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  • in risposta a: Comportamento anomalo di b5paper… 😕 #112369
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    Indrjo Dedej” post=112699Allora da quello che mi dici, mi è sfuggito qualcosa. Avrò usato qualche combinazione di comandi che avrà fatto in modo che le cose andassero così. Ti riporto il preambolo di un mio precedente lavoro, in cui la carta virtuale è in formato B5 – o almeno a me esce così.
    […]

    Affinché pdfTeX imposti le dimensioni della «carta virtuale» a valori (diversi da quelli di default e) tali da riflettere le dimensioni specificate tramite un’opzione di formato pagina come [tt]b5paper[/tt], è (necessario e) sufficiente che le due «righe magiche» di codice che ti ha già indicato @OldClaudio, e cioè
    `
    \pgfpagewidth =\paperwidth
    \pdfpageheigth=\paperheight
    `
    (o, equivalentemente,
    `
    \setlength{\pdfpagewidth} {\paperwidth}
    \setlength{\pdfpageheight}{\paperheight}
    `
    se vogliamo usare la sintassi del LaTeX), vengano eseguite in un momento qualsiasi compreso fra l’esecuzione dell’opzione di formato stessa e l’istante in cui (pdf)TeX decide di inviare la prima pagina al file d’uscita. In pratica, questo vuol dire un momento qualsiasi compreso fra una fase alquanto precoce del caricamento della classe di documento e un evento che si verifica a documento già iniziato, cioè addirittura dopo il [tt]\begin{document}[/tt]. Durante questo ampio intervallo possono succedere molte cose, e in particolare vengono caricati non solo i pacchetti che l’utente finale indica direttamente nel preambolo, ma anche i pacchetti da questi richiesti tramite [tt]\RequirePackage[/tt], i pacchetti richiesti dai pacchetti richiesti dai pacchetti indicati dall’utente e così via ricorsivamente, inclusi gli eventuali pacchetti richiesti dalla classe di documento stessa o da classi di base che essa carica con [tt]\LoadClass[/tt], ecc.; inoltre, parecchi pacchetti caricano dei loro specifici file di configurazione, file di definizione contenenti drivers appropriati per lo specifico «motore» di tipocomposizione usato, e così via. In una parola, non è affatto raro che vengano eseguiti parecchie decine, o perfino qualche centinaio, di file, della maggior parte dei quali l’utente finale non è neppure ben consapevole. Se soltanto uno di questi file contiene le «righe magiche» sopra menzionate, la «carta virtuale» verrà impostata in modo da riflettere le dimensioni della pagina, sovrascrivendo le dimensioni di default (che, in Europa, sono quasi sempre quelle di [tt]a4paper[/tt]).

    Ora, si dà il caso che i pacchetti che eseguono quelle «righe magiche» non siano pochissimi, e siano anche fra i più usati da chi vuol produrre un’uscita in formato PDF (a dire il vero, più che direttamente nel codice del pacchetto, le «righe magiche» sono contenute in un driver, specifico per il «motore» pdfTeX, che il pacchetto richiama, ma questo non ha importanza qui): andando a memoria, e quindi con il rischio di sbagliare, elencherei fra questi:

    • i pacchetti del graphics bundle, come graphics/x e color;
    • i pacchetti grafici per figure, come pict2e;
    • il pacchetto hyperref;
    • naturalmente, il pacchetto geometry.

    È assai probabile che ve ne siano diversi altri che ora, su due piedi, non mi vengono in mente. Tutto ciò considerato, si può ben capire che non è affatto impossibile che un utente possa usare il LaTeX (con uscita PDF) per anni prima che gli capiti di comporre un documento il quale, per puro caso, non richiami, nemmeno indirettamente, alcun pacchetto che esegua le «righe magiche» menzionate all’inizio, e quindi lo stupisca per il fatto di non impostare le dimensioni della «carta virtuale», contrariamente a ciò che quell’utente aveva visto succedere in tutti i suoi documenti precedenti. Questo è tanto più vero, se la gran maggioranza dei documenti che quell’utente compone usano il formato di pagina di default, dato che in tal caso è del tutto indifferente che le «righe magiche» vengano eseguite o meno.

    Questo basti per quanto riguarda le spiegazioni. Veniamo ora ai suggerimenti.

