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lorenzo.pantieri” post=102468
In effetti, ClassicThesis di difetti ne ha molti: suftesi, da quanto sento, permette di rimediare. Sfortunatamente, non ho avuto ancora tempo per studiarlo!Non saprei se suftesi ha meno difetti. Bisognerebbe che fosse usata da almeno altrettante persone per capirne la solidità.
Se però la rigidità della classe è un difetto allora suftesi è ancora più difettosa. Mente Miede, mi pare, invita a non modificare il layout, io lo vieto esplicitamente. Tra l’altro ho usato una forma molto stringente suggeritami da un amico avvocato. Ciò non significa che nessuno violi la licenza, ovviamente. Alcune deroghe, tra l’altro le ho concesse io stesso. In particolare per quanto riguarda i layout, suftesi è rigidissima. Non si può, per esempio, scegliere 1:1,4142, perché non è tra quelli previsti. Non si possono nemmeno personalizzare gli stili di capitoli e sezioni, indici, elenchi, ecc., se non usando le opzioni disponibili. Ma è ovviamente molto difficile normare tutto.Ciao
Ivan
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Non mi pare che ci sia alcun rischio di fraintendimento. Al posto di 3. puoi usare 3) eventualmente aumentando lo spazio. Quei cerchi rossi attorno al numero sono orribili e inutili. Trent’anni fa non c’erano eppure si imparava la matematica comunque. Tutti quei colori hanno solo finalità editoriali e non pedagogiche. Se poi uno studente fraintende la funzione di quei numeri io lo terrei in considerazione per la valutazione. In fondo è anche quello un modo per capire quanto uno studente è maturo e/o sveglio. In particolare quali sono i casi in cui ritieni che ci possa essere rischio di fraintendimento?Aneddoto. Ieri ho fatto una “lezioncina” di matematica (avevo smesso da anni) a uno studente di prima con debito… Sfoglio il libro per capire cosa fanno oggi al liceo linguistico e mi scappa l’occhio su una definizione. Etichetta in grassetto e inserita all’interno di un bel riquadro azzurro. La cosa che mi ha colpito è che tutta la definizione era evidenziata, in rosa. Ho chiesto come mai, visto che la definizione era già evidenziata. Mi è stato detto che il professore vuole così (e fa bene, lui. È l’editore che sbaglia!). Ho chiesto cosa ne pensava di questo e ha riconosciuto senza difficoltà che si trattava di una cosa assurda. Allora h chiesto come mai secondo lui i libri sono così colorati. Risposta: forse perché così costano di più. Avrà anche il debito in matematica ma quanto ad acume 10 e lode.
Ciao
Ivan
::Schiavon” post=102456Salve a tutti.
Non riesco ad interagire come vorrei con la funzione di ricerca nel forum, quindi non so dire se una discussione simile esista già. (Nel caso ditemelo e se possibile eliminerò questa)Premetto che sono su una macchina con installato Lubuntu e TeXLive, entrambi all’ultima versione.
Per un manuale che sto scrivendo, vorrei utilizzare il font Celestia Antiqua. Come posso scoprire se è già compreso in TeXLive? (non credo, ma in generale come si fa?)
Se non fosse compreso, come posso aggiungerlo? Io attualmente ho il file xxx.ttf.Grazie a tutti coloro che risponderanno
Non mi pare di aver mai visto quel font in TeX Live. Cerca fonts nella cartella dove hai installato texlive. Dovrebbe essere texmf-dist.
In ogni caso non serve installare i font in texlive per usarli. Basta installarlo sul sistema operativo e usare xelatex o lualatex come compilatore. Io ti consiglio lualatex, che se usato assieme al pacchetto microtype permette un risultato molto vicino a quello che si ottiene con pdflatex. L’introduzione a Xelatex di Enrico Gregorio è una buna lettura per iniziare ad usare xelatex/lualatex.Ciao
Ivan
::angelico” post=102408Ciao a tutti,
dovrei citare un’intervista di cui esiste solo una registrazione video di un programma televisivo. Che cosa uso Unpublished? Non so nemmeno come riempire i campi richiesti, non so, cito solo il nome della trasmissione e l’anno? Per quanto riguarda invece la citazione nel corpo del testo, devo specificare il minuto anziché la pagina?
Non ho idea di come fare.
fatemi sapere
grazie
ciao
angelicoÈ i punto dei casi in cui si usa @misc.
Cosa mettere nei campi e la forma da dare dipende dallo schema usato. Per esempio:M. Rossi (2010), Intervista a cura di Guido Bianchi apparsa su Rai 1 il 24 ottobre 2010.
