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Come ti ha già detto sopra Enrico,
1) usa TeXShop come editor per scrivere il tuo documento. Se hai installato MacTeX 2009 troverai anche TeXWorks, che sarà il futuro editor multipiattaforma
2) Cosa intendi? Vuoi un bottone su cui cliccare? Ci sono anche quelli, sebbene siano un po’ in disparte, in stile Mac. Alcuni comandi possono essere completati premendo il tasto esc. Leggi la guida di TeXShop, troverai parecchie informazioni.Ciao
IvanGrazie. Leggerò prima la guida. Tuttavia, mi hanno indicato di scaricare un certo file che – se non ho capito male – dovrebbe essere un template di LaTeX (se lo apro con un editor, vedo i comandi).
NicolaNaturalmente io mi riferivo alle funzionalità di TeXShop, non a LaTeX. Per questo ti consiglio l’Arte di Lorenzo Pantieri. Il link è in alto. Studia bene i capitoli 1-5. Sul sito di Lorenzo trovi anche degli esempi di tesi da cui partire (questo è uno). Sono ottimi e semplificano il lavoro perché hanno già una struttura sufficiente; inoltre contengono molti comandi ed esempi utili.
Ciao
Ivan
::[quote]Salve a tutti.
Sono iscritto da poco e sto tentando di cimentarmi con il LaTeX per Mac OSX.
Ho visto che ci sono diverse versioni di software. Mi sono orientato su MacTex.
Avete consigli per qualcosa di meglio ?Installalo, lancia TeXShop, che trovi nella cartella /Applicazioni/TeX e vivi felice. Eventualmente prova qualche editor più “avanzato”, ma con TeXShop hai già parecchio di quello che serve.
Una volta installato MacTeX trovi nella stessa cartella /Applicazioni/TeX il programma TeX Live Utility. Lancialo, digli di interrompere qualsiasi cosa stia facendo e va’ nelle Preferenze. Nello spazio accanto a “Server URL” scrivi questo:
http://mirror.switch.ch/ftp/mirror/tex/systems/texlive/tlnet
Chiudi la finestra delle preferenze, premi il pulsante “Refresh List” e troverai una lunga lista di pacchetti da aggiornare. Meglio dire “Update all”, andarsi a prendere un caffè, guardare un po’ di TV, oppure continuare a lavorare/giocare con il Mac finché l’aggiornamento sarà concluso.
Benvenuto!
Ciao
EnricoOk. Riprendo per 2 domande:
1) Una volta terminato l’update, quale software del pacchetto si deve usare per scrivere?
2) Esiste un sistema di inserimento automatico dei comandi ?[/quote]Come ti ha già detto sopra Enrico,
1) usa TeXShop come editor per scrivere il tuo documento. Se hai installato MacTeX 2009 troverai anche TeXWorks, che sarà il futuro editor multipiattaforma
2) Cosa intendi? Vuoi un bottone su cui cliccare? Ci sono anche quelli, sebbene siano un po’ in disparte, in stile Mac. Alcuni comandi possono essere completati premendo il tasto esc. Leggi la guida di TeXShop, troverai parecchie informazioni.Ciao
Ivan
::Vorrei utilizzare il pacchetto TOPtesi per la mia dissertazione di dottorato. Ma, non avendolo mai utilizzato prima, ho riscontrato già alcuni problemi in fase di compilazione. Confido nel vostro prezioso aiuto. 🙂
Alcuni dubbi:
1) Ho creato il file master chiamandolo tesi.tex e inserito, come da istruzioni, i comandi per i capitoli, l’introduzione, le conclusioni, la bibliografia, ecc. Quando dovrò scrivere questi capitoli devo aprire file nuovi e il sistema li trova da sé, giusto?Non vediamo il tuo sorgente quindi è impossibile dire se sbagli o no qualcosa. In linea di massima quello che dici sembra giusto. In generale, creerai, per esempio, un file cap1.tex e lo inserirai nel file tesi.tex con \input{cap1}.