    Come alternativa all’inclusione diretta delle «righe magiche» nel preambolo, @OldClaudio suggerisce correttamente di caricare il pacchetto geometry, con l’opzione [tt]b5paper[/tt]. Per amor di chiarezza, però, osserverei quanto segue:

    1. Se l’opzione [tt]b5paper[/tt] è già specificata nel comando [tt]\documentclass[/tt], non c’è ovviamente bisogno di ripeterla anche quando si carica geometry (essendo, in tal caso, un’opzione «globale»).
    2. Il semplice fatto di caricare il pacchetto geometry, anche senza alcuna opzione, può modificare i margini impostati dalla classe di documento; questo può essere evitato specificando a geometry l’opzione [tt]pass[/tt], nel modo seguente`\usepackage[pass]{geometry}`(ripeto che ciò fa sì che i margini impostati dalla classe siano mantenuti).

    Altre — pedanti! 🙂 — osservazioni non collegate alla questione posta:

    1. Con la classe book non occorre specificare le opzioni [tt]openright[/tt] e [tt]twoside[/tt], in quanto già implicite per default.
    2. Il pacchetto amsfonts viene già caricato automaticamente quando si carica amssymb.
    3. mathptmx è un pacchetto piuttosto vecchio: mi è permesso suggerire`\usepackage{newtxtext,newtxmath}`come alternativa?

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: problema inserimento immagini in formato diverso da .png #112351
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    Il tuo messaggio è molto vago, ma vorrei chiederti se il tuo LaTeX è aggiornato e che «motore» di tipocomposizione adoperi (pdfTeX, XeTeX, LuaTeX…).

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: riferimenti formule #112306
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    Pacchetto cleveref (nota bene: è scritto con una erre sola). Se ne può leggere la documentzione impartendo da linea di comando il comando`texdoc cleveref`(come al solito).

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Errore compilazione friggeri CV #112298
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    Il pacchetto fontspec è un pacchetto standard: se davvero la vostra distribuzione è completa e aggiornata, essa lo deve contenere. Devo anche dire, però, che io non uso MikTeX (l’ho usato per un breve periodo più di dieci anni fa, quando mi capitò di essere obbligato a usare un computer con Windows), bensì TeXLive.

    Nota che il pacchetto fontspec va usato con XeLaTeX.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: MARGINI DI UNA PAGINA #112293
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    ivan” post=112613

    […]
    Potresti provare intanto con qualche servizio online tipo ShareLaTeX o Overleaf.
    Vai qui: https://www.overleaf.com/[…]

    Per scrupolo, ricordo che — ovviamente! — l’uso di un servizio online comporta il fatto che il contenuto del documento che si vuole impaginare venga reso noto al fornitore del servizio in questione. Non sempre ciò è accettabile. Se, come dici, stai fornendo tu stessa una prestazione professionale, tieni presente che il tuo cliente potrebbe non gradire affatto che il contenuto del suo documento venga mandato in giro per il mondo. 🙂

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Togliere link email classe europasscv #112281
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    Da un rapido esame del codice della classe europasscv, sembra che, per quanto riguarda l’indirizzo di posta eelttronica, sia sufficiente (e necessario) ridefinire un comando della classe stessa:
    `
    \documentclass[utf8,italian,a4paper]{europasscv}
    \usepackage[italian]{babel} % sillaba in italiano

    % Modifica:
    \renewcommand*{\toemail}[1]{\href{mailto:#1}{\mbox{#1}}}

    \ecvemail{email.senza.sottolineatura.per@la.stampa}

    \begin{document}
    \begin{europasscv}
    \ecvpersonalinfo

    \ecvsection{Capacit\`{a} personali}
    \ecvmothertongue{Italiano}
    \ecvlanguageheader
    \ecvlanguage{Inglese}{B1}{B1}{B1}{B1}{B1}
    \ecvlanguagefooter
    \end{europasscv}
    \end{document}
    `
    Circa la scritta «Quadro comune di riferimento europeo per le lingue», sei proprio sicuro di volerla togliere? Essa informa chi legge il curriculum che i codici menzionati nella riga precedente (A1/A2, B1/B2, …) fanno appunto riferimento al quadro in questione. Si tratta di un’informazione importante e forse obbligatoria.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: installazione pacchetti #112259
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    Che sistema operativo usi? Che distribuzione di TeX usi?

