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31 Marzo 2017 alle 15:43 in risposta a: Riflessioni sulla composizione di una lettera + letteracdp #110139::
Eccomi qua!frix” post=110361acc… giochi a nascondino con le robe del pacchetto! 🙂
Su questo punto è meglio essere chiari: l’ambiente [tt]customletterlogo[/tt] è candidato a essere incluso nel pacchetto cdpaddon, ma non ne fa ancora parte “ufficialmente”. La versione 0.36 del C.D.P. Bundle ne implementa le funzionalità in modo completo, ma non sono ancora sicuro se il comportamento che questa implementazione esibisce sia quello “giusto”; per questo l’ho reso una specie di easter egg, la qual cosa mi consente di svelarne l’esistenza agli utenti che hanno avvertito l’esigenza della funzione che esso fornisce e sono quindi più disponibili a fare, per così dire, da “cavie”.
frix” post=110361se cerchi \pagestyle{letterhead} nella documentazione non esce!
Sì, lo so, la documentazione inclusa nel pacchetto fa pena, prova a leggere il file PDF allegato ([tt]nts2.pdf[/tt])…
frix” post=110361[…] Oggi – che è domani di ieri – aspetterò la seconda parte del dispiegamento di alcuni misteri…
L’ambiente [tt]customletterlogo[/tt] funziona in modo molto simile a [tt]customletterhead[/tt]: come quest’ultimo permette di definire una sorta di [tt]minipage[/tt] il cui contenuto andrà a formare la testatina utilizzata negli stili di pagina [tt]letterhead[/tt], [tt]firstletterhead[/tt], [tt]foldedletterhead[/tt] e [tt]letterheadnpn[/tt], così il primo permette di definire una sorta di [tt]minipage[/tt] il cui contenuto verrà collocato in una certa posizione del foglio quando viene utilizzato uno degli stili di pagina [tt]logo[/tt], [tt]logoheadings[/tt], [tt]logomyheadings[/tt] e [tt]logonpn[/tt]. Precisamente, il contenuto dell’ambiente [tt]customletterlogo[/tt] va a occupare un “rettangolo” il cui angolo inferiore destro coincide con l’intersezione fra la linea di base della testatina e il margine sinistro del testo; in altre parole, viene collocato nella posizione abitualmente riservata a un semplice logo da usarsi in una carta intestata «di continuazione». La larghezza di questo “rettangolo” va specificata nell’argomento obbligatorio dell’ambiente [tt]customletterlogo[/tt], mentre l’altezza viene “finta” uguale a zero, posizionando verticalmente il contenuto secondo le stesse regole che valgono per l’ambiente [tt]customletterhead[/tt].
Il codice seguente esemplifica tutto ciò. Fondamentalmente, l’idea è che per la prima pagina si usa la carta intestata completa (stile di pagina impostato automaticamente dalla classe di documento), mentre per il recto delle pagine successive alla prima si usa la «carta intestata di continuazione» sulla quale compare soltanto un logo (stile di pagina [tt]logo[/tt], da impostare a cura dell’utente). Oh, intendiamoci: il codice è solo un esempio di fattibilità, dal punto di vista estetico il risultato fa schifo!
`
\documentclass[%
twoside,% provare anche con “oneside”
% oneside,% provare anche con “twoside”
boldsubject,italicsignature,shortindent,signaturerule%
]{letteracdp}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{cdpbabel}
\usepackage[dvipsnames]{xcolor}
\usepackage{pict2e}
\usepackage[customletterhead]{cdpaddon}
\usepackage{lipsum}\address{
Prof.~Oliver \textsc{Heavipi}\\
Via Archimede, int.~6 frac.~28\ldots\\
I–96100\quad SIRACUSA\quad SR\\
Italy
}
\signature{Prof.~Oliver Heavipi}
\place{Siracusa}
\date{31~marzo 2017}\pagestyle{logo}
% Provare anche con:
% \pagestyle{logoheadings}\definecolor{LHmaincolor}{named}{TealBlue}
\definecolor{LHformcolor}{named}{RubineRed}
\newcommand*{\barelogo}{%
\begin{picture}(2,0)%
\color{LHformcolor}%
\put(.1,1){\makebox(0,0)[l]{\Large
$\mathstrut e^{\pi i}=1$}}%
\thinlines
\put(1,1){\circle{2}}%
\thicklines
\put(1.7,.7){\circle*{.1}}%
\polygon*(1.7,.9)(1.6,1.4)(1.75,1.5)
\end{picture}%
}
\newcommand*{\barename}{%
\normalsize\slshape
Club per la Propaganda del Pi-greco Pesante\enspace
}
\begin{customletterhead}{\textwidth}
\color{LHmaincolor}
\setlength{\unitlength}{1cm}
\makebox[0pt][r]{\barelogo}\barename
\hrulefill\nobreak\hspace{-2cm}\null
\end{customletterhead}
\settowidth{\longindentation}{\barename}
\renewcommand*{\foldingtagrule}{%
\color{LHmaincolor}\CDPFactoryFoldingTagRule
}
\begin{customletterfoot}{\textwidth}
\centering\color{LHmaincolor}\footnotesize
\ruleacrossheadorfoot[-2cm]
Il Club per la Propaganda del Pi-greco Pesante (C.P.P.P.)
