file che registrerai come lilypond.sty e che metterai nella cartella del punto 2:`% -*- coding: utf-8 -*-
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TeX encoding = utf8\NeedsTeXFormat{LaTeX2e}
\ProvidesPackage{lilypond}\RequirePackage{xkeyval}
\newlength{\lilypond@staffsize}
\newlength{\lilypond@betweensystemspace}
\setlength{\lilypond@betweensystemspace}{20mm}
\DeclareOptionX{staffsize}[0]{\setlength{\lilypond@staffsize}{#1pt}}
\DeclareOptionX{between-system-space}[20]{%
\setlength{\lilypond@betweensystemspace}{#1mm}}
\DeclareOptionX{GNU/Linux}{\chardef\lilypond@system\z@}
\DeclareOptionX{MacOSX}{\chardef\lilypond@system\@ne}
\ExecuteOptionsX{GNU/Linux}
\ProcessOptionsX\RequirePackage{graphicx}
\RequirePackage{ifpdf}\ifcase\lilypond@system
\def\lilypond@command{lilypond}
\or
\def\lilypond@command{/Applications/LilyPond.app/Contents/Resources/bin/lilypond}
\fi\def\lilypond@writedim#1{\strip@pt\dimexpr.997#1\relax\string\pt}
\immediate\openout\@unused=config.ly
\immediate\write\@unused{
\string\paper {^^J
indent = 0\string\mm^^J
line-width = \lilypond@writedim{\columnwidth}^^J
oddFooterMarkup = \string”\string”^^J
oddHeaderMarkup = \string”\string”^^J
bookTitleMarkup = \string”\string”^^J
scoreTitleMarkup = \string”\string”^^J
between-system-space = \lilypond@writedim{\lilypond@betweensystemspace}^^J
}^^J
\string\layout{\string\context{\string\Score\string\remove
\string”Bar_number_engraver\string”}}%
}
\immediate\closeout\@unused\ifpdf
\def\lilypond@ext{pdf}
\def\lilypond@option{}
\else
\def\lilypond@ext{eps}
\def\lilypond@option{–ps}
\fi
\ifnum\pdfshellescape=\@ne
\def\lilypond@process#1{\immediate\write18{%
\lilypond@command\space -dbackend=eps \lilypond@option\space #1.ly}
\par\noindent\includegraphics{#1}\par}
\else
\def\lilypond@process{\par\noindent\fbox{Missing music}\par}
\fi\newcommand{\lilypondfile}[1]{%
\IfFileExists{#1.pdf}
{\par\noindent\includegraphics{#1}\par}
{\lilypond@process{#1}}}\endinput`
4.
Copia questo codice in un file che registrerai come config.ly e che metterai nella stessa cartella del punto 2:`\paper{
indent = 0\mm
line-width = 343.96294\pt
oddFooterMarkup = “”
oddHeaderMarkup = “”
bookTitleMarkup = “”
scoreTitleMarkup = “”
between-system-space = 8.51015\pt
}
\layout{\context{\Score\remove”Bar_number_engraver”}}`5.
Copia questo codice in un file che registrerai come testlily.ly e che metterai nello stesso posto (nota che il numero di versione corrisponde all’ultima versione stabile disponibile, ma puoi usare anche una versione più vecchia: ci metterai il numero di versione corrispondente):`\version “2.14.2”
\include “config.ly”
\relative c'' {
c d e c
}`6.
Fa’ lo stesso con questo codice, che registrerai come testlily2.ly:`\version “2.14.2”
\include “config.ly”
\relative c'' {
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
c d e c
}`6.
A questo punto, copia questo codice in un file che registrerai come test.tex e che metterai nello stesso posto:`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex\documentclass[draft]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[final]{graphicx}
\usepackage[MacOSX,between-system-space=3]{lilypond}
\usepackage{lipsum}\begin{document}
Test: integrare \LaTeX{} e LilyPond.
\lilypondfile{testlily}
Non male, nevvero?\lipsum[2]
\lilypondfile{testlily2}\end{document}`
7.
Componi il tuo documento con pdflatex, assicurandoti che nelle preferenze del tuo editor sia attiva –shell-escape, oppure compila da terminale portandoti nella cartella di lavoro e dando`pdflatex -shell-escape test`
Fammi sapere.