Userei i campi author, year, note.
Ciao
Ivan
::lorenzo.pantieri” post=102388
Il grigio va bene così.
Molto bene.
E che mi dite dei titoli delle sezioni in neretto? Troppo aggressivi?
http://www.lorenzopantieri.net/Matematica_files/Quinta17x24bn.pdf
Intendi le sezioni di primo livello? Cioè 1.1, 1.2, ecc. ?
Quest mi paiono corrette. A dire il vero non mi sembrano nemmeno in neretto.
Piuttosto, mi sembra eccessivo il neretto nelle etichette delle definizioni e degli esercizi.
Soprattutto se conservi lo sfondo grigio.Ciao
Ivan
16 Luglio 2015 alle 7:37 in risposta a: xcolor: comando che trasforma i colori in scala di grigi #102547::lorenzo.pantieri” post=102389
In ogni caso, l’umico “difetto” che mi salta all’occhio sono proprio quei box colorati. Sarebbe interessante vedere un esempio di qualche pagina con al posto del box colorato solo la riga verticale di sinistra, cioè io lato sinistro del box. Nero o forse anche in gigio, magari un po’ più spesso, tipo 2 pt.
Hai un pacchetto o codice di riferimento per fare quello che chiedi? In ogni caso, questa è solo la versione 1.0, l’anno prossimo sperimenterò anche altri look. Avevo provato a eliminare del tutto i box, ma la pagina mi sembrava troppo spoglia…
È una delle opzioni da dare all’ambiente tcolorbox. Probabilmente si chiama leftrule.
Ciao
Ivan
15 Luglio 2015 alle 18:47 in risposta a: xcolor: comando che trasforma i colori in scala di grigi #102545::
Ho guardato per bene i tuoi testi e devo dire che sono dei capolavori. Dubito che con suftesi otterrai un risultato altrettanto accattivante.
In ogni caso, l’umico “difetto” che mi salta all’occhio sono proprio quei box colorati. Sarebbe interessante vedere un esempio di qualche pagina con al posto del box colorato solo la riga verticale di sinistra, cioè io lato sinistro del box. Nero o forse anche in gigio, magari un po’ più spesso, tipo 2 pt.Con l’occasione ti segnalo un allineamento sbagliato tra i piani cartesiani di pagina 3.
Personalmente non userei la numerazione romana, tanto meno se si limita a frontespizio e indice.Ciao
Ivan
15 Luglio 2015 alle 16:19 in risposta a: xcolor: comando che trasforma i colori in scala di grigi #102543::
Personalmente non userei box colorati. Eventualmente lascerei soltanto il lato sinistro dei box, in nero.
A parte lo spreco di inchiostro per i box colorati, credo che siano del tutto inutili, anzi sono dannosi. È una tendenza della tipografia scolastica che è diventata preponderante una quindicina di anni fa. I libri sono diventati di anno in anno sempre più colorati, alcuni addirittura hanno già il testo sottolineato o evidenziato. Parole cerchiate, frecce e rimandi di ogni tipo. Elenchi con cerchietti colorati. Numeri di pagina messi in testatine colorate. Insomma una vera corsa a chi è più sgargiante. Libri pesanti ma non sempre di peso. Io, che non sono un matematico, fortunatamente ho studiato sullo Zwirner. Testo autorevole, serio e, naturalmente in bianco e nero. Ma al tempo, quando facevo ripetizioni di matematica, mi è capitato di vedere testi ridicoli. Quasi sempre lo studente mi diceva che il docente non seguiva il libro. E ti credo! Erano perlopiu illeggibili!Dicevo che questi espedienti grafici sono anche dannosi. Lo studente, secondo me, deve avere la possibilità di personalizzare il libro. È lo studente, semmai. che deve riquadrare una definizione o un teorema ed evidenziare una parola o sottolinearne un’altra. È il docente serve anche per insegnare come si studia.
I tuoi testi di matematica sono ampiamente più sobri della maggior parte di quelli in circolazione. Ecco perché coglierei l’occasione per renderli ancora più seri e professionali.
Ma questa è un’opinione puramente personale e non dettata dall’esperienza, se non minima. Credo però che l’idea che l’uso di colori e delle complicazioni grafiche aiuti lo studente ad approcciarsi alle materie difficili sia priva di fondamento. La matematica è difficile e non esistono espedienti cromatici che la possono rendere più facile. Non esistono vie cromatiche alla matematica 🙂
In ogni caso, un grigio al 10% credo sia una buona scelta. Si vede ma non è troppo invadente. Va detto però che la resa si può valutare solo sulla stampa. Infatti dipende da come si stampa e dalla carta che si usa.