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Font latex e office #112235
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    T1 non è un font, ma uno schema di codifica (a 8 bit) dei caratteri. Se intendi dire che il tuo sorgente LaTeX inizia con
    `
    \documentclass[…]{…}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    `
    probabilmente stai usando i font cosiddetti «EC», versione europea dei font Computer Modern. Se così è, ti suggerirei di prendere in considerazione, come alternativa, i font Latin Modern: per usarli, basta caricare, in aggiunta, il pacchetto lmodern.

    Per quanto riguarda il resto della tua domanda, per come la leggo io tu non vuoi modificare i font usati dal LaTeX per renderli uguali a quelli usati da Excel, bensì fare il contrario, cioè modificare i font usati da Excel per renderli uguali a quelli usati dal LaTeX. Dunque, quello che stai chiedendo è se e come sia possibile aggiungere i font del LaTeX ai font usati dalle altre applicazioni del tuo computer; chiaramente, questo non è qualcosa che possa essere fatto caricando un pacchetto del LaTeX, e altrettanto chiaramente la risposta richiede di sapere qual è il tuo sistema operativo. Aspettiamo pertanto i tuoi chiarimenti a riguardo. Comunque, la cosa è perfettamente fattibile.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Allineamento margini laterali da una pagina all’altra #112135
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    kia9″ post=112554[…]
    relativamente a \ref lo uso già ma dal momento che sto scrivendo la tesi ho bisogno che la parte di spiegazione della figura sia nelle vicinanze di questa e non un paio di pagine prima.
    […]

    No, tranquilizzati, questa è solo una tua idea, dovuta (perdonami se te lo dico 🙂 ) alla tua probabilmente ancora scarsa esperienza come autore di testi.

    In realtà, per il lettore non è poi così faticoso leggere una spiegazione che si riferisce a una figura che si trova a due pagine di distanza (il che vuol dire che egli deve voltare un singolo foglio avanti e indietro): certo, la situazione ideale è avere figura e spiegazione su uno stesso paio di pagine affiancate (cioè, va benissimo anche se sono fronte a fronte, non occorre che siano sulla stessa pagina), ma in certi casi questo semplicemente non è possibile, e dover voltare un singolo foglio non è un fastidio insopportabile. Prova a riprendere in mano qualcuno dei testi sui quali hai studiato, e a vedere se ti è mai capitato il caso di una figura che non fosse affiancata al testo che faceva riferimento a essa e, se sì, se tale circostanza ti ha causato un tale fastidio nella lettura da dovertene poi ricordare. Comunque sia, l’idea di “ancorare” una figura a una posizione fissa nel testo, tramite l’opzione di posizionamento [tt]H[/tt] resa disponibile dal pacchetto float, è di solito, come ti ha già suggerito @OldClaudio, una cura molto peggiore del male, perché introduce un vincolo il più delle volte semplicemente inaccettabile nella suddivisione del testo in pagine: se la figura non ci sta nello spazio che rimane disponibile su una certa pagina sotto al testo accumulato fino a quel punto, bisognerà per forza inserire — non ci sono santi — un’interruzione di pagina in quel punto, anche a costo di creare enormi spazi verticali vuoti (e non ci vuole molto perché uno spazio verticale appaia «enorme», ti assicuro che a volte basta meno di un centimetro).

    Ciò detto, va anche aggiunto che l’algoritmo per il posizionamento dei cosiddetti «oggetti mobili» (cioè figure, tabelle…) è unanimemente considerato dagli esperti di LaTeX come il punto di gran lunga più debole della versione «2 epsilon» del LaTeX: tutti sono concordi nel ritenere che esso lasci alquanto a desiderare, e invero quella della gestione degli oggetti mobili è una delle aree in cui ci si aspetta che l’introduzione (ormai speriamo prossima) del LaTeX3 porti miglioramenti assai significativi. In effetti, per quanto ne so, è proprio la messa a punto dell’output routine (quella parte del LaTeX che si occupa, fra tante altre cose, appunto anche del posizionamento degli oggetti mobili) che sta ritardando così tanto il rilascio del LaTeX3.