Ciao
Tommaso
::OldClaudio” post=64844Su sarovar forse screenplay non c’è ma è distribuito con la TeX Live completa (ache MacTeX che è sempre completa);
texdoc screenplayInfatti, c’è, lo sapevo. Il posto migliore dove cercare ora i pacchetti è
Forse dovremmo correggere anche l’Arte in questo senso.
Ad ogni modo, i pacchetti per il teatro sono qui
http://www.ctan.org/characterization/primary/document-types/other/scripts/
Ma, ripeto, nessuno mi entusiasma, meno che meno quello che produce il copione tutto in macchina da scrivere 🙂 Fa molto old fashion, ma ritengo che nome dei personaggi, parte realmente recitata e altre indicazioni debbano essere differenziate il più nettamente possibile. Dramatist è molto bello davvero, anche se un po’ datato, ma forse forse non si presta molto all’uso pratico.
Si accettano consigli, esperienze e quant’altro (vi prego, non usate mai “quant’altro”, lo trovo aberrante).
Ciao
Tommaso
::Daniele86″ post=61416Grazie mille,
darò un occhio ai vari pacchetti e sceglierò quello con rapporto qualità/costo migliore :D.Ciao,
DanieleRiprendo questo filone per chiedere a Daniele quale pacchetto ha scelto, alla fine.
@Massimiliano: vero, il tuo pacchetto forse si presta più alla pubblicazione che al lavoro sul palco, ma a me gli altri pacchetti non piacciono molto… Che consigli, alla fine, per un copione da tenere in mano durante le prove e studiare a casa? screenplay, per esempio, non c’è nel catalogo su sarovar.
Ciao
Tommaso
::egreg9″ post=64803
La sezione scelta era alquanto inappropriata e anche il forum, a dire il vero. 🙂Il catalogo te lo fa già iTunes che, quando inserisci un CD, va in cerca in un database e scarica i dati a partire dal numero di serie del CD. Ovviamente non è detto che siano dati attendibili, dal momento che ognuno fa più o meno quello che gli pare. Si tratta poi di esportare questi dati in forma conveniente, ma è un problema di tipo diverso che ha a che fare con la gestione di database che con TeX.
http://it.wikipedia.org/wiki/CDDB
http://musicbrainz.org/Ciao
EnricoAllora, per quanto riguarda la sezione inappropriata chiedo scusa: ero convinto di aver messo il mio messaggio nella sezione tipografia.
Per quanto riguarda la seconda, non vedo perché il forum sia un posto inappropriato per chiedere se qualcuno ha già definito con successo ambienti o layout per catalogare qualcosa. Non ho chiesto, come in passato ha fatto qualcun altro, siti da cui scaricare illegalmente musica o altro. I miei CD sono tutti originali, dato che non sopporto fotocopie o CD masterizzati (tranne le copie che faccio io dai miei originali per ascoltarli in auto). Non ho nemmeno chiesto un sito dal quale ottenere informazioni a partire da numeri seriali: le informazioni che in genere si ottengono fanno schifo e sono incomplete.
Mi spiego meglio, forse mi sono spiegato male 🙂
Ho una collezione di CD di John Williams, compositore di colonne sonore, da fare invidia. Ho tutte le edizioni limitate da collezionisti, e sono arrivato a sborsare una somma smodata per un solo CD (1000 copie in tutto, il film è quasi sconosciuto, Space Camp, del 1986). Oltre a tutti i corrispondenti vinili 🙂
Vorrei tenerne un catalogo scritto con TeX, tutto qui: chiedo solo se qualcuno ha già pensato a una cosa simile e magari ha realizzato un “database” per qualche sua collezione. Le informazioni di ogni CD le possiedo già tutte 🙂
Naturalmente, mi posso creare qualche ambiente per il tutto.
Ciao
Tommaso
::pal72″ post=64798
Ciao a tutti, reduci da Halloween!
4.
È stata aggiunta, dopo innumerevoli riflessioni, la tabella 9: è ruotata, ed è nel verso giusto. In questo modo si è levata la figura relativa a sidewaystable e si è messo un esempio “vero”. Grazie Ivan per la telefonata su questa tabella 8)Perchè affermate che la tabella è ruotata nel verso giusto? Esiste qualche regola tipografica specifica? Nell’universo del disegno meccanico le norme UNI specificano che un disegno va letto dritto o da sinistra e quindi l’eventuale rotazione di elementi o testi è in senso antiorario. Io applico sempre questa regola anche nei documenti che scrivo, soprattutto per la rotazione di figure e tabelle.