Ciao
Ivan
::Njk00″ post=102344Salve, ho un problema con latex. Per gestire la bibliografia sto usando Natbib, ma non riesco a trovare un modo per evitare che mi ordini in automatico le referenze a fine documento.
Vorrei che esse siano visualizzate nello stesso ordine in cui compaiono nel file *.bib. Avete idea di come fare?
Con natbib no, ma se passi a biblatex ti posso aiutare.
Ciao
Ivan
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Cancella tutti i file ausiliari e ricompila. Se non funziona
prova iniziando con un documento minimalissimo come questo:
`
\documentclass{book}\usepackage{filecontents}
\begin{filecontents*}{bibliografia.bib}
@book{bringhurst:elementi,
author = {Bringhurst, Robert},
title = {Gli Elementi dello Stile Tipografico},
publisher = {Sylvestre Bonnard},
year = {2001},
location = {Milano}
}
\end{filecontents*}\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[autostyle,italian=guillemets]{csquotes}\usepackage[style=philosophy-classic,backend=biber]{biblatex}
\addbibresource{bibliografia.bib}\begin{document}
\nocite{*}
\printbibliography[heading=bibintoc]
\end{document}
`Se questo codice non funziona, probabilmente si è incagliato Biber.
Devi cancellare una cartella la cui posizione dipende dal sistema operativo.
Cerca nella doc di Biber. La cartella si chiama par-4976616e (i numeri possono essere diversi, ma inizia comunque con par-)Ciao
Ivan
::alex75006″ post=102329
Leggendo i messaggi di errore, sospetto che il pacchetto classicthesis sia implicato nel pasticcio ma è un’illazione senza gran fondamento.È molto probabile. Anzi, quasi certo.
Classicthesis è nota per questo tipo di problemi.
Devi innanzitutto creare un documento pulito e funzionante con classicthesis.
Poi aggiungi un po’ alla volta i pacchetti e i comandi che ti servono,ù
fino ad incontrare l’errore. Se una volta scoperta la causa del problema
non riesci a risolvere, posta qui i risultati di questa indagine.Ciao
Ivan
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Ti do dei consigli in base alla mia modestissima esperienza.
1) Per valutare le dimensioni di un font devi avere il prodotto finito.
Non basta stamparsi dei fogli. Non renderanno mai bene.
Ti serve un volume intero, rilegato (anche a caldo), per ciascun corpo
tra quelli che ritieni possibili. Secondo me Palatino 10 pt o, meglio ancora,
Latin Modern 10 pt. Quest’ultimo è perfetto. Anche il De Marco usa Latin Modern
(o Computer Modern…). Poi misuro il corpo.Visti i pro e contro che hai elencato, io non avrei dubbi.
2) Secondo me la gabbia 13,5 X 200 è un po’ troppo larga,
ma se vuoi veramente questo compromesso farei 133/132 x 200,
così hai un rapporto approssimativamente di 2/3.Visto che devi fare delle copie, potresti provare a fare una versione usando suftesi con le opzioni
pagelayout=periodicalaureo,style=smallcaps11
La gabbia è 120 x 194 (~ proporzione aurea). Le tesi che ho fatto fare io si presentano molto bene.
I margini interno/esterno sono di circa un pollice, se centri la gabbia.Ciao
Ivan
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Ho sotto mano il De Marco, Analisi Uno ed è 17 x 24. Direi che è un buon paradigma per un testo di matematica.
Quindi il formato è sicuramente adatto. Rimangono alcune considerazioni di tipo funzionale.
Se il testo se lo stamperanno i tuoi studenti allora lo stamperanno su A4 è naturalmente non lo ritaglieranno.
Verosimilmente stamperanno con l’adattamento, quindi le dimensioni non saranno rispettate.
Potresti produrre un documento in 17 x 24 su un foglio A4 per la stampa e una versione in formato reale 17x 24
Per la visualizzazione su monitor. Questo è molto semplice da gestire con il pacchetto crop, per esempio.
La classe suftesi ha già l’opzione version=screen che puoi usare con pagelayout=periodicalaureo.
Il documento per la stampa potrebbe essere corredato con i crocini sull’ultima pagina, così chi vuole ritagliarlo lo può fare.
Altrimenti non è che si perda molto. Ci saranno ampi margini, che per un testo scolastico possono essere pure molto utili.Ciao
Ivan
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