si propone di raddoppiare il valore di~$\pi$.
\end{customletterfoot}
\begin{customletterlogo}{2cm}
\color{LHmaincolor}
\setlength{\unitlength}{1cm}
\centering\normalsize
\barelogo\\
\strut \slshape C.P.P.P.\vspace{-\baselineskip}
\end{customletterlogo}% Mie personali manie:
\hfuzz = 0pt
\vfuzz = 0pt
\lastlinefit = 750\begin{document}
\begin{foldedletterhead}[P.~Pallino]{
Pinco \textsc{Pallino}\\
Viale Arcangelo Gabriele, 99\\
33170\quad PORDENONE\quad PN
}[
Evviva il {\boldmath $\pi$}~pesante!
]\opening{Caro Pinco,}
\lipsum[1-32]
\closing{Cordiali saluti.}
\end{foldedletterhead}
\end{document}
`Ciao.
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Gustavo
30 Marzo 2017 alle 21:38 in risposta a: Riflessioni sulla composizione di una lettera + letteracdp #110137::
Rispondo rapidissimo al punto 2, perché ero già in procinto di andare a dormire: prova a vedere se quel che ottieni impartendo nel preambolo la dichiarazione`\pagestyle{letterhead}`ti può piacere. Ricordati, però, di specificare [tt]twoside[/tt] fra le opzioni della classe.Ma in realtà la “vera” soluzione è usare`\pagestyle{logo}`in congiunzione ocn l’ambiente, ancora “segreto”, [tt]customletterlogo[/tt]: ne parliamo domani… 😉
Ciao.
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Gustavo
::OldClaudio” post=110255Più semplice ancora:`\mu_{\scriptscriptstyle JT}`
Qualunque cosa significhi JT, se va scritto in corsivo matematico, la mia soluzione funziona; se va scritto in tondo funziona la tua.
Be’, attenzione, però:`$\mu_{\mbox{\tiny JT}}$`stamperà il pedice nello stesso carattere con cui viene stampato il testo circostante. Questo significa, per esempio, che all’interno dell’enunciato di un teorema, che viene tipicamente composto in corsivo, anche il pedice apparirà in corsivo (non matematico). Se il pedice deve essere scritto in tondo, la soluzione che io raccomanderei è`$\mu_{\scriptscriptstyle\mathrm{JT}}$`
Ciao.
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Gustavo
::kaka101189″ post=110163gnuplot è installato e le cose nel terminale le avevo scritte come hai fatto tu, però mi dà sempre la stesso errore :\
Provo a buttare là un’ipotesi forse peregrina, anche perché non ho la più pallida idea di come funzionino le cose sotto Windows: non è che per caso tu credi di compilare con l’opzione [tt]–shell-escape[/tt], ma in realtà quella che viene inviata a [tt]pdftex[/tt] è solo [tt]–restricted-shell-escape[/tt]?
Ciao.
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Gustavo
15 Marzo 2017 alle 15:24 in risposta a: Errore caratteri accentati nei segnalibri con arsclassica #109888::
Ho provato a compilare il tuo codice e a me funziona tutto a dovere. Ricordo però che molto di recente (forse addirittura ieri?) c’è stata una discussione sulla chat di TeX.SX, alla quale non ho però prestato attenzione, circa un bug riguardante [tt]\DeclareTextComposite[/tt] introdotto nell’ultimissima versione di hyperref (che io non ho ancora scaricato). Ora, putroppo, ho parecchio lavoro da sbrigare e non ho tempo di indagare, ma questa potrebbe essere una traccia. Per intanto, potresti dirci qual è la tua versione di hyperref?Ciao.