    Nell’attesa, un trucco (piuttosto bieco, ma spesso efficace, e comunque migliore dell’impiego della famigerata opzione di posizionamento [tt]H[/tt]) che si può usare per correggere un problema di posizionamento di un oggetto mobile è… spostare la posizione nel sorgente del codice
    `
    \begin{figure}[tbp]
    \centering
    \includegraphics{…}
    \caption{…}
    \label{fig:…}
    \end{figure}
    `
    che lo genera. Io, di solito, mi trovo bene a seguire la seguente rule of thumb:

    1. come primo tentativo, inserisco il codice che genera una data figura subito prima del primo capoverso del testo che fa riferimento alla figura stessa;
    2. solo in caso di posizionamento fortemente insoddisfacente, provo a spostare il codice che genera la figura in avanti, un capoverso alla volta, sempre inserendolo fra due capoversi;
    3. praticamente mai mi spingo fino al punto di inserire il codice che genera la figura all’interno di un capoverso.

    Si ricordi che gli aggiustamenti alla posizione degli oggetti mobili fanno parte della fase di «revisione finalissima» e, in quanto tali, vanno eseguiti soltanto quando si sta preparando la versione «assolutamente definitiva — non si cambia più nulla — MA DAVVERO!» del lavoro!

    Concludo con un Esempio (più o meno) Minimo Compilabile che illustra quel che ho detto fin qui.
    `
    \documentclass[a4paper]{book}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    % \usepackage[utf8]{inputenc} % non lo uso negli esempi affissi in rete
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage[italian]{varioref}
    \usepackage{graphicx}
    %
    % … altri eventuali pacchetti
    %

    % Il seguente pacchetto serve a facilitare la stesura di documenti di esempio
    % come il presente (MWE = Minimal Working Example = Esempio Mininmo Compilabile
    % = EMC): **non** va usato in un documento reale.
    \usepackage{mwe}

    \begin{document}

    \chapter{Un certo capitolo}
    \label{Chap:Gnu}

    Questo capitolo parla degli gnu (un argomento molto popolare fra gli autori di
    Esempi Minimi Compilabili).

    % Per sperimentare un diverso collocamento della figura, decommentare la linea
    % seguente:
    % \lipsum[1-4]

    \section{Generalit\`{a} sugli gnu}
    \label{Sect:Generalita}

    Diciamo che questo primo paragrafo del capitolo~\ref{Chap:Gnu} serva a
    introdurre l'argomento da un punto di vista generale, e che utilizzi la
    figura~\vref{fig:esempio} per spiegare come sono fatti gli gnu.

    \begin{figure}[tbp]
    \centering
    \includegraphics{image}
    \caption{Immaginate che questo sia uno gnu}
    \label{fig:esempio}
    \end{figure}

    Io mi trovo bene a fare cos\`{\i}: nel sorgente, \emph{prima} metto il codice
    che inserisce la figura, e \emph{poi} comincio a scrivere le spiegazioni
    relative. Immaginiamo dunque che queste siano le spiegazioni: come si vede
    nella figura~\vref{fig:esempio}, nell'anatomia di uno gnu si possono riconoscere
    bla bla bla. Aggiungiamo anche del testo fittizio (del tipo <>) per simulare una spiegazione piuttosto lunga, diciamo
    almeno un paio di facciate: il pacchetto \textsf{mwe} mette a disposizione il
    comando \verb|\lipsum| per generare testo fittizio di questo tipo.

    \lipsum[1-8]

    Diciamo che a questo punto la spiegazione sia finita: \`{e} cos\`{\i} brutta la
    posizione che \LaTeX\ ha scelto per la figura~\ref{fig:esempio}? \`{E}
    cos\`{\i} difficile seguire le spiegazioni e contemporaneamente tenere
    sott'occhio la figura? E soprattutto: {\em sarebbe davvero stato pi\`{u} facile
    seguire le spiegazioni (fino in fondo!\@) e contemporaneamente tenere
    sott'occhio la figura se quest'ultima fosse stata forzatamente collocata subito
    dopo il capoverso che termina con le parole <>?}

    \section{E con una figura pi\`{u} grande?}
    \label{Sect:PiuGrande}

    Grazie tante! — direte voi — Tu hai usato una figura che non pone problemi
    di posizionamento, perch\'{e} \`{e} piccola: ma che succede se usiamo una
    figura che occupa un'intera pagina? Be', proviamo.

    \begin{figure}[tbp]
    \centering
    \includegraphics[height=16cm]{image-10×16}
    \caption{Una figura grande}
    \label{fig:grande}
    \end{figure}

    La figura~\vref{fig:grande} mostra un'immagine che richiede da sola un'intera
    pagina. In dettaglio, essa mostra che bla bla bla.

