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AutoreRisposte
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Grazie Ivan!
In effetti sarei potuto arrivarci da solo (o avrei potuto? ) 8)Mi sembra che tempo addietro qualcuno, forse tu, segnalò la ristampa del libro di Bodoni che si può vedere nel banner a destra in basso su http://www.taschen.com/pages/en/catalogue/design/new/06770/facts.letter_fountain.htm
Segnalo anche la novità che potete vedere all’indirizzo qui sopra: mi sembra che un libro di 640 pagine sui font basti e avanzi. Spero che la qualità della Taschen sia alta.
Ciao
Tommaso
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Non credo che ti servano molte altre conferme: chi ti ha risposto ha scritto quasi diecimila messaggi in questo forum (e moltissimi altri in altri forum), e ha molta esperienza. Fidati: DoTesi è orrendo 😀Quello che ti serve è:
1. un buon editor di testi pensato per LaTeX (TeXworks o Texmaker se lavori su WIndows o Linux; TeXShop se lavori su Mac OS X);
2. una distribuzione COMPLETA di LaTeX (TeX Live, a prescindere dalla piattaforma);
3. pazienza;
4. un po’ di tempo.
Facci sapere che sistema operativo hai installato sulla tua macchina, poi ti daremo qualche altro consiglio.
Intanto, leggi con calma l’enorme guida L’arte di scrivere con LaTeX (che dopo l’estate farà un ciclo di sedute in un centro dimagrante), specialmente la sezione 3.7 sui documenti di grandi dimensioni. Poi ti serve un file principale ben fatto e qualche pacchetto pensato per la tua disciplina. Chiedi e ti sarà dato.
Ciao
Tommaso
::Ho appena trovato le abbreviazioni bibliche. Appunto qui il link per non perderlo.
scusate, ho rivisto dopo molto tempo questo post e mi chiedevo se è disponibile una versione usabile del pacchetto missa. grazie
Correggi quell’infinito che compare quando si clicca il link al tuo sito, ti prego! 😯
Ciao
Tommaso
::Per il momento gli stili philosophy adottano la convenzione maggiormente diffusa in italia, che prevede appunto quel raddoppio consonantico. Per il futuro, tuttavia, sto valutando l’ipotesi di tenere “p.” sia per il singolare che per il plurale. Infatti tale consuetudine non ha alcuna utilità, oltre a diventare comica in alcuni casi: figg., tabb., sezz. Diciamo che ha “senso” solo in ambito giuridico, dove, purtroppo, scrivere si “vedi art. 15, 16” potrebbe portare all’obiezione che si tratta di espressione ambigua perché “art.” è singolare e gli articoli invece sono due 😯
Ricordo che il manuale di stile attualmente più diffuso in italia (di R. Lesina, Zanichelli) non prevede le forme plurali delle abbreviazioni. Non so che si dica sul recentissimo Dizionario di stile e scrittura (Zanichelli).Ciao
IvanRiporto dal recentissimo dizionario menzionato da Ivan:
1.2 Plurale
Di norma la forma abbreviata serve per indicare sia il singolare sia il plurale. Di un ristretto numero di abbreviazioni esiste però una forma plurale ormai consolidata nell’uso e ottenuta raddoppiando una consonante, come ad esempio in s. (santo) e ss. (santi).
Per alcune abbreviazioni di carattere bibliografico si riscontrano entrambi gli usi (ma si tende a usare una sola forma per singolare e plurale). Si avrà quindi:p. [pagina] pp. [pagine]
sg. [seguente] sgg. [seguenti]
vol. [volume] voll. [volumi]Oppure:
p. [pagina, pagine]
sg. [seguente, seguenti]
vol. [volume, volumi]Per le denominazioni abbreviate di enti e istituzioni, è bene invece controllare quale sia la forma ufficiale usata:
PT [Poste e Telecomunicazioni; anziché il desueto PP.TT.] FF.AA. [Forze Armate]
Ma guardate su http://it.wikipedia.org/wiki/SS_(disambigua) quanti ss ci sono! 😀
Ciao
Tommaso
::Ho trovato: era sbagliato l’indirizzo in \graphicpath nel file principale. A quanto pare dopo aver modificato le cartelle, prendeva le immagini vecchie fino a quando la cartela non esisteva più, e non andavano più pure le altre.
Adesso va tutto bene. Grazie lo stesso.
