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Fabio Restelli” post=118089
Finalmente qualcuno che non critica.
non vorrei che avessi confuso il mio stile pungente con una critica nei tuoi confronti.
Quello che cercavo di fare è ragionare e farti ragionare sulla questione.
A cosa serve una bibliografia? Quali sono le sue caratteristiche essenziali?
1) La prima è che individui in maniera univoca le fonti. Questo viene fatto con un meccanismo efficace di etichettatura, il quale funziona egregiamente con tutti gli stili previsti da biblatex.
2) La seconda caratteristica è che le fonti devono potersi individuare facilmente nella bibliografia. Per far questo ci sono diversi espedienti, tra i quali il principale è l’ordinamento alfabetico per gli stili autore anno e per quelli prolissi, e l’ordinamento sequenziale per gli stili numerici o alfanumerici.Ora, lo stile numerico che usi tu ha tutte le caratteristiche necessarie e sufficienti richieste. Allora perché perdere tempo (lo dico per te!) con questioni di stile che appaiono quanto meno singolari? Credi a me, ti stai fissando con un aspetto che dire secondario è un eufemismo. Togli tempo alla scrittura della tesi e alla correzione di bozze. I contenuti sono più importanti di simili aspetti.
Il problema che sollevi mi ricorda un’altra questione bibliografica che è difficile da far digerire a molti, i quali non si sono mai chiesti cos’è una bibliografia. Mi riferisco all’ordinamento Nome Cognome. Come avrai notato, biblatex prevede di default di invertire Cognome e Nome solo per il primo autore e non per gli altri:
Rossi, Mario e Guido Bianchi, Il nostro bel libro, Milano 2010
Perché si invertono il cognome e il nome? Per rispondere alla seconda caratteristica essenziale di ogni bibliografia, ovvero la facilità di consultazione.
E’ il primo autore che conta, in questo caso. Per che mai voler invertire anche il secondo? Non serve a nulla.
Uniformità, direbbe qualcuno. Certo. Visto che abbiamo invertito il primo autore, il che è in sé un errore (anche se a fin di bene), commettiamo anche un secondo errore, e magari un terzo, se gli autori sono tre.
Come vedi si può ragionare su questioni tipografiche e stilistiche. Non si tratta semplicemente di gusto. Il bello della tipografia, ma anche dello stile (che comprende logica e grammatica) è che ci si può ragionare sopra.In realtà credo che tu stia confondendo sul piano ontologico le etichette numeriche.
[1] e [20] non sono dei numeri ma degli oggetti che si riferiscono alla voce bibliografica che è preceduta, rispettivamente, da [1] e da [20].
Nella bibliografia queste etichette vengono ordinate in modo che la voce [1] sia la prima e la voce [20] sia la ventesima.Non nego che sarebbe secondariamente interessante risolvere la questione. Come molte questioni scientifiche futili, anche questa potrebbe far nascere soluzioni per problemi più interessanti. Ma io non accetto la sfida. A naso direi che non è questo il caso. Potrei però sbagliarmi. Quindi ben venga se te la senti di risolvere tale questione. Potrebbe addirittura essere implementata in biblatex, se gli autori si convincono che è una funzione importante.
Ciao
Ivan
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Mah…Rimango perplesso sul senso di tutto ciò.
Non vedo quale sia il problema di trovare prima [1] e poi [20]. Sarebbe come stupirsi di trovare prima Rossi 2010 e poi Zamagni 2013.
Per carità, è vero che se le voci sono in ordine di apparizione, il buon relatore si risparmia di sfogliare la bibliografia in cerca della citazione.
Ma parliamoci chiaro: di che fastidio stiamo parlando?Probabilmente si può fare, ma non ritengo ci si debba perdere tempo.
Mi dispiace, ma non possono aiutarti. Il fatto poi che non ci sia un’opzione predisposta a questo mi fa pensare che si tratti di un’esigenza più unica che rara.