    \lipsum[9-16]

    Testo che segue la presunta spiegazione della figura~\ref{fig:grande}. Di
    nuovo: \`{e} davvero cos\`{\i} infelice la posizione scelta da \LaTeX?

    \end{document}
    `

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: INCLUSIONE PDF #112165
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    OldClaudio” post=112483No, Gustavo; i tre termini \textwidth, \columnwidth e \linewidth sono tre cose diverse e \linewidth va bene quasi sempre come un alias delle altre due.
    […].

    Hai ragione tu, ho detto una sciocchezza; infatti [tt]\@xfloat[/tt] esegue [tt]\@parboxrestore[/tt] dopo aver posto [tt]\hsize[/tt] uguale a [tt]\columnwidth[/tt] (com’è ovvio, a pensarci: ci mancherebbe che non lo facesse!), e [tt]\@xdblfloat[/tt] reimposta espressamente [tt]\hsize[/tt] e [tt]\linewidth[/tt] al valore di [tt]\textwidth[/tt] dentro la [tt]\vbox[/tt] iniziata da [tt]\@xfloat[/tt]:
    `
    \def\@xdblfloat#1[#2]{%
    \@xfloat{#1}[#2]\hsize\textwidth\linewidth\textwidth}
    `
    Quindi, dentro a un ambiente mobile, [tt]\linewidth[/tt] è l’unico parametro (oltre a [tt]\hsize[/tt], che però non è LaTeX) il cui valore è sempre uguale all’effettiva larghezza dell’ambiente stesso in tutti i casi possibili: composizione a una o due colonne, ambiente mobile asteriscato o non asteriscato.

    Grazie della correzione! 🙂

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: INCLUSIONE PDF #112163
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    OldClaudio” post=112481[…]
    Se usi figure senza asterisco, e specifichi \textwidth, è troppo (perché 17cm non stanno dentro la larghezza di 8cm) ma se specifichi \linewidth di fatto specifichi la larghezza del testo corrente, quindi la larghezza della colonna.
    […]

    [tt]\columnwidth[/tt], non [tt]\linewidth[/tt].

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: margini laterali non allineati #112137
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    È del tutto normale che i margini delle pagine pari e delle pagine dispari siano diversi: infatti, in un libro rilegato in cui le pagine sono stampate fronte-retro sulle due facciate de vari fogli, le pagine con un numero pari finiscono tutte sulla parte di sinistra e quelle con un numero dispari finiscono tutte sulla parte di destra; se i margini fossero uguali, si otterrebbe un risultato simile al seguente`;
    `
    ———————————————————————–
    | | |
    | 2 | 3 |
    | | |
    | Testo, testo e testo | Testo, testo e testo |
    | con altro testo, poi | con altro testo, poi |
    | ancora testo, e così | ancora testo, e così |
    | via… | via… |
    | | |
    `
    Come si vede, al centro resta una fascia di spazio bianco che è troppo ampa rispetto alle due laterali. Un risultato visivo molto migliore si ottiene rimpicciolendo il margine interno:
    `
    ———————————————————————–
    | | |
    | 2 | 3 |
    | | |
    | Testo testo e testo con | Testo testo e testo con |
    | altro testo, poi ancora | altro testo, poi ancora |
    | testo, e così via… | testo, e così via… |
    | | |
    `
    Praticamente tutte le classi di documento LaTeX progettate per produrre libri impostano i margini in questo modo, a meno che non si richieda espressamente la stampa «solo fornte» specificando l’opzione [tt]oneside[/tt]; i pacchetti float e subfloat non c’entrano assolutamente nulla.

    Perché mai dici che una figura non può finire su una pagina diversa da quella su cui appare il relativo testo di commento? Non c’è alcuna norma tipografica che proibisca ciò, e anzi è pratica comune fare proprio così: è proprio questo il senso di collocare le figure in un riquadro «mobile», ed è proprio per questo che le figure hanno un occhiello che le identifica!
    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Allineare formula matematica con foto #112073
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    OldClaudio” post=112407[…] volevo segnalarti che \vcenter e \parbox (senza opzione di allineamento) fanno al stessa cosa; ma per il lettore \parbox potrebbe essere meno misterioso di \vcenter […]