Se vuoi un esempio ben strutturato di tesi scarica questo esempio di Lorenzo Pantieri e struttura la tua tesi su quello schema. Ti sarà molto utile.2) Nel frontespizio vorrei un prodotto finale che sia identico a quello mostrato in foto nella documentazione. Ma dopo aver modificato il file di configurazione numerosi comandi (ad esempio, \DottoratoIn) non mi vengono riconosciuti. Qual è la precisa configurazione per quel tipo di frontespizio?
Nella cartella /texmf/doc/latex/toptesi trovi un file di esempio toptesi-example.tex. Mi sembra ci siano tutti i comandi necessari per una tesi di dottorato. Potresti essere più chiaro sul risultato che vuoi ottenere? magari inviando un minimo di codice? Io ho provato con quell’esempio e mi sembra corrisponda a quello della documentazione. Se vuoi modificare il file toptesi.cfg copialo nella tua cartella di lavoro e modificalo lì.
Ciao
Ivan
7 Febbraio 2010 alle 20:47 in risposta a: Come inserire immagini eps e png in uno stesso documento… #378217 Febbraio 2010 alle 18:54 in risposta a: Come inserire immagini eps e png in uno stesso documento… #37818::Mi ricollego a questa discussione perché avrei anche io bisogno di inserire in uno stesso documento (anzi, in una stessa pagina) un’immagine png e una eps, per mostrare la differenza tra le immagini tipo bitmap e quelle vettoriali.
Non mi pare che convertire l’eps in pdf sia la strada più giusta.
Come altro fare?Puoi caricare il pacchetto epstopdf e abilitare shell-escape. Da terminale:
`pdflatex –shell-escape file.tex`
Con MacTeX basta impostarlo nelle preferenze di TeXShop. Non ho idea di come si faccia sotto Windows. Ma da terminale dovrebbe funzionare comunque.Ciao
Ivan
::Ciao, avrei un problema con Latex e la gestione delle tabelle.
`\begin{tabular}{ | l | l |}
\multicolumn{2}{c}{\footnotesize{Frequenza percentuale di alcune lacune informative rispetto alle indicazioni metodologiche
previste dalla legge n. 83 del 1995 negli articoli di stampa che riportavano risultati di sondaggi preelettorali nei due mesi
antecedenti le elezioni politiche dell'Aprile 1996 }}\\ \hline
\hline
Non si indicano i metodi di formazione del campione&49\% \\
Non si indica la percentuale di “non risposte”&36\% \\
Non si indica la percentuale di rispondenti ad ogni domanda&49\% \\
Non si indica la numerosità del campione&19\% \\
Non si indica il testo delle domande&38\% \\
Non si indica il committente&20\% \\
Non si indica la data di realizzazione&39\% \\
Non si indica il soggetto realizzatore&2\% \\
\hline
\end{tabular}
\end{center}`Quando compilo la prima parte, che va a costituire una sorta d’intestazione della tabella, viene scritta su una riga sola e quindi ovviamente non mi “risulta” nell’A4 del PDF.
Spero di essermi spiegato, è la prima volta che utilizzo latex quindi ho qualche problema nel farmi capire!
Grazie a tutti
Prova con questo:
`\begin{table}
\begin{tabular}{lr}
\hline
Non si indicano i metodi di formazione del campione& $49 \unit{\%}$ \\
Non si indica la percentuale di “non risposte”&36\% \\
Non si indica la percentuale di rispondenti ad ogni domanda&49\% \\
Non si indica la numerosità del campione&19\% \\
Non si indica il testo delle domande&38\% \\
Non si indica il committente&20\% \\
Non si indica la data di realizzazione&39\% \\
Non si indica il soggetto realizzatore&2\%\\
\hline
\end{tabular}
\caption{Frequenza percentuale di alcune lacune informative rispetto alle indicazioni metodologiche
previste dalla legge n. 83 del 1995 negli articoli di stampa che riportavano risultati di sondaggi preelettorali nei due mesi
antecedenti le elezioni politiche dell'Aprile 1996}
\end{table} `Uniforma il resto delle percentuali in base all’esempio in rosso. Inoltre, per cambiare corpo del carattere scrivi
`{\footnotesize testo molto piccolo\par}`
non
`\footnotesize{testo molto piccolo}`E niente filetti verticali. Non servono in questo caso, come nella maggior parte dei casi.