Altrimenti qualcuno ci avrebbe già pensato. non trovi?Ciao
Ivan
28 Marzo 2020 alle 13:47 in risposta a: Eventuali controindicazioni di \vspace (e dei “cugini” \smallskip, \medskip…)? #117645::
Mi torna. Ma eviterei in ogni caso di scrivere ogni volta \vspace{12pt}. Meglio definirsi un comando:
`% **********************************************
\documentclass[a4paper,10pt,twoside,onecolumn,%twocolumn,
openright,final,
%draft
]{memoir}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[french,english,italian]{babel}\usepackage{lipsum}
%altri pacchetti, che qui non interessano
\def\myparskip{\vspace{12pt plus 2pt minus 2pt}}
\begin{document}
\textbf{Questo è il primo capoverso che, per il suo contenuto, non richiede di essere separato dal successivo, essendoci una continuità logica tra essi (il carattere grassetto è solo per distinguere dal testo casuale che segue)}. \lipsum[1]\textbf{Questo è il secondo capoverso che segue al primo e che, come appena detto, è bene che non sia separato da esso, giacché i rispettivi contenuti hanno una continuità logica (anche qui il grassetto è solo per distinguere dal testo casuale di lipsum)}. \lipsum[2]
\myparskip
\textbf{Ed ecco qua un nuovo capoverso, che propone (inizia) un nuovo contenuto che preferisco distinguere anche visivamente da ciò che precede. Sottolineo che si tratta di parti di testo che per varie ragioni redazionali e logiche non giustificherebbero un sezionamento del tipo \texttt{chapter} o \texttt{section} etc. (di nuovo il grassetto, per la solita ragione)}. \lipsum[3]
\dots e così via.
\end{document}`Ciao
Ivan
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La prima cosa che mi viene da chiederti è questa: la facoltà ti impone di trovare questo tipo di soluzione?
Se la risposta è no, ti consiglio caldamente di lasciar perdere.
Stai usando uno stile numerico, il che significa che nel testo il riferimento numerico individua univocamente la corrispondente voce bibliografica.
Questo stile richiede, come condizione necessaria e sufficiente per funzionare bene, che nella bibliografia i numeri siano consecutivi. Tanto basta.Che nel riassunto la prima citazione sia [10] o [1] non fa differenza. Il concetto di “altalenante”, inoltre, mi sfugge.
Ripeto: se citi una fonte, questa avrà un’etichetta numerica e l’etichetta numerica corrispondente si troverà in bibliografia.
Mi pare altresì strano che nel “riassunto esteso” ci siano riferimenti che poi non compaiono nel testo della tesi.
A dir mio, se una fonte è citata nel riassunto esteso allora deve essere citata anche nella tesi. Ma non viceversa: nel riassunto possono mancare riferimenti a fonti che invece si trovano nella tesi. Mi pare naturale, per un riassunto.In breve: non capisco dove sia il problema. Spero in ogni caso di essere stato utile.
Ciao
Ivan
28 Marzo 2020 alle 12:44 in risposta a: Eventuali controindicazioni di \vspace (e dei “cugini” \smallskip, \medskip…)? #117643::
Se i casi sono tanti potresti valutare di definirti un ambiente che faccia questo lavoro automaticamente.
Ma per farlo servirebbe un esempio concreto. Magari non è il caso.Non vedo problemi nell’usare spazi verticali per separare i paragrafi. Ti consiglio, in ogni caso, di usare spazi elastici.
Queste le definizioni standard di alcuni comandi di spaziatura verticale:
`\def\smallskip{\vspace\smallskipamount}
\def\medskip{\vspace\medskipamount}
\def\bigskip{\vspace\bigskipamount}
\newskip\smallskipamount \smallskipamount=3pt plus 1pt minus 1pt
\newskip\medskipamount \medskipamount =6pt plus 2pt minus 2pt
\newskip\bigskipamount \bigskipamount =12pt plus 4pt minus 4pt
`
e queste le definizioni nel file bk10.clo, che viene caricato dalla classe book con l’opzione 10pt:
`
\setlength\smallskipamount{3\p@ \@plus 1\p@ \@minus 1\p@}
\setlength\medskipamount{6\p@ \@plus 2\p@ \@minus 2\p@}
\setlength\bigskipamount{12\p@ \@plus 4\p@ \@minus 4\p@}
`Tu potresti, per esempio, definirti un tuo comando con:
`\def\mymedskip{\vspace{7pt plus 2.5pt minus 2.5pt}}`
I valori sono del tutto casuali. 2.5pt in più o in meno sono anch’essi simbolici. Dubito che mezzo punto possa fare la differenza a livello pratico. Era solo per mostrarti che si possono mettere anche valori decimali. Così come puoi usare anche altre unità di misura: em, ex, mm, cm, ecc.Ciao
Ivan
27 Marzo 2020 alle 18:13 in risposta a: Eventuali controindicazioni di \vspace (e dei “cugini” \smallskip, \medskip…)? #117641::
Sì e no…Se nel tuo documento ci sono tanti \vspace può essere sintomo di una cattiva progettazione.