—
Gustavo
::
Strano che nessuno abbia ancora risposto a questa domanda, la quale, del resto, è già stata posta molte volte. Il comando [tt]\marginpar[/tt] ammette un argomento opzionale nel qual è possibile specificare una variante della nota da usarsi sulle sole pagine di sinistra. In altre parole,`\marginpar[Testo per la sinistra]{Testo per la destra}`userà [tt]Testo per la sinistra[/tt] se la nota viene collocata in una pagina di sinistra, e [tt]Testo per la destra[/tt] se la nota viene collocata in una pagina di destra. Suvvia, @Dorian, è scritto in tutte le guide! 😉 / 🙄Pertanto, basterà comportarsi come mostrato nel codice che segue:
`
\documentclass[a4paper,twoside]{report}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[dvipsnames,usenames]{color} % o “\usepackage[…]{xcolor}” se
% preferisci\usepackage{lipsum} % serve solo in questo esempio, per generare del testo
% fittizio (“Lorem ipsum…”)\newcommand*{\MyMarginNoteFormat}{%
\scriptsize \bfseries \leavevmode \color{Gray}%
}
\newcommand{\margin}[1]{%
\marginpar
[\raggedleft \MyMarginNoteFormat #1]%
{\raggedright \MyMarginNoteFormat #1}%
}\begin{document}
Del testo pi\`{u} o meno casuale, che scrivo esplicitamente allo scopo di poter
posizionare, l\`{a} dove decido io\margin{Cio\`{e}, qui!}, una nota marginale.
Seguir\`{a} del testo fittizio generato dal comando \verb|\lipsum|.\lipsum[2] % scelgo un capoverso corto
Mettiamo qui\margin{S\`{\i}, proprio qui; e voglio anche che la nota occupi
pi\`{u} righe, in modo che si veda l'allineamento.} un'altra noticina a margine,
e poi facciam s\`{\i} che \emph{questo stesso capoverso} continui con del testo
fittizio. \lipsum*[1]\lipsum*[3] Ora\margin{Nota a margine: bla, bla, bla.} ho fatto il contrario:
prima il testo fittizio, poi il mio (con nota). Continuo un altro pochino, in
modo da riempire un'altra riga. Acc\ldots\ manca ancora qualcosina!\lipsum[5-6]
Ora dovremmo aver cambiato pagina, e quindi le note dovrebbero apparire a
sinistra. Proviamo: ne metto una qui.\margin{Pippo, Pluto e Paperino con Qui,
Quo e Qua.} Poi continuo con testo fittizio. \lipsum*[4] Ecco,
\verb|\lipsum*[4]| non dovrebbe essere tanto lungo: qui\margin{Non so pi\`{u}
cosa scrivere, ormai\ldots} mettiamo ancora un'altra nota. \lipsum*[6]Mi sembra che funzioni, no?~:-)
\end{document}
`Ciao.
—
Gustavo
::robitex” post=110106[…]
Immagino che ridefinire \par a \@@par non sia una buona idea.
[…]Ovviamente no, in generale 🙂 : quella particolare definizione di [tt]\par[/tt] (e, in particolare, il fatto che il [tt]\@@par[/tt] che vi è contenuto sia circondato da parentesi graffe — sia, cioè, avvolto in un gruppo) è vitale per il corretto funzionamento degli ambienti di tipo [tt]\list[/tt]. Tuttavia, l’ambiente [tt]center[/tt] è basato su [tt]\trivlist[/tt], non su [tt]\list[/tt], e in quanto tale, se non sbaglio, non dipende dalla primitiva [tt]\parshape[/tt]; ne consegue che, nel caso particolare di [tt]center[/tt] (o [tt]flushleft[/tt], o [tt]flushright[/tt]), ridefinire [tt]\par[/tt] come [tt]\@@par[/tt] potrebbe essere innocuo. Io, ora come ora, non ho voglia di provare: se vuoi fare un esperimento tu, e raccontarci poi com’è andata… 😉
Ciao.
—
Gustavo
::samiel” post=109910[…]
Ultimissima cosa: volendo che il titolo risulti in ogni caso tutto in maiuscolo,
dove devo mettere un \MakeUppercase?
[…]Là dove avevo scritto`\noindent #1\par`scrivi invece `\noindent\MakeUppercase{#1}\par`
Approfitto per correggere un errore in quel che ho scritto nel messaggio precedente: non è affatto vero che uno [tt]\strut[/tt] ha le stesse dimensioni verticali di una parentesi! Mi stavo confondendo con [tt]\mathstrut[/tt]. Per esempio, con uno scartamento (interlinea) di 12pt, uno [tt]\strut[/tt] ha, nelle impostazioni usuali, altezza pari a 8.5pt e profondità pari a 3.5pt (notare che 8.5pt + 3.5pt = 12pt, come deve risultare); invece, per esempio, nei font Computer Modern a 10pt, i quali sono disegnati per essere usati, appunto, con uno scartamento di 12pt, le parentesi hanno un’altezza di 7.5pt e una profondità di 2.5pt, per un’altezza totale di 10pt. As ogni modo, resta vero che parentesi e barre sono molto più alte e profonde delle lettere maiuscolette.
