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Un saluto a tutto da un nuovo iscritto 🙂
Ho un problema..non riesco a fare matrici a blocchi.
Ad esempio,`
\begin{equation}
\left(\begin{array}{|cccc|cccccc|cc|}
\cline{1-4}
A & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 \\
0 & A & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 \\
0 & 0 & A & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 \\
0 & 0 & 0 & A & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 \\
\cline{1-10}
0 & 0 & 0 & 0 & B & 0 & K & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 \\
0 & 0 & 0 & 0 & 0 & B & 0 & 0 & K & 0 & 0 & 0 \\
0 & 0 & 0 & 0 & K & 0 & B & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 \\
0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & B & 0 & 0 & 0 & 0 \\
0 & 0 & 0 & 0 & 0 & K & 0 & 0 & B & 0 & 0 & 0 \\
0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & B & 0 & 0 \\
\cline{5-12}
0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & C & 0 \\
0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & C \\
\cline{11-12}
\end{array}\right)
\end{equation}
`
Con \cline gestisco le linee orizzontali. Ma quelle varticali? Come si fa?
Grazie!Per le matrici ci sono degli ambienti appositi. È un argomento trattato in molte guide. In alto trovi i link all’Arte di scrivere con LaTeX e all’Introduzione all’arte della composizione tipografica
Ciao
Ivan
17 Dicembre 2009 alle 19:45 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37552::Caro Ivan, non funzionano. Il primo codice mi dà un errore in compilazione. Il secondo non produce errori in compilazione, ma non fa nulla: né il nome né l’anno vengono cliccabili…
Non ci credo. Li ho provati per sicurezza con il file Test-philosophy-modern e funzionano.
Provo a fare una diagnosi e a indovinare l’errore.
L’errore che ottieni è:Undefined control sequence.
\defcitealiasSignifica che non hai passato l’opzione natbib a biblatex. Quei due comandi, come scritto qualche post sopra, sono definiti per compatibilità con natbib, e si trovano nel file bibnatex.def, che viene richiamato appunto con l’opzione natbib.
Se il problema permane dovrai fornire un esempio minimale e l’errore riportato nel file .log. Entrambi i codici vanno inseriti nel preambolo.Ciao
Ivan
::Ciao a tutti.
Su mio Mac (Mac OS Snow Leopard, ma anche Tiger) le doc dei pacchetti sono in
`/usr/local/texlive/2009/texmf/doc/`
Bastano pochi clic per arrivarci, quindi.Però, incredibilmente, se cerco, che so, “asymptote.pdf” con Spotlight (o anche con Mela F, cercando “nel mio computer”), il Mac non trova nulla. Come se quel PDF non ci fosse proprio. E invece c’è. Stessa cosa con gli altri PDF delle doc. Il problema l’avevo notato anche in Tiger.
Che succede? Perché quella cartella è tagliata fuori dalla ricerche di Mac OS X? Come rimediare?
Grazie mille,
L.Perché è una cartella di root. Credo si dica così… ❓ Non so come rimediare, comunque, per cercare le documentazioni LaTeX (con TeXLive) c’è la funzione da terminale
`texdoc` Per andare velocemente alla carella /texmf/doc puoi anche crearti un alias sul desktop.
Ciao
Ivan
::Cioe’ tipo cosi’? perche’ non mi va…`\begin{table}
\begin{tabular}{|p|p|p|p|}
\hline bla bla\linebreak bla \tabularnewline
\hline bla bla\linebreak bla \tabularnewline
\hline bla bla\linebreak bla \tabularnewline
\hline bla bla\linebreak bla \tabularnewline
\end{tabular}
\end{table}`Leggere una guida al capitolo delle tabelle è proprio l’estrema risorsa?
Ciao
EnricoQuei \tabularnewline e i filetti verticali mi fanno pensare a LyX. Sbaglio?
Ciao
Ivan
::Mi ricordo l’argomento secondo il quale il passaggio da LaTeX+Dvips+GhostScript a pdfLaTeX era dettato da questioni “tecnologiche” (es. la microgiustificazione); quando i guru diranno di passare a XeTeX, prenderò in considerazione questo secondo passaggio.
Per adesso uso pdfLaTeX; XeTeX l’avevo provato solo una volta per giocare con lo Zapfino, ma al tempo avevo letto che aveva dei problemi con babel.sty ed altri pacchetti “vitali”.