    Be’, certo… lo sapevo! 😉 Il punto è che qui uso un trucco che è intrinsecamente di basso livello, il quale consiste non tanto nell’uso di [tt]\vcenter[/tt] (o di [tt]\parbox[/tt], che, come dice @OldClaudio, sarebbe fondamentalmente la stessa cosa), quanto piuttosto nel racchiudere il comando [tt]\includegraphics[/tt] dentro la primitiva [tt]\hbox[/tt] (e qui [tt]\mbox[/tt], o [tt]\makebox[/tt], non sarebbero affatto la stessa cosa!), in modo che venga eseguito in modo orizzontale ristretto. Bisogna per forza conoscere il comportamento di basso livello del TeX per capire la differenza che ciò comporta, e che risiede nel fatto che la scatola verticale prodotta da [tt]\vcenter[/tt] (o da [tt]\parbox[/tt]) avrà giusto giusto la larghezza della figura inserita, indipendentemente dal valore che il parametro [tt]\hsize[/tt] ha dentro tale scatola verticale. Insomma, visto che il trucco è intrinsecamente di basso livello, mi è sembrato più onesto (per così dire) scriverlo interamente come tale. Si ricordi anche che il comando [tt]\parbox[/tt] richiede un argomento obbligatorio nel quale va specificata la larghezza/giustezza della scatola verticale che esso deve costruire; e mi sembrava che indicare una larghezza fittizia, come, per esempio, [tt]0pt[/tt], per poi avvalermi del fatto che essa sarebbe stata di fatto ignorata, avrebbe finito col confondere ancora di più le idee ai «non iniziati»… 😉 Invece, leggendo [tt]\vcenter[/tt] essi capiscono subito che si tratta di un «incantesimo misterioso»! 🙂

    OldClaudio” post=112407[…]
    Commento: Qualche tempo fa era apparsa la notizia che come attività di rieducazione in carcere, c’era un gruppo che si occupava della traduzione in italiano del TeXbook; non so che fine abbia fatto questo progetto. Ma si potrebbe rilanciare l’idea fra i frequentatori del forum…

    I carcerati hanno forse il problema di trovare modi per occupare il proprio tempo, che molti in questo forum, invece, non hanno affatto! Che strano, però: carcerati appassionati di tipografia e di scienza dei calcolatori…!

    Per quanto riguarda il problema di [tt]\underbrace[/tt], effettivamente i comandi di cui si parla nella sezione 3.1.1 del manuale del pacchetto mathtools, già suggeriti da @OldClaudio, potrebbero essere d’aiuto. Mi sembra però che @Ricky994 chiedesse un’altra cosa. Tuttavia, è cattiva prassi trattare due domande diverse nello stesso filone di discussione: meglio che @Ricky994 apra un nuovo filone per porre — magari un po’ più chiaramente 🙂 — la sua nuova domanda.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Allineare formula matematica con foto #112068
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    ::


    Ci sono tanti modi. Ecco un suggerimento per un’altra possibilità:
    `
    \documentclass[a4paper]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    % \usepackage[utf8]{inputenc} % non lo uso nei codici affissi in Internet
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{amsmath}
    \usepackage{graphicx}

    % Il pacchetto seguente semplifica la generazione di Esempi Minimi Compilabili
    % (= Minimal Working Examples, MWE) come il presente; **non** deve essere usato
    % in un documento reale.
    \usepackage{mwe}

    \begin{document}

    Testo che precede l'equazione.
    \begin{equation}
    \left\{
    \begin{aligned}
    u(x,y,z) &= u^o+z\phi_x(x,y)\\
    v(x,y,z) &= v^o+z\phi_y(x,y)\\
    w(x,y,z) &= w^o+z\phi_z(x,y)
    \end{aligned}
    \right.
    \qquad\qquad
    \begin{gathered}
    \includegraphics[scale=.2]{image}
    \end{gathered}
    \end{equation}
    Testo che segue l'equazione.

    \end{document}
    `
    Nota, fra le altre cose, che ho rimpiazzato il tuo costrutto`\begin{cases}

    \end{cases}`che, a quel che ho capito, tu usavi al solo scopo di avere la parentesi graffa sulla sinistra, con`\left\{
    \begin{aligned}

    \end{aligned}
    \right.`costrutto che, oltre a fornire la graffa, permette anche di allineare le tre equazioni in corrispondenza del segni di uguaglianza.

