ivan

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  • in risposta a: MinionPro e kerning dell’apostrofo #30837
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    Il problema nasce caricando hyperref. Il seguente codice non compila.
    `\documentclass[a4paper]{article}

    \usepackage[latin1]{inputenc}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage[]{MinionPro}

    \makeatletter
    \catcode`\'=12
    \def\qu@te{'}
    \catcode`'=\active
    \begingroup
    \obeylines\obeyspaces%
    \gdef\@resetactivechars{%
    \def^^M{\@activechar@info{EOL}\space}%
    \def {\@activechar@info{space}\space}%
    }%
    \endgroup
    \protected\def'{\relax
    \ifmmode
    \expandafter^\expandafter\bgroup\expandafter\prim@s
    \else
    \expandafter\futurelet\expandafter\@let@token\expandafter\qu@t@
    \fi}
    \def\qu@t@{%
    \ifx'\@let@token
    \qu@te\qu@te\expandafter\@gobble
    \else
    {}\qu@te{}\penalty\@M\hskip\expandafter\z@skip
    \fi}
    \scantokens\expandafter{%
    \expandafter\def\expandafter\pr@m@s\expandafter{\pr@m@s}}
    \makeatother

    \usepackage{hyperref}

    \begin{document}

    %%====================================
    \section{L'arte tipografica}
    %%====================================

    \end{document}`
    L’errore riportato è:
    `! Missing } inserted.`
    togliendo l’apostrofo dal titolo, invece, tutto fila liscio. 😕

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: MinionPro e kerning dell’apostrofo #30834
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    Ho cantato vittoria troppo presto.
    Se scrivo
    `\section{L'arte tipografica}`
    l’output è:

    L’arte tipografica
    o’A

    Ovvero, se c’è un apostrofo dentro l’argomento di \section, viene aggiunta nella riga sotto il titolo della sezione la stringa “o’A”.
    Ovviamente non ho la più pallida idea di come risolvere il problema.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: MinionPro e kerning dell’apostrofo #30832
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    Ho capito. Infatti, con $f”(x)$ la compilazione si blocca. Aspetto fiducioso uno dei tuoi proverbiali incantesimi.

    Va modificata la definizione di \pr@m@s, perché occorre fare il confronto con ‘ attivo e non di categoria 12. Versione “definitiva”:
    `\makeatletter
    \catcode`\'=12
    \def\qu@te{'}
    \catcode`'=\active
    \begingroup
    \obeylines\obeyspaces%
    \gdef\@resetactivechars{%
    \def^^M{\@activechar@info{EOL}\space}%
    \def {\@activechar@info{space}\space}%
    }%
    \endgroup
    \protected\def'{\relax
    \ifmmode
    \expandafter^\expandafter\bgroup\expandafter\prim@s
    \else
    \expandafter\futurelet\expandafter\@let@token\expandafter\qu@t@
    \fi}
    \def\qu@t@{%
    \ifx'\@let@token
    \qu@te\qu@te\expandafter\@gobble
    \else
    {}\qu@te{}\penalty\@M\hskip\expandafter\z@skip
    \fi}
    \scantokens\expandafter{%
    \expandafter\def\expandafter\pr@m@s\expandafter{\pr@m@s}}
    \makeatother`
    Occorreva anche rivedere la definizione di \@resetactivechars, per tener conto del nuovo significato di ‘; invece di un \DeclareRobustCommand uso in modo più efficiente le estensioni e-TeX. Così sui file ausiliari l’apostrofo compare come tale. Ovviamente tutto va a pallino se si usa il modulo spagnolo di babel, che rende attivo l’apostrofo. 🙁 Ma questa caratteristica può essere disabilitata. 🙂

    Per chi è curioso, \scantokens legge la lista di token che trova come argomento secondo i codici di categoria attuali, come se facesse \input di un file. L’argomento, che si ottiene seguendo tutti gli \expandafter è
    `\def\pr@m@s{}`
    e adesso, quando TeX legge l’argomento di \scantokens, l’apostrofo è attivo. Così mi evito di copiare la definizione da latex.ltx. 😉

    Ciao
    Enrico

    E come per magia, è arrivato l’incantesimo 😀
    Funziona perfettamente, anche mettendo lo spagnolo sia come prima lingua sia come seconda lingua. Anche nell’ambiente otherlanguage tutto funziona correttamente. E la stessa cosa vale per la modalità matematica. 😕
    Sarebbe bene che gli autori del pacchetto MinionPro integrassero questo codice; così com’è il pacchetto non va. Oppure che ne dici di un mini pacchetto “egMinion”?