Xe(La)TeX ha problemi solo con poche lingue, per esempio il greco. In questo caso la soluzione è chiara: non si deve usare babel quando si vuole scrivere in greco con XeLaTeX. Sebbene esistano comunque dei trucchi per farlo funzionare è più conveniente, nel caso del greco, caricare il pacchetto polyglossia.
Ciao
Ivan
::Ancora non riesco a capire, però, se ci siano font, anche commerciali, in grado di confrontarsi con il computer modern di Knuth nel contesto scientifico. In tal caso sarebbero sufficienti XeLaTeX e “fontspec” senza l’ausilio di altri pacchetto giusto?
C’è il pacchetto unicode-math di Will Robertson, ancora in fase sperimentale. I font supportati per il momento sono pochi. Dai un’occhiata qui. Altri font, commerciali e non (OTF o TTF), che comprendano tutti i simboli matematici che si possono usare con LaTeX non ne conosco.
Ciao
Ivan
::[…]
I casi sono due: o scrivi matematica oppure no; se no, puoi usare xelatex e farci tutti i giochini che vuoi; altrimenti rimani con pdflatex e vivi felice.Ciao
EnricoÈ davvero così difficile trovare dei font commerciali con un buon supporto alla matematica?
A mio tempo provai ad usare l’Adobe Garamond Pro per il testo, caricando “fontspec” con l’opzione “no-math”, e i caratteri forniti dal pacchetto “mathdesign” con l’opzione “urw-garamond” per la matematica. Non mi pare che il risultato fosse ottimo, di fatto i glifi erano differenti e non si abbinavano bene.
LuCa
Ciao Luca
Anch’io ho avuto questo problema e l’ho (parzialmente) risolto caricando il pacchetto mathspec, che permette di usare il font di default anche per le lettere e i numeri in modalità matematica. Nel caso del Garamond (io usavo il Classical Garamond Bitstream), mathdesign fornisce un set di simboli matematici che si adattano molto bene e con mathspec il risultato migliora ancora. Tuttavia per testi matematici appena complessi non è ancora la soluzione migliore, in particolare per problemi di spaziatura che si possono facilmente presentare. (La cosa è spiegata nella doc di mathspec.)
Tempo fa avevo aperto questo topic in merito. Oltre a mathdesign in quel topic trovi anche la soluzione di Enrico.Ciao
Ivan
15 Dicembre 2009 alle 18:08 in risposta a: Margini per stampa fronte retro della tesi [URGENTISSIMO!!!] #40291::ok, lasciamo stare il codice allora che è meglio…per quella fronte utilizzo quella che avevo coi margini uguali a destra e sinistra.
ma per quella fronte-retro è giusto che siano a pagina dispari, ma se la pagina che precede è pure dispari allora sono sbagliate! Ed è questo quello che accade, sono dispari come quelle che le precedono.
Ammesso che tu non abbia già risolto, potresti spiegarti un po’ meglio?
Provo comunque a darti una risposta decifrando il tuo messaggio, che è alquanto ermetico, omettendo tutti i soggetti…Con la classe book, senza opzioni, ogni capitolo inizia su una pagina dispari, ovvero a destra. L’elenco delle tabelle e l’elenco delle figure sono capitoli come gli altri, quindi dovrebbero cominciare su una pagina dispari, indipendentemente da quello che c’è prima. Se l’ultima pagina del capitolo precedente è una pagina dispari verrà aggiunta automaticamente una pagina vuota. Con l’opzione openany i capitoli iniziano sulla prima pagina disponibile, sia essa pari o dispari. Se non accade questo ci devi dare qualche altra informazione, per esempio un documento minimale che riproduce il problema. Sinceramente non ho capito “quello che accade” 😉
Ciao
Ivan
::Sicuramente non abuserò, però mi interessa imparare come caricare altri fonts oltre a quelli di default, nel caso mi servano.
Oggi uso di solito i pacchetti txfonts o pxfonts. Adesso ho scoperto il pacchetto textcomp.
Però se volessi ad esempio usare il font DejaVu bSerif style=Book, che ho trovato digitando fc-list, per una riga, come posso fare?Non conoscevo il comando fc-list. Grazie Enrico!
Per usare quel font immagino che sia sufficiente
`\setromanfont[Mapping=tex-text]{DejaVu bSerif}`Io non lo trovo sul mio sistema, quindi non posso verificare che il nome sia giusto. Da quello che ho visto, il comando fc-list elenca i font in questo modo:
:style= . Quindi basta che trascrivi il . Ciao
Ivan
::Salve,
vorrei poter usare diversi fonts in un testo scritto con latex, ma , nonostante abbia letto un po’ di documentazione di base, non riesco a venirne fuori.
