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ci si riferisce all’output pdf orribile ottenuto con i cmr con codifica T1, se non si scarica il pacchettazzo che, se non ricordo male, si chiama cm-super.
Il pacchetto cm-super viene richiamato direttamente dall’encoding T1 (\usepackage[T1]{fontenc})? Lo chiedo perché uso la release completa di MikTeX (che sicuramente prevede anche il pacchetto in questione) ma non ho mai richiamato questo pacchetto nei preamboli.
se per esempio si usa un font diverso, tipo
\usepackage{mathpazo}
non si ha nessun problema.Io utilizzo i fonts standard.
::Cambia l’encoding del font nel documento che scrivi, spesso portando a risultati devastanti.
Come mai dici devastanti? Io lo uso sempre e ho sempre avuto degli ottimi risultati in output. Riporto quanto lessi da qualche parte (purtroppo non ricordo più la fonte).
La codifica di caratteri T1 è il nuovo standard di codifica dei caratteri di
LATEX, non predefinito per motivi di compatibilità con le versioni precedenti di LATEX.::
`\usepackage[ansinew]{inputenc}`La codifica di caratteri ISO-8859-1 consente di digitare i caratteri accentati direttamente, senza ricorrere a combinazioni di tasti. Altre opzioni sono: [latin1] o [latin9] per Linux, Unix, VMS; [ansinew] per Windows (codepage 1252); [cp850] per OS/2, MSDOS (codpage 850); [applemac] per Apple Macintosh.
::Non esiste una guida disonibilie online e, possibilmente, gratuita? In tutte quelle che ho consultato mi è capitato di trovare sloppypar, ma nessuna spiegava effettivamente cosa fa di preciso.
La differenza tra le guide cartacee e quelle free sta proprio in questo: quelle free trattano quasi tutti gli argomenti ma in modo molto superficiale senza spiegare cosa fa il TeX. Quando si arriva al punto di aver bisogno come funziona il motore che sta dietro ai comandi, è necessario passare ai manuali.
Su qualche guida free magari viene spiegato anche come funziona lo sloppypar, ma adesso non saprei cosa consigliarti.
::usare il pacchetto alltt che funziona più o meno come verbatim a parte il fatto che puoi usare la macro di LaTeX “\” (e se non sboglio le parentesi) che mantengono il loro usuale significato.
Te lo sconsiglio a meno che tu non debba fare cose particolarmente semplici perché se devi listare del codice di programmazione complesso (e sopratutto che contenga \) ci sono i caratteri speciali che vanno a influire con il pachetto e diventa annoiante evitare i pasticci.usare fancyvrb che è un pachetto stupendo e altamente personalizzabile. lo consiglio a tutte le persone che vogliono ottenere effetti particolari con l’ambiente verbatim. la guida poi è chiara e completa.
moreverb che è un estensione del pacchetto verbatim ma che non conosco e quindi non ti so dire pregi e difetti.
altrimenti esitono una serie di pacchetti pensati per scrivere codice, che però non ho quasi mai usato. in genere riconoscono parole chiave da mettere in grassetto automaticamente (e spesso gestire i rientri) per quelli che sono i miei ricordi però spesso sono un po’ noiosi da personalizzare, ovvero prendono un po’ di tempo per imparare ad usarli. per i nomi credo listing e lgrind ma basta una veloce ricerca su ctan.
Io consiglierei di utilizzare sempre listings perché (per quanto ho visto in giro) è il pacchetto che permette maggiore personalizzazione della formattazione del codice e non è difficile da usare in quanto corredato da un ottimo manuale. Per ulteriori informazioni, invito chi fosse interessato a leggere qua, qua e qua.
::Se invece devi scrivere l’integrale di una matrice, meglio darle un nome, no? Esegui i calcoli prima di scrivere l’integrale e poi riassumi il tutto in una formula meno pesante.
E’ ciò che ho sempre pensato e fatto. Tuttavia mi sono sempre interrogato su questa lacuna in quanto sistemi simil-TeX (vedi EXP), seppure molto meno potenti e decisamente datati, hanno gli integrali di dimensione variabile. Non permettere l’allungamento degli integrali è una scelta che può avere senso, tuttavia, in qualche caso, un integrale di dimensione maggiore può essere stilisticamente migliore.
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Premetto che io non ho mai usato il plain TeX; il pacchetto che uso io per inserire le lettere accentate direttamente da tastiera è (sotto LaTeX)
`\usepackage[ansinew]{inputenc}`Utilizzo small-miktex: devo scaricare qualcosa da integrare?
Credo che tutto ciò che serve per l’input sia compreso anche nella versione small: sono pacchetti di base.
::Salvando nel formato da te suggerito (con alcune vocali corrette altre lasciate col simbolo strano) miktex non me le restituisce nel dvi (nè le une nè le altre.)
Strano, a me funziona bene.
Per le lettere accentate (da te sostituite), l’unica cosa che mi viene in mente è qualche problema sull’inputenc, perché se vedi gli accenti su WinEdt devono necessariamente venire compilati correttamente.
Per i simboli strani, temo che tu debba fare una sostituzione con dei replace.
::Salve, ho sempre utilizzato plain tex per la formattazione testi, e sono passato da due giorni al binomio Miktex 2.4/Winedt 5.2 e ho trovato (almeno per adesso) un solo problema:
à,é,è,ì,ò,ù presenti nei miei precedenti file tex (che processavo con tex386.exe) non vengono visualizzati all’apertura del file in Winedt (comunque se li aggiungo ex-novo compaiono) nè restituiti dopo processamento nel dvi.
E’ vero che digitare “\’vocale” non è lontano dal digitare direttamente “vocale accentata”.
Ho letto i precedenti topic, ma avrei bisogno che qualcuno mi fornisca delle risposte ad un livello di astrazione un pò più alto dato che (lo dico con estrema umiltà) non lo capisco.Può darsi che i tuoi files non siano in plain text che è il formato utilizzato da WinEdt. Prova ad aprire i documenti con Word e, ammesso che vengano interpretate bene le lettere accentate, fai un save as… .txt – plain text.
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