    Ciao e grazie
    Ivan

    in risposta a: MinionPro e kerning dell’apostrofo #30830
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    Scusa la domanda da profano (non ho i Minion)

    In realtà li hai, se hai Acrobat Reader…Sono nel pacchetto dell’applicazione, in formato Open Type. Su CTAN si può trovare il pacchetto MinionPro, con tutte le istruzioni per installare i font Minion. C’è anche lo script per creare i fle .pfb e altri partendo dagli Open Type.

    ma davvero noti tutte queste differenze tra i Palatino e i MinionPro? A me i due font sembrano molto simili, con il vantaggio, per i Palatino, di essere gratuiti e preinstallati.

    Secondo me invece i font sono molto diversi. Dai un’occhiata alle grazie, più dolci nel Minion. Il Minion poi è molto più compatto e ha le legature. Nel Palatino, è vero, non servono, da quanto dice Bringhurst.
    Per quanto riguarda la disponibilità del font, come detto sopra, si può avere con Acrobat Reader. Qui c’è la licenza di Acrobat Reader:
    http://www.adobe.com/products/eulas/pdfs/Reader_Player_AIR_WWEULA-Combined-20080204_1313.pdf#page=104 (c’è anche la parte in italiano 😉 )
    I font sono considerati “software”, soggetti alla stessa licenza di Reader.

    In ogni caso, in ambito umanistico consiglierei senz’altro ClassicThesis, che permette di ottenere un risultato splendido.

    È vero, il risultato è ottimo. Tuttavia il risultato che si ottiene con il Minion è ancora più elegante, a mio avviso, proprio per alcuni piccoli particolari nel disegno. Provali, vedrai che non te ne pentirai.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Record da usare per un capitolo del Landolt-Börnstein? #41602
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    Ciao Francesco,

    ho dato un’occhiata ai link, ma non si capisce bene di cosa si tratti. Tu che lo conosci, potresti descrivere brevemente in cosa consiste quel database? Da una parte sembra una sorta di mega rivista on line; dall’altra, proprio vista la mole, sembra una mega @collection. Ma potrebbero essere considerati anche dei @book autonomi. Bella questione…Non mi era mai capitato qualcosa di simile.
    Nel dubbio vai di @misc 😉

    Ciao
    Ivan

    Caro Ivan,

    diciamo che la conosco per modo di dire. Per esempio non l’ho mai vista in formato
    cartaceo. Eppure è molto famosa.
    In sostanza si tratta di un database enorme di dati, raggruppati in schede, più che di articoli veri e propri.
    È diviso per macro aree e ogni macro area è a sua volta suddisiva in altri argomenti
    più specifici, ognuno con migliaia di schede, che loro chiamano, credo, capitoli.

    L’esempio mostrato si trova in “Chimica Fisica” / “Sistemi binari”,
    all’interno del quale ci sono tutti i diagrammi di fase dei sistemi binari,
    compreso quello dell’esempio, rame-ossigeno.
    Le schede sono sempre di poche pagine e molto scarne.
    Il diagramma di fase rame-ossigeno viene discusso in non più
    di mezza pagina dando le reference più importanti e mostrato con tabelle e figure
    nelle pagine successive.
    La brevità e il costante aggiornamento di queste schede è la forza di questo database.

    Vorrei cercare di capire la maniera migliore di citarle, perché ho molte di queste
    schede nella mia bibliografia e oltretutto il file .bib sarà distribuito in giro. 🙂

    Ciao ciao.
    Fra

    Ho provato con i miei stili questa soluzione:
    `@inbook{P.-Franke:2010,
    Addendum = {Part 3: Binary Systems from Cs-K to Mg-Zr},
    Author = {P. Franke and D. Neusch{\”u}tz},
    Booktitle = {Binary systems},
    Location = {Location},
    Maintitle = {Landolt-B{\”o}rnstein – Group IV Physical Chemistry Numerical Data and Functional Relationships in Science and Technology},
    Publisher = {Springer},
    Title = {Cu-O},
    Volume = {19B3},
    Year = {2010}}`
    Un problema è la location. Quale mettere delle tante? Bisognerebbe ricercare se da qualche parte è stata citata una di queste schede e uniformarsi. Il secondo problema è che anche la parte ha un titolo, cosa che non è prevista nemmeno da biblatex. Questa è una situazione “patologica”, pertanto ho messo le indicazioni sulla parte nel campo addendum, che viene stampato alla fine della voce bibliografica. Il risultato non è male. Ma non ho provato con gli stili standard.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: MinionPro e kerning dell’apostrofo #30828
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    Il codice di Enrico, tanto per cambiare funziona. Come si vede dagli esempi, senza alcun accorgimento, l’effetto è inaccettabile, soprattutto con il corsivo. Con il codice di Enrico c’è il vantaggio che la parola viene sillabata, mentre con l’opzione loosequotes no, il che può comportare qualche underfull o overfull box.