Ciao
IvanP.S. Benvenuto!
::
Benvenuto sul forum!Un passo alla volta!
Per quanto riguarda gli stili di pagina leggi l’Arte (il link è in alto); stesso discorso per la dimensione del carattere. Lo trovi spiegatto chiaramente.
Per modificare le testatine è disponibile il pacchetto fancyhdr. Ma prima di avventurarti nel disegno di una pagina fatti un’idea sfogliando qualche libro con testatine. Inoltre perché bold slanted a sinistra e tondo a destra? Mah!?Sempre sull’Arte trovi un esempio d’uso di fancyhdr.
Ciao
Ivan
::
MaryJo\nPer ora ti ringrazio ancora tanto Ivan. A fare grandi modifiche ci penserò lunedì dopo che avrò chiesto maggiori info al prof.
Biblatex è davvero un bello strumento, ma non è certo per novellini come me!!
Per continuare ad usarlo non ho altra scelta che chiedere qualche piccolo aiuto!! 🙂
Ho provato il codice e tutto funziona come dovrebbe, ma andiamo con ordine:1) sfortunatamente la biblio è multilingue, così non posso adottare il tuo suggerimento perché altrimenti mi mette l'(a cura di) anche nella biblio in inglese. Ho provato a seguire le indicazioni come da guida di Lorenzo per la biblio multilingue, ma non mi funziona!
Questo è un mio tormentone personale. Se stai scrivendo un testo in italiano che verrà letto da parlanti della lingua italiana la bibliografia deve essere composta dove possibile secondo le regole della lingua italina. Se citi un testo in tedesco che senso ha scrivere R. Wagner (hrsg.), ….? È perché la voce venga compresa da un tedesco, che per altro è molto probabile che non riesca a leggere il resto del lavoro? Comunque biblatex ha pensato anche a questo. La soluzione sta nel campo hyphenation e nell’opzione babel=other:
`\usepackage[%
verbose-trad1,
babel=other]
{biblatex}`e nel record bibliografico scriverai, per esempio:
`@book{Pinco:2007,
Title = {Titolo dell'opera},
… … …
Hyphenation = {english}, % german, french, ecc.
… … …}`Se poi non ti va bene come la lingua specificata nel campo hyphenation traduce la stringa “editor”, usa il codice che ti ho suggerito sopra per cambiare la stringa per l’italiano e al posto di italian scrivi la lingua per la quale vuoi ridefinire le stringhe. Esempio:
`\DefineBibliographyStrings{english}{%
see = {see},
editor = {(editor)},
editors = {(editor)}
} `Comunque pensaci!
2) come ho potuto notare dalle correzioni del prof (piuttosto minuziose), sembra che lui voglia tutto con le virgole (che però non vuole tra cognome e nome). Riporto esempio:
ANSELMI L. (1997) (a cura di), Privatizzazioni, Pisa, Svimap.
quindi niente due punti dopo il luogo di pubblicazione e la casa editrice (come mi viene attualmente in biblio).
L’esempio che ho proposto però è ripreso dalla guida di facoltà che al mio prof sembra non andare bene (mi domando chi le faccia queste guide!!) Non vuole citazioni autore-anno e vuole tutto separato da virgole!!No! La virgola dopo il cognome ci va, eccome! In italiano si dovrebbe scrivere sempre Nome Cognome. Nella bibligorafia, che è generalmente ordinata alfabeticamente secondo il cognome, se si scrive prima il cognome va seguito dalla virgola. Prima cerca di spiegarlo al tuo relatore, poi eventualmente ti spiego come eliminare la virgola.