    Aggiunta

    Si noterà che il codice precedente non allinea perfettamente l’asse mediano della foto con quello delle formule. Si può migliorare questo aspetto usando direttamente un paio di comandi primitivi del TeX:
    `
    \documentclass[a4paper]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    % \usepackage[utf8]{inputenc} % non lo uso nei codici affissi in Internet
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{amsmath}
    \usepackage{graphicx}

    % Il pacchetto seguente semplifica la generazione di Esempi Minimi Compilabili
    % (= Minimal Working Examples, MWE) come il presente; **non** deve essere usato
    % in un documento reale.
    \usepackage{mwe}

    \begin{document}

    Testo che precede l'equazione.
    \begin{equation}
    \left\{
    \begin{alignedat}{2}
    u(x,y,z) &= u^o&&+z\phi_x(x,y)\\
    v(x,y,z) &= v^o&&+z\phi_y(x,y)\\
    w(x,y,z) &= w^o&&+z\phi_z(x,y)
    \end{alignedat}
    \right.
    % \qquad\qquad % decommentare una volta constatato il perfetto allineamento
    \vcenter{\hbox{\includegraphics[scale=.2]{image}}}
    \end{equation}
    Testo che segue l'equazione.

    \end{document}
    `
    Si noti che ho soppresso, commentandolo, lo spazio orizzontale di separazione tra le equazioni e la «foto», per facilitare la constatazione del fatto che ora l’allineamento è perfetto: dopo averlo constatato, raccomando di ricordarsi di ripristinare lo spazio originale! 🙂

    Ho colto l’occasione anche per mostrare come è possibile allineare verticalmente le formule di sinistra sia in corrispondenza dei segni uguale che dei segni più.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Affiancare due tabelle #112033
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    ::

    Ricky994″ post=112351Ciao a tutti!!!
    Ho visto molti altri post aperti su questo problema, ho provato un po a seguirli […]

    Vorrai dire 《un po’》: sai, qui siamo un po’ precisini… 😉

    Ho provato cosi:

    %\begin{table}
    %\begin{minipage}[50cm]
    %\begin{tabular}{|c|c|}
    %\multicolumn{2}{c}{\textbf{Analisi tipo “144”}}\\
    %\hline
    %$V_\infty$ & $u_z$\\
    %\hline
    %$10 \frac{m}{s}$ & $0.01665 [m]$\\
    %\hline
    %$40 \frac{m}{s}$ & $0.2788 [m]$\\
    %\hline
    %$70 \frac{m}{s}$ & $0.9478 [m]$\\
    %\hline
    %$100 \frac{m}{s}$ & $2.3170[m]$\\
    %\hline
    %$140 \frac{m}{s}$ & $5.2586 [m]$\\
    %\hline
    %\end{tabular}
    %\end{minipage} \qquad
    %
    %\begin{minipage}[50cm]
    %\begin{tabular}{|c|c|}
    %\multicolumn{2}{c}{\textbf{Analisi tipo “102”}}\\
    %\hline
    %$V_\infty$ & $u_z$\\
    %\hline
    %$10 \frac{m}{s}$ & $0.0166 [m]$\\
    %\hline
    %$40 \frac{m}{s}$ & $0.2657 [m]$\\
    %\hline
    %$70 \frac{m}{s}$ & $0.8137 [m]$\\
    %\hline
    %$100 \frac{m}{s}$ & $1.6608[m]$\\
    %\hline
    %$140 \frac{m}{s}$ & $2.8067 [m]$\\
    %\hline
    %\end{tabular}
    %\end{minipage}
    %\end{table}

    Così facendo mi riporta le tabelle una sotto l’altra, non capisco perché. Cosa sbaglio??

    Eh, un sacco di cose, ho paura… Adesso sto scrivendo da un tablet che non ha TeX installato, per cui non posso provare alcun codice, ma andando a memoria:

    1. elimina la riga vuota dopo [tt]\qquad[/tt];
    2. l’ambiente [tt]minipage[/tt] non ti serve, eliminalo;
    3. in ogni caso, se vuoi specificarne la larghezza devi usare il suo argomento obbligatorio, non un argomento opzionale;
    4. ciò detto, 50 centimetri di larghezza sono un valore assurdo;
    5. comunque, il codice che hai affisso non sembra essere quello che veramente usi, visto che è fatto tutto di commenti;
    6. ce ne sarebbero tante altre, ma per adesso mi fermo qui. 😉

    Hai provato a leggere un manuale sul LaTeX?

    Ciao.


    Gustavo

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