    Aspetto notizie sul trucco dei “doppi apici in modo matematico”. Intanto mi potresti fare un esempio di quello che vuoi dire, così lo provo e me ne posso rendere conto (qualcosa del tipo: f” ?)

    Esattamente: $f'(x)$ non dà problemi, ma $f”(x)$ sì. Ho fatto un paio di prove e sembra fare ciò che si chiede; ma certo occorre qualche irrobustimento: in un titolo di sezione potrebbe dare grossi problemi. Invece di \def\active@text@prime dovrebbe andare
    `\DeclareRobustCommand\active@text@prime{%
    …`
    Ciao
    Enrico

    Ho capito. Infatti, con $f”(x)$ la compilazione si blocca. Aspetto fiducioso uno dei tuoi proverbiali incantesimi.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Pareri su un Layout creato da me! #41555
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    cmq il numero di pagina l’ho impostato su formato b5, all’interno dei settaggi di francyhdr:

    Bè….si….Enrico Gregorio mi aveva detto di fare così, ma ho preferito lavorare sul file .cls perché è un Layot con cui devo lavorare con altre due persone che non sono molto dentro LaTeX quindi gli ho voluto semplificare la vita creando direttamente la classe e non riempire il preambolo di commandi.

    Per la testa del capitolo sto provando varie soluzioni, ma devo dire che è difficile trovare il giusto equilibrio tra le cose che voglio fare.

    Saluti

    Michele

    Ciao Michele,
    non riesci ad inviare un documento minimale compilabile? Solo così è possibile fare delle prove per trovare la soluzione migliore.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: MinionPro e kerning dell’apostrofo #30826
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    Il codice di Enrico, tanto per cambiare funziona. Come si vede dagli esempi, senza alcun accorgimento, l’effetto è inaccettabile, soprattutto con il corsivo. Con il codice di Enrico c’è il vantaggio che la parola viene sillabata, mentre con l’opzione loosequotes no, il che può comportare qualche underfull o overfull box.

    Aspetto notizie sul trucco dei “doppi apici in modo matematico”. Intanto mi potresti fare un esempio di quello che vuoi dire, così lo provo e me ne posso rendere conto (qualcosa del tipo: f” ?)

    Oops…pensavo si potessero inserire delle immagini nel messaggio. Credetemi sulla parola 😉

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: MinionPro e kerning dell’apostrofo #30825
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    Ciao a tutti!

    Riesumo questo topic sperando che qualcuno possa darmi qualche risposta.
    Ho da poco installato il font Minion, con il pacchetto MinionPro. In un primo momento avevo proclamato la fine di tutti i miei problemi: il font è bellissimo, piace agli umanisti, è usato da Bringhurst. Insomma, era quello che avrei sempre desiderato per LaTeX.
    Ma ecco che oggi mi scontro col problema, che vedo essere gia noto, dell’apostrofo.
    (qui c’è l’altro topic sull’argomento: http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=6047&highlight=minion+apostrofo)
    Vi chiedo:
    1) quella spaziatura così piccola è voluta dal creatore del font
    2) è in qualche modo accettabile dal punto di vista tipografico? Ovvero, ci sono giustificazioni per quella scelta?
    3) se la risposta all’ultima domanda è negativa, come risolvere il problema? Naturalmente si dovrebbe evitare di dover scrivere ogni volta “L{}'{}arte” o cose più complicate come “L\kern.5pt{‘\kern.5ptarte}”
    4) l’opzione loosequotes di MinionPro risolve il problema. Massimiliano, nell’altro topic, dice che ci sono conseguenze spiacevoli, tra cui la perdita della sillabazione automatica per le parole con l’apostrofo. C’è solo questa conseguenza spiacevole o ce ne sono altre?

    È un vero peccato che ci sia questo inconveniente (sempre se di inconveniente si tratta)

    Spero nel contributo di qualcuno, perché mi sta cadendo un mito appena nato 😥

    È un grave errore nel progetto, quelle crenature sono inaccettabili. Fine del discorso.

