Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Ciao.
Se vuoi sapere la mia opinione, segui i consigli che hai già avuto.
Le virgolette dentro le virgolette sono ammesse, ma eviterei davvero gli apici, se hai scelto le virgolette alte. Io sceglierei le virgolette caporali come principali, così che poi le virgolette doppie alte al loro interno non stonano. Altrimenti, se proprio non vuoi, lo spazio sottile che ti ha consigliato Lorenzo mi sembra l’unica via d’uscita. Io, per esempio, non uso mai gli apici, uso sempre le virgolette caporali per le citazioni letterarie e di battute di dialogo. Uso le virgolette alte per evidenziare il significato di una parola o un concetto. Ma, come sempre, non ci sono regole: le regole te le fai tu, almeno per queste piccole cose. L’importante è che poi rimani loro fedele in tutto il tuo lavoro. 😀Ciao
Tommaso
3 Aprile 2010 alle 12:31 in risposta a: spostare indirizzo del destinatario nella classe letteracdp? #40715::
Ciao a tutti.
Qualcuno può scrivere, per favore, il link esatto al server di Roma, per aggiornare texdoc? Se copio nella cartella Preferences della TeX Live Utility l’URL che vedo nella lista dei mirror del sito della TeX Live, mi dà list failed.Dove sbaglio? E che differenza c’è tra mirror e mirror ufficiale? Pensavo che quello svizzero, che ho messo come predefinito, fosse ufficiale.
Ciao
Tommaso
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Ciao.
Io non numererei l’introduzione come se fosse il capitolo 1, per intenderci. Lo farei soltanto se l’introduzione stessa è a sua volta divisa in sezioni.La metterei, però, nel mainmatter, e dunque la farei cominciare con la pagina 1.
Naturalmente, la farei comparire nell’indice generale del tuo lavoro.
Ciao
Tommaso
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Ciao a tutti.
Io non sono affatto d’accordo: scrivere di fretta o con calma è la stessa cosa. La fretta può solo ridurre il numero delle cose da scrivere. Non può e non deve aumentare né devianze ortografiche né trascuratezze di altro tipo. La differenza principale tra lingua scritta e lingua parlata è proprio il tempo a disposizione per pianificare il discorso: parlando, molte cose “passano”; scrivendo, no (e non c’è ragione per cui possano passare). E proprio perché questo è un forum, cioè un posto in cui tutti possono leggere, una “vetrina” pubblica, diventa tanto più importante lasciare un messaggio corretto.
Questo è il mio contributo, modesto, alla discussione.Ciao
Tommaso
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Be’, Gustavo, io uso esclusivamente letteracdp per le mie lettere. Senza, naturalmente, l’intestazione del dipartimento. Se vorrai mandarmi in qualche modo il file di cui parli, te ne sarò grato: mi interessa non poco l’argomento.
E se intendi rimettere mano al tuo lavoro passato per riorganizzare il materiale, ti aiuterò come posso, se vorrai. Scrivo da Padova.A presto
Tommaso
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Ciao Gustavo.
Voglio farti i complimenti per la tua classe di lettere, che ritengo di gran lunga migliore della classe standard letter (non ci voleva molto, dirai tu…) 😀Ti chiedo ad ogni modo se pensi di svilupparla ulteriormente oppure se la consideri un’esperienza conclusa. Hai mai pensato di raccogliere in un unico file tutta la documentazione che hai sparso negli anni?
Ciao
Tommaso
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Ciao a tutti.
L’argomento è davvero scottante, e merità decisamente una riflessione approfondita.
Posso soltanto dire, nel poco tempo che ho adesso, che sono d’accordo con quanti ritengono che sia determinante il modo (o il canale, diciamo così) con cui ci si accosta a LaTeX. Io insegno lettere al liceo scientifico, e ho conosciuto LaTeX grazie a un amico astronomo. Mi sono attivato a scuola mia, per ovviare agli incresciosi post che dicono: “mi sono accostato a LaTeX per scrivere la tesi di laurea, eccetera”. E che diamine! La prima cosa che ho scritto con LaTeX è stata “ciao”. A scuola mia ho proposto un corso di LaTeX, qualche incontro per far vedere ai ragazzi le sue potenzialità e prepararli al suo possibile uso ALMENO in vista della tesi, se il relatore l’avesse richiesto. Chi si è offerto di tenere le lezioni? Enrico 😀
Risposta dei papaveri? “Non mi sembra una cosa utile”.Voi che pensate?
Ciao
Tommaso
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Ciao.
Secondo me il modo più corretto per scrivere il nome di un programma è usare il tondo normale. Non ha senso usare il corsivo, dato che il nome di un programma non è il titolo di un libro.Ho letto I promessi sposi con grande piacere.
Per ritoccare le immagini uso Photoshop.
Non diresti mai
Sono stato al Quirinale.
Il corsivo va usato soltanto in pochi casi, che puoi leggere in un manuale di stile come quello di Roberto Lesina della Zanichelli. In particolare, il corsivo andrebbe usato per:
– parole, espressioni e lettere alfabetiche alle quali ti riferisci come tali;
– espressioni che meritano enfasi particolare;
– espressioni ironiche;
– parole straniere (ma soltanto quelle che tu ritieni essere di uso non comune o non conosciute al lettore).Ciao
Tommaso
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AutoreRisposte