Ricercando nel forum hi letto i post in cui si consiglia di usare xelatex con il pacchetto fontspec.Esatto. Anche con LaTeX si possono usare tutti i font che si vogliono, ma l’installazione è molto macchinosa. Per chi vuole sbizzarrirsi con i font XeLaTeX è formidabile.
Riguardo a questo avrei due domande:
XeLatex è un programma simile a Latex o è solo un pacchetto, ed in questo caso vi chiederei qual’è il file corretto, perchè ne ho visto tanti files in ctan che non so quale scaricare.Sì, XeLaTeX è un’estensione di LaTeX. È presente in tutte (?) le distribuzioni. Almeno in MikTeX e TeXLive c’è.
Salva il documento con codifica utf-8 e nel preambolo scrivi:
`\usepackage{fontspec,xltxtra,xunicode}
\setromanfont[Mapping=tex-text]{}`
e compila con xelatex anziché latex.La seconda è questa: come faccio a sapere quali fonts ho installato nella mia distribuzione di latex.
p.s Il mio sistema operativo è debian 5.0.Non so se esista qualche comando da terminale che elenchi i fonts installati nella tua distribuzione LaTeX, ma puoi comunque guardare all’interno della cartella “texmf-dist/fonts/tfm”.
Con XeLaTeX puoi usare qualsiasi font di sistema.Cerca anche sul forum. Troverai diversi topic su Xe(La)TeX
Ciao
Ivan
14 Dicembre 2009 alle 18:43 in risposta a: Margini per stampa fronte retro della tesi [URGENTISSIMO!!!] #4028712 Dicembre 2009 alle 16:17 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37549::
Ho inviato la richiesta a Lehmann sulla questione backreferences. Vediamo se e quando risponde. Poi invierò anche l’atra richiesta, sulla quale però ho più di un dubbio, visto che qualcuno l’ha già fatta ed è passata inosservata. Se non verrà implementata da Lehmann non rimane altro che inserire un bel po’ di codice nel preambolo. Oppure dovrei creare dei file .cbx ad hoc per i miei stili, il che li renderebbe non più semplici stili bibliografici ma stili completi di schema di citazione.Per quanto riguarda la citazione di Knuth sull’Arte, credo che si possa risolvere con \hyperlink e \hypertarget, ma non so come fare 🙁
Ciao
Ivan
12 Dicembre 2009 alle 14:50 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37547::
Ho fatto una breve ricerca sul forum http://groups.google.com/group/comp.text.tex/topics per vedere se qualcuno aveva posto il problema del link solo per l’anno. La questione non mi ha mai preoccupato personalmente, perché sono sempre stato di quest’opinione: è l’anno (con l’eventuale etichetta) che identifica in maniera univoca la voce bibliografica, quindi rendere cliccabile anche il nome è superfluo. Questa è anche l’opinione, per esempio, di Dominik Waßenhoven: http://groups.google.com/group/comp.text.tex/browse_thread/thread/ad23e11b68dddcab/ba73a6b5240673c5?lnk=gst&q=biblatex+AND+hyperref+AND+dominik#ba73a6b5240673c5In effetti quando si clicca sul nome, in realtà si viene rimandati alla voce relativa all’anno, il che avvalora la tesi di Waßenhoven (e probabilmente di Lehmann). Pertanto non ho ancora inviato la richiesta a Lehmann. Questa scelta mi sembra dettata da un criterio di “economia” del codice e concettualmente la condivido. Se poi siamo abituati a vedere anche il nome cliccabile, questa è, appunto, soltanto questione di abitudine. La soluzione che propone Waßenhoven nel link sopra è diversa dalla mia, che è più sintetica in quanto si limita a risolvere il problema solo per i comandi \cite, \parencite, \footcite.
Credo invece che invierò un’altra richiesta. Come è noto, per ottenere “Citato a pagina” e “Citato alle pagine”, bisogna attualmente ridefinire la macro pageref. Questo perché in inglese non esistono due stringhe diverse per il plurale e il singolare di “see”: “si veda la pagina” e “si vedano le pagine” vengono rese con “See page” o “See pages”. Se Lehmann rendesse disponibile oltre alla stringa see anche la stringa, diciamo, sees, potrei semplicemente inserire negli stili il codice per avere “Citato a pagina” e “Citato alle pagine”, senza compromettere la compatibilità degli stili con altre lingue.
Ciao
Ivan
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