    Peccato. L’autorevole risposta che non avrei mai voluto 😥 😥 😥

    Fra l’altro, dando un’occhiata a MinionPro.sty non mi pare che l’opzione loosequotes faccia veramente qualcosa. Hai provato? Naturalmente, senza avere il font non ti posso aiutare più di tanto.

    L’opzione loosequotes aggiunge un piccolo spazio prima e dopo l’apostrofo, l’ho provata; rimane il problema della sillabazione.

    Puoi anche provare con il codice seguente:
    `\makeatletter
    \def\qu@te{'}
    \catcode`'=\active
    \def'{\relax
    \ifmmode
    \expandafter\active@math@prime
    \else
    \expandafter\active@text@prime
    \fi}
    \def\active@text@prime{\futurelet\@let@token\qu@t@}
    \def\qu@t@{%
    \ifx'\@let@token
    \qu@te\qu@te\expandafter\@gobble
    \else
    {}\qu@te{}\penalty\@M\hskip\expandafter\z@skip
    \fi}
    \makeatother`
    che però non permette il trucco dei doppi apici in modo matematico. Poco male, per te; cerco di risolverlo.

    Perfetto! Lo provo subito e ti so dire 🙂

    Rendo l’apostrofo attivo, cioè come se fosse una macro; in modo testo gli faccio guardare il carattere che segue, se è un altro apostrofo inserisco due volte l’apostrofo “normale”; altrimenti inserisco “{}\qu@te{}\penalty10000 \hskip 0pt” (dove \qu@te è l’apostrofo normale) e questo dovrebbe permettere la sillabazione nella parola che segue, impedendo anche di andare a capo dopo l’apostrofo.

    Ti credo sulla parola 😯

    La mia fissazione del momento per il font Minion è legata al mio progetto di diffusione di LaTeX in ambito umanistico (oggi ci sono stati piccoli sviluppi di cui ti aggiornerò presto). Il font Minion, tra quelli facilmente installabili (perché presente in Acrobat Reader) è molto vicino alle abitudini di lettura degli umanisti, che generalmente leggono testi scritti in un qualche tipo di Garamond. Inoltre è un font completo, ha il vero maiuscoletto, il greco e un sacco di legature. Insomma, se non fosse per quel maledetto apostrofo… 👿

    Grazie!

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: MinionPro e kerning dell’apostrofo #30823
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    Ciao a tutti!

    Riesumo questo topic sperando che qualcuno possa darmi qualche risposta.
    Ho da poco installato il font Minion, con il pacchetto MinionPro. In un primo momento avevo proclamato la fine di tutti i miei problemi: il font è bellissimo, piace agli umanisti, è usato da Bringhurst. Insomma, era quello che avrei sempre desiderato per LaTeX.
    Ma ecco che oggi mi scontro col problema, che vedo essere gia noto, dell’apostrofo.
    (qui c’è l’altro topic sull’argomento: http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=6047&highlight=minion+apostrofo)
    Vi chiedo:
    1) quella spaziatura così piccola è voluta dal creatore del font
    2) è in qualche modo accettabile dal punto di vista tipografico? Ovvero, ci sono giustificazioni per quella scelta?
    3) se la risposta all’ultima domanda è negativa, come risolvere il problema? Naturalmente si dovrebbe evitare di dover scrivere ogni volta “L{}'{}arte” o cose più complicate come “L\kern.5pt{‘\kern.5ptarte}”
    4) l’opzione loosequotes di MinionPro risolve il problema. Massimiliano, nell’altro topic, dice che ci sono conseguenze spiacevoli, tra cui la perdita della sillabazione automatica per le parole con l’apostrofo. C’è solo questa conseguenza spiacevole o ce ne sono altre?

    È un vero peccato che ci sia questo inconveniente (sempre se di inconveniente si tratta)

    Spero nel contributo di qualcuno, perché mi sta cadendo un mito appena nato 😥

    Grazie a tutti!

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Record da usare per un capitolo del Landolt-Börnstein? #41600
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    Ciao a tutti.

    Ho un dubbio su che tipo di record usare per una parte (un capitolo?) del Landolt-Börnstein.

    La parte in questione è questa: http://www.springermaterials.com/docs/info/10757413_12.html.

    article, incollection, inbook, misc?