Sbaglio?Paolo
A pagina 146 della Forma del libro di Jan Tschichold ci sono alcune figure che indicano come dovrebbero essere messi gli oggetti ruotati. La figura 9c fa al caso nostro. E in quella figura si dice che il verso corretto è quello che vedi nell’Arte.
Naturalmente Tschichold è solo una delle tante campane, anche se autorevole.
Ciao
Tommaso
::
Allora, se hai un file prevalentemente musicale e vuoi inserirci un po’ di testo che verrà trattato come LaTeX sa fare, cerca nel sito di LilyPond la parola lilypondbook e leggi.Se vuoi scrivere un file.tex che contenga musica trattata come LilyPond sa fare, ci vogliono passaggi in più. A te che serve esattamente?
Ciao
Tommaso
::
Un po’ difficile che a pagina 14 ci sia quello che dici, parlando in quella sede dell’albero personale della distribuzione 😆Piuttosto, a pagina 110 c’è scritto che nell’argomento di \bibiography ci va soltanto il nome del file senza l’estensione. Tu hai messo un percorso, addirittura…
Metti il file .bbl, che non deve essere creato se non da te, e devi essere tu a mettergli l’estensione .bbl, nella tua cartella di lavoro, oppure nella cartella mieibib (o il nome che vuoi)`$HOME/texmf/bibtex/bib/mieibib`
Ciao
Tommaso
::
L’errore che ricevi è dovuto al fatto che hai fatto almeno una compilazione con l’opzione italian caricata, e poi l’hai cancellata lasciando soltanto english. È cosi?
Puoi risolvere aprendo un nuovo file e copiando il contenuto di quello che ti dà problemi con la sola opzione english.Ciao
Tommaso
::” post=64627
Mi spiego meglio. Hai presente una figura in un documento scritto in latex? C’è la figura e la didascalia. Vorrei ridurre il testo della didascalia.
Poi, io utilizzo immagini vettoriali prodotte con inkscape, in formato *.pdf_tex, questo mi permette di avere anche nelle immagini il formato testuale di latex.
Quindi vorrei diminuire il testo della didascalia e quello nelle immagini, credo che ora sia 12pt. Suggerimenti?Ma che vuol dire vorrei ridurre il testo e formato testuale? Intendi dire vorrei rimpicciolire il testo e lo stesso font con lo stesso corpo?
Per il primo problema puoi caricare caption e impostarlo come abbiamo scritto nell’Arte, con
`\captionsetup{font=small}`
almeno, e poi con quello che ti serve.
Non conosco il formato .pdf_tex, ma immagino che tu debba farlo con Inkscape.
Ciao
Tommaso
::
Se fosse per le nostre richieste, i guru di LaTeX dovrebbero abbandonare i rispettivi lavori e dedicarsi giorno e notte a scrivere per noi. Essendo il programma gratuito, vivrebbero di nulla. 🙂Anch’io ho alcuni sogni nel cassetto: per esempio, una guida che insegni a scrivere classi e pacchetti, una guida che insegni a cavarsela dagli errori del compositore, una guida che… Ma poi mi accorgo che molte delle cose che sogno nel cassetto (piuttosto ingombro di sogni) ci sono già sparse qua e là.
Piuttosto, non credo che ci sia una classe o l’altra, per le tesi di laurea (perché non farla in book, per esempio, modificando i margini?): tutte le classe hanno pro e contra, indistintamente. Qualche spirito illuminato si è dato da fare per creare una classe dedicata nello specifico ai documenti che chiedi tu. Altri hanno fornito degli esempi costruiti con la classe che hanno creato per altri motivi ma che può adattarsi anche a una tesi. Io farei delle prove, e poi chiederei a qualcuno di leggere e di dare un parere.
Non mi sento di consigliarti senz’altro suftesi o toptesi o sapthesis o altro. Mi sento di consigliarti: per la tesi che devi scrivere tu, va bene suftesi? No? Allora cambia. Sì? Allora dacci dentro. Eccetera, eccetera, eccetera.