Ti faccio un esempio banale: poniamo che un autore invece di usare \chapter{} definisca ogni volta il capitolo con:
`\vspace*{3cm}
{\bfseries Titolo del capitolo}
\vspace{5cm}`
Quei \vspace non è che creino problemi particolari, ma quello non è il modo corretto di procedere.
Nel tuo caso, senza sapere in quali circostanze sei costretto ad usare \vspace, è difficile dire se è un problema o meno.
Certo, se quegli spazi cadono a fine pagina e/o se non sono elastici, qualche problema di riempimento puoi averlo.Per rispondere alla tua domanda bisogna quindi comprendere meglio la tua situazione.
Ciao
Ivan
26 Marzo 2020 alle 21:01 in risposta a: Un secondo indice con tocloft rispettando lo stile del documento #117631::
Non ho capito cosa vuoi mettere nel secondo indice e cosa in quello principale.
A parte questo, serve un esempio minimo compilabile. Quello che hai fornito è un esempio compilabile, ma non minimo. E’ già un buon passo, comunque.
L’esempio deve contenere tutto e solo lo stretto necessario per mostrare il problema in oggetto.Ciao
Ivan
26 Marzo 2020 alle 10:26 in risposta a: Come mettere tutte le figure tutte in fondo al capitolo #117619::
Benvenuto!La cosa più semplice, nel tuo, caso, è non usare ambienti flottanti come table o figure.
Per inserire la didascalia usa il comando \captionof, del pacchetto caption.
In questo modo hai pieno controllo sulle foto che vuoi inserire. Al più ti fai degli ambienti ad hoc per posizionarle al meglio sulla pagina.
Ma attenzione, qui nessuno usa LyX, quindi se qualche problema è relativo a quel programma difficilmente troverai aiuto in questo forum.Ciao
Ivan
25 Marzo 2020 alle 19:59 in risposta a: Cambiare interlinea in List of Figures and Tables per Masters/Doctoral Thesis #11761625 Marzo 2020 alle 17:37 in risposta a: Cambiare interlinea in List of Figures and Tables per Masters/Doctoral Thesis #117614::
Ok, e per quale motivo vorresti modificare gli spazi tra le voci dell’indice di tabelle e figure?
L’indice del template che hai mostrato mi pare perfetto. Anche l’indice di tabelle e figure dovrebbe avere gli stetti spazi, quindi è perfetto anche quello.
Hai per caso composto la tesi con interlinea 1.5?Pacchetto tocloft potrebbe fare al caso tuo.
Ciao
Ivan
25 Marzo 2020 alle 17:19 in risposta a: Cambiare interlinea in List of Figures and Tables per Masters/Doctoral Thesis #117612::
Nel frattempo avevo aggiornato il messaggio precedente.
Pacchetto titletoc.Ognuno qui sul forum ha la propria filosofia. Io, tendenzialmente, non fornisco soluzioni che, a mio giudizio, non sono interessanti.
Cioè, prima di dare una soluzione cerco di capire il senso.
Nel tuo caso, non avendo fornito un EMC, faccio fatica a capire perché fai una richiesta simile.
Ma potrebbe aver senso. Quindi attendo ulteriori informazioni.Ciao
Ivan
25 Marzo 2020 alle 17:09 in risposta a: Cambiare interlinea in List of Figures and Tables per Masters/Doctoral Thesis #117609::
Benvenuta!Senza un EMC è inutile che ti fornisca una soluzione. Potrebbe non funzionare.
Tuttavia fatti dare un consiglio: lascia perdere questa modifica. Che senso ha?
Stai elaborando un progetto grafico talmente ambizioso da richiedere un modifica simile?
Visto che si tratta di tesi, direi proprio che puoi farne a meno.
Concentrati sulla scrittura, credi a me. E se usi una classe standard mantieni le impostazioni standard.
Se usi un’altra classe mantieni le impostazioni della classe.In ogni caso, se proprio vuoi farti del male, pacchetto titletoc.
Ciao
Ivan
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