La virgola come separazione dei vari elementi della voce bibliografica è ormai una consuetudine nelle pubblicazioni italiane, almeno nell’ambito umanistico. Io la preferisco.
Per i due punti dopo il luogo di pubblicazione bisogna ridefinire la macro publisher+location+year, in questo modo:
`\renewbibmacro*{publisher+location+year}{%
\printlist{publisher}%
\iflistundef{location}
{\setunit*{\addspace}}
{\setunit*{\addcomma\space}}%
\printlist{location}%
\setunit*{\space}%
\printfield{year}%
\newunit}`Le forme più diffuse sono:
1) Einaudi, Torino 2009
2) Torino, Einaudi, 2009
3) Torino: Einaudi, 2009Il codice sopra permette di ottenere la forma 1), a mio avviso la più diffusa in italia.
3) quando ho più autori o curatori nella biblio figura il cognome del primo autore seguito dal nome puntato poi il nome puntato dell’altro autore seguito dal cognome e così via.
In realtà vuole, e riporto altro esempio da guida:
CHERKI E. (1997), ‘Le lotte urbane in Europa occidentale’, in CROUCH C, PIZZORNO A. (a cura di), Conflitti in Europa, Milano, Etas libri, pp. 277-307Peggio che peggio. Come spiegato sopra, il fatto che in bibliografia compare prima il cognome è solo per questioni di ordinamento e di semplicità nella consultazione della bibliografia. A partire dal secondo autore non ha più senso seguire tale criterio e quindi è giusto tornare a scrivere “N. Cognome”. E comunque, ripeto, si scrive “Cognome, Nome” con la virgola!
4) Non ho intenzione di assecondare tutte le sue richieste, vorrei fara fifty-fifty!!
Quindi:
– mettere tutto separato da virgole, ad eccezione del cognome e del nome;
– per le citazioni nel testo lasciare in tondo anche il nome dell’autore, utilizzando uno stile autore titolo;
– nella biblio in fondo seguire la guida di facoltà e usare stile autore-anno con l’autore in maiuscoletto e sempre il nome puntato (che piace anche a me) Se il mio prof farà la consueta faccia del tipo: “Ma cosa sta facendo??” allora abbandonerò quest’ultima soluzione ed utilizzerò lo stesso stile come le citazioni nel testo!!Il primo punto ormai dovrebbe essere chiaro. La virgola dopo il cognome serve!
Usa questo al posto dell’altro codice:`\AtBeginBibliography{%
\renewcommand*{\mkbibnamelast}[1]{\textsc{#1}}
\renewcommand*{\mkbibnamefirst}[1]{\textsc{#1}}
\renewcommand*{\mkbibnameprefix}[1]{\textsc{#1}}}
`
Fa in modo che le ridefinizioni valgano solo a partire dall’inizio della bibliografia.Ti ho mandato un messaggio privato (il link è in alto adestra)
Ciao
Ivan
::Salve,
nel mio codice ho definito il comando \figref in questa maniera:
`\newcommand{\figref}[1]{\figurename~\ref{#1}}`
Funziona bene, ma c’è una cosa che non mi piace molto: hyperref crea il link per le immagini all’interno del documento, ma colora solamente il numero.
Vorrei sapere se esiste un modo per far colorare sia il numero che il termine “Figure” (nel caso di documenti in Inglese).
Ringrazio in anticipo tutti per l’aiuto!Pagina 13 della doc di hyperref:
`\newcommand{\figref}[1]{\hyperref[#1]{\figurename}~\ref{#1}}
`Ciao
Ivan
::Permettetemi però di dire che il modus operandi di Ivan mi ricorda quello di un filologo che consideri a priori un testo “peggiore” di altri e poi trovi ottime motivazioni per scartarlo… questo mi permetto di considerarlo un errore di metodo.