Si farà un passo in avanti quando le singole Università italiane si accorgeranno di quanto meglio vengono i documenti scritti con TeX, attiveranno dei laboratori permanenti di studio e sviluppo di stili (e di pagina e bibliografici) per partorire alla fine un layout originale e tipico di questo o quell’Ateneo, in modo che diventi la marca anche visiva dell’Università: tutti gli studenti dell’Ateneo, in sostanza, faranno la tesi con LaTeX con il layout dell’Università. E non si discute. Se proprio non si riescono a conciliare le diverse esigenze, questo discorso dovrebbe valere per le singole facoltà. In un’Università vicino al Lago di Garda mi pare che si stia cominciando a tracciare un solco in questo senso.
Se poi mi chiedi cosa mi piace, allora ti dico che suftesi mi piace molto. Ma anche una tesi fatta con i modelli di Lorenzo è bella. Dipende, nella mia ultima analisi, da cosa mi serve davvero. Per una tesi che ho impaginato di recente ho usato suftesi, e il relatore e la commissione hanno fatto i complimenti al laureando per la “ricerca tipografica” effettuata. Li avrebbero dovuti fare a me 👿
Concludo questa squisita e cristallina dissertazione dicendo che la VERA guida da scrivere dovrebbe portare questo titolo:
Come diventare guru di LaTeX in dieci lezioni
😉
Ciao
Tommaso
::logos” post=64550Tommaso, visto che hai detto che conosci bene il programma LilyPond, volevo porti un’altra domanda. Ho visto che, più o meno, stampandomi un paio di manuali che ho trovato sul sito di LilyPond che mi ha segnalato Enrico, posso scrivere gli spartiti che ho raccattato dal mio vecchissimo archivio. C’è però una curiosità che vorrei capire: mi sembra impossibile, ma non sono riuscito a trovare, sui manuali, un modo per scrivere la “chiave di do” nel rigo tra due pentagrammi, come quella che si trova, ad esempio, nel classico testo di solfeggio del Pozzoli. Che si possano fare tantissime cose, ma non quella mi sembra così assurdo, che vorrei sapere da te se è vero che non si può fare, oppure se tu sai farla.
Ciao e grazie,
Andrea
Si può sicuramente fare, devi cercare qui dentro:
http://lilypond.org/doc/v2.14/Documentation/notation.pdf
Ciao
Tommaso
::Liverpool” post=64604Tommaso, da come parli mi sembra che tu conosca sia il “programma commerciale professionale”, sia LilyPond. A parte per il fatto che il secondo è professionale e gratis, posso chiederti perché lo preferisci? Io ho visto gli esempi su http://www.mutopiaproject.org/ e non mi sembrano di altissima qualità (forse sono stato sfortunato). Ho anche visto il manuale che hai consigliato e ho trovato un confronto in una pagina tra i due sistemi, ma mi sembra un po’ forzato, perché nel caso del programma commerciale, è vero che il risultato è quello riportato, ma solo se non si mette mano a migliorarne la grafica. Con Finale si può ottenere esattamente lo stesso risultato che si è ottenuto con LilyPond, allora forse il confronto migliore sarebbe stato sul tempo e sulla difficoltà per ottenere con i due sistemi lo stesso risultato.
Tu che ne dici? Cosa diresti per convincermi a cambiare sistema, tenendo presente che il programma professionale permette di inserire rapidissimamente le note con una tastiera midi, di ascoltare il risultato per verificarlo e di modificarne la grafica con pochi clic?Ciao
Ciao, intanto grazie per le osservazioni sull’Arte, che abbiamo accolto con piacere. 🙂
Rispondo per punti alle tue osservazioni.
1.
Mutopia è un serbatoio di trascrizioni che utenti sparsi ai quattro angoli del globo generosamente condividono. Nessuno, mi pare, curi l’aspetto dell’impaginazione, anche se a volte i sorgenti sono disponibili. Nessuno, d’altra parte, vieta di metterci mano una volta scaricati per migliorare l’aspetto sulla pagina. Difficile, del resto, ottenere risultati veramente notevoli (ma si possono realizzare cose eccellenti ugualmente) su carta A4: il formato per la musica è più grande, e non è il letter americano (vedi la difficoltà per fotocopiare gli spartiti). Io sono riuscito a ottenere buoni risultati in occasione di un paio di tesi in musicologia cui ho messo mano ultimamente.2.