Ciao.
—
Gustavo
::samiel” post=109894[…]
Riguardo alla soluzione, per me inarrivabile, proposta la letteracdp, quali vantaggi effettivi presente
rispeto al semplice codice che avevo postato nel secondo messaggio?
[…]Credevo di averlo spiegato, ma lo ripeto volentieri.
- Permette di usare liberamente il carattere che si vuole, senza essere vincolati a comporre il titolo tutto in maiuscolo o maiuscoletto.
- D’altra parte, anche limitarsi a usare solo lettere maiuscole o maiuscolette non garantisce affatto che la spaziatura tra i filetti orizzontali non vari al variare dei caratteri che compaiono nel titolo. Questo perché:
-
non è affatto vero che tutte le lettere maisucole e maiuscolette hanno le stesse dimensioni verticali: per esempio, nel font [tt]cmcsc10[/tt], la [tt]Q[/tt] (maiuscola) ha una profondità di 1.94445pt, la [tt]q[/tt] (maisucoletta) ha una profondità di 1.44444pt, mentre tutte le altre lettere hanno profondità nulla (è, peraltro, vero che tutte le lettere maisucole hanno la stessa altezza, precisamente 6.83332pt, e che, similmente, tutte le maisucolette sono alte 5.13888pt);
- ma, soprattutto, caratteri di punteggiatura come virgola, punto e virgola, parentesi e barra hanno dimensioni verticali che possono differire anche di molto da quelle delle lettere; in particolare, aggiungere a un titolo una barra o delle parentesi tonde o quadre equivale, di fatto, ad aggiungere uno [tt]\strut[/tt].
[/li]
- Il mio codice inserisce degli spazi tra i filetti che sono funzione dello scartamento (volgarmente detto interlinea) con cui il titolo è composto, il quale è a sua volta funzione delle dimensioni del carattere in uso ([tt]\small[/tt], [tt]\large[/tt], [tt]\huge[/tt]…). Non si commetta l’errore di credere che anche [tt]\medskipamount[/tt] e compagni siano sempre “sincronizzati” con le dimensioni del carattere: con le classi di documento standard, infatti, ciò non avviene per niente (la situazione può essere diversa con altre classi).
[/ol]
Ciao.
—
Gustavo
::
Va bene, senti, saprai tu quello che vuoi fare esattamente; quello che volevo dirti è solamente che non sei obbligato a usare caratteri maiuscoletti o maiuscoli al solo scopo di garantire che la distanza fra i filetti orizzontali da te inseriti non cambi quando cambiano le parole del titolo. Puoi usare, come ti ha suggertio @OldClaudio, i «puntelli» o «pilastrini», insomma il comando [tt]\strut[/tt]; solo ricordati che, in questo caso, devi usare tale comando sia all’inizio del titolo, sia alla fine, perché il titolo stesso potrebbe finire con l’occupare più di una riga. Oppure, puoi manipolare direttamente il parametro [tt]\prevdepth[/tt], soluzione che io preferisco perché riduce il numero di oggetti che vengono inclusi nell’output, dato che permette di omettere i puntelli. Inoltre, la soluzione con i puntelli non si preoccupa di assicurare che la posizione verticale della prima riga di testo nel capitolo sia indipendente dalla sua altezza, cosa che, invece, il codice seguente assicura.
`
\documentclass[a4paper]{report}
\usepackage[T1]{fontenc}
% \usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}\makeatletter
% Non uso “\newlength” per evitare di allocare uno “'\skip' register”:
\@ifdefinable\@chap@title@rule@gap{\newdimen\@chap@title@rule@gap}
\renewcommand{\@makechapterhead}[1]{%
% Qui non considero la “\prevdepth”: assumo che un'interruzione di colonna
% preceda immediatamente.