Dirò di più: un pregiudizio. Ed i pregiudizi rischiosi lo sono sempre.Si potrebbe discutere a lungo su questo. La questione è molto semplice. Le riviste e le case editrici serie dal punto di vista del contenuto in genere pubblicano lavori altrettanto seri e nella forma tipografica appropriata. Magari usano InDesign o Quark XPress e non LaTeX. Se un lavoro è di qualità merita di essere pubblicato con qualità tipografica. Nel caso si tratti di un lavoro non pubblicato, io la penso così: se un autore ritiene che la sua opera ha un contenuto serio sentirà l’obbligo di darle una forma appropriata. Questo sentimento nascerà in lui proprio per l’abitudine acquisita di vedere i lavori di pregio pubblicati da case editrici di pregio e in forma tipografica seria. Se non sente nel suo animo questo obbligo significa che non prova rispetto per la sua creazione e questo fa sorgere in me il dubbio, statisticamente ben fondato, che egli non creda poi tanto nel valore della sua creazione.
A scanso di equivoci: questa argomentazione non è scientifica, e si basa su un presupposto, che potrebbe essere riassunto così: ogni nostro scritto non è soltanto un prodotto dell’intelletto (indipendente dalla forma esteriore) ma anche un prodotto a cui si vuole dare una forma durevole, che verrà visto, letto, sfogliato; Bringhurst direbbe anche ascoltato e odorato. Non è solo pensiero. È qualcosa che entra fisicamente nel mondo.È possibile affermare che i testi prodotti con LaTeX siano mediamente più interessanti di quelli prodotti in Word? Forse sì. Ma non è possibile dire che tra quelli prodotti in non-LaTeX non ve ne sia qualcuno di altrettanto o addirittura più utile ed interessante. Di certo non è giusto dedicare loro una minore attenzione a priori.
Chi ha una sensibilità tale da avere cura della forma è molto probabile l’abbia anche per i contenuti. Questo relativamente alle opere non pubblicate su rivista o per qualsiasi casa editrice. In quest’ultimo caso vale quanto detto sopra: gli editori seri pubblicano opere serie, anche sotto il profilo tipografico.
Se poi ci chiedessimo perché i testi LaTeX siano mediamente più interessanti, finiremmo per arrivare probabilmente ad analisi socio-economiche un po’ troppo complesse 😆
Forse perché chi usa LaTeX ama ciò che scrive, sotto tutti i rispetti.
Ciao
Ivan
::Grazie grazie grazie!! … 😀
Perfetto perfetto perfetto!! … Funziona tutto a meraviglia! (Mi perdo sempre nei bicchieri d’acqua!!)
Ora non mi resta che imparare bene a usare i vari \footcite e \fullcite e sono apposto.Se vuoi citazioni in nota usa \footcite. Ovviamente se all’interno della nota c’è anche dell’altro devi mettere \cite all’interno di \footnote.
\fullcite non dovrebbe servire se non in casi del tutto particolari. Usa tranquillamente \cite. Ci penserà biblatex e lo stile scelto a impostare le citazioni successive. Con verbose-trad1 hai anche il supporto per gestire le latinitates. A dire il vero non funziona come vorrebbero le usanze italiane. Si può migliorare, anzi sto da tempo lavorando a un codice a tale scopo.Ah sì … utilizzo MiKTeK 2.7 e TeXnicCenter 1.0 Stable Release Candidate 1 (windows XP) e la tesi è giuridico-economica.
Il risultato è quasi uguale a quello che volevo. Proverò comunque a chiedere al prof come mai non gli va la modalità autore-anno che trovo migliore!!Bene. Si possono apportare molte semplici modifiche per migliorare la resa.