Finale non permette di ottenere esattamente lo stesso risultato di LilyPond. Ho usato Finale per tanti anni e mia sorella lo usa per lavoro (trascrive da manoscritti su commissione in occasione di prime esecuzioni). Il risultato di Finale si vede lontano un miglio: questo è Finale!, si dice, per riassumerne i difetti in una sola espressione. La spaziatura è pessima, la forma delle note pure, quella degli accidenti è avvilente. Uno dei grandi pregi di LilyPond è la leggibilità della musica: messa sul leggio o tenuta ancora più distante, è sempre perfettamente leggibile ed elegante. Per questo dico che LilyPond è l’equivalente di LaTeX: non c’è nulla di peggio che dover tirare gli occhi per leggere la musica, specie sul fondo candido della carta normalmente in commercio. Il programma commerciale non permette di ottenere le stesse cose di Lily semplicemente perché è pensato in modo diverso. Finale ogni anno esce con una nuova edizione ricca di nuove funzioni, ma sostanzialmente non fa nulla di più di quello che faceva alla prima uscita (un po’ come un noto programma per scrivere i testi al computer): nuove funzioni si attaccano a un nucleo mai profondamente rivisto. Lily, invece, con tutti i suoi difetti, permette un risultato che a prima vista salta agli occhi: non è una semplice riga di musica, ma è una riga di musica ben composta e ben spaziata e con tutte le cose nere al punto giusto e leggibili e godibili al punto giusto.3.
Con una semplice opzione anche Lily produce insieme al PDF un file midi, per cui il problema non si pone.4.
Tastiera attaccata al computer? Mah, la mia esperienza mi dice che il modo più rapido per inserire le note con Finale è il tastierino numerico. Va come una scheggia.5.
Tempi per ottenere gli “stessi” risultati: sono d’accordo, è la stessa differenza che c’è tra TeX e i tradizionali word editor. Ma il risultato vale la fatica per ingranare? Direi proprio di sì.6.
Pro e contra di LilyPond.
Pro: risultato diverso e migliore da tutti gli altri programmi per scrivere la musica (Finale, Sibelius, per citare i due maggiori software commerciali, e altri gratuiti); documentazione fluviale ricchissima di esempi (cosa che i pacchetti di TeX, per esempio, non hanno, e sarebbe tanto utile); è gratis; frammenti musicali scritti con Lily si integrano perfettamente in documenti scritti con TeX: anzi, sembra che sia TeX stesso ad aver scritto la musica (MusicTeX non è affatto alla stessa altezza, anzi, direi che è bruttino); molti editor per LaTeX prevedono tools o estensioni per scrivere la musica con Lily: per esempio, TeXShop (non per fare la solita pubblicità a Mac) permette di selezionare Lilypond tra i motori di composizione, e questo non è poco (un altro editor con pulsanti facilitatori è jEdit, considerato il migliore per Lily).Contra: il codice Lily è impestato, difficile punto e basta, e anche non elegante, simile concettualmente ai marcatori di LaTeX, ma con differenze sottili che a volte causano errori difficili da trovare; ingranare richiede più tempo di LaTeX; per il momento, integrare frammenti di musica in un documento TeX richiede qualche accrocchio non immediato (si ringrazia Enrico per l’aiuto fornitomi a suo tempo): esiste l’estensione lilypondbook, ma non è quello che si vuole. Lilypondbook permette di scrivere musica con del testo intercalato (complesso quanto si vuole e formattato come farebbe TeX, infatti serve proprio per integrare la musica nei documenti LaTeX, ma quello che scrivi NON è un sorgente .tex ma .ly o altro). Quello che si vuole è un pacchetto semplice che permetta di fare il contrario: scrivere un .tex nel quale inserire frammenti di musica scritti con codice Lily, in cui magari la musica possa essere spezzata su due o più pagine, che mantenga la giustezza di riga della classe in uso e che si possa regolare come si regolano le proporzioni degli oggetti con graphicx. Insomma scrivere in un .tex una cosa del genere:
`…come mostra l'esempio seguente:
\begin{lilypond}
\end{lilypond}`
Poi si compone il documento e si ha quanto richiesto. Ma è una cosa difficile.Spero di averti risposto.
Ciao
Tommaso
-
AutoreRisposte