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Hai due strade:
a) Cambiare (cor)relatori (scelta consigliata).
b) Usare direttamente Word.Ho già espresso altre volte la mia opinioni su simili situazioni. Vorrei tanto non farlo in questa occasione, ma non ci riesco.
Se un relatore non accetta un file in formato PDF o, peggio, lo richiede in formato .doc,
si tratta nel primo caso di persona ottusa e nel secondo di un prepotente.
Entrambe le tipologie di persona andrebbero evitate, possibilmente.Ciao
Ivan
::dearick” post=96792Salve a tutti,
con matlab ho appena calcolato un’equazione di Eulero-Lagrange che è lunga più di una pagina. C’è un modo per spezzare tale formula automaticamente e non a mano tramite \aligned?
Riccardo
http://tex.stackexchange.com/questions/4240/does-amsmath-provide-any-medium-to-auto-break-equations
Ciao
Ivan
::Torresi” post=96766Buonasera oggi ho provato ad usare per la prima volta texstudio ma fin dall’inizio non sono riuscito a visualizzare le mie scritture perfino file già esistenti e scritti correttamente… La pagina di visualizzazione sia integrata che da adobe mi diceva che non riusciva a trovare il percorso dei file nella cartella temp di appdata…qualcuno saprebbe gentilmente indicarmi come posso risolvere? Grazie in anticipo per le eventuali risposte
Benvenuto!
Io proveri con una reinstallazione di TeXstudio
Ciao
Ivan
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Per il secondo punto, cerca il comando \Rientro nella doc del pacchetto frontespizio.
Personalmente lascerei stare lo spazio prima del titoletto.
Tendenzialmente sono contrario a interventi che non sono previsti da classi e/o pacchetti attraverso appositi comandi. Bugs esclusi, naturalmente.Ciao
Ivan
::mbomb” post=96732producendo un esempio, mi sono accorto che il problema è di impaginazione e di come Latex gestisce lo spazio, (credo) in quanto, organizzando meglio la section, il problema svanisce.
In ogni caso ringrazio tutti per le risposteIpotesi corretta. Latex aumenta lo spazio tra i capoversi quando non riesce riempire la pagina.
Ciò accade spesso quando una sezione cade a fine pagina e non può starci assieme a due righe di testo.
Per quanto riguarda l’interlinea, usa la 1.5 solo se qualcuno ti obbliga sotto minaccia 😉Ciao
Ivan
::mbomb” post=96719Salve a tutti.
Scusate se apro un’altra discussione ma non riesco a venire a capo ad un problema.
Pacchetto enumitem:
`\usepackage{enumitem}
\setlist[itemize]{itemsep=0ex,parsep=0ex,topsep=0ex,partopsep=0ex,leftmargin=*}
\setlist[description]{nosep}`
Per iniziare un nuovo capoverso, è sufficiente saltare una riga quindi, ad esempio:
`Fine capoverso.Inizio nuovo capoverso`
però, con il pacchetto enumitem caricato, il risultato che ottengo è diverso:

c’è dello spazio di troppo tra la fine del capoverso e l’inizio di quello nuovo.
Ho attivo il pacchetto:
`\usepackage{setspace}
\onehalfspacing`
e, vedo che se lo disattivo il problema non si pone. Però ho la necessirà sia di avere un interlinea 1.5 sia di non avere spazio eccessivo tra gli elenchi puntati.
provando a non saltare una riga ovviamente non ottengo l’interruzione del capoverso quindi mi rivolgo a voi. Avete dei suggerimenti ?Serve un esempio minimo compilabile
Per il momento posso solo dire che sarebbe meglio che l’ultimo codice non ci fosse.Ciao
Ivan
::teomat” post=96620Buongiorno a tutti,
per creare un logo avrei bisogno di ruotare una lettera (la ‘L’), ma non ruotarla di 90° o 180° – basterebbe \rotatebox{180}{L} – bensì ruotata ‘a specchio’, come la scritta ‘ambulanza’, per capirci.
Grazie in anticipo e a presto,
Matteo
`\reflectbox{L}`
Ciao
Ivan
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Non è l’approccio corretto. Innanzitutto va detto che le etichette letterali appese agli anni sono previste solo per anni relativi a uno stesso autore (o allo stesso insieme di autori). Poi, le opzioni uniquename=false e uniquelist=false sono del tutto inutili, visto che sono già impostato di default. Inoltre anche uniquelist=false non serve! visto che ha lo stesso valore di uniquename.
Se usi maxcitenames=1 non puoi distinguere le citazioni perché le liste di autori vengono troncate al primo autore, essendo mincitenames impostato di default a 1. Le istruzioni che hai messo significano questo:
“Se ci sono due voci con più di un autore e con il primo autore in comune, citale usando solo il primo autore”, che è proprio quello che tu non vuoi.`\usepackage[backend=biber, hyperref, style=authoryear, useprefix, minbibnames=999, maxbibnames=999,uniquename=init, uniquelist=init]{biblatex}`
Ciao
Ivan
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Opzioni
`
maxcitenames=2,
mincitenames=1,
maxbibnames=999,
minbibnames=999
`
Sono le opzioni dei default dello stile
`style=philosophy-classic`Nella bibliografia avrai la lista completa, cosa che mi pare sempre opportuna. (Eventualmente da evitare solo con articoli a più di 100 mani.)
Nelle citazioni, se ci sono più di due autori, la lista viene troncata al primo.Ciao
Ivan
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La ripartizione in parti è molto comune in alcuni ambiti. Per esempio psicologia, sociologia e in generale le cosiddette scienze miste.
Pensa a una tesi di psicologia divisa in parte teorica e studio sul campo. O una di sociologia divisa in una parte sui concetti teorici e una sul l’indagine empirica. Ma non è da escludere a priori nemmeno per una tesi di logica o matematica.
Quindi se la struttura della tua tesi richiede una ripartizione in parti, ben venga. Il comando \part esiste per questo.
Se poi ogni parte contiene lo stesso numero di capitoi, secondo me è segno di un progetto ben strutturato. Ma non si deve essere rigidi su questo. Sono un po’ pitagorico nel l’approccio alla scrittura 😉Ciao
Ivan
::Prova” post=96389
Questa cosa che hai scritto, poi, è un orrore 😀
non si può vedere :o.
vi ringrazio per i consigli
solo un po’ di pazienza… è il secondo giorno, immagino di fare errori marchiani rispetto a chi davvero sa usare il programma… però non c’è bisogno di mortificarmi così 😳
Hai ragione. Ho mancato di tatto.
Ma stai tranquilla: niente di personale.
Happy TeXing 😀Ciao
Ivan
19 Settembre 2014 alle 11:17 in risposta a: URGENTE! Problema con stampa di grafici di pgfplots #96683 -
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