Come dicevo in un post precedente vorrei sapere se posso apportare qualche leggera modifica, tipo avere (a cura di) anziché cur., il nome degli autori puntato e magari scritto tutto in maiuscoletto, ma questo non è un grosso problema, tanto posso scriverlo così direttamente io nel file bib. Mi interessa di più l'(a cura di).
Ah mai poi lo stile verbose-trad1 fa tutto da solo con gli ibidem, idem, op. cit., ecc.??
Da guida mi pare che faccia tutto lui a seconda di autore e titolo dell’opera!! Comunque a questo penserò più avanti!! …Assolutamente non mettere il maiuscolo nel file .bib. Non è il modo giusto di procedere. Così aggiri solo il problema. Veniamo ai singoli quesiti.
1) Per avere (a cura di), ammesso che stai componendo un documento in italiano, scrivi dopo la chiamata di biblatex:
`\DefineBibliographyStrings{italian}{%
see = {vedi},
editor = {(a~cura~di)},
editors = {(a~cura~di)}
}
`
Nel codice ho suggerito anche la ridefinizione della stringa see, che altrimenti sarebbe resa con “v.”, un po’ troppo stringata (serve per lopzione backref). Sono in dubbio sulla tilde. Soprattutto nel caso di citazioni in nota può capitare che “(a cura di)” cada in fin di riga, ed essendo abbastanza lungo potrebbe creare dei bad boxes. Non so se è il caso di permetere che “(a cura di)” possa essere spezzato. Es:
…………..P. Pallino, (a cura
di), L’arte tipografica, Publisher, Location 2010.
Se preferisci questa soluzione togli la tilde e lascia lo spazio.2) Per il nome degli autori puntato c’è l’opzione firstinits=true:
`\usepackage[%
style=verbose-trad1,
firstinits=true]
{biblatex}
`3) Con le ridefinizioni seguenti (previste da biblatex ed esposte nella documentazione) otterrai in maiuscoletto rispettivamente cognome, nome e prefisso (Von, Van, De, ecc.) di tutti i nomi che compaiono nei campi author e editor. Quindi anche i curatori saranno in maiuscoletto!
` \renewcommand*{\mkbibnamelast}[1]{\textsc{#1}}
\renewcommand*{\mkbibnamefirst}[1]{\textsc{#1}}
\renewcommand*{\mkbibnameprefix}[1]{\textsc{#1}}
`
Se vuoi in maiuscoletto solo l’autore (autori) o il curatore (curatori) che compaiono all’inizio della voce bibliografica, serve qualcosa di più complicato da spiegare. In tal caso usa questo:
`\DeclareNameFormat{sortname}{%
\ifnum\value{listcount}=1\relax
\iffirstinits
{\textsc{\usebibmacro{name:last-first}{#1}{#4}{#5}{#7}}}
{\textsc{\usebibmacro{name:last-first}{#1}{#3}{#5}{#7}}}%
\ifblank{#3#5}
{}
{\usebibmacro{name:revsdelim}}%
\else
\iffirstinits
{\textsc{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#4}{#5}{#7}}}
{\textsc{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#3}{#5}{#7}}}%
\fi
\usebibmacro{name:andothers}}
`
Non l’ho testato più di tanto. Provalo e sappimi dire. (Non è il massimo dell’eleganza TeXnica, ma è il più sbrigativo…)4) Per la questione latinitates ho già detto qualcosa sopra. Basta usare il comando \cite e otterrai nella prima citazione la forma completa e nelle successive quella abbreviata. Devi usare il campo shorttitle, dove inserire il titolo breve. Nel caso di citazioni successive della stessa opera o dello stesso autore intervengono le latinitates. Molte cose andrebbero però migliorate. Intanto prova con le impostazioni standard, in seguito ti posso aiutare per migliorare la resa.