Però non ho capito le vostre osservazioni sui Warnings:
-per posizionare le figure perché non devo usare \begin{figure}[h]. A volte uso \begin{figure}[h!]. Come dovre fare? Così ho trovato scritto su l’Arte….-la riga 157 si riferisce a cosa? Come la trovo?
-solo raramente per andare a capo uso \\
E’ il mio primo doc in LATEX!!
GRazie ancora 😆
Mi unisco a Lorenzo, anzi, di più: ti offro un menù In.gredianti qui alle Calandre. 235 euro vini esclusi, se mi fai vedere il punto esatto dell’Arte in cui hai letto le cose che dici di aver letto! 😉
La riga 157, evidentemente, è la centocinquantasettesima riga del tuo codice sorgente. Di solito, un messaggio d’errore di LaTeX è intelligente, e ti dice anche DOVE sta l’errore, e non solo QUALE errore hai commesso.
Ultima cosa: non è \graphicpath, ma \graphicspath.
Ciao
Tommaso
@Lorenzo: ecco, questa cosa delle figure con h! e di \\ per andare a capo vanno messe nel nostro progettino, non trovi, capo?
::`\subfloat[][Dida.\label{fig:…}]{\includegraphics[width=…]{…}}`
Forse questa cosa la aggiungiamo nella prossima versione del’Arte, che ne dici Tommaso?Ciao,
L.Fare in modo di avere diciture diverse da Figura e Tabella? Correggimi se sbaglio.
Direi di sì. Aggiunto in Telemaco.
Ciao
Tommaso
::Ciao a tutti,
vi informo che da ieri TexMakerX ha cambiato nome.
Da oggi si chiama TeXstudio. 🙂
Per ora il sito web è ancora quello vecchio:
http://texmakerx.sourceforge.net/Ciao ciao.
FraChe boiata! 🙁
Perdonate l’esclamazione, ma è l’unica novità che sono riusciti a produrre da marzo a questa parte…
E se provate a scaricare il programma, si chiama ancora texmakerx.Vabbè.
Ciao
Tommaso
::E’ stato utile anche a me… compilavo nel modo sbagliato usando le scorciatoie da tastiera ed ero andato nel pallone per l’errore…
GRAZIE! 🙂I vostri argomenti sono stati trattati un sacco di volte. C’è chi, come noi, vi scrive le guide, e voi non le leggete. Mi sembra un’impresa piuttosto ardua mettersi a scrivere una tesi con LaTeX da zero, non trovate?
Se impiegate qualcuna delle vostre preziose ore per leggere un manuale, vedrete che i vostri dubbi troveranno una risposta. Sull’Arte c’è tutto (o quasi) quello che serve per scrivere una tesi dal nulla. 😉
Ciao
Tommaso
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Una tabella non dovrebbe MAI avere note che le si riferiscono. Le ragioni sono, come si sa, mille, e una teoria accreditata sostiene che è sempre possibile trovare una ragione in più 😉Ovviamente si può fare, ma Lorenzo e io abbiamo pensato che questo era un buon argomento da levare dall’Arte, appunto in virtù dei tabù che gli gravano sopra.
Se vuoi che la nota alla tua tabella prosegua le note della sezione in cui la tabella è inserita, allora carica il pacchetto footnote e scrivi questo:
`\begin{savenotes}
\begin{table}[…]
\caption{…}
\label{…}
\centering
\begin{tabularx}{\columnwidth}{lXr}
\toprule
ciao & bella & bella \\
\midrule
\textbf{Forza} & Una forza è una grandezza fisica che si manifesta
nell’interazione di due o più corpi materiali, che cambia lo stato
di quiete o di moto dei corpi stessi. & provatabella \\
\midrule
\textbf{Momento polare} & Il momento polare di una forza rispetto a
una determinata origine è definito come il prodotto vettoriale tra
il vettore posizione\footnote{rispetto alla stessa origine} e la forza. & ciaososkoaskcpas \\
\bottomrule
\end{tabularx}
\end{table}
\end{savenotes}`Occhio: nell’Arte non c’era assolutamente un codice come quello che hai scritto. Scrivere {lXcXrX} significa volere una tabella con sei colonne, delle quali le pari sono colonne X. Il descrittore X indica da solo un tipo di colonna, non è che renda X un tipo di colonna tradizionale (l, r, c). Rileggiti bene il capitolo sulle tabelle, ci abbiamo messo mesi per scriverlo! 😀
Ciao
Tommaso
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