    Grazie mille.
    Ciao ciao.
    Fra

    Ciao Francesco,

    ho dato un’occhiata ai link, ma non si capisce bene di cosa si tratti. Tu che lo conosci, potresti descrivere brevemente in cosa consiste quel database? Da una parte sembra una sorta di mega rivista on line; dall’altra, proprio vista la mole, sembra una mega @collection. Ma potrebbero essere considerati anche dei @book autonomi. Bella questione…Non mi era mai capitato qualcosa di simile.
    Nel dubbio vai di @misc 😉

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: BibLaTeX: stile per pubblicazioni umanistiche #40578
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    Ciao a tutti,

    ho una piccola informazione da chiedere, come al solito sulla bibliografia.
    Posto qui perché il tema è lo stesso.

    Sto costruendo la bibliografia della tesi con BibTeX e vorrei combinare insime due stili: natbib_ita e classic.
    Perché? — Perché in questi due stili ci sono le caratteristiche tipografiche che dovrei seguire come riportato da guida di facoltà.

    Ho letto un bel pò di post e mi sono fatta un’idea di cosa dovrei fare se voglio avere il risultato sperato.
    Per i principali record vorrei una cosa come da esempio:

    Book:

    Autore/curatore in maiuscoletto, titolo in corsivo seguito poi da luogo e casa editrice, ecc…
    Es:
    ANSELMI L. (1997) (a cura di), Privatizzazioni, Pisa, Svimap.

    Article:

    Autore/curatore in maiuscoletto, titolo tra virgolette, titolo rivista in corsivo, mese, num ecc…
    Es:
    MAJONE G. (1991), ‘Cross-National Sources of Regulatory Policy-Making in Europe and the United States’, Journal of Public Polcicy, n. 11, giugno, pp.79-106.


    Incollection
    :

    Autore in maiuscoletto, titolo tra virgolette seguito da autore o curatore dell’opera, titolo opera in corsivo ecc…
    Es:
    CHERKI E. (1997), ‘Le lotte urbane in Europa occidentale’, in CROUCH C, PIZZORNO A. (a cura di), Conflitti in Europa, Milano, Etas libri, pp. 277-307

    Per ottenere questo risultato vorrei modificare direttamente uno dei due stili (l’ (a cura di) sono già riuscita a sostituirlo), ma ho letto sul forum che è piuttosto complesso e forse è meglio crearne uno con makebst.

    Prima di cimentarmi con quest’altro programma, sul quale mi sono documentata un pò online, vorrei sapere se è possibile apportare modifiche al codice del file .bst (partendo da natbib_ita o classic) per modificare l’impostazione dei vari report. Per esempio eliminare la virgola dopo al nome puntato, sostituire il punto con la virgola dopo l’anno in parentesi ecc (ottenendo cioè qualcosa come da esempi sopra riportati).

    Mi rendo conto che la cosa sia un pò strana e un pò complicata, ma se è fattibile, prima di lasciare perdere e creare uno stile da zero, con un programmino che da guida non mi sembra poi tanto semplice, vorrei provare questa soluzione!

    Un’ultimissima cosa … Nel testo stavo citando gli autori per autore con il comando \citep o \citet a seconda dell’occorrenza, es: (Trezza, 2009). Ora il prof mi dice che non gli va bene e vuole che faccia il riferimento completo in nota con autore, titolo, anno e tutto il resto. C’è un modo (un comando) per richiamare quanto scritto nel file bibliografia e farglielo fare a latex anziché doverlo scrivere io?

    Ringrazio in anticipo chiunque potrà darmi una mano.

    MaryJo

    Modificare i file .bst mi è sempre parsa un’operazione molto esoterica. Assai più semplice è la soluzione usando biblatex. Questo
    http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdf
    è un ottimo articolo su questo biblatex.
    Potrei consigliarti i miei stili (http://www.ctan.org/tex-archive/macros/latex/exptl/biblatex-contrib/biblatex-philosophy/)
    ma purtroppo, da quello che leggo, il tuo relatore vuole le citazioni prolisse. In biblatex ci sono comunque stili che ti possono venire incontro. Gli stili si chiamano: verbose, verbose-trad-1, verbose-trad-2. Se non hai pretese particolari di usre le abbreviazioni, ivi, cit, op. cit. e cose del genere, gli stili funzionano bene, te lo assicuro.
    Se hai problemi con biblatex sono qui.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Università Brescia. LaTeX vietato #41319
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    t;]…
    Inoltre direi che c’è una questione filosofica (passatemelo) che riguarda la nostra concezione più o meno implicita di “testo scritto” (su carta o su pdf). Chi sceglie spontaneamente LaTeX è per sua natura sensibile ad alcune finezze che solo i tipografi professionisti possono capire. Date un’occhiata alla lezione di Enrico al GuIT Meeting di Pisa. Chi ritiene che i contenuti siano indipendenti dalla forma non potrà mai capire LaTeX. C’è una sorta di rispetto verso ciò che scriviamo e che volenti o nolenti rimarrà fisicamente presente per diverso tempo. Consiglio a tutti quelli che non l’hanno ancora fatto la lettura degli Elementi dello stile tipografico di Bringhurst. Bellissimo e coinvolgente come un romanzo.