Per adesso ti ringrazio ancora tanto Ivan, sei stato fin troppo gentile e disponibile, spero un giorno di poter diventare abbastanza brava da poter aiutare anch’io qualcuno qui sul forum!!
Non ne dubito 😉 Per me è un piacere.
Un’ultimissima cosa, ora che ci penso, ma perché quando nel file pdf, sia nell’indice sia nella barra dei segnalibri, quando clicco sulla voce bibliografia non mi manda direttamente a quella pagina, ma a qualche pp prima?? … questo è un mistero che ancora non sono riuscita a risolvere!! 🙄
Il problema e la soluzione sono noti e discussi più volte qua e là nel forum. Con hyperref va aggiunto \phantomsection:
`
\phantomsection
\addcontentsline{toc}{section}{\bibname}
\printbibliography`Ciao
Ivan
::Il problema nasce caricando hyperref.
Eh, certo. 🙄
Il codice va messo dopo l’eventuale chiamata di hyperref, con la seguente modifica: la riga
`\protected\def'{\relax`
va sostituita con
`\providecommand{\texorpdfstring}{\@firstoftwo}
\protected\def'{\texorpdfstring{\active@quote}{\qu@te}}
\def\active@quote{\relax`
Non si finisce mai!Ciao
EnricoOra ci siamo 😀 (con i miei file test il codice funziona sia prima sia dopo la chiamata di hyperref; nel dubbio, comunque, lo metto dopo)
Ricapitolando: il codice seguente, ennesimo capolavoro esoterico di Enrico, permette di eliminare un grosso difetto del font Minion, per il resto stupendo. (Il codice deve essere inserito nel preambolo dopo l’eventuale chiamata di hyperref.)
`\makeatletter
\catcode`\'=12
\def\qu@te{'}
\catcode`'=\active
\begingroup
\obeylines\obeyspaces%
\gdef\@resetactivechars{%
\def^^M{\@activechar@info{EOL}\space}%
\def {\@activechar@info{space}\space}%
}%
\endgroup
\providecommand{\texorpdfstring}{\@firstoftwo}
\protected\def'{\texorpdfstring{\active@quote}{\qu@te}}
\def\active@quote{\relax
\ifmmode
\expandafter^\expandafter\bgroup\expandafter\prim@s
\else
\expandafter\futurelet\expandafter\@let@token\expandafter\qu@t@
\fi}
\def\qu@t@{%
\ifx'\@let@token
\qu@te\qu@te\expandafter\@gobble
\else
{}\qu@te{}\penalty\@M\hskip\expandafter\z@skip
\fi}
\scantokens\expandafter{%
\expandafter\def\expandafter\pr@m@s\expandafter{\pr@m@s}}
\makeatother`Sono felicissimo :D, al limite della commozione :cry:. Da parte mia, era quello di cui sentivo da tempo la mancanza: un vero font umanista, elegante, discreto, completo di maiuscoletto, caratteri greci e con supporto matematico. Ora anche senza quell’inaccettabile difetto 🙂
Grazie ancora, Enrico!
Ciao
Ivan
::Ciao,
grazie mille per la risposta Ivan, alla fine mi sono convertita a biblatex.
Bene.
Il prof però vuole che si faccia a modo suo
Hai cercato di convincerlo ad usare lo schema autore-anno? Il tuo lavoro di che ambito è? Scientifico? umanistico? Ci sono degli ottimi argomenti in merito. Tuttavia se non riesci nell’intento, cercheremo di assecondarlo.
Ecco non riesco a farlo funzionare.
Prima di tutto cerchiamo di far funzionare biblatex con un documento di base. Poi veniamo al tuo lavoro.
Se hai installato correttamente biblatex e se hai seguito la procedura indicata nell’articolo di Lorenzo, dovresti riuscire a ottenere un documento da questo esempio:`\documentclass{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}\usepackage[babel]{csquotes}
\usepackage[style=verbose-trad1]{biblatex}\bibliography{bibliografia} %nome file che contiene biblio con estensione .bib
\begin{document}
\nocite{*}\printbibliography
\end{document}
`In rosso è riportata la riga che manca dal tuo esempio. In pratica non avevi detto dove si trovano i record bibliografici.