\vspace*{50\p@}%
\begingroup
\setlength\parindent{\z@}%
\setlength\parskip{\z@skip}%
\raggedright \normalfont \large
\hrule
\setlength\prevdepth{\z@}%
\setlength\@chap@title@rule@gap{.1\baselineskip}% si adatta automaticamente
% all'interlinea in vigore;
% il coefficiente (qui,
% “.1”) determina
% l'apertura fra le due
% righe orizzontali
\nobreak \vspace{\@chap@title@rule@gap}%
\interlinepenalty\@M
\noindent #1\par % “\noindent” per precauzione contro un titolo vuoto
\addtolength\@chap@title@rule@gap{.5\baselineskip}% qui il coefficente “.5”
% va invece lasciato fisso
\addtolength\@chap@title@rule@gap{-\prevdepth}%
\nobreak \vspace{\@chap@title@rule@gap}%
\hrule
\nobreak \vskip 40\p@
\endgroup
\setlength\prevdepth{\z@}% pensiamo anche al testo che segue!
}\makeatother
\begin{document}
Lascio una pagina vuota perch\'{e}, con \textsf{TeXShop}, riulsta pi\`{u}
facile fare paragoni fra la seconda e la terza pagina.
\newpage\chapter{Freud e l'arte preraffealita}
Questo capitolo esplora i legami tra psicanalisi e produzioni artistiche.\chapter{…}
Titolo di minuscola altezza e profondit\`{a} nulla.
\end{document}
`Ciao.
—
Gustavo
::
Però, in tal caso, non capisco cosa ci sia da regolare in automatico: se usi il maiuscoletto, o il tutto maiuscolo, i titoli non hanno sempre la stessa altezza, indipendentemente dalle parole che contengono? A parte casi particolari, s’intende, ma, in linea di massima, non dovrebbe essere così?Scusa, forse sono io che sono baùco e non capisco… 🙂
Ciao.
—
Gustavo
::samiel” post=109643[…]
In realtà il testo non è centrato perché le misure sono approssimative, e se modifico il font
tutta la collocazione salta. C’è modo per impostare le linee in modo che si regolino
in funzione dell’altezza del testo “in automatico”?
[…]Non ho capito bene cosa intendi.
- La distanza delle linee deve restare la stessa indipendentemente dall’altezza dei caratteri che compaiono nel titolo, oppure le linee devono essere più lontane fra loro quando il titolo contiene (anche) lettere alte e più vicine quando esso contiene solo lettere basse? Mi spiego meglio: supponiamo di non usare il maiuscoletto, ma il minuscolo alternato a qualche maiuscola; supponiamo di avere due titoli, «Corpo di Bacco!» e «mmm…» (il primo ha ascendenti e discendenti, il secondo no); supponiamo di comporli entrambi con lo stesso font alla stessa dimensione; la distanza fra le righe deve essere la stessa nei due titoli, o deve essere maggiore per il primo e minore per il secondo?
- Se la distanza fra le due righe deve restare la stessa, come va collocata la diversa quantità di spazio che di conseguenza deve restare vuoto? Più precisamente, quattro titoli come «Corpo di Bacco!» (ascendenti e discendenti), «Orsi bianchi, trichechi…» (solo ascendenti), «… e pinguini» (solo discendenti) e «mmm…» (né ascendenti, né discendenti) devono essere collocati in modo che la loro linea di base si trovi, in tutti e quattro, alla stessa distanza dai due filetti, o in modo diverso? E, in questo secondo caso, in quale modo?
Ciao.
—
Gustavo
::
Non intendo prendere a modello le istruzioni del modello Unico; dicevo solo che scritture del genere di quella che esemplifico di seguito si trovano frequentemente anche in testi universitari, anche di fisica e di ingegneria.
`
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{amsmath}\begin{document}
Calcoliamo il limite
\[ \lim_{x\to+\infty} \frac{3x^{4}-2x^{3}-x+2}{x^{4}-3x^{2}+5} \]
Raccogliamo a numeratore e a denominatore la potenza di~$x$ di grado pi\`{u}
alto:
\[
\begin{split}
\lim_{x\to+\infty} \frac{3x^{4}-2x^{3}-x+2}{x^{4}-3x^{2}+5}
&= \lim_{x\to+\infty}
\frac
{x^{4}\cdot(3+\text{termini infinitesimi})}
{x^{4}\cdot(1+\text{termini infinitesimi})} \\
&= \lim_{x\to+\infty}
\frac
{3+\text{termini infinitesimi}}
{1+\text{termini infinitesimi}} = 3
\end{split}
\]
\end{document}
`
Mi sembra di capire che, secondo quel che dici, le norme ISO vieterebbero di far ricorso a una notazione del genere. E allora, cosa tali norme raccomanderebbero di scrivere in una situzione come questa? Forse o(1) («o piccolo di 1»)?Ciao.
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Gustavo
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