    Ciao
    Ivan

    Già che ci sono, vorrei fare i miei complimenti a quanto detto da ivan qualche messaggio fa (che riporto quì sopra).
    Si tratta di un punto di vista nuovo per me, ma che ho fatto immediatamente mio.
    Infatti guardavo il problema puramente informatico, sottovalutando il sottile rapporto tra forma e contenuto.
    Grazie ivan!

    Grazie a te! Mi fa piacere che tu abbia colto il messaggio 🙂

    Colgo l’occasione per dire che non sono d’accordo con la maggior parte delle argomentazioni di greenant, che riporta alcune “classiche” obiezioni all’uso di LaTeX. Queste, d’altra parte, possono essere facilmente confutate, come è stato fatto più volte, e si può dimostrare che la resistenza verso questo programma sia dovuta, in fin dei conti, alla mancanza di flessibilità intellettuale di alcune figure (e non mi esprimo oltre). Queste persone non accettano che si insegni loro come gestire, in maniera nuova, un lavoro di revisione, al fine di ottenere un risultato migliore. E quindi accampano pseudo-ragioni per dimostrare che il loro modo è quello più efficace 👿 No!
    1) Come già detto più volte, esistono software gratuiti per annotare i file pdf. Che poi sia un peso insopportabile fare copia incolla dalle note pdf al codice LaTeX, aggiungendo qualche comando, non ci credo. Le mie tesi sono state corrette su carta. Ma se fossi stato distante dal relatore avrei spedito il pdf.
    2) I problemi di portabilità semmai ci sono proprio con Word. Vi ricordate il recente passaggio al nuovo formato word (mi sembra il 2007) con conseguente incompatibilità con le versioni precedenti? Questo (anche se poi corretto) è stato paradossale: che un file scritto con word 2007 non sia compatibile con versioni dello stesso programma precedenti (a meno che non lo si salvi nel formato precedente)!
    3) Convertire word o writer in pdf è possibile e con risultati buoni. Ma deve essere fatto solo se si ha già un documento in quei formati.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Pareri su un Layout creato da me! #41547
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    Mi piace […] il numero di pagina evidenziato in quel modo.

    Quel numero di pagina è molto accattivante. Ti dispiacerebbe scriverci il codice che hai usato per raggiungere quel risultato? Penso che ci siano utenti (io fra questi) che desiderano provarlo. 😉

    In ogni caso, complimenti: il layout è davvero originale.

    Grazie mille,
    L.

    Oltre al numero di pagina, sarebbe interessante avere il codice dell’aeroplano che si muove 😀
    È vero che può essere ricostruito da alcuni post di Michele, ma sarebbe bene averne qui un riassunto.

    Visto che la classe è fatta per un manuale, si potrebbe migliorare il layout, mantenendo una giustezza sufficiente. Se la stampa è fronte retro, anche se il manuale si aprirà completamente, userei un margine interno più piccolo del margine esterno, per i motivi ormai noti. Inoltre un margine esterno più ampio potrebbe servire per le annotazioni del lettore.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Compilazione condizionale #41566
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    Le piccole cose sono:

    • la rilegatura, che nel PDF da consultare non ha senso

    • %\usepackage[nottoc]{tocbibind} nella stampa e %\usepackage{tocbibind} nel PDF da consultare

    • eventualmente twoside nella stampa e oneside nel PDF da consultare

    Sicuramente la soluzione a questo problema è in generale interessante, per eventuali altre applicazioni. Per il tuo caso, però, per queste piccole cose, non è assolutamente necessaria e forse anche dannosa. Innanzitutto a mio avviso ci deve essere un’unica versione della tesi. E poi che male ti fa, nella versione a monitor, la bibliografia nell’indice?
    Per quanto riguarda oneside e twoside, si tratta solo di togliere e aggiungere un commento quando serve. È così complesso da richiedere un automatismo?

    Ciao
    Ivan

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