Se riesci ad ottenere l’output corretto, siamo a buon punto, e possiamo vedere le altre questioni. Già che ci sei, ci diresti piattaforma, distribuizone ed editor che usi?Ciao
Ivan
::Su CTAN si può trovare il pacchetto MinionPro, con tutte le istruzioni per installare i font Minion. C’è anche lo script per creare i fle .pfb e altri partendo dagli Open Type.
Molto interessante. Ma devi comunque disporre dei MinionPro a pagamento… giusto? Sbagliato?
In ogni caso, visto che non ho mai installato un font in vita mia, ti andrebbe di indicarmi la procedura passo per passo per avere i MinionPro sul mio iMac?
Grazie mille,
L.Da quello che ho capito leggendo la licenza non serve acquistare i font, basta recuperarli dalla cartella di Acrobat. Vai in Applicazioni, su Acrobat Reader fai click destro e poi Mostra contenuto pacchetto. I font Minion si trovano nella cartella contents/MacOS/Resource/Fonts; sono in formato Open Type.
Copiali nel Libro Font del tuo Mac così intanto li hai a disposizione per XeLaTeX.Per installarli ed usarli con LaTeX, la procedura è questa:
1) Vai alla pagina: http://tug.ctan.org/tex-archive/fonts/minionpro/ (qui trovi anche la procedura di installazione, che ti schematizzo di seguito. Leggila comunque; è spiegata molto bene).
2) Scarica gli archivi:scripts.zip
enc-2.000.zip
metrics-base.zipscompattali e mettili in una cartella temporanea che chiamerai ”Temp”
3) metti i file Open Type del font, che hai recuperato da Acrobat, nella cartella scripts/otf
4) apri Terminale e spostati nella cartella scripts
5) scrivi
`./convert.sh`
Premi invio. Verranno creati alcuni file che dovranno essere posizionati nel posto giusto. I file creati sono già all’interno delle cartelle corrette. Se non hai altri font installati sul sistema puoi copiare direttamente le cartelle, secondo lo schema del punto 6).
6) nella tua Home crea le seguenti cartelle e copiaci dentro i file corrispondenti (indicati da ==>), che sono stati generati al punto 5):- texmf/fonts/enc/dvips/MinionPro ==> file che trovi in: Temp/fonts/enc/dvips/MinionPro
texmf/fonts/map/dvips/MinionPro ==> file che trovi in: Temp/metrics-base/fonts/map/dvips/MinionPro
texmf/fonts/tfm/adobe/MinionPro ==> file che trovi in: Temp/metrics-base/fonts/tfm/adobe/MinionPro
texmf/fonts/type1/adobe/MinionPro ==> file che trovi in: Temp/scripts/pfb)
texmf/fonts/vf/adobe/MinionPro ==> file che trovi in: Temp/metrics-base/fonts/vf/adobe/MinionPro
texmf/tex/latex/MinionPro ==> file che trovi in: Temp/metrics-base/tex/latex/MinionPro
texmf/doc/latex/MinionPro ==> file che trovi in: Temp/metrics-base/doc/latex/MinionPro7) Da Terminale scrivi:
`sudo updmap-sys –enable Map=MinionPro.map
`premi invio e aspetta la fine della procedura, che è un po’ lunga.Il font è pronto all’uso. Come spesso capita con LaTeX, una volta imparato come fare una cosa, sembra banale. La prima volta che ho installato un font volevo spararmi. E ogni tanto, anche adesso, sbaglio qualcosa e devo ricominciare tutto da capo.
Spero che le mie indicazioni siano chiare. Nel caso sono qui.Ciao
Ivan
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